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venerdì 14 agosto 2015

Homo homini lupus.


Dove comincia il razzismo finisce l'umanità

(Post di Franco Sarbia)


Filologia della barbarie razzista

Βάρβαρος: Straniero. Latino Barbarus
Viene solitamente accostato a latino balbus, babulus: balbuziente, come appellativo irridente di popoli selvaggi, incapaci di parlare correttamente una lingua civile. La parola barbaro rivela, invece, una storia di paura del diverso. E di razzismo perché è sempre riferita all'«Altro» per giustificarne lo sterminio preventivo e legittimare la nostra stessa barbarie. Secondo Giovanni Semerano corrisponde a Sumerico Bar-ba-ra, «Straniero», dalla base sumerica Bar: «che si trova accanto, confinante». Riceve successivamente l’attuale accezione minacciosa e demonizzante - assunta da Greci e Romani ed ereditata dalle lingue moderne - incrociandosi con l’Accadico Barbaru (barburu): «Lupo» (Proto-Semitico: *Barbar «Lupo, Sciacallo». Arabico: Babr بَبْر «Tigre»). Da qui l’aggettivo Barbarānu: «Come un lupo, simile al lupo, lupesco». Detto di essere disumano e spietato che attacca in branco, rimanda direttamente all'inglese Barbarian: «Barbaro, persona incolta, crudele e brutale».

I tedeschi dicevano gli Ebrei “lupi travestiti da agnelli” e ne negavano l'umanità per sterminarli con coscienza. Ma non sono stati gli ultimi a considerare “non umani” i popoli da discriminare. Tra la nostra gente si sente spesso dire che arabi, o zingari, o africani, o orientali non sono umani come noi, e non vanno integrati perché non rispettano le nostre regole di civiltà. E fanno paura, come lupi, quando si aggirano di notte nelle nostre città. Quando un popolo nega l'umanità di un altro popolo giustifica ogni propria barbarie contro di esso. E diventa sommamente disumano. Poi c’è sempre chi, facendo leva sui sentimenti di paura, dà dignità di ideale a tanta brutale ignoranza.

Noi, Italiani, che siamo stati governati per oltre mezzo secolo da partiti religiosi integralisti, noi, occidentali, che in nome dell'integralismo calvinista abbiamo scatenato guerre sante in Siria, Libia, Iraq e Afghanistan, lasciandoci alle spalle caos morte e distruzione e gettando nella disperazione i loro popoli, ci scandalizziamo se talvolta gli arabi, per non somigliarci, si fanno rappresentare da partiti religiosi moderati.

Eppure, senza poterlo dimostrare, sono dell'opinione che le genti semitiche dei primi millenni di civiltà urbana in Mesopotamia definissero Barbarānu, come lupi, ricalcato sul sumerico babbar, che significa bianco, proprio quelle orde di illetterati con i capelli biondi e gli occhi azzurri che si affollavano alle loro frontiere. Provenivano dalle steppe nebbiose del nord, dove sopravvivevano a stento: aiutati dai lupi stessi nella caccia al veloce cavallo. Della sua carne si nutrivano, giacché non conoscevano né agricoltura né allevamento né, tanto meno, scrittura attraverso la quale diffondere la leggendaria lingua Indo-Ariana. Allora, e oggi alla luce della storia, come dar torto al popolo di Babel che già cinquemila anni fa partecipava alla convivenza civile della propria città con un sistema rappresentativo bicamerale?

Franco Sarbia

89 commenti:

  1. Allora parliamo chiaro
    oggigiorno se hai lo straniero in casa che ti sta rubando
    è meglio lasciarlo fare ,perchè potrebbe come niente ucciderti.
    ai miei tempi i ladri una volta scoperti ,scappavano adesso non devi disturbarli se no rischi la vita.
    mia sorella per un pugno ad uno straniero che le stava portando via la bicicletta ha avuto un processo penale
    io ho azienda agricola ed ormai in zona siamo stati tutti visitati dagli stranieri arroganti e sono arroganti perchè la legge li tutela
    mi dispiace per la polizia e i carabinieri che vengono anche derisi quando fanno un arresto
    il razzismo nasce quando la mia libertà civile può esser intaccata da gente che gode di favoritismi
    avendo azienda agricola ho avuto molti contatti con questi stranieri
    mi fanno paura..

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  3. @ Roberto Bletzo,
    siamo compagni di sventura purtroppo, tu sei stato "visitato dagli stranieri" io sono stato privato, come te e tutti gli altri italiani, di 40 milioni di Euro di soldi pubblici rubati dalla Lega, principale propugnatrice del razzismo, assieme ai neonazisti di casa Pound che in nome dell'amor patrio si sono alleati con chi usava il tricolore come carta igienica. Che nemmeno tutti i Rom e gli stranieri d'Europa hanno rubato e mai ruberanno nei prossimi dieci anni. A te fanno paura gli stranieri che hanno tentato di rubare la bicicletta a tua sorella, a me fa paura la corruzione dei nostri compatrioti che ogni anno ci deruba di 60 miliardi, togliendo il lavoro a molti più dei nostri figli di quanto possa mai fare un esercito di disperati che muoiono disidratati raccogliendo pomodori per 3,5 euro ogni 3 quintali. Mi fanno paura i trafficanti d'armi nostrani che comprano petrolio di contrabbando e droga e vendono armi ai terroristi che gettano nella disperazione interi popoli e li costringono a cercare salvezza da noi. Mi fanno paura le guerre sante scatenate da noi contro la Siria, la Libia, l'Iraq, l'Afghanistan, che hanno seminato morte e distruzione, lasciando nel caos nella morte e nella disperazione i popoli che ora fuggono per finire seppelliti a decine di migliaia nel mediterraneo. Che anche tu ed io siamo vittime indirette di questa guerra globale scatenata dagli interessi occidentali non ci sono dubbi, ma prima di prendercela con le vittime, dovremmo essere capaci almeno di fare pulizia dei carnefici di casa nostra. Invece non ci proviamo nemmeno.

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  5. leggo adesso il tuo intervento
    cerca di capirmi
    se vogliamo parlare a livello mondiale allora le mie recriminazioni sono veramente puerili
    se vogliamo togliere il razzismo e l odio verso altri popoli ,bisogna che cominciamo a far le cose per bene dalla base

    se no ti dico subito che basterebbe eliminare l USA e i problemi si potrebbero ridimensionare in maniera incredibile (basta eliminare la fonte!)
    ma viviamo come persone un presente che è attorno a noi pertanto cerchiamo innanzi tutto di trovare soluzioni che ci permettano di risolvere i semplici problemi
    il prossimo passo sarà aiutare chi avrà bisogno di esser aiutato

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  7. scusa se ho cancellato
    ma erano discorsi su due piani differenti
    io mi guardo attorno e dico che si potrebbe cambiare sul piccolo
    tu vedi il mondo e hai bisogno di parlare di dire di pontificare
    di cosa fare
    domani faccio quello che mi dici
    aspetto

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  8. @Roberto Bletzo, mi spiace che tu intenda come "pontificare" le mie idee. Io non pontifico un bel niente. A differenza di te penso che il problema principale dell'Italia, non siano i disperati che l'attraversano con la speranza di trovare un posto migliore in Europa. Ritengo che il bubbone putrido dell'Italia sia quello degli Italiani corrotti e inetti, dei grandi ladri nostrani, e sì, anche di quelli che speculano sul problema degli stranieri e alimentano l'ignoranza sulle sue vere cause nostrane, per guadagnarci, per prendere qualche voto in più, ma quando lo hanno affrontato hanno clamorosamente fallito approvando leggi che oggi ci costringono a tenerci anche quelli che se ne vogliono andare, e per il futuro non propongono uno straccio di soluzione credibile. Se ci concentriamo sui grandi ladri e sui piazzisti da quattro soldi di casa nostra, piuttosto che prendercela con gli sfigati e i ladri di polli, troveremo le risorse e la serenità per affrontare il problema seriamente senza alcun bisogno di abolire gli USA.

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  9. franco
    non dici niente di nuovo
    solita solfa
    parti dal vertice ,parli, parli e cosa proponi
    ti ho già detto che tu critichi senza proporre
    io nel mio piccolo cerco di capire e farmi capire dalla gente
    tu ....sei là ...dove non si sa
    fa qualche proposta concreta
    invece di criticare..criticare tutto e tutti
    io attendo un tuo consiglio
    te l ho già detto
    se vuoi mi metto anch io a sbraitare sul mondo
    e dai mettiamoci tutti come fai tu ad inveire su questo e quello portiamo avanti la convinzione che bisogna cambiare, portiamo avanti l idea che le parole cambieranno i fatti ,critichiamo chi fa solo la sua parte con piccoli fatti, noi vogliamo cambiare il mondo...
    fai ridere ...
    cazzo
    proponi qualcosa e smettela di lamentarti..


    mi ricordi i cubatoni (comunisti del cub)che parlavano..parlavano..ed erano rivoluzionari...

