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mercoledì 18 maggio 2016

LE ARMONIE DELLA FELICITA' - voci, accordi, risonanze dell'inclusione interculturale.

Gentili visitatori del blog,

vi chiedo cortesemente di aiutare il gruppo di lavoro di cui sono portavoce a dare visibilità al progetto della Zona Sociale 3 dell'Umbria "Le armonie della felicità - voci, risonanze, accordi dell'inclusione interculturale", realizzato durante l'anno scolastico 2015/2016 nelle scuole dell'Assisano e conclusosi domenica scorsa, 15 maggio, dentro la Basilica Superiore di S. Francesco con l'esecuzione in prima assoluta della canzone “Girotondo”.



Hanno contribuito a scrivere il testo di “Girotondo” 250 bambini di 12 classi delle primarie di Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Valfabbrica e sono stati loro stessi a eseguirlo in anteprima dentro la Basilica del Santo Patrono d'Italia.

N.B. nei titoli di coda del videoclip scorre un "piano sequenza" veramente unico di quasi 2000 ragazzi che si tengono per mano lungo le vie di Assisi.

Per favore, se apprezzate il video (potete immaginare tutto l'impegno che vi è dietro) CONDIVIDETELO tra i vostri contatti e nei vostri social.

Naturalmente in un progetto come questo - ideato tra settembre e ottobre 2015, svolto nelle scuole tra novembre 2015 e aprile 2016, audio registrato in studio il 7 aprile, riprese video nel centro storico di Assisi il 12 aprile, montaggio del videoclip terminato ai primi di maggio - da cui è scaturito un ottimo prodotto, si corre il rischio che si noti troppo il “prodotto” e troppo poco il “percorso”.

In estrema sintesi il progetto può essere riepilogato così:

Assisi 15/05/16 - 20 minuti al via e la Basilica è già gremita.
Nell'anno scolastico 2015/2016 circa 250 bambini e bambine di 12 classi (tutte del 4° anno tranne una del 5°) di 6 scuole primarie di 5 Comuni hanno partecipato insieme ai loro insegnanti a n. 8 incontri di 2 ore ciascuno, per un totale complessivo di n. 192 ore di presenza nelle scuole:
  • n. 3 incontri con un pedagogista (dal 09/11/15 al 14/12/15);
  • n. 2 incontri con mediatori culturali (dal 11/01/16 al 04/02/16)
  • Maria Pia Serlupini, garante infanzia e adolescenza Umbria
  • n. 3 incontri con un direttore d'orchestra e coro (dal 24/02/16 al 28/04/16).*
Il momento dell'esecuzione in prima assoluta.
Durante tale percorso i bambini e le bambine hanno potuto approfondire il tema complesso dell'inclusione interculturale e dell'accoglienza, in considerazione del crescente divario tra mondo ricco e povero che genera conflitti e conseguenti flussi migratori, anche vedendo film come Terraferma (2011) di Emanuele Crialese e ascoltando dal vivo la testimonianza di migranti arrivati in Italia coi barconi. Coadiuvati e facilitati dai loro insegnanti, hanno elaborato e il tutto  nel testo della canzone “Girotondo” su musica originale di Maurizio Mastrini. Hanno partecipato alla realizzazione del videoclip e infine lo hanno presentato pubblicamente nella Basilica Superiore di S. Francesco il 15 maggio scorso.

*Oltre ai bambini nelle scuole, l'esperto musicista ha incontrato più volte, nelle rispettive sedi, tutte le Bande Musicali del territorio che sono state coinvolte nel progetto e sono intervenute nella registrazione del videoclip e nel concerto in Basilica.

