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mercoledì 20 aprile 2016

Casa dolce casa... vuoi la sciarpa o il cappotto?


Post di Emilio Molinari

Di soluzioni per risolvere il problema energetico ne esistono diverse. Parlo di “problema” perché sono evidenti le implicazioni economiche, sociali e ambientali legate all’energia. È sicuramente importantissimo che le energie rinnovabili, che per ora sono di frontiera, si sviluppino perché una cosa certa è che le fonti da idrocarburi sono di quantità finita mentre quelle rinnovabili sono ipoteticamente infinite. 
È più corretto, però, affrontare la questione energetica dando priorità al risparmio energetico prima ancora che alla produzione di energia. Ed è di questo che voglio parlare: mi occupo di riqualificazione energetica su edilizia esistente, è un capitolo molto importante perché il consumo civile di energia termica copre un buon 30% del fabbisogno nazionale e anche perché, una volta ridotti i consumi delle nostre case, basta poco per renderle, se non autosufficienti, quantomeno a basso impatto ambientale. 
Riqualificare un edificio è anche il miglior sistema per sviluppare fonti energetiche rinnovabili, che sono discontinue, proprio perché gli edifici che accumulano calore, fanno da volano energetico, mantenendo l’energia nel tempo. Ma se si decide di coibentare un edificio sicuramente si affronta una spesa significativa se il sistema che si vuole adottare è quello dell’isolamento esterno denominato comunemente ”a cappotto”: è pur sempre un ottimo investimento, ma scoraggia la maggioranza delle famiglie che non ha redditi elevati. È in ogni caso una soluzione indicata a chi deve ristrutturare la propria casa, quindi non a tutti. 
Ci sono soluzioni molto, molto più economiche e veloci, anzi velocissime, per coibentare gliedifici, sia condomini che case indipendenti. Mi riferisco ai materiali sfusi insufflabili nei sottotetti e nelle intercapedini dei muri perimetrali di una casa, compresi i controsoffitti. Servono soltanto due operai per isolare un sottotetto in mezza giornata e tre persone per i muri di un appartamento, anche abitato, in un solo giorno. È importante sapere che il 70% del patrimonio edilizio nazionale si può isolare così, restano escluse ovviamente le case con i muri in pietra. 
Scrivo questo post con il cuore in mano perché, pur trattandosi di un settore in espansione, siamo troppo poco incisivi, viste le poche imprese che effettuano questi lavori. Queste tecniche esistono dagli anni settanta e, se anche sono stati effettuati una decina di migliaia di interventi, il mercato è ancora intonso, vergine. Praticamente tutte le abitazioni costruite in Italia dagli anni '50 agli anni '80 hanno le intercapedini: quando vedete un palazzo con la struttura in cemento armato, lo stesso ha anche i muri esterni con le intercapedini. 
Due esempi esplicativi. Il primo è la casa dove abito: è stata costruita nel 1969, ho isolato il contro-soffitto e i muri nel 2006, in un giorno solo, abitandoci (non era cioè un appartamento in ristrutturazione). Il mio appartamento ora disperde circa 2 gradi in 10 ore. Tecnicamente ha 25 cm di fibra di cellulosa nel controsoffitto e 13 cm nelle pareti. Secondo esempio: ho isolato (in sole tre ore) il sottotetto della casa dei miei genitori (costruita nel 1958) con 60 cm dello stesso materiale, divertendomi a farla diventare probabilmente la casa con il tetto più isolato del mondo, con una trasmittanza termica di soli 0,065 W/m2K

Tutti devono capire, quanto prima, che le soluzioni al problema energetico esistono, perché non c’è più tempo: i ghiacciai si sciolgono, le tensioni internazionali aumentano, le economie si bloccano. Vi raccomando di incrociare sempre le informazioni e di essere critici (a queste tecniche per esempio si imputa il mancato isolamento dei ponti termici e per darvi già una risposta vi invito a casa mia), ma anche di avere una mentalità aperta. Proprio perché le soluzioni molte volte sono pronte e possono essere anche semplici - come quelle di cui ho parlato - ma non è detto che se ne colga la reale portata, restando magari in attesa di qualcosa di sensazionale, nuovo, spettacolare. 
Se desiderate che le cose cambino non fate sempre le stesse cose. La rivoluzione, se volete, potete iniziarla voi stessi: informandovi.

