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venerdì 12 settembre 2008

Cartoline dalla piana di Giza

Ed ecco qualche immancabile scatto fatto nella piana di Giza. Il crop della Sfinge con dromedario e "beduino" sullo sfondo non è un fotomontaggio ma proprio la foto originale. A proposito, vedo che molte persone confondono spesso tra loro i due quadrupedi con la gobba. Il trucco per distinguerli è facile: il dromedario non ha lettere doppie, dunque ha una sola gobba; il caMMello ha una doppia "m", dunque due gobbe!
Sapevo che piramidi e sfinge erano a pochi passi dalla città, ma vederlo coi propri occhi è quasi avvilente, talmente siamo abituati a vederle inquadrate - volutamente - col deserto alle spalle. In effetti dagli alberghi limitrofi, tipo Le Meridian Pyramids dove abbiamo dormito tre notti, si potrebbe tranquillamente andare a visitarle a piedi in pochi minuti. Per andare a osservare la Sfinge si sale sulla piattaforma dei resti di un tempio lì accanto. In corrispondenza dell'ingresso si staglia la sagoma della piramide di Chefren, l'unica che conserva in cima un po' dell'originario rivestimento di calcare bianco. Gli incastri tra i blocchi di pietra sono quelli del tempio in questione. Incastri simili si trovano nelle costruzioni più antiche di tutto il mondo (due, tre millenni prima di Cristo). Da qui mille ipotesi per spiegare come culture pretecnologiche riuscissero a sagomare e collocare con incredibile precisione blocchi pesanti decine di tonnellate. Personalmente propendo per le teorie di Joseph Davidovits, Gilles Hug (Agenzia di Ricerca Aerospaziale Francese) Michel Barsoum (Università di Philadelphia): quelli che oggi sembrano blocchi di pietra calcarea potrebbero essere gettate di una sorta di calcestruzzo ante-litteram. A dimostrazione di ciò, sin dagli anni '70, il ritrovamento di capelli umani nelle sezioni di blocchi di piramide. E infine le immancabili foto con mia figlia, con me e - nell'ordine - le tre piramidi di Cheope, Chefren, Micerino sullo sfondo. E pure un primo piano del lato ovest della grande piramide di Cheope (la persona alla base è mia madre). Non si può sempre essere originali! Tra un po' comincerò a buttar giù qualche riflessione più personale e meno da turista, ovvero a parlare del viaggio interiore che è avvenuto durante i sette giorni in Egitto con mia figlia e con mia madre, parallelo a quello esteriore.
P.S. Sconsiglio a tutti di andare a vedere lo spettacolo notturno di suoni e luci sotto le piramidi, sospettavo che me ne sarei pentito e infatti sono stati soldi buttati. Nulla di artistico. Uno pseudo-documentario ridicolo. Immagino che lo stesso discorso valga per gli analoghi spettacoli che si tengono nell'Alto Egitto al tempio di Luxor e a quello di Philae.

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