Siamo appassionati d’Amore, onestà, spiritualità, arte, poesia, politica, democrazia, sostenibilità, tecnologia, green-energy, medicina naturale, cambi di paradigma, rivoluzioni scientifiche e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà: fuori c’è il patriarcato e guerre, prevaricazioni e disuguaglianza sociale; qui c’è una "società gilanica". Fuori c’è l’economia del petrolio, qui siamo pro mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.

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martedì 25 dicembre 2007

Cercare e saper riconoscere...

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Tra i vari auguri di Natale ricevuti via e-mail fa capolino (grazie mille Patrizia) questa bella citazione di Italo Calvino tratta dal libro Le città invisibili. E' curioso parlare di Inferno proprio oggi, ma diventa un appropriato monito se si pensa a tutti i detriti e rottami di significato che, sul mero piano commerciale, ruotano attorno al Natale su orbite estremamente basse. Il senso vero, antico e spirituale viaggia su orbite alte, purtroppo invisibili per molti.
L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”.

lunedì 24 dicembre 2007

Augurio di Natale

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Alla fine invece dell' sms di auguri che mi ero preparato qualche giorno fa, ho scritto al volo e spedito questo:

Buone stelle comete,
lieti eventi e felici doni.
Avete un sogno?
Fatelo nascere stanotte;
poi nutritelo
finché
un giorno
camminerà da solo.
BUON NATALE!

Daniele

domenica 23 dicembre 2007

Coretto natalizio

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Hi hi hi, troppo, troppo carino: volate ad ascoltare questo coretto natalizio con Babbo Natale solista e coro a 4 renne! Grazie Ferruccio per avermelo inoltrato.

mercoledì 19 dicembre 2007

Auguri di Natale formato sms!

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Restando nello spirito del Natale vissuto con animo di bambino, ho scritto un sms augurale da mandare il giorno della vigilia ad amici, parenti e conoscenti. Et voilà, sono 160 caratteri esatti, alberello compreso!
eee*
ee*¤*
e*¤*¤*
*
¤*¤*¤*
---¤¤
N come NATIVITA'
A come AUGURI

T come TI VOGLIO BEN

A come AMORE
L come LUCE

E come EMOZIONE

. . . B u o n N A T A L E !
Se vi piace questo testo, mutuatelo pure per gli auguri di Buon Natale sui vostri sms. Non ci tengo al copyright! :-)
Occhio però che sono 160 caratteri esatti, né uno di più né uno di meno: non vi sbagliate a digitarne 161 altrimenti partono due sms invece di uno. Ho fatto qualche tentativo e alla fine per disegnare l'alberello ho scelto i simboli "*" e "¤", ma potete sbizzarrirvi con la vostra creatività.

Ci sono tante cose di cui vorrei scrivere sul blog questi giorni, ma troppi impegni mi chiamano... per questo mi limito solo ad affacciarmi per fare gli auguri!!!

martedì 18 dicembre 2007

BUON NATALE !

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Auguri di Buon Natale!
Manca una settimana esatta, e scrivo ora questo post perché tra qualche giorno non ne avrei più il tempo. Lasciamo perdere stavolta i significati profondi, simbolici e misterici del passaggio solstiziale del 24 dicembre prossimo venturo, vuoi dalla prospettiva cristiana, vuoi da quella esoterica, pagana, solare o quant'altre si vogliano, secondo la scelta e l'assonanza di ciascuno di noi. Quest'anno mi piace di più immergermi in quel senso di magia e stupore del Natale che nemmeno il consumismo riesce ad annegare del tutto e che i bambini sentono tanto bene riuscendo a farlo riaffiorare anche in noi adulti, se riapriamo il cuore. E lo dico potendo vantare una "certa frequentazione" con Babbo Natale in persona... mia figlia può confermarlo!!! E allora lascio in questa pagina una filastrocca di Natale, alla fin fine anche troppo "impegnata", però ho davvero troppe cose da fare questi giorni e mi perdonerete se ne ho ripreso una, appena appena modificata in un paio di versi, che scrissi un anno fa. In realtà questa filastrocca è nata come testo a forma di alberello di Natale per un file PowerPoint; dunque molte concessioni che mi sono permesso in queste rime alterne non sono di forma ma proprio alla forma! Vedere per credere: lascio in calce il link per scaricare l'animazione in PowerPoint del mio alberello augurale.
I DÌ DEL NATALE SON GIUNTI. RIVEDO QUEST’ANNO TRASCORSO: GLI AMICI, PARENTI, CONGIUNTI... CHI HO FERITO E CHI HO SOCCORSO... E VIENE UN PENSIERO DAL CUORE: «AIUTA IL BAMBINO CH’È SANTO A NASCERE ANCORA, SE MUORE NEL PETTO DI CHI MOLTO HA PIANTO; C’È UN ALTRO PRESEPE VIVENTE DI CUI POSSIAM FARE I PASTORI CHE VANNO ANNUNCIANDO ALLA GENTE LA STELLA CHE SANA I DOLORI. BRUCIAMO ALLA LUCE CELESTE IL VELO CHE L'ANIME ANNEBBIA, NON SOLO DURANTE LE FESTE MA FIN CHE NOI VITA SI ABBIA.» A QUELLI CHE HO AMATO ED A QUELLI CHE HO URTATO, A CHI MI HA VOLUTO, A CHI MI HA LASCIATO: FRATELLI, SORELLE, A TUTTI UN SALUTO E UN ABBRACCIO PORGO SINCERI E SCUSE A CHI, CASO SPECIALE, NON HO PIÙ CERCATO FIN IERI MA IL GIORNO CHE VIENE NATALE.
Clicca qui per scaricare la relativa animazione a forma di abete.

lunedì 17 dicembre 2007

Non nascondere che sei fragile

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Il bello di internet... cercavo un'immagine per il post su Cristina Donà e mi sono imbattuto nel video di una canzone di L'Aura (nella foto) che mi ha lasciato anch'essa senza fiato. In una sola sera ho scoperto due canzoni una più bella dell'altra! Sono passati gli anni in cui riuscivo a tenermi aggiornato sulle novità discografiche: peccato perché ogni tanto scopro per caso qualche nuovo autore particolarmente ispirato, ma chissà quanti me ne perdo. Sia di L'Aura che di Cristina Donà avevo già orecchiato qualcosa, ma evidentemente troppo di sfuggita per apprezzarne il valore. In particolare, ricordandone l'esordio con la cover Radio Star, ritenevo - forse a torto - L'Aura un'autrice meramente commerciale. Inserisco una registrazione amatoriale dal vivo che rende ugualmente giustizia all'intensa performance di L'Aura, accompagnata solo dal piano.

DEMIAN - L'Aura

E’ la luce che si forma intorno a te quando ridi, quando parli di quel che non c’è, ed è l’oro che mi chiama e veglia su me che mi piace tanto di te.

