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venerdì 8 maggio 2015

Sabato 9 maggio 2015: da Perugia ad Assisi
per il reddito di cittadinanza.

"Il Consiglio delle Comunità Europee raccomanda agli stati membri di di riconoscere, nell'ambito d'un dispositivo globale e coerente di lotta all'emarginazione sociale, il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana e di adeguare di conseguenza, se e per quanto occorra, i propri sistemi di protezione sociale ai principi e agli orientamenti esposti in appresso". (dalla Raccomandazione 92/441/CEE del 24 giugno 1992, in cui si definiscono i criteri comuni in materia di risorse e prestazioni sufficienti nei sistemi di protezione sociale)


Era il 1983 e avevo 18 anni quando andai per la prima volta in Grecia. Al di là dell'emozione e dell'ammirazione provate a cospetto delle vestigia di quella cultura greca tanto a lungo studiata, non potei non sentirmi fortunato ad essere nato in Italia. Eh sì, provai un senso di orgoglio e superiorità per il tenore di vita e i servizi pubblici della mia nazione rispetto a quelli della Grecia.

Osservando l'Italia d'oggi - dove non mi sento rappresentato dalle politiche di un PD molto più in continuità con quelle della DC che della sinistra che ho votato per 30 anni - non riesco proprio a fermarmi alla prima impressione data da tante auto di lusso in circolazione, dalle vetrine con prezzi improponibili per la maggior parte di noi, dagli iPhone e Galaxy diventati comuni come una penna Bic, dalla proliferazione di belle unghie smaltate, ricostruite e luccicanti. 
Vedo piuttosto mendicanti ovunque, costellazioni di buche schianta-sospensioni nelle strade, la vegetazione impossessarsi dei bordi delle carreggiate, gli intonaci rovinati diffondersi sulle facciate degli edifici, negozi e negozi chiusi, le stesse cose che 30 e più anni fa rendevano ai miei occhi la Grecia arretrata rispetto all'Italia. 

Anche per queste "sensazioni" sono entrato nell'orbita della galassia 5 Stelle e condivido molto i loro allarmi sociali e morali, mentre mi sono stancato dai teatrini di Renzi, Boschi e Madia, più rappresentativi della minoranza di italiani che ha troppo che della maggioranza che ha troppo poco.

E condivido la grande battaglia di civiltà, portata avanti dal Movimento 5 Stelle, per estendere anche ai cittadini della Repubblica italiana un diritto di cui godono tutti i cittadini europei a parte quelli di Italia, Grecia e Ungheria: il reddito di cittadinanza.

Per questo invito tutti quelli che possono a partecipare dopodomani sabato 9 maggio alla MARCIA PERUGIA-ASSISI PER IL REDDITO DI CITTADINANZA che partirà alle ore 12 dai Giardini del Frontone di Perugia e si concluderà dopo 19 km (circa 6 ore di camminata) presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi.


Una marcia che per i cittadini umbri ha un ulteriore forte significato, in vista delle prossime elezioni regionali di fine mese. Infatti gli umbri semplicemente onesti, fuori dai maneggi dei palazzi del potere e non legati al voto di scambio (dunque sulla carta una minoranza!) sperano che tra i due litiganti il terzo goda! Sperano che tra il PD di Catiuscia Marini - capace a pochi mesi dalle elezioni di cambiare a proprio uso e consumo la Legge Regionale Elettorale - e la destra di Claudio Ricci - che ha scelto di allearsi con la Lega xenofoba, razzista e becera di Salvini - il terzo incomodo Andrea Liberati del M5S raccolga consensi tali da sovvertire tutti i pronostici. Se oggi ad Assisi vivesse ancora San Francesco, il 30 maggio in cabina elettorale non potrebbe che mettere il suo segno sul Movimento 5 Stelle!

PER APPROFONDIRE IL REDDITO DI CITTADINANZA:
PER APPROFONDIRE IL PASTICCIACCIO DELLA LEGGE ELETTORALE UMBRA:
P.S. E se vi tratterrete ad Assisi, fate un salto a visitare PostcARTs 3! :-)

17 : commenti:

Carlo Ravedoni ha detto...

