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venerdì 13 aprile 2007

Ancora Pablo, a guidarci verso il cielo

0 : commenti
Ancora Pablo Neruda, con una delle poesie (l'incipit di "Stravagario") che forse più di ogni altra ha influito sul mio amore per la poesia: l'ho letta da ragazzo e ricordo di essere rimasto a bocca aperta, incantato. Le poesie di Neruda hanno la fragranza e la semplicità del pane, la freschezza e i colori dei fiori.
 
Para subìr al cielo se necesitan 
dos alas, 
un violìn, 
y cuantas cosas 
sin numerar, sin que se ayan nombrado,  
certificados de ojo largo y lento, 
inscriptiòn en las uñas del almendro, 
titulos de la hierba en la mañana.
Per salire al cielo occorrono
due ali 
un violino 
e tante cose infinite, 
ancora non nominate, 
certificati di occhio lungo e lento, 
iscrizioni sulle unghie del mandorlo,
titoli dell'erba nel mattino.

N.B. Il primo verso è stampato in modo "ascendente", così:

.................................tan
................................si...............................................no 
..............................ce...............................................ro 
...........................ne..............................................cor 
........................se..............................................oc 
.................cielo............................................cielo
..............al.................................................al
......subìr...........................................salire  
Para.............................................Per

I giorni felici di Neruda e di tutti noi

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Poche parole per non togliere spazio ai bei versi di Pablo Neruda che seguono. Lo stato d'animo descritto è quel "momento perfetto" che a volte accade... anche senza un motivo!

Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno, 
non sono da nessuna parte, 
succede solo che sono felice 
fino all’ultimo profondo angolino del cuore. 
 
Camminando, dormendo o scrivendo, 
che posso farci, sono felice. 
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie, 
sento la pelle come un albero raggrinzito, 
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima, 
il mare come un anello intorno alla mia vita, 
fatta di pane e pietra la terra 
l’aria canta come una chitarra. 
 
Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia, 
tu canti e sei canto-
Il mondo è oggi la mia anima 
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca, 
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia 
essere felice, 
essere felice perché si, 
perché respiro e perché respiri, 
essere felice perché tocco il tuo ginocchio 
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo 
e la sua freschezza. 
Oggi lasciate che sia felice, io e basta, 
con o senza tutti, essere felice con l’erba 
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra, 
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

mercoledì 11 aprile 2007

Prove generali di idrogeno (II)

0 : commenti
Concludo, riportando ancora un paio di articoli, la parentesi aperta sull'idrogeno, argomento che mi affascina. Alimenta infatti la mia speranza di vedere mia figlia crescere in una società dove al collasso di modelli di vita e consumo ecologicamente insostenibili faccia da contrappeso un dilagante utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e una tecnologia finalmente al servizio dell'uomo e dell'ambiente, non solo nel "ricco" occidente ma anche nel "povero" sud del mondo.

Da oggi in superstrada si può fare il pieno a idrogeno

COLLESALVETTI (Livorno). Taglio del nastro ufficiale questa mattina per il primo distributore di idrogeno di Italia, che è addirittura il primo erogatore al mondo di idrogeno prodotto utilizzando energia rinnovabile. Al distributore Eni (Agip) di Grecciano (nella foto i pannelli fotovoltaici installati sul tetto), sulla superstrada Fi-Pi-Li, stamani è arrivato il top management dell´Eni, tra cui l´ingegner Angelo Taraborrelli, direttore generale della divisione Refining & marketing di Eni, l´ingegner Gioacchino Costa e l´ingegner Riccardo Treré. Ad oggi non esiste una normativa italiana che consente ai veicoli alimentati ad idrogeno di circolare, quindi verranno a rifornirsi solo i prototipi di Multipla bifuel e alcuni Doblò che stanno progettando alcune aziende di Pontedera, come la Ilt, in collaborazione con la Piaggio. Dal punto di vista delle fonti rinnovabili, la stazione di Grecciano è in grado di produrre 110mila dei 300mila kilowattori annui che rappresentano il fabbisogno di tutta l’area di servizio. Risultato raggiunto grazie ai pannelli solari che rivestono tutta la superficie del tetto e alle torri eoliche installate sul retro della stazione, un impianto ibrido quindi, realizzato vincendo un bando della Regione Toscana.
(19/07/2006 - www.greenreport.it)