E tu sognami e credici, non nascondere che sei fragile e amati per quello che sei e non smettere di ridere.

E’ quel tocco particolare che ti distingue; le tue mani bianche e tese verso l’argine. E’ il tuo corpo che mi chiama e parla di me che mi piace tanto di te.

E tu sognami e credimi non nascondere le tue lacrime e prenditi per quello che sei. Tu non smettere di ridere, è il modo per raggiungermi!

E tu ascoltami e credimi non nascondere le tue lacrime e prendimi così come sei e non smettere di ridere, è il modo per raggiungermi…

E' anche in questo caso inserisco l'irrinunciabile link di approfondimento dell'autrice su Wikipedia.

Le lacrime di speranza di Cristina Donà

0 : commenti
"Ho scoperto, nel frattempo, perché non mi piacciono i punti... troncano i pensieri. È tutto..." (Cristina Donà)

Come le lacrime è una dolcissima e ipnotica canzone di Cristina Donà (nella foto) tratto dal recentissimo album intitolato La quinta stagione. Vale veramente la pena di ascoltare questa canzone (e immagino tutto il CD) e ringrazio veramente tanto l'amica che me l'ha fatta scoprire.


COME LE LACRIME - Cristina Donà

Come le lacrime
precipito in un angolo,
raccolgo l'ultima carezza
che mi fa sentire viva.

Sopra le foglie verdi
e sotto i piedi fragili,
un canto per la tua partenza
ed un saluto dalla riva.

Oggi rinasce una parte di te,
quella più vera,
libera di andare
dove non c'è più paura.

Oggi rinasce una parte di me
che non conosceva
il buio stretto intorno al cuore,
buio che non vuol sbiadire.

Ma il cuore lo sa dove può cercarti,
Il cuore lo sa dove può cercarti...

Come le navi
che sfidano le rapide
lascerai ogni certezza
per sentirti ancora vivo.

Oggi rinasce una parte di te
quella più vera
libera di andare
dove non c'è più paura

Il cuore lo sa dove può cercarti.


Per saperne di più su questa interessantissima cantautrice c'è ovviamente un link nell'onniveggente Wikipedia!

Ogni cosa ha il suo tempo

0 : commenti
Grazie Beatrice, per avermi ricordato l'esistenza di questo brano eterno (Qoelet 3,1): oggi ne avevo proprio bisogno!

E' così facile dimenticarsi la giusta prospettiva da cui guardare le nostre vite.









Ogni cosa
ha il suo tempo


Ogni cosa ha il [suo] tempo,
e c'è il momento adatto per ogni cosa sotto il cielo:
tempo di nascere e tempo di morire,
tempo di piantare e tempo di svellere ciò che è stato piantato,
tempo di demolire e tempo di fabbricare,
tempo di piangere e tempo di ridere,
tempo di far cordoglio e tempo di ballare,
tempo di gettar via le pietre e tempo di raccoglierle,
tempo d'abbracciare e tempo di star lungi dagli amplessi,
tempo d'acquistare e tempo di perdere,
tempo di tener di conto e tempo di buttar via,
tempo di strappare e tempo di ricucire,
tempo di tacere e tempo di parlare,
tempo d'amare e tempo di odiare,
tempo per la guerra e tempo per la pace.
Che vantaggio ha l'uomo da tutta la sua fatica?
Vidi la triste occupazione,
che Dio ha dato agli uomini perché si travaglino in essa!
Tutto egli ha fatto bene a suo tempo
e ha abbandonato il mondo alle loro investigazioni;
ma così che l'uomo non valga a scoprire l'opera,
che Dio ha fatto dal principio alla fine.
E riconobbi che non c'è di meglio [per l'uomo]
che gioire e passarsela bene nella sua vita;
e che se un uomo mangia e beve
e gode benessere per via del suo lavoro,
gli è un dono di Dio
Capii che tutto, quanto Iddio fa, dura in perpetuo:
nulla ci si può aggiungere, nulla togliere.
E così fa Iddio, per esser temuto.
Quel che già fu, è ancora,
e quel che sarà, già è stato:
e Iddio rinnova ciò ch'è passato.

venerdì 14 dicembre 2007

Se ami, ama apertamente

4 : commenti
Questo racconto l'ho inserito tra le "storie per l'anima" del blog. Perché è una storia per la mia anima. E per quella di chiunque viva una situazione simile.
Se ami, ama apertamente Venti monaci e una monaca, che si chiamava Eshun, facevano esercizio di meditazione con un certo maestro di Zen.
Nonostante la testa rapata e il suo abito dismesso, Eshun era molto carina. Diversi monaci si innamorarono segretamente di lei. Uno di questi le scrisse una lettera d'amore, insistendo per vederla sola. Eschun non rispose. Il giorno dopo il maestro fece lezione ai suoi discepoli, e alla fine della conferenza Eschun si alzo. Rivolgendosi a quello che le aveva scritto, disse: «Se veramente mi ami tanto, vieni qui a prendermi subito tra le tue braccia.»
Quando lo lessi la prima volta su 101 Storie Zen non mi colpì più di tanto. Colpisce ciò che appartiene alla nostra esperienza o almeno possiamo concepire in modo abbastanza concreto. Ma in realtà questa storia dev'essermi rimasta dentro per vent'anni come un seme in latenza, se no non mi sarebbe sovvenuta di colpo un anno fa. Ora capisco bene cosa intende Eschun, giacché mi trovo in analoga situazione: mi arriva tanto amore, ma solo di nascosto. E di amori alla luce della Luna ne ho avuti a sufficienza... ora ne vorrei uno alla luce del Sole!

Nuova pezione per l'idrogeno

0 : commenti
La petizione italiana per rendere obbligatoria alle compagne petrolifera la costruzione anche di una rete di distribuzione dell'idrogeno, che avevo sottoscritto io stesso e di cui avevo lasciato il link in un mio post la scorsa primavera, ha quasi raggiunto quota 500.000 firme. Pochi giorni fa mi è stata inoltrata una mail al riguardo.
E c'è una novità. E' stata appena aperta una nuova petizione internazionale che punta a raccogliere 5.000.000 di firmatari, il suo scopo è proporre un emendamento alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) che si terrà nel 2009 in Danimarca (COP-15) che obblighi ad installare stazioni di rifornimento multi-energy (Idrogeno e Metano) in tutto il mondo e produrre idrogeno da energie rinnovabili in modo da incoraggiare l'introduzione di queste tecnologie (veicoli ad idrogeno) e combattere la crisi climatica.
L'ho appena firmata (sono stato il seimilatrecentocinquantesimo sottoscrittore!) e invito tutti i visitatori di questo blog a fare altrettanto ed a contribuire a diffondere l'informazione.

Per firmarla basta andare su http://h2petition.net .

