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mercoledì 4 aprile 2018

Peccato che Maria Elisabetta Alberti Casellati...

Post di G. Pepe

Rispondo a un amico, ammiratore del Renzi pensiero, che si dice indignato per l’elezione alla presidenza del Senato di Maria Elisabetta Alberti Casellati (non gli ho inviato questa risposta, ritenendola cosa inutile).

Peccato che Maria Elisabetta Alberti Casellati è stata nominata membro del consiglio superiore della magistratura (carica per nulla irrilevante) nel settembre del 2014 in pieno governo Renzi e senza alcuna apparente ragione di necessità, ma nessuno, allora, ebbe nulla da obiettare.

Per l’elezione del presidente del Senato, sarebbe stato sufficiente che il PD avesse proposto Zanda, invece di Valeria Fedeli, una renziana DOC, per dare, non al M5S ma al paese, un presidente del Senato almeno passabile. I 5 Stelle sarebbero stati costretti ad appoggiarlo o a screditarsi. Penso che avrebbero preferito Zanda a condizione di essere garantiti, come ha fatto Salvini, nell’elezione di Roberto Fico alla camera. Non lo sapremo mai perché non sono nella testa dei politici: a fatica, riesco a stare nella mia. 

Il PD ha deciso di stare all’opposizione di un governo che ancora non esiste (si dimenticano che al momento sono proprio loro al governo) sostenendo che governare è compito di chi ha vinto. Verissimo: ma, purtroppo per molti e per fortuna per pochi, nessuno ha vinto perché sia il CDX sia i 5 Stelle, sono stati ben lontani dall’avere i numeri per governare da soli a causa di una pasticciata e ben studiata legge elettorale che, prima volta nella storia della nostra Repubblica, è passata con ben 8 decreti legge, con l’appoggio di tutte le forze politiche ad esclusione dei 5 Stelle (anche se tu sostieni che non è vero, negando ogni evidenza). Per fortuna, oggi, Internet ci permette di verificare immediatamente ogni cosa. Le fake news, quelle grossolane che circolano in rete, durano al massimo 24/48 ore.

Prova a immaginare di tornare indietro di 40/50 anni; ricorderesti che la DC prendeva sistematicamente circa il 40% dei voti, il PCI circa il 30% e il rimanente 30% era diviso tra PSI e una moltitudine di liste minori. Il PSI non si è mai sognato di dire ai due partiti di opposizione che, avendo vinto loro, si arrangiassero a governare. Infatti sapevano che la vittoria dell’una o dell’altra forza dipendeva dalle decisioni delle forze minori. Ma i capricciosi bambini della politica si offendono facilmente rifugiandosi dietro un: adesso non gioco più. Oggi, cosa ancora più grave, la forza che si tira fuori non è affatto un partito minore: è il secondo partito che ha la possibilità, la responsabilità e il dovere di combattere per l’ideale politico che ritiene più giusto per il Paese. Io non so se sei ancora un convinto sostenitore di quel Renzi politico che avrebbe fatto il meglio che si poteva fare per la Nazione e per il suo Partito, ma le azioni politiche si giudicano sulla base dei risultati e non in base al loro racconto. Oggi l’Italia, al di là delle statistiche, delle chiacchiere e dei distintivi, vive una realtà nella quale la forbice tra ricchezza e povertà è andata progressivamente aumentando ed è questa la ragione che ha fatto perdere al PD oltre 6 milioni di voti nel giro di soli tre anni, superando ogni record negativo della sua storia passata. Renzi ha buttato dalla finestra oltre 50 miliardi di euro senza investire in quasi nulla di strutturale. Nessuna politica seria sul lavoro, nessun investimento sulla ricerca, nessuna politica energetica (che invece ha frenato), nessuna visione di grande respiro. Ho letto in questi giorni che l’Arabia Saudita ha varato un investimento di 300 miliardi di euro per costruire nel deserto, entro il 2030, un impianto fotovoltaico della potenza di 200 GW (gigawatt). Si tratta di una potenza enorme se pensiamo che l’energia solare attualmente prodotta in tutto il pianeta è di 400 GW. Ma, con tutto il petrolio che hanno, sono forse impazziti? La Cina due anni fa ha varato un progetto da 180 miliardi di dollari per produrre 150 GW di potenza tra solare ed eolico entro il 2020. Noi che facciamo? Appoggiamo il progetto TAP (Il 19 settembre 2013 EnelHeraShellE.ONGas Natural FenosaGdf SuezAxpo, Bulgargaz e Depa hanno firmato a Baku con il Consorzio Shah Deniz II i contratti di fornitura per la più importante vendita nella storia del gas (stima: 130 miliardi di euro) per rifornirci di energia da paesi sui quali non abbiamo alcun controllo. Tutto questo si conclude in pieno governo Letta, ma è presumibile che le trattative siano iniziate con il governo Monti. Forse in conflitto con gli accordi fatti da Berlusconi con Putin? Sono gli arabi quelli scemi e noi i furbi? In realtà si, perché su una grande opera solo pochissimi fanno grandi guadagni e, gli stessi o altri pochissimi, possono fare altri guadagni sui contratti di fornitura. Il fatto che il gas inquini meno del petrolio è solo un positivo, ma non risolutivo, effetto secondario. Tu mi insegni che se si hanno due fornitori, al posto di uno, il potere contrattuale del cliente è maggiore, Peccato che il cliente non è la Nazione, ma chi firma il contratto. L’abbiamo capito quando Berlusconi, nel lettone di Putin, firmò il contratto per la fornitura di gas. Non sapremo mai quanto gli rese, lo possiamo intuire da quel poco che ha speso per mettere a tacere l’esercito che poteva ricattalo e per mettere al suo servizio altri servitori.

Si potrebbe obiettare, per ritornare alla TAP, che i 130 miliardi di euro non sono soldi dello Stato, ma di società private, ma le società private investono per avere dei guadagni e quei guadagni gli arrivano sempre dalle nostre tasche. Non vorrei sbagliarmi ma con una spesa di 130 miliardi di euro potremmo produrre energia pulita e renderci totalmente liberi da ogni possibile ricatto esterno e la bolletta energetica si azzererebbe. Ma anche se dovessimo spendere il doppio, ne avremmo comunque un maggior vantaggio sia per l’ambiente che per l’economia, che poi sono la stessa cosa.


Per quale motivo dobbiamo lasciare agli altri di decidere il nostro destino quando abbiamo tutte le risorse per poterlo decidere noi?

Il governo Renzi, ancora più dei precedenti governi, ha prodotto una innumerevole serie di piccoli balzelli che non cambiano nulla a me, ma, per chi non ha nulla o quasi nulla, rappresentano una tragedia. Il governo Renzi ha continuato sulla politica di Berlusconi favorendo, piuttosto che frenare, l’ingresso del privato nel pubblico (acqua, scuola, sanità…) al punto che, per la prima volta, in alcuni casi, un’analisi clinica, presso una struttura privata, costa meno del ticket. Ti rendi conto della gravità di questo fatto?

So bene, perché me lo hai detto più volte, sia direttamente che indirettamente, che tu pensi che questa mia analisi sia il frutto di una mente annebbiata e faziosa, ma gli italiani, quelli che vivono sulla propria pelle i disagi di queste contro riforme, la pensano come me, non perché io o qualcun altro li abbia convinti, ma perché vivono in modo diretto il disagio provocato da queste politiche. Se ricevo una martellata, non serve che uno mi spieghi che quella martellata mi provoca dolore. Noi, che siamo privilegiati, perché non riceviamo quella martellata, abbiamo invece il dovere di capirlo. Io sono disposto a cedere una parte di miei privilegi se questo può portare beneficio a chi soffre, ma non sono disposto a mollare un centesimo per favorire chi sta molto meglio di me e sono assolutamente certo che la maggioranza dei cittadini la pensi come me, altrimenti non avremmo eserciti di volontari che dedicano il loro tempo ad aiutare il prossimo; ma costoro non fanno lo stesso rumore del rumore che fa quell’infima minoranza di veri criminali. Ma se chi ci governa inizia a dare il buon esempio la gente sarà aiutata a capire che il bene del prossimo è soprattutto il proprio bene così da far rinascere un entusiasmo come quello che nasce al termine di una guerra. Naturalmente non avremo lo stesso tasso d’entusiasmo che si genera quando si esce da una vera guerra ma sarà di gran lunga più salutare che essere governati dalla disperazione.

È vero che un governo, che fa cose importanti, scontenterà sempre qualcuno e questo potrebbe fare perdere qualche consenso, ma neppure il governo Monti perse così tanti consensi quando usò la mannaia della legge Fornero. Chiediti il perché di questa differenza e cerca di darti una risposta. Non basta dire che si è fatta la buona scuola perché la scuola sia buona. Se quella riforma fosse stata veramente buona il numero di coloro che ne hanno tratto vantaggio sarebbe stato superiore a quelli che inevitabilmente ne sono stati svantaggiati e il governo, nel bilancio tra la perdita e il guadagno, avrebbe ricevuto più consensi e le parole di Salvini o dei diversi Di Maio sarebbero cadute nel vuoto. Naturalmente potresti eccepire che il vantaggio, a volte, non è immediato e quindi non compreso da tutti, ma quando la perdita è così catastrofica, significa che quel vantaggio non esiste. A Roma infatti Raggi ha perso una parte dei consensi, ma evidentemente i Romani che vivono quella realtà, hanno verificato che il bombardamento informatico scagliato contro la giunta che li governa non corrisponde alla realtà del loro vissuto, altrimenti i 5 Stelle, a Roma, sarebbero letteralmente spariti e a Ostia, mai avrebbero vinto. Come dice Feltri: è fattuale.

Ma sai, gli sconfitti dicono che la colpa sia delle fake news. Le bugie dei politici hanno le gambe corte, ma le fake news hanno le gambe cortissime.

Cerco quindi di rispondermi a questa domanda: come mai un politico tronfio, ma sicuramente non demente, ha messo in fila una tale serie di sconfitte e persiste nel cantare sempre lo stesso fallimentare ritornello? Forse sta seguendo il detto che è meglio essere padroni all’Inferno che camerieri in Paradiso? Nel frattempo si è trovato un bel posto proprio in quel Senato che lui voleva abolicchiare e persiste nel dimettersi senza dimettersi, continuando a dettare, da padrone, la sua linea politica. Lo stanno pure a sentire! Come il problema non era Berlusconi quanto i berlusconiani, il problema, oggi, non è Renzi ma i renziani.

Il PD, mi par di capire, spera nella politica del tanto peggio tanto meglio, la tipica politica di chi è disperato e non ha idee e quindi continua a sperare in una possibile alleanza tra 5 Stelle e PDL che vedo difficilmente realizzabile perché sarebbe un reciproco suicidio politico e né Salvini né Di Maio mi sembrano così sprovveduti; ma tutto è sempre possibile. L’unica ipotesi probabile sarebbe un accordo, su tre o quattro punti precisi da realizzare in tempi rapidissimi per poi ritornare velocemente alle elezioni che si tradurrebbero in una specie di ballottaggio indiretto, con risultati per me più che scontati.

Posso immaginare questo altro scenario: dopo il fallimento dell’incarico a Salvini e poi a Di Maio, la formazione di un vero governo tra ciò che rimane del PD, Forza Italia e Maroniani e Salviniani, purché possano salvare la faccia. D’altra parte Salvini ha votato l’attuale legge elettorale e ha comunque fatto alleanza con Berlusconi. A questo punto il governo potrebbe durare per l’intera legislatura perché avrebbe tutto il tempo di attingere, visto che la carne è sempre debole, dalla moltitudine dei nuovi eletti sia nel prato dei grillini che in quello di tutti i partiti minori. Se così fosse tra 5 anni troveremmo un Italia ancora più spaccata e non so se i 5 Stelle avranno ancora la forza di canalizzare tutta la rabbia lungo un percorso ancora fondamentalmente democratico. 

Il PD, in realtà, sperava di ottenere il 23/24% e FI si augurava di superare la Lega. Per mia fortuna, o per tua disgrazia, non è successo, e non avevo alcun dubbio su come sarebbero andate le cose.

Esiste anche un’ipotesi fantapolitica che riguarda Mattarella, perché se fossi in lui starei attento a chi mi porta il caffè al mattino. Ma fortunatamente siamo in Italia e non negli USA dove sappiamo come Johnson ottenne, senza essere eletto, la nomina a presidente.

Se questa mia analisi ti porta a credere che io pensi che il M5S sia la soluzione dei gravissimi problemi in cui versa l’Italia, ti sbagli di grosso, penso solo che possano rappresentare una possibilità e una speranza perché, se la speranza muore, allora veramente dovremmo preoccuparci, anche noi che siamo dei privilegiati.

Vorrei ricordarti che due giorni prima delle elezioni ti scrissi che la politica italiana si trovava a dover affrontare un profondo cambiamento culturale e tu mi hai segnalato un articolo di Repubblica che derideva questa analisi. Può darsi che l’analisi di Repubblica fosse giusta e io continui a pensare in modo errato, tuttavia non solo quello stesso giornale, ma tutti gli organi di informazioni ora dicono che il risultato elettorale ha dato inizio ad una nuova stagione politica, definendola addirittura una rivoluzione. Come sono volubili questi nostri giornalisti e questi nostri politici!

115 : commenti:

Silvio Caggia ha detto...

"Il PD ha deciso di stare all’opposizione di un governo che ancora non esiste (si dimenticano che al momento sono proprio loro al governo)"
Non credo che si dimentichino, credo si siano fatti i conti e si aspettino che Mattarella, stante i veti incrociati vari, finisca per ridare il mandato a loro, ad un Gentiloni bis, con l'appoggio esterno di un Berlusconi cui un governo che non cambi nulla va benissimo...
Del resto i patti del Nazareno sono ancora vivi, il candidato premier del PD era proprio Gentiloni, e guardacaso FI dice di non essere interessata ai giochi come il PD...
Forse Renzusconi non ha proprio sbagliato nulla, ma sta conducendo la propria partita a scacchi zen: perdere per vincere.

Daniele Passerini ha detto...

@Silvio
Mattarella, stante i veti incrociati vari, finisca per ridare il mandato a loro, ad un Gentiloni bis, con l'appoggio esterno di un Berlusconi cui un governo che non cambi nulla va benissimo...
Mattarella dovrebbe anche essere consapevole che 1 italiano su 3 considererebbe questa strada una sorta di golpe bianco.

Daniele Passerini ha detto...

@Silvio
Forse Renzusconi non ha proprio sbagliato nulla, ma sta conducendo la propria partita a scacchi zen: perdere per vincere.
Se vincesse una partita siffatta penso che Renzusconi sarebbe sommerso dal vomito di mezza Italia.

Daniele Passerini ha detto...

P.S.
Please, non confondiamo lo zen vero con la diarrea politica.

Silvio Caggia ha detto...

@Daniele
"Mattarella dovrebbe anche essere consapevole che 1 italiano su 3 considererebbe questa strada una sorta di golpe bianco."
Uno dei tanti che continuano a perpetrarsi da anni...
Lo stesso Mattarella (PD) mica è li per caso...

Silvio Caggia ha detto...

@Daniele
"Se vincesse una partita siffatta penso che Renzusconi sarebbe sommerso dal vomito di mezza Italia."
Finché non è la metà più uno...
E comunque solo un terzo ha diritto a vomitare, il restante sesto si chieda cosa ha votato alle elezioni...
Scusa se insisto su questo punto, ma per i prossimi 20 anni lo farò quando sentirò i responsabili di questa situazione lamentarsi. Non te ovviamente, ma quel sesto di italiani che immagini vomitare senza averne diritto...

Silvio Caggia ha detto...

@Daniele
"Please, non confondiamo lo zen vero con la diarrea politica."
Certo, l'ho scritto minuscolo apposta

Silvio Caggia ha detto...

Vo(mi)tare
Potrebbe essere un romanzo di Chuck Palahniuk...

Marcello ha detto...

