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martedì 28 giugno 2016

Bella Di Bella!

201 : commenti

Post di tre autori di 22passi.

C'è una vicenda riscoppiata recentemente che merita un approfondimento.
Il 16-06-2016 compare sul blog del Fatto Quotidiano un post a firma di un certo Dr. Bella Marco, ricercatore chimico organico dell'Università di Roma - probabile membro del CICAP e candidato al Senato Accademico - nel quale si vanta di essere riuscito a bloccare un convegno organizzato dalla Fondazione Di Bella con il patrocinio dell'Ordine dei Medici di Bologna, all'Università di Bologna il 02-07-2016 dal titolo “Molecole biologiche nella prevenzione e terapia dei tumori”.
Nel post in questione vengono scritte una serie interminabile di falsità, alcune delle quali ci siamo preoccupati di verificarle personalmente.
Scrive il Dr. Marco Bella:
La fondazione Di Bella è attiva nella diffusione del cosiddetto “metodo Di Bella”, un’inefficace forma di chemioterapia ideata dal compianto professor Luigi Di Bella, che una sperimentazione del ministero della Salute nel 1998 ha confermato essere inutile e dannosa.
Quanto sopra riportato è smentito dallo stesso Direttore del Fatto Quotidiano e dalla giornalista Milena Gabanelli su Report, come riporteremo più sotto ricopiando un ottimo contributo di Hermano Tobia.
Sempre il Dr. Marco Bella scrive:
Ho scritto quindi al Rettore dell’università di Bologna, Professor Francesco Ubertini per chiedere spiegazioni, che sono arrivate puntuali e tempestive. Il professor Mirko Degli Esposti, prorettore vicario dell’università di Bologna, mi ha spiegato la questione in modo chiaro e indiscutibile. Ha precisato che il convegno in questione è stato richiesto, ma non autorizzato da parte dell’università di Bologna (e infatti non è stato mai pubblicizzato da parte dell’ateneo) e che diversamente da come riportato l’aula di Via Belmeloro 14, Bologna, non è l’Aula Magna dell’università ma una delle tante strutture universitarie. Possiamo quindi con sollievo prendere atto che questo convegno non si terrà presso l’Università di Bologna.
Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto via mail per conoscenza, l'autorizzazione data a suo tempo dall'Università di Bologna, in ordine:


Su richiesta della Fondazione Di Bella, la responsabile dell'Ufficio Logistico dell'Alma Mater di Bologna, risponde che avrebbero esaminato la richiesta e in caso di esito positivo e di accettazione avrebbero inviato il preventivo di spesa da sottoscrivere ed accettare, ed infatti:

sabato 4 giugno 2016

Giovanni Cesaretti alias Barney Panofsky, sei un MITO!!!

310 : commenti
Post di Andrea Rampado


Dalla notte scorsa quando ho letto l'ennesimo intervento di Giavanni Cesaretti nell'ennesimo tentativo di sputtanare, denigrare, mistificare i prodotti della ditta Freebioenergy, mi sono chiesto se sia mai possibile che l'arroganza, la presunzione e l'ignoranza umana possa arrivare a tanto. Mi sono reso conto che purtroppo il limite non è ancora stato raggiunto.
Da alcune settimane abbiamo assistito ad un vero e proprio attacco mediatico verso aziende e prodotti che propongono di risolvere il problema di risalita dell'acqua nei muri con metodi e tecnologie simili, sia attive che passive; una in particolare, la Freebioenergy,  propone anche dei sistemi passivi che impedirebbero la formazione di calcare e le incrostazioni di ferro nelle tubazioni, nelle lavastoviglie e nelle lavatrici.

Nel mentre che noi di 22Passi cerchiamo di fare chiarezza, spinti da curiosità e spirito scientifico, il buon Giovanni Cesaretti, in più occasioni e interventi ha cercato di chiudere la questione bollando il tutto come una bufala, una truffa, sistemi esotici ed esoterici. Nel far questo per diversi giorni ha cercato di trovare in rete testimonianze a supporto delle sue arbitrarie convinzioni, non trovandole ovviamente. Non contento, comunque ha cercato di sviare le discussioni riportando documenti non attinenti, ma soprattutto sparando a casaccio illazioni nel mal posto tentivo di insinuare dubbi dove dubbi non ce ne sono.