Ho così scoperto che esiste anche blog specifici sul tema idrogeno - come
http://blog.h2petition.net/ - che non mancherò di vistare spesso, perché - l'ho già detto ma lo ripeto - la poesia, la spiritualità, l'attitudine positiva sono importanti per tutti, ma se non il nostro sistema economico-energetico non cambia in fretta su questo pianeta si chiude tutti baracca e burattini! E sarebbe proprio un gran peccato con un mondo così bello che ci è stato dato per casa!

Riporto infine questo nutrito elenco di link, per chi vuole selezionare direttamente gli approfondimenti che più lo interessano:
  • Stefano Pino promuove in TV la proposta di legge alla trasmissione "camera oscura" di Oliviero Toscani su Sky-Music Box (vedi il video dell intervista su H2 Blog).
  • La proposta di legge italiana (link alla Camera dei deputati).
  • Idrogeno per auto, che fine ha fatto la proposta di norme per i distributori multienergy? Il punto con il deputato dell Ulivo Michele Bordo (leggi su H2 Blog).
  • La Commissione europea stanzia 470 milioni di euro per le auto ad idrogeno e altrettanti le aziende. In più sovvenzione annuale di mantenimento (leggi su H2 Blog).
  • Prima autostrada ad idrogeno in Italia sul passo del Brennero (leggi su H2 Blog).
  • Idrogeno ricavato dallo zucchero (leggi su H2 Blog).
  • Le nanoparticelle rivoluzionano le celle a idrogeno (leggi su H2 Blog).
  • L'idrogeno si potrà trasportare anche allo stato solido (leggi su H2 Blog).

lunedì 10 dicembre 2007

Imparare dal vento

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Vorrei imparare dal vento a respirare,
dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose
dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde
di andare e venire,
ricominciare a fluire.

Leggo ora sul sito del Corriere della Sera il redazionale - riportato qui sotto - dedicato alla svolta pressoché epocale del programma energetico inglese che ha spiegato le vele verso l'eolico lasciandosi alle spalle il nucleare. In pratica entro il 2020 tutte le abitazioni del Regno Unito saranno alimentate da centrali eoliche costruite in alto mare (in acque territoriali).
Eolico, solare, idrogeno: leggo sempre più spesso meraviglie di questa triade tecnologica destinata a rivoluzionare l'attuale sistema produttivo di elettricità, e le inserisco nel blog. Ricordo quando fino a 10, 20 anni fa, occuparsi di questi temi significava entrare nel campo del futuribile se non dell'utopia: ora sempre più se ne parla come di tecnologie mature, già applicabili. E' un bel segnale e mi piace abbinarlo, ancora una volta, ad un dipinto di Magritte... e anche a una canzone dei Tiromancino che mi piace molto...


Centrali eoliche in mare

LONDRA - Nella patria della "Rivoluzione industriale" scatta la "Rivoluzione eolica". Almeno, è questa l'intenzione del governo britannico che sta per annunciare l'apertura del mare alla costruzione di centrali a vento. Nelle previsioni, i nuovi impianti potranno dare energia elettrica a tutte le case del Regno Unito entro 13 anni. Lo rivela l'Independent on Sunday, per il quale la decisione segnala tra l'altro il desiderio di puntare in maniera minore sul nucleare per le necessità energetiche nazionali.

L'ANNUNCIO DOPO LE DIVISIONI - Sarà il ministro per le Attività economiche, John Hutton, a fare l'annuncio del via libera alla costruzione delle 'wind farm' in mare, per quella che è considerata la più grande iniziativa mai avviata al mondo nel settore delle energie rinnovabili. Lo stesso Hutton, solo qualche settimana fa, si era detto contrario all'espansione dell'eolico, affermando che era in conflitto con i piani per nuove centrali nucleari. Lo aveva chiaramente scritto in una nota riservata al premier Gordon Brown, sottolineando che spingere sulle fonti rinnovabili «avrebbe sottratto incentivi a investire in altre tecnologie, come il nucleare». Il primo ministro avrebbe però respinto questa visione.

IL PROGRAMMA - L'annuncio di Hutton - prosegue il giornale britannico - arriverà durante una conferenza a Berlino. Il governo identificherà i siti nelle acque nazionali britanniche per erigere centrali eoliche capaci di produrre 25 Gigawatt entro il 2020, in aggiunta agli 8 già in programma. Sarebbe energia sufficiente ad alimentare ogni singola abitazione del Regno Unito. Se il calendario sarà rispettato, tra otto anni l'industria britannica della produzione elettrica attraverso il vento sarà il doppio di quella di qualsiasi Paese sulla faccia della Terra. Il Paese sarebbe altresì all'avanguardia nei progetti Ue che riguardano la produzione del 20% dell'energia da fonti rinnovabili entro il 2020. Una volta individuati i siti, le aziende interessate sottoporranno i loro piani al governo, che li approverà non solo attraverso il ministero di Hutton, ma anche attraverso quello per l'Ambiente. Com'è prevedibile, la decisione è già stata accolta dal plauso delle società del settore: Maria McCaffery, direttrice della British Wind Energy Association, ha parlato di «passo decisivo... salutiamo la decisione del governo di mettere l'energia eolica su un cammino certo e trasformare la Gran Bretagna in un leader del settore». Si prevede che la decisione di mettere al largo delle coste le grandi eliche che raccolgono la forza del vento e la tramutano in energia elettrica potrà superare le molte obiezioni che queste centrali generano quando sono piazzate sul territorio, anche da parte degli ambientalisti.

(da www.corriere.it - 09 dicembre 2007)


Concludo invitandovi ad ascoltare la canzone dei Tiromancino che ha dato il titolo a questo post nonché a vederne il suggestivo video:



IMPARARE DAL VENTO - Tiromancino
(da Illusioni Parallele - 2004)
testo e musica: Federico Zampaglione e Camilla Triolo
musica: Federico Zampaglione e Andrea Pesce


Vorrei imparare dal vento a respirare,
dalla pioggia a cadere,
dalla corrente a portare le cose
dove non vogliono andare
e avere la pazienza delle onde
di andare e venire,
ricominciare a fluire.

Un aereo passa veloce
e io mi fermo a pensare
a tutti quelli che partono, scappano
o sono sospesi
per giorni, mesi, anni
in cui ti senti come uno che si è perso
tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché
in un instante tutto il resto
diventa invisibile,
privo di senso
e irraggiungibile per me.
Succede perché fingo
che va sempre tutto bene
ma non lo penso
in fondo.

Torneremo ad avere più tempo
e a camminare
per le strade che abbiamo scelto
che a volte fanno male
per avere la pazienza delle onde
di andare e venire.
E non riesci a capire.

