Siamo appassionati d’Amore onestà spiritualità arte poesia politica democrazia sostenibilità tecnologia green-energy cold-fusion LENR medicina alternativa cambi di paradigma rivoluzioni scientifiche criptoarcheologia e “tante cose infinite, ancor non nominate”. Siamo uno specchio capovolto della realtà, fuori c’è il patriarcato qui una "società gilanica", fuori c’è ancora la società del petrolio qui dentro siamo pro E-Cat (funzionanti), mobilità elettrica, fotovoltaico, sistemi d'accumulo ecc.

>>>> CERCHI LIBRI SUL BENESSERE DEL CORPO, DELLA MENTE E DELLO SPIRITO?

BACHECA DEL BLOG

22passi è un blog non una rivista on line, pertanto la responsabilità di quanto scritto in post e commenti dovrebbe appartenere solo ai rispettivi autori. In ogni caso (cfr. Sentenza Corte di Cassazione n. 54946 del 27 dicembre 2016), le persone fisiche o giuridiche che si reputassero diffamate da determinati contenuti, possono chiederne la rimozione contattando via email l'amministratore del blog (vd. sezione "Contatti") e indicandone le "coordinate" (per es. link, autore, data e ora della messa on line).

giovedì 18 aprile 2019

Auto elettriche più economiche di quelle a combustione già nel ‘22!

Fattori determinanti sono il calo nei costi di produzione delle batterie per le auto elettriche ma anche i vincoli sulle emissioni per quelle a combustione 

(Rinnovabili.it) – Il prezzo medio delle auto elettriche potrebbe essere più basso rispetto a quelle alimentate a benzina o diesel già a partire dal 2022: la previsione emerge dall’Electric Vehicle Outlook pubblicato da Bloomberg New Energy Finance.
Secondo l’agenzia statistica, il divario nei prezzi di listino tra veicoli elettrici e auto a combustione interna si sta assottigliando sempre più di anno in anno: la variabile che potrebbe cambiare definitivamente il rapporto a vantaggio delle e-car è il costo delle batterie che per diversi anni ha rappresentato circa metà del prezzo finale, ma attualmente si attesta a 1/3 del valore nei veicoli a zero emissioni.
Se le previsioni di Bloomberg New Energy Finance dovessero essere corrette, entro il 2022, le batterie rappresenteranno solo il 25% o persino meno del costo finale di un’auto elettrica portando, insieme all’abbattimento di consti di altre componenti come lo chassis e la stratta sulle emissioni per i veicoli a combustione, al sorpasso in termini di economicità.
Il crollo nei costi di produzione dovrebbe quindi aumentare la domanda di auto elettriche che, a sua volta, spingerà l’industria dei componenti portando a un ulteriore ribasso dei prezzi: secondo Nikolas Soulopoulos, principale autore del report Bloomberg NEF, entro il 2030, i costi di motori, inverter ed elettronica di potenza dovrebbero essere più bassi rispetto agli attuali del 25-30%.
Le stime di Bloomberg NEF sono in linea con altri report pubblicati negli ultimi mesi: già il Council on Clean Trasportation aveva ipotizzato il rovesciamento del rapporto di convenienza tra un auto elettrica e un veicolo a benzina o diesel entro il 2025, mentre in un’analisi di mercato dello scorso gennaio, Deloitte immaginava entro il 2030 almeno 21 milioni di e-car circolanti sulle nostre strade e una spesa per i proprietari di veicoli elettrici pari a quella sostenuta dai possessori di auto a combustione già nel 2021 per il Regno Unito e nel 2022 in tutto il mondo.
http://www.rinnovabili.it/mobilita/bloomberg-auto-elettriche-economiche/

34 : commenti:

GianLupi ha detto...

Non per dare manforte all'articolo, pero' considerando il fattore cina che con i suoi prodotti stile cloni di tesla, uniti all'imminente via della seta marittima, le stime di quel ribasso percentuale sul prezzo di vendita finale le vedrei proprio limtate.

mario massa ha detto...

Come sapete non mi interesso di politica, ma avrei una proposta per l'attuale governo (che mi pare ha qui molti sostenitori e anche iscritti alla piattaforma Rousseau) in tema di pensioni. L'argomento è completamente OT, ma mi piacerebbe sentire la vostra l'opinione. Posso?

Daniele Passerini ha detto...

Vai!
(non sono iscritto a Rousseau)

mario massa ha detto...

