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mercoledì 25 novembre 2015

Jet russo abbattuto: giammai sia come Sarajevo.

298 : commenti


Putin parla di pugnalata alle spalle.  
Endogan risponde che il Su-24 russo ha violato lo spazio aereo turco, ma, a vedere la cartina diffusa dalle sue forze armate come prova di tale "profonda violazione", ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere!

I popoli di tutto il mondo piangono. 
L'IS sicuramente ride.

Una azione di volo nei pressi di un confine frastagliato, più che una violazione. Uno sconfinamento "millimetrico". Semplicemente un pretesto: annunciato, premeditato, cercato, voluto a tutti i costi per riaccendere i fuochi della Crimea, allontanare nuovamente NATO e Russia e spezzare il nascente fronte unito contro le marionette dell'IS o ISIS che dir si voglia.

È più che evidente che non sono i popoli del mondo a volere questa "terza guerra mondiale a pezzi", tanto meno essi desiderano che i suoi pezzi vengano composti insieme a formare un unico puzzle di sangue e orrore.

E noi tutti dovremmo cominciare a chiederci sul serio chi e quali interessi si celino dietro le mosse di una minoranza di fanatici, che del vero Islam usurpano nome e religione. Se le clamorose defaillance che da 14 anni colpiscono le intelligenze dei paesi occidentali siano davvero una fatalità o ben altro.

Ma siamo stati ben preparati a non scendere in piazza per manifestare a favore della Pace... sia mai, potremmo essere falcidiati dai terroristi!

Nessun essere umano vuole che il 24 novembre 2015 entri tristemente nel diario della Storia, occupando lo stesso ruolo che ebbe il 28 luglio 1914

E chi lo vuole non può essere definito un essere umano.

Tutti gli esseri umani vogliono che le marionette del terrore siano spazzate via, ma devono volere con ancora più forza che vengano cancellati dalla faccia della terra tutti quelli che ne tirano i fili.


domenica 22 novembre 2015

Figli e padri così son la speranza del mondo

16 : commenti



Giornalista:  
Hai capito cosa è successo? Hai capito perché queste persone hanno fatto questo?

Bambino: 
Sì, perché sono molto molto cattivi... e i cattivi non sono molto gentili... e bisogna fare molta attenzione... bisogna cambiare casa.

Papà:
Non avere paura, non c'è bisogno di cambiare casa, la Francia è la tua casa.

Sì, ma ci sono i cattivi papà...

Sì, ma i cattivi ci sono dappertutto

Hanno le pistole per spararci addosso perché sono molto cattivi, papà...

Sì, loro hanno le pistole, ma noi abbiamo i fiori...

Ma i fiori non fanno niente... servono per...

Vedi quanti fiori qui?

Sì.

Servono per combattere gli assassini.

Per proteggerci?

Sì.

E queste candele?

Sono per non dimenticare le persone che se ne sono andate

Sono per proteggerci, i fiori e le candele...!

Va meglio adesso?

Sì, va meglio.

giovedì 19 novembre 2015

Keshe, siamo pronti per il test!

111 : commenti
(post di Andrea Rampado)


Come promesso, mi sono occupato di prendere contatto con l'organizzazione di Keshe per chiedere la possibilità di effettuare una verifica e delle misurazioni sul dispositivo Magravs con i tecnici del GSVIT.


Ho contattato il sig. Giovanni Lapadula di Bari, Presidente della fondazione Keshe Italia. Con grande sorpresa ho scoperto che è un assiduo lettore della rivista NEXUS con la quale collaboro da quasi 15 anni e si è reso disponibile ad organizzare una conferenza stampa per la presentazione del Magravs, al tempo stesso ci offre la possibilità di verificare e misurare con i tecnici del GSVIT quanto loro affermano in merito alla produzione di energia dal plasma.

Seguendo in rete quanto sta accadendo dopo l'annuncio del 16 Ottobre (1) e il rilascio delle informazioni necessarie a replicare il dispositivo Magravs 10 giorni dopo (2), ho scoperto che in molte parti del mondo centinaia se non migliaia di persone hanno auto-costruito il dispositivo seguendo le indicazioni di Keshe (3).


Quasi tutti dichiarano di aver ottenuto dei risultati positivi, alcuni dei quali addirittura avrebbero prodotto 10 volte l'energia in ingresso al dispositivo.


Ho prontamente comunicato all'Ing. Mario Massa del GSVIT quanto sopra riportato e si è reso disponibile per effettuare il test che probabilmente potrebbe avvenire entro le prossime due settimane.
  1. https://youtu.be/eqwxKwG93Hg
  2. http://blueprint.keshefoundation.org/blueprint.html
  3. http://livestream.com/KFWorkshops/blueprint 
AGGIORNAMENTO del 21/11/2015

domenica 15 novembre 2015

Il Sultano e San Francesco

59 : commenti
Dopo la tragedia delle Twin Towers, il 29 settembre 2011 la giornalista e scrittrice Oriana Fallaci (1929-2006) pubblicò sul Corriere della Sera il noto articolo La rabbia e l'orgoglio che in seguito sviluppò nel libro dal titolo omonimo edito da Rizzoli. Pochi giorni dopo, il 7 ottobre 2001, le rispose sempre dalle pagine del Corriere il collega Tiziano Terzani (1938-2004) con un articolo intitolato IL SULTANO E SAN FRANCESCO - non possiamo rinunciare alla speranza:


Ne consiglio spassionatamente la lettura, proprio ora, dopo una tragedia inenarrabile e ingiustificabile come l'attacco dell'ISIS a Parigi di poche sere fa.

