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giovedì 20 settembre 2007

Ricetta Tibetana

Alla fine degli anni '90, non ricordo bene in quale occasione, in ufficio mi arrivò tra le mani la fotocopia del dattiloscritto di una “ricetta tibetana” a base di un estratto d'aglio. La portai a casa, la misi da parte... e la dimenticai. Mi è rispuntata fuori riordinando alcune carte proprio quest'estate - ritengo non per caso - e tra pochi giorni comincerò a sperimentarla di persona. Ho cercato su internet per verificare quanto fosse conosciuta e ho scoperto che ne circolano anche altre versioni (a dimostrazione di quanto il passa-parola sia stato attivo) differenti solo per piccoli particolari.
RICETTA TIBETANA
Questa antica ricetta cinese è stata ritrovata nel 1971 da una commissione UNESCO nelle rovine di un convento tibetano. La ricetta è stata tradotta in ogni lingua del mondo per avvicinarla alla medicina dei nostri giorni.
INDICAZIONI
La ricetta è indicata per tutto l'organismo in genere: tiene elastiche le vene e le libera dal colesterolo, previene l'infarto, l'ictus cerebrale e il cancro, mantiene il cuore in salute, migliora la vista ed elimina il mal di testa.
PREPARAZIONE
Sbucciare, lavare e schiacciare 350 g di aglio, metterlo in un recipiente di vetro in 300 g di alcool puro a 95 gradi, chiudere ermeticamente e lasciare riposare per 10 giorni in una stanza fresca. Passato questo tempo, l'undicesimo giorno si filtra (in una garza o altro) il composto spremendo bene l'aglio. 3 giorni dopo si può cominciare la cura.
INDICAZIONI E DOSI
Si prende con 50 ml (¼ di bicchiere) di latte a temperatura ambiente a gocce secondo la seguente posologia:
1° giorno: 1 goccia a colazione, 2 a pranzo, 3 a cena.
2° giorno: 4 gocce a colazione, 5 a pranzo, 6 a cena.
Si continua così ad aumentare di una goccia la dose ogni assunzione fino ad arrivare al 5° giorno con 13 gocce a colazione, 14 a pranzo, 15 a cena.
A questo punto si riparte da 15 gocce e si decresce la dose, sempre di una goccia alla volta.
6° giorno: 15 gocce a colazione, 14 a pranzo, 13 a cena fino ad arrivare al 10° giorno con 3 gocce a colazione, 2 a pranzo, 1 a cena.
Dopo di che si continua prendendo 25 gocce 3 volte al giorno finché si è finito tutto il preparato.(suggerisco una piccola variazione: 26 gocce 3 volte al dì)
Si consiglia di ripetere la cura dopo 5 anni.
Non abbiate paura dell'odore dell'aglio! Preparato in alcool e latte l'aglio è molto buono, e preso durante il pasto non lascia un gusto cattivo.
In altre versioni, che ho letto su internet, si indica di tagliuzzare finemente l'aglio e (in questo caso) di utilizzare solo 200g di alcool. A me sembra più che adeguato schiacciare l'aglio in un mortaio (senza ricorrere a lame) considerato che resta a macerare in alcool per 10 giorni. E ho verificato che 300g d'alcool è la dose perfetta per ricoprire tutto l'aglio pestato messo dentro un un barattolo di vetro. C'è poi chi propone di riporre il preparato in frigorifero durante i 10 giorni di riposo, però mi pare più sensato riporlo in un luogo naturalmente fresco.
L'aglio da sempre è noto e utilizzato per le sue virtù medicinali e non solo quelle (si pensi all'uso contro i fantomatici vampiri!). Per quel che riguarda l'origine della ricetta ritrovata nel monastero tibetano, qualcuno la vuole scritta (con geroglifici) su una lastra d’acciaio, altri su una tavoletta di argilla. C'è chi ne attribuisce l'origine ai Sumeri, da cui sarebbe passata agli Egizi e da questi ai Tibetani. Chi suggerisce che i Sumeri a loro volta l'avessero appresa da qualche altra più antiche civiltà perduta.

2 : commenti:

pico ha detto...

Ciao,
ho letto altrove di usare l'acqua al posto del latte. (http://evoluzione.forumfree.it/?t=53508821)
Qual'è la ricetta originale ?
Latte o Acqua ?

MI dici se l'hai provata com'è andata ?

Daniele ha detto...

La ricetta mi pervenne sotto forma di un dattiloscritto almeno degli anni '80 se non '70. C'era il latte, e non mi pare che quando una decina di anni fa cercai su internet notizie di tale ricetta ci fossero alternative al latte. Anche perché credo contribuisca un po' a stemperare l'odore. Il problema non è infatti il sapore ma l'odore dell'aglio!

Come andò? Non arrivai a finire tutta la boccetta, ne consumai circa 2/3 poi esaurii la mia determinazione... il problema fondamentale era portarsi la boccetta in giro: quando la aprivo si sentiva! E per quanto la lavassi esternamente spesso, e per quanto la richiudessi con cura, puzzicchiava un po' anche da chiusa. Insomma, una cura non facile da conciliare con l'attività lavorativa e le esigenze mondane! ;)

Male non mi fece! Però tendenzialmente godo di buona salute a prescindere, per cui di questa cura in definitiva non posso testimoniare né bene né male.

In bocca al lupo! :)

P.S. Non vidi vampiri in giro dalle mie parti in quei mesi! :)))

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