Grazie, Daniele.
Mi pare che Silvio lo sia.
Se vi sembra una cretinata non crocifiggetemi. Oppure mi direte che esiste già qualcosa del genere o è allo studio.

Secondo me un difetto dell'attuale sistema pensionistico (prima e dopo "quota 100") è il seguente:
E' un sistema "tutto o niente".
Arrivati a una certa età devi scegliere se continuare a lavorare o smettere e ricevere la pensione.
Che, arrivati a una certa età tu sia obbligato a smettere è ragionevole. La cosa è certamente valida per gli impiegati statali, ma, secondo me, valida anche per il privato almeno per professioni che mettono a rischio la salute altrui (medici, ingegneri, taxisti, conduttori di autobus, ecc.).
Se però vai in pensione a una età alla quale è ragionevole pensare tu sia ancora lucido (e l'introduzione di quota 100 ha aumentato i casi), perchè obbligarti alla scelta tutto o niente? Perchè non concederti la possibilità di passare al lavoro part-time e ricevere una pensione proporzionale (se part-time al 50%, pensione e stipendio al 50%)?
Questa soluzione risolverebbe, a mio avviso, un sacco di problemi.
continua

mario massa ha detto...

1 - permetterebbe a chi è innamorato del proprio lavoro di continuare a farlo ma a ritmo ridotto, avendo così la possibilità di trasmettere al giovane che si suppone lo andrà a sostituire, informazioni, aiuto, collaborazione. (e gli anziani, lo dico per esperienza, hanno spessissimo questo desiderio di trasferire gli insegnamenti pratici che hanno ricevuto da una vita di lavoro).

2 - renderebbe la scelta di andare in pensione meno "ansiosa": per esempio mio fratello che ha lavorato per tutta la vita come commercialista per aziende continuando però a insegnare, ha da pochi anni chiuso la libera professione per dedicarsi solo all'insegnamento che è il lavoro che ama, amore contraccambiato dai suoi studenti (in questo mi ricorda molto Camillo) . Ha rifiutato l'opportunità di quota 100 perchè non avrebbe più potuto insegnare. La differenza tra stipendio e pensione sarebbe stata di soli 100 euro al mese: come dire che oggi il suo lavora gli rende 100 euro al mese! E se volesse passare all'insegnamento part-time (perchè comunque gli anni si fanno sentire e l'insegnamento a tempo pieno è impegnativo), non riceverebbe alcuna pensione per cui vedrebbe il suo introito mensile dimezzato senza alcun guadagno (essendo ormai al massimo, ulteriori anni di lavoro praticamente non aumenterebbero più la pensione, anzi nel suo caso - uno degli ultimi con la possibilità di usufruire del retributivo - probabilmente la vedrebbe ridursi).

3 - si eliminerebbe la depressione tipica di tanti neopensionati che, da un giorno all'altro, devono cambiare completamente la loro vita.

4 - ci sarebbe una maggiore continuità nel servizio: oggi se ne va di colpo una persona con decenni di esperienza e arriva un giovane senza alcuna esperienza che certamente introdurrà novità e dinamismo, ma che quasi certamente incorrerà in errori tipici di chi manca di esperienza lavorativa.

5 - non ci sarebbe alcun aggravio di costi per lo stato, che, anzi, continuerebbe a trovarsi nel proprio organico persone che lavorano praticamente gratis (oggi li manda a casa e da loro gli stessi soldi).
La cosa sarebbe utilissima anche in aziende private: spesso, soprattutto negli uffici tecnici, si ha un vero crollo, seppure temporaneo, nella produttività e nella qualità dei lavori quando viene di colpo a mancare un direttore o un progettista di grande esperienza.

Mi hanno detto, ma non so se sia vero, che a livello privato, in Germania, ci sia già qualcosa di simile.

Silvio Caggia ha detto...

@Mario Massa
Caro Mario, nella scuola è già possibile fare quello che proponi:
https://www.pensionioggi.it/notizie/scuola/scuola-per-i-docenti-il-part-time-e-compatibile-con-la-pensione-anticipata-30987867

Gli altri possono comunque fare questo:
https://www.guidafisco.it/pensioni-part-time-63-anni-contributi-1446

Comunque Rousseau è una piattaforma di democrazia diretta, non di democrazia rappresentativa, quindi devi iscriverti tu e proporre tu la tua legge, non cercare qualcuno che lo faccia per te...
Ora che hai i riferimenti normativi della scuola ti è anche molto semplice, vuoi chiedere l'estensione della legge tal dei tali a tutti i lavoratori...