Purtroppo dobbiamo constatare per l'enenesima volta che esistono dei metodi di debunking di chiara scuola cicappina, solo che questa volta, i conti con l'oste li facciamo noi.
Mi spiego meglio riportando alcuni degli ultimi interventi del Cesaretti, sottolineando i punti fondamentali o per meglio dire i punti di forza del suo strenuo tentativo di debunking, il perché lo capirete alla fine, spero con delle grasse risate.

Cito il Barney alias Giovanni Cesaretti:
Ora HT ci ricordera' che esistono certificazioni TUV sul fatto che l'accrocchio funziona.
Lo prevengo, e gli rammento che la certificazione dice esattamente questo:
Proprieta': diminuzione dell'umidita' capillare nell'opera muraria, dipendente da varie condizioni marginali nel e sull'opera muraria. Gradi di efficienza accertati da 14% a 30% dopo 12 mesi di impiego.

Il "dipendente da varie condizioni marginali nel e sull'opera muraria" tu come lo leggi?
Io come "se rifai l'intonaco ammodino, dopo 12 mesi e' sicuro che avrai almeno il 14% dell'umidita' in meno, a prescindere dal fatto che tu usi o meno il bussolo".
In questo intervento ci fa capire con chiarezza che contesta una certificazione del TUV dando una sua personalissima interpretazione, cioè che non è il dispositivo oggetto di analisi che funziona, ma al contrario secondo lui ha funzionato il fatto che l'intonaco è stato rifatto. Quindi secondo il Cesaretti quelli del TUV si fanno infinocchiare, mentre lui a distanza di tempo, dotato di opportuna sfera di cristallo ha capito che l'intonaco è stato rifatto e che quelli del TUV ovviamente li presenti non se ne sono accorti. Non solo, la cosa ancora più incredibile è che l'intonaco nuovo non ha più risentito del problema della risalita dell'acqua.
Ha trovato, capito e dimostrato a dispetto di migliaia di esperti, che la soluzione è banale, si cambia l'intonaco e il problema è risolto.
Ovviamente le cose non stanno così, è solo come dicevo il metodo del debunker, infatti a riprova di questo, l'intonaco è un punto sul quale preme da diversi giorni, ne cito un'altra delle sue:
Secondo me, come ho gia' scritto a HT per quel che riguarda la certificazione, questi sistem funzionano quaòche anno, solo perche' prima dello scatolozzo la ditta ti fa' rifare l'intonaco dove c'e' umidita'. Per un po' e vero che tutte le prove che fai sono positive, ma il merito e' tutto del nuovo intonaco.
Quindi per ripetermi, lui c'era con la sfera di cristallo, ha visto che quelli del TUV non si sono accorti che l'intonaco è stato cambiato, supposizioni, supposizioni, supposizioni.

Arriviamo quindi alle perle del debunking, il 03-06-2016 fa un intervento riportando quello che a suo modo di intendere sono dei documenti che dimostrano che i dipositivi non funzionano, sono esoterici e sono una truffa, ecco l'intervento con i link ai documenti:
(Summary report on existing methods against rising damp)
C'e' una splendida review dell'Universita' di Delft sui vari sistemi di controllo dell'umidita' nei muri.
Ecco qua il summary report. In fondo ci sono i metodi esotici che non funzionano. C'e' anche quello descritto da yoda, che pero' NON E' a magnete permanente ma a elettrodi piantati nel muro, e probabilmente funziona. La versione youtube non l'ho trovata, spero qualcuno perda tempo a leggerselo, son poche pagine.                                                 
Qua tacciano tutti i metodi esoterici come truffa
Sono letteralmente saltato sulla sedia, ma ci fa o ci fa, nel senso è proprio lui o non è lui che scrive?
Freno la mia voglia di ringraziarlo per tanto ed inaspettato regalo e provo a verificare se almeno si è reso conto di quanto ha riportato, con delicatezza e con un suggerimento ovviamente, gli chiedo:
Fai attenzione con le parole, esotici e poi esoterici e truffa.
Queste associazioni sono state ben definite dalla cassazione, poi fai un po come ti pare...Magari ho letto male, ma non trovo scritto che non funzionano.
 In grassetto il suggerimento, capirete poi perché. Con la speranza che capisca, il buon Cesaretti al contrario affonda nella sua stessa presunzione.
Mi risponde dicendo che magari ho letto davvero male e per aiutarmi mi scrive:

Elettrodinamica Quantistica Coerente, una possibile spiegazione per i rimedi omeopatici?