"nessuno ha vinto perché sia il CDX sia i 5 Stelle, sono stati ben lontani dall’avere i numeri per governare da soli a causa di una pasticciata e ben studiata legge elettorale"

Quanto è stucchevole prendersela con la legge elettorale? Nessuna legge elettorale vi avrebbe permesso di governare in solitaria col 32%, compresa quella depositata da voi che era comunque un proporzionale*.
Senza considerare che il senato, secondo la costituzione, è eletto su base regionale, e data la suddivisione dei voti fra Nord e Sud nella migliore delle ipotesi avreste avuto la maggioranza solo alla camera.

* http://www.movimento5stelle.it/parlamento/affaricostituzionali/dossier-l-elet.pdf

Daniele Passerini ha detto...

@Silvio
Uno dei tanti che continuano a perpetrarsi da anni...
Appunto, la misura è colma, la pazienza ha un limite: penso sarebbe la classica goccia che farebbe traboccare il vaso... in fondo quasi quasi spero che Mattarella porti avanti la follia di un Gentiloni bis! ;)

Daniele Passerini ha detto...

@Marcello
Sbaglio o senza questa legge elettorale non avremmo avuto per nulla, per esempio, la coalizione di CDX (che proprio per questo, IMHO, ha ben poco da cantar vittoria)?
La legge elettorale ha influito eccome sui flussi di voto, e credo abbia favorito, per esempio, molto più la Lega che il M5S. Sicuramente si è ritorta contro il PD che adesso, dopo la “livellata”, ha un grosso problema di orgoglio, e come fa sbaglia.
Se se ne resta arroccato in un fiero “fuori dai giochi e solo all’opposizione” perderà i consensi dei pragmatici.
Se si rende disponibile ad appoggiare il centrodestra perderà i consensi dell’anima (quel che ne resta) di sinistra.
Se si rende disponibile ad appoggiare il M5S entrerà ancora di più in crisi di identità, ma ben venga: perderà consensi da un lato ma forse ne recupererà dall’altro. Nella mia fantasia (che per te ovviamente è fuori da ogni logica, me ne faccio ragione sin d’ora) l’Italia può essere tirata fuori dal pantano mettendo insieme la parte più saggia dell’elettorato M5S, la parte più saggia del PD (sicuramente non renziana), la parte più saggia di tutti quelli che non sanno più chi votare.

Marcello ha detto...

@Daniele
"Sbaglio o senza questa legge elettorale non avremmo avuto per nulla, per esempio, la coalizione di CDX (che proprio per questo, IMHO, ha ben poco da cantar vittoria)?"

Senza questa legge elettorale cosa intendi? Senza il rosatellum e quindi con il porcellum del 2013? Il porcellum dava il premio di maggioranza alla coalizione. Il cdx avrebbe quindi la maggioranza secca alla camera (come l'aveva il PD nel 2013) e dovrebbe cercare alleanze per il senato (sempre come il PD nel 2013).
Quello che intendo è che con il 32% le alleanze si devono fare se si vuole governare (un SE grande come una casa), non c'è legge elettorale che tenga. L'alternativa è la marcia su Roma.

Daniele Passerini ha detto...

@Marcello
Nessuna legge elettorale vi avrebbe permesso...
Avresti dovuto scrivere “Nessuna legge elettorale avrebbe permesso al M5S...”
Ti invito (anche per rispetto a Franco, Pagnini, Vincenzo G. ecc.) di smetterla di rivolgerti al blog come se fossi dentro a un sito del M5S. Nel blog si riproducono bene o male le stesse proporzioni e divisioni che vedi nella nazione.
Quando parlo di politica non uso mai il noi se mi riferisco al M5S, parlo di M5S. Evita dunque questo uso scorretto del voi.
(È un cartellino giallo)

Marcello ha detto...

@Daniele
"Avresti dovuto..."

Hai ragione, scusami

Daniele Passerini ha detto...

@Marcello
L'alternativa è la marcia su Roma.
Che brutta, travisante e del tutto fuori luogo immagine. Ti propongo di sostituirla con la “marcia del sale” di Gandhi.
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Marcia_del_sale

Vincenzo Gribaudo ha detto...

@Daniele
"Se vincesse una partita siffatta penso che Renzusconi sarebbe sommerso dal vomito di mezza Italia".
Non trovi che le pretese di Di Maio siano fuori dai canoni e che quindi voglia solo fare manfrina?. Pretendere che il PD , dopo essere stato sbeffeggiato ed oltraggiato sopratutto da Di Battista, possa accettare un ruolo subordinato e senza cariche? Chi lo farebbe? Ora il PD si deve leccare le ferite,riorganizzarsi e ripensarsi. Forse per senso di responsabilità potrà accettare qualche incarico. E' vero che vi é una forte richiesta di cambiamento, ma credi che poi gli elettori non capiscano che chi é l'affossa governo sia proprio Di Maio con le sue assurdità, quando poi chi ha vinto di più le elezioni é il centro destra? Hai delle proposte che abbiano un senso compiuto politicamente? Di Maio propone un accordo alla tedesca. Li si sono divisi gli incarichi. Di Maio è disponibile? Elezioni subito? E' un rischio per tutti e molto dipenderà da come gli elettori interpreteranno questa fase di tentativi di fare un governo e a chi daranno la colpa del nulla di fatto eventuale. Mattarella credo che si opporrà con tutte le sue forze e per costituzione. Meloni dice che si può modificare la legge in breve semplicemente con un premio di maggioranza che per essere valido deve essere ampio con il rischio di essere bocciato dalla Consulta. Avremo di nuovo un governo valido, ma incostituzionale? Io non so cosa proporre di realistico che vada bene per i 5S. Tu cosa pensi?

Daniele Passerini ha detto...

@Vincenzo G.
Non ho certo la visione d’insieme che possono avere i “giocatori” a Roma. Penso che ci ritroveremo un Gentiloni bis, se il M5S non tirerà fuori dal capello qualcosa all’altezza dell’intelligenza politica che IMHO sta dimostrando. Quindi continuo ad osservare.
P.S. Al di là dell’orgoglio ferito e delle ferite da leccare, il PD deve ricordarsi che l’interesse della nazione è sempre superiore all’interesse di un partito.

pegupe@gmail.com ha detto...

@Silvio

“Non credo che si dimentichino, credo si siano fatti i conti e si aspettino che Mattarella, stante i veti incrociati vari, finisca per ridare il mandato a loro, ad un Gentiloni bis, con l'appoggio esterno di un Berlusconi cui un governo che non cambi nulla va benissimo...”

Infatti avevo previsto questa ipotesi.

“Posso immaginare questo altro scenario: dopo il fallimento dell’incarico a Salvini e poi a Di Maio, la formazione di un vero governo tra ciò che rimane del PD, Forza Italia e Maroniani e Salviniani, purché possano, salvare la faccia.” (Soprattutto Salvini)

Tieni conto che io immaginavo di rispondere al mio amico che accusava i 5Stelle di favorire Berlusconi. La vecchia storia del bue che dà del cornuto all’asino.
Se questa sia una fine strategia politica lo lascio credere a chi continua a pensarla come il mio amico, perché il PD crollerebbe ulteriormente, la Lega scenderebbe di almeno 10 punti e FI probabilmente recupererebbe qualche punto. Anche la banda della Magliana aveva una strategia, ma non per questo si pensa che siano stati dei grandi statisti.
A questo punto, il CDX, pur assorbendo un PD completamente renzizzato, rimarrebbe sempre sotto la soglia del 40% e farebbe schizzare il M5S oltre il 45% e il compito di rimettere il piedi l’Italia sarà un compito più facile per i numeri, ma più difficile a causa di una realtà ancora più degradata.
Questa è la ragione che mi porta a ritenere molto grave la decisione di coloro che, pur avendo tutti gli strumenti per comprendere, hanno deciso di stare a vedere se i 5Stelle meritino il loro consenso. A volte oltre alle mani, in politica, occorre sporcarsi un poco anche il cervello. Martedì ho sentito Luciano Canfora da Floris che guardava ai giovani 5Stelle come a degli analfabeti delle politica, forse non sono proprio degli analfabeti, forse frequentano ancora le scuole primarie e devono perfezionarsi nella sintassi e mettere a posto qualche congiuntivo. Poi mi capita di ascoltare Mieli, ma non solo lui, che dice frasi del tipo “credo che i 5 stelle sono...”, ma nessuno si preoccupa dell’uso di un tempo, se non sbagliato, almeno improprio.

pegupe@gmail.com ha detto...

Continua.
Questa è la ragione che mi porta a credere che l’Assenza di persone come Canfora sia peggio dell’Indifferenza degli ignavi. In cosa differisce l’Assenza dall’Aventino? Il mio non vuole essere un giudizio morale che non può essere applicato al pensiero, ma all’azione; vuole essere un giudizio politico, anche se il confine tra politica e morale è un labile confine.
Al momento condivido totalmente l’intransigenza della politica dei 5 Stelle, perché o riescono, con le poche forze che hanno, ad attrarre coloro che all’interno del parlamento hanno veramente a cuore le sorti del Paese, oppure si vada nuovamente e rapidamente alle elezioni. Questa è pura tattica, perché se proponessero di voler andare direttamente al voto, il paese avrebbe difficoltà a comprenderlo. Occorre come sempre usare la maieutica e l’ironia perché i distratti o i sofisti in buona fede possano comprendere le loro contraddizioni.
Questa è una straordinaria occasione rivoluzionaria senza morti, feriti e prigionieri. Si cerca solo di rendere innocui coloro che hanno depredato questo Paese. Certo in alcuni casi si tratta di diritti acquisiti, ma quando passò la legge Fornero non si toccarono dei diritti acquisiti? Se io lavoro sulla base di un contratto sociale e questo contratto è modificato in modo unilaterale non sto violando un diritto acquisito anche se si riferisce al futuro? Smettiamo quindi di raccontarci delle frottole e andiamo alla sostanza.


Vincenzo Gribaudo ha detto...

Cosa vuol dire IMHO? Scusate l'ignoranza

Marcello ha detto...

In my humble opinion (a mio modesto parere)

Daniele Passerini ha detto...

@Vincenzo
Scusa tu, a furia di frequentare blog, chat, forum e social si finisce con l’usare certe sigle in automatico, per risparmiare tempo.
IMHO è acronimo inglese di In My Honest Opinion: né più né meno che “a mio avviso”, “a parer mio” ecc.
Esiste anche semplicemente IMO: In My Opinion
Altre sigle usate spesso sono per esempio:
AKA: Also Known As = alias
BTW: By The Way = comunque (cmq)
CVD = Come Volevasi Dimostrare
LOL: Laughing Out Loud (o anche Lots Of Laughs) = sto ridendo un sacco
ROTFL (o ROFL): Rolling On The Floor Laughing = sto rotolando per terra dal ridere
ROTFLMAO: Rolling On The Floor Laughing My Ass Off = mi rotolo per terra dal ridere col sedere di fuori
:)))

Silvio Caggia ha detto...

@Pegupe
"e farebbe schizzare il M5S oltre il 45%"
E che gliene frega? Da quando i sondaggi fanno cadere un governo?

Daniele Passerini ha detto...

@Marcello
Grazie, credo sia più corretta la tua traduzione di quella che ricordavo io; c’e qualche sfumatura diversa tra humble e honest o sono sinonimi e interscambiabili?

pegupe@gmail.com ha detto...

@Silvio
"E che gliene frega? Da quando i sondaggi fanno cadere un governo?"

Certo! I sondaggi, di solito, non fanno cadere un governo: lo rafforzano!
Per questa ragione sono molto preoccupato di un Gentiloni bis o di un suo clone, che poi sarebbe un secondo clone di Renzi che a sua volta è un clone di Berlusconi. L'ingegneria genetica in politica sta facendo passi da gigante.
Per questo temo che la civile rabbia espressa dalle consultazioni elettorali possa trasformarsi nella tragedia di una classica rivoluzione, che, quando porta benefici e, non, totali disastri, li porta solo alle future generazioni.

Marcello ha detto...

No in effetti si usa anche honest. Usati singolarmente avrebbero significati diversi, almeno letteralmente, ma direi che in "imho" hanno il medesimo significato.

Silvio Caggia ha detto...

@Pegupe
È la preoccupazione che esprimo da prima delle elezioni, solo che prima la vedevo ingenuamente come governo di centrodestra con l'appoggio del PD, ora ho capito che se sono furbi lo fanno PD con l'appoggio del centrodestra...

Silvio Caggia ha detto...

@Daniele
C'è poi la versione Di Maio: IMHHHO
In My Honestà! Honestà! Honestà! Parere.

Vincenzo Gribaudo ha detto...

@ Daniele Marcello
grazie

Silvio Caggia ha detto...

@Vincenzo
FYI: in IMHO, AFAIK, H sta anche per holy.
HTH.

Alessandro Pepe ha detto...

Che poi potremmo cominciare a proporre degli acronimi italiani.

Se i 5stelle fanno un patto con la lega, EMDAAN, bisogna vedere che tipo di patto.

Certo che da questi primi giorni si vede che, INEAAC, lo stallo e' dovuto ad una generale prudenza.

Salvini sembra comunque, NLTNCLCDP, stia facendo prove di dialogo civile.

Vincenzo Gribaudo ha detto...

Ieri da Formigli Bonafede alla domanda chiara di Peter Gomez: se fate un patto come ha fatto la Germania direte anche quali ministeri andranno alla controparte? Risposta: lo deciderà Mattarella. Ora si capisce come il 5S insista di parlare solo di programmi e non di poltrone. Al momento buono cosa succederà? Mattarella non decide nulla senza proposte fatte dal Premier incaricato. Può certo accettare o rifiutare i nomi proposti o consigliare altri. A me sa tanto che da parte dei 5S ci sia solo la volontà di fare tattica per arrivare o a un governo con solo ministri 5S, cosa impossibile, oppure trovare la scusa per addossare tutta la colpa alla parte invischiata nelle trattative per poi sbandierare ai quattro venti l'accusa: vedete che sono gli altri che non vogliono un governo e sono degli irresponsabili. Vediamo se é così, ho paura di aver indovinato. Voi che ne pensate?

Franco Sarbia ha detto...

Come è già capitato Alessandro Pepe combina informazioni di grande interesse, come quella sui piani per l'energia sostenibile della Cina, a supporto di argomentazioni spicciole con le quali nulla hanno a che vedere. Parrebbe, dal post, che essendo la fautrice delle leggi ad personam di Berlusconi non sgradita al PD sia giusta la sua elezione alla presidenza del Senato da parte del Movimento 5 stelle. Boh! Cosa significa? Che essendo il PD uguale alla destra e il Movimento 5 stelle elettore di una esponente di punta di Berlusconi, il Movimento 5 stelle è uguale al PD? In questo caso il PD sembrerebbe migliore perché ha votato contro la sua promozione alla seconda carica dello Stato: s'è fermato prima. Boh! S'è sempre detto che per un governo a 5 Stelle l'elemento dirimente sono i programmi e non le poltrone. Ora, non mi pare esista nulla di più antagonistico delle proposte di Di Maio con l'operato dei governi PD. Sia chiaro io avverso le "riforme" di Renzi sulla scuola, sul lavoro, sulle pensioni almeno quanto Alessandro. Ma se tu, Di Maio, dichiari in pompa magna che il tuo obiettivo principale è abolirle, come fai a chiedere il sostegno di chi le ha realizzate e ne ha rivendicato la bontà in campagna elettorale, chiedendo su quelle il consenso degli elettori? Sei in cerca di voltagabbana? Ma non volevi stabilire per legge il divieto di cambiare bandiera, non multi già quelli dei tuoi che lo fanno? Alessandro: boh?

Silvio Caggia ha detto...

@Vincenzo Gribaudo
Ti correggo:
Da parte dei 5S c'è la volontà di arrivare a un governo con solo ministri 5S, oppure sbandierare ai quattro venti l'accusa: vedete che sono gli altri che non vogliono un nostro governo e sono degli irresponsabili.
La questione è: volete anteporre gli interessi dei cittadini a quelli dei politici? Se sì allora appoggiate le nostre proposte di legge, a cominciare dai vitalizi, se no allora che si sappia chiaramente chi non lo ha voluto.