È giusto sottolineare che “Le armonie della felicità” ha interessato una intera comunità territoriale che si “prende cura” di se stessa (community care):
  1. comunità istituzionale – il progetto è stato promosso dalla Zona Sociale 3 dell'Umbria (Comuni di Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Valfabbrica).
  2. comunità scolastica – hanno partecipato 11 scuole, 6 coinvolte direttamente (I.C. Assisi 2, I.C. Bastia 1, Direzione Didattica Bastia Umbra, I.C. Torgiano-Bettona, I.C. Bevagna-Cannara, I.C. Valfabbrica) e 5 (di Assisi) coinvolte nelle riprese del videoclip della canzone (Convitto Nazionale, Istituto Alberghiero, I.C. Assisi 1, Istituto Comprensivo per Ciechi, Liceo classico Properzio) per un totale di circa 2000 studenti ed insegnanti.
  3. comunità sociale – ha collaborato in modo determinante il terzo settore e l'associazionismo (associazione Sonoxsona di Bastia Umbra, associazione CIDIS Onlus di Perugia, associazione I Mastri Musici di Piegaro, banda musicale Cannara – Concerto musicale F. Morlacchi, banda musicale Rivotorto, Ass. FareMusica di Bastia Umbra, banda musicale Costano, Centro internazionale per la pace fra i popoli di Assisi, Centro servizi per il volontariato di Perugia, cooperativa sociale ASAD di Perugia).
  4. comunità religiosa – vista la valenza del progetto, il Sacro Convento di Assisi ha accordato l'uso della prestigiosa cornice della Basilica Papale di S. Francesco di Assisi, sia per le riprese del videoclip sia per l'evento nel quale la canzone è stata eseguita pubblicamente per la prima volta.
Il progetto è stato finanziato dalla Regione Umbria previa partecipazione a due avvisi rivolti sia a enti pubblici che privati (art. 357, comma 1 della L.R. 11/2015 – DGR 403 del 27/03/15 | DGR 1550 del 01/12/14 e DGR 1327 del 16/11/15) nonché cofinanziato per un terzo dalla Zona Sociale 3.

Alcune foto e altro materiale dell'evento del 15 maggio (ulteriori file verranno caricati nelle prossime settimane) sono usufruibili tramite questo link.

Qui un servizio andato in onda sul TG3 Umbria il 16/05/16: https://youtu.be/7gtgzlQmuDs
 
Grazie per l'attenzione.
Per il gruppo di lavoro 
del progetto “Le armonie della felicità”
Daniele Passerini

sabato 14 maggio 2016

Are you looking for LENR?
Then you are lookingforheat.com! (ITA/EN)

Post di Daniele Passerini (22 passi)

Qualche settimana fa ho ricevuto una email inconsueta dall’Inghilterra, firmata Alan Smit.

Alan mi ha spiegato che, dopo essere andato in pensione, ha investito tempo e denaro nella costruzione e nella sperimentazione di varie “unlikely things” (cose improbabili). Una volta venuto a sapere dell’E-Cat di Rossi (anche grazie a 22 passi) ha finito per dedicarsi soprattutto al vastissimo ambito di ricerca delle LENR.

Così ha progettato, costruito e sperimentato un reattore LENR (si vedano le Foto 1 e 2) vagamente ispirato a un congegno simile costruito in Ucraina. Il reattore ideato da Alan ha due porte, sì da rendere possibile eseguire, allo stesso tempo e in condizioni strettamente identiche, test su campioni di controllo e campioni attivi.

Interessi molto simili a quelli di Alan sono nutriti anche da Sam Hansson, un "business developer" e commentatore del palcoscenico LENR, che è anche suo socio d'affari.

Alan Smith e Sam Hansson hanno aperto insieme, all'inizio dello scorso mese di marzo, Looking For Heat, il primo shop on line di attrezzatura LENR del mondo: una sorta di “ferramenta” dove i ricercatori indipendenti delle LENR, quelli che esercitano la loro passione in garage, cantina o sottoscala, possono trovare tutto (o quasi) quello di cui possono avere bisogno per i loro esperimenti, dagli occhiali di sicurezza ai contatori Geiger.

Oltre a questo, Alan e Sam hanno l'obiettivo di diventare un punto di riferimento per tutte le persone interessate a realizzare, in modo semplice, test e dimostrazioni LENR condividendo in rete tutto quello che scoprono. Qualcosa di simile, insomma, a quanto promosso dal MFMP, con la differenza che il MFMP propone un modello di OpenScience con livelli di attrezzature e budget al di là di quelli raggiungibili dalla maggior parte delle persone. Al riguardo Alan ha usato una immagine molto efficace:
“What MFMP show is a shop window full of exquisite Patisserie - but they don't really show how it is made. A spectator event. On the other hand, we take our customers right into the bakery and show them every step from lighting the oven to washing the dishes. We want people to become participants, not observers.”

