Pagine

giovedì 29 novembre 2007

Bravo bravo bravo Benigni!

Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.

Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura, e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.

Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,

la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu 'l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.


Da un po' di anni sono poche le ragioni che riescono a motivarmi ad accendere la TV: la lettura dantesca di Roberto Benigni è tra queste, e lo dico alla faccia di quegli "intellettuali" che lo criticano stile scherza col fante ma lascia stare Dante! Ho appena finito di assistere allo show trasmesso stasera in prima serata su RAI 1 con la stessa struttura di TuttoDante, lo spettacolo che il nostro Pinocchio nazionale ha portato in giro per tutta Italia ed a cui ho assistito il 6 dicembre 2006 qui a Perugia. Ovvero una prima parte - personalizzata in base al luogo e/o ai temi politici del momento - in cui l'inconfondibile verve satirico-politica di Benigni (di cui qualcuno sarà stanco ma a me ancora non annoia) affonda destra e a sinistra e soprattutto a destra, perché - è una
sua classica gag - dopo aver stuzzicato il governo (che era di destra) per par condicio adesso tocca prendersela con l'opposizione (che ora è di destra!). E una seconda parte dedicata alla lettura commentata del V Canto della Divina Commedia, il canto dell'Inferno ambientato nel Girone dei lussuriosi, dedicato per antonomasia alla storia di Paolo e Francesca.
Stasera ho provato lo stesso stupore di quando assistetti un anno a TuttoDante dal vivo (esibizione che in verità un po' soffre chiusa dentro un format televisivo). Credo che la grandezza di Benigni stia proprio nella capacità unica di intercalare registri che a tutti gli effetti sembrerebbero inconciliabili, la parodia comica e il sublime poetico, dove questo intercalare diventa progressivamente un passaggio sempre più netto dal primo al secondo registro, dalla goliardica risata "del qui ed ora" alla colta ed eterna poesia "dell'aldilà".

Benigni porta ai massimi livelli quella che anche per me (nel mio piccolo) è un'esigenza pressoché vitale: conciliare insieme gli estremi, dimostrare che ogni cosa può convivere col proprio opposto, indicare che l'essenza dell'arte, della bellezza, dell'emozione consiste nel saperci trasportare in quella dimensione nella quale bianco e nero insieme non stingono in indistinto grigio ma brillano l'uno nell'altro come i tasti d'ebano e avorio del pianoforte. Egli incarna la passione viscerale del satiro e l'innocenza infantile del puer, il demone della battuta e l'angelo del sorriso, cosicché anche quando produce le battute più feroci il loro involucro di sana cattiveria toscana - potenzialmente tossica! - cade subito a terra istantaneamente biodegradato: Benigni rende digeribili ai palati più fini persino le battute più volgari e in questo risiede non solo tutta la sua maestria ma pure un pizzico di magia, che lascia stupiti, affascinati, soddisfatti. Gioca con tutte le nostre corde come un virtuoso con la chitarra: tra le tante scale su cui sale e scende difficilmente prende una sola nota stonata, se appena lo fa la corregge all'istante, prima ancora che la percepiamo. Se glielo permettiamo naturalmente: perché tanto la comicità di benigni quanto la sua spiegazione dantesca sono carnali e falliche, chiare e semplici, richiedono un pubblico "aperto" e consenziente a farsene penetrare.
L'alternanza di tragico e comico, che per quel che so è un segno universale di genio (si pensi al grande Charlie Chaplin), la ritroviamo anche nella sua filmatografia. Mi vengono subito in mente la Tigre e la neve e La vita è bella dove la leggerezza della positività e la forza del sorriso tengono testa senza sfrontatezza rispettivamente alla tragedia contemporanea dell'Iraq e a quella storica dell'olocausto, entrambe epocali. La risata come medicina per il dolore. Ma anche in Johnny Stecchino si scherza sulla piaga della Mafia. La risata per portare la gente a mettere in berlina e seppellire la delinquenza organizzata. Mentre nel Piccolo diavolo un esilarante Belzebù ed un integerrimo sacerdote vanno a braccetto. La risata per mettere d'accordo Peppone e Don Camillo ecc.

L'apoteosi con cui si conclude lo spettacolo del Canto di Paolo e Francesca è la declamazione a memoria, dei suoi 142 endecasillabi a rima alterna. Ecco allora il più grande guitto d'Italia diventare senza alcuna contraddizione di sorta (per il mio personale sentire) il più grande interprete vivente di Dante, con tutta la serietà, intensità, credibilità che questo ruolo impone. Alla fine è lo stesso spettatore che per il pathos cade "come corpo morto cade". Sarò anche un sempliciotto, ma mi dà molte più emozioni questo tipo di lettura che quello alla Carmelo Bene, ed un Dante portato "alle masse" così lo trovo immensamente più efficace di quello che ho studiato al Liceo. Bravo bravo bravo Benigni!

