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domenica 23 gennaio 2011

Parentesi domenicale

Da un po' i passi di questo blog vanno parecchio in direzione di scienza e politica.

Ma come posso sorvolare sulle le speranze nate dalla dimostrazione dell'Energy Catalyzer a Bologna il 14 gennaio scorso? Tra l'altro aspetto a breve i report ufficiali dell'esperimento [eccoli!].

E come posso tacere l'indignazione per il "sultanato", con tanto di harem, che il berlusconismo ha insinuato nella nostra democrazia. 

"Se di qualcuno si dice che ha tutte le donne che vuole, significa che di tutte le donne che vorrebbe avere ha soltanto quelle che vogliono lui", dice Henri De Regnier. Un visitatore del blog mi ha lasciato stanotte, sul post in cui cito questo aforisma, la seguente battuta: ..."potrebbe invitare pure noi non a queste cene ad Arcore, ma ai dopocena...". Sorrido leggendola, ma subito sento che è un riso talmente amaro da trasformarsi in sconforto. No, non è più tempo di ridere delle freddure che Berlusconi amava dispensare cialtronescamente, non è più tempo nemmeno di ridere di lui quando egli stesso diventa una barzelletta. È tempo di preoccuparsi sul serio per l'assuefazione al brutto, al volgare, all'apparenza, all'idiozia che, da quell'avamposto nell'etere qual è stata Mediaset, ha raggiunto, contagiato e rammollito ampie fasce di società. 

Mi perdoni Vincenzo, se la sua era solo una battuta. Ma vedo tanti Italiani invidiare sul serio questo triste sultano d'Arcore, essere disposti a barattare la loro libertà in cambio dei suoi favori, desiderare essere invitati a condividerne l'harem se uomini o farne parte se donne (ma giovani, belle e amanti delle scorciatoie): è la più grande disgrazia capitata alla nostra nazione dal ventennio fascista a oggi.

Comunque ho bisogno profondo di riportare al centro dell'attenzione, qualcosa d'incantevole, nobile e profondo. Lo farò tra poco con un brano tratto da Il Maestro e Margherita di Bulgakov, di cui avevo iniziato a parlare un paio di settimana fa (qui).

P.S. Ecco qui il nuovo post che ho dedicato all'incontro tra Margherita e il Maestro.

3 commenti:

  1. Condivido appieno. Ma cosa possiamo fare di concreto per esternare e far arrivare la nostra indignazione ? me lo chiedo in questi giorni perchè non vorrei che anche quest'ultima sua "malefatta" finisse nel dimenticatoio e tutto continuasse come prima... buona domenca :)

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  2. Dare contro a qualcuno serve spesso solo a dargli ancora più importanza. Costruire un'alternativa valida e valorizzare quando comunque c'è di positivo nella vs Italia servirebbe forse a far svegliare quelli che sono ora ipnotizzati dal cavaliere.

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  3. @Viola
    Di concreto? Smetterla di sopportare, con tutto quel che conseguirà. Non voglio che mia figlia cresca in un'Italia fatta a immagine e somiglianza di uno spot pubblicitario pieno di donne nude.

    @daffodils
    In linea di principio hai ragione. E la tua sarebbe la mia posizione, ogni qualvolta il livello di indignazione non supera il limite di guardia. Vedi, se mi passi un paragone un po' ardito, creare un'alternativa politica è in fondo come trovare nuovi giocatori con strategie di gioco alternative. Ma finché al tavolo siede uno che vince barando, mi spieghi che razza di alternativa di gioco si può proporre?

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