“Ciò che il MFMP mostra è una vetrina piena di squisita pasticceria - ma non mostra realmente come è fatta. Si è solo spettatori di un evento. Viceversa noi portiamo i nostri clienti proprio dentro la panetteria e mostriamo loro ogni passo, dall’accendere il forno al lavare i piatti: vogliamo che la gente partecipi, non che si limiti ad osservare.”
Dunque, se un ricercatore indipendente delle LENR si cela anche in voi, su www.lookingforheat.com troverete molte più informazioni, documenti e video (nella sezione “Research Notes”) e un magazzino fornitissimo (nelle sezioni “Shop”).

Fig. 1: Reattore LENR “Looking For Heat” - vista d'insieme del setting
"Looking For Heat" LENR Reactor - setup overview. 

Fig. 2: Reattore LENR “Looking For Heat” - spiegazione delle sue parti. 
"Looking For Heat" LENR Reactor - parts detail. 

by Daniele Passerini (22 passi) 
A few weeks ago I received an unusual email from Alan Smith in the UK.
Alan explained that, since his retirement, he had invested time and money in experimenting with, and building, various “unlikely things”. When he found out about Rossi’s E-Cat (thanks also to 22 passi) he ended up dedicating most of his time to the very vast field of LENR research.
This led to him designing, building, and testing a LENR reactor (see Figs. 1 and 2), an offshoot of a vaguely similar device from Ukraine. Alan’s reactor has two ports, which allow testing active and control samples at the same time, and under strictly identical conditions.
Alan’s interest are shared by Sam Hansson, a business developer and commentator on the LENR scene, who is also a business partner.
Last March, Alan Smith and Sam Hansson opened Looking For Heat, the first online shop in the world for LENR equipment. It’s a kind of “hardware store” where  independent LENR researchers – those men and women who pursue their passion in garages, cellars, and staircase closets – will find everything (well, almost everything) from glass-ware to Geiger counters needed for experiments.
Besides this, Alan and Sam’s aim is to become a reference point for all persons interested in setting up LENR demonstrations and tests in a simple way, by sharing online everything they discover. By and large, this is somewhat akin to what the MFMP is promoting. But the latter’s OpenScience model is based on equipment and budget levels far beyond the grasp of most folks. Alan’s description here is telling: 
“What MFMP show is a shop window full of exquisite Patisserie - but they don't show clearly how it is made. A spectator event. On the other hand, we take our customers right into the bakery and show them every step from lighting the oven to washing the dishes. We want people to become participants, not observers.” 
So – if there’s an independent researcher” in you, you will find much more information on www.lookingforheat.com, as well as documents, videos (in the “Research Notes” section), and a super well-stocked warehouse (in the “Shop” sections) for your orders.

martedì 10 maggio 2016

Voci, risonanze, accordi dell'inclusione interculturale.

Post di Daniele Passerini (22 passi)

" Lo stato di emergenza legato alle immigrazioni è conseguenza del fenomeno della globalizzazione che – oltre al mercato economico globale, diffusione di internet, melting pot culturale planetario, disparità di accesso alle risorse naturali, alla ricchezza e al benessere, crisi ecologiche ecc. – ha comportato un indebolimento del ruolo dello stato-nazione e del concetto di confine-frontiera.
I crescenti focolai di crisi e le tensioni geopolitiche mondiali (che hanno portato Papa Francesco a parlare di “Terza Guerra Mondiale”), hanno innescato flussi migratori che non possono essere affrontati e tanto meno risolti innalzando nuovi muri.
Tutto ciò, vissuto “in tempo reale”, non rende più possibile nel XXI secolo la coesistenza di “isole felici” di benessere e “ghetti” di aree sottosviluppate. Non si può essere felici di quello che si possiede nel proprio “orticello” se si è consapevoli delle condizioni di vita sofferte dagli abitanti di altre zone del pianeta: ogni membro dell'umanità ha lo stesso diritto di poter essere felice.
A partire da queste premesse, il progetto “Le armonie della felicità” – richiamandosi a quanto espresso dall’art. 3 della Costituzione italiana (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”) – ha sviluppato un percorso di educazione all’inclusione interculturale. Duecentocinquanta bambini e bambine, dopo essere stati accompagnati a riflettere su questi temi, hanno dato voce alle loro emozioni scrivendo la canzone “Girotondo”. Oggi [15 maggio 2016] la intoneranno all'unisono, facendo levare dalla Città Serafica il loro messaggio di pace rivolto agli adulti di tutto il mondo, in armonia con i principi universali di accoglienza e fratellanza di S. Francesco. "
 