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  10. Sarebbe davvero ora di finirla con il mito della cultura occidentale, dove sembra che tutto abbia origine sempre ed esclusivamente in Grecia, dall'arte alla filosofia alla politica.
    La cultura non è occidentale o orientale la cultura è universale e chi tenta di dividere con mura e valli adrianei, i due emisferi del mondo,o quelli della mente, non ha capito un fico secco.
    C'erano culture alla loro apoteosi quando in Grecia si era all'età della pietra. Solo che per ragioni di comodità ed ipocrisia ti fanno studiare metà dell storia e del mondo.La scia di influenze e nuclei originari, guarda caso, conduce sempre e comunque ad Oriente.

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  11. sine...
    guarda caso ho appena finito di leggere "la cina scopre l america" il titolo originale sarebbe scoprono il mondo che incredibilmente mi ha fatto capire quanto la nostra storia potrebbe esser legata ad un nazionalismo europeo
    libro di gavin menzies

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  12. @Roberto Bletzo
    sai che abbiamo molte cose in comune? Neanch'io ho capito cosa proponi tu. O meglio in questa discussione non hai proposto nulla. Se lo hai fatto altrove dimmi dove posso trovare le tue soluzioni. Non conosco i comunisti del cub e non credo c'entrino nulla con le mie idee contro il razzismo come massima espressione della barbarie e della disumanità. In effetti né tu né io abbiamo proposto azioni specifiche sul tema dei rifugiati, forse non ci competono. Né ritengo che le proposte terra terra siano più concrete di quelle che mirano a intervenire sulle vere cause dei problemi. Semmai sono più incongrue. Credo davvero che la sola vera differenza tra noi sia che io propongo di prendercela con i carnefici tu con le vittime.

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  13. franco
    ti ringrazio per l ultima frase
    io continuerò ad aiutare chi si merita di esser aiutato (e non sono balle)
    tu continua a far proclami che i fetenti sono in alto
    a me non frega dove siano i fetenti , io sono impegnato a ricreare una dignità anche con quelli che son considerati persone poco affidabili
    Tu sei all ONU
    io sono al grest

    mi piacerebbe che chiedessi di me agli stranieri che mi conoscono

    ma va la che anche tu sei un politico
    parli..parli ..critichi e cosa fai..

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  14. franco
    con questo chiudo i discorso
    io ci vivo in mezzo a moldavi ,romeni ,polacchi ,slavi ,albanesi so come devo comportarmi per ogni razza.So cosa da fastidio a questi so cosa piace a d altri.So cosa non devo dire neanche per scherzo.So come posso parlare delle donne o più difficile delle loro mogli senza involontariamente offenderli..
    è 20 che ci vivo in mezzo e non è facile .
    questo è il grest

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  15. @ Roberto Bletzo. Ok alla luce di quanto hai detto ritiro l'ultima frase. Scusa. Ognuno di noi ha la propria storia da raccontare. Io mi sono occupato per dieci anni della riqualificazione dei quartieri di Quarto Oggiaro, Bovisa, Bovisasca, Cascina Merlata. Una zona della periferia di Milano con molti campi Rom e molti immigrati. Gli unici dai quali ho dovuto guardarmi sono stati mafiosi nostrani che hanno sparato contro il casotto del capocantiere di un parco urbano e hanno minacciato un cittadino che scattava foto in una zona proibita strappandogli il rullino. Eppure nell'isolato dove abitano non succede mai nulla: è una delle zone più tranquille della città.

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  16. @sine sole Sileo,
    sono totalmente d'accordo con te. Con l'emergere della civiltà urbana nel vicino oriente in aree ricche d'argilla, per grandi costruzioni in mattoni, ma prive di pietre e metalli per costruire canali e difendere le città dalle aggressioni, si sono messi in movimento grandi flussi euromediterranei di cercatori che con armi e armenti traevano vantaggio dall'incontro con tutte le culture Europee: trasferendo conoscenze, armi e tecnologie alle loro città e all'Egitto. Nel sesto e quinto millennio dal presente fu il Sumero la lingua franca degli scambi, e rimase lingua sacra per tutta l'area, come il latino per i cristiani dopo la caduta dell'impero. Dalla metà del quinto fino al terzo fu l'Accadico, dalla fine del quarto a metà del terzo furono l'Aramaico e l'Assiro occidentale, cioè il Fenicio. Dalla metà del terzo fino alla fine dell'impero di Alessandro fu il Greco, finalmente. Come possiamo pensare che l'origine della nostra civiltà sia attribuibile ad una sola lingua e ad una sola cultura e non all'incontro, come in un crogiolo, una Koinè, tra tutte quelle che l'hanno preceduta? Lo stesso Erodoto riconosce ampiamente il debito dei Greci nei confronti delle culture mesopotamiche ed Egizia. Ma i classicisti nostrani non gli credono e preferiscono ignorare la storia scritta in caratteri cuneiformi e geroglifici dei quattro millenni di civiltà urbana che hanno preceduto la città stato Greca, a suo stretto contatto, giacché poteva sopravvivere solo come nodo logistico dei traffici mediterranei.

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  17. Mi inserisco nel dibattito tra Franco Sarbia e Roberto Bletzo. Faccio questa premessa: dal punto di vista ideologico concordo maggiormente sulle affermazioni di Franco senza per questo negare i giusti rilievi di Roberto. Ho imparato che quando due punti di vista rimangono sempre distanti, pur nello sforzo di creare un benefico scambio, significa che c'è un disaccordo di fondo che nessuno ha preso in esame. Si confrontano due differenti ideologie, quella di Sarbia che pone al primo posto la solidarietà umana e quella di Bletzo che pensa che la difesa della propria individualità sia predominante. Queste visioni del mondo sono entrambe vere, tuttavia nessuna delle due, da sola, regge al giudizio della storia. Ogni individuo è unico ed irripetibile, tuttavia l'individuo uomo vive in società e ciò lo rende, dal punto di vista dell'evoluzione, superiore ad ogni altro animale. La solidarietà tra gli animali non supera quella del branco. L'essere umano è tale perché è capace di allargare la propria individualità a suo piacimento dal chiuso di se stesso, alla famiglia, agli amici, alla sua città, alla sua regione, alla nazione, al genere umano, fino ad abbracciare l'intera natura ed il Creato. Tuttavia è ingiusto pretendere che qualcuno umili la propria individualità per un bene maggiore, tranne che ciò non sia conseguenza di una propria scelta.
    Detto questo passo ad un secondo importante punto. Il definirsi uomo solidale (di sinistra) o definirsi uomo che pone al primo posto il proprio interesse (destra), dice poco o nulla su chi sono quelle persone e se l'una sia migliore o peggiore dell'altra. Sono i comportamenti che possono consentirci di emettere un simile giudizio. Pensare quindi che chi è di sinistra sia buono e chi è di destra cattivo è cosa quanto mai errata. Se non si comprende che i comportamenti sono più importanti delle ideologie chi è etichettato di sinistra, non sarà mai compreso da chi è etichettato di destra e la discussione non avrà mai fine. A ben vedere anche questa è una sottile forma di razzismo.
    In questi giorni mi è stato riportato questo fatto di cronaca. Un uomo in Sardegna presso Orosei ha salvato dall'annegamento tre persone, rituffandosi per tre volte in mare. Alla fine di questa fatica il suo fisico ha ceduto e ha perso la vita sulla spiaggia. Non credo che prima di tuffarsi abbia pensato se costoro fossero immigrati oppure laureati in ingegneria informatica. Il pensare che questo suo estremo atto di solidarietà possa essere il prodotto dell'ideologia solidale credo sia una enorme sciocchezza. Io, come ho dichiarato, appartengo alla cultura della solidarietà, tuttavia non so come avrei reagito in un simile frangente, e preferisco non saperlo. Forse quel salvatore di uomini era un ammiratore di Salvini e non escludo neppure che lo stesso Salvini non si sarebbe comportato come lui. Tuttavia, anche se le azioni, spesso, non corrispondono ai pensieri, chi professa una ideologia non solidale alimenta in altri azioni che probabilmente lui stesso mai farebbe.
    segue

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  18. segue
    Ecco perché io condanno coloro che professano idee con sentimenti di sapore razzista. Per quale motivo, quando viene commesso un crimine cambia così tanto il nostro giudizio se lo stesso crimine è commesso da un nostro concittadino, piuttosto che da un immigrato? Separiamo le persone dalla loro razza e giudichiamoli severamente per ciò che fanno. Usare termini come immigrati, Rom, omosessuali, barboni è ingiusto e sbagliato, perché costringo chi è diverso da me a sentirsi sempre più diverso e chi è sul crinale del crimine a spingersi più facilmente verso il crimine. Quanti di noi, abituati a vivere in agi impensabili solo un secolo fa, resisterebbe ai disagi del freddo e della fame se solo sperimentassimo per qualche giorno quei disagi e quanti di noi si asterrebbero dal commettere piccoli furti pur di procurarsi del cibo? Porto questo esempio e non vorrei essere confuso chi assolve chi commette gravi reati perché nato, non per sua scelta, in un ambiente che favorisce il crimine. Dico solo che, se non si crea il terreno adatto, il male che sempre alberga in ogni società rimarrebbe in limiti gestibili. Questo non è buonismo, è cercare di vedere le cose in una più corretta prospettiva. Sono convinto che una saggia accoglienza costerebbe allo Stato molto meno di una politica repressiva.
    Ogni persona è un universo a se stante. Per quale motivo si dice :” prima noi e poi gli immigrati” e non “prima chi ha maggior bisogno di aiuto?” Per quale motivo nessuna voce si alza per dire prima un bimbo o una giovane madre disperata e poi un cane? Perché persone come Salvini non dicono prima gli Italiani e poi i cani? Ha forse controllato quanto costa allo stato, e quindi a noi, occuparsi dei cani abbandonati? E nessuno mi venga a dire che i cani non possono essere pericolosi, sopratutto se randagi.






