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venerdì 26 maggio 2017

Dieci centesimi di burocrazia...

5 : commenti
Post di Daniele Passerini

Ahinoi, la nota che segue è autentica. 

Dieci centesimi di euro sono probabilmente costati al popolo italiano, tra ore di lavoro del sottoscritto e del Ministero referente, almeno un migliaio di euro. E già questo è kafkiano. Ma ancora più avvilente è che sia in gioco un finanziamento indispensabile a permettere ai nostri uffici di dare gambe e contenuti a una pubblicizzatissima misura nazionale, avviata dal Governo come si potrebbe varare una nave con parti di scafo ancora incompiute sotto la linea d'immersione! A distanza di 5 mesi dalla presentazione, il nostro progetto è ancora in commissione a causa di ben 4 richieste di integrazione documentale... sulla cui "vitale importanza" giudicherà il lettore.

Mal comune mezzo gaudio. Oggi, la collega di un altro Ente capofila, che il 23 dicembre scorso inviò il progetto al Ministero contemporaneamente a me, mi ha spiegato che il loro progetto - non avendo ricevuto richieste d'integrazione - è stato approvato "soltanto" 80 giorni dopo, il 12 marzo... poi sono trascorsi altri 38 giorni (20 aprile) prima che il Ministero inviasse un centinaio di pagine di convenzione dove inserire i dati del Sindaco firmatario. Il 24 aprile la collega ha rinviato al mittente (si parla sempre di pec, non di raccomandate) la convenzione completa e, adesso, sta ancora aspettando (nel frattempo son passati altri 30 giorni!) di sapere dal Ministero quando si potrà firmare la convenzione e avere certezza del finanziamento. E son volati via 5 mesi...

Nel caso del mio Comune, spero che il tempo perso per le "gravi problematiche" segnalateci 4 volte dal Ministero, possa almeno essere recuperato nella fase di convenzionamento. In realtà, ho la precisa e spiacevole sensazione che il Governo abbia lanciato questa misura (a voi indovinare quale), senza essersi reso conto di non avere strutture e personale sufficienti alla gestione, né a livello centrale (Roma), né a livello locale.

Per cogliere tutti i passaggi, serve molta attenzione e... il finale è a sorpresa!

***

Xxxxx, 23 maggio 2017
Prot. assegnato via pec

                                                                 MINISTERO XXX XXXXXX

                                                                 X XXXXX XXXXXXXXX XXXXXXX
                                                                 Direzione Generale
                                                                 xxx x’xxxxxxxxxx x xx xxxxxxxxx xxxxxxx

                                                                 xxxxxxxxxxxx.xxxx@pec.xxxxxx.gov.it



OGGETTO: Avviso pubblico x. x/xxxx XXX Xxxxxxxxxx
                       – XXX_xx – riscontro Vs. pec del 22/05/2017



Gentile Segreteria XXX Xxxxxxxxxx,

ieri ci avete segnalato via pec la presenza
di “un'incongruenza tra l'importo […] indicato nella Scheda 1 […] Euro 423.519,70 e l'importo totale ricavato dalla somma delle tre Schede 2 […] Euro 423.519,90” e che “i due totali devono corrispondere, anche in termini di centesimi ed essere identici alla cifra da Voi richiesta nel Modello A (Euro 423.519,90)”.
Prima di risponderVi, ci si consenta, per completezza documentale, un doveroso riepilogo delle integrazioni relative alla nostra domanda di ammissione all'Avviso x/xxxx (inviata via pec il 23/12/2016).

1. Il 24/02/2017 ci avete comunicato che il Modello A indicava “un importo che non corrisponde [Euro 423.520,00], seppur di pochi centesimi, al totale degli importi indicati” nelle 3 Schede 2 [Euro 423.519,90]”.
En passant, l'incongruenza di 0,10€ da Voi rilevata era dovuta all'impossibilità di ottenere – utilizzando, come unità di calcolo, ore e giorni interi e costi orari al centesimo – una somma esattamente pari “al centesimo” a quella concessa: 423.519,90€ era la spesa complessiva ottenibile più vicina agli 423.520,00€ concessi.
Il giorno stesso Vi abbiamo inviato via pec un nuovo Modello A in cui correggevamo in 423.519,90€ l'importo totale precedentemente richiesto, in modo che, sottratti 0,10€, corrispondesse perfettamente a quello indicato nella Scheda 1 e alla somma degli importi totali delle tre Schede 2.

2. Il 06/04/2017 ci avete fatto presente “la necessità di maggiori chiarimenti in merito all'Azione C.2.a alla quale è destinata una consistente voce di budget, pari a Euro 56.953,50 per la creazione di partnership, non sufficientemente descritta né motivata”, chiedendoci di “fornire chiarimenti e valutare la corretta attribuzione delle risorse alla voce C.2 […] destinate alla contrattualizzazione di una figura con compiti propri di coordinamento e rafforzamento dei servizi”.
En passant, il Modello A descriveva i compiti di tale figura al punto 3 “Progettazione interventi”, dove – nello spazio di “2000 caratteri, spazi inclusi” – andavano indicati tutti gli interventi da finanziare con l'Avviso x/xxxx. Comprensibilmente, l'esiguo spazio consentito non permise descrizioni dettagliate in fase di redazione e presentazione del progetto; ciò non ci aveva preoccupato, poiché confidavamo che il membro della Regione Xxxxxx, presente in Commissione, Vi avrebbe agevolmente illustrato l'ultra-decennale esperienza nella nostra Regione della figura del “Xxxxxxxxx Xxxxxxx”, sulla quale avevamo modellato l'Azione C.2.a.
Il 14/04/2017, preso atto – dopo una telefonata con un Vostro funzionario – che avevamo confidato male, Vi abbiamo inviato una “rimodulazione della proposta di intervento con rafforzamento dell'Azione A [introducendo la figura di un educatore professionale] e l'eliminazione dell'Azione C”, pur garantendo la realizzazione dell'Azione C al di fuori del XXX Xxxxxxxxxx con risorse proprie dei Comuni. Ciò ha comportato la presentazione di:
  • un nuovo Modello B;
  • una nuova Scheda 1(*);
  • tre nuove Schede 2.
3. Il 26/04/2017 abbiamo trovato in segreteria telefonica un messaggio della Dott.ssa Xxxxxxxx Xxxxxxxx che chiedeva la correzione di un refuso trovato nella Scheda 1(*).
Dopo avere parlato al telefono con la Dott.ssa Xxxxxxxx, il giorno stesso Vi abbiamo inviato via pec un'ulteriore Scheda 1(**) dove veniva corretto in 63.340,20€ (+0,20€) l'importo errato precedentemente inserito (63.320,00€).