P.S. Benigni è un mito anche per un altro motivo: è
l'unico a cui si consente di parlare in televisione per due ore e mezza senza nessuna interruzione pubblicitaria, nemmeno Berlusconi credo ci sia mai riuscito! E' incredibile ma stasera è successo e spero che continui. Infatti Benigni ha annunciato che di qui a gennaio la RAI trasmetterà altre 12 puntate in cui egli commenterà altrettanti diversi Canti della Commedia, però non più in prima serata. RAI ripensaci: continua a mettere Dante e Benigni in fascia oraria prime invece dei soliti inguardabili programmi insulsi, non ci far fare le ore piccole per vedere qualcosa che vale!

Scritto sulla sabbia

Una poesia di Hermann Hesse, tratta da La felicità, versi e pensieri... non ho coraggio di aggiungervi alcun commento o immagine: semplicemente da leggere e sentire vibrare dentro.
SCRITTO SULLA SABBIA Che il bello e l'incantevole siano solo un soffio e un brivido, che il magnifico entusiasmante amabile non duri: nube, fiore, bolla di sapone, fuoco d'artificio e riso di bambino, sguardo di donna nel vetro di uno specchio, e tante altre fantastiche cose, che esse appena scoperte svaniscano, solo il tempo di un momento solo un aroma, un respiro di vento, ahimè lo sappiamo con tristezza. E ciò che dura e resta fisso non ci è così intimamente caro: pietra preziosa con gelido fuoco, barra d'oro di pesante splendore; le stelle stesse, innumerabili, se ne stanno lontane e straniere, non somigliano a noi - effimeri-, non raggiungono il fondo dell'anima. No, il bello più profondo e degno dell'amore pare incline a corrompersi, è sempre vicino a morire, e la cosa più bella, le note musicali, che nel nascere già fuggono e trascorrono, sono solo soffi, correnti, fughe circondate d'aliti sommessi di tristezza perché nemmeno quanto dura un battito del cuore si lasciano costringere, tenere; nota dopo nota, appena battuta già svanisce e se ne va. Così il nostro cuore è consacrato con fraterna fedeltà a tutto ciò che fugge e scorre, alla vita, non a ciò che è saldo e capace di durare. Presto ci stanca ciò che permane, rocce di un mondo di stelle e gioielli, noi anime-bolle-di-vento-e-sapone sospinte in eterno mutare. Spose di un tempo, senza durata, per cui la rugiada su un petalo di rosa, per cui un battito d'ali d'uccello il morire di un gioco di nuvole, scintillio di neve, arcobaleno, farfalla, già volati via, per cui lo squillare di una risata, che nel passare ci sfiora appena, può voler dire festa o portare dolore. Amiamo ciò che ci somiglia, e comprendiamo ciò che il vento ha scritto sulla sabbia.

mercoledì 28 novembre 2007

Bill Gates regala soldi!

Ma la mamma dei creduloni è sempre in cinta?
Torno brevemente sull'argomento bufala poche settimane dopo un altro post. E' che proprio oggi - via email naturalmente - me ne è arrivata una talmente d'annata che pare incredibile qualcuno possa ancora farla circolare. Eccola qui: Cari Amici, Leggete questa lettera ed agite velocemente. Io vi invio questa lettera, in quanto tale informazione mi è stata inviata da un professionista e caro amico. La Microsoft e AOL al giorno d'oggi le più grandi compagnie della rete, per assicurare ad Internet Explorer il posto di programma più usato, hanno testato la versione beta di questo programma. Quando invierete questa lettera ai vostri amici, Microsoft la controllerà (sempre che essi usino Microsoft Windows)x 2 settimane. Microsoft vi pagherà €245 per ogni persona a cui manderete questa comunicazione. Microsoft pagherà €243 per ogni vostra lettera forwardata e per ogni terza persona che riceverà la vostra comunicazione, Microsoft pagherà €241. Tra due settimane, Microsoft si metterà in contatto con voi via e-mail e vi spedirà l'assegno. Io all'inizio ho dubitato fino a quando, due settimane dopo che ho mandato tale comunicazione, non ho ricevuto per posta elettronica la comunicazione e alcuni giorni dopo l'assegno di €24800.00. Dovete assolutamente mandare tale comunicazione prima che termini il test della versione beta di Internet Explorer. Colui che si può permettere tutto questo è il signor Bill Gates. Tutte le spese di marketing sono da lui sostenute. L'improbabile facezia che il patron della Microsoft regalerebbe soldi a chi inoltra questa lettera è totalmente frutto della fantasia di uno studente burlone statunitense di nome Bryan Mack che il 18 novembre 1997 (già, la bellezza di 10 anni fa!) la scrisse ed inviò ai suoi amici, giusto per farli ridere un po'. Sicuramente non avrebbe mai immaginato che la sua mail sarebbe stata inoltrata milioni (forse ormai miliardi!) di volte e tradotta in tutte le lingue del mondo. La bufala resta tale anche se la mail in questione - ne circolano diverse varianti "regionali", un paio italiane - porta in calce la firma di qualche autorevole malcapitato che - a sua insaputa! - ne garantirebbe l'autenticità. La mia fonte ovviamente è il prezioso sito di Paolo Attivissimo, per la precisione questo link, come ovviamente a ridersela nella foto - alla faccia di tutte le bufale che gli hanno cucito addosso - è proprio quel diavolo d'un Bill Gates, agli inizi della sua carriera!