Silvio Caggia ha detto...

@Franco Sarbia
Te l'ho già chiesto un tot di volte: chi avrebbero dovuto votare al senato i m5s?
C'era una qualche proposta di qualcun altro?
Prima di lamentarti di cosa ha fatto qualcuno, chiediti: poteva fare altrimenti? Con quali risultati?
Ti stai lamentando del fatto che il centrodestra ha la maggioranza relativa in Parlamento per caso?

Vincenzo Gribaudo ha detto...

@Silvio
E' vero che stanno dicendo quello che hai scritto, ma quando andiamo alla pratica la cosa ha risvolti ed interpretazioni diverse. Tutti i partiti da sempre dicono che al primo posto mettono gli interessi dei partiti nessuno escluso. Questi interessi variano però da partito a partito. Al 32% ora gli elettori hanno creduto alle promesse e alla serietà politica dei 5S, troppo pochi per una maggioranza. In realtà con questa frase i 5S affermano che solo loro possono veramente essere in grado di subordinare gli interessi degli italiani a quelli personale e di partito. Naturalmente é tutto da dimostrare, mentre gli altri spesso é sembrato che non lo abbiano fatto. E' proprio così oppure fa comodo dirlo?Se andiamo nei vari campi e situazioni gli interessi degli italiani divergono enormemente. Parlare di vitalizi é cosa buona e ottiene applausi, ma ripeto alla noia il grosso problema é il lavoro . In questi giorni neppure una parola! Cosa bisogna fare di concreto per il lavoro?
Quello che però avevo detto é un'altra cosa. Bonafede nella trasmissione in pratica non ha garantito alla controparte in modo chiaro dei ministeri. Allora a che gioco giochiamo? Tutto solo fumo o imposizione autoritaria per poi dare la colpa agli altri?

Alessandro Pepe ha detto...

@Franco

senza nulla togliere all'articolo di mio padre ti faccio solo notare, senza polemica, che non l'ho scritto io. Anche se in realta' poi lo condivido in gran parte. MA aspetto che sia mio padre a risponderti.

Franco Sarbia ha detto...

@ Alessandro
Chiedo scusa a te e a tuo padre per l'equivoco.

Daniele Passerini ha detto...

@Franco
Ma il tuo commento era sicuramente indipendente dall’identità dell’autore: rispondevi cioè al contenuto, non eri mica condizionato dall’idea che ti sei fatto dell’autore, giusto?

Franco Sarbia ha detto...

@ Daniele
Giusto, ma oltre al nome dell'autore avrei dovuto leggere con più attenzione anche il post e mi sarei reso conto che gli argomenti scientifici proposti sono più vicini al sentire di Guglielmo che di Alessandro. In altre parole mi sarei risparmiato il perfido accenno alla strumentalità, che altre volte ho attribuito alle eterogenee citazioni di Alessandro, suscitando le sue animate e sempre interessanti repliche.

CLaudio Rossi ha detto...

"...ripeto alla noia il grosso problema é il lavoro."
Concordo: però chi parlasse di ricette sarebbe in malafede o un sognatore.
Un sensibile incremento del lavoro oggi potrebbe derivare solo da commesse pubbliche "labour intensive" a carico dello Stato, e l'Europa non ce lo consente. Punto. Che il lavoro provenga dal "mercato" è un'illusione totale. Già sono stati compressi tutti i diritti di chi il lavoro già ce l'ha e il turnover è a saldo negativo. Tutte le nuove tecnologie non hanno bisogno di manodopera significativa. Se non ci si rende conto di questo si costruiscono sogni che collideranno con la realtà.

pegupe@gmail.com ha detto...


@Franco Sarbia
Sinceramente non saprei cosa risponderti, lascio agli altri lettori decidere se le tue argomentazioni abbiano colto il senso complessivo del mio ragionamento che, è vero, affronta diversi argomenti, che credo tuttavia abbastanza legati anche perché rispondevano a una serie di critiche che mi sono state mosse da un amico con il quale, prima del Renzi pensiero, ero in completo accordo. Per spiegarmi: quando parlava Landini, era entusiata, lo stesso pensava di Marco Travaglio, di Petez Gomez, di Padellaro e di tutta la redazione del Fatto Quotidiano poi costoro, di colpo, gli sono diventati insopportabili, non più leggibili ne ascoltabili, primo fra tutti Crozza che lo faceva sbellicare dalle risa. Lui si è convinto che loro e io siamo diventati altro e che davanti agli occhi abbiamo fette di salame (testuali parole). Come abbiamo fatto a metterci d’accordo Dio solo lo sa. Statisticamente è improbabile che siamo cambiati noi e non lui. Ora questo credo sia un caso limite che tuttavia dovrebbe farci riflettere su come le passioni e gli odi abbiano poco a che fare con i ragionamenti. Poiché vedo questo negli altri cerco di stare attento per mitigarlo in me, anche se so di non riuscirci. Ma almeno so di non sapere.

Daniele Passerini ha detto...

@Franco
Quoto l’intervento di CLaudio e aggiungo: oggi occuparsi di trasformazione del lavoro in atto significa NECESSARIAMENTE porsi il problema del reddito di cittadinanza, che lo si voglia capire o meno. Il M5S è stato il primo a capirlo. Altri, come te, sembrano non averlo ancora capito.
Tu però devi diventare consapevole del fatto che ti vivi come attacchi personali (come disconferme alla tua sensibilità, esperienza, storia di vita) ogni critica alle tue opinioni.
Le minoranze possono influenzare eccome le maggioranze, ma sicuramente non mostrando di credere nella superiorità a priori delle proprie opinioni.

@Guglielmo
Hai ulteriormente spiegato il senso del tuo post, più di così mi pare impossibile! :)

pegupe@gmail.com ha detto...

Il piano cinese per le energie rinnovabili
Se qualcuno non l’ha fatto lo inviterei a leggere con attenzione l’articolo di Fabrizio Patt sul progetto cinese per realizzare entro il 2050 energia pulita per l’intero pianeta. Parlano di un investimento di 50.000 miliardi di dollari che equivale a oltre il 10% dell’attuale PIL cinese su base annua
La moderna tecnologia è già in fase avanzata di sviluppo e permette di trasportare corrente continua con minor dispersione della corrente alternata con il vantaggio di eliminare l’elettrosmog.
Si parla molto della guerra planetaria per il controllo dell’acqua potabile, ma sono convinto che la vera guerra sarà sul controllo dell’energia e il piano cinese me ne da ulteriore conferma. L’energia è tutto, perché se si hanno fonti inesauribili e non inquinanti di energia si può dissalare il mare, si possono creare foreste nei deserti e si può dar da mangiare ai robot che libereranno l’uomo dalla schiavitù dei lavori alienanti. Tuttavia questo idilliaco scenario nasconde un pericolo. Chi controllerà la produzione e il flusso dell’energia, soprattutto quando l’intero pianeta ne sarà sempre più dipendente?
Più volte in questo sito ho espresso la necessità di produrre energia pulita ma anche decentrata al massimo livello di frazionamento possibile e l’Italia è una nazione molto favorita perché ricca di sole, vento e dislivelli montani. Ma la politica tace, a parte qualche flebile voce.
Mi sono avvicinato a questo blog proprio perché affascinato dagli esperimenti di Rossi che, se si fossero trasformati in realtà, avrebbero permesso ad ognuno di noi di produrre il proprio fabbisogno energetico, tuttavia, pur continuando a sperare in questa chimera, rimane il problema che quella macchina, per funzionare, deve comunque dipendere da qualcuno e questo ci renderebbe tutti dei felici schiavi. Credete forse che i sudisti americani fossero tutti dei feroci padroni. La maggior parte dei loro schiavi erano trattati con grande amore, ma era un affetto non diverso da quello che si rivolge verso gli animali domestici.
Il mini eolico, il mini idroelettrico e il solare, integrati con sistemi di accumulo, diversi dalle batterie, ci renderebbero molto più liberi. Questo è quanto mi aspetto da una classe politica degna di questo nome e chi metterà tutta l’energia verso la soluzione di questa epocale sfida avrà sempre il mio sostegno.
In questo sito blog scrivono persone che hanno una competenza tecnica che io neppure mi sogno di possedere, perché non creiamo un gruppo che possa studiare la messa in atto di un simile progtto, partendo dalle tecnologie disponibili e collaudate. In fondo si tratterebbe solo di farle dialogare tra loro sfruttando la scienza informatica.

Franco Sarbia ha detto...

@ Daniele, @ Guglielmo
Vi voglio bene. Discutere con voi è un esercizio che diverte e migliora la capacità dialettica: spero reciprocamente.
Guglielmo, ti ho obiettato che il gradimento PD ad Alberti Casellati coautrice delle leggi ad personam per salvare da giuste condanne il prluripregiudicato Berlusconi non giustifica la sua elezione alla presidenza del Senato da parte dei senatori del Movimento 5 stelle: non più duri e non più puri. Tu mi dici che non sai cosa rispondere a questo aspetto di merito e ti rimetti al giudizio dei lettori. Mi va bene. Poi del tuo amico “democratico” dici che “statisticamente è improbabile che siamo cambiati noi e non lui”. Io considero Renzi un affossatore della cultura democratica e la cosa potrebbe non riguardarmi, però statisticamente la novità, ovvero ciò che è cambiato è il consenso al movimento 5 stelle. Tuttavia, è ancora lontano dal rappresentare la maggioranza degli aventi diritto al voto: ne rappresenta meno di un terzo. È come la storiella del guidatore che viaggia contromano in autostrada, sente alla radio l’avvertimento di un pazzo che va contromano e s’incazza: «Ma come un pazzo? Sono centinaia gli scemi che vanno contromano!». Statisticamente aveva torto.
Daniele, ancora più divertenti sono le tue argomentazioni. Citando il contributo di Claudio che non parla nemmeno di striscio di reddito di cittadinanza, aggiungi: «oggi occuparsi di trasformazione del lavoro in atto significa necessariamente porsi il problema del reddito di cittadinanza, che lo si voglia capire o meno. Il M5S è stato il primo a capirlo. Altri, come te, sembrano non averlo ancora capito». Il problema sembra essere che io, come altri, non capisco. Non capisco. Abracadabra i miei argomenti sono scomparsi. Potevi dire: sono sbagliati per questa o quest’altra ragione; erano incomprensibili perché spiegati in un cattivo italiano; non li ho capiti, rispiegameli in altre parole; non li ho letti; non me ne frega niente di quel che dici perché se non concorda con quel che dice Di Maio è sicuramente falso. Invece dici: «tu non capisci (?)». Discutiamoli uno per volta i miei argomenti: sono soltanto due concatenati i principali.
Vediamo il primo. Io ritengo un sacrosanto diritto sia il reddito di cittadinanza sia il lavoro. Dove non è possibile garantire il diritto al lavoro il reddito di cittadinanza diventa un vitalizio pagato con i contributi di chi lavora, incompatibile con un tasso di occupazione che è il penultimo in Europa dopo la Grecia. Insostenibile perché impedisce di ridurre o costringe ad aumentare gli oneri previdenziali e fiscali sui pochi che lavorano: in Italia già i più alti nell'area Ocse, dopo l'Ungheria. I conti non sono miei li hanno fatti economisti indipendenti e il Presidente dell’Inps, che naturalmente sono tra quelli “altri” che non capiscono. Al sud non basta riformare i centri per l’impiego per soddisfare la domanda di lavoro, perché il lavoro non c’è. E non ci sarà senza un adeguato programma d’investimenti pubblici capaci di fare da attrattore e moltiplicatore di quelli privati.
(Continua).

Franco Sarbia ha detto...

Quindi ha ragione Claudio: «…il grosso problema è il lavoro.». Ma se spendiamo, ora, nel reddito di cittadinanza oltre le nostre disponibilità, aumentando il prelievo fiscale e previdenziale, non avremo risorse per un programma d’investimenti strategici, e non saremo in grado di far rientrare in Italia il lavoro fuggito per l’eccessivo gravame. Tu potresti dire: «è vero; è falso per questa o quest’altra ragione; è falso perché mi fido dei conti di Di Maio». Invece dici: «tu non capisci (?)».
Ed ecco il secondo argomento. In Italia la sinistra riformista ha prosperato finché è riuscita a promuovere lo sviluppo di servizi pubblici, trasporti. sanità, scuola, assistenza agli anziani, ambiente, con il tacito accordo, o meno tacito nel caso del consociativismo, dei partiti conservatori, i quali in contropartita soddisfacevano le loro clientele con assunzioni a capocchia, soprattutto al sud: il tutto a carico del debito pubblico e delle fondazioni bancarie. Volatilizzati i fondi la sinistra è rimasta col culo per terra senza aver più nulla da offrire, e impelagata nel sistema corruttivo che l’ha sostenuta. Non c’è più trippa per gatti. Ma al sud la pubblica amministrazione continua a svolgere la funzione di ammortizzatore sociale. Chi proponesse l’adozione dei costi standard nella pubblica amministrazione ed il riequilibrio degli organici, a favore dei servizi alla persona, alla giustizia, alla cultura, alla scuola, alla ricerca non prenderebbe neppure un voto. Perché il pubblico impiego in quelle regioni in larga misura è già reddito di cittadinanza. È quello che ha alimentato l’economia sommersa, creando un fertile terreno per la domanda di vitalizi, nella nuova forma proposta dal Movimento 5 Stelle, che permettano di ricevere uno stipendio senza lavorare per potersi poi dedicare al secondo e terzo lavoro in nero. È l’economia della miseria, corrisponde a bisogni reali, ma non va nel senso della rinascita economica. Questa è la ragione per la quale il sud, a differenza del nord, confida nel reddito di cittadinanza come unica via d’uscita possibile. Per questo ed ha premiato generosamente chi l’ha prospettata, a differenza del nord. Peccato che non sia credibile. Tu potresti dire: «è vero; è falso per questa o quest’altra ragione; è falso perché mi fido dei conti di Di Maio». Invece dici: «tu non capisci (?)». E dopo aver ignorato quanto ha da dire dire rincari la dose: «Tu però devi diventare consapevole del fatto che ti vivi come attacchi personali (come disconferme alla tua sensibilità, esperienza, storia di vita) ogni critica alle tue opinioni». Ma tu non ha criticato le mie opinioni hai solo detto «tu non capisci (?)». Come ho già ripetuto alla nausea questa “disconferma” delle mie facoltà intellettive e del mio grado di consapevolezza non la vivo come “attacco personale”. Prendo atto del tuo «tu non capisci (?)» come tua mancanza di ragioni di merito o di considerazione per quanto ho detto. E quindi come torto alla causa che sostieni. Il tuo aprioristico «tu non capisci (?)», privo di argomenti mostra che tra noi due quello che crede «nella superiorità a priori delle proprie opinioni» sei proprio tu.

Daniele Passerini ha detto...

@Guglielmo
@Franco
Senza scomodare la Cina, a me basterebbe che prendessimo esempio dal Portogallo.
http://www.repubblica.it/economia/2018/04/05/news/portogallo_da_record_l_energia_verde_prodotta_supera_i_consumi_del_paese-192966804/

Daniele Passerini ha detto...

@Franco
Fai veramente tanta dietrologia.
In tutta sincerità, ti leggo e ti restituisco le riflessioni che mi suscitano i tuoi discorsi. Né più né meno. Mi dispiace, ma non potrei mai prendere una a una le tue argomentazioni come tu vorresti... ci vorrebbero giornate intere e dovrei rinunciare all’idea di prendermi la terza laurea. Sto massimizzando tutto il tempo che ho in funzione dello studio, e cerco di tenere un occhio sul blog, ma uno, non tutti e due.
Mi dispiace che questo mia pragmatica contingenza la leggi come una sorta di mancanza di rispetto delle tue opinioni, o meglio come una mia convinzione della superiorità delle mie opinioni sulle tue... per questo dico che fai dietrologia.
Mi dispiace soprattutto perché - a leggerti in queste ultime settimane - sembrerebbe che sei capitato per la prima volta su questo blog uno/due mesi fa, e non sei consapevole del tipo di luogo che sia, delle persone che ci sono ecc. boh... veramente... c’è un punto oltre Il quale parlare oltre è controproducente.
Un abbraccio.