@Daniele
Non posso che condividere le tue considerazioni e "sensazioni".
Come sempre sono espresse con molta umanità.
Io non riesco a essere cotanto pacato (che non vuol dire senza senso).

Anche l'Umbria sarà 5*. Lo sento. Il centro dell'Italia. Il cuore. L'ho visitata qualche anno fa e l'ho amata.
Gran bel posto per vivere.

Daniele Passerini ha detto...

@Carlo
Bentornato, mi fa molto piacere riaverti tra i commenti.
Sarebbe la scelta migliore per tutti, ma temo che i tempi (e le persone) siano già maturi per un'Umbria a 5 stelle. Una porcata come l'Umbricellum è passata senza troppi sussulti, perché l'Umbria si regge su equilibri di potere e scambi di favori che non si spazzano via da un giorno all'altro, purtroppo. E cambierebbe ben poco se la destra si sostituisse alla sinistra, ormai i valori fondanti e identitari sono semplici specchietti per allodole: destra e sinistra sono le faccie della stessa medaglia. Per questo solo una vittoria dei 5 stelle potrebbe restituire l'Umbria ai suoi veri antichi valori Francescani (che andrebbero insegnati da capo alla maggioranza dei frati francescani, che predica bene, ma razzola molto male). Sì, ci spero che vinca il M5S, ma serve veramente un miracolo.
Ma non dimentichiamo che il Consiglio Regionale si formerà con un ricorso al TAR pendente a mo' di spada di Damocle, dunque ogni voto in più ai 5 stelle oggi è un seme per far rinascere l'Umbria domani.
E mutatis mundis, quel che vale per l'Umbria vale per l'Italia.
Un abbraccio

Salvatore Boi ha detto...

Grande Daniele!!!

pegupe@gmail.com ha detto...

Non potrò partecipare a questa marcia che mi auguro possa avere un grande successo. Ne abbiamo veramente bisogno.
Riguardo al reddito di cittadinanza non posso che trovarmi d'accordo, tuttavia non mi è chiaro da dove si possano ricavare le necessarie risorse che sicuramente ci sono ma, per evitare che si trasformino in ulteriori tassazioni dirette o indirette occorre un vero piano di risanamento nazionale che, se serio, darebbe i suoi primi frutti non prima di due o tre anni dalla sua operatività. L'unica cosa sulla quale si potrebbe agire con rapidità sono le spese militare.
Queste sono le priorità che un governo serio dovrebbe attuare:
Lotta vera alla criminalità che non può che accompagnarsi ad una seria riforma fiscale. Tutti dicono che aumentare le pene agli evasori non serve; forse lo dicono gli stessi evasori. Nei paesi meno incivili, la grande evasione è considerata un gravissimo crimine perché, come la grande corruzione, provoca omicidi di massa, solo che non ne vediamo il collegamento.
Immaginate che l'omicidio fosse un reato civile, oppure di basso rilievo penale. Pensate forse che gli omicidi non aumenterebbero in modo esponenziale? Non parlo dei delitti passionali o commessi da persone affetti da disturbi mentali, ma di crimini commessi per ragioni di criminale convenienza.
Qualcuno ha capito che l'aumento della presenza della criminalità organizzata dentro le istituzioni, la crescita dell'evasione fiscale e l'incremento indiscriminato della corruzione sono la diretta conseguenza dell'abolizione del reato di falso in bilancio?
L'Italia è uno strano paese che può condannare fino a 15 anni un povero ragazzo deficiente che rompe una vetrina, invece chi corrompe ed evade, o rompe un essere umano rischia, quando le rischia, pene ridicole. Lungi da me qualunque diretta o indiretta solidarietà con i violenti mascherati che distruggono tutto ciò che possono distruggere. Forse, senza sapere perché.
Occorre ridurre il tasso di generale indifferenza ed aumentare il tasso di indignazione verso i veri criminali.

pegupe@gmail.com ha detto...

