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lunedì 6 aprile 2020

Prima linea e guerra... Covid

Post di Adriano Francavilla (infermiere)

Noi siamo donne e uomini che si prendono cura.
Non esistono prima linea ed eroi.

Chiunque affronti una malattia grave o una malattia cronica o semplicemente i grossi limiti della età avanzata non fortunata ed è in pericolo trova noi.
Prima eravamo lì e ora siamo lì, con "chiunque" soffra.

Nel 1980 mi iscrivo alla Scuola per Infermieri Professionali dell'Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Per conseguire un sogno in verità: diventare Veterinario.
Perché questa scelta? Boh. Morto papà gravavo sulle spalle anche economiche di mia Mamma. La Scuola per infermieri alla quale allora si poteva accedere a 16 anni compiuti e con il "titolo" del biennio superiore, mi era sembrata utile ed in più davano qualche soldino al mese (20, 40 ed all'ultimo anno 60 mila lire al mese). Utile siccome si studiava in fondo un mammifero e farmaci e chimica ecc. sono universali...
Avevo questa idea, innocente e un pò stupida.
Comincia il corso: proprio simile alle scuole professionali di vario tipo. Teoria e Tirocinio. Come mi piaceva! Dopo sei mesi avevo già dimenticato gli animali e veterinaria. Nonostante lo scarsissimo riconoscimento sociale e la prospettiva dello scarsissimo stipendio (650 mila lire al mese su turni H24 per 50 ore alla settimana) non avrei cambiato per nulla al mondo questa fortunata scelta per la vita, fatta per altra "opportunità".
Poi la Luce. Sì!
Una frase breve della Infermiera Direttrice del Corso mi aveva spiegato il senso della mia vita: Il nostro lavoro ragazzi è recuperare le persone al loro ruolo affettivo, sociale e lavorativo. Ricordate sempre che dietro ad un "paziente" c'è una vita e una storia di affetti, gioia e dolore. Proprio come nella vostra vita. Non farete distinzione su chi ha bisogno di voi perché non potreste mai conoscerlo abbastanza.
Uau!!!
Che altro!?
Mica ha parlato di soldati o combattenti!
Non ha parlato di guerra o prima linea o eroismo.
Ho curato nel mio Ospedale brigatisti e terroristi neri, assassini e vittime.
Non ho mai scelto chi sta male.
Non ho nemici.
Non sono un soldato e soprattutto un eroe.

Milano, 5 aprile 2020

6 commenti:

  1. Grazie Adriano, a te e al tuo cuore!

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  2. Grazie Adriano anche da parte mia. Gente come voi fa onore all'Italia.

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  3. @Tutti: Grazie e basta, è la parola giusta!
    Chiedete ancora di restare in casa. A chiunque parli con voi. E'l'atto civile più semplice e grande che tutti possiamo fare. Proteggiamo noi stessi e gli altri. Questa "cosa" ha preso all'improvviso migliaia di noi. Veramente troppe persone.

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