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giovedì 26 dicembre 2013

Buon Natale! (Ma di chi?)

790 : commenti
di Silvio Caggia

Shiva 25 dicembre
Ifrit 25 dicembre
Ramuh 25 dicembre
Exodus 25 dicembre
Hashmal 25 dicembre
Archeus 25 dicembre
Ultima 25 dicembre
Mateus 25 dicembre
Zulis 25 dicembre
Osiris 25 dicembre
Salivahana (Bermuda) 25 dicembre
Baar (Fenicia) 25 dicembre
Indra (Tibet) 25 dicembre
Bali (Afghanistan) 25 dicembre
Jao (Nepal) 25 dicembre
Xamolxis (Tracia) 25 dicembre
Adad (Assiria) 25 dicembre
Deva Tat (Siam) 25 dicembre
Alcides (Tebe) 25 dicembre
Beddru (Giappone) 25 dicembre
Thor (Gallia) 25 dicembre
Ischy (isola di Formosa) 25 dicembre
Fohi e Tien (Cina) 25 dicembre
Quetzalcoat (Messico) 25 dicembre
Bacab (Yucatan) 25 dicembre
Huitzilopochtli (azteco) 25 dicembre
Freyr (Scandinavia) 25 dicembre
Horus (Egitto) 25 dicembre 3000 A.C.
Attis (Frigia) 25 dicembre 1200 A.C.
Zarathustra (Persia) 25 dicembre 1000 A.C.
Krishna (India) 25 dicembre 900 A.C.
Heracles (Grecia) 25 dicembre 800 A.C.
Mitra (Persia) 25 dicembre 600 A.C.?
Buddha (Nepal) 25 dicembre 563 A.C.
Dionisio (Grecia) 25 dicembre 500 A.C.
Tammuz (Babilonia) 25 dicembre 400 A.C.
Hermes (Grecia) 25 dicembre 200 A.C.
Adonis (Fenicia) 25 dicembre 200 A.C.
Gesù (Palestina) 25 dicembre 0 D.C.
...
Mi sono perso... Mi date una mano a completare la lista?

Ma che avrà mai avuto di così importante questa data da concentrare così tante divinità?

22passi.blogspot.com: post n. 2218 (-4)

giovedì 12 dicembre 2013

Forcone sará lei!

