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venerdì 11 maggio 2007

Senza titolo

Chi scrive (libri, blog o quant'altro) è animato da motivi estremamente soggettivi. Nel mio caso l'ispirazione arriva soprattutto quando vivo momenti e periodi felici: vedendo il mondo restituire puntuale i sorrisi che nascono dal cuore, mi sorge spontaneo il desiderio di condividere questa magia. In altre parole se ho il cuore aperto riesco a dare, parlare, scrivere più fluidamente. In condizioni opposte divento taciturno, persino ombroso, e viene meno la Fonte stessa della scrittura. Anche le difficoltà e i dolori della vita sono preziosi e necessari, però stimolano senz'altro meno la mia creatività! Sereno o nuvoloso, sole o pioggia, fresco, caldo, gelido, afoso, secco, umido... bisogna accettare il tempo che fa, godere quello "bello" e apprezzare la necessità di quello "brutto", poiché in realtà servono l'uno all'altro. Allo stesso modo nella vita ci accadono fasi "magiche" e altre "incolori" e l'avvicendamento di tali background emotivi in noi, cade solo parzialmente sotto il nostro controllo: piuttosto essi mutano come le condizioni meteorologiche. Da buon "umido" cancro per me i pensieri contano meno delle emozioni, o meglio si sviluppano in funzione delle emozioni. Ai segni di aria accade tendenzialmente il contrario. Per questo tecniche come la programmazione neurolinguistica, il pensiero positivo ecc. (di matrice fortemente occidentale) funzionano molto meglio per i segni di aria che per quelli di acqua. In realtà è vero sia che i pensieri influenzano le emozioni sia che le emozioni influenzano i pensieri, ma per i segni di aria è più vera la prima affermazione e per i segni di acqua la seconda. Per completare il cerchio dello zodiaco, per i segni di fuoco sia quello che si pensa sia quello che si sente passa in secondo piano rispetto a quello che s'intraprende mentre ai segni di terra interessa soprattutto quello che si è già costruito, la base sui cui si poggiano i piedi. Naturalmente queste sono solo chiavi generali, poiché di norma abbiamo attivi tutti i 4 elementi, quali più e quali meno. Ho scritto Ventidue passi d'amore e Sospensioni di gravità in un periodo di apertura emotiva e conseguente positività e propositività durato circa due anni. È finito un anno fa. Da allora continuo ad incassare tanti schiaffi quante carezze: i due libri mi hanno portato nuovi incontri, apprezzamenti e soddisfazioni, ma anche tradimenti, critiche, delusioni. Ci sta tutto. È normale che sia così. Resta il fatto che, privo di surplus di energia e bonus di entusiasmo, mi sto muovendo "in affanno", fatico a star dietro a tutte le possibilità che intravedo ed a coltivare tutte le amicizie e le conoscenze che vorrei. Adesso attraverso una fase d'umore medio, né picchi né voragini, sole temporali, potrei dire "senza titolo". E mentre aspetto il ritorno di un cielo veramente sereno nel mio cuore, sto cercando stimoli e avviando nuovi progetti. Uno che mi preme in particolare riguarda le vedove di Vrindavan e per il momento non posso aggiungere altro.

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