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sabato 19 marzo 2011

Marta sui tubi alla grande!

0 : commenti
Buon weekend a tutti con Cristiana, l'ultima - bellissima - canzone dei Marta sui tubi, dal nuovissimo album Carne con gli occhi.


Con questa canzone - che vira verso sonorità grunge e indie più di quanto sentito nella precedente produzione - possono candidarsi a essere i Pearl Jam italiani, e questo dalle mie parti è un super complimento. 

Peccato sia un pezzo di soli 3 minuti, ne meritava 5... confido su una versione live al più presto. ;-)

MARTA SUI TUBI NEL WEB:

venerdì 18 marzo 2011

Il professor Luigi Sertorio denuncia il nucleare (16/03/11)

15 : commenti
Condivido con tutti, grazie alla segnalazione di un frequentatore del blog, un'intervista al professor Luigi Sertorio che, a partire dalla cronaca dell'incidente nucleare di Fukushima, compie un lungo (più di un'ora) quanto vasto e interessante excursus, ricco di esempi e dati, sulle menzogne che governi, scienziati di parte, lobbies industriali dell'atomo, ci propinano rispetto alla sicurezza e alla necessità dell'energia nucleare da fissione. Sertorio è critico anche sulla fattibilità dell'energia nucleare da fusione calda. Sarebbe interessante conoscere la sua opinione sulla reazioni nucleari a bassa energia.

Nato nel 1933 a Torino, professore associato di Ecofisica alla Facoltà di Scienze dell'Università di Torino, Luigi Sertorio è stato per quindici anni consulente della Divisione Teorica del Los Alamos National Laboratory, e per tre anni membro della Divisione V "Affari scientifici" della NATO. È autore di una novantina di libri di Fisica teorica e altri più divulgativi quali:

    E-Cat, ultime news da States e Grecia

    47 : commenti
    La città di Xhanti, Grecia.
    La novità di oggi è che - per effetto della riflessione sull'abbandono del nucleare a fissione in atto in tutto il mondo - l'E-Cat è arrivato su The Washington Times (qui l'articolo)!

    Intanto le news che erano state date in Grecia da Investor's World (ne ho parlato qui) sono state riprese e arricchite di particolari dal Xhanti Press (in questo articolo), giornale della regione in cui sorgerà la fabbrica che costruirà il l'unità da 1 MW, costituita da un centinaio di E-Cat. 

    Xhanti è una cittadina di circa 56.000 abitanti nel nord-est della Grecia, Macedonia Orientale e Tracia.

    Ho dato un'occhiata all'articolo (in greco) tramite Google Translate e questa è la sintesi delle notizie che mi hanno colpito di più.

    Nella fabbrica di Xhanti la Defcalion Green Technologies produrrà unità da 1 MW (costituite da un centinaio di E-Cat ciascuna) in grado di produrre energia termica (ed elettrica) mediante il processo di reazione nichel-idrogeno messo a punto dall'ingegner Rossi e dal professor Focardi. 

    L'unità da 1 MW sarà commercializzata col nome "Hyperion". 

    Secondo l'articolo, la produzione dovrebbe partire a ottobre 2011 con volumi di 300.000 macchine l'anno; entro il 2012 verranno creati 215 nuovi posti di lavoro nello stabilimento di Xanthi e altre 2.000 persone lavoreranno nella rete di vendita e supporto in tutta la Grecia. All'interno della fabbrica di Xhanti verrà inoltre creato un centro di ricerca con 25 scienziati.  

    La notizia sarebbe confermata da fonti del governo greco.

    P.S. Però certe cifre lasciano un po' dubbiosi: 300.000 macchine all'anno sarebbero un migliaio al giorno... un po' troppe direi. Anche 2.000 addetti tra vendita e assistenza mi pare un po' troppo...

    "Magico" quattro e sei

    2 : commenti

    Ieri una persona che conosco da qualche settimana - poiché ha notato l'enfasi che nei miei "ragionamenti" do sempre a libere associazioni, numeri, anagrammi ecc. - mi ha garbatamente proposto una "sfida":

    "A proposito di numeri… sono inseguita dal 4, che è anche il mio preferito. E ultimamente anche dal 6. Cosa significa?"

    Ovviamente una mente da CICAP avrebbe risposto: "Non significa niente!" 
    O meglio, avrebbe spiegato con paterna infinita pazienza che siamo noi stessi a prestare maggiore attenzione a un dato numero e dunque a notarlo e dargli importanza ogni volta che casualmente ci si presenta, mentre non facciamo caso a tutti gli altri numeri.

    Non la pensava così Jung, e nemmeno io. La domanda vera da farsi infatti è questa:  
    "Perché il nostro inconscio nota più un certo numero che un altro?

    Torniamo quindi al 4 e al 6.

    Se dovessi riconoscermi un pregio, sceglierei questo: non mi lascio condizionare troppo da quello che so. In realtà possiedo una memoria-colabrodo anti-nozionistica, una sorta di random-juke-box, per cui - volente o nolente - ho dovuto "ripiegare" in modo spontaneo a strategie cognitive, capaci di orientarmi nella vita, più legate a ciò che "sento" che a ciò che ricordo.

    Così di fronte al 4 e al 6, invece di andare a pensare a simbologie esoteriche e/o numerologiche e/o cabalistiche, mi è venuto subito in mente questo:

    4... nord-sud-ovest-est... da dove vengo, dove vado...

    6... seconda persona singolare di essere... chi sono...

    4 e 6... chi sono, da dove vengo, dove vado... le classiche domande che rivolge a se stesso chi cerca senso e significati.

    Valentino Rossi in Ducati dal 2011
    A questo punto non ho potuto fare a meno di accorgermi che 46 è il numero portafortuna di Valentino Rossi... chiamalo superstizioso, consapevole o inconsapevole ha in mano un autentico jolly: 46, più che un numero un mantra. "Dov'è, da dove arriva, dove mi supererà" se lo chiedono anche i suoi avversari in gara!

    E non si può non cogliere l'occasione per fare gli auguri a Valentino: la nuova sfida in sella alla Ducati parte proprio tra due giorni. Quest'anno però non riuscirò proprio a tifare contro le marche giapponesi... vinca il migliore.

    Ah dimenticavo, i numeri che si presentano in continuazione nella mia vita sono l'11 e il 22, ma questa è un'altra storia.

    P.S. Ovviamente questo post approfondisce il solco tra me e il cosiddetto scetticismo scientifico (che tale non è) sbandierato dal CICAP. Ma che volete farci, sono convinto che se quelli del CICAP continueranno a colludere con chi fa muro al progresso della Scienza, verranno travolti - come chi cerca di contenere una diga che sta cedendo - e tra qualche anno nessuno si ricorderà più di loro.

    Inciso nella memoria

    5 : commenti
    Miyako  - foto di Mainichi Shimbun, Reuters
    Entreranno senza dubbio a far parte dell'immaginario collettivo  molte immagine della tragedia dell'11/3/11 in Giappone.
    Otsuchi - foto di Yomiuri Shimbun, AFP/Getty Images

    Natori - foto di Asahi Shimbun, Reuters

    Tamura - foto di Kyodo/Reuters

    Isole Aleautine, 1946 - fonte Wikipedia














































    Il pianeta ha già visto migliaia e migliaia di volte disastri naturali simili; la devastazione passa quasi inosservata quando colpisce una zona disabitata. Diventa una catastrofe quando si abbatte sopra una regione molto antropoformizzata e densamente popolata come il Giappone oggi o l'Indonesia nel 2004. 

    Terremoto di Reggio e Messina, 1908
    Tutti ricordiamo le immagini dello tsunami del 2004 che - strano scherzo del destino - proprio in queste settimane girano sul grande schermo nella ricostruzione cinematografica fedele e agghiacciante del film Thereafter di Clint Eastwood. Mi ha sorpreso però stamattina la somiglianza delle foto del muro d'acqua del 2004 - viste innumerevoli volte - con quella che documenta lo tsunami delle Isole Aleutine nel 1946. 

    A fare sempre più la differenza col passato è la memoria digitale virtuale che tramite il web avvolge la Terra - qualcuno la definisce noosfera - conservando e restituendo tutto quanto viene catturato e registrato da foto e video camere. Una massa di informazioni in crescita esponenziale.

