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domenica 22 novembre 2015

Figli e padri così son la speranza del mondo




Giornalista:  
Hai capito cosa è successo? Hai capito perché queste persone hanno fatto questo?

Bambino: 
Sì, perché sono molto molto cattivi... e i cattivi non sono molto gentili... e bisogna fare molta attenzione... bisogna cambiare casa.

Papà:
Non avere paura, non c'è bisogno di cambiare casa, la Francia è la tua casa.

Sì, ma ci sono i cattivi papà...

Sì, ma i cattivi ci sono dappertutto

Hanno le pistole per spararci addosso perché sono molto cattivi, papà...

Sì, loro hanno le pistole, ma noi abbiamo i fiori...

Ma i fiori non fanno niente... servono per...

Vedi quanti fiori qui?

Sì.

Servono per combattere gli assassini.

Per proteggerci?

Sì.

E queste candele?

Sono per non dimenticare le persone che se ne sono andate

Sono per proteggerci, i fiori e le candele...!

Va meglio adesso?

Sì, va meglio.

16 commenti:

  1. Scusate se offendo la sensibilita' di qualcuno,
    ma non ho resistito dal commentare, non me ne voglia Daniele di cui apprezzo la buona intenzione,
    ma giusto stasera ho visto casualmente questo filmato,
    sapete a casa di una di quelle persone che tengono accesa la TV 24 ore al giorno "cosi' mi fa compagnia".

    Non credevo ai miei occhi,
    strumentalizzare cosi' laidamente l'innocenza di un bambino facendogli ripetere a pappagallo cose piu' grandi di lui, tutto in nome di un "volemose bene" fuori luogo, giusto per costruire un servizio per riempire qualche notiziario; e qui me la prendo piu' con il reporter che con lo sprovveduto papa'.

    Quando vedra' la polizia ed i militari in tenuta d'assalto con tanto di bei fucili in bella vista e domandera' al papa' cosa fanno quei signori lui cosa rispondera' dato che loro in mano non hanno i fiori ?

    E' per queste cose che oramai da alcuni anni non possiedo piu' una TV.

    Scusate lo sfogo e buona domenica a tutti.

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  2. @s-t-i-c-a
    "Scusate lo sfogo e buona domenica a tutti."

    Sfogo comprensibile, ma non concordo.

    Non sono per nulla un "volemose bene", ma riconosco in quel bimbo dell'età di una delle mie nipotine parole che nascono da dentro, non inculcate come supponi tu. Non so se sei già papà, ma I bimbi a 3-4 anni ti sorprendono con uscite che non ti aspetteresti e sono capaci di stupire anche mamma e papà. Data l'età del bimbo credo che quel papà si sia comportato benissimo. Se un giorno il bimbo vedrà che i fiori purtroppo non bastano sono certo che riuscirà a spiegarglielo nel modo migliore.
    Se il messaggio invece voleva essere rivolto agli adulti, allora concordo: noi, proprio per il bene dei nostri figli e nipoti, non siamo autorizzati a credere a Babbo Natale.

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  3. @S-t-i-c-a
    Mi ritrovo abbastanza nelle parole di Mario, che mi ha preceduto.
    Non sono in grado di distinguere verità e finzione?
    È possibile.
    Non sono più in grado di distinguere se un bambino così piccolo è spontaneo o recita?
    Qui mi si apre una voragine...
    Sono il primo a dire che la TV non è una finestra sul mondo ma una finestra sui meccanismi impazziti della società... ma a me quel bambino è sembrato un "piccolo Buddha", non un piccolo attore.
    Dov'è la verità?
    Ma se anche fosse costruito... tra i video dell'IS con vittime sgozzate in serie o arse vive, studiati dalla prima all'ultima inquadratura, declamati dalla prima all'ultima battuta, ma tragicamente reali e il video di quel bimbo col suo papà... io vedo un messaggio negativo, totalmente negativo, nel primo, e un messaggio positivo nel secondo, da valorizzare piuttosto che prendere con le molle.