Vincenzo Bonomo ha detto...

@ Mario Massa
Caro Mario io sono iscritto al M5S e alla piattaforma Rousseau su cui ho postato diverse proposte di leggi innovative (una delle quali è stata accettata) che vengono periodicamente sottoposte al giudizio degli iscritti. Presumo che tu possa tranquillamente iscriverti alla piattaforma senza per questo diventare un sostenitore del MoVimento e postare tutti i progetti che ritieni importanti per lo sviluppo del nostro Paese(è facilissimo), la cosa ti farebbe sicuramente onore senza inficiare le tue originali convinzioni pro Berlusconi.

Daniele Passerini ha detto...

@vincenzo
È facilissimo tranne per chi - come me - ha una carta di identità valida fino al 2022 che riporta ancora la residenza che ho avuto fino al 2013.

Silvio Caggia ha detto...

@Daniele Passerini
Anche io avevo la carta d'identità con un indirizzo precedente... Mi auguro che tu vada in giro con il foglio con la richiesta di residenza nuova per presentarlo alle autorità in caso di controlli... Ecco, devi allegare anche quello!

Vincenzo Bonomo ha detto...

@Daniele
Caro Daniele come dice Silvio devi farti aggiornare il documento per non incorrere in sanzioni, in ogni caso adesso fanno le carte d'identità elettroniche.

mario massa ha detto...

@Silvio
Grazie Silvio, ho girato il link a mio fratello (che è diretto interessato). Temo però che ciò che c'è scritto fosse valido l'anno scorso, ma con l'arrivo di quota 100 non sia più possibile. Comunque aspetto che mio fratello si informi meglio poi ti saprò dire.

@Vincenzo Bonomo
Caro Vincenzo, più volte mi hanno scritto amici e conoscenti proponendomi qualche idea tecnica (io sono un tecnico) per un giudizio e un eventuale aiuto per svilupparla. Io non sono uno che si interessa di politica, quindi se mi viene un'idea in quel campo la giro a chi si trova a suo agio in quel mondo. Se nessuno di quelli che conosco la ritiene interessante non mi metto certo io a proporla in modo "formale" a chi "di dovere". O a chi mi chiede una mano in campo tecnico devo rispondere "ci sono gli uffici brevetti"?

Vincenzo Bonomo ha detto...

Caro Mario non è una questione di "non interessarsi di politica" o di proporre formalmente qualcosa a qualcuno, anche io non mi trovo a mio agio in certi ambienti ma in questo caso basta essere un cittadino consapevole e desideroso di aiutare il proprio Paese.
Conosco perfettamente le tue grandi capacità tecniche per questo ti avevo invitato ad iscriverti alla piattaforma Rousseau, ed eventualmente, postare il frutto della tua pluriennale esperienza ed inventiva in campo industriale in modo semplice e senza formalità.
Per farti comprendere meglio di cosa parlo posto il testo di una proposta di legge che ho inviato tempo addietro e che è stata accettata.

Vincenzo Bonomo ha detto...

Il panorama delle organizzazioni pubbliche in grado di dare impulso all'economia risulta carente, manca infatti una struttura di supporto per il cittadino in possesso di un'idea innovativa da sviluppare e brevettare. Costui è lasciato solo di fronte ai problemi spesso insormontabili per una persona normale per cui si rinuncia a progetti e intuizioni (magari straordinarie) con grave nocumento per l'Italia in termini di posti di lavoro perduti e ricchezza prodotta. Esistono società di consulenza private che dietro compenso assistono gli inventori nell'iter brevettuale ed esistono enti in grado di finanziare un'idea o un progetto per diventare imprenditori, ma non tutti si possono permettere le prime o, nel secondo caso, sono tagliati per fare impresa, anzi, le persone più creative e genialoidi di solito sono timide e schive, caratterialmente l'opposto di quanto occorre per far nascere una nuova azienda.Sicché molte idee e progetti potenzialmente idonei a creare lavoro e sviluppo giacciono inerti nei cassetti perché non esiste una struttura pubblica capace di valorizzarli. Per questo dovremmo istituire L'Agenzia Nazionale per lo Sviluppo ed il Deposito di Nuovi Brevetti, una struttura snella ed autofinanziata con sede in Roma formata da un direttore e da un collegio di giovani laureati in differenti settori della tecnologia e della scienza coadiuvati da uno staff legale adeguato alle esigenze. I cittadini tramite internet potranno sottoporre gratuitamente al giudizio del collegio di esperti le loro idee che, se ritenute valide sotto il profilo tecnico-economico, verranno sviluppate e depositate presso l'Ufficio Brevetti a spese dell'Agenzia che inoltre, le inserirà in una vetrina virtuale sul sito dell'Ente e infine saranno proposte alle aziende interessate. L'Agenzia in sostanza diverrà partner dell'inventore sollevandolo da ogni incombenza ricevendo in cambio il 50% dei diritti di possesso e sfruttamento del brevetto che andranno ad autofinanziare l'Agenzia stessa.