Succede perché
in un instante tutto il resto
diventa invisibile,
privo di senso
e irraggiungibile per me.
Succede anche se il vento
porta tutto via con se
vivendo
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire
ricominciare a fluire.

domenica 9 dicembre 2007

Giorni intensi

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Complice l'uggiosa luce dicembrina che invoglia poco ad uscire, passare certe domeniche a casa è più un dono che un ripiego. Tra una lavatrice da stendere e un'altra da fare, giro un po' su internet, salvo tra i miei segnalibri qualche approdo nuovo, ripenso agli ultimi due giorni fin troppo ricchi di persone e novità, tanto da sentire la necessità di centrarmi un attimo prima di rimettermi in marcia questo pomeriggio.
Tamara è tornata a sorpresa dall'India giovedì. Era improcrastinabile fare il punto con lei e definire le ultime incognite della mostra con le sue foto e le mie parole - Donne di Vrindavan - che verrà inaugurata il prossimo 8 marzo a Perugia. Ora o mai più! Già oggi infatti lei vola a Londra e martedì riparte col suo ragazzo e la fedele Nikon D-200 per un viaggio in Messico, Guatemala e dintorni; data prevista del loro rientro in Italia, ai primi di marzo: giusto alla vigilia della mostra. Sapevo che Tamara sarebbe ripassata qualche giorno in Italia questo mese, ma ha avuto molte difficoltà a comunicare via email dall'India ed è riuscita ad avvisarmi appena prima d'imbarcarsi sull'aereo. Grazie a questa fortunatissima coincidenza (Santa Provvidenza!) venerdì pomeriggio, quando sono uscito dal lavoro, ha potuto accompagnarmi a Spoleto ad un incontro fon-da-men-ta-le per la migliore realizzazione della nostra mostra: in un colpo solo abbiamo trovato l'appoggio di due buoni sponsor locali e credo sia stata determinante proprio la presenza di Tamara. In surplus abbiamo avuto l'occasione di fare una bella passeggiata tra i vicoli di Spoleto e per caso abbiamo assistito alla cerimonia per la riapertura del suo Palazzo comunale, a conclusione del restauro dopo le lesioni arrecate dal sisma del '97. Tornato a Perugia ho passato le ultime ore del venerdì insieme a mia figlia. Sono prima passato a riprenderla dalla famiglia di un suo compagno di scuola e giochi con cui è tornata a casa a pranzare e ha passato il pomeriggio: gran cosa lo scambio di favori tra genitori rispetto ai figli. Ieri mattina - sabato - abbiamo fatto insieme l'albero (a dire il vero sono riuscito a farlo fare in gran parte a lei mentre al volo davo una sistemata alla casa visto che attendevo ospiti) e poi l'ho accompagnata dalla madre per il week-end di turno. Per inciso mia figlia è uno di quei casi in cui l'affidamento congiunto (ora si dice condiviso) funziona bene: lei non è un "pacchetto" che viaggia tra casa di mamma e papà, è una bimba allegra, sensibile, intelligente e non viziata, che trae il meglio dai due contesti in cui cresce, ognuno arricchente in modo differente. Dalla scuola materna a quella elementare, uno dei commenti più gettonati dalle maestre è stato "non sembra figlia di genitori separati". Quest'anno pure il rendimento scolastico, già comunque sempre sul buono o distinto, ha avuto un "salto" notevole, verso l'ottimo a tutte le materie. Chiusa la parentesi dell'orgoglio paterno (!), torniamo a ieri mattina. Ho messo a disposizione la cucina per un pranzo con un po' di amici: è ritornata pure Tamara per farmi vedere le nuove foto da sostituire a quelle selezionate in precedenza. Ce ne sono alcune che piacciono a tutti tranne che a lei, del resto l'ultima parola sulle proprie foto spetta a lei. Alla fine abbiamo trovato una mediazione, un paio di scatti sono riuscito a salvarli dal cestino, un altro paio no: a questo punto è necessario che riveda alcuni testi, non più adatti ad accompagnare le foto sostituite, e che ne componga qualcuno ex novo. Non c'è fretta ma nemmeno posso prendermela comoda. C'è poi una novità: alla mostra verranno aggiunte le trascrizioni delle interviste che Tamara (con un interprete indi) ha rifatto alle donne conosciute a Vrindavan un anno fa (le ha incontrate di nuovo quasi tutte): allora le interviste erano andate smarrite insieme al suo bagaglio aereo, questa volta per non correre rischi le ha sempre tenute con sé. Mano a mano che si avvicinerà la data della prima inaugurazione - e soprattutto quando la mostra sarà già aperta al pubblico - inserirò nel blog qualche post sulle storie di queste donne, le loro foto, le poesie che ho scritto su di loro. Per adesso mi limito a dare le date e i luoghi delle prime esposizione:
  • PERUGIA 8 - 15 marzo 2008 - Rocca Paolina, ex book-shop
  • ASSISI 5 - 12 aprile 2008 - Palazzo del Comune, ex Pinacoteca
  • SPOLETO 19 - 27 aprile 2008 - Chiostro di San Nicolò, Sala espositiva
Ringraziando Il Comitato Internazionale 8 Marzo che per primo ha dato fiducia al progetto e i Comuni di Perugia, Assisi e Spoleto che hanno concesso sedi e patrocini, io e Tamara confidiamo che queste tre date umbre siano l'auspicio di una serie di esposizioni da organizzare in almeno una decina d'altre città italiane: Venezia, Ravenna, Trento, Torino, Roma, Taranto ecc.
Post scriptum
Ma la giornata di ieri non si è esaurita col pranzo! E mi sono dimenticato di ricordare che se non ci fossero state Chiara e Marcella ai fornelli, mentre io e Tamara eravamo impegnati a esaminare le foto, non avrebbe mangiato nessuno! Alle 16 ho dovuto mandare tutti a casa loro: dovevo correre alla chiesa di S. Pietro - a mio parere la più bella di Perugia - a contribuire con voce raffreddatissima (ho cantato lo stesso ma in sordina) al mini-concerto che l'Orchestra e il Coro dell'Università di Perugia (con l'aggiunta anche dell'ottimo Coro di S. Spirito) hanno donato con grande piacere al matrimonio del figlio del loro Direttore, il Maestro Salvatore Silivestro: apertura con il coro nuziale dal Lohengrim di Wagner, l'Aria sulla quarta corda (solo orchestra) e la Cantata 147 di Bach, l'Ave Maria di Schubert (arrangiamento per orchestra, soprani e contralti), il Panis Angelicus di anonimo (un pezzo forte del coro dell'Università di Perugia), chiusura con l'Alleluia di Haendel. Auguri a Lorenzo e Cristina per una lunga e felice vita insieme! Dopodiché la conclusione di questo sabato è stata particolarmente felice... ma è una cosa mia e privata, non del blog! Buona domenica e un sorriso a tutti.