Le posizioni diametralmente opposte di Tiziano e Oriana, sono "esemplari" della polarizzazione estrema che nel XXI secolo ha assunto in occidente il dibattito su quali possano essere le risposte risolutive al terrorismo di matrice islamica. Come dice Terzani:
"Non si tratta di giustificare, di condonare, ma di capire. Capire, perché io sono convinto che il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che li rendono tali."
Al riguardo può essere molto utile il video in lingua spagnola che segue (sponsorizzato da Save the Children) sottotitolato in italiano, che cerca di far capire a chiunque come l'escalation della crisi siriana abbia radici molto antiche.


Si sa che la guerra annulla e sospende molte regole su cui la Società, in tempo di pace, si fonda... ma penso che nessuno abbia dubbi sul fatto che l'obiettivo (per tutta l'Umanità) debba essere quello di arrivare a uno stato permanente di Pace diffusa e non di guerra diffusa.

L'ISIS è un problema militare? Sì, senza dubbio.

È solo un problema militare? No, senza dubbio.

È un problema che richiede anche risposte geopolitiche? Sì, senza dubbio.

L'Europa è chiamata a dare, a breve termine, risposte militari all'ISIS.
Ma è soprattutto chiamata a trovare, a medio e lungo termine, risposte geopolitiche (politiche, diplomatiche, economiche) per costruire la pace dopo la guerra.

Quello che sicuramente NON ci serve in questo momento sono i demagoghi che vogliono far passare queste false equivalenze: terroristi dell'ISIS = Islam = tutti i musulmani = tutti gli Arabi. Comunque la si voglia vedere tali equivalenze sono infondate storicamente, culturalmente, religiosamente, e alimentano rabbia, paura, sospetto e intolleranza quanto lo stesso terrorismo dell'ISIS. In altre parole fanno il gioco dell'ISIS.

Leggete l'articolo scritto da Terzani nel 2001, attuale oggi ancora più di allora, e guardate il video sulle origini della crisi siriana... poi, se vi va, parliamone.

mercoledì 11 novembre 2015

Andrea Idini risponde

266 : commenti
Alla fine del suo post Ca-cat: una "cagata pazzesca"o il segreto dell'e-cat? del 25 ottobre scorso, Silvio Caggia aveva così concluso: "I tecnici del blog di Franchini sono compatti nella convinzione che il ca-cat non possa funzionare, la spiegazione dettagliata del perché però è secondo loro troppo complessa per l'uomo della strada come me, che dovrebbe mettersi a studiare seriamente la fisica nucleare se volesse capirla"
Aveva pertanto evocato "una sorta di buon Piero Angela" che riuscisse a spiegargli tali motivazioni troppo complesse per l'uomo della strada... be' gli è andata molto meglio! Ieri Andrea Idini, un fisico che andrebbe encomiato già solo per l'infinita pazienza e competenza che ha avuto nel rispondere alla pioggia di commenti del nostro tenace Silvio nel blog di Camillo Franchini, gli ha risposto con una lunga e dettagliata email, autorizzandoci a pubblicarla su 22 passi. 

Pubblichiamo dunque integralmente la risposta del Dr. Andrea Idini, ricercatore in Fisica Nucleare presso l'Università di Jyväskylä, al post di Silvio Caggia intitolato Ca-cat: una "cagata pazzesca"o il segreto dell'e-cat?

Andrea è ricercatore in Fisica Nucleare presso l'Università di Jyväskylä, fa un po' di docenze in varie arti d'Europa (in UK in particolare) ed anche un blogger che fa divulgazione scientifica su www.phme.it

Anche se le sue posizioni - rispetto alle speranze che questo blog tuttora nutre circa e-cat e LENR - sono paragonabili a una doccia fredda, invito i lettori di 22passi a tributargli un giusto e caloroso benvenuto!

***

Email inviata da Andrea Idini a Silvio Caggia il 10/11/15

Rispondendo all'articolo di ipotesi di S­ilvio Caggia sul funzionamento dell'e-ca­t sarebbe necessario dipanare una discus­sione di centinaia di commenti. Non perc­hé l'argomento dello stesso sia controverso, ma perché la comprensione della fisi­ca nucleare non è alla reale portata di ­chi non ha dominato le quantità e i conc­etti della meccanica quantistica.

Cercherò di riassumere e restare precis­o, ma chiaro, parlando di fondamenti di F­isica Nucleare. Purtroppo per questo mot­ivo mi dilungherò molto e "non ho avuto il tempo di farlo più breve".

L'intero articolo è costruito sull'assun­to che una certa disposizione molecolare­ possa influenzare le probabilità di rea­zioni nucleari (le sezioni d'urto), cosa­ che Caggia stesso nel seguente commento­ aveva sostenuto: "Questa quantità ­(la sezione d'urto)­ vale ovunque si verifichino le condizio­ni di energia indicate!" ­


Dato che la sezione d'urto si mantiene s­empre identica:


1. È giusto che non c’è differenza fra­ acceleratore e ambiente, finché l’ambi­ente si mantiene a condizioni ragionevol­i, perché i nuclei sono dannatamente en­ergetici ché per influenzarli direttamen­te con condizione esterne serve minimo u­na supernova:  una Stella che brucia a 1­ milione di gradi è ininfluente per i n­uclei: un nucleo di Litio rimane un nucl­eo di Litio… etc… una supernova o una stella di neutroni iniziano ad avere pressi­oni che distorcono anche la materia nucl­eare, la portano in condizioni fuori dall­a normalità, ma possiamo studiare anche­ quello con opportune considerazioni.

