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sabato 1 agosto 2020

Cosa è successo nel 2020

















Post di Gabriele Soranzo
(quello che è qui scritto rappresenta l'opinione dell'autore del testo)


VERSIONE BREVE:

Un'accelerazione.


VERSIONE LUNGA:

Una incredibile accelerazione di processi sociali già in atto da decenni.

Sono stati fatti in tre mesi, e verranno completati in qualche anno, processi sociali che altrimenti avrebbero richiesto altri decenni per la loro finalizzazione.

Questi sono i processi sociali di cui parlo:

  • considerare il pensiero unico un valore, la differenza di opinioni un disvalore;
  • considerare il controllo dei singoli individui un valore, la libertà di azione del singolo individuo un disvalore.

Sottolineo il fatto che qui parlo di valori, quindi dei punti di riferimento voluti e considerati giusti dalla società tutta, da tutta la popolazione, non solo dai suoi vertici.

Ad essere più precisi, l'accelerazione è stata impressa ai due valori sociali sopra citati - pensiero unico e controllo dei singoli individui - ed i processi sociali che rafforzano questi valori sono da considerarsi un mero "dettaglio implementativo".

I due valori si sposano perfettamente con una visione politica e sociale della Cina e della sua cultura orientale sottostante, cultura profonda, stabile e millenaria e con l'obiettivo dichiarato di diventare il modello di riferimento culturale mondiale entro i prossimi trenta anni.

I due valori si sposano perfettamente con un terzo valore, più apparentemente occidentale: 

  • considerare la monetizzazione un valore. Tutte le azioni e financo i pensieri, umani o artificiali essi siano, è un bene possano essere monetizzati.

Da qui la grande sinergia di intenti tra due blocchi politici e geografici altrimenti in contrapposizione.

Definisco i processi sociali come "mero dettaglio implementativo" in quanto essi possono essere A o B, X o Y, non è questo il punto, il punto è l'obiettivo di rendere unici e assoluti a livello mondiale i tre valori sociali sopra citati: 

  1. pensiero unico;

  2. controllo di tutti i singoli individui;

  3. monetizzazione.

Per completezza di esposizione, elenco qui di seguito alcune implementazioni dei processi sociali in atto ora:

  • reddito universale;
  • distanziamento sociale;
  • tracciamento delle persone;
  • tracciamento della moneta (resa digitale con l'esclusione del contante);
  • indebolimento del concetto di Stato a favore di enti sovranazionali;
  • indebolimento fino allo svuotamento degli organi istituzionali degli Stati (es. i Parlamenti nazionali);
  • indebolimento del concetto di famiglia;
  • indebolimento del concetto di affettività ed emotività;
  • indebolimento del concetto di risparmio privato;
  • indebolimento del concetto di "incentivo" rappresentato da "un premio aggiuntivo" a favore di "incentivo" -> "una punizione in meno";
  • educazione dei bambini al di fuori della famiglia ed all'interno dello Stato;
  • azzeramento dei feti potenzialmente "malati" ("malati" -> "non normo-efficienti") sia con selezione dei feti ottenuti da una procreazione uomo-donna classica, sia con il potenziamento della tecnologia degli uteri artificiali.

Il più importante di tutti di questi processi sociali, e l'unico su cui mi soffermo qua, è

========================

il reddito universale.

========================

Esso è la base di tutto ed è lo strumento principe per il raggiungimento dei tre valori fondanti.

Il reddito universale deve essere cosi' definito:

  • calibrato quel tanto per non generare rivoluzioni ma non troppo per permettere un affrancamento da esso. 

  • deve essere *concesso* dallo Stato all'individuo solamente se l'individuo rispetta i tre valori fondanti. In altre parole il contratto, chiaro ed "alla luce del sole" è: "Io Stato ti concedo il reddito universale, ma se e solo se, tu individuo rispetti il pensiero unico e il controllo e la monetizzazione di tutte le tue azioni. Se tu individuo non le rispetti, io Stato ti tolgo il reddito universale". 

NOTA: qui adopero, impropriamente, il termine "Stato", ma in realtà il singolo Stato verrà sostituito da entità sovranazionali (es. in occidente dall'Europa e dalle istituzioni europee, bisogna capire che i Parlamenti nazionali sono visti come dei lacciuoli e vincoli, sicuramente da svuotare di potere).

A titolo esemplificativo, descrivo un probabile scenario operativo del reddito universale e delle sue implicazioni:

  • Io Stato definisco una lista di fonti di informazioni (social, televisioni, radio, stampa, "la rete", etc) affidabili: se tu Individuo ti informi da queste fonti, allora meriti il reddito universale, altrimenti non lo meriti e te lo riduco/tolgo.
  • Io Stato definisco una lista di luoghi fisici (città, scuole, musei, mostre, eventi pubblici, etc) affidabili: se tu Individuo vai (o resti) in questi luoghi fisici, allora meriti il reddito universale, altrimenti non lo meriti e te lo riduco/tolgo.
  • Io Stato definisco una lista di tuoi doveri sociali (es. pagamento del dovuto per i vari servizi statali, rispetto di una coda, divieto di assembramento, parlare sempre sottovoce, partecipare alle parate sovranazionali, gli esempi potrebbero essere senza fine): se tu Individuo assolvi questo doveri, allora meriti il reddito universale, altrimenti non lo meriti e te lo riduco/tolgo.