    Terremoto di Lisbona, 1755 - fonte Jan Kozak Collection
    Tutto ciò non esisteva ai tempi del terremoto di  Reggio e Messina del 1908: anche in quel caso la tragedia fu amplificata dal maremoto le cui onde sommersero chi era sopravvissuto alle scosse.

    Del terremoto di Lisbona del 1755, ci restano solo stampe e dipinti. Pure in quel caso le scosse furono seguite da uno tsunami devastante. Il declino della potenza commerciale Portoghese fu conseguenza proprio di quel cataclisma, che spazzo via - per mano di Voltaire nel Candido - la stessa idea leibniziana del miglior mondo possibile e incise profondamente sul pensiero laico illuminista.

    Il diluvio universale è rimasto in tutti i miti e leggende della terra. Un incubo stratificato  e sedimentato nell'inconscio collettivo dell'umanità.


    FONTE D'ISPIRAZIONE NATIONAL GEOGRAPHIC:
    Dal Giappone a Messina, gli tsunami nella storia
    Tsunami in Giappone, 20 immagini incancellabili

    giovedì 17 marzo 2011

    La rivoluzione scientifica prossima ventura

    5 : commenti
    Brian D. Josephson
    A chi pensa che la Scienza finisca dove lo decide la cosiddetta comunità scientifica, dedico questo articolo pubblicato tre anni fa sulla rivista Scienza e Conoscenza  che riporta una lunga intervista al Nobel per la Fisica Brian Josephson (accennai a lui qui). L'intervista si conclude con un breve intervento del dottor Francesco Scaramuzzi, fisico dell'ENEA di Frascati.


    ALTE ENERGIE
    di Massimo Teodorani, Vincent Gambino

    Alte Energie... e Brian D. Josephson, Nobel nel 1973, pare restio a “volare basso”. I soggetti della sua indagine, infatti, non rispecchiano, da diversi anni, gli argomenti di un nobel che si rispetti. Per questo Scienza e Conoscenza, da sempre affascinata dall'”impertinenza della verità”, ha voluto essere presente a Roma, dove B.J. ha parlato, pur senza scoprirsi troppo, di cervello, telepatia, memoria dell'acqua e fusione fredda.

    E' il 27 maggio 2008, ci troviamo a Frascati. L'aria è calda non solo per il forte sole; da pochi giorni è arrivata una notizia dal lontano oriente, la fusione fredda è stata realizzata di nuovo in laboratorio.

    All' INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) un ospite straniero sta per tenere una conferenza dal titolo bizzarro: “Idee non convenzionali nella scienza: pronti per il Nobel o per essere spediti all'inferno degli eretici?”

    Il Dott. Brian Josephson, attualmente parte del dipartimento di fisica dell'università di Cambridge, è un uomo molto controverso.
    Nasce il 4 gennaio del 1940 a Cardiff nel Galles, brillante studente di fisica, alla giovane età di 33 anni viene premiato col premio Nobel (cosa più unica che rara) per le sue teorie, provate poi sperimentalmente, sulle particolari caratteristiche dei flussi elettrici tra due superconduttori separati da un sottile strato di materiale isolante. Questi superconduttori sono materiali che perdono tutta la resistenza elettrica quando vengono raffreddati al di sotto di certe temperature vicine allo zero assoluto. Questo effetto è stato predetto nel 1962 dal dott. Josephson.

    Dopo il Nobel tuttavia la sua carriera non prosegue in modo convenzionale, infatti le sue ricerche spaziano in campi più borderline della fisica: lo studio di fenomeni atipici quali la telepatia e la visione a distanza, la connessione tra mente, materia e la mistica orientale, più recentemente gli studi sulla “matematica del cervello”.
    La mia attenzione verso il dott. Josephson è stata suscitata infatti qualche anno fa grazie ad un suo breve articolo in difesa di una giovane adolescente russa dotata di capacità ESP.

    La peculiare abilità della giovane (riesce a vedere all'interno dei corpi delle persone e a diagnosticare malattie) furono messa alla prova in un programma televisivo inglese che ne decretò la non veridicità, in modo poco scientifico.

    Pochi dei suoi colleghi lo trovano, tuttavia, un genio, tra i più nell'ambiente scientifico lo considerano poco “serio”.
    Incontro finalmente J. nell'auditorium del centro che lo ospita, è un uomo di bassa statura, dalla capigliatura disordinata, che veste una giacca bianca ed una camicia 
    verde pisello con delle salamandre stampate… mi ricorda un po' Woody Allen.

    Ha uno sguardo molto tranquillo che sembra tradire una certa volatilità dei pensieri, ma quando parla è concentrato, anche se un po' schivo, probabilmente a causa di una certa timidezza che traspare dalle sue movenze.
    Mi chiede sottovoce: «Ma questa, la passeranno in tv?».

    S&C -  Che cosa è, secondo la sua esperienza, il cervello e in che modo è legato alla coscienza quale componente neurale? 
    J -  Il cervello è un processore d'informazioni che svolge varie attività, e pressappoco questa è la visione che si ha del cervello normalmente. Con questo tipo di visione non si spiegano però fenomeni quali la telepatia o la visione a distanza, mentre grazie alla nuova fisica potremmo essere in grado di svolgere studi degni di nota.
    Che cosa è la mente? La domanda è: dove si trova? Se prendiamo fenomeni come la visione a distanza possiamo intuire che non è necessariamente nel cervello, ma piuttosto è un qualcosa che non necessita di un supporto materiale.

    Notizie dalla Grecia sull'E-Cat

    15 : commenti
    Articolo pubblicato da Investor's World - fonte blog τα λεφτα
    Riporto, per dovere di cronaca, quanto riferito oggi dal blog τα λεφτα (qui).

    Il giornale "Investor's World" ha pubblicato un articolo di due pagine sulla "rivoluzione energetica" dell'E-Cat nell'edizione di sabato 12 marzo. Questa è la seconda volta che la "fusione fredda" arriva sui mass media greci, dopo il servizio di 3 minuti sulla Tv nazionale NET Tv.

    Le novità che risultano da questo articolo sono:
    • il mercato è già informato e c'è chi sostiene che si tratti di un "punto di svolta";
    • la produzione industriale è iniziata;
    • il prof. Christos Stremmenos è socio della Defkalion;
    • una presentazione della scoperta scientifica e del dispositivo per la comunità scientifica greca e i ministeri si svolgerà probabilmente entro marzo [ndr. la notizia di una presentazione pubblica è stata categoricamente smentita ieri dallo stesso Rossi];
    • Defkalion ha 200 milioni di euro di investimenti - metà dei quali andrà in royalties (probabilmente all'inventore, l'ingegner Rossi);
    • una vecchia fabbrica in Xanthi (Grecia) è già stata acquistata e lì si svolgerà il collaudo ufficiale dell'impianto da 1 MW;
    • il dispositivo avrà un costo di 3.000-3.500 euro, l'inverter (per la produzione di energia elettrica da energia termica) circa 500-900 euro, il costo annuo per la produzione di 20 kW sarà pari a € 1.300 [ndr. il costo qui riportato del dispositivo è incongruo, non vorrei si reiferisse ad una sorta di canone (annuo?) di leasing]
    • Defkalion prevede di richiedere alla RAE (Autorità di Regolamentazione Per l'energia) di essere inclusa nel programma "energia rinnovabile".
    Ho  scritto alla Defkalion per conoscere la loro posizione ufficiale su tutto quanto riportato dall'articolo di "Investor's World", ma Defkalion non rilascia dichiarazioni a nessun blog.  Ho riletto l'articolo (tradotto a stento dal greco con google translate) di cui ha fatto la sintesi il blogger di τα λεφτα: chi ha scritto l'articolo cita come fonte non meglio identificati funzionari della società, pertanto, in assenza di smentite dalla Defkalion l'articolo sembrerebbe veritiero.

    Lunga vita all'Italia, lunga vita al Giappone

    4 : commenti
    Sono fiero di festeggiare oggi i 150 anni di unità della mia patria. 

    Ma sono anche triste, per due motivi.