28 : commenti:

Carlo Ravedoni ha detto...

Avevamo una casa del 1971, con muri in mattoni di cemento, Lana di vetro di 6cm, rivestimento interno in mattoni di 6cm in gesso. Nel 2006 abbiamo fatto il cappotto con 10 cm, isolato il soffitto con 4cm di Lana di vetro. Abbiamo inoltre cambiato i serramenti con finestre in plastica è vetri a 1,1.
Da un giorni all'altro siamo passati da 4'000 litri circa di nafta a 2000 litri.
Il cappotto ci ha costato 35'000 franchi, i serramenti idem, 4'000 franchi per il soffitto. Totale, 75'000 franchi circa.
Facendo i conti, tenendo conto del prezzo della nafta attuale, impossibile da recuperare i 75'000 franchi. Ci vorrebbero 40 anni, forse di più. Una vita.
Però in caso di vendita, cosa che abbiamo fatto, la casa ha preso valore rispetto ad una senza isolamento.
In più, essendoci vissuto per 10anni, abbiamo potuto godere di un confort assoluto. Grazie al fatto di avere sui muri circa 16cm di isolante termico. Se lo abbiamo fatto è perché siamo coscienti di dover contribuire alla diminuzione dei gas a effetto serra.
L'ideale sarebbe stato di passare ad una produzione di calorico pompa di calore, in questo caso avremmo dovuto cambiare anche i termosifoni. Troppo caro.
Questa la mia testimonianza.

Carlo Ravedoni ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Carlo Ravedoni ha detto...

Aggiungo che di ponti termici ce ne sono e anche tanti. Presso i balconi, intorno ai serramenti, sotto il tetto. Ma comunque non ne abbiamo sofferto rispetto al confort ricevuto

Silvio Caggia ha detto...

@Emilio Molinari
Grazie del post... Mi capita a fagiolo... Ma, dimmi, è una fortuita coincidenza o ti hanno stimolato i commenti nell'altro post?

Alessandro Pagnini ha detto...

@ Silvio
"...Grazie del post... Mi capita a fagiolo..."

Silvio, hai più c**o che anima! :-D

giorjen ha detto...

Bel post e perfettamente in linea col mio pensiero.
Non ha senso aspettare miracoli, si può iniziare subito ed informandosi si trovano molte soluzioni che possono dare risultati incredibili anche con spese modeste.
Se poi anche il legislatore facesse propri alcuni suggerimenti non solo il risparmio sarebbe enorme ma ci sarebbe anche ripresa.
A proposito di informazione consiglio la bellissima trasmissione Smartcity di Melis su radio24, disponibile anche in podcast.
Alle cose citate in questo post aggiungerei il solare termico che si ammortizza in breve in gran parte d'italia. E' possibile trovare anche lavatrici che si possono collegare con l'acqua calda prodotta dal solare.
Se dovete fare la casa o comunque ristrutturare pesantemente valutate il legno. Riavviare la filiera del legno in maniera simile a quello che fanno nei paesi nordici potrebbe cambiare il volto del paese, e con tutti i forestali che ci sono sarebbe anche giusto.

Se poi non avete soldi da investire ci sono le soluzioni migliori: non sprecare risorse. Sembra una stupidaggine ma tenere il riscaldamento leggermente più basso e vestirsi un po' di più fa risparmiare enormemente, non solo sul riscaldamento ma anche sul frigo e sulla salute. Aprire e chiudere finestre o scuri nel momento giusto della giornata, come sapevano le nostre nonne, fa un'enorme differenza.

Sull'argomento si potrebbero scrivere enciclopedie, e se molti sfruttassero anche solo pochi di questi accorgimenti il cambiamento sarebbe veramente rilevante.
Quindi informarsi informarsi informarsi!
g

vincenzo da torino ha detto...

@Emilio. Vorrei chiederle quanto sia efficiente la schiuma nell'intercapedine delle case anni '60 dove il polistirolo ormai è polvere. grazie

vincenzo da torino ha detto...

@Emilio. Vorrei chiederle quanto sia efficiente la schiuma nell'intercapedine delle case anni '60 dove il polistirolo ormai è polvere. grazie

Carlo Ravedoni ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Carlo Ravedoni ha detto...

