Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.

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domenica 8 febbraio 2009

Le 7 fasi fondamentali dell'orgasmo

1 : commenti
Cambiamo decisamente argomento. Ho ricevuto via sms questa "catena" e mi ha fatto fare una bella risata!

L'orgasmo ha 7 fasi fondamentali
  1. ASMATICA: aaahh aaahh...
  2. GEOGRAFICA: qui qui!!
  3. MATEMATICA: di più di più...
  4. RELIGIOSA: oh mio Dio...
  5. SUICIDA: sto per morire...
  6. OMICIDA: se ti fermi ti ammazzo!
  7. SCARAMANTICA: se non fai girare la barzelletta niente più sesso per 5 anni... io non rischio!

C'è chi si merita un grazie... e chi no!

0 : commenti
Di oggi la notizia che il neopresidente degli Stati Uniti Barack Obama ha pubblicamente ringraziato Walter Veltroni per la lettera di felicitazioni inviata dal segretario del PD dopo la sua elezione alla Casa Bianca. Pare invece che non abbia ringraziato Berlusconi per la famosa battuta sull'abbronzatura! Credo la battuta infelice n. 945683 attribuita al nostro inarrivabile presidente del consiglio! 


LINK: - la celeberrima berlus-boutade del 6 novembre scorso - ciò che Berlusconi stesso disse riguardo la sua battuta - ne parlai in questo post a novembre - web-ring "blog abbronzato"

P.S. Del 3 aprile 2009. Berlusconi è sempre in sella e Veltroni è al tramonto... al G20 di ieri il leader americano e quello italiano sono "a braccetto"... me lo dico da solo: nemo propheta in patria est! :-)

Lettera di Beppino Englaro
a Napolitano e Berlusconi

0 : commenti

Sono il tutore di Eluana Englaro, ma in questo momento parlo da padre a padre, rivolgendomi al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per invitare entrambi, ed essi soli, a venire ad Udine per rendersi conto, di persona e privatamente, delle condizioni effettive di mia figlia Eluana, su cui si sono diffuse notizie lontane dalla realtà che rischiano di confondere e deviare ogni commento e convincimento.


7 febbraio 2009

Il tutore e padre della Sig.ra Eluana Englaro Beppino Englaro


Spero che il presidente della Repubblica e il presidente del consiglio dei ministri, abbiano cuore di accogliere la ragionevole richiesta del padre di Eluana. Dopo queste sue parole e l'altrettanto seria lettera di Giorgio Napolitano di venerdì scorso, tutti i cittadini apprezzerebbero una seria esternazione del Presidente Silvio Berlusconi: delle sue battute televisive da clown e guitto su questioni estremamente delicate, non ne possiamo più. Grazie.

Sbattezzamenti di massa alle porte?

2 : commenti
Se io domani avessi un incidente e finissi in coma con attività cerebrale nulla, verrei dichiarato clinicamente morto. Mi sarebbero espiantati gli organi. Verrei "utilizzato" come una sorta di magazzino di pezzi di ricambio. I mass media non si interesserebbero certo dell'ipotesi di un mio possibile risveglio dallo stato vegetativo tra qualche anno. Situazioni simili si verificano quasi ogni momento e nessuno invoca crociate al riguardo.

Ma se un padre vuole pietosamente seppellire la figlia, tenuta in vita artificialmente con accanimento terapeutico (basta con la balla della mera alimentazione, non è vero: a Eluana è sempre stata somministrata anche una terapia farmacologica), allora ecco i soliti Soloni di turno alzare barricate attorno alla sacralità della vita, disconoscendo però la sacralità altrettanto grande della morte, offuscata dal delirio di onnipotenza di quei medici che sono più attenti a combattere l'ultimo respiro che a curare la vita e di quei politici che sono più propensi a fare leggi ad hoc che a rispettare le decisioni della Magistratura. Ho sentito ragionamenti schizofrenici: lasciare naturalmente spirare Eluana aprirebbe la porta all'eutanasia di anziani, portatori di handicap, malati psichiatrici ecc. I casi sono due: o qualcuno crede che siamo tutti scemi da berci tali banalizzazioni o tutti potenziali assassini pronti a correre a staccare la spina ai nostri parenti malati.