    Perché sono certo che gli eroi del Risorgimento, come i padri della Repubblica, si rivoltano nella tomba al pensiero della classe politica dei giorni nostri. 

    Perché non mi escono dalla mente le immagini della devastazione del Giappone.

    Allora ho pensato questo...

    In segno di protesta, ho preso il nostro tricolore, simbolo dell'unità della nazione, e ne ho tolto il verde. Perché non trovo giusto che una forza politica ne abbia fatto il suo colore e sventolando e indossando quel verde abbia meticolosamente minato proprio il sentimento di fratellanza e solidarietà che dovrebbe legarci tutti, a prescindere se nasciamo in Sicilia o in Lombardia.

    In segno di speranza,  ho lasciato il bianco e il rosso. Gli stessi colori del Sol Levante. Ed è rivolgendo una preghiera a tutte le vittime del cataclisma dell'undici marzo, a tutti i sopravvissuti e alle loro lacrime, agli eroi che stanno consumando ora dopo ora le loro vite per domare la furia atomica scatenatasi a Fukushima, che voglio augurare lunga vita all'Italia, lunga vita al Giappone. 

    Con la promessa che da oggi l'obiettivo da perseguire non è semplicemente non riportare il nucleare in Italia, ma portarlo via dall'Europa e da tutta la comunità internazionale. Bisogna essere ambiziosi e tenaci se vogliamo bene a questo mondo e ai nostri figli.

    Buon compleanno Italia, facci ancora sognare.


    P.S. Intanto, vedere PdL e Lega festeggiare l'Unità d'Italia, più che un sogno è un ossimoro, più che un ossimoro è un incubo... fischiarli non basta: il giorno che mi passa uno di questi governanti a tiro lo festeggio con tutte le uova che trovo al supermercato! E poi mi venissero a dire che è vilipendio dello Stato... giusto di quello delle banane.

    Niente di nuovo sul fronte dell'E-Cat

    11 : commenti
    Circola da qualche giorno la voce di un nuovo test di un E-Cat - con conferenza stampa a seguire - che sarebbe stato programmato in Grecia nelle prossime settimane. Ne ha dato notizia ieri il blog τα λεφτα (qui)

    Lo stesso ingegner Andrea Rossi (o per lo meno qualcuno firmatosi così) ha però subito smentito questo scoop lasciando nel succitato blog il seguente commento: "I think there is a mistake: no public test is scheduled in the coming weeks. We are working on the 1 MW plant that will be started up in Athens in the end of October, and of course we are working every day also making tests, but our next public presentation will be only at the end of October, not before, when we will start the 1 MW plant. Andrea Rossi" 

    Stamattina ho scritto a Rossi una mail chiedendogli conferma della smentita. La sua risposta è stata netta: "Sì, inaugureremo il nostro impianto da 1 MW a fine ottobre e prima di quell'evento non ci saranno altri test pubblici".

    C'erano altre domande che m'interessava rivolgergli, ma Rossi mi ha spiegato che in questo periodo sta lavorando allo spasimo per rispettare la tabella di marcia di qui ad ottobre e non può dedicare tempo a qualsiasi cosa che non sia strettamente collegata a ciò.

    Pertanto posso affermare con ragionevole fiducia che le prossime novità sull'E-Cat arriveranno non da Rossi, ma dall'Università di Bologna e riguarderanno la ripresa della sperimentazione. Appena si tratterà notizie ufficiali e non ufficiose le riporterò qui con dovizia di particolari.

    martedì 15 marzo 2011

    Preferisco accontentarmi di poco
    che morire di "benessere"

    25 : commenti
    66 anni fa / oggi: Nagasaki 1945 - Sendai 2011
    Si è detto tante volte, fino alla nausea, l'11/09/01 ha cambiato il mondo.

    Lo cambierà molto di più l'11/3/11. Lo spostamento di 4 metri a est delle coste del Giappone dopo l'inaudito sisma ben simboleggia il salto che la coscienza dell'umanità è chiamata a fare e nel più breve tempo possibile, come ogni catastrofe epocale spinge a fare.

    La terza potenza economica del mondo è stata messa in ginocchio in pochi minuti, nemmeno fosse stata colpita da una nuova seconda guerra mondiale. Ed è evidente che il numero dei morti causato dallo tsunami purtroppo è ancora ampiamente sottostimato...

    “...nella prefettura di Miyagi, mancano 30mila persone. Nelle sei prefetture maggiormente travolte dall'onda, non si hanno contatti con altri 40mila abitanti”.

    “Sull'isola di Honshu, il cuore del Paese, il presentimento dell'apocalisse, allontanato con fede dal governo di Tokyo, assume infine l'aspetto reale di un'ecatombe. Gli elicotteri sorvolano decine di città in cerca di qualcuno che si muova. Sotto però le città non esistono più e dalla sconfinata laguna, che si confonde con le campagne sconvolte, emerge una poltiglia indistinguibile di case, barche, auto, corpi, alberi, tralicci e cose quotidiane. Questi reperti dei giorni normali non bastano a restituire al paesaggio il profilo della familiarità. L'asfalto è scomparso, assieme alla gente e a ogni segnale di vita. Resistono eretti solo grovigli di binari, ponti tranciati e carcasse industriali. Il Nordest del Giappone è mutato in un mondo orizzontale, grigio, con la vegetazione rasata, su cui vagano rari superstiti e un milione di soccorritori. Scavano ancora con le mani, per trovare un oggetto, o un'indicazione con cui orientarsi”.

    “Nella prefettura di Iwate le città di Onagawacho, Rikuzen-Takata, Tono, Sumitacho, Iwaizumicho e Kunohemura sono sepolte di melma. Su 86 mila abitanti, poche migliaia hanno comunicato di essere vivi. Le squadre di soccorso hanno preso atto con orrore che solo qualche centinaio di persone hanno raggiunto i dormitori allestiti a Ishinomaki, Onagawa, Tagajo, Kesennuma e Sauriku, considerato l'epicentro dello tsunami. Era una zona con trecentomila residenti: è stata cancellata e nessuno ha idea di dove sia finita la popolazione. Fino a oggi si era convinti che Yamadamachi, 19 mila abitanti, fosse stata in parte risparmiata. La città sorgeva a quattro chilometri dalla costa. Arrivandoci dalla spiaggia si scorge invece solo una montagna di macerie, sopra le quali è deposto un mercantile reclinato su un fianco.” (1)

    E a tutto ciò si aggiunge la crisi nucleare a Fukushima, salita oggi a livello 6, più che a Three Mile Island nel 1979 (livello 5), ancora un po' meno di Chernobyl nel 1986 (livello 7, il massimo).  L'uomo ha imbrigliato l'atomo, prevedendo tutto l'immaginabile, e ora cerca disperatamente di domarne la furia, battuto dalla stessa Natura, da una inimmaginabile quanto improbabile serie di concause. Tutto ciò ha il sapore di una hybris punita, del prezzo pagato a un progresso spinto dalle leggi dell'economia più che dal buon senso.

    Per questo resto allibito di fronte ai vari Frattini, Prestigiacomo, Brunetta, Conti, Romani che come muli da soma coi paraocchi ribadiscono che il programma nucleare italiano non si tocca, che non bisogna farsi travolgere dall'onda emotiva (sic!). Resto allibito perché qui non è più questione di garantire che le costruende centrali (ma dovranno passare sui nostri cadaveri se proveranno a costruirle sul serio!) saranno molto più sicure di quelle giapponesi, che tanto le centrali nucleari ci sono già nelle nazioni confinanti. Non è questo il punto! Il discorso è ben più ampio. È che bisogna uscire una volta per tutte dal miraggio che, in cambio della Matrix del Paese dei Balocchi, valga la pena di scendere a compromessi con le nostre coscienze. No. Per quel che mi riguarda preferisco tornare all'Italia degli anni '50, povera ma ricca di valori, piuttosto che vendere l'anima per questa falsa idea di benessere che ci propinano.