Franco Sarbia ha detto...

@ Daniele
giusto, è inutile giocare al gioco dei (bastian) contrari. Quella che tu consideri dietrologia (ancora una volta un'etichetta gratuita, uno stigma immotivato) io preferisco definirla lungimiranza.

CLaudio Rossi ha detto...

@ Franco
".. se spendiamo, ora, nel reddito di cittadinanza oltre le nostre disponibilità, aumentando il prelievo fiscale e previdenziale, non avremo risorse per un programma d’investimenti strategici.."
Su questo non sono completamente d'accordo. Perchè si dovrebbe finanziare il RDC con aggravio del costo del lavoro aumentando il prelievo fiscale e previdenziale? qualche esempio: il capitolo "monstre" delle spese militari (25 miliardi l'anno, 1,4 del PIL, aumentato del 25% negli ultimi tre anni per merito dei governi Renzi/Gentiloni) per quasi la metà prevede acquisti di sistemi d'arma e missioni di guerra, approvate a fini di servilismo nei confronti della NATO o di altri interessi geopolitici non nostri. Sono una dozzina di miliardi che nulla hanno a che vedere con il costo del lavoro ma rappresentano allocazioni discrezionali delle risorse pubbliche evitabili, improduttive e, in gran parte, anche incostituzionali (art.11).

pegupe@gmail.com ha detto...

@Franco Sarbia
“non riguardarmi, però statisticamente la novità, ovvero ciò che è cambiato è il consenso al movimento 5 stelle”.
Brevemente, quando, come ho già scritto, votai Renzi alle primarie perché diceva cose che condividevo, allo stesso modo criticavo con forza (mio figlio Alessandro ne è testimone) alcuni comportamenti e scelte del M5S prima maniera tipo: il comportamento antidemocratico verso Pizzarotti, l’attacco verso coloro che si mostravano in TV, l’imbarazzante streaming Grillo/ Bersani, tuttavia sentivo anche una sincera e positiva ventata di novità. Oggi quel loro cambiamento ha attenuato quel maggior disaccordo iniziale, trovandomi in una situazione speculare rispetto a quella del mio amico, perché è lui che ha modificato il suo pensiero per adattarlo all’oggetto della sua passione. Come dire: all’amor non si comanda.
Le tue analisi e le tue critiche riguardo alle promesse sul reddito di inclusione sono più che sensate e sono pericoli a me già noti, ma ciò non significa che un percorso giusto non debba essere percorso perché difficile e rischioso. il Pronto soccorso, in una società civile, si occupa prima di chi rischia la vita senza guardare a chi sta morendo e il bravo medico fa tutto quello che può fare mettendoci il massimo impegno. So bene che se il reddito di cittadinanza non è accompagnato da una seria struttura di controllo si traduce anche in una forma assistenziale per i più furbi. Questo significa che non dobbiamo andare verso quella direzione. Forse che il bonus degli 80 euro non è stato elargito sulla base della dichiarazione dei redditi piuttosto che sul reddito effettivo?
Le difficoltà sono immense e sicuramente la realtà farà emergere gravi squilibri e ingiustizie ed è a questo punto che entra con forza il miglioramento dei controlli governati dall’esempio di una ritrovata moralità che deve partire dall’alto.
Al momento i 5 Stelle hanno messo al primo posto la questione morale e lo stanno facendo partendo da loro: lo fanno per prenderci per i fondelli? Può darsi, ma non ci sono elementi per crederlo e quindi vanno sostenuti, a prescindere. Che questo sia, a mio parere uno degli assiomi di fondo che, se disatteso, procurerebbe in me grande delusione e ripensamento, è dimostrato da come siano attaccate e derisi su questo tema.
Credo che il momento sia particolarmente drammatico e se questo fosse vero, andare troppo per il sottile significherebbe, nella sostanza, essere complici del peggio. Questo è ciò che penso riguardo ai tuoi più che sensati argomenti. Noi non ci scontriamo sulla natura delle nostre argomentazioni, ci scontriamo sul loro peso e quando la quantità eccede, si confonde con la qualità.

@Daniele
Bellissimo l’esempio del Portogallo. L’energia pulita è uno straordinario vantaggio per il pianeta, ma se quell’energia rimane nelle mani di pochi, il problema della libertà rimane tutto da risolvere.

Alessandro Pepe ha detto...

Riporto discussione con mia madre su whatsapp. Non è risposta a Franco. Mi impegno a rispndergli con la dovuta e meritata calma:

Comunque ho realizzato che chi ha votato PD lo ha fatto di pancia. Non c’è niente di razionale e logico in quel che fanno, tutto istinto!

‘Non è così "pancia " è una categoria confusa e forse vale anche consapevole non convinzione’

No no è proprio gente che impazzisce all idea che gli vengano sottratti determinati riferimenti storici, orizzonti cognitivi legati al gioco delle parti e aggiungo il rischio di perdere determinati privilegi. Non c’è nulla di sinistra nel voto a LEU e al PD, almeno non nella concezione novecentesca della sinistra. È un voto totalmente di destra, nel senso di chiuso, autoreferenziale, conservativo e conservatore, reazionario ed egoista.

‘Ma va la’’

Chiedi in giro e le risposte son tutte vaghe, nevrotiche, irrazionali come le dichiarazioni di Martina. Quindi voto di pancia.


Facciamo un Gioco: Unisci i puntini:

La sinistra è coraggio, apertura, cambiamento, progresso, prospettiva,
Solidarietà, sostegno, proiezione, progressione, partecipazione, mobilitazione, orizzontalità

A quale partito appartengo oggi questi valori?

Comunque il mio era un gioco di maieutica. La preoccupazione principale tua e non solo era sapere i 5stelle di destra. Ho provato, adesso che siamo maggioranza, a fare il percorso inverso, adesso sono io che non mi fido del PD perché di destra, irrazionale, populista e pericoloso.

‘Giochi di parole’

Rimangono delle etichette. Si votano le etichette, l idea di appartenere ad un gruppo a prescindere dall aderenza ai fatti. Questo vale per tutti, ma nel PD è più smaccato

Devi ammettere che sta venendo fuori un anima più di sn nei 5stelle e più di ds nel PD. Lo svelamento sta al momento giocando a loro sfavore e dovrebbe essere il contrario. Sono i vincenti a dover svelare la loro parte arrogante e i perdenti la parte umana. Qui è l opposto. Franceschini dice che gli fa piacere l autocritica dei 5stelle. Cioè fammi capire i 5stelle che hanno vinto le elezioni devono fare autocritica per governare col PD non il contrario? Follia pura, pura arroganza. La famosa arroganza che ti ha sempre spaventato nei 5stelle te la ritrovi in casa.

È un arrocco: politico, istituzionale e, scusa la parola, di casta, di difesa dei privilegi, ergo di destra. Ogni azione e pensiero e movimento del Pd degli ultimi mesi è ontologicamente di Ds. Sui 5stelle invece ci sono almeno speranze fluide ma dipende da noi. Tutto quello che accade nel Pd invece è autarchicamente diretto dall alto e possiamo solo sperare che se la sbroglino. Infine la discussione continua interna alla sn che un tempo aveva il sapore della democrazia ora è solo faida interna, distribuzione degli utili, conflitto di potere, altro tema tutto di Ds.


‘Magari voterò 5s. Per ora l altro ieri 37 5s astenuti su mozione contro lo sfratto alla casa int. Donne.. un po di coraggio via!’

Si ma il Pd l hai votato. Io ero pronto a fare il mea culpa in caso di deriva destrorsa ora tocca a te

Franco Sarbia ha detto...

@ Claudio, @Guglielmo, @ Alessandri, @Daniele

Finalmente si può tornare a parlare del merito senza preclusioni ideologiche. Hai ragione, ci sono margini per recuperare fondi da spese non prioritarie. Per ridurre sensibilmente le spese miliari, occorrerebbe sottrarre l'Italia dagli obblighi Nato ed uscire definitivamente dalle aree di conflitto. Ah, come tornerei volentieri ai tempi della mia gioventù, quando noi si manifestava all'urlo: «fuori l'Italia dalla Nato! Fuori la Nato dall'Italia!». Intanto ora come allora rimarrebbe la Russia a proteggerci dagli invasori Africani. O no? Scherzo, naturalmente. Ma non sarebbe uno scherzo recuperare una dozzina di miliardi, neppure per un governo che avesse la maggioranza assoluta. Sarebbe un bel colpo per i fabbricanti d’armi nostrani, e per l’occupazione del settore. Perché nessuno, anche solo per ripicca materializzata in sanzioni economiche, comprerebbe più armi da un paese sulla via della demilitarizzazione. Dovremmo rinunciare alla funzione di traino dell’innovazione tecnologica che da Sargon il grande in poi ha deciso la superiorità militare delle nazioni. Eppure, quanto mi piacerebbe che utilizzassimo quei soldi per le protesi dei bambini amputati dalle mine italiane delle quali furono disseminati i Balcani e poi il vicino oriente a opera dell’Isis. Piccolo o grande che fosse il risparmio sulle spese militari dovrebbe essere in parte investito nella riconversione dell’industria bellica. Non so quanto inciderebbe il risparmio netto sui costi del reddito di cittadinanza: sarebbe comunque un contributo utile, ma forse più adeguato a finanziare il superamento delle storture della Fornero. Ahimè, sarebbe tanto meno significativo se il costo del cavallo di battaglia dei 5 Stelle non fosse di 18 miliardi come ipotizzano dai loro economisti a 5 stelle, ma vicino ai 35, secondo le stime di Roberto Perotti, l’economista autore del recente saggio “Falso” e di Tito Boeri, presidente dell’Inps.
Tuttavia, tutta la spesa previdenziale chiamata a coprire il reddito di cittadinanza grava esclusivamente sul lavoro, e anche quella delle spese militari è sottratta in misura prevalente al prelievo fiscale diretto sui redditi da lavoro, o a quello indiretto sui loro consumi - ancor più ingiusto perché eguali per redditi diseguali. Sarebbero dunque i lavoratori occupati, (dipendenti, falsamente indipendenti e indipendenti), a dover coprire la differenza a beneficio dei disoccupati. A loro sarebbe richiesto un grande sforzo di solidarietà che ridurrebbe comunque le possibilità di spesa per i servizi ad essi destinati, direttamente o indirettamente, già oggi del tutto insufficienti: per esempio alla ricerca per le imprese, al diritto allo studio, all’elettrificazione del trasporto pubblico locale, ecc. Se così è, ovvero che la misura graverebbe quasi per intero sulle loro spalle, dovremmo avvertirli, pur sapendo che allora non tutti quelli che lo hanno fatto continuerebbero a votare per il movimento 5 stelle. Un contributo economico diretto al reddito di cittadinanza dovrebbe provenire da un aumento delle contribuzioni previdenziali a carico delle imprese per il lavoro precario. Affinché questo non costi di meno del lavoro stabile e sia utilizzato solo per attività effettivamente temporanee non stagionali. I contributi dovrebbero coprire il periodo d’inattività, analogamente alla cassa edile, incorporare l’indennità di disoccupazione e assicurare la maturazione della pensione ai giovani precari.
Continua)

Franco Sarbia ha detto...

La risposta strutturale capace di liberare tutte le risorse necessarie sia al reddito di cittadinanza, in misura sovrabbondante, sia alla riduzione della pressione fiscale e previdenziale sul costo del lavoro, sarebbe, però, la riduzione degli sprechi e l’aumento della produttività della spesa pubblica. A fine degli anni settanta a me operaio - “accademico di nulla accademia” come diceva di sé Giordano Bruno - fu chiesto di essere relatore di maggioranza sul bilancio del Comune di Genova. Alle Frattocchie il mio maestro di “Economia e bilancio delle pubbliche amministrazioni” fu Luciano Barca, padre di Fabrizio Barca: quello che ha tentato inutilmente di salvare il PD dalla rottamazione renziana.
(
M’insegnò che la produttività della spesa dipende dal rapporto tra spesa in conto capitale e spesa corrente, e dal vantaggio crescente della prima sulla seconda. Più precisamente gli investimenti pubblici dovevano avere lo scopo primario di ridurre la spesa corrente innovando e migliorando i servizi. Pensate, il vecchio PCI insegnava ai suoi amministratori a scegliere le priorità d’investimento secondo i criteri di redditività del ROI (Return On Investments).
Anche oggi il primo passo dovrebbe essere l’analisi della produttività della spesa e la misura dell’intensità di lavoro, attraverso l’applicazione dei costi standard ai servizi. All’analisi dovrebbe succedere un programma d’investimenti finalizzato a rimuovere i costi ingiustificati dell’arretratezza tecnologica. Il piano secondo un criterio di rapido ritorno degli investimenti, quale solo le nuove tecnologie informatiche, telematiche, dell’energia sostenibile possono garantire, condurrebbe a un rapido miglioramento strutturale dei costi standard e del disavanzo primario. Il processo e richiederebbe un corrispondente riequilibrio degli organici, destinando le eccedenze ai servizi alla giustizia, all’impiego, alla persona, alle imprese, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e all’ambiente. I pubblici dipendenti ancora in sovrannumero, assunti secondo logiche clientelari per garantire una sorta di reddito di cittadinanza specialmente al sud, dovrebbero essere mandati a casa. Pagati: per snellire con ogni forma di telelavoro le procedure burocratiche della giustizia, della creazione di lavoro, promuovere l’associazionismo e la partecipazione dei cittadini. Dovrebbero esser assunti stabilmente secondo criteri di qualità dei risultati tutti i precari di stato, regioni, comuni ed enti pubblici o convenzionati della scuola, della ricerca, della sanità dei quali sia sperimentata l’idoneità in mesi e decenni di lavoro falsamente a termine. Lo stato non può amministrare la giustizia con migliaia giudici onorari pagati in nero. Naturalmente un simile piano non riuscirebbe neppure a partire perché scatenerebbe l’insurrezione delle corporazioni, di quasi tutto il pubblico impiego e di quanti fondano il loro consenso sul ricatto del precariato, sulla conservazione delle posizioni di privilegio e di corruzione garantite dallo stato attuale. Eppure avrebbe una formidabile capacità di traino delle tecnologie sostenibili e di stimolo all’occupazione qualificata nel pubblico impiego.
(Continua)

Franco Sarbia ha detto...

Oltre alla redditività della spesa, un piano strategico d’investimenti pubblici dovrebbe essere concepito secondo priorità convergenti della bonifica del territorio, del restauro del patrimonio pubblico, archeologico, artistico, storico e architettonico, dovrebbe essere indirizzato a interventi d’infrastrutturazione ecologica di trasporti merci, energia, banda ultralarga, capaci di garantire un effetto di attrazione e moltiplicazione degli investimenti pubblici. In un paese normale il tutto potrebbe avvenire senza superare i vincoli di indebitamento. Lo strumento è quello dei Fondi di Sviluppo Urbano. Ho imparato a conoscerli durante i 10 anni nei quali ho fatto parte, per conto del comune di Milano, dello specifico gruppo di lavoro del Ministero delle Infrastrutture, con la partecipazione di Lorenzo Bini Smaghi per la Cassa Depositi e Prestiti.
Funziona così: si forma una società di gestione del risparmio con la partecipazione di BEI e CDP, altri istituti finanziari, partner privati interessati alla realizzazione e allo sviluppo delle tecnologie, scelti con gara. Al capitale di rischio partecipano anche gli enti pubblici ma senza esborso di denaro pubblico: mettono a disposizione i loro assets costituiti dalle proprietà immobiliari oggetto d’intervento e le loro capacità progettuali se le hanno. La società di attuazione degli interventi rimane sotto controllo pubblico. I beni pubblici rimangono tali, ma appena conferiti escono dal bilancio dello stato, assieme agli investimenti necessari a riqualificarli, che così non producono indebitamento.
Secondo questo modello il Comune di Rotterdam ha sviluppato su territorio pubblico e demaniale le infrastrutture tecnologiche delle piattaforme logistico produttive ad alta intensità di lavoro. Se ben ricordo, spese in due fasi circa 250 milioni di Euro, attirando investimenti privati per oltre 2 miliardi e creando occupazione stabile, diretta e indiretta, per qualche decina di migliaia di lavoratori, con un ritorno degli investimenti attraverso oneri di urbanizzazione e aumento del reddito in meno di un quinto del tempo della concessione, ottenendo proventi netti per i successivi 40 anni. A metà anni 90 presentai un progetto simile per le aree della siderurgia a caldo di Cornigliano in area demaniale. La Camera di Commercio lo approvò, ma Comune, ministero, autorità portuale preferirono regalare la concessione incondizionata ai Riva purché non licenziassero, bontà loro. Lo stato rinunciò perfino alla ricchezza che sarebbe derivata dalla semplice gestione di moli precedentemente destinati a carbone e minerali.
(Continua)

Franco Sarbia ha detto...

