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venerdì 16 gennaio 2009

Da Via col vento ad Australia, senza timor sacro!

Che bello andare al cinema senza sapere niente del film che vedrai. E scoprire che è un film che tutto sommato non ti scorderai. Be', volevano portarmi a vedere l'ultimo di Muccino, regista che mi ha sempre deluso(*), per cui ho insistito: ma non c'è nient'altro? Muccino un'altra sera dai!


Alla fine quasi per caso alle 21 del 15 gennaio ci siamo trovati al Cinema-Teatro Pavone di Perugia per una Serata di beneficenza organizzata dalla AULCI - Associazione Umbra per la Lotta alle Cardiopatie Infantili - a vedere in anteprima nazionale Australia, il nuovo colossal con Nicole Kidman (nelle sale di tutta Italia da oggi 16 gennaio). Era tutto prenotato, platea e palchi traboccanti della Perugia bene, perciò siamo finiti su in loggione e per la prima volta ho visto un film dal proscenio come se fosse una rappresentazione teatrale... e nonostante questo me lo sono goduto, rapito dalla prima all'ultima scena. 


Il caso ha voluto che non avessi letto recensioni e che nessuno degli amici con me mi avesse accennato la trama o giudizi. Le uniche notizie che avevo di Australia erano che c'era la Kidman e che era una pellicola di megalomani pretese... insomma, mi aspettavo un polpettone! Ora non dubito che questo film radunerà tantissimi detrattori attorno: perché Baz Luhrmann (il regista di Mouline Rouge) forse si compiace un po' troppo della sua bravura, forse in qualche inquadratura vuole strafare, forse rende qualche scenario fin troppo "finto" pur di volerne fare una citazione; e la Kidman forse fa un po' troppo il verso a Rossella O'Hara, come il co-protagonista Hugh Jackman prova a misurarsi col mitico ruolo di Rhett Butler... però sarebbe troppo semplice cadere nella trappola dei "grandi modelli inimitabili del passato" e stroncare. 


Di certo non mi viene in mente nessun altro film che possa essere dignitosamente accostato a Via col vento come Australia. Il paragone è inevitabile, il debito della sceneggiatura è evidente: scene epocali di guerra, l'amore predestinato tra un uomo e una donna affascinanti che all'inizio mal si sopportano, il razzismo di una società al tramonto e la lotta per l'uguaglianza nel segno dei nuovi tempi. Ci sono poi tantissimi altri ingredienti in Australia, come la storia dell'allontanamento forzato dei bambini meticci dalle loro madri e dalle loro tradizioni (pare che in Australia sia accaduto per legge fino agli anni '70), lo sciamano aborigeno, il suo nipotino mezzo-sangue che impara dal nonno ad usare il "potere", tanti personaggi di contorno, antagonisti o alleati dei "buoni e belli", i paesaggi mozzafiato, perfino i cacciabombardieri del sol levante che fanno della cittadina di Darwin una Pearl Harbour australe, e molto molto di più. 


Tutto ciò penso provocherà indigestione o persino ulcera agli stomaci più raffinati; a me ha avvinto, divertito, appassionato, commosso per quasi tre ore: un film che ho già voglia di rivedere. Sarò di bocca buona? Diciamo che mi piace andare al cinema con l'animo del bambino che vuole stupirsi... ecco, adesso ho capito! Australia è un fumetto interpretato da attori in carne e ossa, con tutta l'ingenuità e la forza tipica del fumetto, a partire dalle iperboli narrative e dal prendere ispirazione dai grandi film (ho citato Via col Vento ma ci starebbe bene anche La mia Africa). Ma per me questo è un pregio non un difetto. :-)





P.S. Eravamo in cinque a vedere il film e tutti abbiamo condiviso lo stesso giudizio positivo. Dulcis in fundo, da tanto tempo non sentivo una platea applaudire un film alla sua conclusione. 


(*) P.S. del 22/01/09. Mi correggo, Muccino mi aveva sempre deluso fino a oggi: Sette anime mi è veramente piaciuto! Come Australia è una sorta di musical senza musica e canzoni, pure Sette anime è un film "difficile" da digerire, ma mi ha fatto piangere tutte le lacrime che avevo, fino all'anima: ecco il post che gli ho appena dedicato.

5 commenti:

  1. "Che bello andare al cinema senza sapere niente del film che vedrai": nooo, io non potrei mai! :-D Però in effetti è vero che a volte, facendo così, ci vado con pre-giudizi sul film difficili da estirpare. Ciao

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  2. Ciao Daniele, in questi ultimi due giorni, sono stata un po' in giro per Milano, è ho visto molte pubblicità di questo film, appena posso mi propongo di vederlo, ma mi fido del tuo giudizio positivo.
    Un saluto come sempre

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  3. Ciao Daniele, avevo scoperto già da molto questo blog che ti segnalo, avevo rinunciato perchè lo avevo rovato troppo inpegnativo, ma ora lo sto visionando di nuovo e ho intenzione di seguirlo, ti lascio il solito link, non non link, ma vedrai arriverò anche lì...ciao

    http://museohermetico.splinder.com/tag/cinema+alchemico

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  4. Ciao Donnachenina, ho dato un'occhiata al volo al link e l'ho messo tra i bookmark, che mi si accumulano come i libri da leggere sul comodino, ma alla prima occasione ci torno con calma.

    Quanto al mio giudizio sul film, come ti ho detto è un giudizio col cuore: "Australia" è come un cagnolino che si mette pancia all'aria esponendo le sue parti più indifese. Visto il film (Moulin Rouge) che ha lanciato il suo regista, secondo me potrebbe benissimo essere considerato anche un grande musical (senza musica) con tutte le iperboli e i colori forti propri di questo genere.

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