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    Ecco perché io condanno coloro che professano idee con sentimenti di sapore razzista. Per quale motivo, quando viene commesso un crimine cambia così tanto il nostro giudizio se lo stesso crimine è commesso da un nostro concittadino, piuttosto che da un immigrato? Separiamo le persone dalla loro razza e giudichiamoli severamente per ciò che fanno. Usare termini come immigrati, Rom, omosessuali, barboni è ingiusto e sbagliato, perché costringo chi è diverso da me a sentirsi sempre più diverso e chi è sul crinale del crimine a spingersi più facilmente verso il crimine. Quanti di noi, abituati a vivere in agi impensabili solo un secolo fa, resisterebbe ai disagi del freddo e della fame se solo sperimentassimo per qualche giorno quei disagi e quanti di noi si asterrebbero dal commettere piccoli furti pur di procurarsi del cibo? Porto questo esempio e non vorrei essere confuso chi assolve chi commette gravi reati perché nato, non per sua scelta, in un ambiente che favorisce il crimine. Dico solo che, se non si crea il terreno adatto, il male che sempre alberga in ogni società rimarrebbe in limiti gestibili. Questo non è buonismo, è cercare di vedere le cose in una più corretta prospettiva. Sono convinto che una saggia accoglienza costerebbe allo Stato molto meno di una politica repressiva.
    Ogni persona è un universo a se stante. Per quale motivo si dice :” prima noi e poi gli immigrati” e non “prima chi ha maggior bisogno di aiuto?” Per quale motivo nessuna voce si alza per dire prima un bimbo o una giovane madre disperata e poi un cane? Perché persone come Salvini non dicono prima gli Italiani e poi i cani? Ha forse controllato quanto costa allo stato, e quindi a noi, occuparsi dei cani abbandonati? E nessuno mi venga a dire che i cani non possono essere pericolosi, sopratutto se randagi.







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  19. @ pegupe

    Bravo! :-)
    Bisognerebbe stilare una specie di ISEE del bisogno, che tenga conto di tutto, anche delle difficoltà che può avere un immigrato senza conoscenze della nostra lingua e cultura, ad integrarsi e, ad esempio, trovare un lavoro.

    D'altro canto, la inevitabile presenza nei 'flussi migratori della disperazione', di persone propense alla delinquenza, non fosse altro che per bisogno, alimenta una non peregrina diffidenza, forse anche statisticamente giustificabile, verso i nostri nuovi 'ospiti'.

    Ultima considerazione: ogni razza e cultura tende ad autoproteggersi e l'idea di poter essere snaturati da una troppo massiccia immissione di individui da noi troppo lontani culturalmente, ci spaventa. Non solo, ma minaccia anche di far saltare l'equilibrio sociale, che è basato sul comune credere e sentire.

    Non è facile capire come gestire la cosa. Non si possono affondare le barche e non si possono spalancare i cancelli indiscriminatamente, pena il crollo della nazione. Non vorrei essere quello che deve risolvere il problema. Infatti io alle elezioni non mi sono presentato ;-)

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  20. @amici
    salve sono tornato da 10 gorni al mare; ringrazio franco per il bel post; io spesso mi scopro razzista, ma non verso il colore delle pelle o la razza, ma verso gli imbecilli. E' grave, sono un caso patologico, proprio non li sopporto...
    Inoltre una piccola precisazione sulla etimologia di Barbaro; Semerano ci era andato vicino, c'era quasi, ma il tema sumero BAR non significa precisamente confinante, ma BAR significa rompere la frontiera, rompere i confini, passare da una parte all'altra; diciamo che è più vicino ad invasori che confinanti, ed i sumeri lo usavano per i popoli nomadi vicini ritenuti molto selvaggi rispetto alla loro superiore civiltà- Che la rottura del confine sia il significato giusto del tema BAR o BER in realtà è BR, sono i nomi dei popoli e delle cose che da esso derivano, BARBARI, BRETTII, EBREI, BRITANNI, BERBERI, e BRECCIA e BREAK che in italiano ed inglese significano ancora rottura. Etc.

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  21. grazie alessandro,è sempre un piacere discutere con te

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  22. Solito OT rossiano, ma tanto la 'prassi' sentnzia che poi le discussioni vengono tutte a trasferirsi sull'ultimo post, pena l'oblio.

    Scrive il nostro:

    "...I am studying this very interesting book, that I suggest to all our Readers that are trying to find theoretical bases for LENR. I think it contains important mathematical bases, worth to be studied with great attention, in particular for the equations of the chapters 2,3,4,5.
    The book is:
    “Quantum Theory of Tunnelling”, by Moshen Razavy , University of Alberta ( Canada), Singapore 2003.
    Warm Regards,
    A.R..."


    Chi era quello dell'effetto tunnel? Mauro?
    Ma, sempre nell'ipotesi (che per me è probabile e verosimile, ma non ritengo verità assodata e certa = F10 ;-) ) di funzionamento dell'E-CAT, ma Rossi avrà davvero capito come funziona? Si dovrebbe dire di sì, ma anche su questo manterrei qualche riserva. Oddio, l'importante è che funzioni, la teoria verrà dopo.
    Mi viene in mente la scena degli "Aristogatti" in cui le due oche Adelina e Guendalina, cercano di insegnare al gatto Romeo, caduto in acqua, come nuotare e mentre questo si dibatte come un matto per non affogare, lo incitano dicendo: "Bravo signor Romeo, continui così e non si preoccupi dello stile, quello verrà dopo" :-D

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  25. @pegupe
    @Alessandro Pagnini
    Io credo nella differenziazione razziale della specie umana. Inizio con questa premessa “scandalosa” il ragionamento sui vostri commenti che in larga misura condivido
    Sono personalmente convinto che esistano molte più differenze morfologiche e fisiologiche tra una persona umana di razza Inuit e una di razza aborigena australiana che tra un cane di razza Labrador e uno di razza Golden retriever oppure, tra le razze bovine Romagnola e Piemontese. E se s’incrociano una donna khoisanida brachicefala con capelli neri e lisci, gambe corte e pelle glabra e un nordeuropeo dolicocefalo, peloso dagli occhi azzurri e capelli biondi a boccoli non eliminiamo le due razze ma ne creiamo una terza, analogamente a quanto avviene per un bastardo nato dall’incrocio tra un Rottweiler ed un Alano.

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  26. Il tabù della razza, ovvero la negazione del valore positivo del rispetto delle diversità e della fecondità del loro incontro accomuna gli antirazzisti scientifici, i materialisti scientifici e i razzisti scientifici figli legittimi concepiti nell’ottocento da un padre anglosassone razionalista-meccanicista e una da una madre romantica tedesca.
    Gli antirazzisti scientifici negano “per principio” la significatività delle differenze genetiche tra le razze. In effetti se le differenze tra i patrimoni genetici di un uomo e di uno scimpanzé si aggirano attorno all’un per cento possiamo immaginare che quelle tra due razze umane siano al limite della rilevabilità, se non per le “apparenze” superficiali ovvero per il colore della pelle. Ma dire che non sono rilevanti o che, se ci sono, non lo sono più di quelle tra singoli individui significa negarle o attribuire alla differenziazione razziale solo un valore negativo. E così è perché al patrimonio genetico individuale viene riconosciuta un’influenza solo nel caso di malattie ereditarie, o al massimo se non si può negare all’anemia falciforme una connotazione razziale, sempre di male, o di malattia, si deve trattare. Mentre nella storia dell’evoluzione la differenziazione razziale è stata risultante delle capacità di adattamento della nostra specie alla più diverse condizioni ambientali e climatiche: nella foresta pluviale, sugli altipiani desertici, nelle steppe nebbiose del nord, tra i ghiacci. Esse costituiscono una riserva di diversità, dei caratteri dominanti esclusivamente positivi, che va ben oltre il colore della pelle ed è fondamentale per la nostra sopravvivenza nel passato, nel presente e nel futuro
    I materialisti scientifici hanno probabilmente metabolizzato ed esplicitato il messaggio cristiano dell’uguaglianza derivante dall’essere tutti figli di Dio e quindi fratelli. Ma hanno confuso la lotta contro i mali della disuguaglianza e dell’ingiustizia sociale con la negazione delle diversità da considerare come valore corrispondentemente negativo. Non a caso l’antisemitismo latente s’è a lungo annidato nelle società del blocco “socialista”. E in paesi come Jugoslavia, Russia, Cecenia, Georgia, Ucraina feroci guerre tribali sono conseguite alla fine dell’utopica concezione dell’uguaglianza come stato di fatto alla nascita, a prescindere, anziché come fine, come diritto a pari opportunità da offrire a chi senza demerito parta da condizioni svantaggiate. Se non è più vero che siamo uguali, allora i diversi sono cattivi, sono una minaccia, e vanno combattuti e uccisi.
    I razzisti scientifici sono giunti al peggior grado di barbarie del genocidio di ebrei, rom e slavi a partire dai puri ideali cavallereschi del romanticismo tedesco di metà ottocento. Hanno fondato le loro teorie sull’invenzione di una superiore razza indo-ariana che avrebbe dominato il tempo antico diffondendo a tuto il monto la propria cultura e la propria lingua, della quale la razza germanica sarebbe stata l’unica originaria, pura e autentica espressione. A lei sola competeva il dominio del mondo per il bene dell’umanità. L’essere più umani degli altri popoli legittimava la missione e il desiderio di rivalsa di quelle antiche popolazioni considerate barbare per eccellenza dai civili romani.

