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domenica 6 giugno 2010

If it was my home

Pochi giorni fa avevo scritto, conti alla mano, che la dimensione della chiazza di petrolio provocata dal disastro della Deepwater Horizon era grande come la Basilicata, Calabria e Puglia, messe insieme. Per verificare la correttezza di questa stima confrontatela con quella fornita dalla U.S. Coast Guard andando sul sito ifitwasmyhome.com e digitando "Basilicata" nella casella Location.

Terribile, ma ahimè vero.

Ricordo che parliamo solo della chiazza in superficie, non degli idrocarburi pesanti che hanno avvelenato i fondali, né di quelli disciolti coi solventi che si sono dispersi in sospensione, né di quelli intercettati in profondità dalle correnti oceaniche e diretti persino verso l'Europa.

Ormai il danno è fatto e ci vorranno secoli per riassorbirne gli effetti. Che almeno serva ad accelerare il processo di abbandono dell'economia basata sul petrolio. A far uscire dall'ombra le tante tecnologie già pronte per sfruttare le fonti di energia pulite e rinnovabili come, per esempio, la fusione fredda.

Si veda anche l'articolo su repubblica.it che ha ispirato questo post.

2 commenti:

  1. …non comprendo…perchè proprio Basilicata, Calabria e Puglia? :(

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  2. Intanto grazie. Perché grazie al tuo commento mi sono accorto che il testo di questo post era bianco... ovvero illeggibile sul fondo bianco... vattelapesca cosa era successo!

    Ti spiego ora perché queste tre Regioni. Nessun subliminale malaugurio!
    Semplicemente le prime stime ufficiali mi avevano dato una superficie a cui la Basilicata era la regione d'Italia che si avvicinava di più. Quando le stime sono state ritoccate ho rifatto i conti e ho visto che aggiungendo a quella della Basilicata la superficie delle confinanti Calabria e Puglia, ricavavo la superficie teorica della chiazza di petrolio. Poi a dire il vero le stime ufficiali sono state ritoccate varie volte verso l'alto... ma non sono più stato ad aggiungere Regioni!!!

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