Non so com'è in Italia.
Qui una casa nuova deve avere 0,20 W/(m2·K) con verifica ponti termici. Senza verifica ponti termici andiamo a 0,17 W/(m2-K).
Per una ristrutturazione occorrono 0,25 W/(m2·K). Vedi norme SIA 380/1
Questo per legge ad ogni domanda occorre presentare un calcolo energetico. Questo calcolo è verificato dal Cantoe via un ufficio appositamente creato. Questo verifica a estrazione il calcolo. Ad ogni comune incombe la verifica dell'esecuzione. Ci sono comuni che lo fanno ed altri no. Comunque sia la maggioranza rispetta le norme.

camillo ha detto...

ricordo che l'intervento più importante da fare è quello del soffitto. Chi ha una copertura agibile tipo a nido d'ape o altro, metta uno nailon poi uno strato di lana di roccia spesso con sopra un altro incrociato. E' un lavoro semplice del tipo fai da te, poca spesa MASSIMA resa si ripaga in pochissimo tempo.
Secondo intervento consigliato poliuretano più riflettente dietro a termosifoni.

Per il cappotto, è ovviamente ottimo, ed è quello che se realizzato bene da i minori ponti termici, ma se lo fare fare da ditte specializzate costa molto e non si ripaga come detto sopra.
Per chi ama il fai da te, potrebbe farlo da solo con molta minor spesa, magari nelle pareti a Nord. Però occorre fare attenzione perchè lo squilibrio tra un muro e un altro potrebbe creare dei punti di condensazione (detti punti di rugiada) con zone interne soggette a muffa. Il punto di rugiada è anche importante nella scelta dello strato di isolamento, deve cadere fuori dal muro sul polistirolo. In genere cappotti da 10 cm non creano problemi , ma con spessori minori ci possono essere.

Daniele Passerini ha detto...

NOTA DI SERVIZIO
In attesa che Emilio risolva i "problemi tecnici" che fino a questa notte non gli hanno permesso di lasciare direttamente i suoi commenti, riporto quello che mi ha inviato stanotte chiedendomi di pubblicarlo per lui.

Il problema ponti termici è relativo. Se concettualmente si ha un aumento della differenza di temperatura tra il muro ed il cemento armato insufflando un materiale nelle intercapedini, in pratica non si ha un aumento della muffa sugli spigoli. Diciamo che il problema resta invariato. La muffa sull’intera parete invece isolando con questa tecnica si riduce drasticamente. Complessivamente il bilancio è positivo anche perché si instaura un meccanismo virtuoso in cui l’abitante se prima tendeva a non aprire le finestre perché aveva freddo dopo un intervento di isolamento delle intercapedini e ancor più del tetto, lo stesso non avendo più freddo è più disposto a far arieggiare gli ambienti.
Emilio Molinari

Daniele Passerini ha detto...

@tutti
Off topic, brutto anno per la musica: ci hanno lasciato a gennaio il "Duca" e ieri il "Principe"... e in Italia (si parva licet) pure GianMaria Testa a fine marzo. Note e note di cordoglio sul pentagramma.

Mauro elia ha detto...

@ Daniele
e anche il mitico keith Emerson

Silvio Caggia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Daniele Passerini ha detto...

@Mauro Elisa
Cavolo hai ragione, è vero, anche Keith Emerson! Che omissione pesantissima che ho fatto...

Daniele Passerini ha detto...

@Mauro
Scusa per la s aggiunta ad Elia... lapsus freudiano, evidentemente ho sempre in testa mia moglie! :D

@tutti
Restando in OT musicale (in attesa che Emilio batta un colpo!) stanotte ho cercato su YouTube "Sign O' The Times" di Prince, la versione originale... ahimè trovo solo versioni live e remix e tantissimi link a video rimossi che temo portassero proprio alla prima versione "magica" e ineguagliata di quella canzone. Prince ha avuto un bel po' da discutere con le case discografiche e mi sa che il video che cercavo è stato vittima di qualcuna di queste controversie.
Qualcuno è in grado di ripescarlo da qualche parte? Per me Prince è indelebilmente associato al ricordo di Sign O' The Times e al video che la accompagnava... sento la perdita sia di Prince sia di quella canzone.

Emilio Molinari ha detto...