    Oggi ho letto, con autentico disgusto un articolo di Gian Micalessin su Il Giornale (2), che spiegava quanto avesse ragione Berlusconi a volere mantenere il suo sostegno a Gheddafi e quanto siano stati poco lungimiranti i nostri alleati europei: perché ora il raìs è ancora in sella, spazzerà via i ribelli e non ci venderà più petrolio e gas per punirci di avergli voltato la faccia. Non solo, non internerà più nei suoi campi di prigionia le masse nordafricane che premono ai nostri confini, e quindi saremo sommersi di clandestini. Meglio, per Micalessin, scendere a patti con un dittatore sanguinario pur di mantenere il nostro livello di vita, pur di non dividere il nostro pane (che spesso ci avanza e buttiamo via) con chi ha fame. Macchiavelli era un dilettante rispetto a questo giornalista, che mi nausea al pari di tutti quegli individui che ci governano, senza anima, morale, cuore, ritegno: una vergogna nazionale che non so come giustificare a mia figlia.

    Questo è benessere? Che se voglio l'elettricità 24/24h devo accettare che venga costruita una centrale che tra 50 anni potrà avvelenare i miei nipoti? Vedere aumentare esponenzialmente il rischio di cancro per me, i miei cari, i miei amici, tutti i nostri discendenti? Esporre il mondo a incidenti le cui conseguenze durano secoli e millenni?

    Preferisco modificare le mie abitudini, accontentarmi di elettricità e combustibili razionati, convivere con black out programmati e giorni in bici e senza auto. Spero che tutto il mondo si sbrighi a comprenderlo. Spero che  gli USA in particolare imparino in fretta la lezione, perché quando il Big One colpirà la California le conseguenze potranno essere perfino peggiori di quelle che si stanno vedendo ora in Giappone. Un mondo migliore si può fare, ma bisogna prima spezzare le catene di quello vecchio; se non lo faremo noi stessi continuerà a farlo la Natura, con sempre più violenza.

    Il mondo migliore è quello che può esserci ispirato soltanto dai nostri cuori e un piccolo,  luminosissimo segnale ci arriva forte è chiaro proprio dallo stesso martoriato Giappone. Questo paese è già risorto dall'olocausto nucleare di Hiroshima e Nagasaki, il suo popolo saprà risorgere ancora...

    “...è il giorno dei morti, si avverte la tentazione di cedere allo sconforto, ma Natsumi Iwata e Masaki Kawanami non hanno cambiato programma. Hanno vent'anni e oggi dovevano sposarsi. Sono di Ofunate e venerdì hanno perso nonni, genitori e fratelli. Sono rimasti soli, ma dopo quattro giorni con le mani nello tsunami sono andati a cambiarsi. Arrivano attorno al falò dove un centinaio di sopravvissuti cerca il caldo del fuoco. Sono vestiti da sposi, sorridono e si danno un bacio. I presenti si risvegliano dai loro pensieri e invece di piangere applaudono. L'amore è più forte della vita e questa notte nell'Honshu un matrimonio viene prima dei funerali”. (1)

    NOTE:
    (2) L'articolo di Gian Micalessin, su Il Giornale di oggi, che mi ha fatto a dir poco rabbrividire

    Le gravi catastrofi naturali reclamano un cambio di mentalità che obbliga ad abbandonare la logica del puro consumismo e a promuovere il rispetto della creazione. (Albert Einstein)

    Emilio del Giudice a Firenze il 27 marzo

    15 : commenti
    È iniziata a Firenze il 30 gennaio scorso e si concluderà il prossimo 27 marzo 2011, la III edizione di Così è se ci pare, rassegna di iniziative incentrate su quelle questioni sociali che vengono di solito snobbate dai media, dedicata quest'anno al tema "UOMO – AMBIENTE. Problematiche ecologiche e strategie di risposta".

    Se ne parlo adesso, quando ormai si avvicina alla sua conclusione, è perché ho scoperto oggi che in occasione della giornata conclusiva della rassegna si terrà questa conferenza pubblica:

    Il miglior impiego delle energie:
    idrocarburi, nucleare e rinnovabili
    Relatori
    Angelo Baracca (Università di Firenze)
    Emilio Del Giudice (Infn di Milano)

    domenica 27 marzo 2011, ore 17.00

    A.S.D KOSEN

    Via Confalonieri, 20 - FIRENZE
    (zona Le Cure. Linea Ataf 1)
     

    Spiego a questo punto che, grazie al dottor Francesco Celani (Infn di Frascati), ho avuto modo di parlare questo pomeriggio proprio col Dottor Emilio del Giudice e scoprire così che avrò occasione di incontrarlo presto alla conferenza in questione, tra soli 13 giorni e a soli 150 km da dove abito. Ricordo che Emilio del Giudice è stato collaboratore del professor Giuliano Preparata - uno dei più geniali fisici italiani del dopoguerra, prematuramente scomparso nel 2000 - e ne ha portato avanti lo spirito e le teorie: dalla ricerche sulla fusione fredda a quelle sui principi scientifici dell'omeopatia. 

    Dopo avere letto il romanzo/inchiesta Il segreto delle tre pallottole (che meriterà una recensione a parte quanto prima), libro di cui Del Giudice è coautore insieme al giornalista di Rainews24 Maurizio Torrealta, non vedo l'ora di conoscere di persona a Firenze questo fisico dell'Infn che denuncia da anni l'uso militare in molti teatri di guerra di mini-armi nucleari a fusione fredda, ma che è anche vice-presidente della Fondazione Italiana Omeopatia, insomma un vero eretico" rispetto alla Scienza "ortodossa", chiusa nei sacri recinti dell'establishment accademico. In due parole: un mito.

    L'invito naturalmente è esteso a tutte le lettrice e i lettori di Ventidue passi d'amore e dintorni interessati a questi argomenti

    ALTRI LINK:

    lunedì 14 marzo 2011

    Confronti sul nucleare

    6 : commenti
    Enrico Mattei (1906-1962) in visita a una centrale nucleare
    Un college di notizie odierne... con al primo posto il dramma del rischio di fusione nel reattore n. 2 della centrale di Fukushima, che speriamo tutti resti svenga smentito il più presto possibile.

    Le centrali nucleari Giapponesi erano considerate tra le più sicure al mondo, proprio perché progettate per resistere ai forti terremoti che si verificano in Giappone. Ovvio che nazioni come l'Austria e la Germani abbiano subito annunciato dietro-front ai loro programmi di sviluppo dell'energia nucleare, e altri stiano correndo a verificare la sicurezza delle loro centrali. Ma non in Italia, qui il governo, con pertinacia pari a quella con cui sta disrtruggendo scuola, cultura e ricerca, tira dritto col suo ruolino di marcia. L'argomento "forte" del ministro Frattini - "alle frontiere tra Italia e Francia ci sono decine di centrali nucleari, a pochi chilometri da Torino" - non pare di forza superiore a quello di chi dice "se lui ruba perché non devo rubare anch'io?" oppure "inquinano già in tanti, tanto vale che inquino anch'io". Ma che volete farci, se penso così evidentemente sono il solito "comunista" di parte.
     
    15.21 - GIAPPONE: barre centrale esposte per 2 ore. Fusione quasi certa 
    Le barre di combustibile al reattore numero due dell'impianto atomico di Fukushima-Daiichi sono rimaste completamente esposte all'aria per due ore e mezzo; una situazione che con ogni probabilità ha innescato il surriscaldamento e la fusione del nucleo del reattore. Le barre sono rimaste esposte perché una pompa antincendio che versava l'acqua del mare nel reattore per raffreddarlo è rimasta a corto di carburante. Adesso il timore è di un'esplosione al reattore numero due, Come già avvenuto al numero uno e tre: per evitare l'esplosione di idrogeno, la Tepco ha annunciato che cercherà di praticare un foro nel muro dell'edificio che ospita il reattore per far fuoriuscire l'idrogeno; la società ha anche iniziato a depressurizzare la vasca di contenimento del reattore numero due, facendo fuoriuscire vapore radioattivo. 
    15:00 - Fukushima era una delle centrali più "sicure"
    La centrale elettronucleare giapponese Fukushima-1 è uno dei 25 maggiori impianti nucleari del mondo, costruito su progetto di General Electric, ed era considerato una delle strutture del genere fra le più sicure esistenti. E' un impianto giunto ormai al termine della vita operativa, essendo ormai in funzione da quarant'anni: costruito alla fine degli anni Sessanta, entrò in esercizio nel 1971, e doveva essere decommissionato questo stesso anno. Dopo l'esplosione le autorità nipponiche hanno preso anche la misura, certamente estrema, di disperdere nell'atmosfera parte dei vapori surriscaldati per determinare una diminuzione della pressione. La circostanza ha provocato un aumento della radioattività ambientale in un raggio di qualche chilometro attorno al reattore. La popolazione è stata fatta sgomberare da un'area di venti chilometri e sono state diffuse istruzioni per prevenire danni da contaminazioni (chiudersi in casa, spegnere i condizionatori, respirare attraverso una mascherina, ecc.). Questo, in attesa che i venti disperdano i gas radioattivi, il ché può avvenire in un periodo di tempo che (a seconda del combustibile nucleare impiegato) va dai decenni, ai secoli, ai millenni.