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  27. @Domenico Canino
    Grazie dalla precisazione che svela come probabilmente la base etimologica di Barbaro contenesse già all’origine il senso di “minaccia” proveniente dall’estero. Questa è precisamente la ragione per la quale il razzismo va combattute con tutte le forze. Perché finché attribuiremo agli altri, agli stranieri, ai barbari la causa di tutti i nostri mali non saremo capaci di vedere e combattere quelli reali, alla base della nostra decadenza, dei quali siamo noi i principali portatori.

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  28. @ Franco

    Interessante la tua esposizione sulla realtà e sul valore delle razze. Sono sostanzialmente d'accordo. Le razze esistono. Può darsi che in futuro tenderanno praticamente a scomparire per fenomeni di ibridazione tali che sarà oltremodo diffcile tenerne conto (nell'esempio dei cani un meticcio, figlio di meticci, anch'essi figli di meticci, ecc...). A quel punto sarebbe più semplice riferirsi agli umani, tout court. E sono d'accordo che l'uguaglianza non è un dono che ci è stato dato, ma un eventuale obbiettivo che dovremmo porci.
    Rimane il dubbio di come perseguirla e dove porre l'obiettivo. Parlando non tanto di ibridazione genetica, ma piuttosto culturale, come dovremmo muoverci? Dovremo tutti divenire uguali ai tedeschi? Sono efficenti, dopotutto. O agli aborigeni australiani? Affascinano molti con la loro cultura 'magica'. O ai nordafricani? O, perchè no, agli italiani, che stanno simpatici a molti?
    E se dobbiamo cercare una sintesi, a quali caratteristiche dell'una o dell'altra cultura dovremo rinunciare? E quali preservare?
    Ecco di fronte a queste domande, riconosco la mia inadeguatezza a risolverle. Presumo che il processo avverrà spontaneamente, con l'avvicinarsi fisico delle persone, ma non sarà privo di inevitabili asperità, perchè io non posso pensare, ad esempio, che tutte le lotte che abbiamo fatto per affermare i dirittti civili, già con l'opposizione feroce della nostra Chiesa, e il 68 e l'emancipazione della donna, siano da gettare alle ortiche, in favore di burqua e infibulazione. E' qui dove ci si spaventa un po' e dove si alzano, istintivamente gli scudi. Io non vedo problemi all'ibridazione fisica, che presumo sia anzi positiva, ma piuttosto al riuscire a far convivere credenze e valori molto diversi. E' già dura tra europei, figuriamoci tra cutlure così lontane. Come fare? Boh...???
    Sicuramente ci dovrà essere una gradualità che sta rischiando di saltare per il precipitare degli eventi. Chi sia il barbaro, quando si viene a contatto, è opinabile. Si può decidere di definire, come pare la parola suggerisca, che sia colui che entra nei confini dell'altro, ma ciò che conta è che due popoli con diverse idee, religioni, abitudini, credenze, ecc..., dovranno trovare il modo di armonizzarsi e ognuno è convinto di avere il modello migliore. Detto fra noi, io non cambierei il nostro attuale, con un modello teocratico islamista, troppo lontano dalle mie possibilità di adattamento, forse troppo limitate. Se per questo debbo essere tacciato di razzismo e intolleranza, ne sopporterò l'onta. Secondo me non c'entrano assolutamente niente, ma in genere funziona così, che se uno ha delle perplessità sulla possibilità di integrare velocemente e massicciamente culture diverse, viene tacciato di razzismo, non si sa bene perchè, ma è così. Eppure la razza non c'entra niente. Ieri ho visto un bel western con Burt Lancaster: "Unforgiven", dove si narra la storia di una bimba indiana, adottata praticamente alla nascita da genitori bianchi, che ne avevano nascosto le origini al resto della comunità. La ragazza, brava, bella, simpatica e desiderata, venne rifiutata dalla comunità e persino dal fratello, una volta scoperte le sue vere origini. Beh...questo è razzismo becero, a mio parere. Se invece fosse stata messa all'indice perchè insisteva a scotennare 'visi pallidi', chi avrebbe potuto dar loro torto? ;-)
    La differenza non la fa la razza. Ad essere (mutuamente) barbari sono le culture, le abitudini, i comportamenti. Ed è qui la vera sfida.

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  29. @alessandro e franco
    Certo le razze esistono, e sono molto diverse tra loro; negarlo non è scienza; ad esempio non vedrete mai un nero vincere una gara mondiale di nuoto, perchè le loro ossa hanno un peso specifico diverso, e fanno più fatica a nuotare; e così via, ci sono razze che hanno più capacità per delle cose e meno per delle altre; prenderne atto è capire la realtà, non razzismo; se un gruppo etnico per 20 anni di fila commette barbarie ed omicidi in nome di un fantomatico dio, si potrà dire che questo gruppo etnico è veramente indietro nella civiltà rispetto agli altri? Per me sì. Rimanere al medio evo nell'era di internet non è indice di civiltà.

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  30. non so se ho capito...
    ma gli americani da dopo la seconda guerra mondiale hanno continuato a sviluppare guerre a cominciare dall indocina ,a "sistemar "le cose in america latina ,in medio oriente ,in africa settentrionale,in oriente e dar man forte ai singoli stati per ottenere un "giusto" governo (al fine di aver un controllo da mamma usa)
    caro mio son più di 20anni...o forse intendevi quella gente che prima mamma usa diceva di aver allevato istruito e armato per liberare le popolazioni oppresse e ,stranamente, dopo se ne perso il controllo?

    naturalmente il dio usa si è
    anche evoluto
    perchè da trino (padre ,figlio, spirito santo)

    è diventato quattrino
    e nel nome del nuovo dio adesso gira il mondo

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  31. @ Alessandro
    Sono ignorante, però quello che ho capito è..... la forza di repulsione dei nuclei degli atomi ė bella forte e per fare fusione devi superare la famosa barriera di coulomb e... come si fa? Mi sembra un pochino difficilotto fregare la barriera semplicemente prendendo un tubo, con dentro un fuel, scaldarlo e sperare che si verifichi fusione nucleare, se non hai un escamotage per passare la barriera con l'effetto tunnel, oppure in qualche altro modo, come per esempio, il ricercatore che usa le pulsazioni laser sul deuterio ultra denso.. ho visto in questi giorni anche il lavoro che su cobraf hanno evidenziato della università del Illinois.....Anomalous heat, attributed to Low Energy Nuclear Reactions (LENRs), is obtained by pressurizing metal alloy nanoparticles with deuterium gas. The reactions are enhanced by creation of ultra high-density deuterium clusters in the nanoparticles.... qui potrebbe essere benissimo che l'effetto tunnel sia un indiziato.. per ciò che posso capirci ('na mazza) per adesso vedo meglio questi lavori che non gli "scaldatubi" naturalmente sono contento se mi sto sbagliando..

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  32. @ Mauro

    Io sarò contento quando avremo lo E-CAT sul mercato, qualunque sia il principio del suo funzionamento. F10 ;-)

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  33. "La domanda da porsi non è se sanno ragionare, né se sanno parlare, bensì se possono soffrire."
    Jeremy Bentham