Un grigio governo di bonapartisti mediatici strumentalizza un caso umano, che richiederebbe solo pietà è silenzio, per attaccare a fronte bassa le fondamenta costituzionali della nostra Repubblica. C'era da aspettarselo. Più sorprendente che lo faccia  chi afferma di essere esecutrice in Terra della volontà di Nostro Signore: la chiesa cattolica e l'attuale papa che la guida. Comincio a prendere in considerazione l'idea di potermi sbattezzare. Facendolo continuerei a sentirmi cristiano per radici culturali (come pure un po' buddista, induista ecc. per frequentazioni successive), ma reciderei ogni legame con la confessione cattolica, quella che ha proclamato crociate, benedetto guerre, santificato torture, protetto le dittature, ucciso in nome di Dio e della Fede, né più né meno delle forme integraliste di altre religioni. Credo che il cattolicesimo abbia fatto più danni alla Fede di qualsivoglia forma di ateismo.

Se mi sbattezzassi, di fronte alla mia coscienza non cambierebbe nulla; di fronte alla gerarchia cattolica sarebbe l'ufficializzazione del fatto che non le riconosco più né autorità né autorevolezza. Esistono in rete molti siti che spiegano come sbattezzarsi. Di solito sono persone atee a compiere tale gesto, ma sono anche sempre più i credenti. Lascio alcuni siti per documentarsi su come fare (e perché):

