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venerdì 20 febbraio 2015

Umbria: la green valley del fotovoltaico?


La mattina di sabato scorso, sfogliando un quotidiano locale mi cade l'occhio su un articolo di Massimo Fraolo intitolato Fotovoltaico a led, rivoluzionaria scoperta  umbra che inizia così: 

"Marsciano - Una rivoluzione copernicana nel campo del fotovoltaico. Arriva proprio dall'Umbria ed ha come ideatore il tecnico marscianese Alfredo Chiacchieroni. È lui ad avere ideato, progettato e brevettato il pannello fotovoltaico a led che utilizza il sistema 'Imdf' (innovativo modulo a diodi fotovoltaici) e che ha un rendimento quattro volte superiore al fotovoltaico normale. Una durata di 50 anni, la capacità di operare anche con temperature di 130 gradi e un costo di produzione del 70% inferiore ai sistemi al silicio..."

L'invenzione appare veramente clamorosa. Scatto una foto col cellulare (quella accanto, cliccandoci sopra potete leggere tutto l'articolo) dopodiché mi dimentico completamente di questa notizia...

Me ne sono ricordato oggi, non appena ho aperto il link mandatomi dall'amico SPAXIO:



Il foltovoltaico ad altissime prestazioni nasce in Umbria  di Guido Romeo
Il sistema Imdf è una “garage innovation” che potrebbe entrare in produzione entro la fine dell’anno grazie alla cessione in licenza a tre grandi utilities internazionali 
Rendimento quattro volte superiori al fotovoltaico normale, una durata di 50 anni, capacità di operare anche con temperature di 130°C e un costo di produzione del 70% inferiore ai sistemi al silicio. Sono queste le cifre, decisamente impressionanti, dell’Imfd (innovativo modulo fotovoltaico a diodi), brevettato da Alfredo Chiaccheroni, un elettricista umbro che, complice la crisi, si è trasformato in inventore investendo direttamente nel progetto insieme ad alcuni soci a partire dal 2008.
La presentazione ufficiale, con tanto di dimostrazione pratica avverrà solo tra qualche settimana a Marsciano, in provincia di Perugia, ma i dati certificati dalle relazioni tecniche di questa vera e propria “garage innovation” sono decisamente incoraggianti e, se confermati in fase industriale, potrebbero generare un terremoto nel mondo del fotovoltaico.
“Abbiamo modificato i led a diodi gli stessi che vengono utilizzati per le spie di telecomandi e cruscotti” spiega Chiacchieroni,  “inserendo al loro interno una miscela di sostanze – anch’essa brevettata – che contiene vari composti a base di gallio, carburo di silicio e indio. abbiamo poi impilato il diodi per formare pannelli che arrivano fino a 14 strati e hanno il pregio di catturare un ampio spettro di lunghezze d’onda della luce. Questo ci permette di avere dei rendimenti fino al 64%, rispetto al 16% dei migliori pannelli fotovoltaici tradizionali”. In termini di potenza questo significa 984 Watt per una superficie di 1,6 metri quadri a fronte di 256 Watt del fotovoltaico tradizionale.
In più, il sistema Imdf, essendo tutto in plastica, può essere sommerso o calpestato senza problemi e Chiaccheroni ha già progettato anche applicazioni per la ricarica di cellulari e altri dispositivi portatili.
Il prossimo passo non è l’industrializzazione diretta, ma la cessione di licenze ad alcune grandi utilities elettriche globali, una europea, una asiatica e una americana, che hanno già avvicinato Chiaccheroni.

Appena riesco a saperne qualcosa di più (Marsciano è a 25 chilometri da dove abito!) vi ragguaglio.

100 : commenti:

Mauro elia ha detto...

Bene, allora si potrà produrre elettricità direttamente.. meglio del' e cat ?

SPAXIO ha detto...

@Daniele

Bravissimo, ottimo e abbondante.

Come si dice: "Se son rose fioriranno".

Nei prossimi giorni cercherò di fare alcune misure con diodi led ad infrarossi dei telecomandi, e ne darò comunicazione qui su 22 Passi.

gio ha detto...

http://www.bloomberg.com/bw/articles/2013-08-22/homegrown-green-energy-is-making-power-utilities-irrelevant


interessante ..leggermente datato , ma interessante!!!

"There are 3,200 utilities that make up the U.S. electrical grid, the largest machine in the world."

rete frammentata......rete aggredibile!!!!

mi sa che salta anche la rete elettrica!!!

CLaudio Rossi ha detto...

Quel "costo di produzione" inferiore a un terzo dei "sisteml silicio" mi lascia molto perplesso.
Aspetterò il prossimo post.

bertoldo ha detto...

ci vorrebbe qualcuno che vada a verificare di persona ... un vero peccato la solita cessione ad altri che porteranno come al solito introiti da altre parti ...

mauro bertini ha detto...

Se i dati sono veri questa è una rivoluzione al pari dell' e-cat. 1,6 Mt quadrati per metro quadro giusto giusto il tetto dell'auto accoppiato ai nuovi sistemi di accumulo addio petrolio. Come faranno adesso per insabbiare tutto . Qualche comblotto vedrete che spunterà state tranquilli. A proposito, per verificare apparati del genere non servono neanche Mario Massa ecc. Ecc.

Alessandro Pagnini ha detto...

Se fosse vero.....stapperei la bottiglia che conservo per Rossi! :-D

Franco Sarbia ha detto...

Sì, concordo con
@mauro bertini e
@Alessandro Pagnini
questo progetto è davvero rivoluzionario.

mauro bertini ha detto...

Sembra che il tipo non sia proprio affidabile dalle notizie che si trovano in rete. Mah!

Daniele Passerini ha detto...

@Mauro Elisa
...meglio del' e cat ?
Son cose diverse... ho sempre pensato che un fotovoltaico di maggiore efficienza e minore costo potrebbe convivere con qualsivoglia altra green technologies, così come nella cucina italiana la pasta alla carbonara convive con quella all'amatriciana, alla puttanesca, all'arrabbiata, alla bolognese, alla norcina ecc. :)

@SPAXIO
Nei prossimi giorni cercherò di fare alcune misure con diodi led ad infrarossi dei telecomandi, e ne darò comunicazione qui su 22 Passi.
Grandioso! Grazie! :-)

@gio
...mi sa che salta anche la rete elettrica!!!
La direzione intrapresa mi sa che è quella... ma non avverrà certo dall'oggi al domani... parafrasando quello che ha detto Mahler in altro contesto: la rete di distribuzione elettrica ha i secoli contati! :)
Ma confidiamo possano bastare qualche manciata di decennii! ;)

@CLaudio Rossi
Quel "costo di produzione" inferiore a un terzo dei "sisteml silicio" mi lascia molto perplesso.
Ad essere sincero, io sono perplesso dai pochi link su Alfredo Chiacchiera presenti nel web... un po' pochi per una rivoluzione così epocale com'è descritta. A parte un altro suo progetto di pali d'illuminazione con pannelli fotovoltaici del 2008 o giù di lì e video su youtube, non ho trovato molto altro.
Ho un paio di numeri di telefono da provare a fare squillare per cercare di rintracciarlo... domani ci provo.

@bertoldo
ci vorrebbe qualcuno che vada a verificare di persona ...
Verificare è una parola grossa, proverò a vedere se riesco a raccogliere informazioni di prima mano e magari più dettagliate.

