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sabato 17 febbraio 2007

Urca quanto tempo dall'ultimo post!

Rieccomi qui dopo parecchio tempo, manco me ne ero reso conto. In effetti uno dovrebbe aprire un blog se desidera condividere i propri pensieri, ma non è che poi io abbia tutto questo tempo da dedicarci o un impellente bisogno di farlo. Del resto a parte le poche persone a cui ne ho parlato (stanno così poco su internet che ancora non sono passate qui, e non sto a insistere) nessuno conosce l'esistenza di questo blog e la possibilità di capitarci per caso tende a zero. Dovrei come minimo notificarne il link a tutti i miei amici, al mio indirizzario... dovrei? Non ne sento la necessità ancora. In effetti, più che scrivere qui, mi interessa scrivere materiale per un nuovo libro. Al momento ho due, tre "cantieri" aperti ma ancora un vero e proprio progetto non si è imposto sull'altro: continuo a stare in ascolto, aspettando che arrivi l'ispirazione giusta. Ho poi da parte una ottantina di pagine di un libro un po' particolare - una sorta di manuale di un gioco basato su dei simboli - ma lo sto lasciando decantare e procede con i suoi tempi lunghi. Ed è qualcosa che non ha niente a che fare con Ventidue passi d'amore o Sospensioni di gravità, non è nemmeno letteratura. Vorrei che il terzo libro non fosse di poesia ma comunque sempre "poetico". Che potesse essere letto anche da un bambino ma che fosse stimolante soprattutto per un adulto. Una fiaba forse... ma collegato al mondo e ai tempi che viviamo. Finito di lavorare, il tempo che resta da dedicare alla scrittura è poco. E in questo momento non mi va di "rinchiudermi" a digitare sulla tastiera, è un inverno troppo tiepido per non goderselo appena spunta un raggio di sole. E quando sto con mia figlia son tutto preso da lei: è la fase in cui comincia a ragionare sul serio, a collegare concetti e avvenimenti, a sviluppare il pensiero astratto, a prendere gusto nell'imparare nuove cose, così come nel pattinaggio artistico ha già scoperto la soddisfazione di ottenere un risultato con l'allenamento e la motivazione. Non ho fretta, l'idea "buona" arriverà quando sarà il momento. Sto fissando le prime presentazioni dei miei due libri insieme, tra Roma e Perugia. Voglio trarre frutto dall'esperienza dell'anno scorso relative al primo libro: le prime 6 presentazioni di Ventidue passi d'amore sono andate bene (in crescendo), le ultime 6 non come avrei voluto (a peggiorare). La difficoltà che incontro, più che parlare in pubblico, è parlare ad un pubblico: finisco per non essere me stesso, non come posso esserlo parlando a tu per tu. Del resto non mi piace parlare dei miei libri: un libro va letto, trovo difficile parlarne, tanto più che non ho assolutamente l'animo dell'imbonitore... non riuscirei a vendere nemmeno una stufetta ad un'esquimese! Adesso sono le 9.20 di un sabato mattina di febbraio, fuori saranno già quasi 10 gradi e non resisto. Un bel giro in questo inaspettato tepore s'impone! Ciao.

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