sabato 7 febbraio 2009

Lettera di Giorgio Napolitano
a Silvio Berluscononi

2 : commenti
Tornerò senz'altro a occuparmi di Eluana. Del perché e percome sia mia profonda convinzione, sofferta ma ferma, che sia in errore chi crede che ostacolare il destino di questa povera ragazza sia un segno di amore per la vita. Intanto, la parola al Nostro Presidente Giorgio Napolitano.
"Signor Presidente, lei certamente comprenderà come io condivida le ansietà sue e del Governo rispetto ad una vicenda dolorosissima sul piano umano e quanto mai delicata sul piano istituzionale. Io non posso peraltro, nell'esercizio delle mie funzioni, farmi guidare da altro che un esame obiettivo della rispondenza o meno di un provvedimento legislativo di urgenza alle condizioni specifiche prescritte dalla Costituzione e ai principi da essa sanciti. I temi della disciplina della fine della vita, del testamento biologico e dei trattamenti di alimentazione e di idratazione meccanica sono da tempo all'attenzione dell'opinione pubblica, delle forze politiche e del Parlamento, specialmente da quando sono stati resi particolarmente acuti dal progresso delle tecniche mediche. Non è un caso se in ragione della loro complessità, dell'incidenza su diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti e della diversità di posizioni che si sono manifestate, trasversalmente rispetto agli schieramenti politici, non si sia finora pervenuti a decisioni legislative integrative dell'ordinamento giuridico vigente. Già sotto questo profilo il ricorso al decreto legge, piuttosto che un rinnovato impegno del Parlamento ad adottare con legge ordinaria una disciplina organica, appare soluzione inappropriata". "Devo inoltre rilevare che rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità ed urgenza ai sensi dell'art. 77 della Costituzione se non l'impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso. Ma il fondamentale principio della distinzione e del reciproco rispetto tra poteri e organi dello Stato non consente di disattendere la soluzione che per esso è stata individuata da una decisione giudiziaria definitiva sulla base dei principi, anche costituzionali, desumibili dall'ordinamento giuridico vigente." "Decisione definitiva, sotto il profilo dei presupposti di diritto, deve infatti considerarsi, anche un decreto emesso nel corso di un procedimento di volontaria giurisdizione, non ulteriormente impugnabile, che ha avuto ad oggetto contrapposte posizioni di diritto soggettivo e in relazione al quale la Corte di cassazione ha ritenuto ammissibile pronunciarsi a norma dell'articolo 111 della Costituzione: decreto che ha dato applicazione al principio di diritto fissato da una sentenza della Corte di cassazione e che, al pari di questa, non è stato ritenuto invasivo da parte della Corte costituzionale della sfera di competenza del potere legislativo." "Desta inoltre gravi perplessità l'adozione di una disciplina dichiaratamente provvisoria e a tempo indeterminato, delle modalità di tutela di diritti della persona costituzionalmente garantiti dal combinato disposto degli articoli 3, 13 e 32 della Costituzione: disciplina altresì circoscritta alle persone che non siano più in grado di manifestare la propria volontà in ordine ad atti costrittivi di disposizione del loro corpo". "Ricordo infine che il potere del Presidente della Repubblica di rifiutare la sottoscrizione di provvedimenti di urgenza manifestamente privi dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza previsti dall'art. 77 della Costituzione o per altro verso manifestamente lesivi di norme e principi costituzionali, discende dalla natura della funzione di garanzia istituzionale che la Costituzione assegna al Capo dello Stato ed è confermata da più precedenti consistenti sia in formali dinieghi di emanazione di decreti legge sia in espresse dichiarazioni di principio di miei predecessori. Confido che una pacata considerazione delle ragioni da me indicate in questa lettera valga ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione di urgenza che finora ci siamo congiuntamente adoperati per evitare".
(06/02/2009)
Grazie Signor Presidente della Repubblica, non arretri, continui a difendere le basi preziose della nostra Democrazia. Tutte le persone che hanno a cuore le sorti dell'Italia e il libero dialogo in una società complessa sono con Lei. Se permettiamo che il nostro Presidente del Consiglio decreti d'urgenza e "minacci" leggine fatte in tre giorni, ad hoc, per un caso su cui tutti i gradi della magistratura si sono pronunciati, su cui la maggioranza degli italiani (se pure fosse una minoranza sarebbe altrettanto grave) non pensa come lui e il suo Sacro, ma poco Santo, alleato Vaticano, TUTTO CIÓ SAREBBE GIÁ DI PER SÉ TOTALITARISMO.


P.S. Sarò fiero di cantare in Suo onore, col Coro dell'Università di Perugia, il 23 febbraio prossimo venturo, quando parteciperà alla conclusione delle celebrazioni per il settecentenario dalla fondazione dell'università del capoluogo umbro. Viva l'Italia Libera.

venerdì 6 febbraio 2009

I sette volti di Daniele

3 : commenti
Mi piace molto il mio nome, da sempre. In primis per la sua etimologia, "Dio è mio giudice": infatti ascolto e seguo sempre i buoni consigli, ma sono abbastanza "impermeabile" ai giudizi delle altre persone (e ho imparato a mia volta a non giudicare).

Mi piace poi che il nome Daniele abbia la proprietà di conternerne altri sette; in altre parole sette lettere mi danno ben sette (!) modi con cui essere chiamato e/o firmarmi:

1. Daniele > il nome completo, formale, ufficiale, anagrafico, di battesimo;
2. Dàniel > quello più anglofono, mi ci chiamavano i compagni di liceo;
3. Danie' > un po' "ciociaro", rude e alla buona (solo a voce);
4. Dani > vezzeggiativo dolce, usato da chi mi vuol bene;
5. Dan > tanto sintetico quanto pieno di personalità;
6. Da' > la sillaba più breve che mi contiene;
7. D. > il modo più semplice di firmarmi.