Segnalo con piacere l'ultima tappa di un intervento di inclusione interculturale, realizzato lungo l'anno scolastico 2015/2016, che si svolgerà ad Assisi nel pomeriggio di domenica prossima 15 maggio.

È stata una bella avventura per il gruppo di lavoro che ha curato la progettazione di base, la costituzione della partnership, la partecipazione al bando per accedere al finanziamento, il coordinamento e l'organizzazione delle fasi attuative, il monitoraggio e la promozione.
È stata una bella avventura soprattutto per i numerosi soggetti che hanno partecipato: circa 2000 alunni alle riprese video, 250 alla formazione e ai laboratori, 11 plessi scolastici di 5 Comuni, 3 bande musicali, il Sacro Convento di Assisi ecc.

Fornirò maggiori dettagli delle varie fasi dell'intervento quando sarà diffuso il videoclip che ne è nato; per ora lascio solo il manifesto (un click per ingrandire la foto a lato) e la brochure (da cui è tratto l'incipit del post) con il programma di domenica prossima:


Viste le previsioni meteorologiche avverse, è molto probabile che l'evento non si potrà svolgere sul sagrato e sul prato di fronte alla Basilica Superiore di San Francesco, come previsto, ma dentro la navata della Basilica Superiore, quella col celebre ciclo di affreschi di Giotto.

venerdì 6 maggio 2016

L’Orcolat visto da un bambino


Post di Hermano Tobia

Il 6 maggio 1976, 40 anni fa, il Friuli fu devastato da un violento terremoto. All’epoca (come adesso) vivevo a Udine ed avevo poco meno di 6 anni; volevo condividere con gli amici del blog i ricordi di quei momenti, ancora vivi e presenti come se quei fatti fossero accaduti ieri.

Una serata di primavera come tante altre, in famiglia, davanti alla televisione, venne interrotta da un rumore strano, sordo, cupo. Mio padre, stupito e perplesso, andò in terrazza per cercare di capire di cosa si trattava, ipotizzando, probabilmente per deformazione professionale (ex militare), un possibile passaggio di mezzi cingolati in strada. Poco dopo però quel rumore divenne un boato tremendo, mancò la luce e cominciò a tremare tutto. Ovviamente non avevo la minima idea di cosa stesse succedendo, ma dall’apprensione dei miei genitori era chiaro che si trattava di qualcosa di grave.

Mentre stavamo scappando verso la strada, con l’ingenuità di bambino dispettoso, colsi l’occasione per calpestare il prato “proibito” del padrone di casa (che abitava al piano superiore), davanti ai suoi occhi: in circostanze normali mi avrebbe urlato a squarciagola, ma in quell’occasione aveva lo sguardo impaurito e perso nel vuoto, e non disse una parola.

Fu la prima di una serie di notti in automobile: nessuno sapeva se le case fossero sicure, o se il peggio fosse passato. Le scosse si susseguivano ininterrottamente tanto che, dopo un po’, nemmeno ci si faceva caso. Per fortuna la stagione volgeva al bello e quindi per noi bambini era quasi divertente passare le giornate all’aperto e dormire in tenda; tutto sommato a me ed alla mia famiglia andò bene: a parte gli spaventi ed i campeggi forzati, nessun altro danno.

Ma non tutti furono così fortunati; ricordo quando andammo dai parenti a Gemona: macerie dappertutto, case sventrate, i volti di chi aveva perso tutto. Difficile dimenticare.