mario massa ha detto...

@Vincenzo Bonomo
" anche io non mi trovo a mio agio in certi ambienti ma in questo caso basta essere un cittadino consapevole e desideroso di aiutare il proprio Paese"

Probabilmente non sono un cittadino consapevole, ma non mi va di iscrivermi a Rousseau per discutere di cose che non conosco sulla base di una mia idea che non so nemmeno se sia applicabile o che magari, come indica Silvio, forse c'è già.

Da tecnico però mi sento di poter giudicare la tua proposta: la trovo interessante, ma a mio parere utopica.
Tu scrivi che basterebbero un direttore e giovani tecnici (+ staff legale).
Purtroppo il giudicare una idea e eventualmente svilupparla fino alla generazione di un brevetto e discutere con l'ufficio brevetti europeo (come sai anche se depositi un semplice brevetto italiano oggi, contrariamente a prima del 2013, lo devi discutere con gli esaminatori dell'Ufficio europeo dei brevetti) non è compito che possa essere effettuato da giovani senza esperienza.
Ho paura quindi che ciò che proponi non darebbe risultati concreti. Oppure devi veramente metterci gente competente, come normalmente c'è in un ufficio brevetti (all'ufficio brevetti di Berna ci lavorava Einstein, appena laureato, ma lui era lui!). Questa gente non l'assumi con contratto a termine e la devi pagare profumatamente. Sarebbe un costo notevole che solo ipoteticamente potrebbe essere ripagato da quel 50% di royalties che potrebbero cominciare a giungere non prima di 3 o 4 anni dall'inizio dell'attività dell'Agenzia.

Ti propongo una variante alla tua proposta: c'è effettivamente un ufficio centrale con giovani tecnici (e, solo successivamente, un ufficio legale) con lo scopo principale di girare le analisi a professionisti affermati che accettino di iscriversi a un apposito registro (occorre curriculum e giuramento di riservatezza). Questi professionisti, se accettano una analisi, fanno da referee gratuitamente e, se ritengono l'idea presentata degna, collaborano con i giovani dell'ufficio di Roma alla stesura del brevetto. Si tratterebbe cioè di volontariato gratuito che sono certo troverebbe molte adesioni per il motivo che avevo scritto in precedenza: moltissimi tecnici (soprattutto anziani) sentono il dovere di aiutare le nuove generazioni e se riescono a farlo ne sono felici.

Se è vero che non sviluppare idee valide è un incredibile perdita di opportunità, è anche vero che investire in idee senza futuro è un costo. E la mia esperienza (in questi anni ho ricevuto molte richieste di analisi di idee, anche da utenti di questo blog) mi dice che, a parte le idee chiaramente bislacche che anche un giovane tecnico dovrebbe essere in grado di bocciare, la maggioranza delle idee non ha speranze per motivi che possono essere individuati solo da tecnici veramente esperti in quel settore.

Vincenzo Bonomo ha detto...

Caro Mario ormai non è possibile fare modifiche alla proposta ma mi preme sottolineare che è implicito il ricorso a competenze esterne qualora il collegio di giovani laureati non riesca a risolvere qualche problema.
Anche nei tribunali il giudice ricorre a ctu per consulenze specialistiche che riguardano specifiche questioni tecniche (come hai fatto anche tu) il motivo per cui non è dettagliato nel testo che ho postato è che il form di Rousseau su cui è stato caricato non consentiva di farlo avendo un numero di caratteri limitato di default.
Avrei citato se avessi potuto l'aneddoto di Einstein (che conoscevo) e il fatto che l'Agenzia, oltre a diventare un formidabile volano di sviluppo economico, diventerebbe essa stessa una fucina di progetti innovativi che nascerebbero dalla creatività di tanti giovani tecnici a contatto con idee estremamente varie cui sarebbero esposti e che stimolano la fantasia.
Per quanto riguarda il costo concordo con te che i primi anni chiuderebbero sicuramente con i conti in rosso ma dopo la musica cambierebbe.

vincenzo da torino ha detto...