@mauro bertini
Se i dati sono veri questa è una rivoluzione al pari dell' e-cat. 1,6 Mt quadrati per metro quadro giusto giusto il tetto dell'auto accoppiato ai nuovi sistemi di accumulo addio petrolio.
Sì, il balzo avanti rispetto al fotovoltaico sul mercato sarebbe impressionante... speriamo sia tutto vero.

@Alessandro Pagnini
Se fosse vero.....stapperei la bottiglia che conservo per Rossi! :-D
Chi primo arriva primo alloggia eh, traditore! :D :D :D

@Franco Sarbia
questo progetto è davvero rivoluzionario.
A parte l'efficienza sorprendente, con il rapporto W/m2 dichiarato e il fatto che i pannelli funzionerebbero anche con illuminazione tangente invece che perpendicolare, il fotovoltaico led potrebbe essere integrato in qualsivoglia tipo di costruzione, mentre l'attuale fotovoltaico necessita di superfici ed esposizioni non sempre dispobili. Sei un architetto, correggimi se sbaglio.

Daniele Passerini ha detto...

@tutti
Come accennato prima, cercherò di rintracciare l'inventore (che non dovrebbe distare più di mezz'ora d'auto da dove abito). Se avete domande da proporgli, probabilmente più tecniche e intelligenti di quelle che vengono in mente a me, lasciatele qui e me ne farò portavoce.

Antonio ha detto...

Al tempo: le cose non stanno come dice l'articolo in quanto l'inventore non dichiara di "aggiungere" alcunché ai diodi LED, usa proprio quelli commerciali in una combinazione serie/parallelo.
Il punto è che sbaglia a stimare la superficie di giunzione che si può esporre alla radiazione luminosa che è almeno 10 volte minore di quella da lui ipotizzata. Volendo "realizzare apposta" una giunzione PN che mostri la massima superficie alla radiazione si "reinventa" l'attuale pannello fotovoltaico.
Pertanto la soluzione presentata ha un rendimento di almeno un ordine di grandezza minore del "normale" pannello fotovoltaico.

A seguire il brevetto:
https://patentscope.wipo.int/search/docservicepdf_pct/id00000027749980.pdf?download

Antonio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Antonio ha detto...

@spaxio: visto che ci siamo ci sono alcune interessanti ricerche per realizzare celle solari sintetiche che partono proprio dal fenomeno "invertibile" del LED cercando di sfruttare le medesime tecnologie costruttive, ecco un paper che riassume da dove sono partiti:
http://static.sdu.dk/mediafiles/Files/Om_SDU/Centre/nanosyd/Brabec01AFM_Solar.pdf

Daniele Passerini ha detto...

@mauro bertini
Sembra che il tipo non sia proprio affidabile dalle notizie che si trovano in rete. Mah!
Metti i link per favore.

Daniele Passerini ha detto...

@antonio
...ci sono alcune interessanti ricerche per realizzare celle solari sintetiche che partono proprio dal fenomeno "invertibile" del LED cercando di sfruttare le medesime tecnologie costruttive, ecco un paper che riassume da dove sono partiti...
Ti chiedo per favore di spiegare, in modo comprensibile a un profano come me, in cosa consisterebbe a tuo avviso l'incompatibilità, tra quanto dichiarato da Chiacchieroni e la letteratura, circa l'uso "alla rovescia" dei LED (trasformare luce in elettricità, invece del consueto uso opposto, trasformare elettricità in luce).

Franco Sarbia ha detto...

Sì, concordo con
@mauro bertini e
@Alessandro Pagnini
questo progetto è davvero rivoluzionario.

Antonio ha detto...

@Daniele non c'è nessuna incompatibilità: il LED colpito da fotoni induce spostamento di carica e quindi genera corrente eletrrica, si tratta di un fatto noto. Il punto è che il dispositivo che l'inventore presenta nel brevetto non può raggiungere il rendimento che lui dichiara ma nemmeno la decima parte.

Daniele Passerini ha detto...

@antonio
non c'è nessuna incompatibilità: il LED colpito da fotoni induce spostamento di carica e quindi genera corrente eletrrica, si tratta di un fatto noto. Il punto è che il dispositivo che l'inventore presenta nel brevetto non può raggiungere il rendimento che lui dichiara ma nemmeno la decima parte.
Pare esserci un problema di comunicazione tra me e gli ingegneri oggi! :)
A me pare che dici che il rendimento dichiarato da Chiacchieroni è incompatibile con quelli attestati in letteratura. Perché?
È possibile avere una spiegazione qualitativa comprensibile a tutti per favore della tua stroncatura di Chiacchieroni? Grazie.

Mahler ha detto...

@Daniele

L'attuale record mondiale di efficienza si aggira intorno al 30%. Considerate le enormi spese in ricerca e sviluppo in un settore tanto “caldo” per l'industria, pensare di raddoppiare quel numero fino ad arrivare a sfiorare il limite termodinamico teorico possibile per l'estrazione di energia dal sole con una ricerca condotta in uno sgabuzzino io suggerirei prudenza.

> È possibile avere una spiegazione qualitativa comprensibile a tutti per favore della tua stroncatura di Chiacchieroni? Grazie.

In attesa che ti risponda Antonio e chiedendo scusa per l'intromissione, credo che in queste sue parole potresti trovare un'anticipazione della sua risposta:

Il punto è che sbaglia a stimare la superficie di giunzione che si può esporre alla radiazione luminosa che è almeno 10 volte minore di quella da lui ipotizzata. Volendo "realizzare apposta" una giunzione PN che mostri la massima superficie alla radiazione si "reinventa" l'attuale pannello fotovoltaico.

[Il grassetto è mio]

Ciao!

indopama ha detto...

6) Il principio di causa-effetto.
"Ogni cosa ha il suo effetto, ogni effetto ha la sua causa, e tutto avviene secondo una legge".
La legge di causa-effetto è conosciuta anche dalla nostra scienza, che si limita però ad applicarla soltanto alla materia.
La stessa legge vale però su qualsiasi livello di esistenza, facendo intendere che tutto ciò che ci accade in modo apparentemente casuale ha una sua causa antecedente di cui non siamo consapevoli. Il caso è, in realtà, un nome attribuito ad una legge non riconosciuta.
Questo sesto principio ermetico fa intendere come ognuno di noi è veramente padrone del proprio destino, in quanto il nostro futuro sarà determinato dalle conseguenze delle nostre scelte e non da eventi casuali.

quindi il nome del tipo non e' un caso, diobono Daniele tu dovresti saperlo, nemmeno l'Umbria e' un caso.

indopama ha detto...

@Daniele
poi abbiamo il DIOdo... piu' chiaro di cosi'... :-)

Vettore ha detto...

Alcune delle cose che sostiene l'inventore sono vere, ma nel complesso mi sa che ha sbagliato i calcoli... E' vero che i LED usati "al contrario" generano energia elettrica, è vero che i materiali con cui sono costruiti (GaAs, SiC, GaN, etc) hanno un rendimento maggiore rispetto a quello del silicio usato nei pannelli fotovoltaici, ed è anche parzialmente vero che la parte plastica dei LED funge da lente e quindi li rende una specie di "pannello a concentrazione" in miniatura. Il problema però sorge quando si cerca di scalare questa tecnologia per ottenere potenze maggiori: asintoticamente si tende ad un pannello fatto di GaAs, che si sa benissimo che ha un rendimento molto più alto dei normali, ma costa infinitamente di più, e il suo costo aumenta all'aumentare della richiesta, visto che il materiale è molto più difficile da ottenere rispetto al silicio! Per questa volta misa niente rivoluzione... Ah, occhio al settore delle batterie al litio, anche lì ogni giorno viene fuori una possibile rivoluzione... :-)

bertoldo ha detto...

