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giovedì 29 gennaio 2009

Quant'è vero!

Chi ha moglie e figli ha dato ostaggi alla fortuna. 
 

Avrei parecchie cose da raccontare oggi... ma devo assolutamente recuperare un po' di sonno perduto, perciò mi soffermo solo su questa breve citazione. Mi ci sono imbattuto la settimana scorsa, a un seminario, condividendola in pieno: quant'è vero! Se amiamo qualcuno si crea necessariamente la possibilità che quella stessa fonte di gioia possa trasformarsi in fonte di dolore. Nonostante questo pericolo, è ovvio che valga sempre la pena di amare, anzi è proprio impossibile non farlo, salvo rinnegare la nostra natura umana. Cercando nel web l'aforisma di Bacone, per verificarne l'autenticità, ho però scoperto che, ricondotto al contesto da cui è stato estrapolato, aveva un significato ben diverso e per di più terribilmente maschilista!  
"Chi ha moglie e figli ha dato ostaggi alla fortuna, perché essi sono impedimento alle grandi imprese sia di bene che di male. Ma la causa più ordinaria di celibato è la libertà, certamente in certi spiriti egoisti e bizzarri, che sono sensibili ad ogni restrizione. Gli uomini non sposati sono ottimi amici, ottimi padroni, ottimi domestici, ma non sempre ottimi soggetti, perché son facili a prendere il volo, e quasi tutti i fuggiaschi son di quella condizione. Il celibato va bene per gli ecclesiastici, perché la carità difficilmente irrigherà il suolo se deve prima riempire una pozza. Certamente moglie e figli sono una specie di disciplina dell’umanità, e i celibi, sebbene siano molte volte più caritatevoli poiché i loro mezzi sono meno esausti, tuttavia sono più crudeli e duri di cuore perché la loro tenerezza non è spesso invocata."
(Bacone, Saggi, Del matrimonio e del celibato)

Onde evitare equivoci, il senso che preferisco attribuire alla frase - non me ne voglia Bacone - è questo: Chi ha marito o moglie o figli ha dato ostaggi alla fortuna.

10 commenti:

  1. un non so che di superomismo decadente.

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  2. Sì sì. Però quella frase è un bell'esempio di come i significati mutano nel tempo, fino a diventare diversi da quelli intesi dall'autore. Cosa che non mi dispiace per niente!

    E anche un bell'esempio di quel che a volte succede a estrapolare una frase dal contesto! ;o)

    Ma appunto, estrapolata dal contesto e dal pensiero originale del suo stesso autore, messi alla pari donne e uomini, chi ha marito o moglie o figli ha dato ostaggi alla fortuna è una frase che dice una grande verità. E chi vive in continua ansia, apprensione e preoccupazione per i propri figli, ad esempio, dovrebbe farsene una ragione.

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  3. Ciao Daniele, sai che non ho ancora messo un commento a questo post, perchè temo che con quella particolarità pescina di non capire quello che tutti capiscono, e poi di vedere cose che solo il Pesci vede...non rieswco a raccapezzarmi...nel senso che: ci sta tutto quello che dici tu...e io credo, che Bacone si sia limitato ad esprimere una sola parte del problema...e non è questione di decadenza, perchè approfondendo le cose (almeno chè io comincio ad avere qualche grado di arteriosclerosi)ci sta ancora tutto anche quello che dice Bacone, senza essere nè maschilista, nè inattuale, perlomeno da come io ho avuto modo di osservare la realtà...
    Diciamo che le stesse cose possono valere anche per una donna.non è questione di sesso, ma di condizione cioè la condizione di chi non ha figli e moglie ma ha un destino diverso in seno alla società, lui cita gli ecclesiastici, ma si potrebbe pensare a scienziati, persone particolari e così via...molte volte, per seguire certe vocazioni non si può o diciamo che sarebbe meglio non aveere moglie e figli...ma se c'è una arteriosclerosi che mi offusca, illuminami perchè proprio non vedo quello che vedete voi...aiutami a vedere dove sta il problema, io non lo vedo...la frase di Bacone, per me calza ancora bene considerando certe situazioni, e non credo che lui si volesse rivolgere alla maggior parte delle persone.