martedì 27 novembre 2007

Il nostro aiuto per il Darfur



Oggi ho ricevuto una mail dal UNHCR (
United Nations High Commissioner for Refugees) cioè l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati o più semplicemente l'Agenzia ONU per i Rifugiati.

Qualche anno - se non mi confondo con qualche altra organizzazione - già feci una donazione in loro favore e pochi minuti fa ho replicato donando dal sito italiano dell' UNHCR settantanove euro, il costo di un kit si sopravvivenza per una famiglia.

Inoltre - con questo post sul blog - provo io stesso a contribuire alla diffusione della campagna di raccolta fondi per il Darfur, riportando integralmente il testo della mail che mi è arrivata, compresi i link al sito da cui è possibile effettuare la donazione.

Passate parola...



Messaggio per l'emergenza Darfur
dall'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati

Nella regione del Darfur, in Sudan, la crisi umanitaria diventa ogni giorno più grave.
Migliaia di persone sono costrette a fuggire dalle violenze e dai combattimenti!

Mi rivolgo a lei per poter far giungere rapidamente in Darfur gli aiuti necessari per assicurare alle famiglie di rifugiati la sopravvivenza.

Questo Natale, con 79 euro, il costo di un kit di sopravvivenza, può salvare la vita di un'intera famiglia di rifugiati.
Visiti questa pagina e scopra come può fare la differenza in pochissimo tempo!

Noi dell'Agenzia ONU per i Rifugiati siamo impegnati sul campo e stiamo lavorando alla più grande emergenza umanitaria nel mondo. Si stima che soltanto nella regione del Darfur 500mila persone non hanno accesso all'assistenza umanitaria di base.

La rapidità del suo sostegno può cambiare il destino di una famiglia di rifugiati.
La sua donazione online, in tempo reale, si trasformerà immediatamente in un aiuto concreto. Grazie e Buone Feste!

Chris Innes

Relazioni Esterne Agenzia ONU per i Rifugiati


Dillo ad un amico

Per maggiori informazioni sull'Agenzia dell'ONU per i Rifugiati ed approfondimenti sulle operazioni in Darfur/Sudan visiti il nostro sito

www.unhcr.it

UNHCR Via Caroncini, 19 - 00197 Roma
Servizio relazioni con i donatori - Tel. 06 80212304 Fax 06 80212325
E-mail: itarodon@unhcr.org Internet: www.unhcr.it

Autorizzato dall'Agenzia dell'ONU per i Rifugiati.

Se ne avete la possibilità fate una donazione anche voi. Il Darfur purtroppo è conosciuto per essere la regione più povera e martoriata del mondo... ma una goccia alla volta si riempiono persino gli oceani!