Post di Andrea Rampado
Quando mi sono accorta che con trattamenti omeopatici ad altissima diluizione si potevano ottenere risultati significativi e ripetibili ho sentito “traballare” tutte le mie certezze scientifiche. Questo però mi ha stimolato ad andare avanti perché penso che la “curiosità” sia l’atteggiamento giusto per chi si occupa di scienza. ( Prof.ssa Lucietta Betti )
Nei giorni scorsi ci siamo occupati dei dispositivi QUANTUM prodotti dalla ditta Freebioenergy.
I prodotti QUANTUM sono stati segnalati un paio di volte nel blog di Ocasapiens, due volte sul blog di Oggiscienza e un paio di volte a Radio Popolare dalla instancabile cacciatrice di bufale Sylvie Coyaud.
Per il famoso detto "se denunci una bufala, ma non puzza di bufala, forse si tratta di un gallo", noi di 22Passi ci siamo occupati di questa faccenda con l'intento, per quanto possibile, di fare chiarezza e di capire chi veramente ci sta propinando una bufala.
Dopo i primi due post di 22Passi sull'argomento, visto l'interesse suscitato, abbiamo chiesto ai diretti interessati di rispondere alle molte domande e obiezioni che sono arrivate. In particolare il Prof. Andrea Idini, docente di meccanica quantistica e interazioni nucleari in una scuola di Dottorato internazionale in fisica nucleare, ha sottolineato, con metodo e rigore scientifico, che il prodotto Quantum e le possibili spiegazioni scientifiche che vengono fornite in merito al suo funzionamento sono delle "SUPERCAZZOLE".
Prof. Andrea Idini
Su nostra espressa e insistente richiesta di approfondimento e di spiegazione in che cosa consista la "SUPERCAZZOLA", solamente dopo aver presentato un documento video nel quale vengono spiegate le motiviazioni per le quali il dispositivo QUANTUM funzionerebbe, finalmente abbiamo ottenuto delle risposte dal prof. Idini. Risposte che sono state prontamente segnalate ed inviate al protagonista del video in questione, l'ing. Paolo Renati, il quale ha replicato.

Ing. Paolo Renati
Riporto in sequenza i punti secondo i quali per il prof. Idini, il prodotto QAUNTUM è una "SUPERCAZZOLA"  e a seguito le risposte punto per punto dell'ing. Renati. Vi anticipo, cari lettori e autori di 22Passi ,che essendo le risposte estremamente tecniche e articolate, la lettura non sarà di facile comprensione per chi non è tecnicamente preparato. Riteniamo per tanto doveroso non dar spazio a commenti che potrebbero sviare il focus di questa discussione "sui massimi sistemi" che con tanto impegno e duro lavoro siamo riusciti ad ottenere. Vi invitiamo a replicare eventualmente nei due post precedenti, link, link, e invitiamo il prof. Idini, qualora lo ritenesse opportuno, di scrivere una eventuale contro replica via mail che sarà opportunamente pubblicata con le repliche dell'Ing. Renati.
Al tempo stesso, su espressa richiesta di alcuni autori di 22Passi, chiediamo fin da ora al Prof. Idini, sua disponibilità per un confronto pubblico durante un convegno/dibattito organizzato per l'occasione. Disponibilità già ricevuta dall'Ing. Renati e da altri che si uniranno al dibattito essendo l'argomento di grande interesse per il mondo accademico e scientifico per le possibili implicazioni di carattere medico, agroeconomico, della vita in generale in tutti i suoi aspetti, oltre che certamente di carattere culturale.
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