    12: 28 - La SVIZZERA sospende piano per rinnovare centrali nucleari
    La Svizzera ha annunciato oggi la sospensione del piano di rinnovare le centrali nucleari, a fronte dei timori suscitati dagli impianti giapponesi danneggiati. Al termine di un vertice con esperti del settore, il ministro per l'Energia, Doris Leuthard, "ha deciso di sospendere le procedure in corso che riguardano le domande di autorizzazione generale per le nuove centrali nucleari", si legge nel comunicato diffuso dal suo ministero.

    11: 38 - La GERMANIA valuta su decisione di estensione vita centrali
    La Germania potrebbe tornare sulla propria decisione di prolungare il funzionamento delle 17 centrali nucleari del Paese. Il cancelliere Angela Merkel si è impegnato a far rivedere gli impianti, dopo che il suo governo ha preso la decisione di tenerli in funzione in media 12 anni - 8 le più vecchie, 14 le più recenti - oltre la data limite fissata dal governo di Gerhard Schroeder, il 2021. Ma ora il ministro degli Esteri Guido Westerwelle ha annunciato che il governo sta vagliando la possibilità di una moratoria sulla decisione: "Dobbiamo avere una nuova analisi dei rischi", ha dichiarato.

    11:34 - In ITALIA Frattini dice: "Sbagliato riaprire dibattito sul nucleare"
    "Non credo" che il disastro in Giappone "giustifichi una rimessa in discussione del piano italiano verso l'energia nucleare" ha detto il ministro degli Esteri Frattini. "Abbiamo fortunatamente zone che sismiche non sono" ha aggiunto, ricordando che "alle frontiere tra Italia e Francia ci sono decine di centrali nucleari, a pochi chilometri da Torino". Il titolare della Farnesina ha precisato che le giovani generazioni non dovrebbero pagare ancora di più "il prezzo della dipendenza dai Paesi produttori", perché "stiamo vedendo cosa accade con la Libia".

    11:26 - L'AUSTRIA chiede stress test per centrali nucleari
    L'Austria ribadisce la richiesta di stress test per le centrali nucleari in Europa, in seguito a quanto sta succedendo in Giappone. "Io chiederò oggi l'organizzazione di test di resistenza per le centrali nucleari in Europa - ha detto al suo arrivo al Consiglio Ue il ministro dell'Ambiente di Vienna, Nikolaus Berlakovich - E questo deve avvenire velocemente".

    11:11 - L'INDIA ordina verifica sicurezza agli impianti nucleari
    Il primo ministro indiano, Manmohan Singh, ha ordinato di verificare la situazione di sicurezza di tutti i 20 impianti nucleari indiani sull'onda di quanto avvenuto in Giappone dopo il terremoto. La revisione sarà condotta dal Dipartimento dell'energia atomica e dall'operatore statale degli impianti per garantire che l'intero sistema sia in grado di sostenere l'impatto di tsunami e terremoti. "Il governo attribuisce la massima importanza alla sicurezza nucleare", ha assicurato Singh.

    Fonte: Repubblica.it (qui)

    Lo strano caso
    dell'allergia del CICAP all'omeopatia

    25 : commenti
    Il dottor Pindaro Mattoli - medico omeopata di Perugia
    Segnalo la lettera aperta di un mio illustre e stimato concittadino, il dottor Pindaro Mattòli, a proposito del cul-de-sac in cui la crociata contro l'omeopatia sta trascinando il CICAP e chi in buona fede scredita un approccio medico con fior di evidenze cliniche e sperimentali a favore.


    Lettera aperta di un medico di "omeopatica" stirpe
     
    continua la disputa tra i sostenitori e i detrattori dell'omeopatia.
    Ricevo questa lettera dal Dott. Pindaro Mattòli,  medico omeopata di Perugia e volentieri pubblico nel prosieguo del dibattito sulla crociata contro l'omeopatia. [ndr. nota di Alberto Magnetti, curatore sul blog di www.stampa.it della rubrica Appuntamenti con l'omeopatia]