@Daniele
Denucia lo smarrimento della carta di identità e la fai nuova. E' male? Sicuro, ma risolvi il problema. Io ho richiesto un nuovo passaporto per smarrimento e poco dopo l'arrivo del nuovo lo ho ritrovato. Ho avuto due telefonate nel mentre che mi chiedevano se lo avevo ritrovato. Ho fatto che distruggere quello vecchio. Ho anch'io spesso il problema della carta di identità di un comune dove non risiedo più da otto anni e che scade nel 2020 ed è dura con la polizia e altrove. Prima c'era la patente con il nuovo indirizzo, ora non più. Mah

mario massa ha detto...

Scusate l'ennesimo OT.

In febbraio avevo scritto qui a Camillo dicendo di avere ricevuto una sua mail (strana). Lui aveva risposto che era impossibile perchè era tantissimo tempo che non mi scriveva. Andando a vedere l'indirizzo vero da cui mi veniva quella mail (che la mia posta associava a Camillo), lessi che veniva da un certo "accounts mindstuft".

Oggi, aprendo un'altra mail sempre recante il nome di Camillo è apparsa una mail vuota con allegata una immagine (.PNG) che mi diceva che alcuni mesi fa un hacker aveva inserito nel mio PC un virus col quale ha spiato il mio comportamento e ha registrato (utilizzando anche la web-cam del monitor, che tra l'altro non ho) mie presunte visite a siti porno. Se non pago 800 dollari entro 48 ore (al bitcoin wallet Address 1NsS8uEQmKs2dwNU5xrh9yV1nNJeaMSk7h), invierà le prove del mio comportamento a tutti gli indirizzi che ho nella posta.

A prescindere dal fatto che io l'abbia fatto o meno (non l'ho fatto in questi mesi, ma certamente mi è capitato di farlo in passato e magari in questi mesi potrebbe essere capitato a mio figlio), immagino che questa cosa starà accadendo a molte persone (ho letto che questa truffa si protrae da almeno un anno) e tra queste certamente ci saranno persone che reagiranno in modo sbagliato.

Mi chiedevo: possibile che si possa avere un indirizzo di Bitcoin wallet senza avere lasciato i propri dati come devi fare in una banca vera? Dal momento che i 5* utilizzano comunemente la rete, non potrebbero fare una legge che imponga delle regole nella creazione di Bitcoin wallets che impediscano truffe come questa?
Non chiedetemi di andare a proporlo su Rousseau perchè non ci vado. Se l'idea vi sembra buona, proponetela voi.

Alessandro Pagnini ha detto...

Quella mail è arrivata ad un mio amico e pure a me. Egli era particolarmente preoccupato, io per niente, non perché sono casto e puro,ma perché non vado su siti pornografici, né mi masturbo davanti al pc. Faccio altre cose e sono iscritto a comunità erotiche a tema, tanto per chiarire che non sono una educanda e che non mi sogno neppure di fare il moralista. Però sapevo che la minaccia era inconsistente e che quindi era una sorta di pesca a strascico. Il mio amico, invece, si rivolse alla polizia postale, che comunque gli confermò che non avrebbe dovuto preoccuparsi. Nessuno di noi due ha pagato e alle minacce non ha fatto seguito alcunché. Nel caso altri fossero raggiunti da quel tipo di comunicazione, sappiano che si tratta solo di vuote minacce. Non pagate!

sono solo un misero test ha detto...

@mm

della mail te ne ne puoi altamente fregare: le sparano a macchina a chiunque di cui riescano a recuperare in qualche modo l'indirizzo (se in passato hai ricevuto una mail "fake" a nome di camillo, allora la cosa più probabile è che il virus/trojan l'abbia contratto all'epoca il pc di camillo, da cui è stata estratta la rubrica degli indirizzi). Tu non rispondere e non clickare su alcun link/allegato, caccia via la mail, eliminandola definitivamente, non mettendola solo nel cestino, e sei a posto. Al massimo possono avere usato la tecnica del white-pixel per sapere se hai letto la mail e quindi sapere se l'indirizzo usato è valido: se il PNG non è "embedded" nel testo della mail, ma è in realtà un'immagine remota (http://......png), allora l'accesso a quell'immagine ha rivelato al mittente che tu hai letto la mail e che l'indirizzo utilizzato è valido. E' un'informazione che ha un qualche valore economico per gli hacker, ma non corri altri pericoli. Se avessero davvero avuto accesso ai tuoi dati saresti stato vittima di un "ransom", ossia ti avrebbero criptato tutti i dati del PC e fornito la chiave di decrittazione solo dietro pagamento di un riscatto (sempre in bitcoin).