Ovvero la probabilità di una reazione di­pende dall'energia del proiettile e dal ­tipo di bersaglio, non dal circondario.

Che ci sia un reticolo o meno non fa la ­minima differenza a un nucleo. Il motivo­ è perché nucleo e atomo viaggiano a ord­ini di grandezza diversi e gli orbitali ­atomici e le distanze reticolari sono enormemente più grandi di quanto sarebbero­ necessarie. Le densità che ho citato (su­pernove e affini) sono le uniche che per­mettono, appunto, questo tipo di trucchi­ perché gli atomi sono schiacciati insie­me quanto basta, che è tantissimo.
Un atomo è grande 10^-10m, un nucleo 10­^-15m.

L’esempio classico è un cane (~1m) sul s­agrato del Duomo, quello è il nucleo. La­ nuvola elettronica si estende per ~10 k­m fino alla tangenziale di Milano!

Fra l'altro la nuvola elettronica è trid­imensionale quindi efficacemente le dist­anze sono ancora più drammatiche (lo sa ­chiunque ha esperienza da sommozzatore).­ Insomma non puoi spingere il cane se ap­plichi una spinta a 10km di distanza!

Poi c’è un motivo più profondo di questo­, e sta nel fatto che cani e freccette e­ bersagli sono cose classiche, e non qua­ntistiche.
C’è un motivo per cui le cose quantisti­che non interagiscono bene a ordini di g­randezza diversi, ed è che sono funzioni­ d’onda.
Un’entità quantistica che non dispone d­i energia sufficiente, sarà letteralment­e trasparente a strutture piccole, perch­é la sua lunghezza d’onda è molto più lu­nga della dimensione con cui vorresti ch­e interagisse.

È lo stesso motivo per cui puoi ascoltare la radio dentro casa, ma non vedi attraverso i m­uri: le onde radio hanno lunghezza d’ond­a che si misurano in diversi metri (o an­che 1km nel caso AM!), quindi tutte le strutture grandi cm (i muri) non le vedon­o. La televisione ha lunghezze d’onda at­torno al metro, per questo motivo contie­ne più informazione, ma è anche più sensi­bile a come posizioni l’antenna se dentr­o casa e per avere una migliore ricezion­e bisogna posizionarla fuori. Il satelli­te è intorno al decimetro, quindi è nece­ssario posizionare la parabola all’ester­no perché il segnale rimbalza sui muri s­pessi qualche cm.
E così via, fino al visibile che ha lun­ghezze d’onda di qualche centinaio di nm­, e infatti riesci a vedere (se hai gli ­occhi abbastanza buoni) la cruna di un a­go, i pixel di uno schermo… etc… ed indirettamente effetti che arrivano a livelli­ quasi atomici: ad esempio la rifrazione­ che genera l’arcobaleno in una pozzangh­era sporca deriva da uno strato di pochi­ atomi di olio (fino a superfici monoato­miche). Se vedessi in profondo infraross­o come i serpenti non potresti vedere ef­fetti monoatomici di quel tipo, gli infr­arossi sono completamente trasparenti a ­superfici monoatomiche! Una pozzanghera ­con un sottile strato d’olio appare ugua­le a una pozzanghera pulita in infraross­o.

Controintuitivamente (d’altronde ha meri­tato il premio Nobel di Einstein) minore­ lunghezza d’onda = più energia:

Quindi è NECESSARIO che i protoni abbian­o energia attorno al MeV altrimenti la l­unghezza d’onda, unita alla repulsione c­oulombiana, determinerebbe che due proto­ni non si vedono proprio, esattamente co­me le onde radio non vedono i muri e i v­ostri occhi non vedono i nuclei!

Il claim che orbitali atomici eccitati p­otrebbero aiutare ed altri effetti a re­ticolo è decisamente immotivato, e non è­ mai quantificato perché non c'è molto d­a quantificare: un protone che ha energi­a sufficiente per influire sul nucleo è ­penetrante negli orbitali atomici e al r­eticolo molecolare, e viceversa il retic­olo molecolare è trasparente ai nuclei c­ome il muro per le vostre onde radio.


2. Quindi le reazioni che sperimentalmen­te studiamo negli acceleratori sono le s­tesse in qualsiasi condizione che possa ­avvenire (per quanto ne sappiamo) sulla ­Terra (vedi sopra). Al più vanno adatta­te considerazioni teoriche oramai ben no­te (cinematica inversa) e che comportano­ fattori scala facilmente calcolabili.

Negli acceleratori e nella fisica nuclea­re abbiamo teorie e pratiche sperimental­i molto consolidate, dall'ottimo potere ­esplicativo e dal buon potere predittivo­. L'influenza dei primi stati eccitati o­ altri effetti nucleari a bassa temperat­ura è già stata eviscerata negli anni '6­0 e purtroppo non c'è molto spazio fra q­ueste mura.