domenica 2 dicembre 2007

Ingrid Betancourt

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La lettura della lettera di Ingrid Betancourt, prigioniera da ormai cinque anni dei guerriglieri del FARC (Fuerzas Armadas Rivolucionarias de Colombia), sul giornale di oggi mi ha profondamente toccato. So che la famiglia ha criticato la decisione delle autorità colombiane di rendere pubblico questo testo, fatto uscire dalla giungla come prova che l'ostaggio è ancora in vita, ma innanzi tutto scritto intimo della Betancourt per i propri cari. Tuttavia ho scelto di riportarla quasi integralmente nel blog perché sento che in essa brilla, trapassando le nebbie del dolore, una grande testimonianza di fede. Una fede non conseguenza della sofferenza bensì forte bastone su cui puntellarsi per contrastare il peso della sofferenza. Chi ha fede non teme la morte, ma certamente soffre come tutti all'idea di dover lasciare sole, sia pure temporaneamente, le persone che ama e la amano. Perciò prego che Ingrid Betancourt possa tornare presto libera. E la sua stessa lettera è una preghiera accorata di una donna che ringrazia Dio del dono prezioso della vita, mentre è prigioniera di uomini che - se fossero coscienti di tale dono - comprenderebbero che nessun fine può giustificare i loro mezzi.
La commozione e l'indignazione suscitata dalla vicenda di Ingrid si estende naturalmente a tutte le persone private con la forza del primo diritto dell'essere umano: la libertà.
È un momento molto difficile per me. Chiedono le prove che sono viva e ti apro l'animo in questo scritto. Fisicamente sto male. Non mangio, non ho fame, mi cadono molti capelli. Non ho voglia di niente. Credo che sia la cosa migliore che possa capitare, non aver voglia di niente, perché qui, in questa giungla, l'unica risposta a qualunque richiesta è «no». Dunque, è meglio non avere voglia di nulla ed essere almeno libera dai desideri. Sono ormai 3 anni che chiedo un dizionario enciclopedico per poter leggere qualcosa, per imparare qualcosa, per mantenere viva la curiosità intellettuale. Continuo a sperare che, almeno per compassione, me ne procurino uno, ma è meglio non pensarci. Ogni cosa è un miracolo, anche ascoltarti ogni mattina, dato che la radio che ho è vecchia e mal funzionante. Voglio chiederti, mamma cara, di dire ai ragazzi di mandarmi tre messaggi alla settimana. Niente di speciale, se questo è anche il loro desiderio e se avranno voglia di farlo. Non ho bisogno d'altro se non di essere in contatto con loro. È la sola informazione vitale, essenziale, indispensabile, il resto non mi interessa più. Come ti dicevo, la vita qui non è vita, è un lugubre spreco di tempo. Vivo, o meglio, sopravvivo in un'amaca tesa tra due pioli, ricoperta da una zanzariera e con sopra una tenda che funge da tetto e che mi consente di pensare di avere una casa. Possiedo una mensola dove appoggio le mie cose, vale a dire lo zaino che contiene i miei abiti e la Bibbia, che rappresenta il mio unico lusso. È tutto pronto per una partenza improvvisa. Qui nulla è certo, nulla è duraturo, l'incertezza e la precarietà sono la sola costante. In ogni momento possono dare l'ordine di prepararsi [a partire], e ciascuno deve dormire in una buca qualsiasi, sdraiato non importa dove, come un animale. Ho le mani sudate e la mente annebbiata, finisco per fare le cose molto più lentamente del normale. Le marce sono per me un calvario perché il mio equipaggiamento è molto pesante e non riesco a sostenerlo. Ma tutto è stressante, perdo le cose o me le sottraggono, come i jeans che Mélanie (è la figlia, ndr) mi aveva regalato a Natale e che avevo addosso quando mi hanno preso. L'unica cosa che sono riuscita a conservare è la giacca e questa è stata davvero una benedizione, poiché le notti sono gelide e non ho altro per coprirmi. Prima, approfittavo di ogni occasione per fare un bagno nel fiume. Dato che sono la sola donna del gruppo, lo devo fare quasi completamente vestita: pantaloncini, camicia e stivali. Prima mi piaceva nuotare nel fiume, ma adesso non ne ho più neppure la forza. Sono debole, sembro un gatto davanti all'acqua. Io che amavo tanto l'acqua, non mi riconosco più. Ma da quando hanno separato i gruppi, non ho più avuto né l'interesse né l'energia di fare nulla. Faccio soltanto qualche esercizio di stiramento, dato che lo stress mi blocca il collo, che mi fa molto male. Grazie a questi esercizi, riesco a muoverlo un po'. Preferisco restare in silenzio, parlo il meno possibile per evitare problemi. La presenza di una donna in mezzo a tanti prigionieri maschi che si trovano in questa situazione da otto o dieci anni, è un problema. Durante le ispezioni, ci sottraggono le cose che ci sono più care. Una tua lettera, mi è stata sottratta dopo l'ultima prova di sopravvivenza, nel 2003. I disegni di Anastasia e di Stanislas (nipoti di Ingrid, ndr), le fotografie di Mélanie e Lorenzo (i due figli, ndr), una medaglietta di mio padre, un programma di governo in 190 punti, mi hanno preso tutto. Ogni giorno perdo qualcosa di me stessa. Certi particolari ti sono stati raccontati da Pinchao (soldato prigioniero delle Farc fuggito quest'estate, ndr). Tutto è difficile. È importante che io dedichi queste righe alle persone che rappresentano il mio ossigeno, la mia vita. A quelli che mi tengono viva, che non mi lasciano affondare nell'oblio, nel nulla e nella disperazione. Tu, i miei figli, Astrid (la sorella, ndr) e i bambini, Fab (l'ex marito Fabrice Delloye, ndr), Tata Nancy e Janqui (Juan Carlos Lecompte, suo marito, ndr). Ogni giorno, sono in contatto con Dio, con Gesù e con la Vergine. Qui tutto ha due volti, la gioia segue ogni volta il dolore. La gioia è triste. L'amore cura e allo stesso tempo apre nuove ferite, è come vivere e morire di nuovo ogni volta. Nel corso degli anni non ho potuto pensare ai ragazzi e il dolore per la morte di papà ha assorbito tutta la mia capacità di resistenza. Piangevo pensando a loro, mi sentivo soffocare, incapace di respirare. Dentro di me, dicevo: «Fab è là, vede tutto, non è necessario preoccuparsene e nemmeno pensarci». Sono quasi impazzita a causa della morte di mio padre. Non ho mai saputo come sia accaduto, chi c'era, se mi ha lasciato un messaggio, una lettera, una benedizione. Ma ciò che ha dato sollievo al mio tormento è stato il pensiero che egli è morto nella fede in Dio e che lo ritroverò lassù e lo prenderò tra le braccia. Sono certa di questo. Ascoltarti è stata la mia forza. Tengo a mente l'età di ciascuno dei miei figli. Ad ogni compleanno canto loro Happy Birthday. Chiedo ogni anno di poter preparare un dolce. Ma da tre anni a questa parte, ogni volta che lo chiedo, la risposta è «no». E lo stesso: che mi diano un biscotto o un piatto di riso e fagioli, come succede di solito, immagino che sia una torta e, nel mio cuore, festeggio il loro compleanno. Alla mia Melelinga [Mélanie], mio sole di primavera, mia principessa della costellazione del cigno, a lei che amo tanto, desidero dire che sono la madre più orgogliosa di questa terra. E se dovessi morire oggi stesso, me ne andrei soddisfatta della vita, ringraziando Dio per i miei figli. Mélanie, ti ho sempre detto che sei la migliore, molto migliore di me, una specie di versione perfezionata di ciò che io avrei voluto essere. È per questo, con l'esperienza che ho accumulato nella vita e nella prospettiva che mi offre il mondo visto a distanza, che ti chiedo, amore mio, di prepararti per raggiungere le mete più alte. Al mio Lorenzo, al mio Loli Pop, il mio angelo della luce, il mio re dagli occhi azzurri, il mio musicista che canta e mi incanta, al signore del mio cuore, voglio dire che dal giorno in cui è nato e fino ad oggi è stato la fonte delle mie gioie. L' altro giorno, ho ritagliato una fotografia da un giornale arrivato per caso. E una pubblicità di un profumo di Carolina Herrera «212 Sexy men». Si vede un uomo giovane e mi sono detta: il mio Lorenzo deve essere così. E l'ho conservato. Mamita (mammina), ci sono tante persone che voglio ringraziare per il fatto di ricordarsi di noi, per non averci abbandonato. Per un lungo periodo, siamo stati come i lebbrosi che rovinano la festa. Noi, i sequestrati, non siamo un tema «politicamente corretto», suona meglio dire che bisogna affrontare con fermezza la guerriglia, anche se dovesse costare il sacrificio di vite umane. Di fronte a ciò, il silenzio. Solo il tempo può aprire le coscienze ed elevare gli spiriti. (...) Bene, Mamita, che Dio ci aiuti, ci guidi, ci dia la pazienza e ci protegga per sempre e addio.
(traduzione di Antonella Cesarini)
Consiglio di leggere anche il commento scritto su La Repubblica di oggi da Francesco Merlo. Ma per capire bene il senso delle parole di Francesco Merlo si deve anche vedere il video girato dal gruppo di guerriglieri che tiene in ostaggio la Betancourt.