Per Rifkin la rivoluzione dell´idrogeno è a un passo


SAN ROSSORE (Pisa). Forse era l’ospite più atteso, il personaggio che più di ogni altro evocava suggestioni e scenari avveniristici. E così è stato, ma solo in videoconferenza, perché alla fine Jeremy Rifkin, l’uomo dell’economia dell’idrogeno, è rimasto negli Stati Uniti portando al meeting di San Rossore un contributo «a distanza», che non ha mancato di ricevere apprezzamenti nella platea che lo ha ascoltato con notevole interesse. Anche lui ha insistito a lungo sulla fine del petrolio, parlando di una finestra di una ventina d’anni al massimo. «A quel punto – ha detto – quando i due terzi del petrolio saranno nel Medio Oriente e tutti lo vorranno, l’America, la Cina, l’India, cosa mai succederà?». Da qui, la sfida dell’idrogeno, che secondo Rifkin è stata raccolta in modo non episodico, come rivelerebbero «alcuni segnali che giungono da tutto il mondo». L’economista però non nasconde le difficoltà nel dover pensare proiettati nel futuro. E prende come termine di paragone il computer: «Se qualcuno trent’anni fa avesse detto che in ogni casa e in ogni ufficio ci sarebbe stato un computer, per di più collegati a internet, lo avremmo preso per pazzo. È così che dobbiamo ragionale per le celle combustibili a idrogeno. Altri trent’anni e famiglie e imprese produrranno la loro energia, più di quanto ne hanno bisogno, condividendola con i loro vicini». Rifkin non manca neppure di indicare un esempio, ovvero il lancio ormai imminente di cartucce portatili all’idrogeno con un’autonomia di 60 ore di energia. Ricorda che l’aeroporto di Monaco è alimentato con energia che ha questa origine e regala una curiosità: in occasione dell’ultima interruzione di elettricità a New York, le sole luci accese erano proprio i lampioni all’idrogeno di Central Park.
(20/07/2006 - www.greenreport.it)

Prove generali di idrogeno (I)

0 : commenti
Riporto due articoli non recentissimi (il primo del 2005, il secondo del 2006) dal sito sulla petizione per i distributori di idrogeno: rispettivamente sull'apertura del primo distributore di H in Islanda (nella foto) e in Italia a Livorno.
La tecnologia centrata sull'H sembra ormai abbastanza matura e l'elettricità necessaria a produrre questo gas potrà in effetti essere sempre più ricavata da fonti rinnovabili come il fotovoltaico e l'eolico. D'altra parte il boom di acquisti di SUV e auto di alta cilindrata, proprio in parallelo ai rialzi del prezzo dei carburanti, non è per nulla paradossale (la massa dei consumatori viene indotta ad arte ad abboccare a questa moda) e suona come l'estrema corsa delle compagne petrolifere a mungere la vacca dei ricavi dal petrolio prima della grande riconversione alle energie rinnovabili. Immagino che chi detiene il controllo strategico delle fonti di energia non rinnovabili stia già acquistando tutti i brevetti possibili legati al ciclo dell'idrogeno e all'utilizzo di altre energie pulite (N.B. il distributore nella foto è della Shell!).
Primo distributore a idrogeno in Islanda 
Partendo dal Progetto Ectos, che prevede l'impiego di tre autobus Citaro della Daimler Chrysler, l'Islanda, con i suoi 290 mila abitanti e 180 mila veicoli, sarà alimentata a idrogeno entro il 2010 e l'esubero di idrogeno, prodotto con fonti rinnovabili nazionali, sarà esportato. L'Islanda ha deciso di convertire al nuovo carburante l'intero trasporto pubblico entro il 2007, e il 24 aprile scorso, ha inaugurato il suo primo distributore di idrogeno. Una tappa fondamentale verso l'abbandono del petrolio per garantire mobilità e trasporti. La prima stazione di servizio interamente ecologica ha un distributore di acqua trasformata per elettrolisi in idrogeno e un piccolo bar, e si trova in una strada a 5 chilometri dal centro di Reykjavik che conduce verso l'aeroporto. Il primo autobus a fornirsi di energia pulita è un bus navetta il cui biglietto è possibile acquistarlo a 10 euro. Ogni autobus costa almeno 400 mila euro e il governo islandese conta di costruirne 30 entro il 2005. La Iceland New Energy, il consorzio misto pubblico privato che governa l'impresa (51 per cento pubblico, il rimanente diviso fra Shell, Daimler Chrysler e Hydro, una grande compagnia norvegese di energia) ha come obiettivi:
  • Il funzionamento a idrogeno di tutti i bus pubblici. Il costo è di circa 7 milioni di euro, tre dei quali finanziati dalla Ue
  • creare un mercato di auto a idrogeno (2007)
  • alimentare a idrogeno i motori dei pescherecci, che producono un terzo delle emissioni di gas inquinanti (2015)
  • vendere l' idrogeno all'Europa (2030)
Primo distributore di Idrogeno in Italia 
(ANSA) - LIVORNO, 9 FEB - Non solo sarà il primo distributore di idrogeno di Italia, ma sarà addirittura il primo erogatore al mondo di idrogeno prodotto utilizzando energia rinnovabile. Il nuovo impianto sarà realizzato nella stazione di servizio Agip di Grecciano (Collesalvetti) sulla strada di grande comunicazione Firenze-Pisa-Livorno. "Nei prossimi mesi sarà pronto l'erogatore di idrogeno gassoso - spiega Giuseppe Mele, agente di zona di Eni, al quotidiano ambientale Greenreport.it - che andrà così a completare la stazione multienergy, dove sarà possibile rifornirsi di qualsiasi tipo di carburante oggi esistente: benzina, diesel, gas, metano e, appunto, idrogeno". Il nuovo erogatore sarà inizialmente utilizzabile da pochissimi veicoli, dal momento che l'impianto ad idrogeno è ancora poco diffuso, ma rappresenta comunque una novità assoluta nel panorama della circolazione stradale: "Per ora - precisa Mele - non esiste una normativa italiana che consente ai veicoli alimentati a idrogeno di circolare e quindi verranno a rifornirsi solo i prototipi di Multipla bifuel e i Doblò che stanno progettando alcune aziende di Pontedera, come la Ilt, in collaborazione con la Piaggio. Ma potrebbe, però, capitare a fare rifornimento qualche automobile tedesca, visto che in Germania esiste già qualche distributore a idrogeno". L'altra grande novità, secondo l'Eni, riguarda le fonti rinnovabili. "La stazione di Grecciano - conclude Mele - è in grado di produrre 110mila dei 300mila kilowattora annui che rappresentano il fabbisogno di tutta l'area di servizio. Questo importante risultato lo abbiamo raggiunto grazie ai pannelli solari che rivestono tutta la superficie del tetto e alle torri eoliche installate sul retro della stazione: un impianto ibrido quindi, realizzato vincendo un bando della Regione Toscana. Inoltre stiamo approntando un impianto di cogenerazione a metano per la climatizzazione del ristorante. Una parte dell'energia che stiamo producendo sarà utilizzata direttamente per produrre l'idrogeno che distribuiremo e in questo saremo i primi al mondo a farlo".
Il passaggio a motori ad emissioni zero è più vicino di quanto si creda, anche a fronte dei dati ormai inequivocabili sul mutamento climatico globale, che impone scelte epocali anche a chi tuttora ricava profitto dai carburanti fossili. La mia prossima auto sarà ancora a metano... ma chissà che quella dopo non possa già essere ad idrogeno!