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  34. Sarbia, Pagnini e tutti gli altri.
    Salve, ho l'impressione di non essere riuscito a trasmettere l'essenza del mio pensiero e, quindi, ci riprovo. Al di là delle colte e sacrosante esposizioni sulla etimologia della parole, potentissimo strumento per la comprensione delle cose e degli eventi, credo occorra trarre conclusioni semplici e comprensibili anche per l'artigiano brianzolo, che colloco, non all'interno di una razza, ma dentro un modo di pensare e di vivere. C'è una profonda differenza tra razza e cultura. La razza è un dato genetico che si modifica nel corso di molti millenni, le culture sono sovrastrutture che si modificano continuamente nel corso di una sola vita e si possono sovvertire nel giro di una sola generazione. Quindi concordo perfettamente che si può essere razzisti verso gli imbecilli, ovviamente la prendo come una metafora limite.
    Ben altra cosa è credere che chi ha la pelle nera sia inferiore ad uno che ha la pelle bianca. Sembrerebbe, da studi condotti sul DNA, che l'intera razza umana derivi da un unico ceppo sopravvissuto in Africa, dopo una catastrofe naturale datata ad oltre 70 mila anni fa. La migrazione, il clima e le caratteristiche individuali di ogni singola frazione di quel ceppo, che si è distribuito sull'intero pianeta, ha, poi, reso differente anche geneticamente quel ceppo originario. Anche se ciò fosse un dato impreciso o errato, il fondamento di questo ragionamento rimarrebbe in piedi. Strana la storia! Una volta eravamo tutti molto simili, poi siamo diventati diversi e prossimamente ritorneremo ad essere ancora più simili, sempre che nel frattempo non ci saremo scannati a vicenda.
    Occorre distinguere le razze (sottilissima differenza genetica) dal razzismo (gravissima differenza culturale), tuttavia solo le differenze di aspetto, favoriscono la massificazione dei concetti. Per questa ragione la campagna antisemita promossa dal nazismo mostrava caricature di ebrei con grossi nasi. Da questa ottica l'analisi del sentimento razzista non ha nulla a che vedere con l'etimologia della parola. Le parole con il trascorrere del tempo perdono il loro significato originario e, a volte, significano tutt'altro: una sorta di gioco come il telefono senza fili.
    Coloro che dicono che i medici sono tutti incapaci, che gli avvocati sono tutti furbacchioni, che i politici sono tutti disonesti, che i tassisti sono tutti ignoranti, perché è capitato a loro di aver vissuto sulla propria pelle esperienze negative, operano un giudizio massificante ed esprimono una cultura razzista. Il razzismo è quindi quel sentimento che non concede all'altro una individualità e allo stesso tempo non concede a se stessi la possibilità di essere altro da sé. Tuttavia ciò non significa che ogni categoria non presenti, in differente percentuale, quelle carenze, perché ogni gruppo culturale o professionale avrà pregi e difetti diversamente distribuiti. E' inoltre probabile che più odiamo le negatività degli altri più è facile che quelle stesse negatività vivano in noi nel profondo dei nostri cuori. Se riusciamo ad essere più benevoli verso noi stessi, lo saremo anche verso gli altri. Più comprendiamo che l'altro fa parte di noi stessi e che noi siamo parte dell'altro, minore sarà il sentimento razzista che tutti, inevitabilmente, in misura maggiore o minore possediamo, o meglio, ci possiede.

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  35. Segue
    Vorrei inoltre fare una piccola critica sui post pubblicati che affrontano il delicatissimo tema del razzismo. Le analisi culturali molto approfondite, servono moltissimo a chi le conduce e a quei pochi capaci di comprenderle e così facendo danno ragione a coloro che pensano che una cultura raffinata sia solo un inutile vaniloquio. Occorre che l'analisi conduca ad una sintesi semplice e comprensibile, compito veramente difficile. Dico questo perché il dibattito sul blog, alla fine si riduce a due o tre persone e non penso sia questo lo scopo di un blog di ottimo livello culturale come quello di Daniele.
    Spero di non aver offeso nessuno, perché il mio intento non è quello di dimostrare una bravura che penso di non avere, ma di presentare un differente, e probabilmente errato, punto di vista.
    Un carissimo saluto.

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  36. @Mauro, @Alessandro, @ Domenico

    ho consapevolmente distinto la questione razziale da quella etnica della quale la componente religiosa è tanta parte. Con l'emergere della civiltà urbana la teocrazia era probabilmente il sistema più appropriato per organizzare la società secondo criteri indiscutibili non facilmente modificabili dalla frequente successione dei re, per cause naturali o per complotti e guerre. Le divinità dei popoli nomadi delle montagne come Giove o Yahweh erano fondamentalmente guerriere e intrinsecamente razziste. La Bibbia è costellata di stermini razziali. La funzione della religione sembrava proprio quella di difendere insieme l'identità razziale, culturale e religiosa del popolo eletto da Dio. Apparentemente oggi la teocrazia è un'aberrazione storica e l'unico modo per far convivere le diverse etnie è l'integrazione nel rispetto delle diversità e delle libertà, anche religiose di ciascun gruppo umano. Tuttavia, quando neghiamo la libertà di costruire una moschea ma concediamo la possibilità di edificare chiese e cappelle cristiane ovunque a piacimento i teocratici siamo noi. Poi è difficile spiegare agli altri che devono abbandonare la teocrazia perché equivale all'intolleranza.

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  37. @pegupe

    temo che tu abbia ragione, non è facile affrontare temi tanto attuali quanto complessi con la chiarezza e la sintesi necessarie, o meglio pur ritenendo di averci provato evidentemente non ci sono riuscito. Scusa

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  38. @ Roberto Bletzo
    mi sono speso a tuo nome
    « Il Dio USA si è anche evoluto
    perché da trino (padre ,figlio, spirito santo)
    è diventato quattrino.»
    Non per niente sui dollari sta scritto «In God we trust».

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  39. @Tutti

    concludo sul tema della razza riprendendo un discussione sviluppata altrove.

    Concordo con il genetista Cavalli Sforza circa la correlazione tra differenziazione dei codici genetici e di quelli linguistici. E quindi tra differenziazione razziale e culturale. Considero invece la sua posizione contraddittoria riguardo alla razza, in omaggio al tabù razzista: qui asseconda il main stream degli antirazzisti pseudoscientifici che considerano le differenze razziali negative e quindi le negano. Ma non si può adottare un criterio di distinzione in razze completamente diverso per le altre specie animali e per l'uomo. Tra un uomo di razza Caucasica ed un pigmeo del gruppo Efe esistono sicuramente più differenze morfologiche e fisiologiche che tra un cavallo Arabo ed uno di razza Frisona. Perché nel caso dei cavalli, dei cani, o dei bovidi si parla di razze e nel caso degli uomini è vietato farlo anche quando le differenze tipologiche tra i diversi gruppi umani sono constatabili da ciascuno di noi? Io ho partecipato al progetto Genographic di National Geographic ed il mio genotipo risulta costituito per il 2,4% dalla razza Neandethaliana, per il 3,6% da quella Denisoviana. I miei profili genetici di appartenenza, praticamente sovrapponibili a quelli greci e toscani, sono: per il 51% Mediterraneo, per il 30% Nord Europeo e per il 18% del Sud Est asiatico, Capite? per non violare il tabù e non pronunciare la parola "Razza=male" parlando di "profili genetici" esprimono lo stesso concetto.
    Che i corridori somali ed eritrei vincitori di tutte le maratone abbiano evoluto le loro lunghe gambe e la loro resistenza per sopravvivere ai predatori della savana mi sembra un dato di fatto evidente ancora oggi dimostrabile. Che il naso adunco ed affilato delle popolazioni arabo semitiche dipenda dalla maggiore capacità di sopravvivenza, perché si chiude alla sabbia delle tempeste degli altipiani desertici poveri di ossigeno e d'umidità non vedo come si potrebbe contestare. Che il naso largo ed idrodinamico delle razze della foresta pluviale sia più adatto del nostro a sopravvivere in ambienti con temperature elevatissime ed altissimi tassi di umidità, non capisco come si possa negare. Altrettanto indubitabile con risultati sotto gli occhi di tutti è che nelle steppe nebbiose del nord sia sopravvissuta meglio una razza umana con: pelle bianca per ovviare alla scarsità di esposizione al sole e mimetizzare il corpo tra le piante secche dell'inverno, gambe lunghe per correre meglio nelle erbe alte come quelle della savana, capelli biondi indistinguibili dal fieno di luglio per l'aquila, e occhi azzurri che il lupo in lontananza confonde con fiordalisi nel vento. Poco più a nord i grandi nasi sarebbero caduti a pezzi nel gelo, le palpebre senza ispessimento di grasso si sarebbero paralizzate accecando gli occhi, le gambe lunghe sarebbero congelate e si sarebbero spezzate tra i saracchi. Per questo oltre il confine del tramonto in origine vivevano gli inuit di ceppo asiatico, con gli zigomi alti a stringere gli occhi come le fessure degli occhialini da neve, le palpebre imbottite di grasso e senza pieghe per proteggerli dal gelo, il naso e le orecchie piccole e le gambe corte e cicce che non congelano e non cadono a pezzi nel ghiaccio. Possibile mai che per negare tutti questi caratteri positivi e fondamentali per la sopravvivenza e l'evoluzione della specie umana nei millenni di isolamento dell'ultima glaciazione di Wurm dobbiamo dire che l'unica differenza è il colore della pelle? E davvero la differenza riguarda solo la lunghezza degli arti, la dimensione del naso e il colore degli occhi? Non possiamo immaginare che ai diversi caratteri genetici abbiano corrisposto strategie di sopravvivenza e quindi attitudini culturali diverse? Perché dovremmo negarle, giacché sono sì diverse ma tutte positive e fondamentali per il processo adattativo della nostra specie nei diversi ecosistemi?

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  42. @ Pegupe

    Ma lo sai che non sono affatto in disaccordo con quanto hai appena scritto? :-)


    @ Franco

    Ma certo che le razze esistono con le loro differenze. Sono d'accordissimo.
    Però il problema sono le idee e gli stili di vita, non il colore della pelle, la fessurazione degli occhi, la prominenza del naso o lo spessore delle palpebre. Per fortuna il cervello è molto plastico. Non è vero però che nasciamo come lavagne intonse da educare a piacimento, ma questo ha piuttosto poco a che vedere con la razza di appartenenza. Insomma, il carattere ce l'abbiamo in buona parte già impostato alla nascita, ma le idee e le credenze, quelle no!