    "Esiste un movimento ideologico storico, articolato ma coerente, datato oramai da due secoli, che è completamente dedicato a contrastare l’Omeopatia. In verità è una cosa veramente singolare il fatto che rispettabili uomini di scienza e di cultura si siano dedicati e si dedichino tuttora a screditare l’Omeopatia con tanto alacre impegno: credo sia veramente un caso unico nella storia della scienza. Fra i tanti attivisti anti-Omeopatia c’è in Italia una associazione, il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) che periodicamente e con ammirevole sollecitudine organizza eventi e campagne di stampa contro le medicine non convenzionali e in particolare contro l’Omeopatia, la vera “bestia nera” da abbattere. L’ultima manifestazione è stata organizzata in Piemonte a inizio febbraio, su imitazione di un evento similare avvenuto in Inghilterra circa un anno fa, un “appuntamento nelle piazze per suicidarsi omeopaticamente”: i nostri eroi, con audacia sovrumana, hanno ingerito granuli omeopatici in gran quantità nell’intento di dimostrare la completa assenza di azione farmacologica o tossica dei medicinali omeopatici.
    Il cavallo di battaglia del CICAP è da sempre la questione delle diluizioni omeopatiche: troppo alte per essere giudicate farmacologicamente attive.
    Di fatto le diluizioni omeopatiche, al di là dell’undicesimo passaggio 1/100 (11 CH in termini omeopatici), oltrepassano il numero di Avogadro (per chi si intende un po’ di Chimica) e quindi non possono contenere molecole attive, ma solo acqua fresca, come afferma il celebre Prof. Silvio Garattini. In pratica, tutto l’effetto della Omeopatia si ridurrebbe a effetto “placebo”, frutto di suggestione. Il ragionamento non fa una piega, ma si dà il caso che la realtà a volte contraddice le opinioni più autorevoli, solide e apparentemente incontestabili. Come affermò Claude Bernard: “un fatto può contraddire una teoria, ma non il contrario”.
    Su tale disputa vorrei dare un mio personale contributo, sia come discendente da una tradizione medica omeopatica familiare che data dalla metà dell’Ottocento (finora nove medici e due veterinari), sia, personalmente, come medico omeopata, come ricercatore e come interlocutore diretto del CICAP.
    A cavallo della metà dell’Ottocento si verificarono in Italia diverse epidemie di Colera. In quegli anni la Omeopatia era fiorita già da qualche decennio in Italia e gli omeopati erano circa 500. Ovviamente, essi si adoperarono per curare il Colera. Le autorità militari censirono 6.307 casi di colerosi curati con l’Omeopatia; fra questi, anche i casi curati dal nonno di mio nonno, Dott. Agostino Mattòli (Bevagna 1801-1869) che, nel 1867, curò 193 concittadini contagiati dal colera (ne sono testimonianza un breve trattato intitolato “Cura del Colera Morbus”, tuttora presente presso la biblioteca Augusta di Perugia e una lapide che ancora oggi, nella via principale del paesino umbro, ricorda l’opera di assistenza medica del Dott. Agostino Mattòli a favore della popolazione). L’indice di mortalità dei pazienti affetti da Colera curati omeopaticamente in tutta Italia fu del 7,26%: all’epoca il Colera si portava via almeno il 50% dei malati. Potenza della suggestione sul vibrione del Colera! Nella mia famiglia ci sono stati anche due veterinari omeopatici (Dott. Sesto e Dott. Rifeo), vissuti nella prima metà del novecento, che esercitavano regolarmente con successo la terapia omeopatica, in un epoca in cui la farmacologia ufficiale era assolutamente sguarnita. Potenza della suggestione sugli animali!
    Mio padre, Dante, appena laureato nel 1940, fu inviato come medico militare nell’isola di Pantelleria e, già istruito sulla Omeopatia dallo zio Corradino Mattòli, portò con sé una trousse di medicinali omeopatici. Nella zona dell’isola in cui era situata la sede dell’infermeria militare, Rekale, si verificavano epidemie estive di diarrea nei bambini con una mortalità del 20%. Mio padre consultò i testi di Omeopatia che aveva con sé e somministrò a tutti i bambini malati un medicinale omeopatico che limitò la mortalità infantile quasi a zero. Potenza della suggestione sui batteri patogeni intestinali! Personalmente esercito esclusivamente l’Omeopatia da circa trenta anni e, sulla scorta di migliaia di casi clinici curati più o meno con successo, nessuna più o meno colta e circostanziata disquisizione potrà dissuadermi da quello che ho constatato direttamente nella mia attività clinica giornaliera. Potenza della suggestione in clinica quotidiana!
    Nei primi anni novanta ho ideato e avuto la possibilità di effettuare un esperimento presso l’Università di Perugia (Dip. di Medicina Sperimentale e Biochimica) sull'impiego di Phosphorus 30 CH nella terapia della fibrosi epatica sperimentale del ratto. L’esperimento intendeva dimostrare sia la validità della Legge dei Simili che sta alla base dell’Omeopatia (analogia fra l’azione tossica del Fosforo e quella del Tetracloruro di Carbonio), sia l’azione delle dosi ultra Avogadro, perché il Phosphorus era stato somministrato 30 volte diluito 1/100. I risultati, incontestabili, sono ancora pubblicati sul sito della FIAMO (www.fiamo.it – Dip. Scientifico). Potenza della suggestione sui ratti! Ho avuto a che fare direttamente con il CICAP in diverse occasioni, una prima volta nei primi anni novanta in un congresso organizzato a Perugia dal Prof. Bartocci, docente di Matematica presso la locale Università e studioso delle scienze “eretiche”, trascurate o osteggiate dalla scienza ufficiale. Al congresso era stato invitato anche il CICAP, con il quale il Prof. Bartocci era in corrispondenza. In quella occasione presentai l’esperimento di Phosphorus 30CH eseguito al Dip. di Medicina Sperimentale. Il presidente e gli altri rappresentanti del CICAP non mostrarono al momento il minimo interesse, ma in seguito hanno avuto una nutrita corrispondenza con il Prof. Bartocci a proposito dei “topi omeopatici perugini”. Traccia di tale evento è presente in una pubblicazione dello stesso CICAP, “Medicine Alternative” – una guida critica” (quaderni del CICAP – 2001): “… Va riconosciuto al Dott. Mattoli il merito del coraggio e della coerenza con le idee che sostiene. Fino ad ora è stato il solo fra tutti i suoi colleghi ad aver deciso di uscire dal terreno delle discussioni per lasciare parlare i fatti e gli esperimenti…”. Poco tempo dopo lo stesso Prof. Bartocci partecipò a un convegno del CICAP a Saint Vincent. Nell’occasione un Comitato francese di scettici, rappresentato da un tale Henri Broch, bandì uno strano concorso per chi avesse voluto dimostrare qualcosa di “paranormale” o di alternativo alla scienza. Il Prof. Bartocci propose il mio esperimento per il concorso ed ebbe poi una fitta corrispondenza con i promotori del concorso stesso, i quali, messi infine alle strette, preferirono una molto poco dignitosa ritirata strategica. Documentazione esaustiva su tutta la corrispondenza in merito è reperibile sull’interessantissimo sito del Prof. Bartocci, Episteme: http://www.cartesio-episteme.net/listast.htm al punto 11 della home page - “Il CICAP e l’Omeopatia: il caso Broch-Mattoli” – Documento 1 – Documento 2 – Documento 3 – Documento 4.
    In un mondo fatto in massima parte di ipocrite apparenze e di suggestioni istrioniche a tutti i livelli, un sano scetticismo è indispensabile per mantenere un’equilibrata analisi della realtà e organizzazioni come il CICAP sono assolutamente utili. Ma quando si ha minimo sentore che un’istanza da sempre osteggiata potrebbe avere un fondo di verità, sia in virtù della sua sussistenza nel tempo, sia delle oramai numerosissime esperienze di laboratorio e cliniche, si impone una scelta: o continuare a negare, senza avere il coraggio di approfondire, per banale punto preso, utilizzando tutti i mezzi sconfinati derivati dalla posizione di “ortodossia” per tenere sotto scacco la verità emergente, oppure onestamente riconoscere, dopo attenta analisi, che quella determinata istanza può avere una sua recondita validità. Peraltro il fatto definitivamente dirimente, volutamente ignorato e tenuto sotto silenzio dagli scettici professionisti, della validità della Omeopatia in campo animale (clinica omeopatica veterinaria fin da metà dell’Ottocento e recenti sperimentazioni presso l’Università di Verona) e in campo vegetale (sperimentazioni di laboratorio degli ultimi decenni presso l’Università di Bologna e altrove), o il fatto che la validità dell’azione biologica delle diluizioni infinitesimali sia anche confermata da scienziati assolutamente attendibili come il Prof. Luc Montagnier, premio Nobel per la Medicina nel 2008, e i fisici Giuliano Preparata e Emilio Del Giudice, rendono semplicemente risibile l’accusa di effetto placebo invocato dagli zelanti della crociata anti-Omeopatia e la sceneggiata del suicidio omeopatico organizzata dal CICAP non fa altro che screditare l’attendibilità di detta associazione, che riveste peraltro un ruolo importante e utile nella nostra società.
    La pertinacia del CICAP nel contrastare l’Omeopatia, soprattutto in maniera così grossolana e farsesca, esiterà presto in un vero suicidio del CICAP, nel senso che lo trascinerà al ruolo di “fenomeno folkloristico” della storia della Scienza, immagine grottesca del peggiore conservatorismo in campo scientifico. Supponiamo ora per ipotesi che la Omeopatia sia veramente una valida possibilità terapeutica. L’Omeopatia ha le seguenti caratteristiche: l’ individuazione terapeutica dei medicinali omeopatici avviene in maniera assolutamente inoffensiva ed economica, attraverso le nozioni della tossicologia tradizionale e attraverso sperimentazioni su volontari, con modalità assolutamente innocue e senza sacrificio di animali; la somministrazione di medicinali omeopatici avviene a dosi infinitesimali che non possono avere effetti collaterali dannosi, escludendo dunque qualsiasi effetto iatrogeno; la produzione di medicinali omeopatici è effettuata con una tecnologia non particolarmente complessa e ha costi molto ridotti rispetto ai farmaci convenzionali; l’effetto prevalente delle cure omeopatiche tende ad essere in genere risolutivo e non palliativo, come solitamente le terapie chimiche convenzionali; in due indagini, una tedesca e l’altra francese, di qualche anno fa, l’applicazione clinica omeopatica a livello sociale permetteva allo Stato un risparmio del 40 % circa sulle spese mediche.
    Di fronte a tali fatti è facile prevedere l’effetto dirompente in senso positivo, sia a livello sanitario che sociale, se l’Omeopatia fosse estesamente applicata sulla popolazione, ma anche l’effetto dirompente in senso negativo sugli interessi del mondo produttivo farmaceutico convenzionale.
    La conferma delle efficacia terapeutica dell’Omeopatia è infatti realisticamente un problema non solo scientifico, ma soprattutto politico. Infatti, a mio parere, il motivo reale per cui l’Omeopatia viene osteggiata con tanto accanimento è il fatto che è profondamente incompatibile con il sistema economico farmaceutico imperante e minaccia seriamente i suoi interessi. Ferma restando comunque la buona fede di molti avversari dell’Omeopatia, ai quali spero con questo mio scritto di aver suscitato almeno qualche ragionevole dubbio sulle loro certezze granitiche, e con i quali sarebbe necessario da parte dei medici omeopati tessere un dialogo non polemico ma produttivo, i detrattori sistematici e aprioristici della Omeopatia dovrebbero rendersi conto della grave responsabilità che si assumono davanti alla storia dell’Umanità, se continueranno a ostacolare indiscriminatamente lo sviluppo e la diffusione di una terapia efficace, spesso risolutiva, economica e priva di effetti collaterali. Negare l’Omeopatia è un crimine contro l’Umanità."