sabato 1 dicembre 2007

Economia dell'idrogeno: terza rivoluzione industriale

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Ho parlato varie volte di ambiente e di idrogeno in questo blog (all'interno dell'etichetta positività dal mondo). E senza andare troppo fuori tema, perché la poesia è una gran bella cosa ma se ha come cornice un mondo malato si ammala pure lei! E in questo secolo come mai prima si gioca il futuro dei nostri figli e dell'umanità intera.

Ho tratto dal sito de La Repubblica un compendio (pubblicato oggi nella sezione Ambiente) del documento che l'economista Jeremy Rifkin ha scritto rivolgendosi all'Europa e intitolandolo
"ANTICIPARE LA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE. Una nuova agenda energetica per l'Europa del XXI secolo - La prossima fase dell'integrazione europea". Benché sia lungo consiglio di leggerlo per guardare dove possa andare a parare questo mondo... una vera e propria parata dal novantesimo minuto all'autogol dell'uomo contro l'uomo. L'attuale modello di sviluppo è insostenibile e può solo portare al collasso del già compromesso equilibrio climatico, economico e sociale. Il modello energetico prospettato per l'Europa è valido non solo per tutti i paesi industrializzati, comprese le potenze economiche cinese ed indiane, ma anche per i paesi poveri che potranno beneficiare del nuovo trend di sviluppo.
Ben inteso, i danni già arrecati all'ambiente ce li porteremo dietro a lungo, c'è pure chi sospetta che ormai sia troppo tardi per porvi rimedio... speriamo di no, perché finalmente
sembra tracciarsi la strada verso un futuro migliore per tutti, non solo per pochi privilegiati del pianeta. Non credo che farò in tempo a vedere realizzarsi questo nuovo mondo, ma mia figlia e i suoi figli confido di sì.

Rifkin, autore di "Economia all'idrogeno. La creazione del Worldwide Energy Web e la redistribuzione del potere sulla terra (Mondadori, 2002)", è consulente del presidente di turno della UE, il primo ministro portoghese Josè Socrates.


In questa prima metà del XXI secolo ci stiamo avvicinando al tramonto dell'era petrolifera. Il prezzo del greggio nei mercati globali continua ad aumentare e nei prossimi decenni si arriverà sicuramente a un picco. Al tempo stesso, l'impressionante aumento delle emissioni di biossido di carbonio derivanti dalla combustione dei combustibili fossili sta facendo salire la temperatura della Terra e minaccia di modificare l'equilibrio chimico planetario e il clima globale in un modo che non ha precedenti nella storia, con conseguenze e ripercussioni inquietanti e minacciose per il futuro della civiltà umana e gli ecosistemi della Terra.

Se petrolio, carbone e gas naturali continueranno a fornire una parte considerevole dell'energia mondiale e dell'Unione Europea per un bel pezzo del XXI secolo, è ormai pressoché unanime il consenso sul fatto che stiamo entrando in un periodo crepuscolare, nel quale i costi complessivi della nostra dipendenza dai combustibili fossili iniziano ad agire da freno e ostacolo per l'economia mondiale. In quest'era crepuscolare, i 27 Stati membri dell'UE stanno adoperandosi in ogni modo possibile per assicurarsi che le restanti scorte di combustibili fossili siano adoperate con maggiore efficienza e stanno sperimentando nuove tecnologie energetiche pulite per limitare le emissioni di biossido di carbonio nella combustione dei carburanti tradizionali. Da sole, però, una maggiore efficienza energetica e una riduzione obbligatoria dei gas che provocano il riscaldamento globale non basteranno.

I cambiamenti economici epocali della storia dell'umanità si sono verificati allorché nuovi regimi energetici sono coincisi con nuove forme di comunicazione. Quando tale convergenza ha luogo la società si ristruttura in modalità del tutto nuove. All'inizio dell'era moderna, l'arrivo simultaneo della tecnologia del vapore alimentata a carbone e della stampa hanno dato origine alla prima rivoluzione industriale.

Alla fine del XIX secolo e per tutti i primi due terzi del XX secolo, le forme di comunicazione elettrica di prima generazione - il telegrafo, il telefono, la radio, la televisione, le macchine da scrivere elettriche, le calcolatrici, e così via - hanno coinciso con l'introduzione del petrolio e del motore a combustione interna, diventando di fatto il meccanismo di controllo e di comando delle comunicazioni per organizzare e diffondere la seconda rivoluzione industriale. Una grande rivoluzione nelle comunicazioni ha avuto luogo negli anni Novanta. La seconda generazione di forme elettriche di comunicazione - personal computer, Internet, il World Wide Web, e le tecnologie wireless di comunicazione - ha messo in connessione tra loro il sistema centrale nervoso di oltre un miliardo di persone in tutto il pianeta alla velocità della luce. Sebbene le nuove rivoluzioni di software e della comunicazione abbiano iniziato a migliorare la produttività in ogni settore industriale, il loro pieno potenziale è lungi dal dirsi pienamente realizzato. Tale pieno potenziale si situa nel loro abbinamento all'energia rinnovabile, in parte immagazzinata sotto forma di idrogeno, per creare i primi regimi di energia "distribuita".