4. Veniamo infine alla vostra ultima richiesta di integrazione. Stamattina, un controllo al telefono con la Dott.ssa Xxxxxxxx ha permesso di appurare che la Vostra segnalazione di incongruenza di ieri NON riguarda la corretta Scheda 1(**) inviata il 26/04/2016, bensì l'errata Scheda 1(*) inviata il 06/04/2017.

In conclusione, con la presente si dà atto che la richiesta d'integrazione del 22/04/2017 decade, in quanto la Scheda 1(**) con il “costo totale dell'azione” pari a 423.519,90€ (vd. cella H13) è già ai Vostri atti.

Si riallega la nostra pec del 26/04/2017.

Cordiali saluti.
PER L'UFFICIO XX XXXXX X.X.X
Dr. Xxxxxxx Xxxxxxxxx

VISTO
IL RESPONSABILE DELL'UFFICIO
Dr.ssa Xxxxxx Xxxxx

giovedì 25 maggio 2017

Torino non vuole uno zoo

4 : commenti


Post di Rosalba Nattero


COMUNICATO STAMPA

NO A UN NUOVO ZOO A TORINO

Le associazioni animaliste e ambientaliste ENPA, LAC, LAV, LEAL, LEGAMBIENTE, LIDA, OIPA, PRO NATURA TORINO, SOS GAIA hanno organizzato per sabato 27 maggio una Manifestazione Nazionale per protestare contro la riapertura dello zoo di Torino.

30 anni fa chiudeva lo zoo di Torino dopo le migliaia di proteste dei cittadini che assistevano allo spettacolo indegno e quotidiano di animali in gabbia, stressati e depressi, proprio nel cuore della città e quindi in mezzo al traffico cittadino.
Ora, trent’anni dopo, se il progetto andrà avanti, la città farà un salto involutivo di decenni perdendo quella caratteristica di città sensibile agli animali che aveva acquisito in questi ultimi anni.

Il piano del Comune prevede la svendita del parco a Zoom per un periodo di ben trent’anni (rinnovabili poi per ulteriori venti).
Il sito prescelto è ancora quello del Parco Michelotti, un’area di grande pregio naturalistico situata sulle sponde del Po nel pieno centro della città, che da trent’anni attende di essere riaperta ai cittadini, e che rischia invece di essere privatizzata. Il parco è affiancato da un corso cittadino a grande scorrimento il cui traffico aumenterebbe notevolmente con gravi disagi per i residenti. Le strutture del nuovo zoo, sottrarrebbero per sempre un bene pubblico ai cittadini.

Le amministrazioni comunali sono cambiate, ma la situazione non muta: l’amministrazione attuale, nonostante nel suo programma si mostri sensibile al benessere degli animali, su questo caso sembra rappresentrare una continuità con quella precedente, non facendo nulla per evitare un nuovo lager per gli animali.

Osserviamo con rammarico come la nuova amministrazione comunale si sia schierata a favore del nuovo zoo, sotto la minaccia di fantomatiche multe plurimilionarie, che appaiono del tutto inverosimili da un punto di vista legale.
Pertanto non possiamo fare a meno di notare l’assenza della reale volontà politica di contrastare il progetto figlio dell’amministrazione precedente, in netto contrasto con il programma elettorale.

Le associazioni animaliste e ambientaliste, insieme a tutti coloro che amano e rispettano gli animali, non si fermeranno nel protestare contro il progetto.
A questo proposito, il 27 maggio a Torino avrà luogo una grande manifestazione nazionale contro la riapertura dello zoo, organizzata dalle maggiori sigle dell’animalismo nazionale.
Ritrovo ore 14 a Porta Susa (Piazza XVIII Dicembre), corteo ore 15 da Porta Susa a Parco Michelotti.

Per:
ENPA, LAC, LAV, LEAL, LEGAMBIENTE, LIDA, OIPA, PRO NATURA TORINO, SOS GAIA

Rosalba Nattero
Tel: 338 7196 000
nattero@inrete.it

 
Comitato promotore: c/o SOS Gaia - Piazza Statuto, 15 - Torino - Telefono 011 530846

lunedì 22 maggio 2017

Vaccini: la caccia alle streghe è in atto.

67 : commenti

Oggi pomeriggio mi sono imbattuto su fb in un post toccante e - in tutti i sensi - condivisibile.
Sui vaccini. Dr. Michela De Mattio - medico internista

QUANDO CI SI VENDE, POI ARRIVA IL CONTO DA PAGARE-VACCINI E ALTRI CAPRI ESPIATORI DI UN SISTEMA DI POTERE

Scritto il 21 maggio 2017

Non sono mai stata contro i vaccini o le vaccinazioni, sono a favore della Salute, della Prevenzione e del Buon Senso.
Considerare Salute o Prevenzione un decreto legge che comporta l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola, portandole da 4 a 12 è un atto di follia pura. Tuttavia era da aspettarselo, o almeno io in quanto medico me lo aspettavo.
Il decreto legge peraltro, qualora non rispettato, comporterebbe la sospensione della patria potestà. Il decreto prevede infatti che il genitore inottemperante venga segnalato dall’ASL al Tribunale, laddove richiami e e fino a 7.500 euro non bastassero.