    domenica 13 marzo 2011

    Emergenza nucleare in Giappone

    13 : commenti
    La centrale nucleare di Fukushima dopo l'incidente, ripresa da un elicottero.
    [Post originariamente pubblicato alle 10:16 del 12/03/2011... si segua la discussione in corso nei commenti]

    È scandaloso che sulle reti di stato non ci sia nessuno speciale in corso, nessuna edizione straordinaria, nessuna copertura mediatica  su quanto sta avvenendo in questo momento presso la centrale nucleare di Fukushima, dove nel reattore n. 1, il cui sistema di raffreddamento è andato in avaria a seguito del sisma e dello tzunami di ieri, sembra stia fondendo il nocciolo.


    9:59. ESPLOSIONE NELLE CENTRALE DI FUKUSHIMA - Una potente esplosione si è verificata nella centrale di Fukushima, al punto che si sarebbe polverizzata la gabbia di esterna di contenimento di uno dei reattori. Alcuni impiegati sono rimasti feriti. La televisione pubblica giapponese Nhk ha invitato coloro che abitano nelle zone vicine alla centrale nucleare, oltre la zona già evacuata, di tapparsi in casa e chiudere le finestre. La tv ha anche consigliato gli abitanti della zona vicino alla centrale nucleare di proteggersi contro le radiazioni. Secondo gli esperti, è necessario coprirsi naso e bocca con asciugami bagnati e lavarsi le mani non appena rientrati in casa. La gente deve inoltre evitare verdure, altri cibi freschi e acqua del rubinetto, prima del via libera delle autorità.

    È alta la probabilità che sia in corso una fusione in un reattore nucleare. L'Agenzia giapponese sulla sicurezza nucleare ha rilevato cesio radioattivo in prossimità della centrale di Fukushima. La fusione potrebbe essere in atto "nel reattore n1 della centrale nucleare di Fukushima n. 1", a causa del violentissimo sisma e dello tsunami scatenatisi ieri sul nord-est del Giappone. La rilevazione del cesio radioattivo, annunciata dall'Agenzia, è di solito associata con gli elementi del combustibile e rappresenta un segnale di allarme, in quanto potrebbe essere rilasciato, ad esempio, per problemi al nocciolo del reattore.

    Fonte Repubblica.it (con gli ultimi aggiornamenti):

    10:07
    Tepco conferma: "Crollato il tetto del reattore di Fukushima"
    Il tetto del reattore di Fukushima con forti problemi di tenuta dell'impianto di raffreddamento è crollato. Lo conferma il gestore dell'impianto Tepco
    09:36
    Fukushima, tv invita la popolazione a tapparsi in casa
    La televisione pubblica giapponese Nhk ha invitato coloro che abitano nelle zone vicine alla centrale nucleare di Fukushima, oltre la zona già evacuata, di tapparsi in casa e chiudere le finestre. La tv ha anche consigliato gli abitanti della zona vicino alla centrale nucleare di proteggersi contro le radiazioni. Secondo gli esperti, è necessario coprirsi naso e bocca con asciugami bagnati e lavarsi le mani non appena rientrati in casa. La gente deve inoltre evitare verdure, altri cibi freschi e acqua del rubinetto, prima del via libera delle autorità
    09:29
    Fukushima, crollati tetto e mura edificio che ospita il reattore, 4 feriti
    Nell'esplosione nella centrale di Fukushima sono crollati il tetto e le mura dell'edificio che ospita il reattore. Nell'esplosione sono rimasti feriti quattro operatori.
    09:28
    Fukushima, esplosione distrugge gabbia del reattore
    L'esplosione alla centrale di Fukushima è stata molto più potente delle iniziali stime, al punto che si sarebbe polverizzata la gabbia di esterna di contenimento di uno dei reattori. Lo riferisce la Nhk
    09:21
    Esplosione a Fukushima, distrutto un edificio della centrale 
    Uno dei quattro edifici che compongono la centrale di Fukushima è stato distrutto. Lo riferisce l'emittente giapponese Nhk.
    08:57
    Esplosione centrale nucleare Fukushima, feriti alcuni operai
    Alcuni operai sono rimasti feriti nell'esplosione che si è verificata nell'impianto num.1 della centrale nucleare di Fukushima, in Giappone. Lo ha riferito l'emittente nipponica Nhk. La televisione di Stato giapponese sta mostrando le immagini del fumo bianco che si leva dal reattore. Non sono note le cause dell'esplosione. All'indomani del devastante terremoto, le autorità di Tokyo stanno fronteggiando l'allarme nucleare nell'impianto di Fukushima, situato a circa 250 km da Tokyo.
    08:53
    Fukushima, udita esplosione. Fumo da impianto
    Un'esplosione è stata avvertita alla centrale nucleare Fukushima n°1. Lo riferisce l'agenzia di stampa Jiji. La televisione ha mostrato una nuvola di fumo bianco sopra la centrale. Secondo l'emittente, la radioattività nell'impianto è 20 volte superiore a quella normale.

    sabato 12 marzo 2011

    Chat tra inventore dell'E-Cat
    e lettori di NyTeknik

    24 : commenti
    Rossi in chat - screen-shoot da www.nyteknik.se
    Ieri mattina l'ingegner Rossi si trovava a Stoccolma, nella redazione di Ny Teknik, per rispondere in tempo reale alle domande che i lettori della rivista gli hanno rivolto per un'ora, via chat, per saperne di più sull'E-Cat. Quella che segue e la mia traduzione - avvallata da Mats Lewan - dell'articolo uscito ieri stesso sulla rivista svedese con tutte le domande e risposte scambiate nel corso della chat.



    L'inventore dell'E-Cat
    in chat con i lettori

    Resoconto della chat in diretta tra i lettori della rivista svedese Ny Teknik e l'ingegnere italiano Andrea Rossi, l'inventore del cosiddetto energy catalyzer forse basato sulla fusione fredda: leggi qui tutte le domande e le risposte. 

    (Versione in italiano - autorizzata - dell'articolo di Mats Lewan pubblicato su Ny Teknik l'11/03/11 - traduzione di Daniele Passerini)



    L'energy catalyzer di Rossi è stato presentato a un pubblico scelto, lo scorso mese di gennaio 2011, a Bologna e produce calore mediante una reazione sconosciuta. Il reattore del dispositivo è caricato con polvere di nickel in presenza di catalizzatori segreti e pressurizzato con idrogeno.

    Åke Östlund. Caro sig. Rossi! Quando potrò comprare un piccolo catalizzatore d'energia da circa 7-15kW per riscaldare la mia casa? Quanto costerà? Avete intenzione di costruire una macchina (per es. con motore Stirling) che possa  produrre unanche l'elettricità sufficiente a un'abitazione privata?

    Per produrre Catalizzatori di Energia  (E-Cat da ora) per uso famigliare, ci vuole tempo per le certificazioni necessarie. Questo è il motivo per cui stiamo partendo da applicazioni industriali, o anche sistemi di teleriscaldamento: in queste applicazioni le autorizzazioni sono meno difficili, perché le istallazioni sono gestite da tecnici qualificati. Sì, stiamo anche progettando di sistemi per produrre energia elettrica, che utilizzano i cicli ben noti di Carnot, Stirling, ecc. Per quanto riguarda i costi, si prevede 0,01 € per kWh per l'energia elettrica, 0,003 € per kWh termico, 2.000,00 € per kW di potenza (acquisto dell'impianto).

    Göran Ericsson. Le unità commerciali arriveranno sul mercato entro il 2011?

    Sì

    Lars Lindberg. Qual è l'obiettivo principale che Lei si prefigge da questo progetto? Diventare ricchissimo? O vuole aiutare la gente comune?