Gli stessi principi di progettazione, le stesse tecnologie intelligenti che hanno reso possibile Internet saranno utilizzati per riconfigurare le reti elettriche della Terra, così che gli individui possano produrre energia rinnovabile e condividerla da pari a pari, proprio come adesso producono e condividono informazione, creando di conseguenza una nuova e decentralizzata forma di uso dell'energia. La creazione di un regime a energia rinnovabile, in parte immagazzinata sotto forma di idrogeno, e distribuita tramite reti intergrid intelligenti, spalanca le porte a una Terza Rivoluzione Industriale, che dovrebbe avere un potente effetto moltiplicatore economico nel XXI secolo quanto quello che ebbe la convergenza di stampa e motore a vapore alimentato a carbone nel XIX secolo, o quello della convergenza di forme elettriche di comunicazione e motore a combustione interna e petrolio nel XX.


I tre pilastri della Terza Rivoluzione Industriale

Le forme di energia rinnovabile - solare, eolica, a idrogeno, geotermica, delle onde oceaniche e delle biomasse - costituiscono il primo dei tre pilastri della Terza Rivoluzione Industriale. Se da un lato queste forme di energia agli esordi oggi rappresentano ancora una piccola percentuale del mix energetico globale, esse dall'altro sono in rapida crescita grazie ai governi che fissano obiettivi e scadenze per una loro massiccia immissione nel mercato e grazie ai costi in costante calo che li rendono sempre più competitivi. Miliardi di euro di capitali pubblici e privati affluiscono nella ricerca, nello sviluppo e nella penetrazione nei mercati, a mano a mano che le imprese e i proprietari di casa cercano di ridurre il loro impatto in termini di emissioni di anidride carbonica diventando più efficienti e indipendenti dal punto di vista energetico.
L'introduzione del pilastro delle energie rinnovabili della Terza Rivoluzione Industriale esige la contemporanea introduzione di un secondo pilastro: per massimizzare l'energia rinnovabile e ridurre al minimo i costi sarà necessario sviluppare metodi e sistemi di immagazzinamento che facilitino la conversione delle fonti intermittenti di queste fonti energetiche in asset affidabili. Batterie, pompe idrauliche differenziate, altri dispositivi possono fornire una capacità di immagazzinamento soltanto limitata. Esiste però un dispositivo di immagazzinamento assai disponibile e che può risultare relativamente efficiente. L'idrogeno è lo strumento universale che "immagazzina" tutte le forme di energia rinnovabile, garantendo che una fornitura stabile e affidabile è sempre disponibile e possibile per generare elettricità e, cosa altrettanto importante, è facilmente trasportabile.

L'idrogeno è l'elemento più leggero e più abbondante dell'Universo e quando è utilizzato come fonte energetica gli unici sottoprodotti a cui dà luogo sono acqua pulita e calore. Le nostre navicelle spaziali sono alimentate da celle hi-tech a idrogeno da più di 30 anni.


Il punto importante sul quale dobbiamo soffermarci è che una società che si basa sull'energia rinnovabile è possibile nella misura in cui parte di quell'energia può essere immagazzinata sotto forma di idrogeno. Questo perché le energie rinnovabili sono intermittenti: il sole non splende sempre, così come il vento non soffia sempre, l'acqua non scorre sempre se c'è siccità, e i raccolti agricoli possono variare per una molteplicità di fattori. Quando le energie rinnovabili non sono disponibili, non si può generare elettricità e le attività economiche rischiano di subire una frenata e fermarsi. Ma se l'elettricità generata allorché l'energia rinnovabile è abbondante, può essere utilizzata per estrarre idrogeno dall'acqua, che potrà essere conservato per essere utilizzato in seguito, a quel punto la società disporrà di un rifornimento continuo di energia elettrica. L'idrogeno può essere estratto anche dalle biomasse e immagazzinato nello stesso modo. La Commissione Europea riconosce che una maggiore dipendenza dalle forme di energia rinnovabile sarebbe enormemente facilitata dallo sviluppo della capacità di immagazzinamento delle celle a idrogeno. Di conseguenza, nell'ottobre 2007 la Commissione Europea ha annunciato un'ambiziosa partnership tra pubblico e privato per accelerare l'introduzione commerciale di un'economia dell'idrogeno nei 27 Stati membri dell'Unione Europea, con l'obiettivo primario di produrre idrogeno dalle fonti di energia rinnovabile. Così facendo ha di fatto eretto i primi due pilastri della Terza Rivoluzione Industriale. Il terzo pilastro, la riconfigurazione della rete elettrica europea, similmente a quella di Internet, e in grado di permettere ad aziende e proprietari di casa di produrre l'energia che serve loro e di condividerla con gli altri, soltanto adesso è in corso di collaudo da parte di varie società elettriche europee.

L'intergrid intelligente, la rete elettrica interconnessa, è formata da tre componenti di importanza fondamentale. Le minigrid permettono a proprietari di casa, piccole e medie aziende (Sme) e imprese economiche su larga scala di produrre energia rinnovabile a livello locale - tramite pannelli solari, vento, piccole centrali eoliche, scorie animali e dell'agricoltura, spazzatura e così via - e di utilizzarla per le loro stesse necessità energetiche senza collegarsi alla rete elettrica generale. La tecnologia della misurazione intelligente consente ai produttori locali di rivendere più efficientemente la loro energia alla rete elettrica principale, come pure di accettare da essa elettricità, rendendo bidirezionale il flusso dell'elettricità. La fase successiva della tecnologia delle reti intelligenti consistente nell'inserire dispositivi, sensori e chip, in tutto il sistema della rete, collegando ogni singola apparecchiatura elettrica. Il software a quel punto consente all'intera rete elettrica di sapere con esattezza quanta energia sia utilizzata in ogni momento e in qualsiasi punto della griglia. Questa interconnettività può essere utilizzata per re-indirizzare e deviare gli usi e i flussi energetici durante i picchi d'uso e nelle interruzioni d'uso, e perfino di adeguarsi ai cambiamenti di prezzo dell'elettricità da un momento a un altro. In futuro, queste reti intelligenti potranno essere ulteriormente connesse per adeguarsi istantaneamente ai cambiamenti meteorologici dando alla rete elettrica la possibilità di adeguare il flusso dell'elettricità di continuo, sia in funzione delle condizioni meteorologiche sia della domanda dei consumatori. Per esempio, se la rete elettrica è sottoposta a un picco di uso energetico ed è esposta a un possibile sovraccarico dovuto all'eccessiva domanda, il software potrà regolare la lavatrice di un utente e rallentarla di un ciclo per carico o ridurre l'aria condizionata di un grado. I consumatori che acconsentiranno a lievi ritocchi dell'elettricità da loro utilizzata riceveranno del credito sulle loro bollette.