Ora a me scappa da ridere. Mi scappa sempre da ridere quando mi trovo a disagio.
Qui, va detto, sono nell’imbarazzo più totale.
Per come funziono, però, sono abituata a chiedermi il perché delle cose, ovvero qual è lo scopo per il quale alcune cose accadono.
Ad esempio, mi piacerebbe tanto che i medici parlassero, che ogni medico parlasse in scienza e coscienza per una volta. Perché alla fine è solo di questo che si tratta: di parlare delle nostre competenze acquisite e poi sperimentate sul campo per anni e anni.
Per quale scopo non parliamo?
Per ignoranza? Imperizia? Per paura?
Certo il dr. Gava è stato radiato. Che bel capro espiatorio eh
Si stringe il culo a molti, troppi medici. Perdonate il francesismo.
Attualmente, secondo L’ Ansa, in tutta Italia sarebbero una decina, al momento, i procedimenti disciplinari noti aperti a carico di medici che sosterrebbero posizioni antiscientifiche.
Maurizio Scassola, peraltro ha messo in guardia la categoria con il ditino alzato affermando: “ormai sono le dilaganti posizioni anti-scienza: stiamo vivendo un periodo molto pericoloso”.
Dico qualcosa come medico, quale sono:
Le vaccinazioni sono un atto medico, non un atto farmaceutico, non politico, non aziendale, non politico sanitario.
Le vaccinazioni vanno somministrate in tempi e modalità seriamente ponderate, e che non possono essere valutate se non ad personam.
Questo perché i bambini, come ogni medico sa bene anche quando sceglie di non dirlo, spesso hanno un sistema immunitario debole, e se non francamente portatori di una patologia, spesso sono portatori di disfunzioni strettamente correlate al sistema immunitario. Ciò può creare quello che scientificamente viene definito uno squilibrio vaccino-indotto che sarà tanto più grave quando più debole è la risposta immunitaria del bambino in quel momento.
Questo vale anche per gli adulti, ma nemmeno di questo si parla: considerate che negli ultimi anni sono usciti studi su riviste scientifiche di alta rilevanza che riportano dati validati di come eventi anche solo emotivi modifichino la risposta immunitaria: è stato dimostrato che una diagnosi comunicata male comporta la caduta del 50% della risposta immunitaria dei linfociti T CD4+ in quanto esito post-traumatico. (I linfociti T helper (T4) vengono denominati linfociti CD+3/CD4+ perché oltre a esprimere l’antigene CD3, possiedono l’antigene CD4 che conferisce ai linfociti la proprietà di stimolare o aiutare (helper) in linfociti B a produrre anticorpi).
C’è un’altra cosa: noi medici non sappiamo assolutamente nulla sui nuovi vaccini dato che riceviamo “informazioni scientifiche” solo dagli informatori farmaceutici pagati dall’industria farmaceutica o tramite convegni e seminari organizzati da queste ultima. Tuttavia sappiamo perfettamente come funziona il sistema immunitario, cosa lo fortifica, cosa lo deprime e tanto dovrebbe bastare per mettersi una mano sulla coscienza.
Un comportamento medico basato su scienza e coscienza, un comportamento scientifico deve prendere in considerazione questi fattori che sono solo alcuni dei fattori importanti.
Perché non accade? Qual è lo scopo per cui tutti parlano di vaccini e si scannano sul web e i medici tacciono ovunque e comunque?
Se facciamo un passo indietro tutto è comprensibile:
Se ti vendi allo Stato, alle sue nuove Politiche e alle sue Istituzioni Aziendali Sanitarie, poi ti viene presentato il conto.
Il recente disegno di legge in materia di responsabilità professionalità medica ha illuso i medici che questa legge avrebbe salvato loro il culo e molti hanno festeggiato non svolgendo nemmeno un secondo lo sguardo a chi ci hanno rimesso davvero: i pazienti, i loro pazienti, quelli che abitano posizioni deboli.
Non si sono però resi conto, i medici, che questo disegno di legge ha salvato il culo solo alle Aziende Sanitarie creando una “normativa speciale” per la categoria che ha tolto il paziente dalla centralità del lavoro del medico e al medico il diritto di esercitare in libertà la sua professione.
La motivazione ufficiale di questa “normativa speciale” è stata quella del contrasto alla cosiddetta “medicina difensiva”, il fenomeno per il quale i medici, ormai, sotto la presunta pressione minacciosa di un contenzioso giudiziario crescente, sarebbero stati indotti, con sempre maggiore frequenza, più a badare all’illibatezza del loro certificato dei carichi pendenti che alla reale cura dei pazienti. A tal fine, obtorto collo, avrebbero disposto accertamenti e somministrato prestazioni di dubbia utilità agli effettivi fini terapeutici del paziente, pur di non esser tacciabili in alcun modo di negligenza o, soprattutto, imperizia.
Ma, noi del mestiere, lo sappiamo benissimo quanto sia una cazzata tutta questa storia.
Credo sia difficile per chiunque, anche per chi medico non è, sfuggire alla sensazione di trovarsi in presenza della coda della nobile onda lunga della legislazione di privilegio “ad qualcosa” in questo caso “AD PERSONAM, AD AZIENDAM” che ha segnato indelebilmente, “impreziosendolo”, l’ordinamento giuridico italiano nel ventennio berlusconiano; essendo a sua volta – quella legislazione – espressione di una connaturata tendenza delle classi dirigenti autoctone all’esenzione dal diritto comune, alla normativa di favore, all’insofferenza al controllo di legalità.
In questo caso, si tratta di una legislazione “ad professionem”, quella medica, che riesuma nella sostanza, antiche visioni afferenti al cosiddetto “paternalismo medico” e, soprattutto, prassi giurisprudenziali di favore verso gli epigoni di Ippocrate invalse in un’epoca in cui, ancora, il principio di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, affermato dall’art. 3 della Carta, non era considerato particolarmente vincolante, per così dire, da larghi settori del mondo giudiziario, anche di livello apicale.
La categoria medica si è venduta alle politiche economiche aziendali e ha venduto così l’atto della cura, della prevenzione, della Salute e ha ricevuto per così dire una sorta di protezione da queste nuove politiche sanitarie.
Ora queste stesse politiche pretendono che i medici ripaghino il favore fatto con la sudditanza, con la perdita della libertà di pensiero e di azione. La categoria dei medici oggi è una categoria di maggiordomi dentro la quale per fortuna ci sono delle persone che ancora sono capaci di un pensiero critico e autonomo.
Io non credo nella ribellione, non credo serva andare contro. In fondo i medici, come categoria, hanno una grande responsabilità in tutta questa situazione, l’hanno co-creata consapevolmente. Sono co-creatori di un Sistema Sanitario fallace, manipolatorio e ipocrita.
Se ci si vende, poi è untile lamentarsi.
E’ chiaro che questo non vale per tutti, sto parlando di categoria (dentro la categorie esistono le persone e le persone fanno la differenza)
Io, personalmente credo nella DISUBBIDIENZA, nel andare verso …
Verso cosa?
Verso la propria strada, verso ciò in cui ogni persona-medico crede, verso il paziente, verso l’essere umano lasciando andare paure,desideri di potere con tutti i suoi eventuali abusi.
In più credo ancora nella Magistratura che è perfettamente consapevole dell’Articolo 3 della Costituzione e dell’Articolo 32:
  • Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [cfr. XIV] e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso [cfr. artt. 29 c. 2, 37 c. 1, 48 c. 1, 51 c. 1], di razza, di lingua [cfr. art. 6], di religione [cfr. artt. 8, 19], di opinioni politiche [cfr. art. 22], di condizioni personali e sociali.
  • La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Dr. Michela De Mattio
Medico Specialista in Medicina Interna.
Poche ore dopo la pubblicazione la sua stessa autrice ha preferito rimuoverlo... immagino molto bene a quale tipo di pressioni sia stata sottoposta nel frattempo.
Ho cancellato dal Blog il mio articolo in modo consapevole dopo averci riflettuto molto. Ciò che penso lo avete letto e tanto basta. Grazie a coloro che hanno compreso il senso della riflessione che non era contro nessuno ma a favore della libertà di scegliere di ogni essere umano. La libertà ci viene tolta solo quando lo permettiamo. In questo, in ogni evento c'è una corresponsabilità. Non potrebbe esserci un carnefice senza che ci sia qualcuno disposto a essere consapevolmente o inconsapevolmente vittima e questo era il senso dell'intera analisi, in ogni suo passo. Personalmente penso che ognuno per sé potrebbe iniziare a prendersi le responsabilità delle sue azioni e dei suoi pensieri per iniziare a cambiare ciò che non gli piace. Penso ogni cosa che ho scritto. Io non detengo alcuna verità, io ho espresso un pensiero basato su studio continuo ed esperienza tuttavia non ho voglia di discutere, configgere, ricevere insulti gratuiti da persone sconosciute senza che ci sia spazio per un confronto costruttivo. Questo probabilmente non è il luogo per niente di tutto questo.
Cosa fare? Ci ho riflettuto: ritengo che la cosa più giusta per tutti sia dare visibilità alle riflessioni così lucidamente esposte - in coscienza e scienza - da un medico. Se poi l'autrice mi chiederà di rimuovere questo mio post, eseguirò la richiesta.