Toc toc. Scusate ma sono veramente incapace con il computer. Non so nemmeno se è corretto rispondere con un solo messaggio a tutti. Correggetemi. A Vincenzo rispondo: le schiume non fanno "respirare" le pareti perché hanno una resistenza al vapore molto alta, non sono molto usate e in genere si insufflano in casi estremi e ben ponderati dai tecnici (umidità di risalita per esempio). Possono decomporsi molto prima di altri materiali come la fibra di cellulosa che in pratica è eterna. Purtroppo non sono a conoscenza di tecniche per sostituire le schiume già iniettate

Emilio Molinari ha detto...

.....ricordo che l'intervento più importante da fare è quello del soffitto. Chi ha una copertura agibile
Si camillo ha ragione, concettualmente il tetto è la parte più importante da isolare, ed è quella da cui cominciare se si ha la possibilità di fare delle scelte o darsi delle priorità. Chi ha la possibilità di isolare solo i muri perimetrali non rimane assolutamente scontento. Solo isolando le pareti esterne si può aumentare la temperatura dell'appartamento di 2 o 3 gradi a riscaldamento spento.

Emilio Molinari ha detto...

Camillo ha scritto.......Per chi ama il fai da te, potrebbe farlo da solo con molta minor spesa, magari nelle pareti a Nord. Però occorre fare attenzione perchè lo squilibrio tra un muro e un altro potrebbe creare dei punti di condensazione (detti punti di rugiada) con zone interne soggette a muffa. Il punto di rugiada è anche importante nella scelta dello strato di isolamento, deve cadere fuori dal muro sul polistirolo. In genere cappotti da 10 cm non creano problemi , ma con spessori minori ci possono essere...............

In parte ho risposto in precedenza a questa giusta osservazione. Quando si isola una porzione dell'abitazione si ha uno spostamento della quantità X di umidità presente nella stessa. Tecnicamente e spiegando sommariamente: al di sopra del 60% di umidità e al di sotto dei 14 gradi di temperatura dell'elemento costruttivo si ha la formazione di rugiada. Il problema è l'eccesso di umidità: le norme prevedono in effetti che l'aria deve essere cambiata ogni tot a seconda degli ambienti, degli occupanti, dell'attività, ecc, e questo si può fare o aprendo le finestre ogni tot (molto più spesso di quello che immaginiamo) o adottando sistemi di aerazione (possibilmente con recupero di calore) Questo argomento in Italia praticamente è tabù, se gli italiani stanno iniziando a capire che isolare è bello non si riesce a far capire che dagli anni 70, da quando cioè si è iniziato ad installare infissi a tenuta stagna, il problema muffa è decollato. Coibentare serve ad aumentare la temperatura dell'elemento costruttivo al di sopra dei 14 gradi.

Daniele Passerini ha detto...

@Emilio
Bene arrivato!
Ormai non demordo di fronte alle prime difficoltà che qualcuno - meno avvezzo ad essere iscritto a blog, forum e social - incontra: con un po' di pazienza alla fine si riesce sempre ad arrivare al primo commento. :)
Vai benissimo così, se vuoi essere perfetto usa il simbolo @ seguito dal nome per rivolgerti a un interlocutore specifico... basta che osservi un po' qui in giro.
Grazie di essere qui (in pratica al posto di AleD) con qualche buona competenza in più.
Un abbraccio e a presto.
P.S. Fino a 3 anni fa stavo in una bella casa di fine '800 con spessi muri in pietra, ora in una moderna classe A... appena ho un attimo ti racconto! :)

Emilio Molinari ha detto...

@Daniele
Hai muffa in casa? Hai un aereatore? Raccontami della tua esperienza

Daniele Passerini ha detto...

@Emilio
Ciao, non ho nulla di particolare da raccontare. Non ho problemi di muffa nella casa nuova. Paradossalmente ne avevo in quella vecchia, perché i proprietari che mi avevano preceduto avevano sostituito gli infissi in legno con infissi in alluminio.
Ora in classe A ho infissi in legno (che mi preoccupano un po' per la manutenzione, ma preferisco) e tetto in legno ventilato.
Non ho ventilazione forzata (ma non è una casa "sigillata") e comunque d'abitudine aeriamo le stanze anche in inverno.
Comunque le belle pareti in pietra larghe 60cm mi mancano, ci ero affezionato! :)

Emilio Molinari ha detto...