POST COLLEGATI:
LIBRO CONSIGLIATO: "Economia all'idrogeno" di Jeremy Rifkin

sabato 7 aprile 2007

Il Sole e l'Ago di Emily Dickinson

3 : commenti

Alcuni passi intensamente spirituali della grande Emily Dickinson (1830-1886), tra i massimi lirici del XIX secolo, seppure dotata di un linguaggio e un gusto già da XX secolo. Me li ha segnalati l'amica Anna Paola Maestrini e li trovo fantastici per come "risolvono" con pochi semplici versi i temi "annosi" della vita eterna e della Fede in Dio. 

La vasta opera omnia di Emily Dickinson - pubblicata quasi interamente postuma - è on line - con testo originale, traduzione italiana e note di Giuseppe Ierolli - su http://www.emilydickinson.it/.

[J 1121 (1868)]
Time does go on - 
I tell it gay to those who suffer now - 
They shall survive - 
There is a Sun - 
They dont believe it now - 

Il tempo passa - 
Lo dico gaia a quelli che soffrono ora - 
Sopravviveranno - 
C'è un Sole - 
A cui essi non credono ora -

[da una lettera a Thomas Wentworth Higginson] 

The Sailor cannot see the North, but knows the Needle can. 

Il marinaio non può vedere il Nord, ma sa che l’Ago può farlo.

venerdì 6 aprile 2007

BUONA PASQUA UNIVERSALE

4 : commenti
Un augurio di buona Pasqua, a chi crede e a chi non crede in una Fede.

Le radici spirituali della Pasqua sono spesso nascoste sotto il terriccio della consuetudine, o peggio sotto il duro cemento del consumismo. Pranzi, pietanze, dolci tradizionali sono certo occasioni per ritrovarsi insieme, ma naturalmente il senso della Pasqua non è lì.

La commemorazione pasquale non è patrimonio della sola liturgia cristiana, appartiene
a diverse religioni e a tutta l’umanità. Gli ebrei ricordano il transito dell’Angelo della morte prima dell’Esodo. I Cristiani rievocano la morte in croce e la resurrezione di Gesù dopo tre giorni. Nell'Islam una festività simile si chiama Aid el Kabir e fa riferimento all’episodio biblico in cui Dio sostituisce Ismaele con un montone prima che Abramo lo sacrifichi. Ancora prima il periodo della Pasqua era rispettato da altri popoli e le origini della sua celebrazione si perdono nel tempo, basti pensare che, come la parola Pasqua deriva dalla parola ebraica Pesa(c)h, così il corrispondente termine inglese Easter deriva dal nome della dea mesopotamica Ishtar. La maggior parte delle culture localizzate sopra i tropici (forse tutte) salutano con cerimonie e preghiere l’arrivo della primavera al termine dei rigori dell’inverno, assumendo a riferimento temporale vuoi l’equinozio del 21 marzo, vuoi il primo plenilunio che lo segue, vuoi la successiva domenica.