Il "famoso" paper "Cook-Rossi" è tendenz­ialmente uno scherzo che si smentisce d­a solo (http://www.phme.it/blog/2015/04/10/phringe-arxiv-teorico-rossi-e-cook-e-archetipo-della-balla-detta-in-modo-scientifico/), le cui premesse falsificano le conclu­sioni. 

Inoltre il modello non ha alcun fondamen­to pratico: i nuclei non solo sono fluid­i ma superfluidi­, ruotano, vibrano e si mischiano (un po­' di immagini carine qui, cliccando in g­iro: https://groups.nscl.msu.edu/charge_exchange/images/ivgmr.gif), e Cook li suppone inchiodati in un re­ticolo perché piace a lui.


3. Un protone, per innescare una reazion­e, deve avere un’energia nell’ordine del­ MeV, dopodiché la sezione d’urto croll­a per ovvie considerazioni che abbiamo f­atto sopra (qui quantitativamente: https://fusionefredda.files.wordpress.com/2015/09/li-alfa.gif). La Temperatura e la Pressione e le al­tre variabili termodinamiche, sono metod­i statistici di scrivere l’Energia. 

A questo punto è possibile calcolare la­ temperatura e la pressione necessarie s­enza troppi fronzoli utilizzando le info­rmazioni a nostra disposizione. 

Abbiamo una tensione fra proprietà term­odinamiche del materiale, dissipazione d­ell'energia e reazioni nucleari.

Intuitivamente se avessimo una reazione ­molto molto ­probabile, che generi come prodotti di ­reazione ciò che è necessario per gene­rare la reazione stessa, potremmo innesc­are una reazione a catena partendo da po­chi (finanche un singolo) proiettile acc­elerato: il primo proiettile ha più prob­abilità di innescare la reazione richies­ta che di dissipare, a quel punto i prod­otti di reazione a loro volta hanno più ­probabilità di innescare che dissipare, ­creando così una reazione a catena.

Se avessimo al contrario una reazione assai poco  probabile, il primo proiettile ha poche­ possibilità di innescare la reazione se­guente e rilasciare due proiettili, perc­hé è molto più probabile che dissipi. An­che nel caso in cui inneschi la reazione­ generando [proiettili], questi ultimi saran­no molto portati a dissipare termicament­e piuttosto che a generare altre reazion­i. Statisticamente il funzionamento sarà­ così smorzato da non generare alcun rea­ttore che riesca ad autosostenersi.

Questo è il principio con cui funzionano­ i comuni reattori nucleari a fissione: ­la fissione indotta dal neutrone è molto­ probabile ed avviene anche a temperatur­e molto basse (anche termiche sull'Uranio-235, quindi anche nel caso che il neut­rone venga completamente smorzato anche ­solo il movimento termico di pochi eV è ­sufficiente). 

La delicata tensione fra la dissipazione­ di energia in ambiente, e la preservazi­one di energia per generare altre reazio­ne è ciò che determina lo stato di un re­attore.

Se i proiettili dissipano energia più ve­locemente di quanto riescano a generarne­ di nuova tramite altre reazioni, si tra­tta di uno stato "sub-critico", come l'U­ranio naturale che non è tiepido e non r­ilascia sostanziali quantità energetiche­.

Se i proiettili dissipano molta poca ene­rgia e generano nuove reazioni molto vel­ocemente in un processo a valanga espone­nzialmente crescente (1 neutrone genera ­2, che ne generano 4, poi 8, che subito ­diventano 16, 32 e in pochi passaggi e f­razioni di secondo si arriva a 10^23 neu­troni che hanno esaurito una parte sosta­nziale dell'uranio e solo in quel moment­o rilasciano energia nell'ambiente) si h­a una situazione "super-critica" che è q­uella tipica delle bombe nucleari.

Se i proiettili e i bersagli sono in equ­ilibrio con la dissipazione di energia, ­si ha una situazione "critica" esotermic­a che è quella dei reattori nucleari.

Sembra molto difficile, ma in realtà il c­oncetto è lo stesso che permette al meta­no di fare una fiamma che brucia, mentre­ la benzina è più esplosiva mentre lo zu­cchero si caramella ma non brucia e l'ac­qua spegne i fuochi: a seconda della qua­ntità e gradualità energia rilasciata ab­biamo un processo chimico lento che rich­iede energia esterna e non si autosostie­ne, una fiamma costante, o un'esplosione­.

Nelle condizioni dell'uranio naturale la­ percentuale di neutroni nell'ambiente e­ la loro temperatura e pressione non è s­ufficiente a generare una reazione criti­ca, motivo per cui non abbiamo reattori ­nucleari in natura indipendentemente dal­la concentrazione (ma li abbiamo avuti m­ilioni di anni fa, quando l'Uranio natur­ale era più ricco dell'isotopo 235 e con­ opportune condizioni di pressione e schermatura neutronica delle rocce circosta­nti, vedi l'avvenimento di Oklo in Gabon­). Man mano che arricchiamo di Uranio-23­5 che è efficacemente un "rilasciatore a­utomatico" di proiettili è sempre più pr­obabile andare in stato critico e superc­ritico. Un sistema di puro Uranio-235 pu­ò facilmente andare in condizione critic­a (e difatti è il carburante di sottomar­ini e portaerei nucleari) senza bisogno ­di particolari condizioni esterne, basta­ avere una sufficiente massa (la "massa critica", appunto).