P.S. E se vi va andate a leggere il post che a luglio ho dedicato ad Adam, un bambino del Darfur il cui canto ha fatto il giro del mondo.

venerdì 23 novembre 2007

Bufala o non bufala quel che è bello è bello

Gira da un paio di anni questa foto in rete. Ne ho scoperto l'esistenza oggi che mi è arrivata. Si dice che ritrarrebbe una formazione rocciosa che si riflette in un lago della Birmania e che soltanto in un determinato periodo dall’anno, secondo l’illuminazione del sole, si godrebbe di questo spettacolare effetto: piegate la testa sulla spalla sinistra e osservate bene l'immagine! Tuttavia pare si tratti di una foto ritoccata con PhotoShop con sfoggio di virtuosismo, vox populi dice da un bravo fotografo americano, spacciata per una formazione naturale. Se esistesse realmente, questa donna con bambino in preghiera sarebbe tra le meraviglie del mondo e tra le mete turistiche più gettonate! Al di là della bufala, che si tratti di una foto ben ritoccata (o addirittura di un dipinto), resta il fatto che il soggetto è realmente suggestivo e rasserenante.

mercoledì 21 novembre 2007

Bentornata Daniela

Grazie Daniela, di essere tornata... sì ci siamo un po' persi di vista nel corso dell'estate ma sappiamo che tra noi resta sempre teso un filo di interessi comuni e grande sintonia. E sono molto contento che hai scelto proprio il blog per ricomparire con l'avviso di quel bando, sono così contento che invece di risponderti con un "commento", ti scrivo direttamente un post.
Eh sì il tempo è proprio una risorsa preziosa... e a quanto pare entrambi ne siamo un po' a corto ultimamente. Tu che combini? Per quel che mi riguarda sto costruendo qualcosa di buon livello artistico, con una finalità filantropica e su scala maggiore di quel che immaginassi all'inizio. Ma per scaramanzia non dico di più... solo che quando annuncerò l'arrivo della mia terza pubblicazione (che sarà a quattro mani, o meglio a due mani e due occhi) spero tanto che il libro in sé sia il meno, rispetto a ciò che ci graviterà attorno!

Saluto il tuo ritorno su queste pagine inserendo il video al tema principale dell'Adiemus di Karl Jenkins: da quando me ne hai parlato la prima volta mi capita di ascoltarlo e sentirne parlare da tutte le parti. Adesso entrerà persino nel repertorio del coro dell'Università di Perugia e quindi lo canterò pure!


concorso di poesia e narrativa a San Fermo della Battaglia (CO)


CARI AMICI TUTTI E SOPRATTUTTO DANIELE, IN QUANTO MIO UNICO VERO AMICO DI PENNA, CHE DA QUALCHE MESE NON RIESCO A INCONTRARE PER IMPEGNI DI SVARIATO GENERE, SUOI E MIEI,

VI SCRIVO PER RENDERVI NOTO CHE SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER IL TERZO ANNO DI ESISTENZA DEL CONCORSO DI CUI SI TERRA' LA PREMIAZIONE A MARZO.

SE VOLETE DETTAGLI A RIGUARDO E NELLO SPECIFICO INFORMAZIONI PER IL BANDO DOVRESTE TELEFONARE AL DOTT. FABIO ANSIDERI, NON CHE ASSESSORE DEL COMUNE DI SAN FERMO DELLA BATTAGLIA, CHE RISPONDERA' IN MERITO.

IL SUO TELEFONO E' 392 8113733.

POTETE DIRE CHE AVETE OTTENUTO IL TELEFONO DALLA SOTTOSCRITTA.

VI CONSIGLIO DI PARTECIPARE, PERCHE' OLTRE AD ESSERE UN BEL CONCORSO

SIA PER GLI ADULTI CHE PER I BAMBINI, SE SIETE FUORI ZONA, TROVATE L'OCCASIONE PER VISITARE NEL POMERIGGIO LA MIA BELLA CITTA'.

COMO E' UNA CITTA' SUGGESTIVA E META AMBITA DA MOLTI TURISTI.

NON PERDETEVI L'INCANTO DELLE SPONDE DEL SUO LAGO E LA BELLEZZA DEI SUOI MONUMENTI.

IL ROMANTICISMO DI QUESTA CITTA' POTRA' ESSERE ULTERIORE SPUNTO PER I VOSTRI SCRITTI E PER LASCIARE VIVO IL RICORDO ANCHE AGLI OCCHI DI CHI NON C'E' MAI STATO O MAI POTRA' VISITARLA.

SPERO MI SAPPIATE POI DIRE SE NE SARA' VALSA LA PENA.