La caccia alle streghe è in atto... e la degnissima testimonianza della Dott.ssa De Mattio ne è stata vittima. Ogni ulteriore commento è superfluo.

Dalla parte del "Movimento Nazionale Libera Scelta Vaccinale"

31 : commenti
Post di Daniele Passerini

Ci voleva l'inaudito decreto della Lorenzin per dare finalmente visibilità alle ragioni di chi dice: vaccini sì ma cun grano salis, non indiscriminatamente, non sempre e comunque, non a tutti, ma solo previo esame pre-vaccinale.

È bene ribadire per la milionesima volta che NON esiste alcun fronte antivaccinista che neghi tout court l'utilità, sia storica sia contemporanea, dei vaccini e si opponga a loro per principio, così come non esiste alcuna teoria gender messa in atto per destrutturare i ruoli maschili e femminili al fine di trasformali in un indistinto ruolo gender. Ma come i cattolici ultras si sono inventati di sana pianta la teoria gender, con pari retorica ideologica e pari mistificazione la propaganda governativa si è inventata di sana pianta un fronte antivax, onde dipingerlo come antiscientifico e retrogrado... e appiccicarci sopra la bandierina del M5S.

E già, sembra proprio che gli spin doctor del PD abbiano identificato nei vaccini un tema che poteva essere usato a fini politico-elettorali, per far passare il Governo come difensore della scienza e il M5S come minaccia del medio-evo al potere.

Ma stavolta hanno fatto molto male i loro conti.

La petizione in favore del Dott. Gava, che era impantanata da settimane, da ieri ha ripreso a veleggiare verso il traguardo delle 10.000 firme.

Il gruppo fb "Movimento Nazionale Libera Scelta Vaccinale" in pochi giorni ha superato le 20.000 firme.

La petizione in sostegno all'azione del Codacons contro l'obbligo vaccinale, in pochi giorni, ha superato le 60.000 firme.