"il LED colpito da fotoni induce spostamento di carica e quindi genera corrente eletrrica, si tratta di un fatto noto. Il punto è che il dispositivo che l'inventore presenta nel brevetto non può raggiungere il rendimento che lui dichiara ma nemmeno la decima parte."

Si ricomincia alla grande con il negazionismo ...

bertoldo ha detto...

ora prima di giudicare se sia possibile o no è sempre meglio verificare . Siamo in un mondo di possibilità , non in un mondo dove non può essere niente ! CHIARO ?

bertoldo ha detto...

se sfrutta una combinazione del genere : tutto è possibile . Provato personalmente la batteria da 9 volt usata , segnava 7,8 all'inizio si è poi caricata a 9,5 v . Ovviamente puoi non crederci , ma il sistema CAPTRET funziona alla grande . Cordiali Saluti ai soliti negazionisti tarati ...

bertoldo ha detto...

Vi faccio notare che il captret ancora una volta deriva da un esperimento di JLNAUDIN ...

bertoldo ha detto...

comincio a considerare i negazionisti a prescindere , basati su nozioni che hanno assorbito in una scuola che non insegna niente , persone che hanno seri problemi derivanti dal fatto che vogliono avere tutto sotto controllo , senza aver capito nulla del mondo circostante . mah !

bertoldo ha detto...

"Vettore ha detto...
Alcune delle cose che sostiene l'inventore sono vere, ma nel complesso mi sa che ha sbagliato i calcoli..."
Come fai a dirlo senza aver verificato nulla ?

"E' vero che i LED usati "al contrario" generano energia elettrica, è vero che i materiali con cui sono costruiti (GaAs, SiC, GaN, etc) hanno un rendimento maggiore rispetto a quello del silicio usato nei pannelli fotovoltaici, ed è anche parzialmente vero che la parte plastica dei LED funge da lente e quindi li rende una specie di "pannello a concentrazione" in miniatura."
E allora dov'è il problema .

" Il problema però sorge quando si cerca di scalare questa tecnologia per ottenere potenze maggiori: asintoticamente si tende ad un pannello fatto di GaAs, che si sa benissimo che ha un rendimento molto più alto dei normali, ma costa infinitamente di più, e il suo costo aumenta all'aumentare della richiesta, visto che il materiale è molto più difficile da ottenere rispetto al silicio!"
Ma se sopra hai appena scritto che l'effetto lente migliora la resa e il materiale da utilizzare è infinitamente minore di un pannello classico , dov'è il problema ? forse solo nella vostra testa ?

" Per questa volta misa niente rivoluzione... Ah, occhio al settore delle batterie al litio, anche lì ogni giorno viene fuori una possibile rivoluzione... :-)
21 febbraio 2015 08:01"
Grazie del consiglio e della deviazione disinformativa , veramente grazie guarda ...

bertoldo ha detto...

e poi una cosa non ho capito ci sono dei pannelli a concentrazione che commercialmente raggiungono il 26% ed in prototipo passano il 40% ma che fanno costare molto di più del classico pannello perchè non vogliono devastare il mercato consolidato ... l'unico punto che come sempre non mi garba proprio è dover aspettare tempo infinito perchè le novità possano passare , perchè il mercato non vuole auto distruggersi . Rimane valido il consiglio a questi inventori di mettere in rete il loro trovato e di farsi pagare dagli utenti autocostruttori , openhardware , le royalti che loro pretendono , ma non lo faranno mai . Riconoscete questo Suono l'unica scelta è il mimetismo il volo ...

Daniele Passerini ha detto...

@indopama
....................................quindi il nome del tipo non e' un caso, diobono Daniele tu dovresti saperlo, nemmeno l'Umbria e' un caso.
Non scomodiamo Ermete e il karma, si dice NOMEN OMEN, c'est plus facile!
Spiegami piuttosto Umbria a cosa lo riconduci tu...
"Il nome Umbria identifica in latino il "paese degli umbri", popolazione italica che abitava una zona molto più vasta rispetto a quella identificata oggi dai confini regionali. Il termine "Umbri" ha origine sconosciuta al momento."

Guarda piuttosto che da queste parti c'è "lu centru de lu munnu" eh! :)))
L'Umbria è la patria di S. Francesco, S. Chiara, S. Rita, S. Benedetto... terra con radici fortemente mistico/sciamaniche... scherza coi fanti, ma lascia stare i Santi! :)))

indopama ha detto...

Dall'Umbria (che sei tu, il tuo blog, questo post) DIO da il DO, la prima nota che fa partire la canzone (i commenti) dei Chiacchieroni.
:-)
poi magari mi sbaglio...

Daniele Passerini ha detto...

@indipama
poi abbiamo il DIOdo... piu' chiaro di cosi'... :-)
Poi abbiamo IN DOPAMA che corrisponde a DOPAM-IN-A (dopamina)... quindi?!?
http://www.droganograzie.it/effetti_cervello.html
:D :D :D

@tutti
Ora devo uscire, a più tardi e buon weekend a tutti.

Mauro elia ha detto...

Si possono usare gli schermi al led della tv come pannello solare opportunamente modificati per creare energia elettrica?

bertoldo ha detto...

le domande da fare : che tipo di led ha utilizzato e che lunghezza d'onda ?
Ha usato più diodi led su diverse lunghezze d'onda e quali e come sono state sovrapposte , in che sequenza e quale lunghezza d'onda per ogni strato di diodi , dove ha comprato i diodi a poco prezzo . c'è un effetto capacitivo tra le varie giunzioni che ha fatto oppure ha inserito dei condensatori tra uno strato e l'altro ? ect.ect.

Daniele Passerini ha detto...

@Indopama
Dall'Umbria (che sei tu, il tuo blog, questo post) DIO da il DO, la prima nota che fa partire la canzone (i commenti) dei Chiacchieroni.
:-)

Ah, ma io mi pensavo che tu stessi dando del chiacchierone al Chiacchieroni! ;))
Allora ho frainteso io... è che i "chiacchieroni" del blog ormai li vedo quasi come un marchio di fabbrica.

gio ha detto...

@daniele
>La direzione intrapresa mi sa che è quella... ma non avverrà certo dall'oggi al domani... parafrasando quello che ha detto Mahler in altro contesto: la rete di distribuzione elettrica ha i secoli contati! :)
Ma confidiamo possano bastare qualche manciata di decennii! ;)

...ma l'andamento è ben evidente, i big stanno togliendo gli investimenti nelle fonti tradizionali ; c'è un rideminsionamento degli investimenti aziendali interni e fuga da questi assets pure da chi fa speculazione.......assisteremo ad un lento declino , ma è evidente che sta nascendo un nuovo modo di produrre e distribuire l'energia:

smart grid vs ozpione stand alone

vedremo chi si affermerà!!

noto ancora una volta , con tristezza ed invidia, il fermento oltreoceano vs il nostro immobilismo!!

Antonio ha detto...

