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martedì 27 aprile 2010

Non faccio quel che voglio, ma quel che odio


Riporto un breve passo della Lettera ai Romani di San Paolo (7,14-25): molto da meditare!



L'uomo 
dominato 
dal peccato

14Noi certo sappiamo che la Legge è spirituale. Ma io sono un essere debole, schiavo del peccato. 15Difatti non riesco nemmeno a capire quel che faccio: non faccio quel che voglio, ma quel che odio. 16Però se faccio quel che non voglio, riconosco che la Legge è buona. 17Allora non sono più io che agisco, è invece il peccato che abita in me. 18So infatti che in me, in quanto uomo peccatore, non abita il bene. In me c'è il desiderio del bene, ma non c'è la capacità di compierlo. 19Infatti io non compio il bene che voglio, ma faccio il male che non voglio. 20Ora, se faccio quel che non voglio, non sono più io ad agire, ma il peccato che è in me.
21Io scopro allora questa contraddizione: ogni volta che voglio fare il bene, trovo in me soltanto la capacità di fare il male. 22Nel mio intimo io sono d'accordo con la legge di Dio, 23ma vedo in me un'altra Legge: quella che contrasta fortemente la Legge che la mia mente approva, e che mi rende schiavo della legge del peccato che abita in me. 24-25Eccomi dunque, con la mente, pronto a servire la legge di Dio, mentre, di fatto, servo la legge del peccato. Me infelice! La mia condizione di uomo peccatore mi trascina verso la morte: chi mi libererà? Rendo grazie a Dio che mi libera per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.

9 : commenti:

adri ha detto...

;-)

nicocast ha detto...

ben detto molto ben detto. interessanti spunti di riflessione.

nicocast ha detto...

ben detto molto ben detto lascia importanti spunti di riflessione

aurasoma ha detto...

Il dualismo dell'essere umano , è sempre esistito e sempre esisterà...
Molto bella questa lettera

adri ha detto...

Importante credo sia non fare come la volpe della favola che davanti all'uva che non riesce a raggiungere dice "Non è ancora matura, non voglio mangiarla acerba"...
Una "scala" piò aiutarci a raggiungerla...
Montale diceva "chi trascina i suoi piedi nel fango e gli occhi nelle stelle: questo è il solo eroe, il solo vivente" ...aggiungerei il santo...
Nonostante le nostre debolezze, il nostro peccato... Dio non ci chiede mai cio che non possiamo fare... con il Suo aiuto tutto è possibile.
Aggiungo, come da S.Paolo,"Rendo grazie a Dio che mi libera per mezzo di Cristo, nostro Signore" e Salvatore!

un abbraccio

Daniele ha detto...

@ Nick e Aurasoma
Ringraziate Adri, che mi ha fatto riscoprire questo passo, dico riscoprire perché cercandolo sulla mia bibbia (la versione interconfessionale in lingua corrente) ho scoperto che già tanti anni fa lo avevo abbondantemente sottolineato! :-)

@ Adri
Carissima, noi siamo sempre d'accordo su tante cose. Un punto però ci divide: non credo sia indispensabile abbracciare una determinata religione per dare testimonianza di Dio in terra, o meglio, quella è sicuramente una strada, ma non riesco a sentirla mia. È più forte di me credere che dobbiamo dare ascolto a ciò che la storia delle civiltà ci mostra e insegna. Dissento dal liquidare la faccenda con il superficialissimo "la religione è l'oppio dei popoli", tuttavia le religioni (tutte, compreso il cristianesimo e in particolare la confessione cattolica) hanno più diviso i popoli tra loro di quanto li abbiano aggregati internamente, hanno amplificato le differenze piuttosto che creare integrazione, hanno creato spesso paure e sensi di colpa strumentali al controllo delle persone. Evito di far commenti sullo scandalo dei preti pedofili, ma anche in questo caso la Chiesa, assumendo ancora una volta una posizione da Gattopardo, macchiavellica, fumosa, sta perdendo l'occasione un bel ripulisti "francescano" al proprio interno.

adri ha detto...

Dividere non è una parola che mi piace... Sono sempre stata convinta che il rispetto dell'opinione dell'altro sia molto importante... Ho un carissimo amico ateo che è stato giusto qui in Romania ad iutarmi a far muovere i primi passi di un progetto che è "della chiesa cattolica"... lui è ateo, ma non è un problema... gli voglio un sacco bene perchè è Uomo, con la U maiuscola! E lui mi considera una delle sue migliori amiche... io non divido, con-divido quello in cui credo e rispetto quello in cui credono gli altri e mi piace un sacco tutto questo! Il cuore dell'Uomo è uguale! Credo che la cosa più bella sia il donarsi, così come si è con tutto il bene e il male che si ha dentro, importante è avere un ideale vero ed essere disposti a lottare per raggiungerlo... il mio ideale è Cristo, quello di questo mio amico è la giustizia... possiamo lavorare insieme per l'Uomo, a patire da dove uno E'...
Un forte abbraccio e... ti aspetto in Romania!

Alessia ha detto...

Ciao Dani, ho ritrovato questo passo anche in 'sogni non realizzati' di Martin Luther King.
Eccoti il suo commento:


Comunque, in ciascuno di noi, c’é una guerra in corso.

E’ una guerra civile.

Non conta chi sei, non conta dove vivi, nella tua vita c’é una guerra civile in corso.

E ogni volta che tu ti disponi a essere buono, qualcosa ti strattona, ti dice di essere malvagio.

Succede nella tua vita.

Ogni volta che ti predisponi ad amare, qualcosa comincia a tirarti dalla sua parte, cercando di farti arrivare a odiare.

Ogni volta che vorresti essere buono e dire cose gentili sugli altri, qualcosa ti spinge a essere geloso e invidioso e a diffondere malignità sul loro conto.

C’é una guerra civile in corso.

In tutti noi esiste una sorta di schizofrenia, come la chiamerebbero gli psicologi e gli psichiatri.

E a volte tutti noi in qualche modo sappiamo di avere dentro un mister Hyde e un dottor Jekyll.

E alla fine dobbiamo esclamare, insieme a Ovidio, il poeta latino: "Vedo le cose migliori della vita e le approvo, ma quelle che faccio sono le cose malvagie".

Alla fine ci tocca essere d’accordo con Platone, e dire che l’indole dell’uomo é come un uomo che guida un carro con due cavalli testardi, ciascuno dei quali vuole andare in una direzione diversa.

Oppure, a volte ci tocca esclamare addirittura, come fa sant’Agostino nelle Confessioni: "Signore, purificami, ma non subito" [Confessioni, lib. VIII, cap. 7].

Alla fine, ci tocca esclamare con l’apostolo Paolo: "E così non faccio quel bene che voglio; faccio invece il male che non voglio" [Rm, 7, 19].

Oppure, alla fine dobbiamo dire con Goethe che "in me c’é stoffa sufficiente per un galantuomo e per un farabutto".

Nel cuore della natura umana esiste una tensione: e ogni volta che ci disponiamo a sognare i nostri sogni o a costruire i nostri templi, dobbiamo essere così onesti da riconoscerlo.

Daniele ha detto...

Grazie Ale, come hai visto dal tuo intervento ho ricavato un post: http://22passi.blogspot.com/2010/05/in-ciascuno-di-noi-ce-una-guerra-in.html

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