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venerdì 22 febbraio 2008

"Beh aggiùstati, che cosa ti ci vuole!"

Le idee a volte producono oggetti o attività capaci di cambiare la nostra immagine del mondo e da qui suscitarci ulteriori idee e così via. Così nacque la clava (nella celebre scena del prologo di 2001: Odissea nello spazio), il fuoco, la ruota, le arti, la navigazione, la scrittura, la stampa, la teoria copernicana, la penicillina, la radio, la teoria della relatività, la televisione e internet... Naturalmente si potrebbero citare molte più invenzioni, scoperte, teorie, e soppesarne vantaggi e svantaggi per l'umanità e per il pianeta, ma voglio sviluppare un altro discorso.

Arriva in questi giorni dalla Francia la notizia del brevetto di un nuovo materiale (simile alla gomma) con la proprietà di autoripararsi, che apre scenari che vanno ben oltre la possibilità di creare collant anti smagliatura (!) o giocattoli per bambini indistruttibili (!) o un vetro che cade e rimbalza senza rompersi (!) o vernici e rivestimenti che si auto-riparano se graffiati (!) o la realizzazione, in medicina, di tessuti biocompatibili in grado di auto-rigenerarsi (!)... cose che di per sé già renderebbero migliore la nostra vita quotidiana. Come dicono i ricercatori francesi che hanno prodotto questo materiale (toccherà anche trovargli un bel nome!) è solo questione di vedere dove arriverà la fantasia umana nell'escogitarne usi e applicazioni, mescolandolo o integrandolo ad altre sostanze.

Però, nei miei voli pindarici, la rivoluzione più grande quest'incredibile invenzione la farà nel pensiero delle persone, creando nuove metafore e nuove mappe cognitive: infatti anche le visioni del mondo e gli ideali hanno bisogno di immagini concrete per attecchire nella coscienza collettiva. Immaginiamo che ci si strappi o rompa qualcosa... e che riaccostando i lembi o i frammenti in pochi minuti quell'oggetto si rimetta insieme e ricomponga... è proprio l'immagine che serve a questa società del "chi rompe paga e i cocci sono suoi". Uno ti urla "Basta mi hai rotto!" e tu gli rispondi "Beh aggiùstati, che cosa ti ci vuole!". L'antidoto perfetto alla mentalità imperante che recita "ormai il danno è fatto e non c'è più niente da fare". Questa "magica" gomma invece sa voltare pagina, perdonare i torti subiti e ricominciare da capo. Perdona chi incautamente o involontariamente l'ha danneggiata. Perdona - per così dire - se stessa, perché non si "colpevolizza" se viene temporaneamente meno alla sua integrità! Il suo processo di auto-riparazione è semplice e soft, amorevole, pressoché cristico, democratico e alla portata di tutti. Già perché - da quello che si legge e sperando che non si tratti di iperboli giornalistiche - sembrerebbe che i costi di produzione siano bassi e che la sostanza sia ecologica, in quanto composta essenzialmente da materie organiche capaci di creare un forte legame idrogeno.

P.S. Questa notizia mi ha fatto ricordare quel film della Disney con Robin Williams intitolato Flubber - un professore tra le nuvole (1997). Flubber era il nome dato a una sorta di gelatina verde dalle caratteristiche davvero sorprendenti. Ecco, mutatis mutandis, la sostanza in questione la battezzerei proprio così: il flubber!

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