E quando sembrava che l’Orcolat si fosse ormai riaddormentato, a settembre arrivò un altro boato, altrettanto tremendo; per fortuna era solo un colpo di coda.

Poi ci fu la ricostruzione: prima le fabbriche, poi i paesi distrutti, che furono ricostruiti esattamente com’erano, coniugando tradizione, identità e storia con le moderne tecniche di costruzione antisismica.

Se qualcuno ha occasione di passare da queste parti, suggerisco una piccola deviazione per vedere come sono rinati, ad esempio, Gemona, Venzone, San Daniele o Colloredo; sicuramente non rimarrà deluso.

giovedì 5 maggio 2016

Andrea Rossi: strategie discutibili?


«Lui folgorante in solio 
vide il mio genio e tacque...»
Post di Piergiorgio Varrone

Dopo lungo silenzio, sento la necessità di far sentire la mia flebile (quanto modesta) voce nella inaspettata diatriba scoppiata tra Rossi e IH.

Molti dovrebbero ormai aver capito che le reazioni LENR sono un fenomeno da sempre presente in natura, che ci aiuteranno a comprendere meglio il mondo in cui viviamo e l'universo intero. La loro scoperta, ben anteriore all'exploit di Andrea Rossi, è patrimonio dell'umanità e pertanto non dovrebbe essere limitata allo sfruttamento esclusivo di nessuno.

Allo stato attuale delle cose, sembrerebbe che per utilizzare i reattori LENR occorrono (oltre a una teoria LENR in grado di spiegare le molteplici e capricciose manifestazioni di questa classe di fenomeni):
  • un partner industriale per la produzione in serie dei reattori, nelle varie taglie e versioni, corredati dei relativi hardware, software ed istruzioni per l'uso.
  • una quantità di partner industriali OEM, per la progettazione e la realizzazioni delle applicazioni dei reattori, ciascuno specializzato nei settori civile, industriale, mobilità su gomma, mobilità su rotaia, navale.
  • una miriade di venditori/installatori per la diffusione dei prodotti di cui sopra.
Questa mega struttura, a livello mondiale, si formerà indipendentemente dalla volontà di Rossi e dall'uso o meno dei suoi reattori. E non è pensabile che una mega-struttura di queste dimensioni sia gestita da una sola persona o da una sola azienda.

Per limitare i danni, Rossi dovrebbe a parer mio:
  • chiudere al più presto tutte le azioni legali in corso verso chicchessia;
  • non occuparsi più in prima persona delle applicazioni dei suoi reattori e dei relativi clienti;
  • rinunciare alla proprietà intellettuale dell'E-Cat e rendere disponibili a tutti tecnologia e know-how;
  • limitarsi a recepire dai vari partner i feedback per l'aggiornamento e il miglioramento dei reattori, collaborando con il produttore dei medesimi.
Così facendo Rossi non diventerà l'uomo più ricco del mondo, non riceverà un Nobel (anche se meritato) perché lui non fa parte della casta dei papabili, ma lui ed i suoi eredi avranno sempre risorse sufficienti a realizzare tutto ciò che vorranno, insieme alla fama imperitura... e non è poco.

Se invece non muterà rotta, Rossi passerà il resto dei suoi anni (e non è più un giovanotto) a scrivere brevetti ed intentare cause, cogliendo come frutti: in una mano una infinità di cause (sia pure vinte) e di brevetti, nell'altra un pugno di mosche.

Quindi, il mio consiglio (e preghiera) per Rossi è di fare un passo indietro per fare
un enorme passo avanti: è meglio per lui e per noi tutti.

Altre strategie discutibili

A mio avviso la realizzazione di un impianto per la generazione termica di 1MW in una unica struttura è un evidente errore sistemistico. Ogni reattore ha una esigenza imprescindibile: tutto il calore prodotto deve essere asportato, pena il suo danneggiamento (o il suo depotenziamento).

Racchiudere 110 moduli LENR in una unica struttura implica una quantità enorme di problemi idraulici nella gestione flussi e temperature; penso che sarebbe stato meglio dividere la potenza su più strutture, ad esempio 10 strutture da 100KW cadauna o 4 da 250KW se disponibili reattori di maggiore taglia.

