Un blog per appassionati d’Amore onestà spiritualità arte poesia politica democrazia sostenibilità tecnologia green-energy cold-fusion LENR medicina alternativa cambi di paradigma rivoluzioni scientifiche criptoarcheologia e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Uno specchio capovolto della realtà: qui siamo una società gilanica, fuori c’è il patriarcato; qui siamo pro E-Cat, fuori c’è il petrolio... per fare previsioni sull’esterno invertite SEMPRE i risultati dei nostri sondaggi interni!

>>>> CERCHI LIBRI SUL BENESSERE DEL CORPO, DELLA MENTE E DELLO SPIRITO?

sabato 3 marzo 2007

Il segreto del mio pesto

Tutti quelli che hanno assaggiato il mio pesto alla genovese lo hanno trovato squisito. Mia figlia in particolare, che prima non mangiava mai la pasta condita con questa salsa, adesso l'ha innalzata a rango di piatto preferito. In effetti prima le avevo sempre proposto dei pesti comprati già confezionati e quelli continua a non volermeli mangiare!
È da pochi mesi che ho preso l'abitudine di preparare il pesto. Per caso, leggendo gli ingredienti riportati sulle confezioni, mi sono accorto che nei pesti "genovesi" pronti non c'è traccia di pinoli (sic!): al loro posto ci sono gli anacardi che evidentemente devono costare molto meno all'industria alimentare. 
Quando mi metto a fare il pesto (con i pinoli!) ne faccio una ventina di porzioni per volta, secondo le dosi riportate dal mitico Talismano della felicità: 150g di pinoli, 300g di formaggio, 3 bicchieri d'olio, 3 spicchi d'aglio, basilico quanto basta e un poco di sale. Il segreto della bontà del mio pesto non sta certo nell'esperienza che ho maturato a prepararlo e nemmeno nella qualità degli ingredienti. Beh certo, l'olio è umbro e preso al frantoio locale, ma i pinoli sono acquistati al supermercato, il formaggio (1/3 di pecorino, 1/3 di parmigiano, 1/3 di grana) è quello già grattato e confezionato, anche il basilico è quello comprato. 
Il segreto è semplicemente che ci metto circa due ore a prepararlo... perché lo faccio tutto a mano! Niente frullatori, mixer, tritatutto. E paradossalmente nemmeno il mortaio... da cui - immagino - derivi il nome "pesto". Sminuzzo pinoli, aglio, basilico (ognuno a parte) con la mezzaluna. Ma alla fine è triturato meglio di come farebbe un frullatore, pur non spappolato come accadrebbe pestandolo. 
Ci dedico tempo, mi ritaglio due ore che diventano una sorta di meditazione, per offrire alle persone che amo qualcosa fatto con amore. Tempo e amore, questo è il segreto... e si sente. Se qualcuno dovesse fare la stessa operazione di malavoglia... magari lamentandosi di non avere un robot da cucina e di stare sprecando tempo a farlo a mano... sospetto che il pesto non verrebbe altrettanto buono! 


POST SCRIPTUM DEL 2010. Devo confessare che un annetto dopo cedetti alla comodità di un minipimer elettrico con annesso tritatutto: il pesto viene meno buono, non si discute. Ma il vantaggio di prepararlo in 10 minuti e utilizzare il tempo rimanente per altre cose è troppo grande. Anche perché altrimenti mia figlia aveva da aspettare parecchio prima che riuscissi a trovare il tempo necessario per prepararle il pesto. La dose di amore che ci metto, ho cercato però di lasciarla invariata!

0 : commenti:

Posta un commento

Ovviamente 22passi è un blog, non una rivista on line, pertanto la responsabilità di quanto scritto in post e commenti appartiene solo ai rispettivi autori.

Related Posts with Thumbnails