La reazione proposta pomposamente chiama­ta "Rossi Effect" (faccio notare che nes­suno scienziato serio si auto-nomina le ­reazioni, ma è un onore che la comunità ­riserva, così come non si autonominano c­andidati Nobel e altre amenità tipiche d­el mondo di pagliacciate che ha più a ch­e fare con lo showbiz che con la scienza­):

Li7 + H1 → Be8 → 2He4 + 17.3 MeV­

Questa reazione è un tipo di fissione in­dotta, molto simile in concetto a quella­ dell'Uranio.

Richiede un protone, che come abbiamo st­abilito deve avere un'energia di diversi­ MeV per avere una probabilità di assorb­imento, e rilascia 2 alfa con molta ener­gia cinetica. Questi due Alfa potranno p­oi scontrarsi con un protone e fornire e­nergia cinetica.

Il meccanismo fantasiosamente può funzio­nare, ma per andare dalla fantasia alla ­realtà il problema da risolvere è: la pr­obabilità che questo avvenga, permette u­no stato "critico"?

La risposta breve è ­assolutamente No­. E la motivazione vera è "imparate a ab­bozzare un minimo di stime di sezioni d'­urto e fate i conti".

Ora proverò a delucidare ancora un po' d­i grandezze relative alla fisica nuclear­e sperando di convincervi confrontando c­on quello dell'Uranio, ma questo non sos­tituisce assolutamente l'esperienza di s­tudio che sarebbe necessaria per parlare­ di tali argomenti.

Innanzitutto bisogna notare che, a diffe­renza del ciclo dell'Uranio a 2 processi­ (il neutrone colpisce l'Uranio, che fis­siona ed emette neutroni che perpetrano ­il ciclo), questo è un ciclo a 3 process­i: il protone interagisce col bersaglio ­di Litio, genera due alfa ad alta energi­a cinetica, poi uno di questi alfa dovrà­ interagire con un altro protone e ceder­e l'energia giusta e sarà questo protone­ a interagire col nuovo nucleo bersaglio­.

La probabilità che N eventi scorrelati a­vvengano è la moltiplicazione delle sing­ole probabilità. Gli eventi nei cicli so­no scorrelati (perché i processi nuclear­i "non hanno memoria", un protone a 3MeV­ è tale sia che originariamente venga da­ un Litio che da un Uranio), quindi per ­il ciclo dell'Uranio la probabilità chia­ve coinvolta nel ciclo è:

P(neutrone induca Fissione in U)­

Una volta che questa avviene ho già due ­neutroni pronti per farlo avvenire ancor­a.

Nel ciclo del Litio la probabilità chiav­e è:

P(protone 2.5MeV induca fissione di Li)*­P(alfa diffonda inducendo accelerazione ­di protoni a 3MeV)

La probabilità in Fisica Nucleare si mis­ura in "Barn".

Senza entrare nel dettaglio P(neutrone i­nduca Fissione in U) va dai 50 ai 500 ba­rn.

P(protone 2.5MeV induca fissione di Li)­ è di 0.7 barn di picco, ma 0.3 di media­ e 0 a basse energie, come abbiamo visto­ sopra.

Invece P(alfa diffonda inducendo acceler­azione di protoni a 3MeV) è più difficil­e da vedere in un singolo grafico, ma è ­un effetto molto studiato dato che deter­mina l'effetto di scattering alfa in acq­ua, e quindi in larga parte l'effetto di­ alfa dentro al corpo umano (http://iopscience.iop.org/article/10.108­8/0031-9155/42/1/006/pdf Fig.1) è ottimisticamente il 5%.­

Quindi la probabilità chiave ciclo class­ico di fissione a Uranio è P >> 50 barn

la probabilità di fissione a Litio è P <­ 0.7*0.05 = 0.035 cioè ad essere generosi 2000 volte­ meno probabile!

Questa probabilità è un indice che deter­mina quanto grossi e quanto caldi devono­ essere i reattori per poter funzionare.­ 

Se già nel caso dell'Uranio i reattori d­evono essere molto grandi (ed infatti un­a delle sfide per la "quarta generazione­" è rimpicciolirli!) e sono sicuramente ­molto caldi, se già è molto difficile fa­rli al Torio perché le probabilità P son­o leggermente più basse (nel Torio la ca­ttura neutronica va da 7 a 1400 barn per­ gli isotopi 232 e 233 rispettivamente, ­quindi in media nel mix viene più bassa ­dell'Uranio), figuriamoci le astronomich­e condizioni in cui sarebbe necessario v­ersare per avere questa reazione.

Condizioni Astronomiche per l'appunto, p­erché la temperatura e le pressioni nece­ssarie sarebbero quelle dell'Interno di ­una Stella e anche bella grossa (o di un­ acceleratore di particelle)!

D'altronde questo tipo di reazioni non è­ che siano una cosa nuova, impensata od ­esotica: sono l'ordine del giorno in un ­laboratorio di fisica nucleare che fa us­o di protoni. La temperatura e la pressi­one di un bersaglio in un acceleratore, ­sono altissime. I bersagli per gli espe­rimenti moderni sono raffreddati a liqu­ido e sono complicati aggeggi proprio pe­r sostenere le temperature e pressioni ­che si generano.
Ad esempio un bersaglio di Litio si li­quefa e bolle, si spinge a migliaia di g­radi a pressioni di diversi kBar. Per o­vviare al problema l’ultima moda è real­izzare bersagli di litio liquido, che f­acciano scorrere il Litio come l’acqua i­n un ciclo di raffreddamento.
Nonostante queste condizioni estreme pe­r il materiale, le reazioni non diventa­no auto-consistenti, cioè le condizion­i non sono sufficienti per generare alfa­ e protoni all’interno del litio e cont­ribuire autonomamente al riscaldamento.

