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venerdì 11 novembre 2016

Guadagnare con Internet, servendo la scienza e smascherando bufale: istruzioni per l’uso.

(Post di Franco Sarbia)


Caro Cybernauta, se vorrai arricchirti con internet, prima di tutto dovrai scegliere una buona causa: Il giornalismo scientifico, ad esempio. Se saprai offrirti con la dovuta deferenza anche gli accademici di grido accetteranno con entusiasmo la tua disponibilità a divulgare i risultati del loro lavoro. In caso tu non sia laureato non ti devi preoccupare. Anche lo fossi in una disciplina non potresti avere competenza in tutte le altre delle quali sarà richiesto di occuparti. Ti spiegheranno loro cosa dire o non dire per pubblicizzare i loro saggi o sostenere i loro programmi di finanziamento alla ricerca. La crisi e la competizione per spartire gli scarsi contributi pubblici in costante riduzione ti saranno d’aiuto. All’inizio lo farai gratis, ma il tuo nome inizierà a circolare in rete associato a prestigiose personalità della scienza e presto ti frutterà articoli sulle più diffuse pubblicazioni on line e di carta. Con la legittimazione che avrai ottenuto non faticherai a trovare chi ti accoglierà sotto grandi ali protettrici e ti offrirà di condurre un blog. Questo favore in sé non ti servirà a lucrare. La scienza occupa un insieme di piccole nicchie di appassionati e su ciascun argomento non attira masse di lettori. Tu guadagnerai ad ogni contatto. Ma i click su temi specialistici sono scarsi e valgono quasi nulla. Quando t'occuperai di investimenti in ricerca il loro valore aumenterà anche di dieci volte, ma saranno sempre pochi. Con tutta la gente che s’è fatta prendere dalla mania di scrivere in internet il valore di mercato di un articolo è una miseria ormai. Lo constaterai quando qualche grande azienda comprerà un tuo pezzo per promuovere i suoi interessi. Se sarai proprio bravo ti ricompenserà candidandoti a qualche premio. Ma nell’insieme tanto impegno non sarebbe mai ripagato.

Però avrai conquistato la benevolenza dei principi dell’accademia e con questa una posizione “oggettivamente” inattaccabile. Chi se la prendesse con te parrebbe mettere in discussione la scienza stessa: a cominciare da Copernico, Galileo, Darwin. Il lucroso mestiere che ti propongo, come vedrai, ti obbligherà a nasconderti dietro ai luminari che avrai servito e all’editore che ti avrà ospitato. Perché ora potrai cominciare a vivere di rendita, finalmente. Hai capito bene: vivere di rendita, facendo lavorare per te i nemici che avrai saputo procurarti. Questi saranno i bersagli privilegiati di un benemerito servizio anti bufale del quale la popolazione della rete ti sarà eternamente grata: giacché per chiunque la frequenti è una priorità strategica discriminare le informazioni attendibili dalle panzane, qualunque sia il suo interesse. Una tale santa missione estenderà il tuo pubblico al di fuori dalla ristretta nicchia dell’interesse scientifico e renderà insospettabile la vera ragion d’essere del tuo lavoro.

Poiché i tuoi nemici saranno la tua principale fonte di guadagno dovrai sceglierli con cura. Innanzitutto non ti dovrai impicciare di portatori di bufale miliardarie: grandi stangate o tangenti per dirottare su interessi privati leciti o illeciti i fondi della ricerca. Ancor peggio se associati alla mafia. Ti sventrerebbero. Oltretutto sputeresti nel piatto in cui mangi. E addio guadagno. Neppure devi intrigarti di politica: saresti costretto a svelare da che parte stai e perderesti l’insindacabilità dei tuoi giudizi. Per il posizionamento che ti propongo sarebbe una débâcle definitiva. No, no.