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  4. Mah....a me pare che a quel bambino gli si voglia far, comprensibilmente, passare la paura, un po' come si fa con il 'bacino sulla bua', ma quello che gli viene fatto dire non è farina del suo sacco, ma un pensiero 'indotto' dal suo amorevole papà. Il bambino mi sembra soltanto 'ingannato', teoricamente a fin di bene ed è molto fiducioso nel padre, che nell'esporre la cosa in quei termini si è assunto una grave responsabilità. Non è facile comunicare ai figli qualcosa di tragico e a quell'età probabilmente non ci sono tante opzioni, ma mettere le cose in quei termini rischia di aprire una voragine di diffidenza tra figlio e padre al momento che dovesse manifestarsi in maniera chiara la inadeguatezza delle 'protezioni'. E che dire del padre se il figlio, rassicurato con tanta leggerezza, sottovalutasse un pericolo, magari non mettendosi in fuga con la necessaria solerzia e restasse ferito, o peggio ucciso? Un po' di paura negli orchi è bene averla, anche se abbiamo in mano fiori e candele. Io avrei preferito un po' più di prudente realismo, anche se edulcorato al massimo, nonostante il bimbo sia molto piccolo. Il bambino non può capire al momento il significato anche nobile dei concetti espressi dal padre, ma percepisce solo l'inesistente funzione difensiva delle candele e dei fiori, quindi a livello comunicativo riceve un input falso e le bugie non sono una buona strategia educativa. Ci sono delle eccezioni, ovviamente, ma questa mi sembra pure pericolosa.

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  5. Ho visto negli occhi di quel bambino una luce. Il suo dubbio è sparito. In un attimo ha capito da che parte è la soluzione. Fiori e candele come risposta alla violenza.
    Certo che gli si vuole far passare la paura. Ma lui in quegli occhi ha espresso la sua comprensione. La soluzione non è la violenza, ma fiori. Bellissimo.

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  6. Buonasera a tutti, scusate se sono entrato con la mia posizione apparentemente dura.
    E' che quello che non sopporto sono domande del genere a un bambino di quell'eta'.
    Giornalista:
    Hai capito cosa è successo? Hai capito perché queste persone hanno fatto questo?

    Cosa doveva rispondere il bambino ?
    Di certo non poteva fare una disquisizione sociologica o geopolitica, avrebbe dovuto rispondere il papa' per lui, perlomeno e' quello che avrei fatto io.

    Premesso che non ho figli ho invece vari nipoti e cerco sempre di parlare loro in termini adatti e congruenti, so che a quell'eta' osservano tutto e si fanno molte domande e non vorrei mai creare in loro false aspettative, tradire la loro fiducia con pietose menzogne.

    Si Mario, il messaggio era rivolto agli adulti, il piccolo e' assolutamente innocente e disarmato, si puo' solo affidare a quello che raccontiamo riguardo a quello che non riesce a comprendere.

    Condivido anche il pensiero di Alessandro, io avrei preferito dirgli che sono io quello che lo protegge e pure i poliziotti ci difendono e vanno rispettati e noi portiamo fiori e candele a quelle persone che non ci sono piu' dato che siamo tanto tristi per loro.

    Timore, sentimento di abbandono e tristezza sono sensazioni universali che anche un bambino o un animale evoluto capiscono.

    So anch'io che i bambini li porta la cicogna o nascono sotto ai cavoli e che se muoiono vengono gli angeli e li portano sulle nuvole, ma, ammesso che abbiano mai visto un cavolo nell'orto o una cicogna allo zoo, non ho il coraggio di dirglielo.

    Vabbeh, alla fine ce l'avevo solo con il giornalista e questo modo di fare TV.

    Una buona notte a tutti.