VI ABBRACCIO. Daniela

domenica 18 novembre 2007

bilanci d'autunno

Messa positivamente in archivio anche la presentazione dei miei libri fatta venerdì scorso all'Olgiata in un autentico bijou di libreria, la Libreria il Rosso e il Nero, ho fatto un veloce bilancio tra cose da fare ed energie da spendere: i conti non tornano! Il mucchio di libri da leggere, comprati ed accumulati sulla libreria e sul comodino, è ormai diventato troppo imbarazzante: devo intaccarlo! E voglio dedicare più tempo ai nuovi libri che ho avviato e soprattutto alle persone che ho attorno a me. Di conseguenza ridurrò drasticamente il tempo che dedico al blog: un post a settimana sarà un ritmo adeguato.

sabato 17 novembre 2007

Un articolo uscito sul Corriere dell'Umbria

Spesso le soddisfazioni arrivano quando meno te l'aspetti. Un'amica aveva fatto leggere i miei libri a una sua amica a cui erano piaciuti molto al punto da parlarne con un'altra amica... e alla fine è comparsa una giornalista per intervistarmi e farne un articolo, devo dire ben scritto, pubblicato sul Corriere dell'Umbria di giovedì 15 novembre su tutta pagina 37. Nemo propheta in patria est ma almeno la cronaca locale perugina, che già mi aveva dedicato due brevi articoli nel 2006, si sta accorgendo dei miei libri. La foto (qui accanto) che è stata pubblicata insieme alle copertine dei due libri me la scattò mia figlia nel febbraio 2006 a Cagliari dove eravamo andati a festeggiare il compleanno di mia nonna che compiva un secolo!
Riporto l'articolo integralmente.
[ una penna oltre le stelle ]
IL PROFILO
Alla continua ricerca di una sintesi degli opposti
Protagonista, la scorsa settimana, di UmbriLibri 2007, Daniele Passerini, 42 anni, di padre umbro e madre sarda, vive a Perugia dal 1973, condividendo la sua quotidianità oggi con la sua supporter numero uno, la figlia Arianna di nove anni. Diplomatosi al Liceo Classico Mariotti, ha studiato qualche anno ingegneria per poi spostarsi sulla laurea breve in servizio sociale. Come obiettore di coscienza ha prestato opera di volontariato in un gruppo-famiglia per disabili. Prima di entrare di ruolo nei servizi pubblici ha lavorato nella cooperazione sociale all'interno di strutture psichiatriche della Asl 2. Diventato assistente sociale specialista, ha nel frattempo conseguito la laurea quadriennale in scienze politiche. Attualmente, come funzionario del Comune di Assisi, si occupa di progettazione sociale. L'esordio da autore arriva nel 2005 con "Ventidue passi d'amore", seguito nel 2006 da "Sospensioni di gravità", entrambi libri inconfondibili, un po' silloge poetica e un po' saggio spirituale, pubblicati da A&B Editrice. Nella sua scrittura riversa un personale mix di cultura umanistica e scientifica, l'interesse per l'esoterismo occidentale e la religiosità orientale, l'amore per la vita e le sue intrinseche contraddizioni, la ricerca della sintesi degli opposti. Si definisce una persona curiosa, desiderosa di estendere le proprie conoscenze e soprattutto di approfondire le emozioni. Suona la chitarra da autodidatta e canta come tenore baritonale nel coro dell'Università di Perugia.
L'originale e stretta relazione individuata da Daniele Passerini Un numero e la poesia per svelare gli arcani
di Ramona Premoto
"Così siamo partiti: / sprovveduti come fanciulli / tanto incoscienti / da esser quasi saggi". Parole che riecheggiano il principio di una storia d'amore. Oppure frasi che attestano l'inizio di un viaggio, quello tra lo scrittore e il suo imprevedibile 'duende', fuoco che sconvolge ogni geometria, quasi per caso, demone da scovare nel più profondo del proprio sangue, "scacciando l'angelo e facendo sgambetto alla musa" (Garcia Lorca). Versi dello scrittore umbro Daniele Passerini incastonati nei rari 'Ori' di Luigi Mariani accanto a grandi nomi come Alda Merini, la soddisfazione di un poeta che con due libri intraprende oggi il suo cammino verso l'arte. "La scintilla creativa divampa circa tre anni fa con il primo libro 'Ventidue passi d'amore': cronaca di una storia d'amore vera attraverso le 22 poesie nate dalla relazione vissuta - spiega Passerini -. E' stato un rapporto per me importante ma strano, non ricambiato, che ha smosso dentro diverse cose. A distanza di anni, leggendo le poesie scritte in quei momenti, mi resi conto che parlavano di qualcosa, decisi così, a gennaio del 2005 di metterle insieme donandogli un senso". Qui compare l'associazione paradossale che accompagnerà poi tutte le sue produzioni: il numero e la poesia. Opposti inconciliabili che convergono dunque nei suoi versi? "Scoprii con stupore che le poesie erano 22, un numero importante, come gli arcani maggiori, le lettere dell'alfabeto ebraico, il doppio undici. E' un libro che è voluto nascere, io mi sono messo semplicemente in ascolto di ciò che arrivava. Le poesie raccontano i vari volti di un amore, dalla passione alla delusione, sono figlie di momenti. Messe insieme sono loro che in realtà hanno scritto il libro". Dalla prima creazione dai tratti monocorde passiamo a 'Sospensioni di gravità', caleidoscopio di cose, sentimenti e persone. "Nel periodo di promozione del primo libro cominciavo a creare nuove poesie, anche questa volta ho cominciato a metterle insieme e ho visto nascere, quasi da spettatore inerme, la struttura portante di un nuovo libro. Una giostra di stili che narrano dell'amore in senso generale che può nascere dall'incrocio di due sguardi. L'incontro tra l'uomo e la donna, vera o archetipica. Il tema alla base è astrologico e anche qui compare il numero. Mi accorsi che le poesie scandivano un ritmo di 7, 4 gruppi di poesie da 7 per un totale di 28: le fasi lunari. La forza dell'inconscio aveva tirato fuori il numero dei pianeti dell'astrologia classica, il sistema solare".
"Donne di Vrindavan", un progetto ambizioso in cantiere? "Si tratta di una mostra fotografica promossa dal Comitato 8 Marzo di Perugia in esposizione alla Rocca Paolina dall'8 al 16 marzo, ad Assisi dal 5 al 12 aprile a a Spoleto dal 19 al 26. Sono 35 fotografie selezionate dal reportage nella città indiana di Tamara Farnetani, accompagnate dai miei versi. L'India è qualcosa che sfugge a noi occidentali, una realtà che non possiamo definire. Vrindavan con le sue vedove è vista da sempre come la parte dell'India della sofferenza, anche se più guardavo quei primi piani patiti e più mi parlavano di fierezza e speranza. Ho lasciato che fossero le fotografie a raccontarmi di una realtà lontana e ho scritto dell'universale".
La giornalista è stata bravissima a condensare in così poco spazio e in modo accattivante tante informazioni. Preciso solo che l'associazione "numero e poesia" ha accompagnato i primi due libri ma non accompagnerà tutta la mia produzione: ad esempio né i versi scritti per la mostra su Vrindavan né altri libri che ho in cantiere sono collegati alla simbologia dei numeri. L'articolo mi dà lo spunto per scrivere - appena avrò tempo - un post sul legame tra i 7 pianeti dell'astrologia classica, le orbite del sistema solare, la struttura lunare 7x4 di Sospensioni di gravità.