Se un fascio di particelle intenso diver­si MW che ha già l'energia desiderabile ­non genera le reazioni desiderate in poc­hi grammi di Litio, che speranza può ave­re uno scaldabagno attaccato alla 220V?

Andrea Idini

venerdì 6 novembre 2015

L'Italia è uno stato equo e giusto?

115 : commenti

Viene riportata dalla stampa nazionale di questi giorni (vedi per es. La Stampa) come una novità - in realtà se ne parla da inizio estate - la proposta del Direttore INPS Tito Boeri di un reddito minimo garantito di 500€ al mese già per gli over 55 (fascia particolarmente a rischio in quanto difficilmente ritrova lavoro in caso di disoccupazione), con prelievi su 250.000 "pensioni d’oro" e oltre 4.000 percettori di vitalizi, con una riforma generale dell’assistenza che tagli le pensioni di circa 230.000 famiglie ad alto reddito.
La novità è solo costituita dal fatto che dopo molte anticipazioni, che avrebbero dovuto preparare il terreno a un dibattito costruttivo, nei giorni scorsi la proposta completa dell'INPS è stata resa pubblica.

Sono insorti quasi tutti contro, vedasi per esempio:
Una buona chiave di lettura di quanto successo ce la dà il Corriere:
Stranamente non vedo nessuno insorgere con cotanta violenza tutte le volte che si tratta di fare prelievi alle busta paga da 1.000-2.000€ al mese. Come al solito si conferma la tendenza tutta italiana di tutelare i ricchi, infischiarsene dei poveri e mungere semmai solo ed esclusivamente i redditi medi (sempre meno medi e sempre più bassi) quando si chiedono sacrifici "per tutti".

Che poi tutto questo venga avallato da un governo che si dipinge "di sinistra" fa... semplicemente schifo.

A me la proposta INPS di redistribuzione del reddito a partire dalle pensioni spropositatamente alte non dispiace. A qualcuno tocca chiedere sacrifici: a chi se non a quelli che possono permettersi dei sacrifici?

Del resto, può dirsi equo e giusto uno Stato che tutela "posizioni di rendita" e non affronta di petto il problema della vulnerabilità delle famiglie già in povertà o in procinto di entrarvi?

domenica 1 novembre 2015

Buon Samain a tutti!

29 : commenti

Annuntio vobis gaudium magnum: 
habemus 1 1 1 1 1 1 !

Una smagliante sincronicità ha voluto che proprio oggi, primo novembre (1/11), il blog 22 passi toccasse il traguardo del commento n. 111.111.

Cotanto suggello è stato lasciato da Silvio Caggia alle 12:24 di oggi, quando ha scritto questo commento sul post "A proposito del professor Corrado Malanga...":

Buon Samain a tutti! (Un po' in ritardo...)

Che dire di un 111.111 conseguito l'1/11 con un commento beneaugurante come questo? 
Forse che tutti i Santi strizzano l'occhiolino a 22passi! ;-)

***

P.S. E ora... diamo i numeri! :-)

Il blog è aperto da inizio gennaio 2007 (ad oggi 106 mesi).

111.111 commenti in 106 mesi = in media circa 1.048 commenti al mese
1.048 commenti al mese = in media circa 35 commenti al giorno

2.388 post pubblicati in 106 mesi = in media circa 22 post al mese
111.111 commenti su 2.388 post = in media circa 46 commenti in ogni post

Siamo stati bravi.

martedì 27 ottobre 2015

A proposito del professor Corrado Malanga...

216 : commenti
"Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, 
di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia".

È comparso su 22 passi per la prima volta ieri e già comincio ad amare quest'uomo! :-)
Grazie per avermi invitato innanzitutto. 
Mi capita abbastanza raramente in questi ultimi anni di venire a fare qualche conferenza un po' più giù di Roma... io abito a Pisa e quindi non posso essere dappertutto, ma bisognerebbe andare anche in Sicilia... in Sardegna ci sono stato tante volte... e allora venire qui oggi per me è anche l'occasione per aprire un dibattito anche con la gente di qua. 
Guardate... diciamocelo subito, io faccio il docente di chimica organica: ve lo immaginate in Dipartimento la gente con che faccia mi guarda quando sanno che io sono quello degli UFO? Eh, diciamocelo subito: ti guardano in modo strano! Perché? Ma d'altra parte - sapete - io ho anche cinquanta pubblicazioni sul London Chemical Society inglese e quindi da un punto di vista di pubblicazioni scientifiche nel mio ramo, purtroppo, ce ne ho tante e ho una grande credibilità dal punto di vista chimico, cioè io faccio il chimico organico. Allora come mai io che faccio il chimico organico, che ho la credibilità a livello universitario nel mio lavoro, poi divento non credibile quando parlo di UFO? Posso essere pazzo a metà
Ecco, questo è subito l'inizio, perché va capita una cosa importante, che questo discorso degli oggetti volanti non identificati è un discorso che la gente non fa perché è un discorso scomodo... (Corrado Malanga, Napoli 2007)
Questo era solo l'incipit. Youtube ci permette di seguire l'intera conferenza (2 ore e 15 minuti) che il prof. Malanga tenne a Napoli 8 anni fa. Buona visione.