Sono segnali importanti: una "massa critica" di persone è decisa a dire "basta!" e pronta a organizzare azioni di protesta civile in difesa dell'art. 32 della Costituzione e in difesa dei medici che stanno venendo radiati per le loro posizioni critiche e coscienziose sui vaccini, squisitamente scientifiche e senza alcuna copertura ideologica.

Vi propongo due "documenti" su cui riflettere e mettere alla prova le vostre opinioni sui vaccini, sia che siano radicalmente provax, sia che siano radicalmente antivax, sia che siano scientificamente nel mezzo.

Il primo è una recente video-intervista al Prof. Giuseppe Genovesi (qui il suo (qui il suo CV):
David Gramiccioli intervista il Prof. Giuseppe Genovesi (15 minuti) da Vetrina TV, 20/05/2017.

Il secondo è un recente ed equilibratissimo articolo del Prof. Ivan Cavicchi (qui il suo CV):
Troppa euforia sul decreto vaccini da quotidianosanità.it, 22/05/2017.


Ascoltate, leggete, confrontate le argomentazioni e i toni espressi da Genovesi e Cavicchi con quelli usate in questi giorni dal Ministro Lorenzin, dal Prof. Roberto Burioni, Matteo Renzi ecc. Poi siate oggettivi e traete le vostre conclusioni.

P.S. Restano naturalmente di tuttà attualità - se non li avete già letti - i precedenti post che 22passi ha dedicato ai vaccini:

martedì 16 maggio 2017

Rosario Marcianò, le bugie a volte hanno le gambe lunghe, anzi no, lunghissime..

51 : commenti
Post di Andrea Rampado


Questa volta le bugie di Rosario Marcianò hanno le gambe lunghissime, poco più di sei anni, questo è il tempo che ci è voluto perché l'assurda denuncia nei miei confronti e nei confronti di Tom Bosco, direttore responsabile della rivista Nexus e Punto Zero, arrivasse ad una conclusione.

La conclusione della denuncia di Rosario Marcianò, depositata presso la Stazione dei Carabinieri di Imperia il 15-09-2010, è un "decreto di citazione diretta a giudizio" del 5 Aprile 2017, notificato il 5 Maggio 2017. Nello stesso decreto di rinvio a giudizio è indicata chiaramente la data di prescrizione:


Tutti i reati imputati nella denuncia sono stati prescritti il 15 Settembre 2016. Questo significa che alla data fissata per la prima udienza, il 16 Novembre di quest'anno, i nostri due avvocati difensori porteranno a casa la prescrizione, non essendoci stati in questi anni azioni interruttive della prescrizione. Questo a seguito il testo abbreviato della denuncia:


Un vero peccato che sia andata in prescrizione, già dal testo della denuncia si evince quanto siano infondate le accuse; com'è possibile che due amministratori e proprietari di un forum si introducano "abusivamente" a casa propria, è ridicolo. Un peccato, perché per tutti questi anni ho atteso di poter presentare le prove a dimostrazione del fatto che il sig. Rosario Marcianò è un bugiardo, un manipolatore, un diffamatore, un calunniatore (si inventa reati contro di lui per passare da vittima e chiedere contributi e donazioni ai poveracci che gli credono), sostanzialmente una persona da rinchiudere, eventualità che, a quanto pare, con i processi in corso contro di lui (almeno 3, forse 4)  per diffamazione e calunnia, non è troppo remota. Probabili condanne che comunque in appello finiranno anche per Rosario Marcianò in prescrizione. Consapevole di questo, il Marcianò intendo, comunque non si esime dal fare la vittima e lanciare accuse non troppo velate al sistema, come è successo ieri nel suo profilo FB:

mercoledì 10 maggio 2017

Umbria: dal PD querele come katiuscia contro il M5S.

20 : commenti
 Post di Daniele Passerini
La Presidente Marini in queste ore, con profondo stupore, ha appreso del contenuto di uno scritto diramato ad alcuni media dal Consigliere regionale Andrea Liberati, Capogruppo del ‘Movimento 5 Stelle’ nel Consiglio regionale dell’Umbria. La predetta nota dal titolo ‘Con gli applausi di ieri l’autolesionismo del Pd non ha confini’ si ritiene gravemente denigratoria della reputazione politica e civile della Presidente Catiuscia Marini nonché della sua immagine di pubblico amministratore, vieppiù in considerazione dell’incarico istituzionale che ella riveste.
Infatti, sin da subito va osservata l’assoluta incongruità delle affermazioni in essa contenute con riferimento alla partecipazione della Presidente Catiuscia Marini all’evento svoltosi a Terni durante la giornata del 5 maggio 2017 a cui hanno, tra l’altro, presenziato la Vice Presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni, il Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Gian Piero Bocci, i parlamentari umbri Giampiero Giulietti, Gianluca Rossi e Walter Verini, il Vice Presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, il Consigliere regionale Eros Brega ed, infine, numerosi Sindaci del territorio nonché tanti esponenti delle Istituzioni locali.
Con riferimento alla predetta nota si rappresenta che la Presidente Catiuscia Marini mi ha già conferito mandato al fine di tutelare nelle sedi competenti l’immagine e la reputazione anche della Carica Istituzionale che ella riveste.

Avvocato Nicola Pepe (fonte)
Catiuscia Marini
Ohibò! Cosa mai avrà scritto il Consigliere regionale Andrea Liberati (MoVimento 5 Stelle) per suscitare cotanto stupore e risentimento da parte della Presidente della Regione Umbra Catiuscia Marini (Partito Democratico)?