C’è dunque una Pasqua cristiana... una Pasqua ebraica... e c'è assai prima una Pasqua universale che è festeggiamento della vita e meditazione sui suoi cicli eterni, riflessi in quelli quotidiani. Possiamo celebrarla ogni giorno quando il sole risorge dalla notte. Ogni mese quando la luna torna piena dopo il novilunio. Ogni primavera quando i semi germogliano, le corolle s’aprono, la foglie spuntano e si distendono.

Una festa che dovrebbe unire Animisti, Buddisti, Confuciani, Cristiani, Ebrei, Induisti, Islamici, Pagani, Taoisti ecc.
di tutto il Mondo.

Questo è soltanto il mio personale sentire.
..

Buona Pasqua,
a tutti

giovedì 5 aprile 2007

...e per chi ama le fantasie floreali!

3 : commenti

Trovo sul sito de La Repubblica di oggi una suggestiva galleria fotografica da cui ho tratto queste foto... purtroppo non c'è un link permanente. Riporto la breve didascalia:
Potrebbe evocare il fantasma delle modificazioni genetiche questa rosa in cui ciascun petalo ha un diverso colore. In realtà si tratta di una tecnica sperimentata da artisti della botanica che, iniettando sapientemente colori naturali in punti diversi dello stelo ottengono effetti sorprendenti sulla corolla del fiore. Molto amate sono le rose "arcobaleno" ma il "nuovo concetto floreale" coinvolge anche gerbere, crisantemi, primule... Il brevetto si chiama Happy Flowers ed è diffuso in tutto il mondo dall'olandese Riverflowers.
Ho inserito altre foto di fiori arcobaleno in questi "vecchi" post:

Per chi ama le nuvole...

3 : commenti

Questa foto - già inserita nel post "È l'alba. s'illumina il mondo" dedicato all'omonima poesia di Nazim Hikmet - è on line sul sito della Cloud Appreciation Society. L'ho scattata un paio d'anni fa dalla collina di Collestrada (PG) mentre il sole sorgeva dietro il Monte Subasio. Se vi rasserena osservare fotografie di nubi andate sul link della Cloud Appreciation Society e ne troverete a migliaia, da tutto il mondo. E se inviate le vostre le vedrete pubblicate.

Onore a "Ti regalerò una rosa" (III)

2 : commenti
Ho letto sul Corriere della Sera del 3 aprile, casualmente, questo trafiletto redazionale...

Merini contro Cristicchi: stupido, non sa nulla di manicomi

"Cristicchi è stato un grande stupido, e anche chi lo ha votato": Alda Merini, 76 anni, bolla così la vittoria sanremese di Ti regalerò una rosa. "Cristicchi parla di manicomi, un mondo che non conosce, sottolinea la poetessa milanese che in manicomio c'è stata davvero per 15 anni. Intanto nel numero in edicola domani di Tu, parla Sergio C., lo schizofrenico che ha ispirato Cristicchi. Il cantante ha trascorso molto tempo con lui e si è fatto raccontare più volte la sua storia. Con questo non si può dire che Sergio sia letteralmente l'Antonio della canzone (per fortuna la sua vita non si è chiusa con un volo dal tetto). Ma le somiglianze tra la sua storia e quella narrata nel brano sono troppe per essere una coincidenza. "Sono ricoverato qui dal 1960, la mia famiglia non era in grado di potermi gestire. Ho un'estrema fragilità.

Ad avermi colpito di queste righe sono state le dichiarazioni di
Alda Merini! La mia memoria infatti le ha confrontate subito con quanto lessi sul blog (dei fan) di Simone Cristicchi quando, dopo il clamore di Sanremo, mi documentavo su di lui sul web. Confrontate con l'articolo sul Corriere.