La vigliaccheria (cyber cowardice) è l’utensile  base, la bussola, per non sbagliare bersaglio e andare a colpo sicuro nella scelta dei nemici che ti nutriranno. Tu devi puntare persone di interessi culturali evoluti ed eclettici, particolarmente attive nel mondo virtuale e in quello reale, impegnate contro ogni forma d’ingiustizia, con una reputazione da difendere, che mai e poi mai potrebbero nuocere o usare violenza a qualcuno. Non me ne volere se ti propongo di adoperare scientemente la vigliaccheria come principale strumento di lavoro. Per guadagnare molto avrai bisogno di molti nemici tuoi, che tu trasformerai in nemici della scienza. In molti ti attaccheranno pubblicamente e tu apparirai all’onor del mondo un fantastico supereroe: un cavaliere senza macchia e senza paura capace di combattere per difendere conoscenza e verità, solo contro tutti. Nessuno scoprirà il trucco della selezione dei più indifesi: che anzi, poiché intellettualmente dotati, in internet appariranno straordinariamente agguerriti.

Nel crogiolo della rete esistono circoli di sognatori raccolti attorno a blogger un po’ artisti, un po’ poeti, curiosi, aperti alle novità in ogni campo, anticonformisti. Sostanzialmente inermi. Se sei fortunato ed attento in un colpo solo puoi fare un’infornata di una ventina di gonzi in possesso di questi requisiti. Ciascuno dei loro nomi deve corrispondere a una media di un migliaio di pagine in Google. Se riuscirai ad attrarre i lettori che consultino almeno una volta al mese una su venti di quelle voci, ogni mese ti assicurerai un reddito minimo iniziale di sopravvivenza. Senza fare null’altro che ridere e scherzare. Sarà una facile magia. Devi dileggiare, sfottere, sputtanare (cyber mockery) gli interventi dei tuoi futuri finanziatori su temi innovativi che ancora non godono della legittimazione delle lobby della ricerca scientifica. D’acchito sembrerà che tu li prenda sul serio, perché applicherai lo standard di valutazione dei documenti scientifici - dimostrazioni, bibliografia, revisione paritaria - ai brevi testi informativi dei loro post e alla scrittura veloce delle opinioni in libertà nei commenti. In quella luce tutti i loro scritti appariranno buffe strampelerie. Questo ti eviterà di approfondire la critica di merito: non ne saresti capace di fronte a esperti e ricercatori di professione, tu che non sei specializzato in nulla. Ridotto in fuffa l’oggetto della tua critica, farai godere moltissimo i tuoi lettori con la tecnica della caricatura. Estremizzerai e assolutizzerai ogni opinione fino a farla apparire ridicola, folle, paradossale, contraddittoria. E infine ne rovescerai il significato. Tutto sarà leggero, divertente come le Cosmicomiche di Italo Calvino. Ogni volta sceglierai gli argomenti pesando attentamente gli interessi ideali e professionali del tuo bersaglio. Se coprirai di sghignazzi la sua reputazione in ciò che ha di più caro raggiungerai il tuo scopo. Lo farai imbufalire e nel contempo gli farai credere che facilmente potrà aver ragione di tanta disonestà intellettuale.

Risponderà sul suo blog, su quelli specialistici che frequenta, citandoti, rilanciando il tuo post, procurandoti i contatti dei suoi amici. Tenterà di risponderti direttamente sulla tua pagina attirandosi altri sberleffi. Finché si accorgerà che all’irrisione non c’è seria possibilità di sottrarsi. Lo sanno anche i bambini vittime di bullismo (cyber bullying, shame and humiliation): rispondendo con rabbia allo sfottimento si appare colti nel vivo e si alimenta la persecuzione, la vergogna e l’umiliazione. Non gli rimarrà che adottare il tuo stesso tono offensivo, mandando definitamente in vacca il confronto. E tu potrai esibire una reazione animosa, estesa e spropositata a una scherzosa difesa della vera scienza, della quale sei sacerdote consacrato.