    Questa tecnologia è stata fatta per essere utile al genere umano, come ogni buona tecnologia.
     

    Lars Lindberg. Quando la gente capirà l'importanza di questa cosa, si aprirà uno scenario estremo,considerando che oggi persino le guerre sono combattute per il petrolio, Lei è pronto ad affrontarlo?Cordiali saluti e congratulazioni per la più grande invenzione tecnologica nella storia dell'uomo.

    Ho fatto molte battaglie nella mia vita. Questo non è la prima e non sarà l'ultima. In ogni caso, ho preso le mie precauzioni e sono pronto a combattere.

    Björn Sjödin. C'è qualche punto debole o svantaggio nella vostra tecnologia?
     
    Infrange alcune regole classiche della fisica. E questo, purtroppo, aumenterà le resistenze nel processo di accettazione, temo. Non vedo alcun punto debole nella tecnologia in quanto tale, in base alla mia esperienza. (questa risposta è stata corretta da Rossi a chat conclusa).
     

    Nilsson Bertil. Se prendessimo sul serio situazione attuale, con l'anidride carbonica e il potenziale riscaldamento globale, non sarebbe meglio trovare un modo per velocizzare la realizzazione del catalizzatore,  rivelando cioè tutti i segreti e permettere il più velocemente possibile una massiccia ricerca a livello mondiale?

    Stiamo lavorando 16 ore al giorno e siamo in attesa della registrazione del brevetto per poter rilasciare ulteriori informazioni.

    Wall Edward. Quanto è pericoloso provare a costruirsi un E-Cat in casa?

    La riproduzione dell'effetto a partire dal brevetto deve essere fatta da professionisti. È pericoloso provarci a livello amatoriale perché ci sono pericoli di esplosione e perché le polveri di nickel sono tossiche. Le operazioni vanno effettuate da gente esperta, con dispositivi di protezione professionali.

    Per Kylemark. C'è in vista qualche possibile cooperazione con gli ingegneri e le industrie svedesi?

    Assolutamente sì. Noi, come Leonardo Corporation, stiamo cercando un partner industriale per installare un impianto da 1 MW. Siamo disponibili per installare l'impianto a nostre spese, se l'impianto rimane di nostra proprietà e vendiamo al Cliente l'energia termica. In questo modo il cliente non rischia nulla e noi guadagniamo con l'energia che produciamo.

    Mirmohades Djalal. Si può pensare a molti modi per trasmettere energia al dispositivo. Si potrebbe trasferire sostanze chimiche o corrente elettrica attraverso l'acqua. Un altro metodo sarebbe una componente ad alta frequenza che viaggia attraverso il collegamento elettrico, certe misure potrebbero non rilevarlo. Ci sono anche sistemi per trasferire energia senza bisogno di connessioni fisiche come Nikola Tesla dimostrò più di un secolo fa. La mia domanda è, Lei è o potrebbe essere disposto a ripetere questa dimostrazione in un luogo scelto da qualcun altro?
     

    Tutti questi sistemi suonano più alla Flash Gordon che reali. Nessuno dei sistemi esistenti al mondo è in grado di produrre 10 kWh/h, come abbiamo fatto e come stiamo facendo. Inoltre, bisogna considerare che tutto il denaro speso fino ad oggi è stato denaro mio.

    Inoltre: non siamo alla ricerca di capitale di rischio, vogliamo vendere la nostra energia sobbarcandoci tutti i rischi, stiamo pagando per tutte le attività di ricerca e sviluppo, non stiamo chiediamo soldi a nessuno. I nostri clienti versano denaro solo dopo aver testato con successo i nostri E-Cat: il denaro, in caso di vendita di impianti, rimane nel conto vincolato del Cliente fin quando viene tutto testato con successo. Così se ci fosse qualche stupido trucco danneggierebbe solo noi stessi, non i Clienti.

    Göran Ericsson. Se non vengono osservati gamma, perché si deve credere che siano coinvolte reazioni nucleari?

    Abbiamo osservato gamma di energia sotto i 300 keV. Non abbiamo trovato, finora, le coppie a 180 gradi a 511 keV, e la ricerca che stiamo continuando con l'Università di Bologna ha come scopo anche quello di sondare meglio lo spettro dei gamma prodotti. Ci vorrà qualche mese di ricerca, dopo di che saremo in grado di comprendere meglio la teoria alla base dell'effetto termico.

    Dobbiamo calcolare anche l'energia di rinculo, integrata con l'energia cinetica che produciamo. Vogliamo correlare l'effetto termico con lo spettro gamma che definiremo. Stiamo continuando ad analizzare anche la trasmutazione atomica e isotopica, per metterla in relazione ai gamma e all'effetto termico. Voglio sapere se Cu59, Cu60, Cu61, Cu62 decadono per cattura di elettroni, invece che con emissioni beta+; se così fosse potremmo scoprire qualcosa di molto interessante.

    È una ricerca molto difficile e ci stiamo investendo sopra (i miei soldi). E alla fine, se non troveremo gamma ad alta energia e coppie a 511 keV, bene, dovremo pensare a una nuova legge scientifica. Non sarebbe la prima volta: hanno scavato una grande buca, là, a Ginevra, per capire le cose, e stanno scoprendo cose che per la fisica classica non potrebbe accadere, particelle che per la fisica classica non potrebbero esistere. Ma quelle cose, evidentemente, non hanno studiato la Fisica e così insistono ad esistere! Basta leggere "Modelli Nucleari" di Greiner Maruhn per avere un assaggio di tutto ciò.

    Mats Johnson. Sarebbe possibile motorizzare un veicolo tramite l'E-Cat?

    Forse in futuro, non nei prossimi anni.

    Sundlöf Bengt. Qual è il motivo tecnico per limitare la produzione a 10 kW per unità?

    Perché questa è la dimensione che abbiamo testato per anni, e la conosciamo molto bene; questo ci permette di garantire la necessaria affidabilità sia per quel che riguarda i sistemi di sicurezza e protezione sia per quel che riguarda l'efficienza operativa.

    Olsson Ted. Che cosa farete con i soldi del Premio Nobel? Scoperta fantastica!

    In Italia si dice: NON VENDERE LA PELLE DELL'ORSO PRIMA DI AVERLO PRESO [in italiano nel testo originale, ndr] Traduzione: non vendere la pelliccia dell'orso prima di dargli la caccia. Il 50% dei nostri profitti è destinata all'assistenza sanitaria dei bambini nel mondo i cui genitori non sono in grado di pagarla. Per il resto sia fatta la volontà di Dio.

    Olsson Ted. Durante le prove si sono mai verificate situazioni d'emergenza per instabilità della potenza?

    Dobbiamo fare una distinzione tra la nostra attività di ricerca e gli E-Cat che forniamo ai Clienti. Quando nel corso della ricerca mi prendo dei rischi, sono sempre solo. Per quanto riguarda
    gli E-Cat che noi facciamo per i clienti, il loro controllo è totale, e lo dico dopo decine di migliaia di ore di test. Mi riferisco al modulo da 10 kW, che è l'unità che combiniamo in serie e parallelo per raggiungere livelli di potenza più elevati. 

    Jörgen Andreasson. Quanta polvere di nickel viene usata e per quanto tempo può funzionare senza dover essere sostituita?

    In una ricarica abbiamo messo circa 100 grammi e sostituiamo la ricarica ogni 6 mesi.
     

    Wall Edward. Grazie per aver risposto ad alcune domande. Come progetta di evitare il "reverse engineering" e la produzione di "cloni" in Paesi che ignorano la tutela della proprietà intellettuale? 

    Non lo so. Al momento sono concentrato solo sulla produzione. Per ora manteniamo il segreto industriale su tutto ciò che accresce l'efficienza (la natura dei catalizzatori per esempio). Ma il testo del nostro brevetto consentirà, prima o poi, che qualcuno replichi l'effetto e faccia quello che dici. Ma questo è normale nella storia della tecnologia e devo accettarlo.

    Prima o poi avremo la concorrenza e nulla può impedirlo. Sarebbe come cercare di fermare le cascate del Niagara con un ombrello.
     

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