A Simone


Non piangere mai
su chi ha abbandonato la sua vita nei manicomi
L’hanno fatto spontaneamente
per non essere molestati
E’ gente che ha un’anima sola
e se perde quella muore
Voi uomini avete più anime
e molte maschere sul vostro viso
Giocate in enormi teatri
e in enormi teatri del non senso
Ma noi eravamo felici
di andare verso la morte
tragica soluzione di una vita
che non volevamo
Alda Merini
—————————————
PS - Ieri Simone Cristicchi ha avuto l’onore di incontrare la poetessa Alda Merini. Aveva chiesto di poterlo incontrare, dopo aver ascoltato la canzone “Ti regalerò una rosa”. La poesia trascritta qui sopra è il prezioso regalo che gli ha voluto fare, prima dei saluti. E Simone mi ha chiesto di fare in modo di condividere con voi tutti, slacciati e non, questa inestimabile perla di parole, di sentimenti, di emozioni e di verità.
19 commenti March 11th, 2007
"Per caso" lessi questa poesia su quel Blog e "per caso" ho letto ieri il trafiletto... cosa sarà mai successo? Invenzione giornalistica o effettivamente la Merini ha fatto una spericolatissima inversione a U del suo sentire? Prima dona una poesia a Simone per ringraziarlo e poi gli dà dello stupido? Perché mai?

Tutto ciò mi fa venire in mente qualcosa che è successo a me... apro dunque una parentesi personale.

Circa un anno fa ebbi l'indirizzo di posta elettronica di una poetessa e scrittrice, non famosissima ma nemmeno sconosciuta. La contattai e le mandai in dono Ventidue passi d'amore. Lo lesse, le piacque molto, si offrì di aiutarmi a farlo conoscere in giro. Nacque una fitta rete epistolare (elettronica) e - credevo - un'amicizia. Durò solo qualche mese.

Come Alda Merini la poesia a Simone, anche questa autrice mi fece un grande dono: la pubblicazione dell'incipit della poesia "La rinascita" (la n. 7 di Ventidue passi d'amore) nella collana "Ori di Luigi Mariani" delle Edizioni Pulcinoelefante: piccoli gioiellini di carta fatti e dipinti a mano dall'artista Luigi Mariani in piccole serie di 19 copie. Lei mi aveva annunciato soltanto: "Ti ho regalato qualcosa che solo pochi poeti viventi possiedono! Te l'ho spedito via corriere." Arrivò a casa il plico, lo aprii, ne scapparono fuori alcune copie del mio e altri Pulcinoelefante suoi e - appunto - della sua amica Alda Merini. Trovarmi tra le mani, insieme e inaspettatamente, un paio di Pulcinoelefante col nome della Merini e un altro col mio è stata - ed è tuttora - una delle emozioni più belle che ho vissuto... amore a parte naturalmente!

Poi, come (sembrerebbe avere fatto) la Merini con Cristicchi, anche questa autrice nel giro di poche settimane cambiò bruscamente atteggiamento. Divergenze di vedute spirituali, è vero... i suoi mille impegni non le lasciavano più tempo da dedicarmi, probabile... banali incomprensioni che s'accentuavano, piuttosto che risolversi, per email o telefono, forse... ma nulla da troncare un'amicizia. Ho un sospetto. Lei mi aveva detto chiaramente di offrirmi la possibilità di entrare in certi ambienti, salotti culturali, dove sarei stato apprezzato da gente la cui opinione "conta". La cosa da una parte mi lusingava dall'altra mi metteva a disagio perché - le spiegai dopo un po' che ci conoscevamo - né me ne sentivo all'altezza né in fondo mi interessava. Ho assistito a varie presentazioni letterarie... poche mi hanno davvero emozionato, nella maggior parte ho sentito soprattutto il compiacimento dell'autore di essere lì a parlare. A me succede il contrario: vorrei sparire come persona quando presento i miei libri! Scrivo cose che mi piacciono e mi emozionano e cerco di pubblicarle con l'idea che possano piacere e dare emozioni anche ad altre persone. Per il resto non ho nulla a che vedere con lo stereotipo di uno scrittore: non ne ho l'aspetto né la parlantina, non brillo in situazioni mondane, non snocciolo citazioni letterarie "colte" (al più "terra terra"!). Se qualcuno si aspetta questo ruolo da me non posso che deluderlo.

Tornando alla querelle Merini vs Cristicchi. E' necessario vivere 15 anni in manicomio per capire cosa sia? È necessario essere una persona colta per fare letteratura? E qui mi fermo. Mi riconosco tra tutti quelli che nel testo della canzone di Simone hanno sentito molto. Simone ha fatto esperienze di volontariato nelle strutture psichiatriche: se a lui è bastato "solo" qualche mese o qualche anno per parlare di manicomi (prima o poi dovrò leggere il suo libro e/o vedere il suo spettacolo) non può essere certo una colpa ma un merito! Come assistente sociale ho studiato la malattia mentale e fatto tirocini nelle strutture psichiatriche, in una ho lavorato per 3 anni. Il testo di "Ti regalerò una rosa", mi piace, mi emoziona, ha la grande qualità di essere semplice e profondo allo stesso tempo. Ma se per parlare con cognizione di causa dei manicomi è necessario esserci stati ospiti per anni alzo le mani. Ed è vero che io stesso spesso ho pensato: rinchiudiamoci dentro per un po' tutti gli psichiatri (e mi perdonino la battuta quelli in gamba che lavorano accanto a tanti meno in gamba!) così finalmente capiscono davvero chi siano i pazienti che spesso pretendono di sapere curare!!! Ammiro tantissimo Alda Merini, ma se quelle parole sono davvero le sue, stavolta non la capisco proprio... e nel mio piccolo e personalissimo sentire dissento.