giovedì 15 novembre 2007

The Wild Wild Sea

Ci sono canzoni che colpiscono al primo ascolto, come un colpo di fulmine, e che ci restano dentro; non solo per la durata di una stagione ma per tutta la vita. Questo post è dedicato ad una delle mie canzoni preferite.

Sono particolarmente legato all'album The Soul Cages (1991) di Sting perché è stata la colonna sonora di un periodo felice ed importante della mia vita. Penso che in nessun altro disco Sting sia riuscito a mettere insieme tanti brani ben riusciti. L'elaborazione del lutto della morte del padre, riversata in questo lavoro, è stata indubbiamente una feconda fonte d'ispirazione.
Ma sopra tutte le canzoni The Wild Wild Sea mi folgorò per la capacità di trasportarmi, quasi ipnoticamente, in un paesaggio ed atmosfera marina, anzi oceanica, nebbiosa ma allo stesso tempo spirituale, misteriosa e un po' cupa (nel testo appare il fantasma del padre) e allo stesso tempo intensa, coinvolgente, emozionante.
Il giro è elegante, l'arrangiamento è semplicemente perfetto, la musica e testo si sviluppano assolutamente all'unisono, fondendo insieme armonizzazioni pressoché jazzistiche a inflessioni delle tradizionali ballate popolari inglesi.

In fondo alla pagina inserisco il link di una performance unplugged su You-Tube di The Wild Wild Sea (mi piace quanto la versione originale pure se è molto differente) in una formazione da classico quartetto jazz (contrabbasso, chitarra acustica, pianoforte, batteria) più un quinto elemento alle percussioni. Si noti
quanto risulti evidente il grado di coinvolgimento di Sting con questo suo brano, onirico, evocativo, surreale.
Per chi ha più orecchio e magari conosce il pentagramma suggerisco di godersi il contrappunto tra l'apertura in minore (DOm) e l'arrivo alla tonalità in maggiore (con l'arpeggio sulle note RE-SOL-DO e il basso in FA) che poi si sviluppa con alcune variazioni (fantastici i tre accordi di fila REm/SOL/DO7+ quando ci si aspetta invece di tornare in RE)... mi si perdoni l'approssimazione: suono soprattutto ad orecchio, ho pochi rudimenti di teoria musicale e ignoro la maggior parte dei nomi degli accordi alterati che prendo sulla chitarra.