@Daniele
Quindi mi confermi che nella casa vecchia avevi problemi di muffa ed in quella nuova no. Quello che volevo arrivare nella discussione è che potresti avere problemi di muffa (molto meno che in una casa non correttamente costruita) anche in quella nuova se alteri pesantemente la produzione di vapore. Esempi? Ti Si rompe la cappa di aspirazione della cucina, oppure vengono ad abitare a casa tua altre persone che stanno tutto il giorno in casa, ecc. La causa è la sovrapproduzione di vapore, il fattore scatenante l'elemento costruttivo troppo freddo. Io Entro in circa 300 abitazioni all'anno tra preventivi e lavori eseguiti ed il problema muffe lo hanno il 100% delle case, non prometto mai di risolvere il problema muffa. A distanza di anni ci ringraziano per i lavori dicono che non hanno mai avuto così caldo in casa e in genere che hanno migliorato il problema muffe. Molto spesso coibentiamo gli appartamenti dei vicini di casa. ......Mi piacerebbe avviare la conversazione anche sulle potenzialità di queste tecniche

Silvio Caggia ha detto...

@Emilio Molinari
Parlando di costi, quanto costa la coibentazione di un sottotetto?
Sì può avere una tabellina dei costi per metro quadro di superficie interna della falda?
In alternativa una stima per una superficie interna delle falde di 40 mq.

Ho visto in un brico center dei rotoli di un materiale poco spesso (20mm) multistrato (9 strati) che ricorda quelle copertine termiche di emergenza o i materiali usati per foderare i satelliti artificiali nello spazio... C'è scritto sopra che equivale a 16cm di lana di vetro... Mantengono quello che promettono? Mi è sembrata una soluzione semplice ed economica, soprattutto per il montaggio e l'estetica finale che mi immagino... Che ne pensi?

Quali sarebbero i costi al mq per un cappotto esterno ai muri perimetrali con le varie tecniche?
O una stima per una casa con 3 facciate libere per circa 150mq di superficie verticale complessiva?

Ha senso programmare questo cappotto dopo aver messo i serramenti ed abitato la casa o c'è qualche vantaggio a farlo fare prima? Il risultato estetico finale è come quello di rifare la facciata della casa?

Se necessario puoi contattarmi in privato: Silvio.Caggia@tiscali.it

Emilio Molinari ha detto...

@Silvio Caggia
Io quel materiale alluminato multistrato l'ho usato nella casa dei miei genitori (quella con il super tetto) facendo un capottino interno di 5 cm su tutte le pareti perimetrali, essendo questa con i muri in pietra e non essendo possibile insufflare le intercapedini. Il costo non è tanto quello del materiale in questione (80 € per 10 m2) ma piuttosto la realizzazione del cartongesso e della struttura necessaria a creare una lama d'aria davanti e dietro al materiale. Io ho speso 40 € al m2 di manodopera e materiale (escluso quello alluminato). Un cappotto esterno costa dai 40/50€ in sù al m2. Ci sono diverse varianti( pezzi speciali e soprattuto adattamenti delle piane dei davanzali, ringhiere, eventuali persiane, gronde,ecc). Per i costi di quanto costa isolare una falda, ti riferisci ad un materiale insufflato?

Silvio Caggia ha detto...

Per i costi di isolare le falde del tetto mi interessa qualunque soluzione, a partire dalle più economiche, o con migliore rapporto prezzo prestazione

Emilio Molinari ha detto...

@Silvio Caggia
Immagino che tu non vorresti rifare il tetto, hai le travi ed il tavolato a vista? vuoi mantenere questa estetica o non ti importa di ciò? Tieni conto di un principio di base: se isoli il tetto con materiali naturali hai un vantaggio maggiore perché il tetto viene protetto anche per il caldo estivo. Ps: fai ricerca digitando "sfasamento termico" . Con un tetto in fibra di legno, fibra di cellulosa o altro di simile hai uno sfasamento termico maggiore. Lo sfasamento si misura in ore e l'ideale è raggiungere le 12 ore. Altro suggerimento è quello di considerare di coibentare non solo le falde ma anche il perimetro del sottotetto altrimenti si rischia isolando solo le falde che il calore "esca" dal perimetro ovvero dai lati. Fammi capire come è fatto il tuo tetto, qual'è la tua esigenza di intervento e anche dove abiti per poterti aiutare nelle scelte. Tieni conto comunque che sono un impresario e non un tecnico ed il mio tipo di esperienza è particolare, non sono un edile, non sono in grado di costruire un tetto per intenderci.

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