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giovedì 13 agosto 2015

Un blog da tenere d'occhio!

Il cremonese Paolo Maranzi, che scrive ogni tanto su 22 passi col nick Sine sole Sileo, l'anno scorso ha aperto un proprio blog intitolato La foresta di Dodonax.

L'indirizzo web http://amatoeridano.blogspot.com suggerisce anche un altro titolo, Amato Eridano: infatti Paolo ci offre innumerevoli full immersion naturalistiche, documentate con pregevolissime foto, dentro gli ecosistemi che vivono vicino al fiume Po (Eridano ne è l'antico nome greco).

Bastano pochi sguardi per comprendere che Paolo ama la scrittura quanto la Natura e che nel suo blog vuole condividere le sue passioni in forma di riflessioni, poesie, racconti e fotografie. E che è curioso della Natura che ci circonda quanto della natura interiore e spirituale dell'essere umano, ne cerca intrecci e sincronicità.

Per i lettori di 22 passi, ho tratto dal blog di Paolo l'inizio del post Il grande mistero delle conchiglie e di chi le colleziona. Nella "Cosmovisiòn" la soluzione.

Possiedo una vasta collezione di conchiglie, sparsa per le spiagge di tutto il mondo.
(Steven Wrigh)


Un bimbo mi attendava sulla rena, seduto, ma devo ammettere che non ricordo più in quale vita avessi preso quell'appuntamento, stava giocherellando con una manciata di conchiglie trovate sulla sabbia.
Ma c'era qualcosa che non mi convinceva in quella riunione inaspettata e al contempo predestinata, come se fosse un'esperienza già vissuta, già vista, una sorta di dejavu; anzi, una messinscena, un gioco, un capriccio, ma non quello di un bimbo, bensì di un vecchio che allestisce una scena teatrale e che potrebbe attendermi per tutto il tempo necessario, perché anche il tempo stesso era in qualche modo opera sua, un gioco, il diletto di un vecchio che si finge infante, o forse il contrario.
Mi sembrava di osservare me stesso dall'esterno, lo scenario era come l'immagine di un tarocco, una figura archetipa, il bimbo sulla spiaggia che cerca conchiglie, un'immagine, replicata all'infinito, come un frattale, in tutti i millenni e in tutti i popoli del mondo.
Mi lasciai per un attimo contagiare dalla spontaneità e ingenuità di quel saggio puer, tant'è che mi balenarono in mente domande impossibili, chissà perché legate ad un dettaglio scenico altrimenti irrilevante, quella manciata di conchiglie, che un adulto di solito considera un semplice trastullo, tutt'al più un complemento d'arredo per il tavolino del soggiorno.
Cosa sono le conchiglie? A cosa servono?
Proprio il genere di domande che metterebbero in imbarazzo qualsiasi luminare, perché nessuno possiede una risposta soddisfacente. Soprattutto per un bambino. Certo, un adulto si accontenterebbe di sentirsi dire: la conchiglia è una struttura biologica rigida e dura che protegge e sostiene animali a corpo molle e senza scheletro...
Ma un bambino, no, non si accontenterebbe mai di questa definizione. Lui intuisce che c'è qualcosa di più, che sfugge a tutti pur restando sempre sulla punta della lingua, lì sulla soglia tra due mondi opposti, qualcosa che è tremendamente importante poter raggiungere e contemplare.
E come se il mio ospite mi avesse letto nel pensiero, mi accennò un sorriso, afferrò un paio di quei nicchi e prese parola: “Le vedi queste? Faranno tremare a breve università e laboratori, la Scienza intera tremerà e crollerà, per ergersi nuovamente, più bella e ricca che mai.”
Il seguito qui (parte I) e qui (parte II). Buona lettura.

È solo uno dei tanti post di Paolo che vale la pena gustarsi. Invito tutti a visitare (spesso) il suo blog e invito lui a segnalare (sempre) su 22 passi i post pubblicati su amatoeridano.blogspot.com.

15 : commenti:

Silvio Caggia ha detto...

I due post di sine sole sileo sono interessanti, mi viene da pensare che il passaggio dai molluschi con guscio esterno agli animali con una colonna vertebrale corrisponda al passaggio evolutivo dal mesoderma antico al mesoderma recente... Il senso biologico del mesoderma antico è quello della protezione dell'organismo ed un guscio rigido è la sua massima espressione, il senso biologico del mesoderma recente è quello del riuscire a fare, muoversi per esempio...
Il senso del bello è poi sedimentato in noi attraverso archetipi funzionali che hanno anche essi un senso biologico.
Non è comunque necessario un creatore per le creature... Straordinari pattern frattali di conchiglie si possono produrre con semplicissimi automi cellulari...
Vale comunque la pena porsi certi interrogativi che possono portare alla Cosmovisiòn, anche se magari ognuno ne ha una diversa...😊

Silvio Caggia ha detto...
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Alessandro Pagnini ha detto...