Pazzo a metà? No, soltanto molto più lucido dei colleghi mainstream che lo guardano in modo strano! :-)

Ultra-dense Hydrogen and Low Energy Nuclear Reactions

0 : commenti
In questi giorni è arrivata anche a me copia, da parte di Francesco Celani (INFN), delle slide che Sveinn Olafsson e Leif Holmlid (University of Iceland) hanno presentato nel corso del seminario Ultra-dense Hydrogen and Low Energy Nuclear Reactions da loro tenuto il 22 ottobre scorso presso lo SRI International (USA): come molti di voi già sanno, i due ricercatori propongono un collegamento tra le LENR e la Rydberg Matter.

Scusate se me ne occupo con un po' di ritardo, ma ho potuto dedicare pochissimo tempo la settimana scorsa al blog.

Celani ritiene che la presentazione in questione sia abbastanza "abbordabile" e divulgativa, utile da un punto di vista didattico per ripercorrere la venticinquennale storia della fusione fredda.
Celani sottolinea altresì come il pacato confronto proposto da Holmlid tra la significanza statistica del segnale attribuito alla scoperta del Bosone di Higgs e quella di un tipico esperimento di LENR, NON abbia ovviamente alcun intento polemico...

È doveroso ricordare che l'ultimo lavoro di  Celani e dei suoi collaboratori, anticipato sinteticamente all'ICCF19 del 13-18 Aprile 2015 e in corso di pubblicazione (e che avete già potuto leggere tramite questo blog) ipotizza tra l'altro che proprio la Rydberg Matter (e quanto rilevato sperimentalmente da Holmlid e Olafsson) possano avere un qualche ruolo nei recenti risultati sperimentali ottenuti a Frascati.

Le 40 slides del seminario di Holmlid e Olafsson sono scaricabili da questo link:

https://drive.google.com/file/d/0B766VMrC-BKoVmNfZzZKMGlmakFsSGRaOXQ4Q0ZKZVdLeXE4/view?usp=sharing

lunedì 26 ottobre 2015

Introduzione alla Green Chemistry da parte del chimico Corrado Malanga

49 : commenti
Solitamente il tema ecologico viene percepito come un argomento che pertiene al comportamento della persona intesa come attore che opera nell'ecosistema a livello o soggettivo, o famigliare, oppure di una comunità estremamente delimitata dal punto di vista territoriale. Questo tipo di approccio tende a fornire risposte micro (ossia su piccola scala) nei confronti degli effetti che l'impatto dell'azione umana ha sull'ecosistema. Impatto che, per sua stessa natura, ha invece un'incidenza ecosistemica di tipo macro (ossia su larga scala).

L'approccio micro, che è stato sinora preponderante nel dibattito ecologico italiano, tende a provocare nelle persone un effetto psicologico di smarrimento (a volte di atterrimento) causato, consapevolmente o inconsapevolmente, dalla percezione dell'asimmetria fra la magnitudo delle sfide da fronteggiare dal punto di vista ecosistemico e la capacità, di ciascuno di noi, di incidere positivamente su tali sfide attraverso i nostri comportamenti.

Al fine di superare questa percezione asimmetrica è necessario che l'approccio micro venga integrato in una visione macro. Un possibile contributo utile alla nascita di tale visione è l'adozione di un approccio multidisciplinare, che in quanto tale sia necessariamente dinamico e dunque in costante evoluzione. Sotto questo aspetto, può essere interessante analizzare l'approccio che la Green Chemistry adotta nel contesto della chimica, in particolare industriale e organica.

Nella seguente intervista, il chimico Corrado Malanga effettua un'introduzione al tema della Green Chemistry illustrandone alcuni principii fondamentali e descrivendone le linee guida.

Francesco Chini

* * * * * * *
Esiste una chimica ecologica che aiuti a sviluppare una economia ecologica e che sia quindi capace di ridurre l’impatto nocivo che i rifiuti provenienti dagli scarti delle produzioni industriali hanno sull’ecosistema? Per scoprirlo, siamo andati all’Università di Pisa, presso il dipartimento di chimica industriale, al fine di trovare la risposta a queste domande.



domenica 25 ottobre 2015

Ca-cat: una "cagata pazzesca"
o il segreto dell'e-cat?

24 : commenti
Non sappiamo con certezza come funzioni l'e-cat, qualcuno direbbe che non sappiamo nemmeno con certezza che funzioni...

Molte sono le teorie finora avanzate dagli esperti, anche troppe; infatti solo una, al massimo, potrà essere quella giusta.

Di sicuro la persona che dovrebbe conoscere meglio l'e-cat, Andrea Rossi, ha fatto una scelta: pubblicare con il prof. Norman Cook un paper in cui è presentata una bozza di ipotesi di funzionamento. Inoltre dichiara di stare attualmente lavorando con Cook, ed ora anche un matematico, ad una revisione ed affinamento matematico della stessa teoria.

Alcuni aspetti del paper si comprendono meglio attraverso un libro di Cook, che Rossi ha dichiarato più volte di aver studiato per lo sviluppo dell'e-cat. In estrema sintesi il paper ipotizza che l'energia in eccesso dell'e-cat sia dovuta alla fusione di Litio-7 e Idrogeno-1 in Berillio-8 e dal suo conseguente decadimento in due atomi di Elio-4 ad alta energia cinetica (circa 17 MeV complessivi), quindi senza sostanziali emissioni di pericolosi neutroni e gamma.