Qualcuno crede che la produzione di energia elettrica a basso costo per mezzo dei reattori LENR consentirà il passaggio di tutti gli autoveicoli alla versione elettrica, ricaricando le batterie dalla rete. È una pia illusione.
Anche se si sta verificato un incremento nella diffusione di veicoli elettrici o ibridi, se questa tendenza diventasse preponderante non vi sarebbe alcun costruttore al mondo capace di trovare sul mercato sufficiente materia prima (oggi, il litio) per produrre tutte le batterie necessarie (ogni veicolo elettrico o ibrido imbarca decine di batterie).

Qualcun altro crede che un reattore LENR a bordo di ogni veicolo, producendo direttamente energia elettrica, possa risolvere il problema delle batterie: altra pia illusione.
La reazione che avviene nell'E-Cat produce calore in quantità preponderante (lo ha confermato lo stesso Rossi) ed in quantità molto minore energia elettrica diretta. Pertanto, se si vuole un rendimento di conversione accettabile, bisogna usare impianti di cogenerazione termo-elettrica, che non hanno utilità a bordo di veicoli. I futuri veicoli dovranno avere un reattore termico LENR a bordo e motori a vapore che, non più industrializzati da molto tempo, dovranno essere progettati ex novo secondo le più recenti tecnologie.
Lo stesso dicasi per il trasporto ferroviario e navale.


«L'età della pietra nonè finita per mancanza di pietre» questa è probabilmente la frase più intelligente giunta dal mondo arabo in questi ultimi anni. Abu Dhabi e Riyad sono molto attenti e sensibili ai cambiamenti e non mancano certo di risorse...

Come si può intuire la strada da percorrere, in ogni caso e ammesso di volerla veramente percorrere, è ancora molto lunga e complessa. Ma tutto questo tempo il pianeta Terra ce l'ha?

mercoledì 4 maggio 2016

Io ce l’HHO! Acqua fonte di vita e di energia.

"...la cella si alimenta collegandola alla luce del vano portaoggetti" (foto da www.ingannati.it)

Oggi 22 passi consiglia l'intervista dell'ingegner Alberto Medici all'inventore Loredano Rocchi, sperimentatore dell'utilizzo di idrogeno - ottenuto dissociando acqua tramite elettrolisi - come additivo nel motore a scoppio della sua auto

Risultati dichiarati dall'inventore: la combustione migliora, il rendimento aumenta, il consumo e le emissioni diminuiscono (rispettivamente del 20-30% e dell'80%).

Trovate tutto al seguente link sul sito http://www.ingannati.it/:
Loredano Rocchi non è certo il primo, né sarà l'ultimo, a sperimentare l'uso dell'ossidrogeno (HHO) ottenuto in cella elettrolitica ( 2 H2O → 2 H2 + O2 ): è l'ennesima conferma di quanti margini di sviluppo ci siano ancora in questo campo.  

A proposito. 
Che l'acqua sia importante per la vita lo sappiamo bene, ma la comunità scientifica sottovaluta quante sorprese ancora ci riservi, eppure di indizi ne spuntano davvero tanti! Si leggano per esempio questi recenti articoli segnalati da lettori e autori di 22passi:
Quest'ultimo lo trovate esposto in italiano in forma divulgativa su www.altrogiornale.org:
Ogni cosa ha un prezzo... ma vedere la faccia di chi denigra l'omeopatia, dopo che la Scienza ne avrà accertato e accettato una spiegazione scientifica (l'acqua è la chiave), non avrà prezzo!

martedì 3 maggio 2016

Dai campi di sterminio...
allo sterminio dei campi.



Oggi 22 passi consiglia la lettura di:
  • Bandire l'arma di distruzione di massa che sta devastando la salute planetaria e l'ambiente;
  • “Forchettate letali”… evitiamo la roulette russa dei pesticidi con l'aiuto della Costituzione.
Si tratta di due recenti articoli di Giuseppe Altieri, agroecologo, a proposito delle informazioni fornite dai mass media sulla presenza di glifosato nella nostra filiera alimentare.

Trovate tutto pubblicato al seguente link sul sito www.neoingegneria.com: