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sabato 21 maggio 2011

Indignados loro, indignados tutti

I manifestanti "indignados" nel centro di Madrid
Voglio dedicare un pensiero alla centinaia di migliaia di ragazzi - indignados - che stanno occupando le piazze delle principali città spagnole. 

Perché lo fanno? Per chiedere giustizia ed equità a un governo - socialista per di più - che ha tradito le loro attese. Ecco le loro rivendicazioni:

  • contrasto della precarietà dei salari e dello sfruttamento degli stagisti;
  • istituzione del salario minimo (1.200 €);
  • riforme fiscali per favorire i redditi bassi;
  • applicazione dell'Iva come imposta progressiva;
  • imposizione della Tobin tax;
  • nazionalizzazione delle banche salvate da intervento statale;
  • riduzione delle spese militari;
  • chiusura delle fabbriche di armamenti;
  • chiusura delle centrali nucleari;
  • decentramento del potere centrale;
  • abolizione della monarchia spagnola;
  • sottoposizione a referendum popolare delle leggi più importanti

Non si può che guardare con favore e speranza a questa genuina voglia di democrazia diretta e dal basso che, mutatis mutandis, non è così tanto diversa da quella all'origine delle recenti rivoluzioni nord-africane. A giudicare il comportamento del governo italiano di centro-destra (e la "collusione" del centro-sinistra) stanno maturando anche qui da noi le condizioni per vedere sollevarsi una marea umana di indignados. Il 2011 potrebbe assomigliare a tutti gli effetti alla Primavera dei popoli del 1848. Sarebbe fantastico: anche nell'Europa del XXI secolo c'è fin troppa di gente da portar via a peso dalle poltrone e defenestrare!

17 : commenti:

ant0p. ha detto...

li guardo sempre male questi movimentucoli con le 5 stelline:)) non certo perchè voglio difendere i poteri costituiti (fosse per me domani tutte le istituzioni mondiali sarebbero sciolte..nell'acido:)) ma perchè li vedo come dei giovani molto ambiziosi e vogliosi di accaparrarsi il potere nel futuro..adesso hanno ovviamente ragione a prendersela con i governi, ma quando toccherà a loro, diventeranno dei piccoli dittatorucoli come quelli che ci sono adesso..e lo dico a ragion veduta, so come ragionano e quanto sono superficiali e ignoranti, nonostante si configurino sempre come dei bravi ragazzi con tanti ideali, cultura e che leggono molti libri in fondo non sono molto meglio degli zarri da discoteca:))..nella grandissima parte dei casi hanno un'ambizione sproporzionata alle loro reali capacità, e la politica in campo istituzionale (perchè questi come il m5s sono totalmente rivolti alle istituzioni) è la selezione naturale degli ambiziosi e dei furbetti, niente altro.

Daniele 22passi ha detto...

@ant0p
Lo so. lo so, ma sono un inguaribile romantico-idealista...! :))

Fr@ncesco CH ha detto...

In effetti in Spagna stanno imitando gli egiziani, guarda questi video degli "indignados":

http://italianimbecilli.blogspot.com/2011/05/los-indignados-e-la-spagna-in-rivolta.html

Oggi hanno cominciato ad imitarli a Lisbona, Parigi e Londra e qualche cosa persino in Italia:

http://www.corriere.it/cronache/11_maggio_21/tam-tam-indignados_76c1ae32-8372-11e0-8dd4-79550cb0ed2e.shtml

nonostante l'età media della popolazione ora di 40 anni e il rimbambimento televisivo e mediatico.



IMHO è solo questione di tempo prima che scoppino rivolte nel sud-europa.

Da una parte hai la pressione dei mercati finanziari e dei loro emissari che vogliono tagli di spesa pubblica e aumenti di tasse e minacciano downgrade e crolli dei bonds spagnoli, greci, portoghesi e italiani vedi oggi:

"S&P's «vede nero» sul futuro dell'Italia

Grecia: obbligazioni a lungo termine declassate ulteriormente

per ulteriori info qui:

http://www.corriere.it/economia/11_maggio_21/standard-poor-outlook-italia_8913c34e-8382-11e0-8dd4-79550cb0ed2e.shtml



E dall'altra hai la maggioranza della gente che lavora che è sotto pressione con l'euro così alto che mette in crisi le aziende, la pressione fiscale già alta, la disoccupazione giovanile, la delocalizzazione delle industrie che continua e la burocrazia asfissiante.

E la Spagna è probabilmente il paese in cui può iniziare la rivolta per primo perché Zapatero, a differenza di Berlusconi, ha già fatto dei veri tagli.

Ce ne viene una gamba, è solo questione del quando si comincia.

ant0p. ha detto...

il bello che succede proprio con zapatero al governo da anni e anni, altro idolo intoccabile di qualche anno fa dei 'progressisti', questo tanto per ribadire che nessuno al governo è in grado di fare da balia a milioni di persone, se si sta li a aspettare sempre che arrivi il messia (che sia singolo o collettivo sottoforma di movimento o ideologia politica) che risolve tutto per tutti si può pure continuare a aspettare all'infinito, nel migliore dei casi..nel peggiore invece dell'attesa cornucopia ci si trova con fascismo e guerra..

lorenzo ha detto...

l'avete voluto Gorbaciov?
l'avete voluto il 1989?
l'avete voluto il turbocapitalismo negli ultimi 20 anni, rapace, distruttivo e inevitabilmente autodistruttivo?
ora tenetevi le rivolte, la povertà e le guerre..

Fr@ncesco CH ha detto...

Lorenzo,


questo non è capitalismo, non ha alcunché a che fare con il capitalismo.

La parola stessa lo dice: CAPITALISMO.

Cioè alla base c'è il capitale, o il plusvalore per dirla alla Karl Marx.

Ma se a me danno la facoltà di fare i soldi "stampandoli" ovverosia "dal nulla" allora non è capitalismo: E' UN FILM DI TOTO'.


Dare ai privati, ovverosia alle banche private, la facoltà di creare moneta attraverso il credito non ha alcuna attinenza con il capitalismo anzi: è di ostacolo al capitalismo perché genera una evidentissima distorsione nel mercato.

Il capitalismo presuppone uguaglianza dal punto di vista dei diritti, ma se tu permetti ad alcuni soggetti presenti sul mercato di creare moneta attraverso il credito allora tu crei un evidente disequilibrio tra i soggetti operanti sul mercato.

Insomma, IMHO questo non è capitalismo bensì E' LA NEGAZIONE DEI PRINCIPII FONDANTI IL CAPITALISMO.


In altre parole: è una truffa. Punto e basta.

Anonimo ha detto...

Fr@ancesco CH
mi spiace, ma il capitalismo si basa sul presupposto che uno (o pochi) debbani avere davanti molti (o moltissimi) a 90° per acquisire e perpetuare privilegi.
Già Marx scrisse un certo libretto sul capitale, dove dice che esso è essenzialmente ciò che viene rubato ai prestatori di lavoro da parte del datore.
Il capitalismo si NUTRE del capitale, fin dalla sua definizione..
Il capitalismo che descrivi tu sembra uscito da una commedia ottimistica anni '80 tipo "una poltrona per due" o "cocktail"..

lorenzo ha detto...

il commento di cui sopra è mio, non ho fatto in tempo a correggere prima che partisse..

Fr@ncesco CH ha detto...

Lorenzo,

l'aspetto che tu descrivi del capitalismo non ha alcuna attinenza con la crisi attuale.



Il premio Nobel Maurice Allais descrive tutto ciò che precisione nei suoi libri.



Qui il punto su cui focalizzarsi e che va eliminato è la facoltà di usare il sistema del moltiplicatore monetario da parti di soggetti privati quali sono le banche private.



Se invece ci si limita a rigettare il sistema capitalistico "in toto" allora non si riuscirà mai a cavare un ragno dal buco.



LO RIPETO: bisogna richiedere l'eliminazione della facoltà di usare il sistema del moltiplicatore monetario da parti di soggetti privati quali sono le banche private.



Capitalismo significa che il capitale lo devi produrre secondo le regole del mercato, non significa affatto che se mi danno una licenza governativa allora posso inventare il capitale dal nulla.



Questo non è capitalismo bensì è una truffa, come nei film di Totò.



Se tu invece fai i discorsi generici tipo "vogliamo le fette di torta tutte uguali" allora poi ti ritrovi un Dominique Strauss-Kahn (miliardario socialista, professione usuraio al Fondo Monetario Internazionale) come candidato numero uno della sinistra.



Questa è gente che ci gioca, che "ciurla nel manico", perché ciò che va corretto sono "aspetti tecnici" del sistema del credito che sfuggono alla comprensione del 99% delle persone, ma sono proprio questi "aspetti tecnici" che bisogna correggere.



Questi "aspetti tecnici" da correggere ricoprono una valenza critica nel generare prima bolle economico-finanziarie le quali poi detonano inevitabilmente in crisi alla massima potenza con conseguentemente aumento della disoccupazione ed esplosione delle tensioni sociali.

Fr@ncesco CH ha detto...

Scusa, intendevo dire: "non ha alcuna attinenza con i motivi scatenanti la crisi attuale"

Painlord2k ha detto...

Questi sono i soliti giovani di sinistra che pensano dia vere "diritto" di essere mantenuti dagli altri.
Tutte le proposte, tranne, forse, un paio, sono in quella direzione.

Nessuno di questi che proponga un ritorno al gold standard. Così i politici non possono mettersi a stampare soldi per coprire le loro politiche idiote (tipo dare pensioni che non sono state pagate, fare debiti che non potranno pagare, etc.). Tutta roba che se si possonos stampare soldi si può coprire per lustri. Se non si possono stampare, si coprono per mesi, al massimo.

Il salario minimo di 1.200 €/mese implica che moltissima gente dovrebbe rimanere senza lavoro, perché produce meno di quello che costa. Se si vole che guadagnino di più, l'unica soluzione è quella di farli diventare più produttivi, riducendo tasse e regolamenti inutili e improduttivi. Dall'altro lato, tutti questi laureati in comunicazione, psicologia, lettere, avvocati dove pensano di andare a lavorare? A fare i camerieri? Cosa pensano di produrre? Poesie e trattati di politica?