@Daniele, provo a spiegare. Intanto il problema non è qualitativo in quanto qualitativamente il fenomeno esiste, è reale, è spiegabile, è riproducibile. Ecco come costruire un caricabatterie che sfrutta il principio, guarda:
http://www.techulator.com/resources/10515-LED-solar-cell-its-working.aspx
Il problema è squisitamente quantitativo, prima sul fronte tecnico e poi su quello economico (ma lo trascuriamo in questa sede).
La parte "sensibile" è molto piccola e necessita di una parte che funga da conduttore elettrico che, ovviamente, non partecipa attivamente al fenomeno, senza considerare la necessità di cablaggi tra un gruppo di dispositivi e gli altri ecc ecc. Pertanto se consideriamo un "pannello" che sia composto da tanti led del genere (per quanto piccoli se ne riescano a realizzare) anche solo considerando il fattore di forma del dispositivo elementare e supponendo di costruirlo apposta non è possibile che tutta la superficie del pannello sia da considerarsi attiva (nel brevetto l'inventore ne ipotizza 4 milioni per pannello), è ragionevole che la superficie attiva sia circa la metà il che riduce il rendimento al di sotto di un pannello classico (per mq). Dai miei calcoli, realizzando quello che lui dice nel brevetto (ma migliorando la gestione elettrica in quanto quella proposta non mi convince) usando dispositivi commerciali con il miglior fitting teorico della superficie si dovrebbe stare attorno al 5% di rendimento con l'ipotesi di un perfetto allineamento assiale dei dispositivi e con la radiazione perfettamente perpendicolare alla superficie attiva (la presenza della lente riduce di molto l'angolo).
In realtà comunque c'è molta ricerca che punta a produrre pannelli in film sottile che sfruttino giunzioni GaAs e altre, proprio come i led ed esistono già prototipi che, arrivano anche al 40% di rendimento.
a questo link trovi uno dei lavori più recenti che analizza i rendimenti delle varie tecnologie.
http://www.researchgate.net/profile/Keith_Emery/publication/263809177_Solar_cell_efficiency_tables_(version_44)/links/0046353bee9e814e05000000.pdf

Sono riuscito a spiegarmi meglio?

bertoldo ha detto...

no !

Daniele Passerini ha detto...

@antonio
Ho capito che per te le dichiarazioni di rendimento dell'inventore sono campate per aria, ma penso che sarebbe opportuno un confronto con l'inventore, non credi? O trovi giusto che ogni volta che ci imbattiamo con un fatto o fenomeno X che sfida le nostre conoscenze, le nostre conoscenze debbano essere sempre presupposte cristalline e non passibili di evoluzione/miglioramento e di conseguenza essere X sempre bufala, truffa, errore ecc.?

Alessandro Pagnini ha detto...

@ Daniele

"...Se fosse vero.....stapperei la bottiglia che conservo per Rossi! :-D
Chi primo arriva primo alloggia eh, traditore! :D :D :D..."

Tranquillo, poi la ricomprerei e la rimetterei in fresco, in attesa del secondo round! :-)

Però neppure io ho sentito nulla a proposito di questo tipo e della sua mirabolante scoperta. Lungi da me l'idea di voler dire che non corrisponda certamemente al vero, ma direi che per adesso questa è una notizia da prendere con le molle, in attesa di opportune verifiche.
Per adesso la bottiglia continua ad invecchiare.... :-)

Daniele Passerini ha detto...

@gio
...noto ancora una volta , con tristezza ed invidia, il fermento oltreoceano vs il nostro immobilismo!!
Noi ci muoviamo in ben altri campi... vedi il link sotto. Chissà se in USA una cosa del genere potrebbe mai succedere... penso di no, è più da film di Toto: un bidello del CNR che, fingendosi laureato, fa carriera, diventa responsabile dell'ufficio entrate e contratti e provoca un buco di bilancio di 3,4 milioni di euro!!!
'Buco' all'Istituto di Fisiologia clinica del Cnr, l'accusa è di truffa ai danni dello Stato

Daniele Passerini ha detto...

@tutti
Letto il link qui sopra?
E poi il problema sarebbe stato Carpinteri alla Presidenza dell'INFN???
Ma mi faccia il piacere!!!
Quelle sono state le 1000 firme più inutilmente spese della storia della scienza.
Il problema sarebbe stato il coinvolgimento di UniBO con Rossi???
Ma mi faccia il piacere!!!
E nessuno continua a commentare il post sull'INFN?
Sveglia!!!

Daniele Passerini ha detto...

@Alessandro Pagnini
Però neppure io ho sentito nulla a proposito di questo tipo e della sua mirabolante scoperta. Lungi da me l'idea di voler dire che non corrisponda certamemente al vero, ma direi che per adesso questa è una notizia da prendere con le molle, in attesa di opportune verifiche.
Concordo su tutto. Per questo mi piacerebbe riuscire a dare la parola all'inventore.

Daniele Passerini ha detto...

@Vettore
Alcune delle cose che sostiene l'inventore sono vere, ma nel complesso mi sa che ha sbagliato i calcoli...
Ah, occhio al settore delle batterie al litio, anche lì ogni giorno viene fuori una possibile rivoluzione... :-)

Se becco l'inventore, gli girerò tutti gli appunti sollevati da te ed Antonio.
Concordo sul fatto che dalle batterie al litio - gio ci ha ragguagliato parecchio in questi giorni al riguardo - sono in arrivo grandi cose! ;)

Daniele Passerini ha detto...

@Mauro Elia
@Bertoldo
Grazie alle domande che anche voi avete suggerito da rivolgere a Chiacchieroni. Ottime!

Daniele Passerini ha detto...

@Mahler
In attesa che ti risponda Antonio e chiedendo scusa per l'intromissione, credo che in queste sue parole potresti trovare un'anticipazione della sua risposta...
Nessuna intromissione, grazie, hai fatto bene.

Mauro elia ha detto...

Pertanto se consideriamo un "pannello" che sia composto da tanti led del genere (per quanto piccoli se ne riescano a realizzare) anche solo considerando il fattore di forma del dispositivo elementare e supponendo di costruirlo apposta non è possibile che tutta la superficie del pannello sia da considerarsi attiva (nel brevetto l'inventore ne ipotizza 4 milioni per pannello),

Premesso che non voglio dimostrare nulla, anche perchè non conosco la materia, ma solo per fare due chiacchere, ho fatto una ricerca su internet e ho scoperto che nel pannello della tv al led per ogni pixel ci sono 4 led e che una tv media (full HD) la risoluzione è 1920 x 1080 pixel quindi (se sbaglio correggetemi pure) ci sono 1920 x 1080 x 4 led per ogni pannello schermo tv led... a me viene fuori più di 8.200.000 led immagino che esiste una produzione di massa di tali pannelli e non penso che abbiano un costo unitario proibitivo, se si potessero modificare per diventare pannelli solari, non mi spiacerebbe..

http://firmchannel.com/l_it/led_displays.html

gio ha detto...

@ daniele

purtroppo siamo questo.:(


le novità invece stanno tutte nell'oceano pacifico:
http://www.e-catworld.com/2015/02/19/new-official-web-site-andrea-rossi-com-pictures-of-the-new-plant/

nelle foto di Rossi bisogna guardare i quadri appesi ...li sta il messaggio per i Gary Wright. ..;)

Alessandro Pagnini ha detto...

@ Mauro Elia

Ho dato uno sguardo al link e ti dirò che mi ha preso in contropiede. Ero convinto che i led servissero come retroilluminazione di un usuale pannello LCD, con in più la capacità di spengere selettivamente la retroilluminazione, nelle zone dove si doveva avere un nero deciso, aiutando così il contrasto. Però mi risultava che il filtraggio RGB fosse dovuto al consueto LCD. Invece quel link mina le mie certezze. Ovviamente non sto parlando di Oled, che sono altra cosa; lì sì che la luce di un determinato colore di base viene emessa direttamente dal led 'organico'.