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  7. @s-t-i-c-a
    Ma sì dai, facciamoci due risate...
    http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/11/21/parigi-il-monologo-di-crozza-noi-li-abbiamo-armati-lo-ha-detto-hillary-clinton-non-giletti/442528/

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  8. @ Silvio

    E abbiamo anche creato tutto il casino che spiana loro la strada. Le scelte di politica estera anche di tutto l'occidente, sono state demenziali.
    Comunque penso che questo sia tanto evidente, quanto estraneo al problema del bambino intervistato. Un giorno suo padre gli spiegherà, magari, che i fucili da cui si dovrebbe difendere con fiori e candele glieli abbiamo pure messi in mano noi. Ma diamogli tempo. Uno shock per volta, povera creatura! ;-)

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  9. Grazie Silvio,
    valido a mio avviso fino a papa Francesco poi il tutto e' stato diluito dal solito gossip sulla politichetta e stereotipi vari.

    Trovo che la situazioni sia tragica, piu' in quei paesi che da noi, oramai i milioni di morti, donne bambini vecchi e giovani vengono messi nel computo da anni dicendo a noi stessi che in quei paesi e' cosi',
    quando pero' la morte violenta ci sfiora direttamente ci sentiamo tutti Charlie, come pecoroni.

    Ma dove sono finite tutte le bandiere della pace, quelle arcobaleno, di moda alcuni anni fa ?

    Io preferisco pensare ogni giorno a gente che e' costretta a morire d'inedia, 365 giorni all'anno senza una speranza, piuttosto che scendere in piazza ogni tanto ad indignarmi.
    Questo pensiero mi fa apprezzare enormemente tutto quello che ho, anche le cose apparentemente insignificanti come bere un bicchier d'acqua fresca.

    Maurizio.

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  10. "...Io preferisco pensare ogni giorno a gente che e' costretta a morire d'inedia, 365 giorni all'anno senza una speranza, piuttosto che scendere in piazza ogni tanto ad indignarmi.
    Questo pensiero mi fa apprezzare enormemente tutto quello che ho, anche le cose apparentemente insignificanti come bere un bicchier d'acqua fresca.
    ..."

    Riflessione amara e saggia, che sostanzialmente condivido. Purtroppo è normale che ci si adombri per ciò che ci accade vicino e che si trascuri quello che non ci tange. Come si dice: "Lontano dagli occhi, lontano dal cuore".
    A volte mi chiedo se sia un meccanismo giusto, se abbia una sua funzione. Fatto sta che così è....se ci pare :-)

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  11. Fatto sta che così è....se ci pare :-)

    Gia', :-)

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  12. @s-t-i-c-a
    Un po' di fantascienza... Ve lo consiglio:
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/I_figli_degli_uomini

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  13. Sono convinto che l'intento di quel giornalista non era quello di rendere migliore l'umanità, quanto di fare carriera. Anche coloro che ridevano alla notizia del terremoto all'Aquila, erano mossi, se pur in modo visibilmente più indecente, dalla stessa logica. Ciò non toglie che, vedendo quel video, scopro in quel bimbo il vero regista e non gli adulti. La sua pulizia mentale dovrebbe farci riflettere su come gli adulti siano incatenati dalle abitudini e dai luoghi comuni.

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  14. Riguardo l'abbattimento del jet, ci sarà una ritorsione militare Russa vs Turchia... secondo me..

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  15. "Lontano dagli occhi, lontano dal cuore".
    A volte mi chiedo se sia un meccanismo giusto, se abbia una sua funzione"

    Oggi è rimasto solo un alibi.
    Compriamo la frutta in Sud America e con Amazon o Alibaba ci facciamo spedire prodotti dagli USA o dalla Cina. la globalizzazione c'è solo quando ci fa comodo. Se però la gente muore a qualche migliaio di chilometri di distanza per le armi che vendiamo o per le guerre che provochiamo, allora non ce ne frega più niente, perchè la morte non la vogliamo globalizzare; valgono solo i morti delle capitali europee. Col nostro ottuso egoismo stiamo creando le premesse per la rovina del mondo dei nostri figli.

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