Un nome per ciascuno dei chakra! :-)


Tutto questo rispecchia pure il sentirmi - a volte felicemente altre meno - uno, nessuno, centomila: non nel senso del caos e del rischio di frammentazione, ma nel senso della complessità e della ricerca d'integrazione. Però talvolta i miei amici sono un po' confusi, non sanno bene con quale dei miei sette volti hanno a che fare! ;o)

Le regole per essere umani

3 : commenti
  1. Riceverai un corpo. Potrai amarlo o detestarlo, ma sarà tuo per l'intero periodo di questa vita.
  2. Prenderai lezioni. Sei iscritto a una scuola informale a tempo pieno chiamata Vita. Ogni giorno in questa scuola avrai occasione di prendere lezioni. Le lezioni potranno piacerti oppure potrai considerarle irrilevanti e stupide.
  3. Non vi sono errori, soltanto lezioni. La crescita è un procedimento per tentativi: è sperimentazione. Gli esperimenti "falliti" fanno parte del procedimento tanto quanto l'esperimento che alla fine "funziona".
  4. Una lezione viene ripetuta fino all'apprendimento. Una lezione ti sarà presentata sotto varie forme finché la imparerai. Una volta appresa questa, potrai passare alla lezione successiva.
  5. Non si finisce mai di imparare. Non vi è parte della vita che non contenga le sue lezioni. Finché vivrai ci saranno lezioni da apprendere.
  6. "Lì" non è meglio di "qui". Quando il tuo "lì" sarà diventato un "qui", semplicemente otterrai un altro "lì" che di nuovo sembrerà migliore di "qui".
  7. Gli altri sono semplicemente specchi di te. Non puoi amare od odiare qualcosa di un'altra persona finché ciò non riflette qualcosa che ami od odi di te stesso.
  8. Spetta a te decidere cosa fare. Hai tutti gli strumenti e le risorse di cui hai bisogno. Spetta a te decidere cosa farne. La scelta è tua.
  9. Le tue risorse risiedono dentro di te. Le risposte alle domande della Vita risiedono dentro di te. Tutto ciò che ti serve è guardare, ascoltare e avere fiducia.
  10. Dimenticherai tutto questo.
  11. Puoi ricordartelo ogni volta che vuoi.

mercoledì 4 febbraio 2009

Povera Patria

4 : commenti
L'Italia è  
una democrazia compiuta o  
una gerontocrazia compiaciuta?
 
Un ricambio generazionale della cosiddetta classe politica nostrana, maggioranza e opposizione, destra e sinistra, non potrebbe che far bene al nostro Paese. Per favore, fate spazio a facce, idee, pensieri, speranze nuove; è il momento di passi indietro che consentano passi avanti. Chi mi conosce bene sa che ritengo la provocazione un utile strumento per svegliare coscienze e stimolare riflessioni. Non è sulla forma di una provocazione che va dibattuto - italico inveterato vizio - ma su quanto una provocazione va a sollecitare. Avrei potuto parlare, magari più correttamente, di aristocrazia o oligarchia, ma ho preferito focalizzare sull'età media di una classe politica dirigente, che diviene motivo di disaffezione alla partecipazione alla res publica da parte delle nuove generazioni, per mancanza di utile identificazione;e il nostro futuro è nelle loro mani.
 


Povera patria  
schiacciata dagli abusi del potere  
di gente infame che non sa cos'è il pudore,  
si credono potenti e gli va bene  
quello che fanno e tutto gli appartiene.  

Tra i governanti  
quanti perfetti e inutili buffoni!  
Questo paese è devastato dal dolore...  
ma non vi danno un po' di dispiacere  
quei corpi in terra senza più calore?  

Non cambierà, 
non cambierà  
no cambierà, 
forse cambierà.  

Ma come scusare 
le iene negli stadi e quelle dei giornali?  
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.  
Me ne vergogno un poco e mi fa male  
vedere un uomo come un animale. 

Non cambierà, 
non cambierà  
si che cambierà, 
vedrai che cambierà. 

Si può sperare  
che il mondo torni a quote più normali  
che possa contemplare il cielo e i fiori 
che non si parli più di dittature. 