A Milano in un pranzo di lavoro con un amico imprenditore e l’amministratore delegato di Euromilano: società immobiliare partecipata da aziende della compagnia delle opere, dalle coop e dalle maggiori imprese edili Milanesi. Prospettai loro la possibilità di creare ad Arese e nel Nord Ovest milanese una infrastruttura per l’internazionalizzazione dei mercati e l’innovazione tecnologica delle Piccole e Medie Imprese diffuse nell’area. L’AD mi mandò letteralmente a cagare. Mi rispose più o meno in questi termini: «perché mai dovrei mettermi in un tale carrozzone con enti pubblici? La missione che mi è affidata dal mio consiglio di amministrazione è speculare, ottenere il massimo rendimento dal capitale di rischio. Se mi metto in casa l’ente pubblico non posso. E poi non mi serve. Io so cosa costruire e dove e quali servizi pubblici chiedere per aumentare il valore delle mie proprietà. Se un pubblico amministratore me lo impedisce, faccio altro, altrove, di più remunerativo. Aspetto l’amministrazione successiva e alla fine vinco io. Capite? Le nostre grandi famiglie imprenditoriali sanno sempre cosa fare sul territorio, e rifuggono come la peste il coinvolgimento in opere d’interesse pubblico. Perché alla fine riescono sempre a fare quello che vogliono. Per questo la competitività del sistema Italia è andata a farsi fottere. Così non riusciamo neppure a trattenere le nostre attività produttive, figurarsi quanto siamo attrattivi per gli investitori internazionali. Questo approccio, orientato al marketing del territorio è servito a costruire la grande Londra negli ultimi 20 anni. In Italia è ostacolato da tutti, compresi gli operatori della logistica che basano i loro guadagni sull’inadeguatezza del trasporto merci ferroviario e su una pletora di piccoli trasportatori con i loro camioncini scassati e inquinanti. Ecco questi sono alcuni punti del mio programma di governo. Non lo ritrovo in nessuno dei partiti esistenti. Forse risolverebbe alcuni problemi dell’Italia ma non è condiviso da nessuno perché il suo contenuto di verità otterrebbe solo un voto: il mio. Forse. Neppure quello se dalla presentazione del programma alle elezioni la realtà in rapida trasformazione lo avesse superato. Come dissi a tavola con Alessandro la sua famiglia e gli amici, sarebbe il partito di una sola persona: «One man political party». Ma poiché dal 1984 ho smesso di fare politica, e non ho intenzione di ricominciare, se un’altra persona, possibilmente una donna per le pari opportunità, volesse fare da segretario, militante e cittadina sostenitrice, si faccia avanti. Ho già registrato anche il nome alternativo su misura per lei: One woman political party. Le consegnerò volentieri un minuscolo partito morto, che la morte dei partiti, come la “livella” di Totò, renderà uguale ai grandi partiti.

CLaudio Rossi ha detto...

@ Franco
Sia pure tra molte indicazioni interessanti sulle quali si dovrebbe ragionare singolarmente, sul mio esempio dell'eccesso di spesa militare mi rispondi in pratica che una contrazione si risolverebbe in un danno per i lavoratori dell'industria bellica e in una rinuncia ai vantaggi della ricerca applicata alle armi che “da Sargon il Grande in poi.....”.
Bene, se la vita è fatta solo per massimizzare la ricchezza allora tagliamo il servizio sanitario nazionale e si risparmiano un sacco di bei soldi. Se così non è, che ci sia crisi “anche” per le aziende belliche lo troverei veramente il male minore e la riconversione di quel settore molto preferibile a quello di altre decine di settori lasciati marcire allargando le braccia perchè “è il mercato bellezza!”
Che poi si debba costruire strumenti di morte per fare esperienza tecnologica è una vecchia storia con nessuna base scientifica. Anche qui è solo una questione di scelta su dove allocare risorse pubbliche e, da sempre, i centri militari e le aziende belliche (Leonardo per dirne una) drenano un'incredibile messe di fondi per la ricerca che potrebbero essere indirizzati in direzioni molto più etiche e altrettanto se non più efficienti. Come credo tu sappia, esiste da sempre una specie di “jus primae noctis” dei militari per qualsiasi idea brevettuale così che presso tutti gli uffici brevetti (del Ministero delle Attività Produttive) stazionano addetti militari che hanno diritto di prelazione o di acquisire a loro discrezione tutte le “idee” che possono ritenere interessanti per i loro scopi, prima che sia rilasciata la privativa industriale. A me questa prassi personalmente ripugna e se la decantata efficienza “da Sargon il Grande in poi...” è dovuta a questi trucchi, credo che sia difficile difenderla come un “asset” da preservare al posto del reddito di cittadinanza o simili.

Franco Sarbia ha detto...

@ Ehi Claudio
Per favore rileggi quanto ho scritto. Io sono strafavorevole alla riduzione della spesa militare. Ti ho solo segnalato che i risultati potrebbero non essere dell'entità che tu prefiguri e non facili da ottenere. Se fraintendi le mie parole o le stravolgi intenzionalmente non ci siamo. Spero sia una svista la tua.

CLaudio Rossi ha detto...

@ Franco
Ho capito benissimo, e da tempo, come la pensi sull'argomento e forse mi sono lasciato prendere la mano su un tema che mi rode parecchio...
Però questi due argomenti li hai citati entrambi; ed era per puntualizzare.

Franco Sarbia ha detto...

@ Claudio
Il dominio degli Stati Uniti nel settore informatico fino agli anni 80 ha una base scientifica incontestabilmente fondata sul mercato militare protetto nella competizione con il blocco dei paesi pseudocomunisti del patto di Varsavia. Sarà per la mia età, ma come operaio della San Giorgio ho avuto la sorte di avere informazioni dirette sul mercato degli armamenti. Durante la grande guerra fu tra le prime industrie a sviluppare sistemi cibernetici di puntamento. Successivamente la divisione militare fu scorporata nella Elettronica San Giorgio (Elsag), contigua al mio reparto. I delegati del consiglio di fabbrica mi spiegarono che gli stessi sensori della robotica civile erano pagati dieci volte di più dai militari, coprendo per intero i costi della ricerca in cambio dell'esclusiva e del segreto militare. Questo non significa che io approvi la ricerca trainata dalle tecnologie militari. Però so come funziona. Sono invece convinto che la vera strategia di competizione virtuosa trainata dal mercato sarebbe quella delle tecnologie sostenibili, perché chi la vincesse potrebbe diffondere i suoi prodotti sull'intero pianeta non solo senza distruggerlo ma riqualificando gli ecosistemi. Questo però è un altro punto con zero voti del mio "One Woman Political Party", OWPP.

CLaudio Rossi ha detto...

Caro Franco, che dalla tecnologia militare sia discesa internet e buona parte dell'informatica è cosa nota. Ma tu stesso sottolinei che derivò dal confronto/conflitto con il Patto di Varsavia, cioè dall'aver dedicato a quelle ricerche risorse di vari ordini di grandezza superiori a quelle disponibili per qualsiasi azienda civile. Ricordo pure però che negli anni '80 i celeberrimi F 15(cacciabombardieri americani) avevano un software di bordo molto arretrato rispetto a quello dei pc che nel frattempo si erano diffusi sulle scrivanie del mondo. Ciò perchè, una volta liberalizzata la tecnologia e sottratta al monopolio militare questa si era evoluta molto più velocemente che nella ricerca militare. E' un'altra dimostrazione che la tecnologia evolve esclusivamente per le risorse che vi vengono investite e il fatto che "da Sargon il Grande in poi..." è un'altra fola messa in giro dai soliti furbi con le stellette. Condivido il tuo auspicio sulle tecnologie sostenibili, ma fino a che non saranno sradicate le attuali gerarchie di potere - e quindi di scelta su dove destinare le risorse - sarà più facile che queste vengano destinate alla Leonardo che alla riqualificazione degli ecosistemi.

Franco Sarbia ha detto...

@ Claudio
Non è fondamentale essere d'accordo sul punto, ma sull’importanza delle tecnologie metallurgiche nella competizione militare ti suggerisco “Armi, acciaio e malattie” di Jared Diamond, se è ancora in circolazione. La storia di Sargon non è una fola fatta circolare dai generali. L’ho citato io perché conosco il processo attraverso il quale le popolazioni nomadi – gli Accadi in questo caso – furono capaci di trarre vantaggio dall’incontro delle conoscenze e delle tecnologie attraverso i nodi delle vie di comunicazione intercontinentali, e finirono per prevalere sulla prima civiltà urbana: quella dei Sumeri. Per Sargon il vantaggio tecnologico fu lo sviluppo del carro a ruote cerchiate e indipendenti su boccole di metallo anziché ad asse rotante, grazie alla tecnologia del bronzo dominata da chi, come il suo popolo nomade, aveva accesso ai tre soli giacimenti di stagno allora conosciuti. Quel vantaggio gli permise di disporre di tutte le armi e di tutti i mezzi di metallo che gli servivano per fondare e organizzare la logistica del primo grande impero, in una terra senza una via continentale di comunicazione percorribile in due sensi come il grande e calmo Nilo. Circa un millennio dopo toccò a un’altra popolazione nomade, quella degli Achei, dominare il Mediterraneo e costituire le prime città stato grazie allo sviluppo della tecnologia del ferro, acquisita attraverso l’incontro delle differenti culture con le quali entrarono in contatto.

Daniele Passerini ha detto...

@CLaudio
Se non lo dovessi trovare, "Armi, acciaio e malattie" te lo presto io se riusciamo ad organizzare un nuovo pranzo una domenica verso maggio-giugno, o a Perugia o a Prato (e se ci vieni). ;)
Quando lo lessi 20 anni fa lo trovai illuminante. Va naturalmente preso per quello che è: una buona "chiave di lettura" sociologica (tra le tante possibili) del progresso umano.

Daniele Passerini ha detto...

@Franco
Francamente, salvo un vomitevole appoggio del PD al cdx (che sancirebbe meritatamente la scomparsa del PD dalla mappa politica della successiva legislatura), visti i veti incrociati di Martina, Berlusconi, Di Maio, do quasi per certo a questo punto che riandremo tutti a votare all'inizio di giugno.
Sarà un ballottaggio tra M5S e cdx, direi che ci sono pochi dubbi.
Se fossimo già a giugno, al momento del voto, TU COSA FARESTI?
Esprimeresti per l'ennesima volta un inutile voto IDEOLOGICO a LeU o quant'altro, che avrebbe come unica conseguenza un pilatesco "lavamoce le mani"?
Ti asterresti, lavandoti le mani con amuchina e bicarbonato?
Ovviamente non voteresti PD.
Dunque voteresti M5S o cdx... QUALE DEI DUE?
L'unica scelta che devi fare è questa Franco, tutto il resto è gioco di società, letteratura, filosofia, folklore, chiacchiere ecc.
Pensaci... e stai sul pezzo, per favore.
Buona giornata, mi immergo nella mia ultima full immersione prima dell'esame di domani.

Daniele Passerini ha detto...

P.S.
Forse più immersione “fool” che “full immersion” in effetti, ah ‘sti lapsus! :D

Franco Sarbia ha detto...

@ Daniele
pare anche a me che il voto sia la soluzione più conveniente per chi ha vinto, e forse per l'Italia. Anche se quando l'ho preannunciata qualcuno, non dico chi, ha definito illazioni strumentali le mie previsioni. Mi dispiace deludere te, e Silvio che mi chiede la stessa cosa, ma continuo a pensare che non esista nessun voto inutile. Solo il non voto lo è. Ho una concezione della democrazia diversa dalla vostra. Ritengo utili tutti i voti, anche al partito di una persona sola se è quello che meglio rappresenta e testimonia le mie idee irrinunciabili di giustizia e di rispetto delle minoranze. Conseguentemente sceglierò un partito che non ritenga il mio: inutile voto ideologico, gioco di società, letteratura, filosofia, folklore, chiacchiere. Però ora non distrarti: «studia, perché avremo (avranno) bisogno di tutta la tua intelligenza». In bocca al lupo.

Daniele Passerini ha detto...

@Franco
Crepi.

P.S. Proviamo così.
Sto cercando in tutti i modi di portarti a semplificare (non a banalizzare) una cosa complessa, mondandola (in modo zen, se vuoi) da ideologie, sovrastrutture, narrazioni ecc.
A me pare, viceversa, che hai chiamato in causa tutte le tue energie mentali per complicare una cosa semplice.
Basta che mi dici che, per essere "coerente a tutte le cose a cui ritieni giusto essere coerente" (e bada bene che non è una tautologia, ma una sintesi), TI VA BENE CHE AL GOVERNO VADA CHIUNQUE.
Almeno questo. Lo devi, a tutti i lettori di 22passi, per rispetto al tipo di comunicazione chiara, onesta, diretta, che qui dentro abbiamo sempre cercato di stimolare.

Franco Sarbia ha detto...

@ Daniele
ti devo proprio spiegare tutto. Quando ti si dice in bocca al lupo devi dire «viva il lupo!». Non «crepi», perché la lupa prende in bocca i lupacchiotti per portarli in salvo. Quello è il posto più sicuro per loro in caso di pericolo, se crepa lei crepi anche tu. E non va bene. Io non so ancora per chi voterò, lo deciderò dopo aver visto i programmi, se riterrò il Movimento 5 Stelle più vicino alle mie convinzioni tra quanti si presenteranno non escludo di votarlo. Ma non escludo neppure di votare qualcun altro, sperando che faccia parte di un governo che porti avanti le mie idee sul futuro del mondo, dell'Italia, dei figli miei e di tutti gli altri. Non credo nel partito unico e chiunque vinca non salverà l'Italia se non si alleerà con tutte le sue forze sane e non sarà in capace di rispettare le minoranze e di conquistarne il rispetto. Se per esempio condividessi di più le idee di Pizzarotti - ingiustamente discriminato dal cerchio magico di Grillo e Casaleggio, e del suo "L'Italia in Comune” - voterei per lui. Poiché la nostra è una democrazia rappresentativa, affiderei a lui il compito di rappresentarmi, non in un governo qualunque, ma in quello più vicino alla mia idea di ecologia mentale, sociale e ambientale. Oppure, se non vincesse, di rappresentarmi dall'opposizione, controllando l'operato dell'esecutivo nell'interesse di noi tutti e creando le condizioni per conquistare la maggioranza. Non riesco a immaginare nessuna democrazia che pretenda di negare le mie idee per considerare utile la mia esistenza. Ma ti stai distraendo troppo: studia!

Ps: "L'Italia in Comune" è solo un esempio, per ora non so nulla del loro programma.

Alessandro Pepe ha detto...