Bitcoin:

a) esiste già una normativa europea AML (anti-money-laundering) e KYC (know-your-customer) che contiene quello che chiedi e che ha mandato nel panico tutti gli operatori finanziari del continente
b) il legislatore italiano l'ha recepita anche in modo abbastanza restrittivo
c) peccato che a 2 metri da noi ci siano gli amici, fratelli, maltesi, che su questa roba hanno legittimamente deciso un po' di marciarci, e la loro normativa è decisamente più lasca della nostra (l'ultima edizione del "Summit" sembrava un livello di GTA per quanti personaggi loschi accompagnati da macchine di lusso e belle fanciulle erano presenti)
d) peccato che indipendentemente dai maltesi, un conto bitcoin lo puoi aprire da qualsiasi angolo della siberia, dell'ucraina e del pakistan, posti dove convergono 3 fenomeni apparentemente disgiunti:
d1) un sistema educativo di primissimo ordine, soprattutto nelle materie scientifiche. che poi molti non lo vogliano usare perchè tanto sanno che alla fine dovranno fare i camionisti è un altro discorso: il genietto viene fuori comunque
d2) un certo grado di, se non proprio miseria, comunque povertà diffusa e difficoltà infrastrutturali, che come si sa aguzzano l'ingegno (non per niente certi strumenti finanziari hanno avuto un grande sviluppo da quelle parti: prova a farti arrivare un bonifico in tempi e commissioni decenti)
d3) mancanza di accordi internazionali che difendano, non solo la proprietà, ma anche gli standard di sicurezza sul lavoro, i diritti civili, la previdenza... non si può volere la globalizzazione selvaggia solo quando conviene :-)

Silvio Caggia ha detto...

@Mario Massa
Forse ti è sfuggito che i principali utilizzatori delle criptovalute sono proprio le mafie internazionali... 😀
Il requisito principale delle criptovalute è l'anonimato e la non tracciabilità...
Personalmente sono infatti contrario ad ogni forma di criptovaluta, ma non chiedermi di proporre una legge per proporre di renderle illegali perché è come rendere illegali le droghe...
A differenza dei miei amici M5S ho molte perplessità anche sul blockchain in generale, ma è una mia deformazione professionale da ex informatico...

mario massa ha detto...

@Silvio
"ma non chiedermi di proporre una legge per proporre di renderle illegali perché è come rendere illegali le droghe..."

Ma le droghe (almeno quelle pesanti) non sono illegali ovunque? Qui si tratta del fatto che chiunque può aprire in maniera perfettamente legale l'equivalente di un conto corrente (di cui tra l'altro chiunque, con l'apposito sito di cui non ricordo il nome, può vedere tutti i movimenti) senza che nessuno sappia chi ne sia il proprietario. A quel punto chiunque può estorcere denaro a chicchessia o farsi pagare per qualunque cosa (compreso droga, prostituzione e protezione), tutto alla luce del sole senza che nessuno possa farci niente. A me sembra folle.

Silvio Caggia ha detto...

@Mario Massa
A me sembra ancora più folle che nelle criptovalute tu ti possa creare da solo del denaro facendo mining, ovvero consumando CPU e quindi corrente elettrica e quindi producendo CO2...
In pratica tutto il Bitcoin circolante è frutto ed indice di inquinamento...
Per fortuna non hanno un corso legale, ovvero esiste ed ha valore per chi ci crede... Nessuno mi può obbligare ad accettare bitcoin come valuta, né puo obbligarmi a pagare in Bitcoin a meno che sia un delinquente...

luca ha detto...