    "...Apparentemente oggi la teocrazia è un'aberrazione storica e l'unico modo per far convivere le diverse etnie è l'integrazione nel rispetto delle diversità e delle libertà, anche religiose di ciascun gruppo umano. Tuttavia, quando neghiamo la libertà di costruire una moschea ma concediamo la possibilità di edificare chiese e cappelle cristiane ovunque a piacimento i teocratici siamo noi. Poi è difficile spiegare agli altri che devono abbandonare la teocrazia perché equivale all'intolleranza..."

    E' esattamente quello che penso anche io, che mi sono sempre battuto per la massima libertà religiosa e la laicità imparziale dello stato. Attenzione però che il comune sentire e la morale, che qualche decennio fa facevano arrestare le ragazze in topless sulle spiagge, sono generate dal background culturale, anche e soprattutto religioso. Idem per l'eventuale presenza in parlamento, a legiferare, di partiti di ispirazione confessionale. Liberi di vederlo come un problema di poco conto, ma pensare di vedere tornare indietro le lancette della storia del costume, a tradizioni medievali, per l'immissione massiccia di fedeli fanatici, mi crea qualche scompenso. Vorrei evitarlo, potendo. Forse non sarà possibile e forse dovremo capitolare, come accadde all'impero romano di fronte alla marea cristiana. Speriamo di no, ma la storia ha i suoi percorsi e non ci si può fare poi molto, specialmente quando ci si sente (anche giustamente) in colpa, perchè all'arretratezza di certe popolazioni e alla conseguente ricerca di riscatto attraverso il fondamentalismo, abbiamo ben contribuito noi occidentali.

    RispondiElimina
  43. Per me che sono un antidarwiniano convinto, le razze sono state create così come sono, non c'è ceppo originale dall'africa poi cambiato, non sono esistiti ominidi più o meno evoluti prima del sapiens da cui ci siamo evoluti; quelli trovati sono dei prototipi di laboratorio non venuti bene, ci stavano provando a farlo bene; poi arrivati al sapiens i creatori scienziati che erano sulla terra in insediamenti base diversi che ne hanno fatto di diversi tipi e razze. Mi piace immaginarla così la storia originale.

    RispondiElimina
  44. Franco
    non capisco il "mi sono speso a tuo nome"
    sarà che non leggo gli interventi molto lunghi...

    comunque dove ho cancellato scrivevo

    -in una fonte del deserto bianco (sale) un nomade mi disse(in iran)

    davanti ad una fonte non esistono razze religioni ,ricchezze siamo tutti figli della terra

    dopo sta a noi voler complicare ,discriminare , dominare e farsi distinguere


    RispondiElimina
  45. @ Domenico
    "...Per me che sono un antidarwiniano convinto, le razze sono state create così come sono, non c'è ceppo originale dall'africa poi cambiato, non sono esistiti ominidi più o meno evoluti prima del sapiens da cui ci siamo evoluti; quelli trovati sono dei prototipi di laboratorio non venuti bene, ci stavano provando a farlo bene; poi arrivati al sapiens i creatori scienziati che erano sulla terra in insediamenti base diversi che ne hanno fatto di diversi tipi e razze..."

    Possibile e da alcuni testi sembra anche di poterlo dedurre. Ma questo non significa che Darwin, eventualmente integrato e corretto da teorie più moderne, non avesse ragione, in generale. Che siamo stati un esperimento, o che noi stessi facciamo, ora che abbiamo le giuste conoscenze, esperimenti di ingegeria genetica, non significa che poi le cose non seguano i dettami evoluzionistici. Non c'è contrasto, assolutamente.

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  46. @ Roberto Bletzo

    ho solo condiviso la tua frase sul Dio trino e quattrino in Facebook e Twitter, citandoti. Mi piace il tuo ultimo intervento breve.

    RispondiElimina
  47. Franco
    grazie
    era solo una curiosità
    se passi da verona sarebbe interessante conoscerti
    posso ospitarti te ,moglie e figli

    ciao

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  48. @Roberto Bletzo
    Grazie. Melania, la mia compagna ha una cara amica a Verona, potrebbe succedere abbastanza presto.

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  49. OT
    in quest'articolo viene citata la società Industrial heat quale opportunità di investimento:
    http://citywire.co.uk/wealth-manager/news/trust-insider-a-look-beyond-the-woodford-patient-capital-hype/a833320

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  50. Come cani
    pisciamo sull'angolo di casa per marcare la proprietà. E azzanniamo chi si avvicina. «Decido io le regole a casa mia e chi può o non può abitare vicino a me senza svalutare la mia proprietà». Sì, anche se non ho nessuna intenzione di vendere la casa, il 10% del valore immobiliare virtuale che potrei perdere nei prossimi sei mesi vale più di tutte le vite di rifugiati, Rom, o semplici sfrattati che una casa non ce l'hanno, e sempre più vivono in roulotte quando sono fortunati. Ma non sotto i miei occhi. E mentre costruiamo questa cazzo di società disumana neppure ci chiediamo se ne siano stati vittime i nostri padri e le nostre madri, o se un domani, per un fallimento, un licenziamento, un incendio, un'alluvione, un terremoto o una, sempre più vicina, guerra, possa capitare anche a noi o ai nostri figli.

    RispondiElimina
  51. @franco
    straquoto;
    ogni cosa che tende ad includere è intelligente, ogni cosa che tende ad escludere non lo è; Antico proverbio cinese: quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento.

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  52. scusate se mi intrometto e vado ot, ma mi pare notizia interessante (se ho battuto in velocità gio, deve essere in vacanza :-) )

    http://animpossibleinvention.com/2015/08/25/rossi-has-been-granted-us-patent-on-the-e-cat/

    RispondiElimina
  53. Bravo Fabrizio!
    Avevo appena letto qualcosa sul Jonp e mi sono fiondato qui credendo di trovare l'intervento di gio ;-)
    Quindi qui si tratta del brevetto 'serio', non del semplice marchio, giusto?
    Eh...beh....c'è anche chi ritiene che NON vi siano indizi di alcun genere a favore della veridicità dell'effetto Rossi, come abbiamo ultimamente discusso. Senza voler pretendere di stabilire quali dei due tipi, pro o contro, siano i più pesanti, mi sembra difficile non vedere un movimento importante dietro alla vicenda di Rossi. Soldi, avvocati, brevetti, partnership impegnative, scienziati ed esperti che avallano la scoperta (Focardi, Stremmenos, Levi e tutto il Lugano group). Boh.... mi sembra molto difficile non avere almeno la tentazione di riconoscere una seria, anche se bassa, possibilità che non si tratti solo di una presa per i fondelli, ma rispettiamo comunque il parere legittimo di ognuno, per quanto mi appaia parecchio forzato. Comunque il brevetto NON significa che l'E-CAT funziona e che usa l'effetto Rossi e su questo siamo d'accordo tutti, ma io lo vedo come un altro tassello a conferma di uno scenario credibile, che sta muovendo soldi e persone. A volte c'è solo il fumo (o la sfiatella ;-) ), ma spesso dove c'è fumo c'è anche arrosto!

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  54. Segnalerei anche questo:
    http://www.e-catworld.com/2015/08/25/an-industrial-heat-investor-identified-woodford-patient-capital-trust-uk-public-company/

    Come dicevo, qui vedo pochi margini di dubbio. O l'effetto Rossi è reale, o è reale una colossale truffa che si sta perpetrando ai danni di alcuni investitori. E siccome questi comprano IH e non Leonardo Corp., direi che tra i truffatori wannamarchiani, sarebbe fortemente indiziato anche Darden, che non potrebbe non sapere se il megagattone in funzione da mesi sta davvero producendo calore, oppure Rossi fa il gioco delle tre carte. Non si può non ammettere che è teoricamente possibile che Darden si sia convertito alla vendita di pacchi, alla Totò. Tuttavia io penso piuttosto che si stia per assistere ad una svolta storica nella scienza e nell'economia. Staremo a vedere. :-)

    RispondiElimina
  55. Se il Fluid heater (e cat) funziona, significa che nel suo interno avviene il famoso effetto Rossi ( o FF o lenr ) cioė si crea questa reazione della quale non si conosceva l'esistenza...facciamo un ipotesi: diamola per certa... essa si potrebbe manifestare anche utilizzando fuel diversi e modalità differenti, quindi a questo punto potrebbe essere benissimo che anche chi sta lavorando sul deuterio più o meno denso abbia trovato qualche cosa di interessante e non è detto che lo sia dimeno

    RispondiElimina
  56. @ Mauro

    Se l'effetto Rossi funziona, si aprono probabilmente orizzonti finora impensabili per la scienza ufficiale e probabilmente potrebbero essere riconosciute varianti delloo stesso effetto, che però finora non hanno avuto la medesima efficacia e/o replicazione affidabile. Quello che potrebbe temere Rossi è che, una volta verificato e capito il funzionamento dello E-CAT, potrebbero essere imbastiti sistemi diversi per ottenerlo, aggirando il brevetto. Intanto mi accontenterei di qualche bella replica finalmente convincente, grazie magari ai dettagli rivelati nel brevetto. Sarebbe finalmente possibile stappare la famosa bottiglia che ho in fresco da anni. :-D
    Sai che soddisfazione vedere una bella puntatta di Quark dedicata all'invenzione impossibile! Vabbe'...via, facciamo un passo alla volta. Per ora abbiamo un tassello in più, ma dobbiamo ancora pazientare prima di poter eventualmente esultare

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  57. Ecco, questa è per noi, in risposta ai complimenti fattigli da Silvio, sul Jonp, per l'ottenimento del brevetto:

    "... Andrea Rossi
    August 25th, 2015 at 2:45 PM

    Silvio Caggia:
    Thanks and great wishes to you and al the team of 22 Passi ( Ciao, Daniele!)
    Warm Regards,
    A.R. ..."

