Mi dicono siano tornati di tutta attualità i primi due degli otto articoli che quattro estati e qualche mese fa scrissi per L'Indro...
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Il primo 'aquilone' italiano che trasforma il vento in elettricità funziona per azionariato popolare
di Daniele Passerini
[...] in sordina, è arrivato un annuncio importante:
il KiteGen, nuovo e rivoluzionario metodo di sfruttare il vento d’alta quota per produrre energia rinnovabile, ormai vola. È successo il 13 maggio scorso, a una decina d’anni dall’idea
dell’ing.
Massimo Ippolito, nel corso di un Open-Day, evento organizzato per permettere a curiosi, soci, possibili futuri investitori, di conoscere da vicino lo stato di avanzamento del progetto, sia per presentare le attività di supporto di
SOTER srl (Società per la Transizione alle Energie Rinnovabili), che ha aperto un gruppo su
Yahoo cui possono accedere i soci di
WOW spa. Infatti per diventare socio e contribuire alla buona riuscita del progetto
KiteGen è stata costituita la prima holding al mondo attiva nell’eolico aereo:
WOW (
Wind Operations Worldwide)!
In seno al forum specialistico
EnergeticAmbiente e all’associazione
EnergoClub Onlus si è discusso per molti anni su
come realizzare una sorta di azionariato popolare che permettesse a chiunque di finanziare e controllare progetti innovativi nel campo delle rinnovabili, senza esiti concreti. Ora, miracolo della scienza, col
KiteGen qualcuno sembrerebbe esserci riuscito: il progetto
dell’ing. Ippolito, oltre a essere di per sé rivoluzionario, sposa un altrettanto innovativo sistema di finanziamento, l’azionariato popolare tramite una società creata appositamente, la
WOW spa, che grazie alle sue controllate,
WOW inc negli USA e
NOKE srl (Not
Only Karma Energy), ha già ramificato un network mondiale di società impegnate nell’avvento delle nuove macchine eoliche volanti.
Azionista di maggioranza di
WOW è la
Michael Gerson ltd con sede a Londra, 2 Downland Close, Barnet N20 9LB, che con 4.278 azioni ordinarie (valore nominale di 427.780 euro) dà garanzia e credibilità all’intero progetto.
Tra i soci di
WOW ci sono nomi di spicco dell’ambiente accademico italiano, a riprova di quanto promettente sia il
KiteGen e soprattutto della sua
fattibilità tecnica e teorica, ipotizzata prima della realizzazione di prototipi funzionanti e condivisa ai più alti vertici scientifici. Il professor
Ugo Bardi è un esempio emblematico:
ordinario di chimica all’Università di Firenze, blogger molto attivo nell’ambito delle rinnovabili (ex Presidente di ASPO Italia, Associazione per lo Studio del Picco del Petrolio), grande cacciatore di bufale e truffe scientifiche, possiede a oggi 250 azioni della WOW, non poche. Anche se Bardi non fa troppa pubblicità a questo progetto, possiamo leggere nel suo
blog (il
27/11/10, il
19/12/10 e il
19/05/12) e in altri siti in lingua inglese (il
07/07/09 e il
14/07/09), alcuni suoi articoli molto interessanti sulla storia del
KiteGen;
fra i commenti dei suoi lettori si trovano molte indicazioni utili per avvicinarci a questa tecnologia, capire come e su quali principi funziona e convincerci, perché no, a investire due soldini che in futuro potrebbero dare molte soddisfazioni.
Anche il Dottor
Luca Pardi, Presidente di ASPO Italia, è azionista di
WOW (80 azioni). Idem dicasi per il ricercatore astrofisico
Gianni Comoretto (50 azioni) dell’Osservatorio Astronomico di Arcetri che,
come molti sanno,
collabora col
CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale). Pure queste presenze ci fanno ben sperare in un investimento solido, qualora
decidessimo d’aderire alla
raccolta fondi in atto.
Infine, all’interno di WOW il Partito Radicale, è ben rappresentato, sia nel CdA, sia tra i soci, probabilmente perché l’ing. Ippolito ne è simpatizzante e ha promosso il suo progetto nell’area politica d’appartenenza.
Abbiamo quindi
3 miracoli scientifici: una tecnologia rivoluzionaria, il primo azionariato popolare abbinato a essa, il primo encomiabile coinvolgimento politico, sociale e diretto di un partito, tramite i
rappresentanti di alcune sue associazioni, in una rivoluzione tecnologica d’importanza strategica.