Bitcoin è la risposta (anche alla crisi finanziaria del 2008) contro la gestione mafiosa del denaro fatta dalle banche centrali e il loro "im"prenditori amici.
Per aprire un "conto" bitcoin è necessario solo scaricare un wallet (programma per computer o applicazione cellulare). Se però vuoi scambiarlo con moneta fiat (quella a corso legale) devi aprire un account su un exchanges e ti chiedono KYC ecc..A meno che non ti metti d'accordo con qualcuno e lo scambi bitcoin x contanti (tipo euro o dollari).
Potenzialmente tutte le popolazioni che vengono escluse dal sistema bancario possono avere a disposizione una moneta elettronica per scambiarsi beni e servizi senza chiedere il permesso alle banche e i vari governi comunisti, fascisti, nazisti, democratici che di fatto escludono miliardi di persone dal poter partecipare al mercato globale.
Il discorso del mining e CO2 si riferisce all'algoritmo di Proof of Work (prova del lavoro) che viene usato dal protocollo bitcoin come meccanismo per accordare tutti i peer (le varie persone con account bitcoin) sui saldi delle varie transazioni bitcoin e che richiede molta energia elettrica. Questo perchè non esiste un server centrale che lo fa ma il servizio è decentralizzato cosi è molto difficile attaccare tanti singoli piuttosto che un entità centrale. E' un discorso legato alla sicurezza.

Daniele Passerini ha detto...

@Silvio
@Vincenzo
Facciamo chiarezza, al variare della residenza è OBBLIGATORIO aggiornare la carta di circolazione dell'automobile, cosa che OVVIAMENTE ho fatto immediatamente dopo avere avuto la nuova residenza.
Non c'è invece alcuna norma che richieda di aggiornare la carta d'identità se all'interno dello stesso Comune cambio indirizzo. Verificate pure.
Mi rifiuto di fingere uno smarrimento e spendere soldi per farmi rilasciare una nuova carta di identità visto che quella di cui sono in possesso è legalmente valida. Sbaglia il M5S a pretendere l'allineamento del dato di residenza autodichiarato al dato presente sulla carta di identità. Mi iscriverò a Rousseau quando il M5S cambierà prenderà atto di questo suo arbitrio o quando mi scadrà il documento: non c'è altro da aggiungere.

Daniele Passerini ha detto...

P.S. Carta di circolazione e patente, solo queste sono da aggiornare (e infatti l'ho fatto subito).

CLaudio Rossi ha detto...

@Luca
Sono favorevole alle monete alternative perchè eludono i signoraggi e le forzature di chi impone quelle a corso legale (che poi sono carta straccia come le altre mentre gli emittenti ci guadagnano). Non mi è chiaro però perchè per le c.d. criptovalute "blockchain" sia indispensabile questa procedura di "mining" così energivora e come mai non possa esistere un'alternativa più ragionevole.

Silvio Caggia ha detto...

@Daniele Passerini
Chi ti ha detto che devi aggiornare la carta di identità? Devi portarti sempre dietro il foglio del cambio di indirizzo o residenza e presentarlo insieme alla carta di identità ogni qualvolta ti viene chiesta la carta di identità per attestare il tuo indirizzo... E devi quindi mostrarlo anche a Rousseau.

Silvio Caggia ha detto...

@Claudio Rossi
La blockchain è un meccanismo democratico per cui in caso di divergenze sul contenuto di un blocco vince la maggioranza dei nodi...
Ma nel mondo informatico ci vuole niente a clonarsi una infinità di sessioni ed avere quindi una maggioranza fasulla, allora viene stabilito che devi dimostrare di avere una CPU tua attraverso una prova di lavoro, insomma devi lavorare per contare...
Ci sono alternative a questo?
C'è in effetti una blockchain in cui al posto della prova di lavoro usano un algoritmo diverso: chi ha più soldi è più attendibile... Infatti secondo la teoria dei giochi avrebbe più da rimetterci a cercare di falsificare i blocchi... Ma... Un momento... Non dovevamo liberarci delle banche? 😀
Niente, non C'è ancora un'idea furba...

CLaudio Rossi ha detto...

@Silvio Caggia
"...dimostrare di avere una CPU tua attraverso una prova di lavoro...
Grazie Silvio, ma è proprio qui l'inghippo: possibile che "nel mondo informatico" non si possa dimostrare l'esistenza di una propria CPU senza consumare migliaia di kwh?

Silvio Caggia ha detto...

@Claudio Rossi
Non senza accettare una authority centrale che assegna identificativi di CPU, ip address, identità digitali e compagnia cantando... Se vuoi un sistema completamente decentralizzato l'unica evidenza trovata finora per dimostrare che esisti e sei reale è lavorare...
E se devi fare affidamento ad una authority centrale ricadi nel concetto di banca...
Se riesci ad uscirne ti fanno un monumento...