    Andrea, noi di 22 passi siamo gente di allegra brigata e accettiamo anche un invito a cena, per festeggiare, appena capiti in Italia. Io e Silvio non ti costiamo nulla: per noi paga Gio! :-D

    RispondiElimina
  58. @Alessandro
    manco un giorno dal blog ed arrivano brevetti ed investitori, e passi, ma i complimenti di Rossi a noi di 22 passi e Daniele, Silvio, Alessandro, che stiamo qui sulla riva del fiume è per me ancora più importante, potrò dire ai miei nipoti io c'ero...

    RispondiElimina
  59. @ Domenico Alessandro Silvio....

    Si... adesso ci sono più elementi per poter fare delle repliche del fenomeno che qualora venisse confermato, direi di fare Rossi "Santo subito" cioè Rossi Nobel subito! :-)

    RispondiElimina
  60. @sono solo un....
    :):) in vacanza ma cmq stavolta mi hai battuto:):)

    questa non me l'aspettavo. ...imprevedibile Rossi:):)
    a presto

    RispondiElimina
  61. @ Domenico
    Se la cosa è come crediamo noi, potremo dire di aver seguito da vicino una vicenda storica, spregiati e spernacchiati dai più.
    Se i più hanno ragione, allora avremo seguito da vicino una storia che oscurerà la vendita della Fontana di Trevi, ad opera di Totò. In ogni caso valeva la pena esserci :-)

    RispondiElimina
  62. http://ecat.com/news/e-cat-patent-granted-by-uspto ma che roba e' ?

    RispondiElimina
  63. Ma scusate,

    io ero rimasto al discorso del brevetto rappresentato da:
    http://portal.uspto.gov/pair/PublicPair
    application number: 12736193

    segnalatoci qui da "gio" e che mi sembrava interamente attinente all'ecat qui seguito (primo report terzo, secondo report terzo, cose così).

    Questa nuova patent
    http://animpossibleinvention.com/2015/08/25/rossi-has-been-granted-us-patent-on-the-e-cat/
    ha a vedere con io brevetto sopra citato,
    o è un'altra cosa?

    Lo chiedo perché proprio non lo so,
    prima dell'ecat non avevo mai consultato una banca dati di brevetti americano;
    a sensazioni mi sembra siano due cose differenti,
    ma forse sbaglio, proprio non lo so!

    Tutt'ora nel sito del
    http://portal.uspto.gov/pair/PublicPair
    l'ultimo aggiornamento risulta essere del
    06-17-2015 Date Forwarded to Examiner

    Qualcuno qui ne sa/capisce di più su questa storia del brevetto?

    Grazie,

    gabriele

    RispondiElimina
  64. @tutti
    :-)

    Andrea, congratulations on your patent! What does this mean for you personally?
    An extremely important achievment for all our team, of which Hydro Fusion is an integral part.

    What does this patent mean for Leonardo Corporation?
    An instrument to defend the IP and, consequently, encourage our investors.

    Why did you choose to call the patent Fluid Heater?
    This name was used as part of the patent strategy.

    Does this patent apply for your newest model “E-CAT X” as well?
    Of course, the core technology is the same.

    Was it many iterations with USPTO before you could get your patent granted?
    Yes, as you have seen the Patent Application has been made in March 2012, so two and a half years of iterations.

    When did you first hear about your patent was granted?
    A week ago from my Attorneys.

    What plans do you have next?
    Work in the Plant as every day.

    The Patent says that typically the Wafer should be replaced every 180 days. The ECAT 1 MW Pilot Plant has been running for more than 180 days now, have you done one such replacement already or has the wafers sustained for longer use?
    Yes, the wafers has sustained longer.

    If the latter, how long do you believe the wafers of the ECAT 1 MW Pilot Plant will last?
    One year.

    The Patent clearly states that any of the Group 10 elements can be used and that Nickel is the prefered element due to abundancy and hence price. Have you tested all elements separately or in mixtures to see whether the Rossi Effect efficiency changes?
    Yes.

    In last paragraph 10 of the patent it clearly states that Lithium Aluminium Hydride only is used to provide Hydrogen Gas to exothermal reaction between Lithium and Hydrogen catalyzed by Nickel. Does this mean that the patent covers any use of Hydrogen Gas as a self-sufficient fuel source for Hydrogen?
    Yes.

    There are several filed patents from you and Leonardo Corporation, how is this patent application ranked among all these filed patent applications?
    This is #1.

    There are a tremendous amount of details revealed in this Patent, are you afraid this will lead to more people copying your invention or do you think the Patent will discourage such behaviour globally?
    The Patent, as such, protects the IP.

    How will you celebrate this remarkable day?
    Working.

    And lastly, is there anything you want to share with our readers?
    The fact that now the mass production of the E-Cat is closer.

    RispondiElimina
  65. "...And lastly, is there anything you want to share with our readers?
    The fact that now the mass production of the E-Cat is closer...."

    Così facciamo contenti tutti
    Convertiremmo anche Gabriele ;-)
    Per non parlare di Emidio che tiene d'occhio il Leroy Merlin ormai da parecchio. -)

    Speriamo di non dover aspettare altri 4 anni. E' dal 2011 che seguo la saga dell'E-CAT.
    Se prosegue come tutti ci auguriamo, vedremo svolgersi via via i classici tre passi da parte di coloro che sono ancora fermi al primo, che è:
    "Quello che fa Rossi, non è vero!"

    I seguenti due saranno:
    "Se è vero, comunque è marginale"

    e

    "E' vero e io infatti l'avevo già detto!"

    :-D :-D :-D

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  66. @ Gabriele

    Sui brevetti alzo le mani. E' gio il nostro segugio ed esperto. Si capisce soltanto che questo, forse tenuto abilmente in sordina (depistatore di un Rossi ;-) ) era quello principale e ha evitato di inserire termini troppo espliciti riguardo alle LENR, per non incontrare un fuoco di fila di opposizione da parte di USPTO.
    Da quello che ho letto, ne hanno in lavorazione ancora più di 60. D'altronde costa caro accreditarsi per vendere pacchi colossali e bisogna mettere in conto qualche spesuccia con gli avvocati. Oggi non ci si improvvisa più, son finiti i bei tempi del mago Do Nascimento e della Wanna nazionale ;-)

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  67. Il brevetto e' per un boiler (categoria: riscaldatori-condizionatori. Non lo dico io, eh? Lo dice l'USPTO :-) ).

    Chapeau a Rossi per la splendida mossa; nel brevetto non v'e' traccia di reazioni nucleari (e, come fa notare qualcuno su Reddit, SE l'accrocchio funziona e SE funziona grazie a reazioni nucleari, questo brevetto e' carta igienica...; d'altro canto, non si vede come possa funzionare SENZA una reazione nucleare), v'e' esplicito diniego di trasmutazioni nucleari, e il Nickel, che prima trasmutava ed era il combustibile, ora e' il catalizzatore che puo' anche essere sostituito da Palladio o Platino.

    Inoltre, il deposito del brevetto e' datato 2012.

    Infine, come sempre accade per un brevetto, le cose che vengono certificate sono essenzialmente due:
    - la novita' della richiesta rispetto alla base dei brevetti depositati;
    - la non evidenza di claims impossibili che inficierebbero il rilascio del brevetto stesso (i.e., claims di "moto perpetuo", "free energy", "exotic physics" e cosi' via).

    Ed e' questo il motivo per cui AR NON ha parlato di LENR-magia-fata dei dentini nel documento, ed il otivo per il quale dal mio punto di vista AR e' un genio (del male, ma un genio).

    BTW, la fata dei dentini e' per me l'indiziata principale :-P

    (Chi e' interessato puo' leggersi una interessante disamina dei brevetti inutili-inoperativi rilasciati dall'USPTO negli anni qua:
    http://hosted.law.wisc.edu/lawreview/issues/2006-4/rislove.pdf
    Come sempre: leggetevi la storia del Quadro Tracker, che ha preso MILIONI di dollari dal DoD. E no: anche a crederci cosi' forte da farsi uscire il sangue dal naso, NON FUNZIONA).

    Barney

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  68. Alessandro,

    "Convertiremmo anche Gabriele"

    urca,
    io non sarò un esperto di brevetti,
    ma su cosa significa un brevetto una mia idea (forte) ce la ho.

    Non servono a dimostrare che una cosa funziona.
    Servono (Rossi stesso ce l'ho insegna) a garantire la proprietà intellettuale.