Altri ti attaccheranno per difenderlo, ti provocheranno e ti daranno spunto per sottoporli con ragione allo stesso trattamento, innescando una vera e propria catena di sant’Antonio a tuo beneficio. Non avrai cominciato tu. Grazie a loro i tuoi post conquisteranno posizioni dominanti sui motori di ricerca per diversi argomenti topici, non di nicchia, perché saranno imbuto di contatti da origini svariate. Ma non sarà questo guadagno temporaneo la vera fonte di rendita. Quando i tuoi polli si accorgeranno di non avere vie d’uscita sarà troppo tardi. Pochi di loro avranno notato la semplicità e l’eleganza della trappola che hai confezionato. I tuoi post satirici sono corredati da tre semplici contrassegni (tag) di facile riconoscibilità: la parola bufala, l’argomento e il nome del tuo nemico.

Ora puoi divertirti a scrivere articoli divulgativi, che non ti daranno alcun reddito ma consolideranno la tua buona reputazione. E aspettare. Se avrai scelto bene i tuoi finanziatori la loro attività in internet aumenterà: tenteranno di accedere a finanziamenti per ricerche di confine, pubblicare i loro lavori, promuovere progetti d’inclusione sociale. Ogni volta che i partner interpellati cercheranno di ottenere in Google notizie sulla loro attendibilità, troveranno informazioni sulla loro produzione più recente. E nella prima pagina dei risultati scopriranno il loro nome e l’oggetto del loro interesse associati alla parola “bufala”. Se anche quella voce diffamante (cyber defamation) risulterà l’unica negativa sarà infallibilmente la prima ad essere cliccata. Come aveva ben compreso Marshall McLuhan: «una vera notizia deve essere una cattiva notizia». In pochi giorni il tuo post conquisterà la seconda posizione nella ricerca dei nomi dei tuoi finanziatori e vi resterà per sempre negli anni a venire. I motori di ricerca non sono abbastanza intelligenti da distinguere le false notizie deliberatamente ostili da quelle autenticamente positive. L’unica correzione operata dal loro algoritmo consiste nel porre al primo posto il sito con maggiori ricorrenze del nome ricercato e al secondo posto la notizia con più contatti: la tua, continuamente richiesta, appunto. La principale preoccupazione di chi cerca referenze in rete è difendersi dalle bufale. Così ogni volta che qualcuno interrogherà Google ti regalerà un primo click a colpo sicuro. Tu avrai organizzato l'archivio in modo che il collegamento invii ad una pagina con la copertina di quella notizia assieme a quelle di diversi argomenti affini. Un altro click servirà a scoprire il contenuto del post di discredito e altri ancora per conoscere gli argomenti correlati.

Quelle banali etichette in calce al tuo post sono uno stigma indelebile del quale il tuo nemico non si potrà liberare mai, e ti assicureranno tanta maggiore rendita quanto più grande sarà il suo successo e la sua visibilità in rete. Sono, quelle parole chiave, autentiche chiavi di chiusura dei ceppi della gogna (cyber pillory) che gli stringeranno polsi, collo e caviglie con il corpo piegato a novanta gradi. Quanto più tenterà di sottrarsi al pubblico ludibrio tanto più gli riuscirà solamente di agitare il culo in aria. Quando il flusso dei click rallenterà dovrai appena rintuzzare la polemica. L’astio delle tue vittime non mancherà di fornirtene l’occasione, nessuno potrà seriamente accusarti di persecuzione (cyber mobbing, stalking). Se lavorerai con scrupolo sistematico in pochi anni, a un euro e mezzo a click, succhierai diverse centinaia di migliaia di euro di maltolto dalla linfa dei tuoi nemici in rigoglio.