La prossima fase dell'integrazione europea


L'Unione Europea nacque quando le nazioni europee si strinsero intorno a una comune politica energetica, prima con la comunità del carbone e dell'acciaio e poco dopo con la fondazione di Euratom. La Terza Rivoluzione Industriale richiederà una riconfigurazione completa dei settori dei trasporti, delle costruzioni e dell'elettricità, creerà nuovi prodotti e servizi, favorirà lo sviluppo di nuove aziende e darà vita a milioni di nuovi posti di lavoro. Arrivare primi nel mercato consentirà all'Unione Europea di essere leader della Terza Rivoluzione Industriale, e di conseguire un vantaggio commerciale nelle esportazioni nel mondo di know-how della tecnologia e delle apparecchiature verdi.


La sicurezza energetica

Le crescenti preoccupazioni per la dipendenza dal gas naturale della Russia e dal petrolio del Golfo Persico alimentano buona parte del vivace dibattito in corso sulla questione di come garantire al meglio la sicurezza energetica dell'UE. Con il prezzo del petrolio che adesso si aggira sui 68 dollari al barile sul mercato internazionale, i governi dell'Unione Europea, le industrie e i consumatori si sentono sempre più vulnerabili e in ansia per la loro indipendenza energetica. La chiave per "la sicurezza energetica" dell'UE risiede nell'abilità di produrre energia ed elettricità localmente e regionalmente, da fonti prontamente disponibili di energia rinnovabile, nella capacità di immagazzinarne una parte sotto forma di idrogeno e altre tecnologie di immagazzinamento per sostituire e supportare l'energia della rete elettrica e dei trasporti, e nella possibilità di condividere l'energia supplementare ovunque tramite una rete intelligente che colleghi ogni comunità europea.
Una intergrid intelligente su scala continentale e pienamente integrata consente a ogni Paese membro dell'UE di produrre la propria energia e al contempo di condividerne qualsiasi surplus con il resto dell'Europa con un approccio da "network" che garantisca all'UE la sua sicurezza energetica. L'Italia può condividere con il Regno Unito il suo surplus di energia solare, il Regno Unito può fare altrettanto con il Portogallo con la sua energia eolica in eccesso, il Portogallo a sua volta può condividere la sua abbondante produzione di energia idroelettrica con la Slovenia, e la Slovenia può condividere le sue abbondanti scorie forestali con la Polonia, che può condividere le sue biomasse agricole con la Norvegia... e così via. Quando una qualsiasi regione dell'Unione Europea usufruisce di un temporaneo aumento o surplus della propria energia rinnovabile, potrà condividerla con le regioni che si trovano temporaneamente in situazione di calo o di deficit energetico.

Energia distribuita: dalla geopolitica alla politica delle biosfere


I combustibili fossili e l'energia nucleare sono per loro stessa natura energie d'élite, che rappresentano il vecchio approccio centralizzato dall'alto verso il basso per la gestione delle risorse, così tipico del XIX e del XX secolo. Poiché possono essere reperiti soltanto in alcuni luoghi, il carbone, il petrolio, il gas naturale e l'uranio hanno spesso richiesto ingenti investimenti militari per essere messi in sicurezza e altrettanto ingenti investimenti di capitale per lavorarli e commercializzarli. Le fonti di energia rinnovabile, invece, sono distribuite ovunque sulla Terra. I raggi solari, il vento, l'acqua, la geotermia, le onde oceaniche, i residui dell'agricoltura e delle foreste, la spazzatura comunale sono tutte accessibili in tutto il mondo. Se raccolta e immagazzinata sotto forma di idrogeno, se distribuita sotto forma di elettricità per mezzo di intergrid, reti elettriche intelligenti, l'energia rinnovabile ha il potenziale di poter essere condivisa da pari a pari con una modalità di distribuzione simile a quella che oggi utilizziamo per comunicare e informarci su Internet.


La Terza Rivoluzione Industriale rende possibile una capillare ridistribuzione del potere, con conseguenze positive e di vasta portata per la società. L'odierna distribuzione centralizzata e dall'alto verso il basso di energia diverrà sempre più obsoleta. Nella nuova èra le aziende, i comuni, i proprietari di casa potranno diventare produttori tanto quanto consumatori della loro stessa energia, la cosiddetta "generazione distribuita". Addirittura, le automobili stesse saranno "stazioni energetiche su ruote" e avranno la capacità di generare 20 o più kilowatts. Considerato che in media un'automobile per la maggior parte del tempo è parcheggiata, nelle ore nelle quali non è utilizzata potrà essere collegata con una presa di corrente alla casa, all'ufficio o alla rete elettrica interattiva principale e trasferire elettricità di prima qualità. I veicoli azionati a celle a combustibile diverranno di conseguenza un mezzo per immagazzinare ingenti quantità di energia sotto forma di idrogeno che potrà, a sua volta, essere convertito nuovamente in elettricità per alimentare la rete elettrica principale. Se soltanto il 25% degli automobilisti usasse il proprio veicolo come impianto elettrico per rivendere energia alla rete principale intergrid , si potrebbero eliminare tutte le centrali elettriche dell'Unione Europea. In futuro, le società elettriche e le aziende di servizio pubblico sempre più diverranno bundler di energia distribuita, aggregando e raccogliendo l'energia rinnovabile generata localmente e regionalmente dalle aziende e dai proprietari di casa, immagazzinando quell'energia sotto forma di idrogeno e altri supporti di immagazzinamento energetico e distribuendo l'energia per mezzo di reti elettriche intelligenti in tutto il continente europeo. L'avvento simultaneo delle tecnologie della comunicazione distribuita e delle energie rinnovabili distribuite tramite un accesso aperto, una rete elettrica intelligente equivale a dire "potere al popolo".


La domanda cruciale che ogni nazione deve porsi è dove intende collocarsi da qui a dieci anni: nelle energie e nelle industrie al tramonto della seconda rivoluzione industriale o nelle energie e nelle industrie in via di sviluppo della Terza Rivoluzione Industriale. Sarà proprio questa Terza Rivoluzione Industriale, infatti, la partita conclusiva in grado di traghettare il mondo fuori da un panorama energetico obsoleto che si basa sul carbone e sull'uranio e farlo entrare nel futuro non inquinante e sostenibile dell'umanità.
(traduzione di Anna Bissanti)

Se questo compendio no basta (!), lascio il link per il download del testo completo dal sito de La Repubblica: GUARDA LA VERSIONE INTEGRALE.
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