Continua la discussione con mia madre. Lei dice:

‘Sei un pò malato Ale. Prendi dosi di 5s come alimento nutriente . Di che? Drvi scoprirlo tu. Calmati un pò se ci riesci se no coltiva l l'eccitazione bellica se ti fa bene‘


Ed è sempre stato un tuo gioco quello di proiettare sugli altri le tue paure. Ho provato con la maieutica visto che tutti i tuoi commenti sono spesso irrazionali ed emotivi. Il gioco era: allora la volete mettere sulla questione destra sinistra? Io dico che i 5stelle sono a sn del Pd. Tutto qui. Puoi ho fatto una serie di riflessioni pacate ed argomentate, ricche di noiose citazioni, di salti di campo, riflessioni diciamo più sociologiche che politiche, ponevo domande, dubbi questioni e tu rispondi solo con al lupo al lupo come farebbe un leghista di fronte ad un immigrato. Mi spiace l’invasata sei tu. E sto notando che in molti sono presi dalla paura irrazionale di perdere i loro riferimenti semantici e ideologici. Insomma alla fine è un sentimento conservatore, di destra che porta la sinistra contemporanea a non essere in grado di leggere la contemporaneità perché troppo impegnata a difendere la propria visione del mondo. Io a differenza di te sono proiettivo e fluido. So benissimo che rischio, che questi nuovi movimenti sono potenzialmente pericolosi ma non mi spaventa provare ad analizzarli, a comprenderli (la Lega però non lo considero un movimento nuovo ma totalmente retro’ che sia chiaro). Comunque tanto non serve a niente perché adesso risponderai che sono un invasato etc... boh.

Franco Sarbia ha detto...

@ Alessandro Pepe
da quanto racconti sembrano esserci tutte le condizioni perché la tua mamma assuma l'incarico di presidenza, segreteria, militanza, elettrice del mio One Woman Political Party. Ho avuto un'ottima impressione del suo equilibrio e della sua saggezza. Chiedile per favore se mi ricorda il percorso più sicuro per giungere in India dal Marocco. Ho un figlio artista di strada che lo ha in programma. Girale le mie coordinate per favore.

Daniele Passerini ha detto...

@Franco
Guarda che mica mi hai detto "in bocca alla lupa"! :)
Mi sorprendi: sono obiettore di coscienza, contro le armi, contro la caccia ecc., ma a "in bocca al lupo" continuerò a rispondere "crepi" perché in cuor mio so bene che non sto augurando la morte ad alcun lupo, ma solo perpetuando l'innocua catena di un rito sociale che ci unisce ai nostri antenati.
A questo punto mi aspetto che potresti diventare una di quelle persone che inizia una lettera rivolta a una newsletter con "car* amic*" perché non è giusto perpetuare la struttura maschilista della lingua, ma bisogna renderla "politically correct"!
Franco, la prossima volta dimmi "in culo alla balena", così la mia risposta non urterà il tuo "modernismo".
Un abbraccio
Daniele

Franco Sarbia ha detto...

@ Daniele
guarda che non è modernismo, l'augurio è antico e salvifico, come in culo alla balena. Si riferisce a Giona salvato dal mare perché inghiottito da un animale marino e vissuto per tre giorni nella sua pancia. Tutti pensarono fosse una balena perché nella pancia di uno squalo non sarebbe sopravvissuto. Poi fu vomitato vivo sulla spiaggia. Non ci sono reazioni eleganti. Puoi rispondere «speriamo che non caghi», oppure «speriamo che vomiti.» Dai! È molto meglio «viva il lupo!»

triziocaioedeuterio ha detto...

Sento parlare di un Gentiloni bis con l'appoggio di Pd e Berlusconi dietro mandato di Mattarella.
Semplicemente non ci sono i numeri anche se la legge elettorale era stata concepita proprio per permettere questo scenario...a meno che un Gentiloni bis non sia appoggiato anche dalla Lega cosa che ritengo assai improbabile anzi impossibile.
QUindi o Di MAio riesce a coinvolgere la Lega in un programma di governo dettagliato scritto e controfirmato anche da Salvini (e da chi lo vorrà appoggiare) con l'inserimento magari nella compagine di governo a guida Di Maio (dietro suggerimento di Mattarella che in quel caso sdoganerebbe agli occhi degli elettori 5stelle ed anche dei parlamentari uno "scambio" di poltrone) oppure si ritorna al voto.
Ed allora gli stuPD spariranno definitivamente (sotto al 15%) cosi' come FI...

CLaudio Rossi ha detto...

@ Franco
Se citando Sargon ti riferivi alla metallurgia e alle vie di comunicazione intercontinentali, c'è stato un malinteso di cui mi scuso. Il Sargon a cui facevo riferimento io era il conquistatore assoluto grazie alle sue nuove tecnologie militari.
da Wikipedia: "...fonda il concetto della regalità che detiene non più sulla spersonalizzata gestione amministrativa tipica di Sumer con la sua valenza cultuale, ma su un ideale eroico e il valore militare."
Beh, io, tra i due modelli, preferisco quello culturale dei Sumeri.

Franco Sarbia ha detto...

@ Claudio
Anch'io. Ma non sempre vincono i giusti.

pegupe@gmail.com ha detto...

Il 2 Aprile in Egitto è Al Sisi ha ricevuto il 97% di preferenze e al voto ha partecipato solo il 41% degli aventi diritto. Si tratta, quasi sicuramente, di una situazione imposta da un regime che di democratico ne ha solo il nome, perché chi dissente è sottoposto a pressioni, ricatti e violenze, che in Italia, al momento, non ci sono o, quantomeno, non in questa misura.
Caro Franco, la tua decisione di non votare non favorisce, in sostanza, un risultato simile? il dichiararlo non è fare propaganda affinché altri seguano il tuo illuminato esempio? In Egitto, gli egiziani hanno almeno l’attenuante di essere costretti, ma tua hai l’aggravante di farlo per scelta. A cosa ti serve la tua profondissima cultura, la tua accurata conoscenza della storia, le tue acute analisi, se ti portano a questa tragica conclusione? Cosa penseresti di uno che non trova alcuna affinità con un suo simile al punto di affermare di essere l’unico possibile rappresentate, non di se stesso, cosa sacrosanta, ma del suo partito? non lo porteresti a emblema della massima arroganza verso il prossimo? Non credi che questo atteggiamento porti a credere che tutti gli altri siano dei burattini in mano a un indecifrato burattinaio? Tu dici che ognuno ha il diritto/dovere di pensare ciò che vuole, ma i pensieri, quando si traducono in azioni, diventano fatti che vanno a incidere sulla realtà del tuo prossimo ed è qui che il tuo prossimo ha il diritto/dovere di giudicare. Quindi, scusa la pesantezza delle mie affermazioni, ma non pensare che le tue siano meno pesanti delle mie. La tua profonda cultura e la tua grande esperienza ti fa leggere molto bene il passato, ma, allo stesso tempo, ti impedisce di vedere con innocenza il presente e, ciò che a me, a Daniele e a molti altri appare chiaro come è chiara la caduta della mela dal suo ramo, a te sembra apparire del tutto incomprensibile e indecifrabile. Pensi forse che ai tempi del passaggio dalla cultura tolemaica verso quella copernicana non ci fossero eccellenti dotti rimasti prigionieri della cultura tolemaica? Il tuo atteggiamento sembra essere quello di un fedele che ha perso la fede e quindi non crede più in nulla se non in se stesso. Ma il peccato originale è aver avuto una fede al posto di una speranza, perché la speranza può essere sostituita da un’altra speranza, una fede, se la si perde veramente, non può essere sostituita che da una disperazione nichilista, la faccia nascosta del dogmatismo.
Non c’è peggior prigione di quella che l’io crea a se stesso. Mi auguro che tu possa trovare la forza di uscirne per il tuo bene e per il nostro. Solo tu ne possiedi le chiavi.
Ciò che mi preoccupa è che il tuo partito di unici è molto esteso e sei rappresentato da almeno il 10% della popolazione, quella che permetterebbe veramente di contribuire a cambiare le cose.
Oggi, la società si trova di fronte ad un bivio epocale ed è per questa ragione che l’assenza si traduce in una pesantissima e tragica presenza.

Franco Sarbia ha detto...

@ Guglielmo
ma cosa stai dicendo? Che c'entrano gli Egiziani? Non ho mai detto che non voterò. Anzi, ho detto che non escludo di votare 5 Stelle se non ci saranno partiti più vicini alle mie convinzioni sul futuro dell'umanità. Altrimenti voterò chi meglio le rappresenta. Però amici, smettetela di demonizzare chiunque abbia idee diverse dalle vostre e di apostrofarlo con raffiche d'insulti gratuiti. Tu senza alcun motivo mi attribuisci: l'astensione per scelta (ma cos'hai capito?), d'essere emblema della massima arroganza, capace disprezzo verso gli altri che considererei burattini in mano a un indecifrato burattinaio (ma quando mai?); privo di una visione innocente del presente; prigioniero della cultura tolemaica; fedele che ha perso la fede e non crede più in nulla se non a se stesso; fideista senza speranza; disperato nichilista, faccia mascherata da dogmatismo (ma quale?); prigioniero di me stesso; rappresentante di un partito di unici che impediscono di cambiare le cose; pesantissima e tragica presenza. Insomma, sarei una montagna di merda. Ma se è così perché mai perdi tempo a manifestarmi il tuo disprezzo? Guarda che non sono offeso: prendo atto che le mie idee ti fanno schifo. E poiché non ne parli, vedo che non ne trovi una sola delle mie proposte degna di essere presa in considerazione positiva. Se vuoi continua, ma se vomiti in faccia perfino a chi dice di non essere pregiudizialmente contro il movimento 5 stelle, e ha solo l'ardire (inaudito!) di avere opinioni indipendenti e diverse su alcuni contenuti e di sostenerle pubblicamente, ma poi non dici una parola su Salvini e Berlusconi, forse stai producendo per il successo della tua santa causa tutti, ma proprio tutti, i danni che attribuisci a me. Però attento, il seguace di un movimento promosso da un comico, non può non saper riconoscere l'ironia della mia appartenenza a un fantomatico "One woman political party" partito morto che forse non prenderebbe neppure il mio voto: reso uguale agli altri partiti dalla loro morte. E indicare questo gioco, davvero innocente, come emblema della massima arroganza. La morte dei partiti è l'idea di un filosofo che stimo molto, l'unico neoparmenideo, Emanuele Severino, il quale sostiene che i partiti sono ormai incapaci di decidere il futuro dell'umanità. Ma ti assicuro che la sua e la mia idea sono piene di speranza e di fiducia nella capacità dell'umanità di combinare in modo sostenibile natura e artificio attraverso l'innovazione tecnologica, in una visione tutt'altro che nichilista. A una condizione Guglielmo: che restiamo umani. Perché davvero tanto disprezzo per la mia di umanità non me lo aveva mai manifestato nessuno prima.

Franco Sarbia ha detto...

Per chi volesse conoscere il pensiero di Emanuele Severino sul "tramonto della politica", suggerisco di leggere almeno la presentazione del suo saggio dal titolo omonimo. Spero di non essere arso vivo per questa nuova eresia. Giuro che non è mia. https://www.ibs.it/tramonto-della-politica-libro-emanuele-severino/e/9788817094719?inventoryId=68515321

pegupe@gmail.com ha detto...

@Franco
" Forse risolverebbe alcuni problemi dell’Italia ma non è condiviso da nessuno perché il suo contenuto di verità otterrebbe solo un voto: il mio. Forse. Neppure quello se dalla presentazione del programma alle elezioni la realtà in rapida trasformazione lo avesse superato. Come dissi a tavola con Alessandro la sua famiglia e gli amici, sarebbe il partito di una sola persona: «One man political party»

Il mio commento è partito soprattutto da questa tua affermazione, che evidentemente non devo aver capito. Se è così mi scuso, ma il mio pensiero se non si riferisce a te, rimane fermo verso tutti coloro, e sono molti, soprattutto all'interno di chi si definisce storicamente di sinistra.
Vuoi negarmi il diritto di combattere e non odiare, come disse Gramsci, "'indifferenza" dei colti che degenera in assenza?
Per quanto riguarda Berlusconi non vedo la necessità di parlarne male, lo fa benissimo da solo. Salvini è un poco peggio perché più mascherato, ma trovo più pericolosa quella classe sottile e nascosta di intellettuali che più predicano bene più razzolano male. Se poi ho sbagliato a inserirti in quella categoria sono il primo a rallegrarmene.

Alessandro Pepe ha detto...

@Franco

Allora giuro che appena ho il tempo che meriti rispondo ai tuoi profondi commenti, non capisco però dove vedi tutti questi insulti. Sono critiche, anche nette, ma tra critica ed insulso ci passa. Ho pubblicato apposta i commenti di mia madre perché sono simili ai tuoi. Ho il sospetto quindi che stia nascendo una nuova forma di contrapposizione diversa da quella tra destra e sinistra. Quando c’e’ una contrapposizione non c’è mai una ragione ma sempre due torti, ma smettiamola dai di parlare di insulti ed incomprensione e vediamo se riusciamo a capirci. Facciamo le prove per un nuovo governo. Sembra che in piccolo stiamo riproducendo le stesse dinamiche tra m5s e PD ( lo so he non sei de Pd e non lo hai votato ma spesso rispondi con toni simili a quelli di Martina)

Franco Sarbia ha detto...

@ Guglielmo
Io non predico e non razzolo anche se a mio modo nei polli mi riconosco. Io penso, e dico apertamente quel che penso: dunque sono, quel che sono.
E dubito delle mie verità al punto di cambiare opinione se i mutamenti della realtà me lo impongono. Questo e il significato del primo paradosso - burlesco, lo ammetterai - del quale dico che il mio programma non otterrebbe neppure il mio voto se la realtà in divenire lo superasse. Della burla del partito di una sola persona è preceduto da un altro concetto, anche questo espresso in modo paradossale e ridicolo, quando dico che il mio programma «Forse risolverebbe alcuni problemi dell’Italia ma non è condiviso da nessuno perché il suo contenuto di verità otterrebbe solo un voto: il mio. Forse». Esprimo qui, in modo buffonesco ed estremo, una visione della quale sono convinto: spesso il contenuto di verità di un programma non ottiene un consenso proporzionale alla sua capacità effettiva di risolvere i problemi. Traggo queso concetto da "Il Principe" di Macchiavelli. Egli dice in sintesi che il Principe non deve annunciare pubblicamente la sua intenzione di riformare lo stato delle cose. Perché al suo annuncio chi temesse di perdere i propri privilegi, o anche solo lontanamente dubitare di non trarre vantaggio dai cambiamenti, si opporrà con tutte le sue forze e si organizzerà per farli fallire. Mentre chi è d'accordo e ne trarrebbe beneficio, avendo fiducia nella capacità del principe di imporli, rimarrebbe indifferente in attesa che avvengano. Considero questa una profetica rappresentazione, con 505 anni di anticipo, della palude Italiana attuale. Pensi sia un po' più chiaro ora che il dubbio sul consenso che otterrebbero le mie "verità" (nemmeno il mio) sia proprio il contrario dell'arroganza e del dogmatismo?

pegupe@gmail.com ha detto...

@Franco
Perché continui a pensare che il mio giudizio si riferisca alla tua persona invece che ha un certo modo di ragionare? Se non ti riconosci in quella categoria, dov'è il problema?
Rispondi a questa semplicissima domanda: sei d'accordo con me che il pensiero di chi è indifferente e, ancor più, di chi è assente, debba essere combattuto? Rispondi a questa domanda con un semplicissimo si oppure con un no.
Per quale motivo non ho inviato la risposta al mio amico? Semplicemente perché avrei alimentato una inutile contrapposizione, e sto parlando di un uomo delle pulizie, parlo di un laureato in pensione ex dirigente di rilievo. Se lo faccio con te è perché penso che tu abbia l'intelligenza di confrontarti anche con pensieri lontani dai tuoi? Mi sto forse sbagliando?

Alessandro Pepe ha detto...

@franco

Ma è un po’ che lo dico. A me non sembra che ti stiamo insultando. È una discussione, con le dovute ottusità bipartisan che sono proprie delle discussioni. Io sto sinceramente cercando di capire. Se vedi post miei e di Daniele vecchi siamo arrivati a conclusioni dopo mesi di dubbi ed incertezze e anche adesso non ho alcun fideismo. Il fideismo di cui parli lo ricordo bene quando mio fratello scriveva su falce e martello e le parabole dei fagioli e dei cancelli. Li si che c’era una discussione a senso unico. Come provocazione dico a te e mi madre: ma non è che chi sta ragionando di pancia (scusa l ossimoro) siete voi? È un dubbio dopo anni che chiunque osava dire qualcosa fuori dal coro era un populista.