Alessandro Pagnini ha detto...

Asp....si invecchia male...io quella azienda (Tecnovision) della quale propongono i display a LED mi sa che l'ho pure visitata e se non ricordo male fanno schermi da esterno, quelli che si vedono alle rotonde stradali. Mi feci fare anche un'offerta. Mi ricordo che mi mostrarono anche una loro LED TV, ma era sempre roba con densità di led molto bassa, fatta per essere osservata da lontano. I prodotti a basso costo hanno un pixel ogni alcuni centimetri. Quelli che costano cifre da capogiro, per ogni metro quadro, arrivano anche ad alcuni millimetri. Veramente mi ero distratto! Il Digital Signage è il mio settore, anche se io lavoro con schermi da interno. Valutammo, tempo fa, di mettere uno dei maxischermi a LED e per questo mi feci un viaggetto da Tecnovision, ma poi abbandonammo l'idea.

Alessandro Pagnini ha detto...

@ Daniele
"...E nessuno continua a commentare il post sull'INFN?…..."

Credo sia per l'amarezza....

Antonio ha detto...

@Daniele: io ho solo detto di essere cauti in quanto da quello che si evince dal brevetto molta parte dell'enfasi dell'articolo è fuori luogo, oltretutto l'articolo dice anche delle falsità in quanto fa passare l'inventore per un alchimista che mette "sostanze" a caso dentro i led (mentre invece sul brevetto la questione è diversa è ben più chiara).
Io non ho fatto una "stroncatura" ho rilevato che il dispositivo funziona a livello qualitativo (non ho nemmeno messo il "potrebbe") ma che a livello quantitativo non si ottiene quanto dichiarato.
Non credo di avere mai detto di essere contrario a "vedere" (e aggiungo: "misurare"), figuriamoci! Lo invoco (e non solo io) per Rossi prima, fino a Parkhomov adesso secondo te sarei contrario per Chiacchierone?
Forse mi sembra un po' più "inutile" ma solo perché non viene invocato nessun fenomeno sconosciuto e quelli conosciuti e valutabili analiticamente non possono ammettere sorprese,
Comunque sono assolutamente interessato a leggere documentazione di prove con misure che mi smentiscano.
Se poi l'inventore vuole può chiedere a GSVIT una valutazione indipendente del suo dispositivo, non credo che verrebbe "rispedito al mittente".
Questo ultimo aspetto, consentimi, è piuttosto originale visto che GSVIT si offre spesso di fare verifiche indipendenti "gratis" con tanto di relazione di misura ma tutti accampano le scuse più "strane" per non sottoporsi.
Una campagna di misure e la relativa relazione per certificare il rendimento di un dispositivo fatta fare ad un ing costa svariate migliaia di Euro, GSVIT non chiede soldi a nessuno, di ingg competenti ce ne sono a iosa eppure tutti sfuggono, devi ammettere che un po' curioso lo è ;-)

Silvio Caggia ha detto...

Oh, finalmente avete trovato cosa farvene dei vostri inutili televisori a led: metteteli nel balcone a prendere il sole! :-D
Questa cosa non si doveva sapere in giro... Ora nessuna passerà più nuda davanti al televisore sapendo di poter essere tecnicamente "vista" attraverso i led... :-)

Daniele Passerini ha detto...

@gio
nelle foto di Rossi bisogna guardare i quadri appesi ...li sta il messaggio per i Gary Wright. ..;)
Grazie gio, mi hai dato lo spunto per il prossimo istant-post. L'ho già salvato e andrà on line in automatico domani 22 minuti dopo mezzanotte! ;)

Mauro elia ha detto...

@ Alessandro Pagnini
Io infatti non lo sapevo visto per caso, tra le altre cose le tv 4k hanno uno strabotto di pixel e quindi di led, non saprei dirti quanti...

Daniele Passerini ha detto...

@gio
P.S. Rettifico, lo programmo per andare on line alle 2:22 visto che domani è il 22/2! :D

gio ha detto...

@daniele

bene.

il titolo : "sole rosso in campo bianco" .......può andare ?
:):)

Alessandro Pagnini ha detto...

@ Mauro Elia
"..o infatti non lo sapevo visto per caso, tra le altre cose le tv 4k hanno uno strabotto di pixel e quindi di led, non saprei dirti quanti... .."

Leggi anche il mio post di 'correzione'. Le cose non stanno come sembra in quel link. Lì si parla dei prodotti di Tecnovision (il marchio è sulla detra della
pagina) e loro fanno pannelli a LED da esterno con densità di LED risibile rispetto a quella dei pixel di uno schermo televisivo standard:

http://www.tecnovision.it/

Daniele Passerini ha detto...

@gio
Suggestivo il tuo titolo... avrei scelto un più scontato "Games Rossi plays"... che ne pensi? Entra nella bacheca e leggi il post, così mi dici cosa avevi in mente tu e se sono andato per un'altra strada io! ;)

Mauro elia ha detto...

@ Alessandro Pagnini
Ok, visto anche io, quindi, gli schermi tv led quanti led hanno, uno per pixel?

Daniele Passerini ha detto...

@Alessandro Pagnini
Grazie a Chiacchieroni stiamo comunque scoprendo in tanti - esperti a parte che lo sapevano già - che il funzionamento dei LED è bidirezionale: elettricità <---> luce!
Mo' siamo in tanto a sognare Tv che quando sono "spente" producono elettricità! :D
Sarebbe un buon incentivo per spingere le masse a guardare meno televisione, sai quanto ci guadagneremmo in tutti i sensi!!! :)))

gio ha detto...

@ daniele
ops....come si entra in bacheca?

gio ha detto...

@ daniele
ops....come si entra in bacheca?

Daniele Passerini ha detto...

@gio
Sei un autore del blog, non ricordi? :)
Lo stesso account che usi per lasciare i commenti usalo per entrare in blogger.com.

gio ha detto...

@ daniele

:):) grazie ...letto. ti ho inviato un e-mail. vedi un pò se aggiungere:):)

Daniele Passerini ha detto...

@gio
Letto, grazie! Aggiungo e integro!!! ;)

Mauro elia ha detto...

6.000.000 led?
http://gizmodo.com/5874614/who-needs-pixels-when-you-have-six-million-leds-to-light-your-display

Franco Sarbia ha detto...

Così conclude l'articolo: «Il prossimo passo non è l’industrializzazione diretta, ma la cessione di licenze ad alcune grandi utilities elettriche globali, una europea, una asiatica e una americana, che hanno già avvicinato Chiaccheroni.» Che vuol dire? Se hanno chiesto di verificare i suoi numeri, gli stessi dichiarati nelle sue comunicazioni alla stampa, non dovremo attendere molto a conoscere i risultati delle verifiche che sicuramente faranno prima di stipulare qualsiasi contratto. Credo @Daniele che sarebbe sufficiente sapere a che punto sono. Gli scettici di una cosa sono assolutamente sicuri, che Chiacchieroni, Rossi e chiunque proponga soluzioni inaspettate per la scienza ufficiale, siano cialtroni autolesionisti che dopo anni di sperimentazioni ancora non hanno capito quali risultati abbiano raggiunto, non sono capaci di valutarli e diffondono le loro fantasiose conclusioni senza altro scopo che sputtanarsi, considerato che così facendo compromettono la possibilità di trarre qualsiasi beneficio dal loro lavoro. Mah.