Un secondo punto è l'attuazione di un piano industriale di grande respiro che favorisca il risanamento ambientale attraverso numerose piccole opere, abbandonando momentaneamente le grandi ad esclusione di quelle in fase di conclusione. Penso ad esempio al risanamento delle reti idriche. Anche l'abbandono o lo spostamento ad altra data delle grandi opere potrebbe fornire immediate risorse che, tuttavia, non destinerei al reddito di cittadinanza per non incrementare il tasso di disoccupazione.
Terzo punto: un piano energetico di grandissimo respiro (almeno decennale) che si ponga l'obiettivo di una totale autonomia energetica. In Italia si può fare. Abbiamo più sole della Germania, più dislivelli, più vento e più acqua. Occorre però che l'energia sia fortemente de localizzata, anche se i grandi impianti saranno sempre necessari. La delocalizzazione energetica è vantaggiosa perché inizia ad essere produttiva dopo due/sei mesi, se l'impianto soddisfa piccole gruppi abitativi o piccole comunità. Se, invece, si costruiscono grandi centrali occorrerebbero molti anni prima che possano essere operative. Inoltre la delocalizzazione energetica è democratica, quella centralizzata è dispotica. Direi che “l'energia ci rende liberi” ma non vorrei fosse scritto sulla porta di una qualsiasi mega struttura, anche se perfettamente ecologica.
Qualcuno ha mai fatto i conti su quanto ci costano i gasdotti che ci rendono dipendenti dai capricci di altre nazioni totalmente fuori dal controllo politico non solo dell'Italia, ma dell'intera Europa?
Qualcuno sui rende conto che, in una situazione internazionale, che si sta dirigendo verso una progressiva instabilità, quei gasdotti sono un facile attacco da parte di qualunque gruppetto di terroristi?
Pensiamo, forse, di militarizzarne tutto il percorso anche in terra straniera?
Quale mai folle può pensare che l'attuale politica energetica abbia un minimo di senso.
Io non ho ricette certe, e forse nessuno può averle, ma ho certezza di quelle che sono sbagliate.

Alessandro Pagnini ha detto...

@ pegupe

Mi trovo molto in sintonia con le tue proposte.
Un piccolo appunto: l'evasione fiscale forse più consistente potrebbe anche essere quella medio piccola, cui tutti contribuiamo magari non chiededndo una fattura per risparmiare l'IVA e magari perchè altrimenti non possiamo mangiare se non rubando o andando alla caritas. Tuttavia non si può guardare solo a quella grande o si rischia di mancare il bersaglio. Sarebbe ora di guardare ANCHE a quella grande, casomai. Discorso a parte va fatto per le modalità di accertamento. Ho già raccontato sul blog di una contestazione assolutamente infondata che mi fu mossa dall'agenzia delle entrate per la vendita di un terreno fabbricativo. Se una disposizione di tipo 'formale' non avesse invalidato quella richiesta, io avrei dovuto, per evitare il peggio dichiararmi colpevole di una evasione che non c'era stata, per patteggiare una somma meno stratosferica, che non avrei avuto garanzie di evitare se si fosse andati in commissione tributaria. Dal momento che avevano valutato una somma fuori da ogni logica di mercato, per quel terreno, ma si facevano forti di quella loro 'perizia', stava a me dimostrare il contrario. Pare che in questi casi in commissione si tenda salomonicamente a dare nel mezzo, ma ci avrei rimesso anche in questo caso. Quindi avrei dovuto dire che ero un evasore e pagare una somma estorta. Immaginiamo ci fosse anche il penale nel mezzo (ora credo l'abbiano introdotto sopra ai 50.000 euro), che meraviglia di situazione sarebbe stata. Finchè si sarà un regime di arbitrarietà e cavillosità tale e sarà in vigore l'inversione dell'onere della prova (sono io che devo dimostrare la mia innocenza e non tu che io sono colpevole) in materia fiscale, mi sembra che le pene siano anche troppo severe. Di fronte ad evasioni accertate veramente, non fatte dichiarare tali sotto minaccia di guai peggiori, la galera ci sta tutta. Però dobbiamo decidere: o ci si riserva di fare cassa 'pelando' i cittadini colpevoli o innocenti che siano, quando hanno la sfortuna di finire sotto la lente del fisco e però non si possono anche macellare più di tanto, o si dura fatica per dimostrare solo quello che è davvero stato commesso di illecito e però poi ci si va giù duro. O l'una, o l'altra. In Italia, al solito, ci si vorrebbe barcamenare tra le due opzioni

Franco Sarbia ha detto...