Un po' meno "alla luce del sole":

  • Io Stato creerò tanti di quei paletti sociali a chi non meriterà il reddito universale e "incentivi" a chi lo meriterà, da rendere questa via impercorribile per la maggioranza della popolazione. Alcuni esempi di paletti sociali: divieto di accesso alle migliori scuole, divieto di accesso ai migliori percorsi formativi professionali, "incentivi" alle aziende che daranno lavoro a chi merita il reddito universale, "incentivi" a chi frequenterà persone meritevoli del reddito universale creando "bolle di relazioni interpersonali" impenetrabili dall'esterno. In pratica, nel momento che tu individuo accetti di entrare nella logica del reddito universale, nel momento in cui ne sarai fuori diventerai un paria (perché senza formazione adeguata a fare altro, perché senza risparmio privato per fare altro, perché senza amicizie e rapporti sociali con altre persone cosiddette "perbene").

Una penultima considerazione sulla famiglia: la famiglia è potenzialmente un nemico del pensiero unico, in quanto, al momento, sistema principe di riferimento valoriale del bambino. In pratica, ogni famiglia attualmente dà una "impronta" educativa ai propri figli potenzialmente differente da ogni altra famiglia. Questo è un male da estirpare per il pensiero unico: molto meglio "prelevare i bambini dalla culla" e istruirli fin da subito nei nidi di infanzia, asili e scuole esautorando i genitori nel compito di educatori.

Una considerazione sul "grande assente", o meglio, sul "convitato di pietra" di tutta questa mia disquisizione: le Intelligenze Artificiali. Dico solo questo: loro sono totalmente funzionali al concetto di pensiero unico e controllo degli individui, e nei processi sociali in atto saranno pervasive, fino a passare dallo status di "oggetto" allo status di "soggetto", ma questo e' un altro discorso (non starebbe nel margine troppo stretto della pagina :-)).

Poco prima di concludere, vorrei lanciare una "terza via" tra la prima via, "il mondo prima del 2020", e la seconda via, "il mondo dopo il 2020": quello della decentralizzazione pubblica trasparente non avversa ad un modello di società separato e diverso. Mantenere quindi in atto tutti i valori e i processi sopra descritti, ma farlo in maniera trasparente e pubblica, senza imbrogli, senza mistificazioni, senza bugie, senza neolingue, senza manipolazioni di dati, senza livello di privilegio di accesso ai dati, ed assicurare il non conflitto a chi volesse creare una società non basata sui tre valori fondanti, o perlomeno, non basata sul pensiero unico (a mio modo di vedere il tracciamento pervasivo e condiviso in entrambe le due società potrebbe essere il modo più facile per una cooperazione fruttuosa, mentre il concetto di "black box" lo vedo di più difficile attuazione, anche se non impossibile).

Una utopia? Sì, ma percorribile.

Per concludere riporto una considerazione sulla mia nazione, l'Italia. È circa da 17 secoli che l'Italia viene invasa dall'Europa e l'Europa viene invasa dall'Asia. D'altra parte l'Italia è una penisola dell'Europa e l'Europa è una penisola dell'Asia. Nonostante questo gli italiani sono "italiani", ed una nazione tutta è sempre difficile da conquistare e mantenerne il dominio culturale.

Gabriele Soranzo

5 : commenti:

CLaudio Rossi ha detto...

Molte delle osservazioni sono condivisibili: pensiero unico, omologazione dell'individuo, monetizzazione di tutto.
Non è chiaro, però, chi si ipotizza dietro a questo “disegno”.
Credo purtroppo che sia una tendenza accettata dalla gran parte degli individui nella errata convinzione di semplificarsi la vita rinunciando alla propria libertà.
Suggerisco di leggere “Il grande inquisitore” tratto da “I fratelli Karamazov” di Fedor Dostoevskij.

gabriele ha detto...

Ciao Claudio,

ovviamente io non posso essere sicuro chi ci sia dietro questo disegno o piano, però nel mio testo ho ben (mi sembrava :)) indicato chi ne trarrebbe vantaggio o ci "sguazzerebbe" in un sistema sociale così definito.

Tu mi suggerisci una lettura (grazie, riporto qui un link al brano che cui fai riferimento per chi fosse interessato https://www.preg.audio/p/58cb124402068a93045bc6b4), io te ne suggerisco due!

https://dirittocinese.com/2018/03/24/il-significato-per-la-governance-globale-delliscrizione-nella-costituzione-della-comunita-per-il-destino-del-genere-umano/
in cui tra l'altro si dice
"la “Nuova Via della Seta” come meccanismo di interconnessione dell’ordine interno ed internazionale, lo sviluppo della filosofia di governance dello “sviluppo pacifico”, del “mutuo beneficio e comune profitto” come nuovo piano di governance globale che supera il piano occidentale di “globalizzazione democratica”, la Cina che modifica la costituzione cambia il mondo. ".