Barney ha detto...

Ma per la miseria: ma il brevetto del lampione "Wile Coyote"[1] l'avete visto? Vi pare 'na cosa seria? Su, via...

[1] dicesi apparato alla Wile Coyote qualsiasi cosa che cerca di avere effetto su se stessa senza interagire con l'ambiente esterno. Esempi: la barca a vela nella vasca di Wile che funziona col ventilatore, o la calamita che attrae l'incudine e fa muovere Wile... Il lampione e' uguale, e francamente visto quello le speranze che la cosa funzioni sono zero.

Ramen

Franco Sarbia ha detto...

Non sanno gli scettici che l'innovazione è, per definizione, imprevedibile? Se lo fosse, sarebbero loro, aggiornati su ogni minimo dettaglio dello stato dell'arte dei principi della fisica, gli inventori. Invece procedono costantemente rivolti all'indietro, a quel che già si sa, a svolgere la non esaltante funzione di palle al piede di ogni mente curiosa e creativa.

Daniele Passerini ha detto...

@Barney
No grazie, bussi a un'altra porta, qui i Testimoni di Raman non li facciamo entrare.
P.S. Non capirà nessuno, ma basta capisci tu! :-)

SPAXIO ha detto...

@Mahler

L'attuale record mondiale di efficienza si aggira intorno al 30%

Chiaccheroni anche questi? :DD
23 set 2013 Fraunhofer raggiunto il 44.7%

superati da altri Chiacchieroni? :DDDD
Vedremo.

Considerate le enormi spese in ricerca e sviluppo in un settore tanto “caldo” per l'industria, pensare di raddoppiare quel numero fino ad arrivare a sfiorare il limite termodinamico teorico possibile per l'estrazione di energia dal sole con una ricerca condotta in uno sgabuzzino io suggerirei prudenza.

Prudenza la virtù che manca ai visionari, e meno male!!!

Visionari e famosi garage:

Così ha iniziato la HP

Così ha iniziato la Apple

anche se a dirla tutta il garage Apple in gran parte è un mito,

Wozniak rompe il mito del garage
«Apple è nata all'interno di HP*»


* Già ma HP era nata in un garage!
sempre in un garage ha origine tutto! :DD

Comunque è un fatto che ai visionari non si danno mezzi, a volte però i boss tollerano un loro lavoro parallelo in azienda, purchè i visionari compiano bene quello tradizionale.

Grazie Visionari! Grazie Boss tolleranti!

Daniele Passerini ha detto...

@Franco Serbia
Non sanno gli scettici che l'innovazione è, per definizione, imprevedibile?
No, per loro l'innovazione è frutto di una costante pianificazione. Soprattutto ritengono che il limite, per n che tende ad infinito, della sommatoria di tutto ciò che è noto dia come risultato ciò che ancora non è noto! Chiamasi fede nel Dio della Scienza! :)

Franco Sarbia ha detto...

Così conclude l'articolo: «Il prossimo passo non è l’industrializzazione diretta, ma la cessione di licenze ad alcune grandi utilities elettriche globali, una europea, una asiatica e una americana, che hanno già avvicinato Chiaccheroni.» Che vuol dire? Se hanno chiesto di verificare i suoi numeri, gli stessi dichiarati nelle sue comunicazioni alla stampa, non dovremo attendere molto a conoscere i risultati delle verifiche che sicuramente faranno prima di stipulare qualsiasi contratto. Credo @Daniele che sarebbe sufficiente sapere a che punto sono. Gli scettici di una cosa sono assolutamente sicuri, che Chiacchieroni, Rossi e chiunque proponga soluzioni inaspettate per la scienza ufficiale, siano cialtroni autolesionisti che dopo anni di sperimentazioni ancora non hanno capito quali risultati abbiano raggiunto, non sono capaci di valutarli e diffondono le loro fantasiose conclusioni senza altro scopo che sputtanarsi, considerato che così facendo compromettono la possibilità di trarre qualsiasi beneficio dal loro lavoro. Mah.

Daniele Passerini ha detto...

@tutti
Come già detto si trova molto poco in rete su Alfredo Chiacchieroni. Ma mi piacerebbe un commento di Antonio, Vettore e altri esperti sul seguente scambio di messaggi avvenuto 5 anni sul sito il passatore.it: allora si parlava di un altro brevetto...

Chiacchieroni alfredo
1 marzo 2010 alle 22:56

Vi portiamo a conoscenza che nel 2008 la ditta CQ IMPIANTIFOTOVOLTAICI realizzò e brevettò un sistema di rivendita di energia elettrica direttamente dai pali di pubblica illuminazione. Il sistema da noi brevettato viene chiamato Photon 2009. Il suo funzionamento è quello di: Durante il giorno tramite pannelli fotovoltaici integrati al palo a base triangolare si rivende corrente direttamente al gestore mentre la sera la lampada per funzionare riprende energia elettrica direttamente dalla rete. Nella nostra armatura stradale vi sono posti due pannelli fotovoltaici che oltre avere un alto rendimento riflettente reimettono energia dalla luminosità della lampada avendo tre risultati positivi. 1) E’ quello di evitare l’alluminio all’interno delle plafoniere 2) E’ quello di reimissioni in rete dell’energia recuperata dalla lampada funzionante 3) Permette a tutti i comuni e province di vedere in tempo reale se le lampade sono tutte funzionanti In questo palo da noi studiato e brevettato abbiamo anche integrato al suo interno un sistema di sostituzione della lampada con carrello a catena con il quale la manutenzione per appunto la sostituzione della lampada resta ovviamente semplice e molto meno costosa rispetto sia al noleggio di autoscale e sia per la sicurezza delle scale. Perciò vengo a dire che la vostra proposta inserimento pannelli solari su pali di pubblica illuminazione dovrebbe essere e secondo me sposata guardando il nostro sito http://www.cqdittaimpiantifotovoltaici.com perchè questo tipo di sistema realizzando in molti comuni d’Italia immette nel circuito nazionale dai nostri conti circa 1.500.000 posti di lavoro a tempo indeterminato dato che oltre all’installazione si crea un circuito di telegestione nazionale ed internazionale. Distinti saluti Ditta CQ Impianti fotovoltaici


(CONTINUA)

Daniele Passerini ha detto...

Paolo Marani
4 marzo 2010 alle 01:48
Ci mancava solo la pubblicità progresso nei post del passatore…

Caro chiaccheroni, non per essere irriverente, ma mettere pannelli solari nei pali della illuminazione pubblica è una minchiata colossale. Per fare 1Kw/p servono circa 8 metri quadrati di pannelli, se non vogliamo che i pali si trasformino in tettoie e volino via con la prima bava di vento, dovranno necessariamente essere molto piccoli.

Assai probabile che potrebbero generare un centesimo dell’energia che servirebbe per tenere la lampada accesa nelle ore notturne. Assai più probabilmente sono installati solo per motivi estetici.

Saprebbe darmi due conti sulla produttività e sui consumi energetici ? Nel sito indicato non ho trovato nulla.


(CONTINUA)

Daniele Passerini ha detto...