Non c'è nessuna possibilità che le regionali decidano il "reddito di cittadinanza". Grillo vuol comprare il voto degli elettori con un finto "regalo" che vale dieci volte gli ottanta euro reali di Renzi. La priorità per l'occupazione giovanile è invece un programma d'investimenti strategici per lo sviluppo sostenibile.

Daniele Passerini ha detto...

@Franco Sarbia
Che le regionali non decidano il "reddito di cittadinanza" è ovvio. Il discorso è al contrario, il M5S usa giustamente il "reddito di cittadinanza" - punto centrale del programma nazionale - come biglietto da visita per presentarsi. Come elettore delle regionali darò molto volentieri il mio voto a un movimento politico che a livello nazionale mette tra le priorità il reddito di cittadinanza, questo mi conforta che anche a livello locale mutatis mutandis sappia identificare le buone priorità!
Ti faccio notare che sono proprio lo sviluppo della comunità locale, la produzione locale, il km zero, la valorizzazione delle risorse del territorio ecc. le idee guida dalla base del M5S. Francamente per l'Umbria, di fronte a una sinistra che ha conquistato tutte le posizione di potere e mira in primis a mantenere le posizioni di rendita, di fronte a una destra che cavalca la xenofobia e vorrebbe spodestare la sinistra per sedersi sulle stesse poltrone al posto loro e rifare gli stessi giochi stavolta per la propria parte, l'unica alternativa è il M5S e francamente non mi sembra il male minore, mi sembra una buona consapevole scelta.

Saresti dovuto esserci alla marcia oggi, avresti sentito e visto la DIFFERENZA, credimi... non sono solo PAROLE diverse che arrivano dal Movimento... sono soprattutto PERSONE diverse, totalmente "fuori moda" nel pretendere il rispetto dell'onestà della legalità, che rivoluzione eh? :)

CLaudio Rossi ha detto...

@ Alessandro Pagnini
@ pegupe

Caro Alessandro io sto combattendo con un problema ancora più grande del tuo per una concessione sacrosanta e perfettamente a norma di legge che da nove anni mi viene negata dal Comune di Roma con motivazioni sempre cangianti, addirittura contraddittorie tra loro (!) e malgrado anche una pronuncia a me favorevole del TAR (dopo costosissimo ricorso) e una valanga di soldi spesi in attestazioni, certificazioni, progetti, riprogetti, varianti, indagini, sondaggi ecc. Il mio ormai maturato convincimento è che con questa pletora di appigli TUTTI o quasi coloro che si sono occupati della pratica, hanno operato aspettando che io mi recassi col cappello in mano e la mazzetta in tasca a risolvere il problema. Aspettino pure!
Ma io posso resistere: quanti altri potrebbero? Per questa e per tante analoghe situazioni che si vivono ogni giorno e per via di una classe dirigente impunita e autoreferenziale, il problema è la progressiva, ineluttabile perdita di credibilità del sistema. Ormai il “do ut des” con la “controparte” Stato o pubblica amministrazione (!) è vergognoso per chi, avendo sempre fatto il proprio dovere, si aspetterebbe un minimo di funzionalità e onestà. L’attuale sistema è gestito da gente interessata (c’e’ qualcuno che crede ancora nell’utilità della TAV ?) ed è anche succube e asservito agli interessi esterni (c’è qualcuno che crede ancora nell’utilità degli F35 o delle “missioni di pace”?). Ma queste “spese” non si tagliano mai, anzi! Due miei figli, come tanti altri italiani, sono andati a lavorare all’estero. Hanno portato la loro competenza (profumatamente remunerata laggiù) in un paese diverso da quello che ha pagato i costi della loro formazione. Bel risultato! Altro spreco di risorse. Però mancano i soldi per il reddito di “dignità”.
Io ho smesso di sperare che le prossime iniziative di governo siano prese nell’interesse dei sudditi.

Franco Sarbia ha detto...

Non c'è nessuna possibilità che le regionali decidano il "reddito di cittadinanza". Grillo vuol comprare il voto degli elettori con un finto "regalo" che vale dieci volte gli ottanta euro reali di Renzi. La priorità per l'occupazione giovanile è invece un programma d'investimenti strategici per lo sviluppo sostenibile.