Alessandro Pepe ha detto...

Propongo un tema dal titolo:

La razionalità istintiva del centro sinistra italiano

Alessandro Pepe ha detto...

Pd comunque nessuno ha capito i miei acronimi

Alessandro Pepe ha detto...

‪Severino appena ho tempo lo leggo. Mi viene in mente a riguardo l articolo sul gentismo di Rielli ( storie dal mondo nuovo). Riflessione interessante ma è proprio da quell articolo che ho cominciato a distanziarmi dalla sociologia apocalittica dell’apres moi le diluge. Quel senso drammatico di fine della storia, di deriva liquida ed indistinta. Mi chiedo se invece non sia una fase di passaggio verso valori e sensibilità altre. La questione dell intellettuale di cui parla mio padre, credo di riferisca alla vincita de demi monde nei primi de novecento e alla sua frustrazione nel essere stata poi sottomessa dalla piccola borghesia ignorante. Vedi come molti intellettuali che nel ‘900 aspiravano a comprendere e partecipare alle masse adesso invece è tutto uno schifo ed un disgusto. Ecco perché dico che la sinistra oggi è di destra. E alle volte mi sembra che tu faccia parte di quel bar. Dico bar perché alla fine le nostre sono bellissime discussioni da bar e dovremmo prenderle con la dovuta leggerezza. Il tuo ultimo commento devo dire che è stato invece molto puntuale. In questo senso forse mio padre ha sbagliato‬

Franco Sarbia ha detto...

OK Alessandro, mettiamoci d’accordo sulla differenza tra critica e insulto, applicando alle tue parole il procedimento. Tu dici «Quando c’e’ una contrapposizione non c’è mai una ragione ma sempre due torti». La mia replica alla tua affermazione è: «quando c’è una contrapposizione tra due idee non c’è mai una ragione sola, ce ne sono due, due verità parziali corrispondenti ai rispettivi punti di vista: parziali ma entrambi veri. Poi aggiungo: sul conflitto e sull’incontro degli opposti si fonda l’armonia dell’universo. E poiché ti piacciono le citazioni ti rimando a Eraclito (fr. 8). «Ciò che si oppone converge, e dai discordanti bellissima armonia». Questa è una critica perché io ti sto dicendo la ragione per la quale non condivido la tua idea e quale altra idea ritengo giusta.
Ora riavvolgiamo e immaginiamo una diversa replica al tuo dire: «Quando c’e’ una contrapposizione non c’è mai una ragione ma sempre due torti». Io rispondo: «la tua pretesa di attribuirmi un torto se mi contrappongo alle tue idee è espressione della massima arroganza; tu che parli di reciproca ottusità sei capace disprezzo verso gli altri che consideri burattini in mano a un indecifrato burattinaio; dici questo perché sei privo di una visione innocente del presente; sei prigioniero della cultura tolemaica; sei un fedele che ha perso la fede e non crede più in nulla se non a se stesso; sei un fideista senza speranza; sei un disperato nichilista, mascheri di dogmatismo la tua faccia; sei prigioniero di te stesso; rappresentanti di un partito di unici che impediscono di cambiare le cose; la tua è una pesantissima e tragica presenza». Questi sono insulti, etichette, che non hanno nulla a che fare con il merito del tuo pensiero: né di questo né di nessun altro. La mia non è una critica alle tue idee, è un attacco radicale alla identità, alla tua umanità o disumanità. Se ti dico sei una faccia mascherata di dogmatismo, non sto parlando del tuo pensiero ma della tua persona, della tua faccia, della maschera artificiale che nasconde la tua vera natura di essere umano. Questo è l’emblema della differenza tra critica e insulto. Per i latini persōna, è la maschera che nasconde il vero volto, come per gli Etruschi phersu ('maschera dell'attore', 'personaggio’). (continua)

Franco Sarbia ha detto...

Il problema vero è che chi usa questi espedienti dialettici per demolire non le ragioni degli altri ma la loro identità non si rende conto della differenza tra critica delle idee e demolizione di chi le manifesta. Dice Guglielmo: trovo più pericolosa (di Berlusconi e Salvini) quella classe sottile e nascosta di intellettuali che più predicano bene più razzolano male. Se poi ho sbagliato a inserirti in quella categoria sono il primo a rallegrarmene». Io gli replico che non predico e non razzolo, pur essendo metaforicamente un “pollo”. Ecco cosa mi risponde «Perché continui a pensare che il mio giudizio si riferisca alla tua persona invece che ha un certo modo di ragionare? Se non ti riconosci in quella categoria, dov'è il problema?». Ma come un minuto prima mi dice che mi ha inserito nella categoria degli intellettuali più pericolosi di Salvini e Berlusconi e poi nega di aver riferito alla mia persona quell’insulto, che è una perifrasi di: Ipocrita peggiore dei peggiori reazionari italiani. Si può rivolgere una offesa più grave a una persona? Neppure mi dice: «mi sono sbagliato, scusa». No, dice «se (se!) mi sono sbagliato a inserirti in quella categoria sono il primo a rallegrarmene». Quando lo faccio notare mi risponde «Se non ti riconosci in quella categoria, dov'è il problema?». infatti io non mi ci riconosco, il problema non è mio, è stato lui non io collocarmi in quella categoria. Il problema è precisamente che abbia potuto pensare che io faccio parte di quella classe sottile e nascosta di intellettuali, più pericolosi di Salvini e Berlusconi, che più predicano bene più razzolano male. Se questa è una critica serena rivolta alle mie idee liberamente manifestate, qual’è un insulto più fuori misura di questo? Ripeterò fino alla nausea che non rilevo questi vizi di forma e di sostanza perché sono permaloso. Io sono invulnerabile. Sono sopravvissuto a tre cancri dei più letali e la mia oncologa sostiene che sono immortale, figuriamoci se mi faccio demolire dalle parole, per quanto malevole siano. Le faccio rilevare perché ritengo che gli insulti siano sempre torti, a chiunque siano rivolti, per qualsiasi ragione. Mai ragioni.

Daniele Passerini ha detto...

@Franco
Sono interdetto dalle tue risposte al pacatissimo (e sottolineo pacatissimo) Alessandro.
Parecchi commenti fa provai a farti notare che sembravi viverti come attacchi identitari semplici vedute diverse dalle tue, come insulti semplici coloriture verbali... e mi zittisti dicendo che ti psichiatrizzavo o qualcosa del genere. Eppure più ti leggo e più mi restituisci il vissuto di uno che si sente profondamente attaccato, ferito, insultato... questo è quello che trasmetti.
Il punto è che tutti qui dentro sono testimoni che nessuno ti ha profondamente attaccato, ferito, insultato. Si parla solo di politica, NON SI PARLA DI TE (anche se prendiamo a esempio le nostre opinioni politiche... ma con la penna in mano mica col coltello!).
Non so più come fartelo capire...

Franco Sarbia ha detto...

@ Daniele,
non sai come farmelo capire perché continui a fraintendere le mie parole. Io non parlo di attacchi, ferite o altro, non parlo dell'effetto delle parole degli altri su di me: manifesto radicale dissenso sul loro significato quando non le condivido. Qualunque sia l'intenzione di chi me le rivolge. Se io ti rivolgo queste espressioni «trovo più pericolosa (di Salvini e Berlusconi) quella classe sottile e nascosta di intellettuali che più predicano bene più razzolano male. Se poi ho sbagliato a inserirti in quella categoria sono il primo a rallegrarmene». Se uso il pronome enclitico “ti“ significa che, pur con il beneficio d'inventario, ho inserito te - non altri, non quel che dici, non la politica - nella classe infida e vile, più pericolosa di Salvini e Berlusconi, degli intellettuali ipocriti, che dicono una cosa e ne fanno un'altra. Io sono convinto che tu e Guglielmo conosciate il significato delle parole. Sono d'accordo con te non è semplicemente un attacco a me, è un'enormità assurda. Io non "vivo" le parole e per quanto mi suscitino emozioni gradevoli o sgradevoli a seconda del loro significato benevolo o malevolo, attribuisco loro il significato letterale. E quanto giudico fuori misura e non pertinenti gli attributi che mi sono rivolti lo segnalo. Ad Alessandro ho relicato anch'io con la più grande pacatezza, la mia opinione sul suo pensiero e serenamente ho ribaltato su di lui, pari pari, le "coloriture verbali" che ho ricevuto. E tu, lui e Guglielmo sostenete non essere riferite alla persona, e quindi neppure a lui. E allora, come dice Guglielmo: «dov'è il problema?». Perché sembri viverti come attacchi identitari semplici vedute diverse dalle tue, e senti il bisogno di darmi sulla voce quando mi difendo dalle critiche politiche e dalle considerazioni sgradevoli di chi la pensa come te? Ritieni che Alessandro e Guglielmo non siano in grado di farlo da soli?

Silvio Caggia ha detto...

@Franco Sarbia
Pensando a te, e un po' per gioco, ho parlato ieri sera con alcuni amici di una proposta di legge elettorale che mi sono inventato di sana pianta...
Incredibilmente la proposta è stata apprezzata... Provo quindi ad esportela per sapere se incontra anche il tuo apprezzamento...
Nella scheda elettorale l'elettore, invece che barrare il simbolo della lista che predilige, trova a fianco ad ogni simbolo una casella in cui può scrivere tre numeri: 1, 2 e 3.
1 lo metterà a fianco alla lista che meglio interpreta il suo pensiero politico, per esempio tu potresti mettere 1 a fianco a LEU.
2 e 3 li può opzionalmente mettere a fianco a due altre liste per indicare la sua eventuale seconda e terza scelta, per esempio tu potresti mettere 2 a fianco di PAP e 3 a fianco di M5S, cosi, tanto per fare un esempio...
In fase di spoglio ogni lista avrà quindi un certo numero di voti primari, quelli dati con il numero 1 nella casella, corrispondenti all'attuale crocettamento del simbolo, ma anche un certo numero di voti "secondari" e "terziari".
Questa novità dei voti secondari e terziari serve a indicare quali liste ti stanno comunque simpatiche in subordine alla prima, cosi la lista che ha la maggior somma tra voti primari, secondari e terziari è la lista che sta più simpatica agli italiani, e quindi che deve essere chiamata a governare.
La lista di governo non sarebbe più espressione di pochi vincitori e tanti perdenti, ma di tantissimi che l'hanno scelta, magari anche solo come secondaria o terziaria, ma l'hanno comunque contribuita a scegliere.
A me sembra un modo per unire invece che dividere... Che ne pensi?

Silvio Caggia ha detto...

Alcuni dettagli tecnici implementativi della suddetta legge elettorale...
Un modo per attribuire i seggi potrebbe essere questo: il voto primario vale tre punti, il secondario due ed il terziario un solo punto.
I seggi vengono attribuiti in modo proporzionale ai punti totalil presi dalla lista.
Le liste più simpatiche avranno quindi una specie di premio di simpatia che le dovrebbe portare facilmente alla maggioranza ma senza cadere nei problemi di incostituzionalità visti perché questi punti sono chiaramente espressione della volontà popolare e non mera forzatura matematica.
I nomi di preferenza (si, io tornerei alle preferenze...) si possono indicare solo per il voto primario.

Marcello ha detto...

@Silvio

Quindi un tizio che già si tura il naso per votare un partito dovrebbe addirittura votarne 3 altrimenti il suo voto vale meno di quello di altri? Mmmmm...
Non si può dare +1 a quello che meglio mi rappresenta e un -1 a quello che meno mi rappresenta? :D

Franco Sarbia ha detto...

@ Silvio
Bela questa idea del voto "pesato", alla fine vincerebbe il partito più gradito e meno sgradito, e avremmo un Governo scelto da tutti. In questo momento sarebbe di sicuro a 5 Stelle, credo. Perfino per me. Devi brevettarla. 😜

Alessandro Pepe ha detto...

@Franco

Ok. Rimane sempre il problema che attribuisci a me le parole di mio padre. Diciamo che mi hai convinto. Rimane solo il fatto che io non ho reagito e non avrei reagito come te, tutto qui. Io personalmente l’unica volta che ti ho ‘insultato’ è quando ho detto che data la tua intelligenza alcuni tuoi commenti all inizio sui cinque stelle mi son sembrati un po’ retro’ e dozzinali. Quindi facendo un analisi lessicale e semantica ho detto: tu sei una persona intelligente e non capisco perché fai commenti dozzinali che non ti appartengono in quanto persona intelligente. Insomma nothing personal. È da lì che è nato tutto. Poi la cosa è degenerata. Sul piano della psichiatrizzazione ammetto che pubblicare la conversazione con mia madre
Era un po’ come dire a nuora perché suocera intenda. Mettevo anche in campo le sue risposte. Notavo una corrispondenza diciamo sulle pance nel tono di alcune risposte. Mi chiedevo, parlando in questi mesi con i miei familiari (per questo li avevo invitati al pranzo nella speranza, non avveratasi, che ne venisse fuori un confronto costruttivo e rivelatore) se in palio non ci fosse la paura di perdere dei riferimenti, degli orizzonti interpretativi della realtà e della società. Mi chiedevo se molti intellettuali oggi non fossero ciechi al cambiamento, bello o brutto che sia, mi chiedevo se non fossero solo disperati all idea di non poter più contare in una nuova società troppo digitale ed informatica per il loro modo di pensare analogico. E come provocazione maieutica ho cominciato a pensare che quelli di destra erano loro, nel senso di destra conservativa che cerca di manterrà i propri privilegi. Io getto sassi e provocazioni, alcune penso ti riguardino altri non so. È in base alle tue risposte che vedo se ho colto nel segno. Mia madre in questo senso è più irrazionale di te nelle risposte, però credo che sotto sotto stia studiando e osservando con curiosità.

Franco Sarbia ha detto...

Per esempio la lega otterrebbe il 18% di prime preferenze, ma gli ultimi voti degli antirazzisti, degli antifascisti e di tutti quelli che vogliono punire la sua alleanza con i corrotti berlusconiani. E finirebbe sotto zero. Il Movimento 5 stelle si classificherebbe al primo posto per il 32% degli elettori, ma al secondo posto di quasi tutti gli elettori di sinistra e di tutti quelli che rifiutano l'adesione acritica alle politiche di austerità europee, e all'ultimo posto per i disonesti. Ma vincerebbe alla grande.

Franco Sarbia ha detto...

@ Alessandro
Guarda che non ti ho attribuito le parole di tuo padre, ho fatto con te - nuora, perché suocero intendesse - il gioco di ribaltarti tutte le "coloriture verbali" che avevo ricevuto da lui, per chiarire qual'è secondo me la differenza tra la critica delle idee e la critica delle persone che ne sono portatrici. Ma davvero non ho nessuna animosità né verso di te, che sei un appassionato del confronto delle idee, né verso Guglielmo, che continuo a stimare per il suo eclettismo e per il coraggio di dire sempre quel che pensa.

Alessandro Pepe ha detto...

@Franco

Ok

Alessandro Pepe ha detto...

Leggete Travaglio sul fatto oggi. Sembra che ci stia ascoltando

Alessandro Pepe ha detto...

Più penso alla proposta di Silvio più mi piace. Interessante notare come venga dal più integralista del blog a riprova de fatto che non è detto che l’incubo orwelliano si avveri.

Alessandro Pepe ha detto...

Mi sembra un bellissimo modo di sbrogliare la matassa di questa discussione con un’idea. Poi sarà sicuramente anticostituzionale e inattuabile, ma solo pensarci mi fa sorridere e mi mette in pace con la frustrazione del conflitto irrisolto

Alessandro Pepe ha detto...