Wow, da non crederci!
Ovunque nel mondo si sperimentano sistemi per ricavare elettricità dai venti della troposfera. E in Italia?
di Daniele Passerini
Ripartiamo dal KiteGen, il sistema italiano ad “aquilone” per ricavare energia pulita dal vento d’alta quota.
Subito una precisazione su quanto scritto una settima fa:
WOW spa non è più la società espressamente designata alla raccolta di capitali in favore del
KiteGen, tale ruolo adesso è svolto da
SOTER srl.
Poi un passo indietro per fare chiarezza sulle varie società che ruotano attorno al progetto KiteGen: alla base di tutte c’è la Sequoia Automation srl, nata nel ’97 come Sequoia
snc di
Massimo Ippolito, padre del
KiteGen e tutt’ora socio di maggioranza con una quota del 90% del capitale. Amministratore unico è Riccardo Renna.
C’è poi la KGR srl (Kite Gen Research), società detentrice delle proprietà intellettuali (brevetti, marchi ecc.) del KiteGen.
L’Ingegner Massimo Ippolito è presidente del
CdA e, anche in questo caso, socio di maggioranza (62,6%). Gli altri soci sono
Franco Taddei, docente d’Ingegneria Meccanica (11,7%),
Guido Ferretti, tesoriere dell’Associazione Radicale
Rientrodolce (2,8%), l’ormai nota
WOW spa (2,4%) e infine
SOTER srl (20,5%).
Attività a parte,
KGR spende centinaia di migliaia d’euro all’anno solo per tutelare le proprietà intellettuali del
KiteGen. Non potendo sostenersi coi capitali dei soci fondatori,
mentre prima si appoggiava all’azionariato diffuso di WOW, adesso KGR si appoggia in primis alla SOTER srl, appositamente costituita a ottobre 2011: in occasione di aumenti di capitale,
SOTER acquisisce quote di
KGR apportandovi liquidità. Amministratore unico della
SOTER è Guido Ferretti. Al 9 maggio scorso risultavano ancora due unici soci, lo stesso Ferretti e Ippolito;
dopo l’Open-day del 13 maggio scorso, in cui SOTER si è ufficialmente presentata, i soci sono già quasi cinquanta.
Ascoltare la storia del
KiteGen raccontata dallo stesso
Ing. Ippolito (in questa video-intervista:
parte 1 e
parte 2) dà un’idea della determinazione e del carisma che quest’uomo ha profuso nel trasformare un’utopia in una realtà in avanzata fase di sviluppo.
Il KiteGen non è solo una tecnologia, è anche una visione per il nostro futuro e, come sempre accade in queste circostanze, ha aperto la strada a molti competitori e future guerre brevettuali.
All’inizio del 2011, su uno dei suoi
blog, il Prof. Ugo Bardi scriveva ancora:
“…WOW (un nome, un programma) ovvero “Wind Operations Worldwide,” una ditta dedicata allo sviluppo dell’eolico di alta quota e – in particolare – del Kitegen”; ora sappiamo che non è più esattamente così. In questo momento chi sottoscrive
l’aumento di capitale che WOW spa pubblicizza sul suo sito, salvo non richieda un vincolo di destinazione esclusiva per il
KiteGen, non finanzia più lo sviluppo del progetto di Massimo Ippolito (se non marginalmente, per quel 2,4% di partecipazione che al momento
WOW ha in
KGR), ma più che altro quello di
varie altre tecnologie volte a ricavare energia dal vento della troposfera. Parliamo di società quali EnerKìte e SkySails in Germania, Ampyx Power in Olanda, Makani Power (finanziata anche da Google e DOE), Windlift, AltaerosEnergies, Joby Energy in USA, oppure, in Italia, la KITEnrg di Mario Milanese, professore di Controlli Automatici al Politecnico di Torino, che prima
collaborava al
KiteGen con Ippolito.
Insomma, è in corso una ‘guerra’ per lo sfruttamento dell’energia eolica d’alta quota che coinvolge centinaia di aziende, università e istituti di ricerca di tutto il mondo, sia usando vele o aquiloni simili al KiteGen (generazione d’energia a terra), sia usando turbine o alianti vincolati da cavi (generazione d’energia in aria), che quasi ricordano le macchine volanti che si sfidavano a duello durante la prima guerra mondiale. [...]