    Ed io ti ho già detto che il funzionamento (in assenza di un contesto scientifico che rispetti le basi del metodo scientifico) è l'unica condizione che permetta la mia conversione (che la vedo più difficile di NI->CU).

    Altri 60 brevetti mi dici?

    Bene!

    The show must go on :)

    Ciao,

    gabriele

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  69. @ Gabriele

    Leggi bene a cosa mi riferivo:

    "...And lastly, is there anything you want to share with our readers?
    The fact that now the mass production of the E-Cat is closer...."

    Così facciamo contenti tutti
    Convertiremmo anche Gabriele ;-)


    Lo metto ancor più in evidenza:
    "The fact that now the mass production of the E-Cat is closer"

    Ti torna adesso? ;-)
    Altrimenti non avevo capito cosa ci voleva per convincerti. Deve apparirti Padre Pio? :-D


    @ Barney

    Siamo d'accordo. Se guardi il mio commento del 25 Agosto ore 18:27, ci troverai:

    "...Comunque il brevetto NON significa che l'E-CAT funziona e che usa l'effetto Rossi..."

    Anche arrivare secondo è comunque un buon piazzamento ;-)

    "...Chi e' interessato puo' leggersi una interessante disamina dei brevetti inutili-inoperativi rilasciati dall'USPTO negli anni qua..."

    Credo che sia notorio che è così. Ci sono brevetti veramente idioti e probabilmente non funzionanti. Lessi qualcosa anch'io tempo fa, facendomi grasse risate. Come del resto ci sono genii (o fortunati) e ci sono truffatori. La differenza la si scopre col tempo, notoriamente galantuomo. Nel frattempo si formano gli inevitabili schieramenti, come nei grandi processi ci sono i colpevolisti e gli innocentisti. Poi ci sono quelli dei linciaggi, quelli che NON hanno dubbi e ritengono inutile soppesare gli indizi e sono quelli che mi hanno sempre fatto paura.

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  70. @ Gabriele

    "...io non sarò un esperto di brevetti,
    ma su cosa significa un brevetto una mia idea (forte) ce la ho.

    Non servono a dimostrare che una cosa funziona.
    Servono (Rossi stesso ce l'ho insegna) a garantire la proprietà intellettuale...."

    Terzo! Comunque sul podio :-)

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  71. @Alessandro e tutti quelli che vogliono parlare delle novità su Rossi
    Andate in topic su nuovo post! :-)

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  72. No, aspetta, fammi capire, pensi veramente che tra poco inizierà la produzione di massa dell'ecat?

    Ok, sì, allora se capiterà ammetterò, per quel che può contare, che ho preso una cantonata terribile, e guarda, senza nemmeno contropartita potenziale, ti offrirò una pizza nella festa che sicuramente Daniela farà!

    Per ora però penso che la pizza avrà tempo di raffreddarsi un po' :-)

    ciao,

    gabriele

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  73. @ Gabriele

    "...No, aspetta, fammi capire, pensi veramente che tra poco inizierà la produzione di massa dell'ecat?..."

    Mah....più che pensarlo me lo auguro, toccando ferro e altre cose scaramanticamente utili, ma ineleganti da citare sul blog ;-)

    Ma se accadesse ti ricrederesti. Era questo che intendevo e a quanto pare avevo ragione. Beh...da gio avanzo una cena, se riesco a scroccare una pizza a te, per un po' viaggio gratis :-D

    Vai, ora andiamo sul nuovo post

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  74. A proposito di believer, io sto ancora aspettando l'e-Cat scaldabagno che prenotai tre anni fa. Dopo il brevetto avrò diritto a una pizza?

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  75. Quelli che vogliono attraversare il Mediterraneo non sono poveri dell'Africa: sono poveri dell'umanità. E per favore, non è un problema dell’Italia: è un problema del mondo. Da molte decadi poveri contadini emigrarono e fecero parte della nostra America. Ora torniamo noi, di terza e quarta generazione. E quei contadini che se ne andarono continuano ad aiutare: perché i nipoti vengono a vedere le loro radici. Portano soldi, aumentano il turismo e danno lavoro agli Hotel. Guardate un po’ quelli che stanno contro i migranti quanto si sbagliano! L’Europa è vecchia. L’Europa deve comprare automobili nuove, televisori nuovi: non avete tempo per fare figli. Organizzate l’immigrazione che c’è bisogno di sangue nuovo per la sicurezza sociale. Invece di essere un problema l’immigrazione è una soluzione per questo popolo vecchio che non fa figli. Non abbiate paura della mescolanza delle razze degli immigranti. Abbiate l’intelligenza e il coraggio di organizzarli: servono lavoratori. Avete le montagne abbandonate: quante pecore ci potrebbero vivere!

    José Pepe Mujica

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  76. @Franco Sarbia
    Grazie al nuovo post possiamo tornare in topic qui, bene.
    A latere, purtroppo è toccato anche a te: sei stato "attenzionato" dalla solita pseudogiornalista che ha stravolto - come suo talento indiscusso - il senso delle tue parole, dipingendoti agli antipodi di quel che sei.
    "... su 22 passi Franco Sarbia [predica] una variante del razzismo, [...] in nome dell'amore per il prossimo, del "rispetto delle differenze" e della nostalgia dei bei tempi andati..."
    Implacabilmente, come una lama può servire a tagliare il pane o uccidere un uomo, allo stesso modo con la penna si può scrivere la verità (come si ama fare in questo blog) o distorcerla (come si suol fare in quel dblog)! Bah, anzi bleah! :(

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  77. @Daniele Passerini
    La pseudogiornalista pseudoscientifica oca insipiens ha una idiosincrasia compulsiva per ogni pensiero non conformista. Il suo vuoto sarcasmo contro ogni idea originale equivale a una prova della scimmia al contrario: se non la capisce lei, la capiscono tutti. Dovresti adottare l'essere suo bersaglio come test di ammissione dei nuovi autori del blog.

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  81. @Franco Sarbia
    Dovresti adottare l'essere suo bersaglio come test di ammissione dei nuovi autori del blog.
    Dovrei ammettere di diritto anche Camillo Franchini allora! Peccato che il chimico pisano disdegni i blog generalisti e alla buona come questo. Se lo invitassi rifiuterebbe, così come hanno fatto Gdmster (che si lega troppe cose al dito, ama suonarle, ma mal sopporta prenderle) e Mario Massa (che a volte si chiude su posizioni di coerenza estrema tipica di molti ingegneri).
    Peccato che di tutti gli iscritti 3/4 "lurkano" e a commentare siamo solo una quindicina (tu, Alessandro, Silvio, Gabriele, Antonio, Barney, gio, Domenico, Mauro, Roberto, triziocaioedeuterio, Bertoldo, sonosolounmiserotest, pegupe, Pietro, MISTERO, io)... ;)

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  82. @Daniele

    Forse, rimanendo sul generico, ci si potrebbe porre domande più incisive - le mere opinioni degli altri sono interessanti ma, in quanto tali, finiscono per annoiare.

    Ad es. perché adesso il litio e l'alluminio sono indispensabili, mentre prima Rossi parlava solo di nichel e rame e dava l'idrogeno con la bombola?

    Oppure perché Rossi dice di difendere con ferocia la proprietà intellettuale e poi pubblica i suoi segreti? Questi segreti, su cui si stanno scatenando tutti, saranno i segreti veri o no?

    E ancora: le ditte che Tom Darden ha aperto a Londra in che misura serviranno alla commercializzazione e in che rapporto stanno con IH?

    Sono questi argomenti su cui mi piacerebbe leggere qualcosa e non se la banana sia diritta o storta, o da quanti anni si discute se sia diritta o storta.

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  83. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  84. @ Daniele Passerini
    non sapevo della citazione, ma avevo notato un inspiegabile aumento dei contatti. Evidentemente i suoi lettori intelligenti hanno verificato le fonti e hanno potuto rilevare che quanto abbiamo scritto e discusso ha come esclusiva finalità il riconoscimento, la valorizzazione e l'incontro fecondo delle differenze come massima espressione di civiltà. Possono così constatare personalmente la cialtroneria di chi etichetta tutto ciò come razzismo, rovesciando la realtà, solo perché sta scritto su un blog che sbugiarda sistematicamente il suo essere una bufala vivente: a cominciare dall'autodefinire giornalismo scientifico la totale mancanza di rispetto di qualsiasi idea originale, lo scopiazzare concetti divulgativi consolidati, e la totale assenza di idee proprie. Ho letto quanto scrive a proposito della filologia del razzismo, sono disposto a pagare una pizza a chi riesce ad estrarre dai suoi sproloqui un solo straccio di pensiero dell'oca sullo specifico argomento.

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  85. Per chi non avesse capito la mia citazione di Bentham, provo a spiegarmi meglio con un video...
    https://youtu.be/Wf-2PBsYyVw
    Voi parlate di homo e di homini, io vi parlo di lupus...

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  87. @Claudio Rossi
    Stecche = soldi?!?!?
    magari!!!! :D

    @Mario Massa
    Ti ho mandato l'invito come "utente registrato" quindi mi aspetto di vederti ricomparire presto. Per favore, un chiarimento rispetto a come Claudio ha colto i tuoi interventi sarebbe molto opportuno. Grazie

    RispondiElimina

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