Faccio una cosa un po’ illegale e pubblico parte dell articolo. Il signor Travaglio non me ne voglia. Lo faccio per il bene del paese:

Giuseppe Provenzano, 35 anni, siciliano, e Daniele Viotti, 44 anni, piemontese. Il secondo è eurodeputato, il primo ha rinunciato in gennaio alla candidatura per un seggio sicuro al Parlamento in polemica con la scelta di Renzi&C. di piazzare come capolista la figlia del vecchio signore delle tessere democristiano Totò Cardinale. Chi li ascolta non perde il suo tempo e farebbe bene ad ascoltarli anche Luigi Di Maio. Le loro parole riconciliano con la Politica con la P maiuscola e dimostrano ciò che andiamo sostenendo da tempo: se il Pd è un partito morto, o meglio mai nato, a causa dei vertici, la base dà ancora segnali di vita che purtroppo mai nessuno raccoglie, né dentro né fuori. E rappresenta elettori infinitamente migliori dei dirigenti, nazionali e spesso locali. Diversamente da quelli di centrodestra, ormai plagiati e plasmati a immagine e somiglianza dei capi e impermeabili a qualunque scandalo, tant’è che continuano a votare B., oppure Salvini che polemizza col Caimano su qualunque cosa fuorché sulla questione morale e penale, salvo poi restargli attaccato.

Perché Di Maio dovrebbe ascoltare Provenzano e Viotti? Perché capirebbe che, se gli attuali dirigenti del Pd e del centrodestra si equivalgono, i loro elettori e i loro militanti sono diversissimi. E quelli del centrosinistra sono molto più simili a quelli dei 5Stelle che a quelli di FI&Lega: discutono, si accapigliano, dissentono anche radicalmente, si appassionano. Esattamente come il popolo grillino, che non ha perso tempo a bearsi del successo elettorale e si è subito diviso – com’era giusto e naturale che fosse – sulle alleanze: chi contesta il voto alla Casellati, chi lo giustifica con la necessità di fare politica, chi teme l’alleanza col centrodestra o anche con la sola Lega, chi preferirebbe Salvini al Pd, chi invece digerirebbe un’intesa con un Pd derenzizzato e così via. Magari non servirà a fare un contratto di governo, ma Di Maio dovrebbe chiamare Provenzano, Viotti, Ferrante e altri come loro per fare due chiacchiere. Magari organizzare un seminario insieme, parlare di programmi ed entrare in sintonia con un mondo che non è il suo.

Un mondo che magari ha sfiorato negli ultimi anni ai banchetti delle campagne referendarie contro il nucleare, per l’acqua pubblica, contro le leggi vergogna e la schiforma costituzionale. Un mondo che i 5Stelle devono coinvolgere con il linguaggio giusto che serve a parlare a quel pezzo d’Italia che magari non sarà mai “grillino” perché guarda con sospetto alle cose vere e anche a quelle non vere della presunta Spectre casaleggiana, che continua a lavorare a dispetto dei santi per una sinistra che faccia la sinistra, ma che può percorrere un tratto di strada insieme al M5S. “Il voto ai 5Stelle al Sud – ha spiegato Provenzano, ricercatore dello Svimez e meridionalista intelligente – non è figlio solo della sofferenza e dell’insofferenza sociale: è un fenomeno trasversale, un’alleanza fra disoccupati e professori universitari, maestre e imprenditori sani, tutti mondi che un tempo erano i nostri. Un’alleanza sociale che avremmo dovuto fare noi e che è diventata la loro. Noi ora non dovremmo fare i comitati per il centrosinistra, che non vuol dire niente: ma i comitati per l’acqua, per gli ospedali, per gli asili, per l’ambiente e per le strade”. Insistere ancora su etichette come “destra” e “sinistra” non funziona più, soprattutto al Sud dove “destra e sinistra spesso sono vasi comunicanti: o entri in lista di qua, o ti fai eleggere di là”. Provenzano ha parlato anche del reddito di cittadinanza con grande rispetto: c’è in tutta Europa, riguarda la dignità delle persone e va presa sul serio. “Che vergogna – ha detto – le risate sulle file ai Caf”, dove alcuni cittadini del Sud il 5 marzo si informavano sulla promessa dei 5Stelle.

Alessandro Pepe ha detto...

Continua...


E che vergogna i risolini sui curriculum di Fico e Di Maio, uno laureato e l’altro no, colpevoli soltanto di essere due giovani o ex giovani del Sud senza lavoro fisso: “La politica non si fa coi curriculum. Ma poi quali sarebbero i curriculum della classe dirigente renziana? Qual è il curriculum di Luca Lotti e dei tanti famigli e trasformisti che ha raccattato e piazzato nelle nostre liste?”. “Noi – ha aggiunto Viotti – abbiamo perso nel 2008, abbiamo ‘non vinto’ nel 2013 e abbiamo subìto una disfatta nel 2018. Quei gruppi dirigenti ci hanno lasciato macerie: politiche, di voti e anche di bilancio. E ora, anziché di contenuti, parlano di Macron: posso dire che a me di Macron non frega niente? Qui nessuno vuol fare aprioristicamente accordi con i 5 Stelle: vogliamo discutere, cioè fare politica anziché stare sull’Aventino”. Anche perché – ha ricordato Provenzano – “è inutile aspettare che passi il cadavere: il cadavere è già passato, ed era il nostro”.

Alessandro Pepe ha detto...

Propongo di prendere il discorso di Provenzano e farlo girare il più possibile. Secondo me è bellissimo.

Silvio Caggia ha detto...

@Franco Sarbia
Sono d'accordo con la tua previsione. E mi sembra normale che vengano cosi messi in evidenza i partiti più amati dagli italiani, che guardacaso sono quelli che si prefiggono l'interesse di tutti i cittadini, di quel 99% di popolazione che oggi è sotto scacco dell'1%...
Ne uscirebbe svantaggiato il vero One man party italiano, quello nato per favorire un solo uomo a danno di tutti gli altri, ma che con i suoi soldi è sempre riuscito a comprarsi consensi...

Tasting Spots ha detto...

Grande Caggia!

Alessandro Pepe ha detto...

Fate girare più che potete please!!!!

https://m.youtube.com/watch?v=ocKvQhWGS1E

pegupe@gmail.com ha detto...

@Franco
Se avessi minimamente immaginato di provocare una simile reazione, mai avrei scritto ciò che ho scritto. Evidentemente ho offeso la tua sensibilità e questo, indipendentemente che abbia torto o ragione, è comunque sbagliato e ingiusto. Le mie affermazioni, lo ripeto per l’ennesima volta, si riferiscono a un modo di pensare che ritengo pericoloso e che sento il dovere di combattere.
La storia è piena di filosofi che si sono accapigliati per il loro diverso modo di leggere il mondo, ma raramente l’odio verso il pensiero dell’altro, si è tradotto in odio personale.
Continui a essere convinto che io ti consideri peggio del peggio. Sappi allora che ti ho accomunato a pensatori della caratura di Platone, Aristotele, Lucrezio, Hegel, Marx dei quali critico il loro nascosto e pericoloso dogmatismo. Credi forse che li avrei messi al rogo? Credi che li accomuni ai peggiori criminali. Se avessi letto il testo che ti ho inviato capiresti ciò che intendo. Questi grandi, proprio perché grandi, hanno prodotto oltre a straordinari benefici al sapere umano, anche gravi danni. Ovviamente è una mia opinione della quale vado fiero e in questo giudizio, apparentemente così tranchant, sono in compagnia di quello straordinario esempio di follia rappresentato da Nietzsche quando dice che la filosofia, quella dei geni, termina con Socrate.
Per quanto riguarda Eraclito è il filosofo che amo più di tutti ed è per questa ragione che così spesso lo cito nel mio testo.
Dice Alessandro che in una contrapposizione ci sono sempre due torti e tu dici che ci sono due ragioni. Dite esattamente la stessa cosa, ma ciò che non dite e che i torti e le ragioni non pesano sempre allo stesso modo, altrimenti non potrebbe esserci alcun movimento e questo negherebbe l’idea di Eraclito che tutto scorre e lo metterebbe in pace con Parmenide e Zenone.
Ti abbraccio con affetto e mi scuso, perché se tu hai letto ostilità nei tuoi confronti significa che in qualche misura nel mio inconscio deve esserci un seme di ostilità, ma sull’inconscio mio o tuo, per nostra e umana fortuna, abbiamo un controllo molto limitato.
Se affrontiamo ogni espressione dei nostri pensieri, come fossero attacchi personali, ogni comunicazione si trasformerebbe in un’inutile guerra e ciò avviene perché eleviamo a primario ciò che è secondario o irrilevante.
Ti faccio un esempio al rovescio. Quando durante la nostra bella riunione a Roma mi hai detto con un sorriso che non avevi letto il mio testo perché, dopo aver preso atto della premessa, ne avevi compreso tutto il senso, io ho avuto questi due contrapposti pensieri e mi sono chiesto: ha ritenuto inutile leggerlo perché scrivevo cose chiaramente insignificanti, oppure eri talmente in accordo con il mio pensiero da renderne inutile la lettura? Nel primo caso avrei dovuto sentirmi profondamente offeso e nel secondo falsamente lusingato. Ma il primo caso è quello che credo più probabile, visto la piega che ha preso questa nostra discussione. Credi che quella tua risposta non abbia provocato in me un certo risentimento, ma a quel piccolo risentimento non ho dato peso perché lo sapevo alimentato dalle umane debolezze e non ho mai pensato che il tuo giudizio si riferisse alla mia persona, anche perché non mi conosci. Allo stesso modo il mio turbamento dura solo un attimo quando, mentre guido, mi capita di essere insultato da un altro automobilista, cosa che io non faccio mai. Tuttavia, anche in casi così irrilevanti, a volte capita che ci scappi il morto. Ho verificato che coloro che spesso si arrabbiano per la guida degli altri esprimono il loro tasso di intolleranza, oltre le loro apparenti buone maniere.

pegupe@gmail.com ha detto...

continua
Quando dici che le mie parole sono l’espressione di un mio essere violento, accomunandomi, indirettamente, a coloro che spedivano in siberia i dissidenti, non mi stai forse dicendo che sono una persona profondamente violenta? Con la tua risposta non hai messo al centro questa tua, neppure indiretta, accusa? Credi che non l’abbia notato? tuttavia non ho dato alcun peso a questo sentimento, per la semplice ragione che non lo consideravo un’offesa verso di me. Come posso offendermi dal momento che non sai nulla della storia della mia vita?
Quando parlo di Berlusconi parlo di coloro che predicano male e razzolano male e considero questo comportamento meno grave di coloro che predicano bene e razzolano male e non mi riferisco ai comportamenti, mi riferisco a quei ragionamenti che reputo incoerenti e, in quanto tali, pericolosi. Puoi benissimo non essere d’accordo sul fatto che chi predica male e razzola male sia più pericoloso di chi predica bene e razzola male , e in parte è vero, ma è su questo tema che cerco il confronto. Cosa hai pensato quando Bertinotti, che certamente non è persona nè stupida né cattiva, ha fatto cadere il governo Prodi proprio alla vigilia del passaggio dal risanamento dei conti alla fase della progettazione e messa in atto di un serio piano industriale? quella scelta non diede a Berlusconi la possibilità di tornare a farci del male? Hai pensato che Bertinotti avesse fatto bene? oppure, come me, sei saltato sulla sedia? o sei rimasto del tutto indifferente? Significa, con questo, che ritenga Bertinotti, in quanto uomo, peggiore dell’uomo Berlusconi? penso che, il Bertinotti politico sia peggiore del Berlusconi politico, ma non che il Bertinotti uomo sia peggiore del Berlusconi uomo perché da Bertinotti mi sento tradito da Berlusconi per nulla. Non è mai il nemico a tradirti. Ora, per favore, non dirmi che ti sto dando anche del traditore.
Segnalo che nessuno parla della grande rivoluzione planetaria alla quale Prodi ha dato inizio durante la sua presidenza alla commissione europea tra il 1999 e il 2005 quando si affido a Jeremy Rifkin per promuovere lo sviluppo decentrato di produzione di energia con fonti rinnovabili. E’ stata proprio quella politica a mettere irreversibilmente in moto, in tutto il Pianeta, lo sviluppo e l’applicazione di quel tipo di energia. Basterebbe questa sola cosa per rendere irrilevante ogni suo, pur grave, errore politico. Sono sicuro che la storia, tra qualche decennio, gli riconoscerà questo immenso merito. Per chi non ha memoria, ricordo che nel 1999 i professoroni dell’energia sostenevano, con altisonanti e documentati argomenti, che la produzione di energia da rinnovabili, per quanto sviluppate, mai avrebbero potuto superare il 5%. del fabbisogno del Pianeta.
Ti è chiaro il significato del mio pensiero? Come puoi travisarlo al punto da ritenerlo un attacco alla tua persona? Avrò il diritto di dissentire e criticare quel che mi è parso di capire del tuo pensiero?
Ti ho fatto una domanda semplicissima alla quale ti ho chiesto una risposta ancora più semplice. che continui a non darmi. Immagina che abbia scritto quelle cose terribili, non rivolgendomi a te, ma a un modo di pensare. Lo consideri il risultato di un mio delirante vaniloquio. Condividi o contesti la mia analisi sull’ignavia e sull’assenza? Se non la condividi mi sento costretto a metterti nel girone nel quale, la mia ignoranza, ha posto quei grandi pensatori che ho prima citato. Io ho una sola fede: credo nel mio pensiero, perché, essendo mio posso cambiarlo quando e come voglio.
Spero che questo mio scritto possa mettere fine a questi infruttuosi e inutili dissidi.
Un grande abbraccio (non mortale).

Franco Sarbia ha detto...

@ Guglielmo
grazie del tempo che hai dedicato a chiarire lo spirito che ti muove aldilà del senso letterale delle parole. Sono ben consapevole di aver detto una stronzata con la battuta: «del libro ho letto la premessa, e poiché mi sono trovato d'accordo su tutto non aveva più senso andare avanti». Nessuna delle tue due ipotesi sul senso di quel che dissi è vera. In realtà con lo scherzo volevo alleggerire l'imbarazzo per non averlo ancora letto. Ma è stata una cafonata e avrei fatto meglio, ma molto meglio, a tacere. La ragione sta nel fatto che io alterno periodi in cui divoro tutto quel che si può leggere, a periodi nei quali non leggo niente: scrivo e studio solo quanto mi serve per la mia ricerca. Da mesi sono alle prese con questa, ad essa s'è aggiunto il mio ruolo d'indirizzo per il progetto Unesco della Sicilia Orientale. Riguarda una grande varietà di temi: il barocco, l'archeologia classica e preclassica, associati a programmi di archeologia sperimentale; la progettazione di percorsi fisici e ideali di valorizzazione integrata di ambiente, patrimonio culturale, società, economia; la promozione e la gestione in rete di un grande programma di marketing territoriale. E non voglio essere impreparato, e deludere le aspettative di quella gente. Ma non voglio deludere neppure te, perché non lo meriti. Ho "Pensiero di un uomo comune" tra gli IBooks e non ho rinunciato a leggerlo, magari in volo.

pegupe@gmail.com ha detto...

@Franco
Grazie per questa tua risposta, comunque ti scrivo a parte tramite mail.

Alessandro Pepe ha detto...

no vabbè ragazzi. Roma Immensa!!!!!

Alessandro Pepe ha detto...

A me questa frase piace tantissimo. Quasi da mettere in testa di ogni articolo:

Io ho una sola fede: credo nel mio pensiero, perché, essendo mio, posso cambiarlo quando e come voglio.

Daniele Passerini ha detto...

@tutti
Anche il terzo esame è andato, ma già devo pensare al quarto che è dietro l'angolo (14 maggio), mi dispiace ma devo allontanarmi dal blog per un po'. Vi leggo con piacere, ma a questo punto preferisco non intervenire... devo capitalizzare il pochissimo tempo libero che ho da dedicare allo studio.
Un abbraccio a tutti

@Alessandro
Molto saggia quella frase, mi ci rispecchio in pieno anche io. Di chi è? Non la trovo citata da nessuna parte.

pegupe@gmail.com ha detto...

@Daniele

Congratulazioni, con una punta d'invidia

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