P.S. L'immagine in cima al post è la copertina del libro di Simone Cristicchi.

POST COLLEGATI:
Onore a "Ti regalerò una rosa" (I)
Onore a "Ti regalerò una rosa" (II)

venerdì 30 marzo 2007

Uno scandalo nelle alte sfere della Vita...

5 : commenti
Wislawa Szymborska

Una Donna, un Premio Nobel per la Letteratura, Anno 1996 Sono molte le ragioni per cui oggi pubblico questa poesia, il rumore d'ogni aggiunta parola turberebbe il silenzio in cui risuonano i miei pensieri e sfumerebbe i palpiti del cuore di chi leggerà questa poesia...



Un amore felice

Un amore felice. È normale? 
è serio? è utile ? 
Che se ne fa il mondo di due esseri 
che non vedono il mondo ? 
Innalzati l'uno verso l'altro senza alcun merito, 
i primi venuti fra un milione, ma convinti 
che doveva andare così - in premio di che? Di nulla; 
la luce giunge da nessun luogo - 
perché proprio su questi, e non su altri? 
Ciò offende la giustizia? Sì. 
Ciò infrange i princìpi accumulati con cura? 
Butta giù la morale dal piedistallo ? Sì, infrange e butta giù. 
Guardate i due felici: 
se almeno dissimulassero un po', 
si fingessero depressi, confortando così gli amici! 
Sentite come ridono - è un insulto. 
In che lingua parlano - 
comprensibile all'apparenza. 
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie, 
quei bizzarri doveri reciproci che s'inventano - 
sembra un complotto alle spalle dell'umanità! 
È difficile immaginare dove si finirebbe 
se il loro esempio fosse imitabile. 
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie, 
di chi ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe, 
chi vorrebbe restare più nel cerchio? 
Un amore felice. Ma è necessario? 
Il tatto e la ragione impongono di tacerne 
come d'uno scandalo nelle alte sfere della Vita. 
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto. 
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra, 
capita, in fondo, di rado. 
Chi non conosce l'amore felice 
dica pure che in nessun luogo esiste l'amore felice. 
Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.
 

giovedì 29 marzo 2007

Al di là della gente ti cerco

3 : commenti
Por detràs de ti te busco. No en tu espejo, no en tu letra, ni en tu alma. Detràs, màs allà.

Un'ultimo post ancora... per controbilanciare l'aereo a pile ecco un po' di farfalle di poesia che ci fanno volare in aria senza bisogno di motore, solo con le ali dei versi! Ancora da La voce a te dovuta il sublime Pedro Salinas: penso che pochi uomini abbiano saputo così bene esprimere l'abisso di petali e ciliegie in cui ci precipita l'amore, al di là, più oltre, sempre.


Sì, al di là della gente 
ti cerco. 
Non nel tuo nome, se lo dicono, 
non nella tua immagine, se la dipingono. 
Al di là, più in là, più oltre.

Al di là di te ti cerco. 
Non nel tuo specchio 
e nella tua scrittura, 
nella tua anima nemmeno. 
Di là, più oltre. 

Al di là, ancora, più oltre 
di me ti cerco. Non sei 
ciò che io sento di te. 
Non sei 
ciò che mi sta palpitando 
con sangue mio nelle vene, 
e non è me. 
Al di là, più oltre ti cerco. 

E per trovarti, cessare 
di vivere in te, e in me, 
e negli altri. 
Vivere ormai di là da tutto, 
sull’altra sponda di tutto 
- per trovarti - 
come fosse morire.

Dopo l'auto ecco anche l'aereo a H!