Se avremo ancora un po' da vivere...  
la primavera intanto tarda ad arrivare.

Povera Patria, di Franco Battiato
dall'album Come un cammello in una grondaia (1991)

martedì 3 febbraio 2009

La più straordinaria invenzione
di ingegneria sociale

0 : commenti
Domani mercoledì 4 febbraio, dalle ore 16 alle 19, presso la sala partecipazione del Consiglio regionale, piazza Italia, Perugia, presentazione del libro di Laura Pennacchi "La moralità del welfare". Sarà presente l'autrice. Titolo dell'incontro: Il Welfare, la più straordinaria invenzione di ingegneria sociale degli ultimi 150 anni. Grazie a ionoi-iovoi ® sto tornando a interessarmi di sociale per passione oltre che per lavoro, come ai bei tempi. A questa presentazione ci vado. ;-)
SOMMARIO DEL LIBRO

Premessa I. Democraticità e moralità del welfare state
  • Democrazia, assetti normativi, modello sociale europeo
  • Ethos democratico e tessuti normativi
  • Norme e significati: la moralità ha a che fare tanto con la giustizia quanto con il diritto
  • La mobilitazione dei poteri pubblici per assicurare a tutti libertà sostanziali: basi morali, giustizia, welfare state
  • I quattro significati di «pubblico» e la mediazione istituzionale: sfera pubblica e architettura del welfare state
  • Individuazione o individualismo?
  • Il mito dell'immediatezza della società civile
  • L'allargamento normativo della nozione di «sicurezza» e la solidarietà istituzionalizzata
II. Fonti normative del neoliberismo e basi valoriali del welfare state
  • L'assolutizzazione dell' etica dello scambio e la retorica desocializzante del neo liberismo
  • Standard morali basati sul mercato e degenerazione dell'idea di libertà
  • Individuo, libertà, società
  • Riferimenti valoriali ed elementi etico-normativi della condotta umana
  • Il «vuoto istituzionale» intrinseco al neo liberismo e l'intervento pubblico in economia
  • Desocializzazione dell'individuo, libertà di scelta, consumo nel neoliberismo
  • Depotenziamento del ruolo pubblico e pluralità dei fenomeni di privatizzazione
  • Angustia degli standard morali e restrizione della nozione di mercato
III. Il neoliberismo e il deterioramento della sfera pubblica
  • La finanziarizzazione
  • La commodification
  • Il contrattualismo
  • Le implicazioni sulla sfera pubblica e sui welfare state: annebbiamento di valori di matrice universalistica e revival religioso
  • La depoliticizzazione della società
  • Privatismo e associazionismo
IV. Europa versus Usa?
  • Il neoliberismo e il modello sociale europeo
  • Cosa significa parlare di «crisi" del modello sociale Europeo?
  • La naturalizzazione dell'economia e i fattori della «crisi» del modello sociale europeo
  • I trend effettivi della crescita mondiale: economia e welfare negli anni novanta in Europa e negli Usa
  • Effetti di disincentivo, costo delle tasse, legittimità democratica della tassazione
  • La questione delle diseguaglianze
V. Crisi dei welfare state europei? «stato di maturità» e innovazione istituzionale
  • I welfare state europei: crisi o stato di maturità?
  • L'assorbimento del rischio in diversi assetti istituzionali: il caso americano di privatizzazione del rischio
  • Nuovi rischi e disegno istituzionale dei welfare state per farvi fronte
  • Mediazione politica e adattamento istituzionale nel modello sociale europeo
  • Il caso del welfare state italiano
VI. Welfare state, cittadinanza, democrazia
  • I welfare state come strutture di dialogo democratico sul bene comune
  • Cittadinanza e deproprietizzazione dei requisiti per essere considerati cittadini
  • Il futuro dei welfare state: sicurezza ed eguaglianza, efficienza e giustizia
  • Le istanze di eguaglianza: giustizia, equità, cittadinanza
  • Modelli di eguaglianza e giustizia: esclusione, povertà, «capacità»
Conclusioni. Le potenzialità del paradigma dello «sviluppo umano» Per un umanesimo radicale Note di sintesi Indice dei nomi

lunedì 2 febbraio 2009

Consecutio temporum

4 : commenti
Foto by Arzach


Questo pomeriggio.