Scendendo invece nel dettaglio (mi rendo conto che il primo articolo è un articolo di "big vision", mentre qui è si parla di una implementazione tecnica), ti segnalo questo link:
“… cryptocurrency system using body activity data”
https://patentscope.wipo.int/search/en/detail.jsf?docId=WO2020060606

Per quanto riguarda il tuo punto, mi sentirei di essere d’accordo con te sulla sostanza del tua analist, ma in disaccordo quando dici “errata”:
“Credo purtroppo che sia una tendenza accettata dalla gran parte degli individui nella errata convinzione di semplificarsi la vita rinunciando alla propria libertà.”

Intendo dire: secondo me (siamo in questo blog per confrontarci!) sarebbe giusto scrivere:
“… nella giusta convinzione …”.

Siamo sempre lì: se finissimo nelle mani del “dittatore illuminato”, la nostra vita sarebbe senza libertà ma sicuramente più semplice!

CLaudio Rossi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
CLaudio Rossi ha detto...

Ti ringrazio per le indicazioni di lettura, sempre utili.
In qualsiasi situazione sociale e politica c'è qualcuno che ne beneficia: che sia la Cina o gli USA o chi altro, la vedo oggi più come una conseguenza che come una causa. Certo quanto più si accumula potere tanto più si riesce a condizionare (anche per via persuasiva) l'adesione alle proprie ragioni. Ma finchè c'è una molteplicità di vedute tutti sono in grado di sentire più campane e aderire a quella con cui sono intimamente più in sintonia. Ecco, già solo la possibilità di decidere cosa preferire per me significa essere un soggetto e non un oggetto.
Abbiamo già affrontato questo discorso e abbiamo concluso che siamo su posizioni inconcicliabili. Ribadendomi che, secondo te, la rinuncia alla propria libertà migliora l'esistenza e che un "dittatore illuminato semplifica la vita" mi obblighi a ribadire che, secondo il mio giudizio, preferisco una vita complicata ma senza dittatori di qualsiasi tipo; anche perchè quello che può sembrare illuminato ci mette poco a diventare buio. E allora è troppo tardi.

gabriele ha detto...

Sì, Claudio, eravamo già arrivati a determinare le nostre posizioni divergenti!

Però con una precisazione, io non ho mai detto che:
“secondo te, la rinuncia alla propria libertà migliora l'esistenza…”
Ho detto che la *semplifica*.
E questo mi sembra evidente, al limite dell’oggettivo.
Estremizzando,
lo schiavo ha una vita più che semplice,
non deve prendere nessuna scelta ed una sola cosa deve fare:
ubbidire sempre al suo padrone.
Più semplice di così!

Il mio discorso sul reddito universale è proprio incentrato su questo fatto:
l’unica cosa richiesta al cittadino per averne diritto è dire sempre di sì allo Stato.

Ma io, personalmente. non considero affatto, acriticamente, un bene o un miglioramento questo,
anzi, preferisco, in linea di principio,
la totale anarchia derivata dalla totale libertà di scelta.

Poi, nei fatti, essendo io un “democristiano dentro”, mi pongo in mezzo e cerco di mediare i due estremi :)

La vera differenza tra me e te, mi sembra, su questo specifico tema, sia però un altro:
tu, mi sembra, dai grande fiducia alla forza proattiva delle masse, al libero arbitrio personale, alla volontà del singolo, cosa che io invece non ho.
Io penso che nella *stragrande maggioranza delle cose e delle scelte*, noi siamo semplicemente figli del nostro tempo, del nostro luogo, della nostra famiglia, delle nostre amicizie, delle nostre letture.
Estremizzando, se io fossi nato in India tutta la mia matrice culturale cristiana penso non sarebbe esistita.
Di più:
io ho un grande rispetto (“rispetto”->”riconoscimento della sua efficacia”) per l’infrastruttura, per le regole, per i valori calati dall’alto, sono essi che conformano le persone, non viceversa (ovvio che qui si rientra nel discorso “è nato prima l’uovo o la gallina”); tu, mi sembra, confidi in una forza autonoma delle masse per elevarsi ed in una forza autonoma del singolo per uscire dal recinto dove è stato messo (mentre io invece penso che sui grandi numeri questo non avvenga), invece io penso che le vere direzioni vengono dall’alto, ed è dall’alto che vengono man mano messi i recinti in cui noi ci illudiamo di scegliere le nostre vite.

In sintesi: è la struttura a determinare l’etica, non viceversa.

E il reddito universale creerà una struttura nuova e robusta, fors’anche piacevole ai più, dove il concetto di libertà sarà orientato più al singolo individuo (all’interno del recinto che gli verrà concesso) che alle scelte sociali.

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