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domenica 13 maggio 2007

Farfalle e dintorni...

POSTATO DA BETTY 


Avevo bisogno di velocità. A volte sento la necessità che corpo e mente provino il liberatorio senso di avvicinarsi a quel che è estremo. A volte faccio lo stesso con il mio cuore e in questo caso non è una buona cosa, non lo proteggo.In questa calda primavera veneziana, con i colori e le atmosfere dell’estate, ho trascorso un pomeriggio fino alle prime luci della sera a fendere le acque della laguna a bordo di un velocissima, quanto leggera barca, a planare sulle acque leggermente increspate, battute da un vento di scirocco, tra rimbalzi e spruzzi d’acqua, il viso teso nell’impatto con il vento. C’è da essere incoscienti, si direbbe, ma ero in buone mani. Qualche imprudenza calcolata e adrenalina che scorre. Da un po' convivo con una realtà interiore che sembra svuotata, dopo che ho raschiato tutto il vocabolario della mia espressività - in quegli attimi, però, ho sentito una nuova spinta. Fisicamente oggi mi sento “ammaccata”, come dopo un'impegnativa giornata di sport, ma il corpo dolorante è un riferimento a un ricordo buono. Ho anche ricevuto un dono, una sorpresa di due signore a me care, di grande apertura intellettuale e profonda esperienza culturale. Un libro, un viaggio nella poesia tra Occidente ed Oriente, un'ampia antologia di qualità unica, dai canti di popoli africani, asiatici, americani, fino alle liriche d’oriente, passando per i più grandi poeti occidentali. Il caso vuole che tra le liriche d’oriente segnalate ve ne sia una di Attar, uno dei massimi esponenti della letteratura Sufi.
Allegorie delle Farfalle 
Un notte le farfalle si riunirono
in assemblea, volevano conoscere
che cosa fosse una candela. E dissero:
“Chi andrà a cercar notizie su di essa?”
La prima andò a volare intorno a un castello
e da lontano, dall’esterno vide
una luce che brillava. Tornò
e con parole dotte la descrisse.
Ma una saggia farfalla – presiedeva
lei l’assemblea – le disse:
“Tu nulla sai”.
Ed un’altra partì, si avvicinò
arrivò sino a urtare nella cera.
Nei raggi della fiamma fece svoli.
Tornò, raccontò quello che sapeva.
Ma la farfalla saggia disse: “Tu,
tu nulla più della prima hai conosciuto”.
Un terza si mosse infine, ed ebbra entrò
battendo le ali forte nella fiamma
tese il corpo alla fiamma, l’abbracciò
in essa si perdette piena di gioia
avvolta tutta nel fuoco, di porpora
divennero le sue membra, tutte fuoco.
E quando di lontano la farfalla
saggia la vide divenuta una
cosa sola con la candela, e tutta luce
disse: “Lei sola ha toccato la meta, lei sola sa”.
Chi più di sé è dimentico
quello tra tutti sa.
Finché non oblierai
il tuo corpo, la tua anima,
che cosa mai saprai
dell’Amata?

2 commenti:

  1. Grazie Betty, post favoloso!
    Efficacissima la descrizione della corsa in barca "parallela" al tuo stato d'animo del momento... leggendoti sentivo l'adrenalina e gli spruzzi come ad esserci.
    Ed è bellissima la poesia/parabola sufi! Farò un post su quello che mi suscita...

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  2. Grazie Daniele! Ecco, la fluidità piano piano torna. Attendi, mai fermo nell'attesa. Non cerchi, ma trovi. O sei trovato ?

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