- Quando torniamo alla festa degli aquiloni?
- Quando c'è: verso il primo maggio.
- Ancora così tanto?
- Eh sì, la fanno solo una volta all'anno.
- Che dici pa'! Vuoi dire che è quasi passato un anno dall'ultima volta?
- Siamo a febbraio, due. Maggio, cinque. Cinque meno due, tre: sono passati nove mesi, quasi un anno sì.
- Ma non è possibile! A me sembra che sono passati tre mesi, al massimo quattro mesi...
- Come passa in fretta il tempo eh (a dire il vero a me da bambino non passava mai, che strano...), tra poco finisci la scuola elementare, l'anno prossimo inizi la media. Bello crescere, no?
- Sì, però è tutto troppo veloce
- (Eddagli, io questa sensazione l'ho avuta per la prima volta dopo i vent'anni: quanto corrono i bambini di oggi!)
- Però, papà, è una cosa buona: così anche la scuola mi finisce prima, vero?
- Quando una cosa ci annoia sembra non finire mai, se una cosa ci interessa il tempo vola. Sempre.
- Sarebbe meglio il contrario.
- Eh sì, è vero, sarebbe molto meglio il contrario: ci annoiamo e allora il tempo passa in fretta; ci divertiamo e non finisce mai!
- Sì, sarebbe bellissimo.
- Tocca dirlo a Dio... Dio! Non potevi crearla un po' meglio 'sta faccenda del tempo? Dai, sistemala un po'! (Ma no dico per dire, va bene così. Se la felicità non finisse mai ci verrebbe sicuramente a noia. E un attimo di noia ci renderebbe felici. Che roba!)

P.S. quando guido e parlo con mia figlia contemporaneamente metto da parte congiuntivo e consecutio temporum.

Primi passi del progetto ionoi-iovoi ®

2 : commenti
Ieri mattina ho partecipato, tra il pubblico ahimè poco numeroso, alla parte conclusiva di un convegno molto più interessante di quanto il titolo potesse suggerire: Verso un sistema allargato e partecipato di governo: riflessioni sul Piano regionale di gestione dei rifiuti umbro, promosso da LettereRiformiste "Altiero Spinelli", Agenzia Utopie Concrete, Associazione Ecologisti Democratici Umbria, Federconsumatori Umbria, S.It.I. Umbria.

Uno degli assunti del convegno era che "è difficile separare la questione rifiuti dagli altri temi della vita sia quotidiana che istituzionale, incrociando una molteplicità di aspetti (culturali, politici, amministrativi, economici, ambientali, sanitari). Una gestione corretta del ciclo può contribuire a qualificare lo stesso sistema produttivo ed imprenditoriale, generando reddito e qualità della vita, ma altrettanto, una gestione errata può essere causa di enormi danni, non ultima l’immagine del territorio e la stessa possibilità di innovazione e di attrarre investimenti."

Il tema della discussione di sabato mattina era particolarmente attinente al concetto di ionoi: attraverso la comunicazione possiamo ri-costruire un clima di reciproca credibilità e fiducia tra società, scienza e politica? Ho apprezzato in particolare gli interventi di
  • Elena Battaglini (La dimensione della percezione e dell’accettabilità sociale), responsabile Area di Ricerca Ambiente e Territorio dell'IRES;
  • Alfonso Raus (La dimensione sociale e di approccio al conflitto) del Forris ricerca e formazione;
  • Maurizio Busso (La dimensione scientifica: il concetto dei limiti), docente di Astrofisica Università degli Studi di Perugia.
Purtroppo sono dovuto scappare prima della fine per andare a riprendere mia figlia da scuola, ma Mary Mancinelli, l'amica esperta di marketing che mi sta aiutando a promuovere il marchio ionoi-iovoi ®, è riuscita a parlare con alcuni conferenzieri mostrando loro la brochure provvisoria. Risultato: molto interesse, la proposta di organizzare un convegno a Perugia per lanciarlo e l'idea di portarlo a breve ad un convegno all'estero sulla pubblicità sociale... mica male per cominciare!

domenica 1 febbraio 2009

OGM musicale?

7 : commenti
Celentano è un grande autore, un grande interprete e - perdonandogli gli eccessi d'istrionismo - un personaggio. E stimo ancora di più Battiato. Però Celentano che canta La Cura di Battiato, francamente non mi mancava: mi suona come un organismo musicale geneticamente modificato!  

De gustibus non est disputandum... questo è uno dei casi in cui mi sembra valga il paradosso del 1 + 1 <2, inverso a quello del 1 + 1 >2 della vera coppia, ricordate?

sabato 31 gennaio 2009

ionoi-iovoi ®

2 : commenti
una sola idea, poche sillabe
per comunicare tanto a tutti
   

giovedì 29 gennaio 2009

Scrivi che ti passa!

9 : commenti
Nello stesso seminario in cui ho ascoltato la frase di Bacone di cui allo scorso post, hanno accennato a una campagna promozionale per l'uso dei profilattici messa in piedi qualche anno fa dalla L.I.L.A. (Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS). Per gadget distribuivano una penna biro metà della quale aveva un vano contenente un preservativo. Ma la genialata era lo slogan inciso sulla penna:


SE NON PUOI VENIRE SCRIVI!


:o)

Quant'è vero!

10 : commenti
Chi ha moglie e figli ha dato ostaggi alla fortuna. 
 

Avrei parecchie cose da raccontare oggi... ma devo assolutamente recuperare un po' di sonno perduto, perciò mi soffermo solo su questa breve citazione. Mi ci sono imbattuto la settimana scorsa, a un seminario, condividendola in pieno: quant'è vero! Se amiamo qualcuno si crea necessariamente la possibilità che quella stessa fonte di gioia possa trasformarsi in fonte di dolore. Nonostante questo pericolo, è ovvio che valga sempre la pena di amare, anzi è proprio impossibile non farlo, salvo rinnegare la nostra natura umana. Cercando nel web l'aforisma di Bacone, per verificarne l'autenticità, ho però scoperto che, ricondotto al contesto da cui è stato estrapolato, aveva un significato ben diverso e per di più terribilmente maschilista!  
"Chi ha moglie e figli ha dato ostaggi alla fortuna, perché essi sono impedimento alle grandi imprese sia di bene che di male. Ma la causa più ordinaria di celibato è la libertà, certamente in certi spiriti egoisti e bizzarri, che sono sensibili ad ogni restrizione. Gli uomini non sposati sono ottimi amici, ottimi padroni, ottimi domestici, ma non sempre ottimi soggetti, perché son facili a prendere il volo, e quasi tutti i fuggiaschi son di quella condizione. Il celibato va bene per gli ecclesiastici, perché la carità difficilmente irrigherà il suolo se deve prima riempire una pozza. Certamente moglie e figli sono una specie di disciplina dell’umanità, e i celibi, sebbene siano molte volte più caritatevoli poiché i loro mezzi sono meno esausti, tuttavia sono più crudeli e duri di cuore perché la loro tenerezza non è spesso invocata."
(Bacone, Saggi, Del matrimonio e del celibato)

Onde evitare equivoci, il senso che preferisco attribuire alla frase - non me ne voglia Bacone - è questo: Chi ha marito o moglie o figli ha dato ostaggi alla fortuna.

mercoledì 28 gennaio 2009

Stramaledettamente buona!