Andrea Liberati
Per chi non segue le vicende politiche del piccolo cuore verde d'Italia - e non può conoscere l'oggetto del contendere - è doveroso precisare che all'inizio della scorsa settimana la giunta PD del Comune di Terni è stata pressoché decapitata dalla Magistratura, con gli arresti domiciliari imposti al Sindaco Leopoldo Di Girolamo e all'assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari:

Appalti a Terni: sindaco e assessore agli arresti domiciliari

Bene, andiamo a vedere cosa ha scritto Liberati per meritarsi una (minaccia di) querela da parte del presidente della Regione Umbria.
ARRESTI TERNI: “CON GLI APPLAUSI DI IERI L'AUTOLESIONISMO DEL PD NON HA CONFINI” – NOTA DI LIBERATI (M5S) 

(Acs) Perugia, 6 maggio 2017 – “In una vicenda drammatica quale quella in corso a Terni, con riflessi politici regionali e nazionali, mancavano solo i reiterati applausi da capo ultrà di Catiuscia Marini”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati.
“Ieri, in un albergo della Città dell'Acciaio, – continua Liberati in una nota firmata anche dal senatore Stefano Lucidi - Catiuscia Marini, dismettendo more solito gli scomodi abiti di presidente di tutti, e indossando quelli a lei più consoni di esponente di punta della Curva Nord, non ha mancato di manifestare platealmente il proprio appoggio al Sindaco, pur essendo questi ancora in una posizione delicatissima, ristretto com'è in casa sua. Ecco: se esiste un modo per peggiorare la situazione, intervenendo a gamba tesa nel pieno dell'azione della Magistratura, occorre riconoscere che Catiuscia Marini e il Pd lo stanno tenacemente perseguendo. Questo è autolesionismo senza confini. La comunità, pur abituata alla deriva della casta partitocratica, è allibita per tanta hybris. Non bastano – conclude Liberati - svariati decenni di impunità per assumere oggi uno stile finalmente rispettoso delle Istituzioni tutte, a partire dall'adempiere con disciplina e onore i propri incarichi politici, le proprie funzioni pubbliche?”. 

Sabato, 6 Maggio, 2017 - 13:00 (fonte)
Cosa avrebbe mai fatto di così grave Andrea Liberati? Come suo diritto, ha semplicemente commentato un fatto: il gotha del PD umbro, pochi giorni dopo gli arresti di Sindaco e Assessore, si è riunito a Terni per fare quadrato attorno a loro, dimostrando ben poca fiducia nell'attività investigativa della Magistratura:


Comprensibilissimi a questo punto sia il comunicato del 6 maggio di Liberati, sia la replica dello stesso Liberati, l'8 maggio, alla minaccia di querela da parte della Marini:
POLITICA: NELLA SESSIONE QUESTION TIME LIBERATI (M5S) IMPIEGA IL TEMPO DI ILLUSTRAZIONE DELL'INTERROGAZIONE PER PARLARE DELLE VICENDE GIUDIZIARIE DEL COMUNE DI TERNI (VIDEO)

(Acs) Perugia, 8 maggio 2017 – Nella seduta odierna dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, nella sessione dedicata ai Question time, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati ha deciso di impiegare il tempo previsto per l'illustrazione del suo atto ispettivo all'ordine del giorno, concernente la superstrada E45 e le sue “condizioni di grave degrado”, per parlare invece delle ultime vicende giudiziare che stanno interessando il Sindaco e l'amministrazione comunale di Terni.
Liberati ha puntato il dito sulla maggioranza che governa la Regione per l'“assenza di una qualsiasi capacità di analisi ed approfondimento e di approccio serio a problemi che restano sulla carta, perché la pianificazione in Umbria è ferma. La E45 è soltanto uno degli elementi di gravissima criticità. Chi amministra la Regione ha voltato le spalle ai problemi, ma siete molto attenti, nel momento in cui stanno tenendo agli arresti uno dei vostri rappresentanti, a ciò che diciamo noi, ci querelate. Apprendo dalla stampa che questo è l’elemento fondamentale, per cui si va a denunciare un consigliere regionale che unitamente al Gruppo fa quello che deve”.
Dopo alcuni richiami ad attenersi all'oggetto dell'interrogazione, la presidente Porzi ha interrotto il tempo dedicato all'atto ispettivo del M5S, invitando al contempo Carbonari e Liberati a ritirare alcuni cartelli di protesta da loro esposti nel frattempo.
Lunedì, 8 Maggio, 2017 - 14:00 (fonte)
Proprio in una Regione come l'Umbria, Catiuscia (nomen omen!) Marini dovrebbe avere ben altre priorità che esplodere come katiuscia in querele che dovrebbero difendere la "reputazione" della sua carica istituzionale. Alcuni esempi di vere priorità: 
Però, in questo contesto, il vertice della Giunta regionale trova più importante preoccuparsi di arginare la crisi politica e di fiducia che sta fagocitando il PD umbro e querelare chi punta il dito contro tutto ciò, intimidire opposizione e mass media affinché non venga data troppa visibilità allo scandalo che ha colpito il Comune di Terni.

È evidente a tutti che l'annunciata querela non mira a difendere gli interessi degli Umbri ma quelli del PD. Già è stato inopportuno per i vertici del PD umbro riunirsi in difesa di un loro sindaco e un loro assessore agli arresti domiciliari, senza aspettare che la Giustizia faccia il suo corso, ma ancora più inopportuna è stata la presenza della presidente regionale.

Se la querela verrà fatta sul serio, mi auguro che la Marini paghi l'avvocato Pepe di tasca propria, sarebbe paradossale che attingesse alle spese legali a bilancio regionale per mettere una pezza a un'azione improvvida e inopportuna. Se la querela verrà fatta sul serio, in ogni caso, ci sono tutti gli elementi perché diventi un ulteriore epic fall.

martedì 9 maggio 2017

ILLEGALITY DISTRICT

4 : commenti
Post di Daniele Passerini

Un vigile urbano che ruba i soldi delle contravvenzioni è più che un semplice ladro, infatti deruba due volte i suoi concittadini: direttamente dalle loro tasche di automobilisti, indirettamente poiché è dipendente di una pubblica amministrazione che ogni fine mese, a nome della collettività, gli paga uno stipendio.