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  4. Ognuno di noi proietta nelle parole la propria esperienza. Quindi la tua interpretazione vale quanto la mia, che comunque è questa qua:

    sempre che non sia sbagliata la traduzione che ho trovato in rete, mi pare che Bacone sottolinei che avere dei cari IMPEDISCA di fare certe cose CONCRETAMENTE. Come dici tu, fatto un salto di quattro secoli e una volta che questo valga sia per uomini che per donne, questo sarebbe quasi lapalissiano.

    A me quella frase piace molto più per una altro significato che contiene, che collega quello che succede fuori alla nostra INTERIORITÁ: avere dei cari, da cui sembra dipendere la nostra felicità, ci espone a soffrire per causa loro (possono ammalarsi, smettere di amarti, scappare, morire, cadere in strani giri, avere incidenti...). Dunque abbiamo due strade: vivere in perenne ansia per loro o accettare che questo mondo funziona così, essere felici quando è tempo d'essere felice e masticare il dolore quando la felicità non c'è più, e deglutirlo e digerirlo, in modo da aver bocca e pancia vuota quando sarà di nuovo il momento di mordere la felicità!|

    Io in quella frase ci ho visto questo... ma ovviamente sono io a vedercelo... e ovviamente è un discorso molto delicato.

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  5. Ciao Daniele, non non ci siamo quello che dici tu è anche quello che penso io....e come non potrei proprio io!
    Però io mi ero di più soffermata sulle ultime tre righe e precisamente quando dice: certamente moglie e figli etc. etc., prova magari a rileggere anche tu e a pensare, se non è proprio così...per il resto sono d'accordissimo con te.
    Quando dice che moglie e figli, sono una disciplina, è da intendere nella maniera più virtuosas, e poi quando dice che i celibi in genere sono più caritatevoli perchè i loro mezzi sono meno esausti...è anche vero, ed è vero anche che però sono tuttavia puì crudeli e duri di cuore perchè la lor tenerezza non è spesso invocata!
    E questa parte finale, mi pare oltretutto molto bella, come non vedermi nel mio essere mamma che altrimenti non sarei, nel senso che l'affetto ti porta ad accettare cose che per principio e per altro non potresti nemmeno immaginare...ma lì davanti ad un figlio crolla tutto...senza che quello che ti sto dicendo, debba essere confuso col lassismo..perchè io sono anche sevbera.
    Una buona notte, e grazie per lo spunto di riflessione un caro saluto

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  6. Il punto è un altro però. A me quella frase è stata citata (solo quella frase, lo ribadisco!) nel belmezzo di una discussione su cosa significhi essere genitori oggi. Cercando su internet ho scoperto che la frase in questione era stata estrapolata da quel brano, che ho riportato per intero solo per correttezza. Ciò detto, a me non interessava parlare di quel brano (per questo ho usato il carattere più piccolo possibile) MA SOLO ESCLUSIVAMENTE DI QUELLA FRASE! :o)

    Un bacio pacificatore

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  7. Ciao Daniele,ma perchè un bacio pacificatore, quando io non sono stata nemmeno sfiorata da qualche guerra, io avevo cercato solo di sentire cosa mi suggeriva dentro quello che ho letto, ho espresso come sempre il mio vissuto e però adesso capsco che tu lo hai riportato, perchè eri andato a cercare da dove proveniva, e diciamo che avendo in mente il seminario alla quale tu hai partecipato sul ruolo del genitore, non è di sucuro della massima pertinenza.
    Buona giornata ciao

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  8. Ok, ok, un bacio chiarificatore allora!

    Ma dico, il buon Signore non poteva inventarsi qualcosa di meglio del linguaggio fatto di parole per comunicare?!? :o)

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  9. Lui se l'è inventato, ma sul blog non si presta!

    :D

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  10. Se l'è inventato, hai ragione! ;-)
    Ma se alludi a quello che ho inteso io, permette una supercomunicazione a 360 gradi e multifimensionale, è vero, però direi che pure i rischi di incomprensione aumentano! :)))
    E solo per pensare alla "eterocomunicazione"... con la "omocomunicazione" come la mettiamo?!

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