Veniamo al testo della canzone. Ho cercato su internet una traduzione che gli rendesse giustizia. Non ne ho trovate. Così mi sono rimboccato le maniche e ho tirato fuori questa che conserva il più possibile la metrica e l'alternanza delle rime del testo di Sting. E' in altre parole una traduzione che ha il vantaggio di potere essere cantata al posto delle parole inglesi. Ovviamente per ottenere questo risultato mi sono dovuto prendere alcune libertà, pur rispettando il senso originale.


THE WILD WILD SEA................... PERSO IN PIENO MARE
............................................. (Traduzione di Daniele Passerini)
I saw it again this evening
Black sail in a pale yellow sky
And just as before in a moment
It was gone where the grey gulls fly
............................................. L'ho vista di nuovo stasera,
............................................. con le vele in un cielo di grano
............................................. ed ancora una volta in un soffio
............................................. se ne andò come vola un gabbiano.
If it should happen again I shall worry
That only a strange ship could fly
And my sanity scans the horizon
In the light of a darkening sky
............................................. Se riaccadesse m'inquieterei
............................................. che una strana nave possa volare
............................................. con buonsenso io scruto l'oceano
............................................. mentre il disco del sole scompare.
That night as I walked in my slumber
I waded into the sea strand
And I swam with the moon and her lover
Until I lost sight of the land
............................................. La notte ero un po' addormentato
............................................. camminai sulla riva del mare
............................................. e nuotai con la luna e il suo amato
............................................. fino a perder di vista la terra.
I swam till the night became morning
Black sea in the reddening sky
Found myself on the deck on a rolling ship
So far where no grey gulls fly
............................................. Nuotai finché notte fu aurora
............................................. sugli abissi già il cielo arrossava
............................................. mi ritrovo s'un ponte che dondola,
............................................. così al largo nessun gabbiano vola.
All around me was silence
As if mocking my frail human hopes
And a question mark hung in the canvas
For the wind that had died in the ropes
............................................. Intorno a me solo silenzio
............................................. a burlarsi delle mie speranze umane,
............................................. restò appesa alle vele una domanda
............................................. per il vento impiccato nel sartiame.
I may have slept for an hour
I may have slept for a day
For I woke in a bed of white linen
And the sky was the colour of clay
............................................. Posso aver dormito per un'ora
............................................. posso aver dormito per un dì,
............................................. poi da un candido letto di lino
............................................. gli occhi al cielo ingrigito riaprii.
At first just a rustle of canvas
And the gentlest breath on my face
But a galloping line of white horses
Said that soon we were in for a race
............................................. Dapprima un fruscio delle vele
............................................. e la brezza gentile sul viso
............................................. ma un galoppo di onde impetuose
............................................. annunciò un cambiamento improvviso.
The gentle sigh turned to a howling
And the grey sky she angered to black
And my anxious eyes searched the horizon
With the gathering sea at my back
............................................. Il soffio divenne ululato
............................................. ed il cielo annerì dalla rabbia,
............................................. io guardavo impaurito lontano
............................................. mentre il mare chiudeva la gabbia.
Did I see the shade of a sailor
On the bridge through the wheelhouse pane
Held fast to the wheel of the rocking ship
As I squinted my eyes in the rain
............................................. Fu come lo spettro d'un marinaio
............................................. in plancia di comando dietro i vetri
............................................. al timone alle prese coi marosi
............................................. che scorsi nella pioggia a pochi metri.
For the ship had turned into the wind
Against the storm to brace
And underneath the sailor's hat
I saw my father's face
............................................. La nave avea virato verso il vento
............................................. contro la tempesta per bracciare
............................................. e sotto quel cappello marinaro
............................................. io vidi il volto di mio padre.
If a prayer today is spoken
Please offer it for me
When the bridge to heaven is broken
And you've lost on the wild wild sea
Lost on the wild wild sea...
............................................. Se oggi avete detto una preghiera
............................................. per favore offritela per me
............................................. quando la via del paradiso è una chimera
............................................. ché ti sei perso in pieno mare
............................................. perso in pieno mare...