Ecco la notizia a cui mi riferisco (leggete il link):

«Intascava soldi delle multe»: Assisi, arrestato vigile urbano

Il fatto che poi lavori per la stessa amministrazione per cui lavoro io stesso, pure se in settore diversi e anche a qualche chilometro di distanza come sede, mi fa doppiamente adombrare, perché so benissimo come funziona l'opinione pubblica: tende sempre a fare di tutta l'erba un fascio.

Ma questo "genio" di un vigile, veramente merita di passare alla storia per l'intelligenza... andate a vedere nel suo profilo facebook la foto che aveva scelto per la home... magari tra qualche ora la cambierà, ma per ora è sempre là.
Leggete bene la scritta sulla maglietta... oh my God! Senza parole...


sabato 6 maggio 2017

Che impressione ha suscitato Di Maio a Harvard? Non lo saprete leggendo La Stampa, La Repubblica, L'Unità...

12 : commenti
Mi è talmente piaciuto l'articolo pubblicato su La Voce di New York (link originale), segnalatoci oggi da Alessandro Pepe, che ho deciso di riportarlo nel blog integralmente. Buona lettura.
Daniele
***

Cosa penso dopo aver visto Di Maio parlare ad Harvard

Perchè a me, italiano negli USA, Luigi Di Maio è parso maturo, equilibrato, aperto

di Francesco Erspamer


È con parecchi pregiudizi che mercoledì sono andato alla Kennedy School (la scuola di scienze politiche di Harvard) ad ascoltare Luigi Di Maio, di cui peraltro sapevo pochissimo. Innanzi tutto non sono di quelli che credono che chi è giovane abbia automaticamente ragione, neppure nelle mode e nei consumi figuriamoci in politica. E poi sono ostile alla democrazia diretta, che era lo specifico tema dell’incontro organizzato dall’Ash Center for Democratic Governance and Innovation; è uno dei due o tre punti che finora mi hanno impedito di simpatizzare apertamente per il M5S, pur rendendomi conto che per l’Italia il pericolo di gran lunga più grave sia oggi rappresentato dal PD e che qualunque alternativa sia tatticamente preferibile a un protrarsi e consolidarsi del regime renziano. A indispettirmi ulteriormente, appena entrato nella sala dove di teneva l’incontro, la presenza di troppi italiani, parecchi dei quali palesemente senza alcun legame con Harvard o con gli Stati Uniti: giornalisti di quotidiani italiani e anche, pensavo, militanti del M5S. È una deplorevole usanza nazionale quella di andare all’estero solo per far notizia in patria e di portarsi dietro la claque.
Mi sbagliavo. Di grillini non ce n’erano, o almeno non si sono fatti notare; ben più numerosi i piddini, presenti non per capire o dialogare ma per attaccare il M5S. E Di Maio mi è parso maturo, equilibrato, aperto. Una sola occasione non basta per esprimere un giudizio definitivo; però sono restato positivamente sorpreso e non vedo perché non ammetterlo. Del resto potete farvi la vostra opinione ascoltando la registrazione integrale dell’evento sulla pagina facebook dell’Ash Center; io mi limiterò a poche considerazioni, volte in particolare a smentire i resoconti faziosi con cui i giornali filo-renziani (con in testa La Stampa e prevedibilmente La Repubblica e L’Unità) hanno cercato di trasformare in una débâcle il convincente discorso di Di Maio e le sue lucide risposte alle domande che gli sono state poste.
Significativa la conclusione di Archon Fung, professore di scienze politiche, direttore accademico della Kennedy School e moderatore della serata: “Ciò che avete ascoltato stasera è probabilmente uno dei più interessanti e sensati [la parola inglese che ha usato era mature] tentativi di rinnovare la politica in questa contingenza storica. Credo che nel prossimo futuro vedremo sempre di più emergere nuovi politici e nuovi candidati [e qui ha indicato Di Maio] capaci di inventare nuovi metodi di azione politica per cercare di riprendere contatto con la gente e darle una voce”. È un vero complimento, da parte di uno studioso che nella sua presentazione iniziale era stato cauto e aveva qualificato Di Maio come un rappresentante del “populismo di destra” (presumo che Di Maio avrebbe risposto subito se quell’introduzione fosse stata tradotta in italiano dall’interprete): chi davvero ama la democrazia, ha in sostanza detto Fung, non può snobbare gli sforzi per comprendere e trasmettere le esigenze del popolo – in altri tempi si sarebbe parlato di intellettuali organici.
Per motivi simili Di Maio ha positivamente sorpreso me. Del suo discorso non ho apprezzato l’accenno alla meritocrazia come valore (io penso che il merito non debba portare a una kratía, ossia al dominio, e che la supremazia dei migliori, ammesso e non concesso che sia possibile stabilirla oggettivamente, sarebbe altrettanto pericolosa di una supremazia fondata sulla razza o, mettiamo, sul QI o la prestanza fisica). Altrettanto poco mi è piaciuto il suo vantarsi del rifiuto di finanziamenti pubblici, come se il problema fosse lo Stato e non fossero i privati e le multinazionali. Se potessi dargli consigli, gli suggerirei infine di evitare di parlare di post-ideologia come se ancora vivessimo negli anni sessanta o settanta, quando sarebbe stata una posizione provocatoria (simile a quella del grandissimo Montale della Lettera a Malvolio contro la religione pasoliniana dell’impegno); oggi puzza di deriva liberista, di consumismo delle idee.
Anche perché poi, in realtà, erano anni che non sentivo un discorso così ideologico. Dopo vent’anni di narcisisti preoccupati solo di sembrare di successo (e, peggio, convinti che il successo sia l’unico valore), questo di Di Maio mi è finalmente sembrato un discorso politico, in cui si fanno proposte, si annunciano programmi, si ammettono le difficoltà che si incontreranno e lo stesso ci si sforza di andare avanti; il tutto esposto con competenza e una pacatezza ormai inconsueta in Italia.
Nette alcune precisazioni sul M5S, a smentire le troppe fake news: ha per esempio negato la loro opposizione alle vaccinazioni dei bambini; e ha spiegato che non intendono uscire dalla NATO a patto che la NATO si rinnovi e trovi nuovi equilibri, anche rispetto ai paesi a essa esterni; però ritirerebbero i soldati italiani dall’Afghanistan e non aumenterebbero i contributi finanziari, come invece chiesto da Trump a Gentiloni. Mi è piaciuta anche la sua difesa di un’Europa unita a livello di popoli e di cittadini, non di banche e corporation; “l’euro è diventato più importante dell’Europa” ha detto. Sull’immigrazione ha fatto una distinzione fra profughi e migranti economici; so che non piace a certa sinistra (che però retoricamente parla sempre e solo di scampati a guerre e fame) ma per me è ragionevole e realistica.
Ho sempre pensato che esista una differenza fondamentale fra un consenso ideologico e un consenso tattico; di questo secondo tipo è per esempio la mia convinzione che in assenza e in attesa di una vera sinistra nell’Italia attuale sia utile sostenere il M5S contro il PD, per impedire un totalitarismo liberista ma anche per prevenire l’affermazione di una destra sociale alla Le Pen. Ascoltando Di Maio mi sono però reso conto che esiste un altro tipo di consenso, che in mancanza di termini migliori chiamerei procedurale; in sostanza penso che, almeno per il modo in cui è stato descritto mercoledì sera, il M5S possa contribuire alla ricostruzione di uno spazio politico alternativo rispetto al gossip mediatico promosso da Berlusconi e Renzi. Uno spazio indispensabile per la rinascita della vera sinistra di cui sopra.