8 : commenti
All'inizio dello scorso mese di novembre ebbi... una vera e propria folgorazione! Mi dissi subito - Non è possibile che nessuno abbia già avuto questa idea... - ma è proprio quello che la ricerca su internet mi dimostrò. Allora passai qualche settimana a lasciarla decantare, a immaginare scenari e utilizzi... Ne parlai - o meglio la mostrai - solo a un'amica fidata, che è solita stare coi piedi per terra: anche lei giudicò che l'idea fosse - Stramaledettamente buona! -. Così prima di Natale sono andato nello studio legale di un compagno di liceo, specializzato giusto nella registrazione di brevetti, loghi, marchi e abbiamo individuato la strategia migliore per tutelare l'opera d'ingegno a cui s'allude. Prima ancora di capire bene come spenderla! Il 9 gennaio la domanda di registrazione è stata presentata all'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi e da allora ne decorrono gli effetti. Prometto che tra pochissimo ne parlerò sul blog. E passerò il weekend a creare un nuovo spazio web ad hoc. Intanto ditemi, avete mai provato a giocare coi pronomi personali al posto dei mattoncini lego? :-)

martedì 27 gennaio 2009

6 milliards d'Autres

3 : commenti
Il Taccuino dell'Altrove, blog dell'antropologo Giovanni Gugg, è sempre fonte di spunti e analisi di grande interesse. Lì ho scoperto l'esistenza di 6 miliardi di Altri, progetto di Yann Arthus-Bertrand che raccoglie le testimonianze spontanee di 5000 persone di 75 nazioni intervistate sulle domande principali della vita. Giovanni ne parla con tale competenza e precisione che rimando per forza al post del suo blog.* Unico "problema": ci vogliono giorni per ascoltare tutte le interviste disponibili sul sito di 6 miliardi di Altri!

*Post scriptum di 3 anni dopo: purtroppo il blog di Giovanni non esiste più e il post è andato perduto.

lunedì 26 gennaio 2009

...e il palindromo del lunedì!

3 : commenti
All'eros, ai "no", ridevi, Luigina mia; hai mani giulive d'ironia, sorella! 

Ci ho preso gusto coi palindromi; ho scoperto che mi vengono pure bene. Questo (55 lettere!) l'ho appena fatto ed è dedicato alla mia amica Luigina, ora in vacanza a Parigi.

domenica 25 gennaio 2009

Il palindromo della domenica

4 : commenti
"I love"... e voli!

Da sinistra a destra e da destra a sinistra: palindromo piccolo ma evocativo e - a giudicare la ricerca a vuoto su Google - dovrei averlo appena inventato io.

Grazie Stella! ;o)

P.S. database dei palindromi online

sabato 24 gennaio 2009

La formula della coppia

13 : commenti
Se c'è un termine che trovo sbagliato, riferito ai membri di una coppia, quello è metà (la mia metà, la mia dolce metà ecc.).

D'accordo, contiene l'idea dell'anima spezzata che vuole ricongiungersi con la propria metà gemella -- immagine senz'altro ispirata e romantica -- però sul piano di realtà terreno è forviante.

La vera coppia (se volete alchemica) di uomo e donna è necessariamente formata da due interi, mai da due metà.

posto M = F = 1/2

M + F <1

Posto M = F = 1

M + F >2

O se preferite lo scrivo così

1/2 + 1/2 < 1 

1 + 1 > 2

Chiaramente un nonsense matematico, ma un vero must del buonsenso!

Per chi avesse scordato algebra e notazioni matematiche: ho soltanto scritto che in ogni coppia in cui l'uomo e la donna si sentono "metà", un mezzo più un mezzo è minore di uno; mentre in ogni coppia in cui l'uomo e la donna si sentono "interi", uno più uno è maggiore di due.

P.S. E niente battute sul fatto che un post così l'ho scritto di sabato sera, please! :-)
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