lunedì 12 novembre 2007

Come difendersi dalla bufale che girano in rete

Occhio alle bufale! Azzardo una personale classificazione: girano in internet quattro tipi di catene... CATENA DEL PRIMO TIPO. Contiene un messaggio, divertente o serio, spirituale o materiale, confortante o inquietante; di solito viene veicolato come testo di una mail o come allegato (di solito files PowerPoint). CATENA DEL SECONDO TIPO. E' quella più diffusa. Sarebbe una catena del primo tipo se non fosse che si conclude con l'invito ad inoltrare facendo intravedere che così facendo succederà qualcosa di meraviglioso! Quando me ne capita una elimino l'invito di coda e la trasformo in una catena del primo tipo. N.B. Un po' di testi che mi sono piaciuti, trovati proprio dentro catene di primo e secondo tipo, sono finiti in questo blog dentro l'etichetta "storie per l'anima". CATENA DEL TERZO TIPO. E' quella più insopportabile! Contiene un falso allarme che riguarda la vostra sicurezza o quella del vostro PC, ad esempio la notizia dell'immancabile virus di turno pronto a danneggiare irrimediabilmente l'hard-disk. Posso farne un esempio fresco fresco. Oggi due persone mi hanno indipendentemente inoltrato la stessa mail per mettere in guardia tout le monde dall'aprire una fantomatica mail avente come oggetto "INVITO". Eccone il testo:
Buongiorno, faccio seguire perché EUROPA 1 ieri ha diffuso la conferma di questa informazione. Messaggio da far girare!!! Nei prossimi giorni dovrete fare attenzione a non aprire alcun messaggio avente per oggetto 'invito', a prescindere da chi ve l'abbia inviato! È un virus che 'apre' una torcia olimpica e che brucia l'hard disk del pc. Questo virus sarà inviato da una persona che avete nella lista dei contatti ed è per questo che dovete assolutamente inviare quest'e-mail. Sarà meglio ricevere questo messaggio 25 volte piuttosto che ricevere il virus ed aprirlo!! quindi, se ricevete un messaggio chiamato 'invito' non l'aprite prima di tutto e spegnete immediatamente il vostro pc. È il virus peggiore annunciato dalla CNN ed è stato classificato dalla Microsoft come il virus più distruttivo che sia mai esistito fino ad oggi! Questo virus è stato scoperto ieri pomeriggio da MCAfee e non ci sono ancora soluzioni per rimediare a questo virus. Esso distrugge semplicemente tutta la 'zona zero' dell'hard disk dove sono nascoste le informazioni vitali! INVIATE QUEST' E-MAIL A TUTTI QUELLI CHE CONOSCETE!! Ai vostri amici, i vostri contatti... perché più persone avvertite più il virus avrà difficoltà a propagarsi.
Tutto falso, tutto inventato... comprese le fonti (Europa 1, CNN, Microsoft, MCAfee) che non hanno mai emanato l'avviso in questione. Eh già, si divertono a generare allarmismo e preoccupazione gli autori di questa mail, come di tante altre simili che continuano a girare e periodicamente riemergere con qualche aggiornamento anche a distanza di anni dalla loro prima messa in rete. Quello che potrebbe danneggiare l'hard-disk sul serio è spegnere istericamente di colpo il computer come consigliato! CATENA DEL QUARTO TIPO. E' quella più rara! Sembra una catena del terzo tipo ma in questo caso l'allarme è circostanziato e vero. Riassumendo, prima di inoltrare una catena verificate sempre che non sia una bufala del terzo tipo! Cercatene notizie su internet tramite Google (o qualsivoglia motore di ricerca preferiate) e vedrete che spunteranno tanti link che se ne occupano. Uno che viene fuori spesso in queste ricerche - e che dimostra l'utilità pubblica di un buon blog - è Il Disinformatico di Paolo Attivissimo (http://attivissimo.blogspot.com) che ha anche un ottimo proprio motore di ricerca per i contenuti al suo interno: leggete per esempio cosa riporta sul virus "INVITO" su questo link. La mail sul virus "INVITO" ricordo di averla già ricevuta, almeno un anno fa. E me n'ero dimenticato! Altrimenti avrei evitato di inviare ai miei contatti gli inviti per le ultime mie presentazioni a Perugia e Roma iniziando l'oggetto proprio col termine "INVITO": mi chiedo ora se qualcuno gli avrà cancellati di primo acchito memore del "dagli all'untore" della catena in questione! :-) ATTENZIONE! Un'ultima avvertenza, se decidete di inoltrate una catena con invio multiplo utilizzate sempre l'invio in CCN (Copia per Conoscenza Nascosta). In caso contrario darete in pasto agli spammers o peggio a qualche hacker male intenzionato le email che i vostri amici e conoscenti vi hanno affidato.