«È la rete, bellezza! La rete! e tu non ci puoi far niente! Niente!» Tu non avrai commesso alcuna azione penalmente rilevante, avrai solo manifestato in modo colorito e divertente le tue opinioni, chiosandole con corrispondenti contrassegni. Certo i possibili interlocutori e i finanziatori delle ricerche, delle pubblicazioni o dei progetti delle tue vittime risaliranno, attraverso il tuo blog, allo sputtanamento nel quale le hai invischiate, diverranno diffidenti e si spaventeranno. Con difficoltà si libereranno dal sospetto di trovarsi davvero di fronte a una bufala, tanto autorevolmente denunciata da uno tra i più accreditati blogger di divulgazione scientifica. Conosco persone professionalmente distrutte da simili trattamenti. Se centrerai questo obbiettivo chiuderai il cerchio e avrai adempiuto alla missione che ti fu originariamente affidata dai protettori ai quali devi la tua posizione di prestigio. Avrai impedito che in Italia anche le briciole dei miserrimi finanziamenti alla ricerca siano destinate a temi emergenti di frontiera e sottratte ai lucrosi programmi main stream. E avrai costretto i portatori di nuove idee a cercare fortuna altrove.
Nessuno potrà arginare il tuo successo. Negli ecosistemi naturali i parassiti che uccidono le piante nutrici muoiono assai prima che le loro vittime si estinguano. Ma nell’ecosistema del mondo virtuale prima che la comunità degli organismi sfruttati evolva, impari a smascherare il letale mimetismo antagonistico parassitario (cyber antagonistic parasitic mimicry), e a difendersi, passerà molto tempo. E tu nel frattempo sarai ricco, premiato e onorato campione della vera scienza.

Ti basteranno le mie istruzioni a prendere il volo per il tuo destino di sfinge dell'oleandro. Saranno l'unica pratica che dovrai applicare con autentico rigore scientifico. Buona fortuna cybernauta caro. Sappi che in questa missione potresti anche incontrare sulla tua strada la micidiale concorrenza di signore rampanti. Non ci sono nel campo preclusioni alle pari opportunità. Eppure non riesco a immaginare donne capaci di tanta infamia. Perché con il poeta: «femmina penso se penso l’umano». E non sarebbe questo il caso.

Franco Sarbia


Immagini dall’alto:

  • The Pillory by Dhampirr: Deviant art
  • Immagine dal manifesto della Campagna «Stop cybermobbing» dei sito svizzero Pro Juventute
  • Daniel Defoe in the Pillory, Eyre Crowe (1824–1910), Salford Museum & Art Gallery
  • Daphnis nerii, micidiale parassita mimetico"Sfinge dell'oleandro", JuzaPhoto



18 : commenti:

Hermano Tobia ha detto...

Franco for President !!!

Alessandro Pagnini ha detto...

@ Franco
"...Sappi che in questa missione potresti incontrare sulla tua strada la micidiale concorrenza di signore rampanti..."

Naaaaa....secondo me non ce sono. Non me ne viene in mente nessuna ;-)

Daniele Passerini ha detto...

@Alessandro Pagnini
Naaaaa....secondo me non ce sono. Non me ne viene in mente nessuna ;-)
In effetti nemmeno a me viene in mente nessun essere umano... però ci sarebbe un essere appartenente al regno animale che corrisponde perfettamente al profilo descritto in modo magistrale da Franco! ;)

Hermano Tobia ha detto...

Sarebbe stato divertente vedere la faccia delle "signore rampanti" di fronte all'elezione di un Presidente USA che considera il riscaldamento globale "a hoax created by chinese", o più semplicemente, "bullshit", e che probabilmente nominerà come ministro dell'istruzione un creazionista...

http://www.iflscience.com/editors-blog/young-earth-creationist-ben-carson-americas-secretary-education/

domenico canino ha detto...

@franco
Veramente una sintesi notevole. Ce ne sono tanti in giro. Che squallore.

Robbins ha detto...

Perché la Clinton, con quel sorrisetto politicamente corretto, sarebbe stata da portare sugli scudi in quanto avrebbe deciso nomine ideologicamente concordi col pensiero politico di Boschi e Del Rio? E infatti c'è chi ha pensato di avvantaggiarsi andandole a leccare il c*lo in anticipo, e c'è rimasto fregato.