Chiacchieroni alfredo
4 marzo 2010 alle 22:25

Carissimo Paolo Marani in merito alla tua risposta secondo noi tu non hai capito che i lampioni sono allacciati ad un Conto Energia quindi di giorno vendono corrente e di notte la ricomprano.
Quello che hai visto nel sito è solo un prototipo per vedere le cadute di tensione su una linea di 440 metri.
Il vero e proprio palo fotovoltaico è a base triangolare per ogni palo l’energia fotovoltaica rivenduta alla rete sarà pari a 320 wph mentre la lampada ha un assorbimento di 150 w.
Se vuoi ulteriori informazioni ci contatti ai numeri telefonici 328/4330822


N.B. Il numero non risulta "più abilitato a ricevere telefonate".

(CONTINUA)

Daniele Passerini ha detto...

Paolo Marani
4 marzo 2010 alle 23:12

Non discuto che potrebbe essere una tecnologia che funziona, ma per capire quanto sia utile la sua produttività energetica occorrerebbe sapere almeno di quanti metri quadri di pannelli è dotato ogni palo con lampada da 150w.

Il bilancio energetico e l’efficienza va computata sempre a prescindere dagli incentivi statali, perchè i watt son sempre watt, a prescindere da quanto siano incentivati. Gli incentivi servono esclusivamente per accellerare il tempo di pareggio dell’investimento.

320wh sono prodotti in quanto tempo ? un giorno ? Corrisponderebbero più o meno a circa 3 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, ovvero a una tettoia di quasi due metri di lato (per palo), utilizzando celle ad alto rendimento.


Ma non è più arrivata nessuna risposta da Chiacchieroni.

Cosa deducete da questo dialogo rimasto registrato sulla rete?

Alessandro Pagnini ha detto...

@ Mauro Elia
Interessante il link di quel prodotto Sony. Non vorrei di nuovo ignorare l'evidente per troppa fretta, ma parrebbe che in effetti fosse una tecnologia simile a quella Oled, ovvero generazione diretta della luce colorata, senza passare per un pannello LCD. La vedo anch'io per la prima volta. Il CES ha portato molte novità. Io mi sono ingolosito di fronte a dei PC Windows based a prezzi incredibilmente bassi fino a un po' di tempo fa e che mi hanno stoppato gli studi di Java, affrontati per poter tradurre il mio programma in una veste esportabile. Senza contare che Microsoft aveva già cambiato strategia completamente e già stava lavorando a rendere comunque portabili le applicazioni .net, per cui mi ero risolto a fare magari almeno un po' di pratica con Linux, ma adesso anche questo è superato, per mia fortuna. Ovviamente sono in entusiastico OT, ma è che stiamo entrando dritti dritti nel mio settore di attività! :-D

Franco Sarbia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Franco Sarbia ha detto...

Questa è una presentazione ufficiale dei pannelli di Alfredo Chiacchieroni. In Rete non si trova molto altro ma non dobbiamo pensare che ci abita poco la rete sia meno affidabile di chi abita i meno visibili garage. Certo che nel caso di questo prodotto la verifica "a scatola nera" dovrebbe essere molto più semplice di quella dell'E-cat. Basta affiancare ed esporre alle stesse condizioni di radiazione solare un pannello al silicio monocristallino ad alto rendimento e uno a Led delle stesse dimensioni e poi misurare e confrontare tensione ed intensità di corrente in uscita di entrambi. Sarebbero degli imbecilli non l'avessero fatto prima di sparare i numeri della presentazione patrocinata dal Ministero dello Sviluppo Economico.
https://www.youtube.com/watch?v=AKsgEjqXd_E

Franco Sarbia ha detto...

Questo è il vieo dei lampioni ma, sorpresa, i pannelli utilizzati sembrano pannelli monocristallini al silicio standard.
http://play.tojsiab.com/UFFqbDRSNEtSWVUz

Antonio ha detto...

@Daniele: ho dato un'occhiata alla storia dei lampioni. A parte le battute che hai riportato (che non forniscono molto da commentare) sono andato a cercare il brevetto (invito tutti a farlo, ce ne sono anche degli altri su https://patentscope.wipo.int/search/en/search.jsf ) che dovrebbe essere il "(EP2236913) Photovoltaic system on a public lamp post with energy recovery ".
Non ci sono innovazioni particolari, si tratta di un'idea "di processo", tecnicamente sta in piedi (a parte le celle fotovoltaiche messe al posto della parabola riflettente che ritengo inutili considerando la riduzione dell'illuminamento) ma dubito sia sostenibile economicamente. Occorre fare i calcoli precisi ma direi che anche nell'ipotesi di ammortamento a 20 anni economicamente non c'è alcuna convenienza.
Del "personaggio" mi sto facendo l'idea di un buon tecnico installatore molto intraprendente e dal brevetto facile. Forse però, a un certo punto delle sue "invenzioni" dovrebbe confrontarsi con qualcuno che analizzi i suoi lavori in maniera più oggettiva andando a vedere i limiti, i vantaggi, gli svantaggi e magari qualche "abbaglio" da innamoramento dell'idea che tende a prendere.
Per inciso è un limite che ravviso in molti "inventori", Rossi in testa.

Mahler ha detto...

@SPAXIO

Chiedo venia per aver suggerito prudenza. Correggere a scelta con “impulsività”, “leggerezza”, “imprudenza”.

> Visionari e famosi garage:
>
> Così ha iniziato la Apple

Bravo. Ottimo esempio che ci ricorda come nel migliore dei casi, quando non producono bufale, gli inventori dello sgabuzzino producono brevetti che rendono il mondo peggiore e sempre più proprietario. Troppo tempo passato a sognare egoistiche e improbabili riscosse sociali di cui a me, sinceramente, non può fregare di meno…

— Un utente Linux, sincero amante dell'Open Source e per cui la Apple è sì e no il male.

Fu nelle notti insonni
vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami.
diventai procuratore
[…]

Spat ha detto...

O.T.
Qualcuno sa per caso come si pulisce l'interno di una cella di misura placcata in oro? Ho provato con alcol etilico puro al 99,9% e un pennellino da macchina fotografica, ma non sono molto soddisfatto del risultato.

Mario Massa ha detto...

@Daniele
"Ma mi piacerebbe un commento di Antonio, Vettore e altri esperti sul seguente scambio di messaggi avvenuto 5 anni sul sito il passatore.it: allora si parlava di un altro brevetto..."

Premetto che come GSVIT siamo sempre pronti a una verifica gratuita del pannello "a led", verifica che, come dice Franco Sarbia, è molto semplice se effettuata in modo comparativo con un pannello noto.
Questo per dire che non ho preclusioni. Però leggendo le righe che chiedi di commentare e il brevetto indicato da Antonio mi sento di dire che Antonio ha ragione: è una persona che scrive cose qualitativamente vere ma che a una analisi quantitativa non reggono.
Il pannello fotovoltaico più grande alimenterebbe (se ho capito bene) il lampione di giorno e questo limita l'uso ai pochi lampioni accesi anche di giorno e concordo con Antonio che la cosa non regge la verifica economica.
Il secondo pannello è usato come specchio per la lampada. In questo modo può recuperare parte dell'energia in uscita dalla lampada e reimmetterla in rete. Il ragionamento è sensato: se riesco a costruire un pannello con riflettanza elevatissima nel visibile e utilizzante celle con massima resa nell'infrarosso posso mantenere inalterata la quantità di luce emessa dal lampione e allo stesso tempo recuperare parte di quell'energia che in un normale lampione finisce solo per riscaldarlo.
Il problema è che la riflettanza di un normale specchio è superiore al 95% mentre l'efficienza di quelle celle sarà al massimo del 20% e la quantità di energia infrarossa sfruttabile emessa dalla lampada a vapori è al massimo del 30% della potenza della lampada (solo la componente rivolta verso il pannello). Risultato reimmetterei in rete (considerando anche il rendimento di conversione) meno del 5% della potenza della lampada, un risparmio ridicolo a fronte di un aumento esagerato in costo e complessità (senza contare che ormai sono in arrivo i lampioni a LED e la cosa è già finita). Il fatto che ogni lampione recuperi la luce persa da quelli vicini come asserito nel brevetto è ridicolo. Gli altri due vantaggi dichiarati (eliminazione dello specchio attuale e verifica del funzionamento della lampada) non giustificano il sistema: lo specchio attuale costerà un paio di euro, la verifica del funzionamento della lampada può essere fatta con un fototransistor da 5 cent.