Silvio Caggia ha detto...

@Claudio Rossi
Comunque prova a googlare hashgraph tangle e hyperledger... qualcosa si sta muovendo per cercare di trovare una soluzione... Ma non sono esperto di distributed ledger, anche se l'argomento mi ha sempre affascinato.

Ravedoni Carl ha detto...

A proposito di monete, intervengo per portare avanti l'idea di un certo Bernard Dugas.
Riporto qui il link della spiegazione. Purtroppo in francese:
https://martouf.ch/2016/12/systeme-monetaire-equilibre/
Praticamente l'autore, promuove l'idea di avere sette miliardi di banche. Ognuno la sua.
L'idea mi piace molto. Niente di centralizzato, ma una contabilità personale, verificabile unicamente in caso di transazione, dalle due parti.

luca ha detto...

Come per la precedente prova di 1 anno l ecat funziona solo so c'è Rossi vicino che risolve costantemente i problemi.
Speriamo che col nuovo ecat-sk le cose vadano meglio perchè per adesso si ripresentano i vecchi problemi.
L'ecat non sembra essere ancora affidabile.


Frank Acland
May 13, 2019 at 3:33 PM
Dear Andrea,

How is the performance of the industrial E-Cat SK these days, in comparison to when you started its operation?

Kind regards,

Frank Acland

Andrea Rossi
May 13, 2019 at 5:14 PM
Frank Acland:
The performance is the same as at the start, but we have many problems that emerge now and again. Our constant attention is necessary. We are in a pioneeering phase.
Warm Regards,
A.R.

sono solo un misero test ha detto...

L'ecat non sembra essere ancora affidabile.

già. magari!

ogni giorno repubblica.it consuma la metà della parte bassa della propria homepage frantumandoci i zebedei con nuove mirabolanti notizie provenienti dall'universo della scienza

- la nuova dieta a palline verdi (un campione di 650 persone... se i risultati saranno confermati...)
- la batteria a polenta taragna (durante la conferenza stampa dell'annuncio hanno riferito che entro 5 anni potremmo...)
- il microprocessore quanto-dadaista che indovina il vincitore del campionato di calcio dell'anno scorso, ma lo fa molto veloce. sono stati investiti 200 milioni per ...
- no, scusate, la dieta a punti del conad è promettentissima (un campione di 43 topi e un par de scimmie... se i risultati di laboratorio saranno confermati allora diventeremo tutti belli e sani come alvaro vitali)
- il nuovo pannello solare che funziona anche il 21 dicembre alle svalbard, non costa niente anzi ci danno dei soldi per montarlo e ci regalano una settimana di vacanze a cormano, bevande escluse (l'unica cosa che ti potrebbe salvare da una vacanza a cormano). occorre solo attendere che...
- ...

pensa che notiziona sarebbe:

- florida: un emigrato italiano risolve i problemi di approvigionamento energetico e di inquinamento atmosferico dell'umanità. ci sono ancora continui problemi ingegneristici di messa a punto del prodotto finale, ma il fenomeno c'è, e anche qualcosa di più.

questa notizia, buttata li' tra la paccottiglia di cui sopra, azzererebbe all'istante il valore degli asset di un buon quinto delle aziende quotate in borsa, per un valore complessivo di circa il 40% del mercato finanziario, tirandosi dietro tutto il resto.

per fortuna di repubblica.it il problema per il momento è un altro. quindi, se proprio ci preme svilire quello che potrebbe essere un miracolo, è meglio usare altre strategie. ad esempio non riportare la notizia sul giornale, volare basso e starsene muti e zitti.

Posta un commento

N.B.PER LASCIARE COMMENTI È NECESSARIO REGISTRARSI CON LA PROPRIA GMAIL
22passi è un blog non una rivista on line, pertanto la responsabilità di quanto scritto in post e commenti dovrebbe appartenere solo ai rispettivi autori. In ogni caso (cfr. Sentenza Corte di Cassazione n. 54946 del 27 dicembre 2016), le persone fisiche o giuridiche che si reputassero diffamate da determinati contenuti, possono chiederne la rimozione contattando via email l'amministratore del blog (vd. sezione "Contatti") e indicandone le "coordinate" (per es. link, autore, data e ora della messa on line).

Related Posts with Thumbnails