I governi di sinistra (e tanti governi di destra sociale potrebbero essere equiparati a quelli di sinistra) partono volendo ridurre il livello del mare e finiscono per aumentare il prezzo del gas. Sarà strano che succede sempre così?

Daniele 22passi ha detto...

@TUTTI
Datemi pure del superficiale, non riesco a fare tante analisi in questi casi... so solo che se fossi in Spagna sarei in piazza con loro, sempre che non disdegnino gli ultra 45enni. E ho un'amica a cui voglio molto bene, che è lì con loro (infatti ha vent'anni meno di me) e sono molto orgoglioso di lei! :)

Non è certo un caso che Report stasera parla proprio della generazione che potrebbe trasformare il 2011 nel nuovo 1848... guardiamocelo.

@Painlord2k
Penso che in piazza ci siano giovani di tutte le estrazioni politiche. Se c'è una cosa che vorrei che le nuove generazione realizzassero è seppellire una volta per tutte la distinzione destra-sinistra- centro... ormai ha un potere euristico pari a zero, anzi serve solo a non faci comprendere la società che ci circonda... qua non si tratta di destra-sinistra: se mio padre fosse cresciuto a questi giorni, quasi sicuramente non sarei mai nato.

Luigi Versaggi ha detto...

Ha detto che: "Il 2011 potrebbe assomigliare a tutti gli effetti alla Primavera dei popoli del 1848. Sarebbe fantastico: anche nell'Europa del XXI secolo c'è fin troppa di gente da portar via a peso dalle poltrone e defenestrare!"

Dovremmo ricordare tutti che dopo la rivoluzione immancabilmente arriva la restaurazione. Che rappresenta il male assoluto e cancella ia sogni dei popoli.
Meglio un lento progresso civile che parta da ognuno di noi con l'esempio.
Ci vorrà più tempo ma il risultato sarà garantito. La democrazia diretta non è un'utopia ma un traguardo raggiungibile se pensiamo ai mezzi che ci mette a disposizione la tecnologia. Il modo per attuarla deve essere graduale, partendo dal basso......dalla famiglia oserei dire per passare alla scuola e poi ....
Luigi Versaggi

Daniele 22passi ha detto...

@Luigi Versaggi
Sì è vero, se la storia è una grande maestra - e lo è - insegna proprio quello che dici.
Tuttavia converrai che non sempre, forse quasi mai, la Storia è un susseguirsi delle migliori azioni possibili in una data congiuntura... succede piuttosto quello che "è necessario" succeda.
Purtroppo non vedo una strada in discesa per le nuove generazioni, vedo grandi e difficili sfide, che comporteranno sicuramente molti errori... ma è una stretta che va affrontata e superata.
L'E-Cat è solo uno dei tanti segnali che, al di là delle tragedie contemporanee, può darci di che ben sperare per il futuro. Ben vengano le strade incruenti, se ci sono e se la nostra società è abbastanza matura da percorrerle, ma si potrebbe passare - anche in Europa - per rivoluzioni, guerre civili, restaurazioni... La Storia insegna pure che per ogni "epoca buia" c'è un "Rinascimento" che segue, questa è ben più che una consolazione.
Ciao a presto

Fay ha detto...

A quelli che obiettano sul realismo di questi govani e sull'ambizione delle loro richieste vorrei dire che i sogni si fanno sempre in grande.
Guai a non chiedere tutto, guai a non chiederlo subito. Ci pensa la realtà a fare le tare, ma in piazza si sogna, si deve sognare, a vent'anni come a quaranta o più.

Daniele 22passi ha detto...

@Fay
Assolutamente d'accordo!

ant0p. ha detto...

no no io non obietto proprio sul realismo, anzi sono troppo realisti:)) poi bisogna distinguere tra quelli che partecipano in modo spontaneo e i furbetti che sono a capo dei vari movimentucoli..quelli spontanei possono essere anche un po' ingenui all'inizio, ma poi non ci si può non accorgere della furbetteria imperante di quelli che prendono la testa di queste cose..succedeva così anche nell'800 come nel '900. e adesso sono anche peggio..almeno all'inizio prima cercavano un po' di dar contro allo stato, mentre adesso partono già allineati con l'idea che lo stato è sacro e non si può toccare, anzi tutte le riforme che chiedono vanno nella direzione di avere uno stato più forte, che li protegga, quando invece per me non hanno capito una cippa, o se hanno capito è perchè vogliono diventare loro i capi dello stato forte.
uno stato forte alla lunga è sempre sfavorevole per 'ilcittadino' (tanto per usare un'espressione che va molto di moda tra questi ma che a me fa cagare:)), mentre uno stato sempre più debole alla lunga è nettamente meglio, è una cosa che mette le persone davanti alla realtà e alle responsabilità, consentendo un vero progresso, non le pagliacciate 'progressiste' che alla fine vogliono le stesse cose dei fascistoidi che vogliono avere le spalle coperte dallo stato.

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