SPAXIO ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
SPAXIO ha detto...

@Mahler

Con il mio commento non intendevo entrare nel merito del bene e del male.

Sono favorevole alla Open Science.

Link : abbiamo sempre diffuso gratuitamente i nostri studi

Le mie sono semplicemente delle osservazioni, che mettono in luce come le grandi scoperte nascono quasi sempre nelle menti dei visionari lontano dai enti e luoghi pubblici e privati deputati a questo scopo.

E aggiungo che molto spesso le buone idee in questi enti / luoghi vengono inizialmente non considerate diciamo tollerate, poi boicottate, reiettate ed infine espulse.

Ma tutto questo è già stato egregiamente rappresentato da Enzo Pennetta:

Link : La forza di una teoria scientifica sta nell’essere sbagliata

Mario Massa ha detto...

@Franco Sarbia
"Gli scettici di una cosa sono assolutamente sicuri, che Chiacchieroni, Rossi e chiunque proponga soluzioni inaspettate per la scienza ufficiale, siano cialtroni autolesionisti ...... che così facendo compromettono la possibilità di trarre qualsiasi beneficio dal loro lavoro."

Ricevere un tot di appartamenti non mi pare autolesionismo. Ma di imbroglioni che si sono arricchiti ce ne sono stati tanti. Gli scettici sono solo molto, molto cauti (prima vedere cammello...).

Mario Massa ha detto...

Domande per gli elettronici con più cultura teorica della mia (sono autodidatta): sul brevetto si parla di "armoniche" generate dai led colpiti dalla luce. Parte fondamentale del brevetto è anche l'introduzione, ogni 12 led, di un led con caduta di soli 0.8V (anzichè i soliti 1.6V) proprio per smorzare queste armoniche.
1 - da cosa deriverebbero queste "armoniche"? Si intende che il sistema tende a innescare oscillazioni? Ma essendo in dc, non basta un condensatore per smorzarle?
2 - esistono led con caduta 0.8V?
3 - Secondo quale principio questo led smorzerebbe queste "armoniche"?

Alessandro Pagnini ha detto...

@ Mario Massa
"... Gli scettici sono solo molto, molto cauti (prima vedere cammello...). ..."

Questo è l'atteggiamento che mi piacerebbe sempre vedere e sentire. Condivisibilissimo :-)

Antonio ha detto...

@Mario Massa: per quelle che sono le mie conoscenze:
1)non possono esserci armoniche perché non possono esserci oscillazioni in quanto:
a)non esiste un circuito LC se non quello distribuito che è pure inframezzato (e quindi smorzato) dalle Rd dei diodi LED; il Q (fattore di merito) risultante è bassissimo;
b)Il tutto opera sempre in regime "quasi stazionario" e quindi manca l'innesco delle oscillazioni e manca anche una caratteristica negativa (es diodo tunnel / gunn) che la sostenga.
Esiste però un notevole rumore termico dovuto anche alla temperatura notevole che, mi aspetto, verrà raggiunta dal pannello. L'effetto di questo kT sarà di "sporcare" molto la tensione prodotta dal pannello che forse è il fenomeno che ha fatto parlare di "armoniche" all'inventore. Correttamente un condensatore (o meglio un diodo schottky in serie seguito da un condensatore) risolve.
2)la caduta di tensione sul LED dipende dal gap di banda di energia che a sua volta dipende dal passo del reticolo cristallino ( costante di reticolo) e quindi dal materiale, di contro occorre una certa "definizione" del gap di banda (che non è propriamente una linea), alla fine sotto 1,2-1,4V (a freddo e per il LED IR) è difficile scendere, qui è spiegato abbastanza bene senza approfondire troppo:
http://www.vishay.com/docs/led_physics.pdf

3)Non ne ho idea, principalmente perché non capisco la natura delle armoniche, a meno che non siano un tentativo di rappresentare il rumore in serie di Fourier.

Antonio ha detto...

@Daniele
Comunque Mario Massa ha confermato che GSVIT è disponibile a fare una consulenza in tema di misure all'inventore se solo lui lo riterrà utile e opportuno.
Siccome avevi in animo di contattarlo penso sia un apporto utile.

Daniele Passerini ha detto...

N O T A D I S E R V I Z I O

Da oggi per chi vuole commentare i post di 22 passi NON c'è più obbligo di possedere un account Google, né sottoporsi ad alcuna forma di iscrizione/registrazione; restrizioni ormai inutili, visto che dal 10/11/2014 - con grande soddisfazione dei fruitori del blog - vige la moderazione dei commenti (per tutti salvo per chi è accreditato come "autore"). Naturalmente, anche gli eventuali commenti lasciati sotto anonimato, verranno pubblicati solo se non di contenuto offensivo, faziosi, spam ecc.

bertoldo ha detto...

"b)Il tutto opera sempre in regime "quasi stazionario" e quindi manca l'innesco delle oscillazioni e manca anche una caratteristica negativa (es diodo tunnel / gunn) che la sostenga."
L'innesco e' la differenza di tensione dei diodi non ha caso ne ahnno messo uno con una tensione inferiore .

alessandro ballardin ha detto...

Sembrerebbe una cosa seria

Di seguito il contatto email

imdf2015@gmail.com

e il link dimostrativo

https://www.youtube.com/watch?v=AKsgEjqXd_E

l link del brevetto

http://google.com/patents/WO2015001579A1?cl=pt-PT
https://patentscope.wipo.int/search/en/detail.jsf?docId=WO2015001579

Daniele Passerini ha detto...

@alessandro ballardin
Provo a scrivere a quella email... vediamo se qualcuno risponde.

Daniele Passerini ha detto...

@alessandro ballerin
Mail inviata, ora incrociamo le dita.

Buonasera,
questa email credo/spero corrisponda a quella di Alfredo Chiacchieroni o comunque a qualcuno in contatto con lui.
Qualche settimana fa ho pubblicato un post nel mio blog sui nuovi pannelli fotovoltaici LED di cui ho letto sui giornali:
http://22passi.blogspot.it/2015/02/umbria-la-green-valley-del-fotovoltaico.html

Io non sono competente in materia, ma vedo che quelli tra i miei lettori che dovrebbero esserlo si sono divisi tra quelli che sostengono che il rendimento dichiarato è possibile e quelli che sostengono che è impossibile.

Sarebbe bello se poteste fornire un chiarimento, magari prendendo spunto dai dubbi emersi nei commenti in questione.

In ogni caso mi farebbe molto piacere potere partecipare alla presentazione prevista per questa primavera, a data credo ancora da definire.
Posso accreditarmi?

Sperando in una cortese risposta, un cordiale saluto.

Daniele Passerini

bertoldo ha detto...

come è andata a finire ?

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