2 : commenti
Riporto questo articolo che, come la petizione per i distributori di H, parla di tecnologia pulita alle porte... certo ci vorranno ancora parecchi anni ma l'utopia di una civiltà moderna alimentata da energie rinnovabili comincia a dar segni di fattibilità.
Silenzioso e pulito come un aliante la Boeing prepara il primo aereo "a pile" (di Luigi Bignami, da www.repubblica.it del 28/03/07)
Sarà molto silenzioso, volerà senza inquinare, assomiglierà ad un aliante, ma sarà un aereo in tutto e per tutto. Il velivolo che sta per prendere il volo in Spagna si differenzia da tutti i suoi predecessori perché sarà spinto da celle a combustibile e batterie leggere. Un aereo a pile, si potrebbe dire. Sarà il primo esperimento del genere per un aereo pilotato il cui assemblaggio è in corso presso il Boeing Research and Technology Center di Madrid, che lo sta studiando e sperimentando il veivolo dal 2003. Attualmente sono in corso minuziosi collaudi in vista dei primi test al suolo e in volo. Spiega Francisco Escartì, direttore generale del centro di ricerca Boeing di Madrid. "Data l'efficienza e i benefici per l'ambiente dell'emergente tecnologia a celle a combustibile, Boeing vuole essere in prima linea nel suo sviluppo e nell'applicarla a prodotti aerospaziali". Tale aereo sarà "pulito" perché le celle (o pile) a combustibile sono un dispositivo elettrochimico che trasforma direttamente l'idrogeno in elettricità e calore, senza alcun processo di combustione. Grandi benefici per l'ambiente derivano dal fatto che queste celle non producono alcun tipo di emissione e sono più silenziose dei motori a idrocarburi. In particolare va detto che l'aereo in via di costruzione negli hangar della Boeing è ad elica, la quale viene mossa da un motore elettrico alimentato da un sistema ibrido, composto cioè, in parte di celle a combustibile del tipo a "membrana a scambio protonico" (PEM - Proton Exchange Membrane) e in parte da batterie al litio-ionio. Le prime provvedono alla propulsione nella fase di crociera, quando cioè l'aereo richiede una minore forza di spinta, mentre le seconde entrano in gioco durante le fasi del volo che richiedono maggiore potenza, vale a dire decollo e ascesa. I collaudi in volo saranno condotti in Spagna e serviranno a dimostrare per la prima volta come un aereo con pilota possa mantenere un assetto di volo lineare con la sola propulsione fornita da celle a combustibile. Ma gli aerei a "pile" potranno mai un giorno sostituire i grandi jet, passeggeri e non, che oggi sono tra le fonti d'inquinamento più importanti dei nostri cieli? Risponde Escartì: "Sebbene Boeing non preveda che le celle a combustibile possano costituire la fonte primaria di energia per i futuri aerei passeggeri (perché difficilmente in tempi brevi si potranno avere motori così potenti da mantenere in volo velivoli così pesanti), dimostrazioni come questa serviranno a preparare il terreno per l'uso di simili tecnologie su piccoli aerei con e senza pilota". L'aereo che in questi giorni è in fase di assemblaggio definitivo ha un'apertura alare di 16,3 metri e può mantenere una velocità di crociera di circa 100 chilometri all'ora. È basato sul motoaliante Katana Xtreme (più noto come Super Dimona), prodotto dall'austriaca Diamond Aircraft Industries, che si è anche occupata delle principali modifiche strutturali del velivolo. Altre industrie si sono preoccupate di altre parti del progetto. L'azienda spagnola Aerlyper, ad esempio, si è occupata sia di alcuni lavori di modifica sull'aerostruttura, che del montaggio e del cablaggio di tutti i componenti. L'azienda francese SAFT, invece, ha progettato e assemblato le batterie ausiliarie e di riserva. L'Air Liquide España ha progettato e assemblato l'impianto e il sistema di rifornimento a idrogeno. I primi test sono stati condotti presso un centro del Politecnico di Madrid e sempre la Spagna metterà a disposizione i suoi impianti e un pilota collaudatore per i test in volo. Per un impiego di questa tecnologia nel campo dell'aviazione commerciale bisognerà attendere probabilmente tra i 10 e i 15 anni.

A proposito del vecchio sito (III)

1 : commenti
Ahimè devo fare una scelta: il dovere prima del piacere! Ho in testa parecchie cose che mi piacerebbe postare e/o commentare nel blog ma questi giorni non è aria... non è il tempo ad essere tiranno, è che rimettere a posto i contenuti per il nuovo www.22passi.it sta risultando molto ma molto più complesso e lungo del previsto. E siccome Simone (il mio provvido webmaster!) sta aspettando che gli mando il tutto devo per forza di cose dare priorità a questo impegno piuttosto che allo scrivere sul blog. Subito dopo il presente, scrivo un post che mi impegnerà pochi minuti (riporto un pezzo preso dal sito di La Repubblica) e poi mi ritiro per un po' di giorni a creare il nuovo sito... a presto!

La cosa più bella che...