Questo Cook-Rossi paper ha ricevuto di recente una forte critica da Camillo Franchini in un post del suo blog. In sintesi Franchini mostra che, secondo le banche dati AIEA, a fronte del bombardamento di Litio-7 con protoni (nuclei di Idrogeno-1), le reazioni nucleari documentate siano ben tre: una che produce solo gli alfa (nuclei di Elio-4) ad alta energia, ma anche una che produce pericolosi gamma ed una che produce addirittura neutroni.

Sono venuto a conoscenza di questo interessante post grazie a Gio che lo aveva linkato su 22 passi, e seguendo un vecchio consiglio di Mario Massa sono andato nel blog di Franchini a chiedere chiarimenti tecnici.

Il primo dubbio che mi era venuto era se queste emissioni di gamma e neutroni censite nelle banche dati fossero in quantità trascurabili o fossero facilmente schermabili, ma dalle prime risposte tecniche ricevute ho capito di no.

Ho quindi sottoposto a Rossi la questione su JoNP e lui mi ha suggerito di rileggere bene il Cook-Rossi paper, cosa che ho fatto.
Ho notato per prima cosa che Cook parla di Litio-7 al primo livello di eccitazione nucleare e non allo stato fondamentale e che questa cosa sia per lui determinante.

Ma ho notato che gli esperimenti documentati nelle banche dati AIEA non contemplavano questa opzione per ragioni tecnologiche molto semplici: la durata del primo stato di eccitazione nucleare del Litio-7 è estremamente piccola, questo torna praticamente subito allo stato fondamentale emettendo un gamma... ancora gamma!

Ci ho pensato un po' sopra ed ho avuto alla fine un flash molto bizzarro: e se invece di essere il protone a colpire il Litio-7 avvenisse il contrario?
Data la bizzarria dell'ipotesi non ho voluto nemmeno proporla come ennesima spiegazione dell'e-cat, ma suggerirla come originale ipotesi di un ipotetico reattore alternativo all'e-cat che ho chiamato ironicamente Ca-cat (Caggia-catalyzer).
Ho cercato quindi nella banca dati AIEA questa bizzarra reazione e con mia sorpresa l'ho trovata. Che fortuna! Mi sono detto.


Ho anche verificato che non esistessero altre possibili conclusioni di questa reazione che producessero gamma o neutroni... altro colpo di fortuna! (vedi nota 1)

lunedì 19 ottobre 2015

Consegnati pubblicamente da Mehran Keshe i generatori di energia elettrica Magravs agli ambasciatori di una dozzina di nazioni

246 : commenti
(post di SPAXIO)

Cosa dire? semplicemente se quanto consegnato fosse realmente funzionante saremmo di fronte ad una rivoluzione planetaria.

L'ing Mehran Keshe che mostra il generatore elettrico da 2kW 
Ambasciatori e personalità presenti al meeting tenutosi a Roma il 16 Ottobre 2015
Qui trovate il video Meeting Keshe Roma 15 Ottobre 2015 (Youtube) 

oppure 

nel link è il secondo in basso.

domenica 18 ottobre 2015

11° International Workshop on Anomalies in Hydrogen Loaded Metals

11 : commenti

Direttamente dal blog EGO OUT di Peter Gluck l'elenco (e i link per scaricare di documenti) di tutti lavori presentati all'Airbus-ISCMNS Workshop tenutosi a Tolosa dal 15 al 18 ottobre 2015:
  1. Frederic Henry-Couannier From Dark Gravity to LENR
  2. Stephane Neuville Quantum Electronic Atomic Rearrangement in Solidsby H2 Recombination Energy Release On DD NuclearSyntheses Under Irradiation of Deuterium
  3. Jean-Luc Paillet Electron Deep Orbits of the Hydrogen Atom
  4. Fabrice David Hydrogen Isotopes in alloys hypotheses and experiments
  5. Daniel Fruchart, Nataliya Skryabina Is Super Abundant Vacancy a singular state in theHydrogen-in-Metal paradigm?
  6. Yu.K. Kurilenkov et al. Nuclear Syntheses Under Irradiation of DeuteriumLoaded Pd Anode by Auto Electron Beams at PulseVacuum Discharge
  7. Jean-François Geneste Reverting the Burden of Proof of the Non-Existence ofLENR to Orthodox Physicists
  8. Jacques Dufour Unconventional Heat Observation in theHydrogen/Iron/Sodium System
  9. Rickard Lundin, Hans Lidgren Power Generation by Resonant Isotope Transmutationof Nuclides 
  10. Jean Paul Biberian Replication Attempts of the Parkhomov Experiment
  11. Leonid Urutskoev Phenomenological model of collective Low EnergyNuclear Reactions
  12. K.P. Budko, A.I. Korshunov Calorimetric Investigation of Anomalous HeatProduction in Ni-H Systems
  13. Jacques Ruer Analysis of the Potential Behavior of the Energy Catalyzer as Described in the US Patent 9,115,913 B1
  14. Jacques Ruer Can Craters and Hot Spots Be Explained by Erzions or Exotic Particles?
  15. Jean-François Geneste LENR: from Experiment to Theory
Thanks a lot Peter!
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