Daniele Passerini ha detto...

@CLaudio Rossi
L’attuale sistema è gestito da gente interessata (c’e’ qualcuno che crede ancora nell’utilità della TAV ?) ed è anche succube e asservito agli interessi esterni (c’è qualcuno che crede ancora nell’utilità degli F35 o delle “missioni di pace”?). Ma queste “spese” non si tagliano mai, anzi! Due miei figli, come tanti altri italiani, sono andati a lavorare all’estero. Hanno portato la loro competenza (profumatamente remunerata laggiù) in un paese diverso da quello che ha pagato i costi della loro formazione. Bel risultato! Altro spreco di risorse. Però mancano i soldi per il reddito di “dignità”.
Io ho smesso di sperare che le prossime iniziative di governo siano prese nell’interesse dei sudditi.

Non avrei saputo dirlo meglio: quoto.

@Franco Sarbia
Non c'è nessuna possibilità che le regionali decidano il "reddito di cittadinanza". Grillo vuol comprare il voto degli elettori con un finto "regalo" che vale dieci volte gli ottanta euro reali di Renzi. La priorità per l'occupazione giovanile è invece un programma d'investimenti strategici per lo sviluppo sostenibile.
Insisto che la "confusione" tra il livello nazionale e regionale che paventi non c'è. Il reddito di cittadinanza NON È un programma elettorale regionale, è il biglietto di visita con cui una forza nazionale si presenta all'elettorato regionale e ribadisco quamto espresso nel mio precedente commento al riguardo.
Aggiungo che il reddito di cittadinanza non solo è una battaglia di dignità, equità e diritto, è anche una mossa strategica che a lungo termine porta risparmio allo Stato (così come gli investimenti su istruzione e ricerca). Basta vedere i risultati nel resto d'Europa: siamo fanalino di coda (guarda caso insieme alla Grecia che come noi non ha il reddito di cittadinanza) e spiegami come si può favorire la ripresa se la maggioranza delle persone non ha soldi da spendere.
Non ci sono i soldi? Davvero? Ma come dice CLaudio per opere e spese INUTILI come TAV e F35 si trovano sempre... vogliamo voltare pagina o vogliamo continuare a sprofondare nel baratro? Vogliamo fingere di essere ancora cittadini di una Repubblica? Ogni giorno che passa mi sento molto più suddito che cittadino... e francamente a parlare sul serio di democrazia oggi in giro vedo solo il M5S, con tutti i sui difetti, ma anche tutti i suoi pregi, che mi sembrano compensare ampiamente i primi ed essere ben maggiori.

Daniele Passerini ha detto...

@tutti
Ora vi devo lasciare. Ho un po' di foto della marcia da pubblicare. Ci vediamo sul prossimo post, se avrete la gentilezza di seguirmi. ;)

domenico canino ha detto...

ho visto le immagini in tv; bella manifestazione e bella gente; ma l'obbiettivo da raggiungere è difficile; auguri

pegupe@gmail.com ha detto...

@Alessandro Paganini

Sono perfettamente consapevole che il problema del fisco è estremamente complesso e delicato, tuttavia è impossibile trattarlo in soli 4000 caratteri. Ho parlato dell'aumento delle pene perché ho visto nell'abolizione del falso in bilancio un acceleratore al degrado complessivo in cui versa la nostra povera Italia. L'aumento delle pene deve essere affiancato ad una semplificazione e chiarezza delle leggi in modo da ridurre al minimo i casi come il tuo, anche se nessuna legge, per quanto meravigliosa, potrà evitare.
Per quale motivo in Francia operano solo 10.000 commercialisti ed in Italia sono più di 100.000 e, per quale motivo, l'evasione fiscale in Italia risulta essere 10 volte superiore a quella francese. Naturalmente non ho certezza della correttezza di questi dati, ma che l'evadere il fisco per l'italiano medio sia quasi uno sport nazionale, non penso che si possa mettere in discussione. Sarebbe sufficiente poter detrarre ogni spesa, anche la più piccola e tutti chiederebbero regolare fattura. Naturalmente occorrerebbe correggere le aliquote riducendo soprattutto quelle sui redditi più bassi. Non credo inoltre che sia giusto, indipendentemente dal valore delle aliquote, che il tetto massimo si applichi fino ad un reddito di 100000 euro e poi rimanga invariato anche se il reddito sale a 10 milioni di euro.
Non sono un fiscalista e probabilmente sto dicendo un sacco di stupidaggini, ma sono certo che il problema del fisco sia un problema capitale al quale nessun governo, per interesse o debolezza, mette mano. Non è infatti un caso che uno dei più autorevoli ministri della finanza sia stato un fiscalista di nome Tremonti.

pegupe@gmail.com ha detto...