Non è necessario un creatore per le creature. Rimane da capire se sia o meno necessario un creatore per imbastire l'ambiente e le regole che porteranno all'emergere delle creature.

Silvio Caggia ha detto...

@Alessandro Pagnini
Se fosse necessario un creatore per imbastire una qualsiasi cosa, anche solo un parametro dell'universo, tipo la velocità della luce, si creerebbe un problema ancora più grosso della soluzione... Chi avrebbe creato il creatore? 😀

Silvio Caggia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandro Pagnini ha detto...

E' un vecchio paradosso. Infatti non c'è una soluzione che possa essere comprensibile alla nostra logica.

Roberto Bletzo ha detto...

secondo me con questi discorsi vi perdete nella "restrizione" della (nostra)logica.
avessimo altre mentalità (logiche) non ci saremmo posti il problema della creazione del creatore (indiani d america)
oppure avremmo potuto dire che un altro creatore modellò quest ultimo e così all infinito (indù)
la questione è capire che logica abbiamo acquisito.

Alessandro Pagnini ha detto...

@ Roberto
Esatto! La nostra logica potrebbe non essere adeguata ad affrontare la cosa. Infatti conviene non perderci troppo tempo, a meno che uno non voglia tentare di vincere il Nobel per la filosofia (anche se non c'è) o un ricovero coatto alla neuro (più probabilmente), cosa che capita spesso ai matematici che si avventurano a studiare insiemi infiniti.

sine sole Sileo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sine sole Sileo ha detto...

Ahahah il buon Daniele me l'ha fatta sotto il naso!!
Il sospetto si è trasformato in certezza quando un certo A.R. mi ha chiesto l'amicizia su google+." Mhh, questo nome non mi è nuovo, dove l'avrò mai già sentito??" Ma certo, su 22 passi!
Bischeraccio di un Daniele!
E pensare che l'unico contributo che ho dato al blog è stato quello di leggermi sempre le trafile interminabili di commenti litigiosi :-).
Lo considero un premio fedeltà:-). Grazie della stima!
Comunque trovo significativo, caro Daniele, quello che scrissi a Marzo: da quando sono iniziate le zuffe e le dispute, tutt'altro che a fusione feddra, le donne hanno LAVATO le tende! Adesso è tutto sbilanciato su un solo emisfero sto blog! Man-naggia!
Mihhhh, adesso che ci penso:m'hai dato una bella gatta da pelare: i vecchi post son pieni di errorini e imprecisioni grammaticali, mi toccherà revisionare tutto il pubblicato :-)

Roberto Bletzo ha detto...

rendiamo il blog utile
consiglio
Libro d ombra di tanizaki
naturalmente consiglio" grande sertao " illeggibile per tutti.Forse nel 800 sarebbero riusciti a leggerlo ,oggi siamo figli della fretta e e del reale (la scienza) .non c è più spazio alla poesia.Non è un libro di poesie ma lo scritto (500 pagine)per chi riuscirà a recepirlo è una poesia.
se qualcuno mi consigliasse qualche lettura lo ringrazio.

Roberto Bletzo ha detto...

volevo consigliare i romanzi di Simenon
io sono rimasto allibito quando ho letto "la morte di belle"
un tranquillo professore in una piccola cittadina vive la sua pace e la sua dignitosa vita finchè non v iene accusato di aver violentato e ucciso una sua studente.
Lui solo sa che non è vero ,ma il mondo attorno a lui cambia.La moglie non sa cosa credere ,i figli sono influenzati da cosa dicono gli altri...gli amici prendono le distanze e i vicini o conoscenti non riescono a capire come abbia potuto ,uno come lui ,far certe cose.
Tutti sanno e hanno già giudicato.
Lui ,non ha fatto, ma ormai in qualsiasi posto vada sa che è già come potrà esser considerato
e allora ...,al diavolo..,facciamolo perchè così possa sentirmi coerente con il giudizio degli altri

tremendo

Roberto Bletzo ha detto...

scusate l errore" che è già" andrebbe cancellato

Roberto Bletzo ha detto...

l interessante è che questo professore di provincia
giorno dopo giorno si rende conto che oramai il "suo mondo" ha espresso un verdetto categorico
neanche scoprissero il vero autore del delitto ,lui riuscirà mai più a distaccarsi dall infamia che gli è crollata addosso ,ci sarà sempre una voce di dubbio popolare che lo perseguiterà...

mi vengono in mente ,così al due, Tortora ,Valpreda...

Roberto Bletzo ha detto...
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