martedì 2 maggio 2017

Vaccini: la comunità scientifica ha una posizione tutt'altro che unanime!

130 : commenti
Post di Pino D'Agostino

Giusto per mettere ognuno al suo posto. 

Scriverò in italiano così evito la fatica di dover fare una traduzione da qualunque altra lingua, cosa che blocca molti nell'approfondire argomenti che stanno particolarmente a cuore, anche se questo non sembra limitare le proprie certezze.

Prima di tutto un po' di glossario:
  • l'indice H o indice di Hirsch (a volte, in inglese, H-index), è un criterio per quantificare la prolificità e l'impatto scientifico di un autore, basandosi sia sul numero delle pubblicazioni, sia sul numero di citazioni ricevute;
  • l'i10-index (detto anche H-10) indica il numero di pubblicazioni accademiche che un autore ha scritto e che hanno ricevuto almeno dieci citazioni.
Ora vi presento le persone della foto.

In alto a sinistra il Professor Yehuda Schoenfeld:
  • Citazioni = 76202
  • Indice H = 117
  • i10-index = 1134
In alto a destra il Professor Roberto Burioni:
  • Citazioni = 2516
  • Indice H = 27
  • i10-index = 60
In basso a sinistra il Dottor Salvo Di Grazia, ginecologo, famoso per il suo sito Medbunker in cui si diletta nel tentativo di smascherare le bufale nel mondo medico:
  • Citazioni = 0
  • Indice H = 0
  • i10-index = 0
In basso a destra Alice Pignatti, amministratrice del gruppo Facebook IoVaccino, pasticciera:
  • Citazioni = 0
  • Indice H = 0
  • i10-index = 0
(fonte Google Scholar, ma la sostanza dei risultati non cambierebbe prendendo come fonte ResearchGate o Scopus o PubMed...)

Comprendo benissimo che mettere queste persone insieme nella stessa foto è imbarazzante più che mettere nella stessa trasmissione televisiva il buon Red Ronnie e Eleonora Brigliadori per fare da contraltare a Burioni, ma è necessario per comprendere il grado di credibilità scientifica che i tre punti di riferimento italiani del mondo dei vaccini hanno.

Nulla in contrario con chi si fida ciecamente dei tre ultimi soggetti e passa le sue giornate a snocciolare parabole sui caschi e le cinture di sicurezza, ma una cortesia, abbiate la creanza di tacere quando poi le cose diventano serie.

Nei video di cui allego i link si può ascoltare un vero Professore di Immunologia spiegare il perché i vaccini possano causare danni e perché il vaccino Hpv è pericoloso.
Ricordo che il Professor Yehuda Schoenfeld è quello che afferma che i vaccini sono la più grande scoperta medica degli ultimi 300 anni e proprio per questo si batte perché ve ne siano di sicuri:
 
Non credo ci sia null'altro da aggiungere, se non che Burioni è solo una delle campane e non rappresenta, come ama affermare, le idee di "tutta la comunità scientifica" e Di Grazia e la Pignatti rappresentano un bluff totale.
Dispiace molto per tutti coloro che si trincerano dietro la frase "ti sei laureato su google...lascia fare chi ha studiato una vita..."
Questa frase è la loro pietra tombale.
Metaforicamente parlando.

Buona visione dei video ( sottotitolati e tradotti per chi non sapesse l'inglese... ):
Se volete condividete pure e lasciate perdere se vi chiameranno anti-vax, questo fa comodo a loro per buttare in rissa il confronto. Nessuno più di noi genitori vorrebbe avere vaccini sicuri, di questo si parla, non di altro e, finché non lo saranno, l'obbligo a vaccinare è coercizione pura.
Fino ad allora ci corre l'obbligo di difendere quei medici che con scrupolo e coscienza proteggono i nostri figli facendo emergere i loro dubbi sulla vaccinazione indiscriminata di massa... vedasi la petizione sotto linkata che vi invito a firmare:

Salviamo la democrazia e la libertà di cura. Io sto con il Dr. Roberto Gava.

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