0 : commenti
Ringrazio Luigina di avermi inoltrato questo brano di cui - come al solito - non si sa la fonte... il cuore di qualcuno senza dubbio!
Un giorno un'insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri studenti nella stanza su dei fogli di carta, lasciando un po' di spazio sotto ogni nome. Poi disse loro di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno dei loro compagni di classe e scriverla. Ci volle tutto il resto dell'ora per finire il lavoro, ma all'uscita ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio. Quel sabato l'insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei. Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista. Poco dopo, l'intera classe stava sorridendo. "Davvero?" sentì sussurrare. "Non sapevo di contare così tanto per qualcuno!" e "Non pensavo di piacere tanto agli altri" erano le frasi più pronunciate. Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l'avessero discussa dopo le lezioni o con i genitori, ma non aveva importanza: l'esercizio era servito al suo scopo. Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti. Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale. Non aveva mai visto un soldato nella bara prima di quel momento: sembrava così bello e così maturo... La chiesa era riempita dai suoi amici. Uno ad uno quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l'insegnante fu l'ultima a salutare la salma. Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò "Lei era l'insegnante di matematica di Mark?". Lei annuì, dopodiché lui le disse "Mark parlava di lei spessissimo". Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di Mark andarono insieme al rinfresco. I genitori di Mark stavano lì, ovviamente in attesa di parlare con la sua insegnante. "Vogliamo mostrarle una cosa", disse il padre, estraendo un portafoglio dalla sua tasca. "Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso. Pensiamo che possa riconoscerlo" Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati ovviamente piegati, aperti e ripiegati molte volte. L'insegnante seppe ancora prima di guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di Mark avevano scritto su di lui. "Grazie mille per averlo fatto", disse la madre di Mark. "Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro". Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi. Charli sorrise timidamente e disse "Io ho ancora la mia lista. È nel primo cassetto della mia scrivania a casa". La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell'album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario. Poi Vicki, un'altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po' consumata, mostrandola al gruppo. "La porto sempre con me, penso che tutti l'abbiamo conservata" In quel momento l'insegnante si sedette e pianse. Pianse per Mark e per tutti i suoi amici che non l'avrebbero più rivisto. Ci sono così tante persone al mondo che spesso dimentichiamo che la vita finirà un giorno o l'altro. E non sappiamo quando accadrà. Perciò dite alle persone che le amate e che vi importa di loro, che sono speciali e importanti.

mercoledì 28 marzo 2007

Da Saramago all'idrogeno!

4 : commenti
Sono felice di dare il benvenuto ai primi post di Betty! Ho dovuto aspettare, ma ha già recuperato il tempo perduto: se continua a questo ritmo qualitativo e quantitativo potrò prendermi un po' di vacanza dal blog, eh eh! Che dire, Betty ha dato talmente tanti spunti che non voglio scrivere commenti a caldo. E proprio il mio amore per la sana contraddizione mi porta adesso a saltare di palo in frasca, come accade del resto agli eventi che accadono nella nostre vite. Dalla letteratura alla tecnologia dunque, dall'arte del sublime all'utopia sociale (ma l'utopia di ieri è il reale di oggi), dal post di Betty su Saramago all'idrogeno! La fonte della petizione che qui riporto (che gira per e-mail da vari mesi) è il blog di Beppe Grillo, se ho capito bene. La inserisco nella sezione POSITIVITA' DAL MONDO: il cambiamento delle persone deve andare di pari passo con quello delle strutture sociali e della tecnologia. .
Subject: PETIZIONE AUTO AD IDROGENO Da Beppe Grillo Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male respirare le polveri sottili e vedere persone a cui vuole bene morire di cancro intorno a sé per il benessere delle multinazionali petrolifere e ha chiesto alla commissione europea (dipartimento dell'ambiente) di creare una legge che obblighi i padroni del petrolio ad installare accanto ad ogni distributore di benzina almeno un distributore ad idrogeno e di incominciare a produrlo utilizzando energie rinnovabili. In parole povere questa legge favorirà l'introduzione sul mercato delle automobili ad idrogeno a ***ZERO INQUINAMENTO*** e ad alte prestazioni!!! Finalmente potremo respirare a pieni polmoni e anche i figli dei nostri figli! L'auto del futuro esiste già ed in vari modelli! Bastano 800.000 firme per far abbassare la testa ai padroni del petrolio. Firmate la petizione per voi, i vostri amici e parenti! Cogliamo questa opportunità e facciamone un'arma, anche per altre piccole battaglie. i Io l'ho fatto e sono il numero : 396675 !! D PER ANDARE A FIRMARE LA PETIZIONE FAI UN CLICK SUL LINK QUI SOTTO: http://www.petitiononline.com/idrogeno/petition-sign.html
Mi sembra una buona cosa e invito tutti a firmare: siamo quasi a metà delle firme necessarie! E preghiamo che nel frattempo maturi pure una tecnologia pulita per produrre/ricavare l'idrogeno, che forse al momento proprio proprio ancora non c'è, ma quasi.  

POST COLLEGATI:
LIBRO CONSIGLIATO: "Economia all'idrogeno" di Jeremy Rifkin
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