@Alessandro Paganini

Sono perfettamente consapevole che il problema del fisco è estremamente complesso e delicato, tuttavia è impossibile trattarlo in soli 4000 caratteri. Ho parlato dell'aumento delle pene perché ho visto nell'abolizione del falso in bilancio un acceleratore al degrado complessivo in cui versa la nostra povera Italia. L'aumento delle pene deve essere affiancato ad una semplificazione e chiarezza delle leggi in modo da ridurre al minimo i casi come il tuo, anche se nessuna legge, per quanto meravigliosa, potrà evitare.
Per quale motivo in Francia operano solo 10.000 commercialisti ed in Italia sono più di 100.000 e, per quale motivo, l'evasione fiscale in Italia risulta essere 10 volte superiore a quella francese. Naturalmente non ho certezza della correttezza di questi dati, ma che l'evadere il fisco per l'italiano medio sia quasi uno sport nazionale, non penso che si possa mettere in discussione. Sarebbe sufficiente poter detrarre ogni spesa, anche la più piccola e tutti chiederebbero regolare fattura. Naturalmente occorrerebbe correggere le aliquote riducendo soprattutto quelle sui redditi più bassi. Non credo inoltre che sia giusto, indipendentemente dal valore delle aliquote, che il tetto massimo si applichi fino ad un reddito di 100000 euro e poi rimanga invariato anche se il reddito sale a 10 milioni di euro.
Non sono un fiscalista e probabilmente sto dicendo un sacco di stupidaggini, ma sono certo che il problema del fisco sia un problema capitale al quale nessun governo, per interesse o debolezza, mette mano. Non è infatti un caso che uno dei più autorevoli ministri della finanza sia stato un fiscalista di nome Tremonti.

Alessandro Pagnini ha detto...

@ pegupe
"...Sarebbe sufficiente poter detrarre ogni spesa, anche la più piccola e tutti chiederebbero regolare fattura..."

Io, per mia formazione, annoto le spese mensili su un foglio excel, inoltre archivio, annoto e scannerizzo pure, ogni fattura che ricevo (luce, gas, ecc...) con lo stesso programma che usiamo sul lavoro (e che ho realizzato io). Ma questo perchè io sono io :-) Persone normali, non hanno voglia di annotare, mettere in ordine, dare un numero progressivo e magari aggregare i dati delle spese che fanno. Qualcuno non ne ha il tempo, qualcuno la capacità, o semplicemente la propensione. Molti, soprattutto anziani, o personalità un po' artistoidi o banalmente 'disordinate', dovrebbero assumere un ragioniere, o comunque rivolgersi ad uno studio di ragionieri/commercialisti proprio come si fa per una azienda. Costerebbe meno, ma registrare ed archiviare ogni fattura e magari conservarla per almeno 5 anni, qualche soldino lo farebbe uscire di tasca. Direi almeno qualche decina di euro al mese. E sono convinto che alcuni non riuscirebbero comunque ad evitare di far confusione.
Se ci vogliono provare, io sono pronto, ma credo di essere tra i pochissimi.

@ Claudio
Non ho parole per quello che ci racconti. Mi conferma il sospetto che spesso la burocrazia si compiace di alimentare la propria nebulosità, proprio per poter esercitare un potere ricattatorio nei confronti dell'utente. Altre volte si aggrovigliano solo nel tentativo di scaricarsi di ogni possibile responsabilità reale, ipotetica, presente o futura, sia in cielo che in terra! ;-)

Alessandro Pagnini ha detto...

@ pegupe

Pagnini non PagAnini!

Non suono il violino ed ero scarso pure col metallofono, alle lezioni ndi musica delle medie, le uniche che abbia mai seguito :-D

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