Se il "metodo galileiano" non è in grado di resistere a un ministrucolo creazionista (sai che problema che l'uomo discenda o non discenda dalla scimmia), è bene scompaia.

In America i presidenti sono eletti dal popolo ma espressioni da corporazioni. Adesso al posto del fotovoltaio tornano i petrolieri, come coi Bush.

La Storia è fatta così, di andate e ritorni. Non è mica un gelato, che si può scegliere del gusto che piace. Quando il gusto risulta particolarmente cattivo si fanno le rivoluzioni. Con i fucili e morti per le strade, non con i post su Facebook.

MISTERO ha detto...

Quando il gusto risulta particolarmente cattivo si fanno le rivoluzioni. Con i fucili e morti per le strade, non con i post su Facebook.

Robbins, forse (almeno noi italiani) abbiamo raggiunto un grado di civiltà superiore. La rivoluzione in corso ( o l' apocalisse, se intesa come rivelazione) è nata in internet sfruttando tutti i mezzi messi a disposizione, non ultimi, anzi, i socialnetwork ed in primis facebook.

@Franco
Complimenti per il post, lo hai scritto talmente bene che resta poco spazio per le discussioni.

Yoda ha detto...

Ottimo post Franco, i miei complimenti

sono solo un misero test ha detto...

- esistono giornalisti seri, preparati e intelletualmente onesti? si
- esistono blogger o comunque distributori di notizie non professionali seri, preparati e intelletualmente onesti? si
- esistono giornalisti cialtroni? si
- esistono blogger cialtroni? si
- esistono giornalisti e blogger che pur di vendere una notizia sono capacissimi di inventarla? si
- esistono giornalisti e blogger pagati per scrivere quello che scrivono? si
- esistono troll che lo fanno per diletto? si
- esistono troll che lo fanno a pagamento? si
- i giornalisti, i blogger e i troll mangiano tutti i giorni? si
- i giornalisti, i blogger e i troll pagati per scrivere quello che scrivono, lo sono tutti i giorni? alcuni no
- e quelli "no" gli altri giorni che fanno? appartengono a una qualunque delle categorie di cui sopra, secondo uno schema casuale generato da un frullatore in acido
- c'è un disegno in tutto ciò? ma chi se ne frega, tanto il risultato è lo stesso

la stessa cosa vale per i medici, i preti, i fisici, gli idraulici...

La fregatura di Internet è che ci ha emancipato e messo di fronte a questa tremenda verità: prima avevamo un parere e con quello eravamo inconsapevolmente tranquilli. Adesso la realtà ci pare troppo complessa, ci sembra di non distinguere la verità dal rumore e ci viene voglia di mollare li' tutto.

In realtà è sempre stato, e lo è ora, semplice: è la notizia che può essere vera o falsa, e va verificata; della fonte chissenefrega.

Certo, agire di conseguenza è faticoso. Ma almeno adesso abbiamo la possibilità. Prima no. Con buona pace di chi cerca di smerd... ehm, illordare la rete ogni giorno.

CLaudio Rossi ha detto...

È pensabile una rubrica che faccia nomi e cognomi di questi dispensatori di fiele, così da poter almeno costituire un "indice" di riferimento per chi è in buona fede? Un elenco nel quale, se curato in modo oggettivo, darebbe fastidio a chiunque essere ricompreso? Ovviamente l'autorevolezza della lista dipenderebbe dalla serietà del sito che la ospita e dall'obiettività di giudizio di chi la cura.

Robbins ha detto...

E così avremmo la Colonna Infame. Sapevo che sarebbe arrivata.

Ogni secolo ha i suoi untori. Nel nostro agiscono su internet e vanno esposti al ludibrio come quelli della peste di Milano - esempio di civiltà superiore essere noi italiani passati dalla peste reale a quella virtuale.

MISTERO ha detto...

Robbins, penso che la proposta di Claudio sia una semplice provocazione, l'elenco autorevole degli "untori" esiste già, basta andare sul sito del CICAP.

