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martedì 9 settembre 2008

Prime impressioni dell'Egitto

Siamo arrivati al Cairo il 1° settembre, che quest'anno coincideva con l'inizio del mese di Ramadan. Così la città di notte era piena di lucine colorate come durante le nostre festività natalizie: sfortunatamente non ho scattato foto al riguardo. Le inquadrature più belle come al solito sono quelle rimaste soltanto dentro gli occhi. Ecco comunque qualche immagine della città e dei suoi abitanti, fatta dal pullman, un po' all'alba e un po' durante il giorno. Attenzione: non costituiscono la didascalia di quanto sto scrivendo. Intruppato com'ero nei ritmi e negli itinerari di un viaggio organizzato molte cose posso raccontarle ma non documentarle. In Egitto circolano autovetture di tutti i tipi, ultimi modelli nuovi fiammanti (soprattutto giapponesi) e vecchie Fiat (la 124 taxi della foto accanto ad esempio), Lada, Peugeot ecc. Con carrozzerie spesso riparate alla meno peggio o perfino reinventate di sana pianta. Ma non mancano moto, biciclette, camion, trattori, carri a cavallo o asino. C'è davvero di tutto sulle strade. Il traffico cairota è sempre caotico e nelle ore di punta congestionato. Le luci dei semafori vengono completamente ignorate dai conducenti: ciononostante non mi è capitato di assistere ad alcun incidente! Le persone sembrano riuscire ad accordarsi sulle precedenze senza problemi. Libere di seguire il proprio intuito. Come se l'alternarsi di rosso e verde e giallo dei semafori avesse la mera funzione placebo di rassicurare e benedire lo scorrere del traffico, ma non di regolarlo. Tali e quali ai metal-detector posti all'ingresso di qualsiasi albergo, museo, sito archeologico: emettono i loro allarmi al passaggio dei turisti senza che alcuna guardia si curi di controllare. All'aeroporto di Luxor, visto l'andazzo, alla fine del soggiorno mi sono imbarcato con liquidi e pomate nel bagaglio a mano: il monitor ha rilevato gli oggetti intrusi ma nessuno mi ha detto nulla. All'opposto di tale rilassatezza, al ritorno un compagno di viaggio s'è visto fare una ramanzina chilometrica da un poliziotto alla dogana dell'aeroporto di Bologna perché sul suo documento di viaggio mancava un timbro della questura (cosa di cui nessun collega però s'era accorto in uscita dall'Italia). Insomma, viva il Sud del mondo, con la sua rilassatezza, meno regole e meno burocrazia. Comunque l'Egitto appare per i nostri metri una nazione militarizzata. Soldati o poliziotti armati sono all'ingresso di ogni attrazione turistica, lungo le strade di maggiore afflusso. Durante il trasferimento in pullman da Abu Simbel ad Assuan, ad esempio, il convoglio di pullman è stato scortato. Colpisce anche la presenza di foto di Mubarak da tutte le parti. Mi chiedo se tra qualche anno pure l'Italia sarà così: esercito e foto di Berlusconi ovunque... brrr! Altre foto del Cairo: qui e qui.

1 commento:

  1. Ciao Daniele,
    la tua descrizione del caos automobilistico mi ricorda tanto Napoli: il rosso o il verde del semaforo contano davvero poco! L'incontro tra le auto avviene attraverso lo sguardo degli automobilisti, accompagnati da strani cenni di testa e mani, molto piu' esplicativi di qualsiasi vigile urbano e gli "scontri" sono davvero rari...sara' per questo motivo che talvolta i miei cenni non vengono compresi dagli autoctoni e resto bloccata li all'incrocio ostinandomi a voler dare per forza la precedenza a chi in realtà non ce l'ha e soprattutto non ha nessuna voglia di averla;=)
    A presto.

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