Nel primo post ho spiegato perché ho inaugurato questo blog. Ma perché mi sono lanciato nell'avventura dello scrivere? E perchè continuo a volere creare altri libri? Non c’è un vero è proprio perché, in primis è successo e c'è lo zampino... della Biblioteca di Babele!
Nemmeno due anni fa ho messo insieme il mio primo libricino (Ventidue passi d’amore conta una novantina di pagine) in pochi mesi e quasi senza volerlo, ché me ne sono reso conto quando ormai l'avevo già fatto. A quarant’anni compiuti, meglio tardi che mai!
La prima volta che mi prese fantasia di scrivere un libro avevo circa 12 anni. Allora divoravo soprattutto fantascienza, in particolare le opere dell'Editrice Nord - Serie oro. Chi è appassionato al genere sa bene a quali autori mi riferisco: Alfred E. van Vogt, Philip K. Dick, Jack Vance, Keith Laumer, Frederik Pohl, Frank Herbert, Kurt Vonnegut ecc. Queste letture mi appassionavano e stuzzicavano a imparare a scrivere bene. Così caricavo un foglio sulla Olivetti "Studio 44" dei miei genitori e folgorato da qualche idea "galattica" partivo in quarta a trasferirla sulla carta. Poi immancabilmente, dopo un paio di pagine, non sapevo più dove andare a parare e ricadevo sulla Terra! Dopo decine di tentativi con lo stesso esito capitolai: forse diventare uno scrittore non era destino!
Nemmeno due anni fa ho messo insieme il mio primo libricino (Ventidue passi d’amore conta una novantina di pagine) in pochi mesi e quasi senza volerlo, ché me ne sono reso conto quando ormai l'avevo già fatto. A quarant’anni compiuti, meglio tardi che mai!
La prima volta che mi prese fantasia di scrivere un libro avevo circa 12 anni. Allora divoravo soprattutto fantascienza, in particolare le opere dell'Editrice Nord - Serie oro. Chi è appassionato al genere sa bene a quali autori mi riferisco: Alfred E. van Vogt, Philip K. Dick, Jack Vance, Keith Laumer, Frederik Pohl, Frank Herbert, Kurt Vonnegut ecc. Queste letture mi appassionavano e stuzzicavano a imparare a scrivere bene. Così caricavo un foglio sulla Olivetti "Studio 44" dei miei genitori e folgorato da qualche idea "galattica" partivo in quarta a trasferirla sulla carta. Poi immancabilmente, dopo un paio di pagine, non sapevo più dove andare a parare e ricadevo sulla Terra! Dopo decine di tentativi con lo stesso esito capitolai: forse diventare uno scrittore non era destino!