Franco Sarbia ha detto...

Lo sfottimento, l'irrisione, la gogna, la vigliaccheria, come innesco del parassitismo che ho evidenziato nel pezzo hanno fatto la fortuna i diversi tra i più frequentati blog. Anche la stampa, e perfino la politica hanno mutuato sempre più diffusamente questo approccio. In rete la discussione sull'argomento mobbing indugia nel ritenerlo un "gioco da ragazzi", pur perverso perché può indurre al suicidio. C'è poca letteratura sul suo uso come business. Alla voce "cyber antagonistic parasitic mimicry" del post ho collegato un interessante documento, «Towards a Systematic View on Cybersecurity Ecology» sull'analisi delle interazioni in rete ispirate alle dinamiche degli ecosistemi naturali. Il testo è riferito alla coevoluzione di virus e antivirus, ma il concetto s'adatta perfettamente al caso qui esplicitato. Credo che l'unica difesa da questi fenomeni sia proprio aumentare e diffondere la consapevolezza della loro esistenza e sul loro funzionamento, peraltro facilmente dimostrabili con l'analisi dei casi.

domenico canino ha detto...

@franco sarbia
Lo squallore di Krivit non ha limiti.
Hank mills riporta su jonp che tony tether, direttore della DARPA, nel 2009-2010 testò l'e-cat, e disse che a lui sembrava che andasse bene; fece le misure per un lungo tempo, ed alla fine il cop era intorno a 25. Lo scrisse in uno scambio di e mail con Krivit (alias the snake), su suggerimento di Pamela Boss,che ne aveva parlato con Tether. Ma ora Krivit lo ha ovviamente rimosso dal sito. Della serie, lo squallore dei troll pagati, oltre che la loro faccia tosta non ha limiti. Franco, il fatto è che continuano a pagarli per anni, non gli danno solo una briciola una tantum. A noi, che scriviamo solo per passione e verità, invece non ci paga nessuno.

Daniele Passerini ha detto...

@Franco
Buongiorno Franco, scusa se mi affaccio solo ora. La tua analisi è lucidissima... devo dire, sinceramente, che non ho trovato altra difesa rispetto ai comportamenti che denunci se non l'indifferenza. A lungo ho continuato a scandalizzarmene ed irritarmene, arrivando alla conclusione che era esattamente ciò che cyberbulli/e si facevano in 4 per provocare.
Ma finchè questi soggetti saranno coperti, protetti, sostenuti, al di là d'imparare a conviverci come si fa con zanzare, parassiti e muffe, dubito della possibilità che "persone normali" come noi possano sconfiggerli.

domenico canino ha detto...

Lui dice la gente è stupida e crede a tutte le fesserie che si scrivono. Ecco che ci faccio i soldi sopra. Ha ragione, ma che squallore.
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/non-vero-ma-ci-credo-intervista-paul-horner-impresario-notizie-136216.htm

Franco Sarbia ha detto...

Lo so @Daniele. Se provi a digitare i nomi tuo, mio o di 22 passi, appaiono associati a ogni nefandezza nel secondo link della prima pagina che conduce al blog della zecca umana. Mi pare evidente si tratti di una tecnica di parassitismo deliberato che frutta parecchi guadagni a chi lo mette in atto. Mi chiedo se i motori di ricerca siano consapevoli del baco dei loro algoritmi che incoraggia tali comportamenti fraudolenti. E se noi non possiamo contribuire a smascherarli.

Daniele Passerini ha detto...

@Domenico
Purtroppo pare che il (basso) livello etico/morale della famiglia Brunetta sia quello ormai in voga tra gli italiani, senza distinzione di orientamenti/schieramenti politici.
http://www.repubblica.it/politica/2016/11/24/news/brunetta_su_moglie_beatrice_di_maio-152673516/
Che differenza c'è tra il fango di una Titti Giovannoni in Brunetta e il fango di una Sylvie Coyaud? Nessuna.

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