413 : commenti
di Silvio Caggia

Torino, 9 Dicembre: manifestanti "bloccano" automobilisti
in piazza Pitagora (foto di Silvio Caggia)
Da tre giorni partecipo attivamente, anche se part-time, alle manifestazioni di piazza che si stanno tenendo qui a Torino come in tutta Italia. Secondo i giornali, la televisione, il web ed anche secondo il primo ministro Letta, io dovrei essere quindi un "forcone"... c'è solo un piccolo problema... io di forconi qui non ne ho visto neanche uno!
Come è possibile? :-)
I giornalisti, e non solo, dicono anche che questo è uno sciopero di categoria condotto compatto dagli autotrasportatori... ma se vi dico che invece tutte le sigle degli autotrasportatori (tranne una che ha meno del 15%) non partecipano a questo sciopero, voi a chi credete?
Come è possibile quindi che da tre giorni tutti i mezzi d'informazione dicano balle enormi, e che nessuno se ne accorga?
Proviamo a spiegare cosa è accaduto realmente...
In effetti all'inizio era stato indetto per il 9 dicembre uno sciopero nazionale "l'italia si ferma" di tutte le sigle degli autotrasportatori insieme a quelle di altre associazioni tra cui i forconi, poi il governo ha dato dei contentini economici agli autotrasportatori e tutte le sigle (tranne una) hanno revocato il loro sciopero.
Coloro che in queste associazioni chiedevano riforme, e non si sono fatti abbindolare dai contentini economici, hanno deciso quindi di fare un passo indietro e due avanti: uscire dallo sciopero come associazioni di categoria, togliere quindi i propri loghi e contenuti ideologici, e riproporre la data del 9 dicembre 2013 come momento di protesta apolitica a cui invitare a partecipare indistintamente TUTTI gli italiani con un solo scopo: chiedere le dimissioni di questo governo e nuove elezioni democratiche per mandare a casa tutti i politici responsabili del disastro in cui versa l'Italia, in nome del rispetto dei principi della nostra Costituzione.
Queste persone hanno creato quindi il coordinamento "9 dicembre", si sono date un codice etico ultra-pacifista per la manifestazione, ed hanno chiesto i regolari permessi alle questure per i vari presidi (a Torino in 3 piazze) e questi sono stati concessi con tanto di complimenti ricevuti dalla Digos per un codice etico mai visto prima per una manifestazione.
Il codice etico prescrive che a queste manifestazioni non siano presenti bandiere politiche o di categoria (l'unica concessa è la bandiera della Repubblica Italiana), che non si cantino inni o slogan politici se non l'inno di Mameli, che il buon Benigni ci ha recentemente reinsegnato ad amare.
Questo è il motivo per cui io, che non sono né forcone né autotrasportatore, ho deciso di scendere in piazza a manifestare il 9 dicembre.
Nel frattempo i mezzi di comunicazione di regime ne hanno dette di tutti i colori contro questa manifestazione:
  • Chi insiste a dire che a Torino è organizzata dai forconi siciliani... e scommetterei che in Sicilia diranno che è organizzata dai leghisti padani! :-)
  • Chi insinua che dietro la manifestazione ci siano forze di estrema destra quali forza nuova e casapound... è vero invece che essendo aperta a TUTTI, senza esclusioni, anche persone di quella ideologia possono parteciparvi, perché no? Finché si riconoscono negli stessi obiettivi e nel codice etico sono i benvenuti, e devo dire che in questi tre giorni si sono comportati molto bene, l'unica cosa che li distingueva era che stavano molto vicini tra loro, sventolavano più bandiere italiane e cantavano più a squarciagola l'inno di Mameli! :-)
  • Chi dice che i manifestanti hanno bloccato il traffico creando disagi alla popolazione... In veritá il 20% dei "disagi" erano effettivamente creati da noi manifestanti distribuendo volantini ai semafori ed invitando le persone a fermarsi e partecipare alla manifestazione... l'80% dei disagi erano paradossalmente creati dalle forze dell'ordine che "preventivamente" bloccavano le strade per un raggio di almeno tre isolati tutto intorno ai presidi cercando di deviare il traffico... :-) Queste cose se non le venite a vedere con i vostri occhi non ci credete!
  • Chi si lamenta che i manifestanti hanno fatto azioni violente e danni... Falso! È accaduto che in Piazza Castello sono arrivati ad un certo punto un centinaio di giovani estranei alla manifestazione, parrebbe dei centri sociali secondo la Digos ("stranamente" non quelli di estrema destra di cui si parlava prima) che hanno attaccato le forze dell'ordine ed il palazzo della Regione scatenando una guerriglia urbana. La verità è che i manifestanti si sono messi da parte, la polizia ha disperso i facinorosi con i lacrimogeni ed ha poi riconsegnato il presidio ai dimostranti che si sono sempre attenuti al loro codice etico. Può essere capitato che qualche singolo possa essersi inserito tra i manifestanti compiendo gesti non consoni al codice etico, come del resto è anche accaduto che qualche automobilista nevrotico abbia pestato sull'acceleratore investendo qualche malcapitato manifestante... Sono cose che purtroppo capitano... anche se scommetterei che in questi tre giorni ci siano stati meno incidenti automobilistici della media a Torino.
Quello che mi consola è che quando qualche automobilista insofferente si è andato a lamentare dal vigile urbano a pochi metri perché prendesse provvedimenti si è sentito rispondere un molto umano e profondo: "Ma li guardi... sono persone come lei e me!" che per me vale molto più di tanti vergognosi commenti giornalistici.

Malgrado tutti i tentativi di disinformazione la prima giornata a Torino è stata un tale successo... da far revocare dal questore le autorizzazioni per i tre presidi nei giorni successivi... :-(
Risultato? Che le manifestazioni sono continuate lo stesso, ma fuori dalle regole, quindi in giro senza controllo per la città creando molto più disagio per il traffico... Bella scelta di ordine pubblico... :-(

Ma lasciando da parte i contenuti della manifestazione, su cui ognuno si sarà fatto liberamente una sua idea, perché tutti i mezzi di informazione mi danno del forcone? Perché mentono sapendo di mentire?
"Semplificazione giornalistica" ho sentito rispondere alla radio stasera ad un ascoltatore che poneva in diretta la mia stessa domanda...
Beh allora scusatemi se ho fatto qualche "semplificazione" in questo post... chiamatela "semplificazione del cittadino"! :-D

22passi.blogspot.com: post n. 2217 (-5)

giovedì 5 dicembre 2013

A un passo dal sestultimo post del blog...

139 : commenti
Un veloce saluto a tutto il blog dal periodo più parossistico e complicato della mia vita. Trasloco in arrivo più genitore ahimè in radioterapia è un mix che non auguro proprio a nessuno... e di cui ho zero voglia di parlare. Mi affaccio dunque qui dentro per prendere una boccata d'aria, pensare per un'oretta ad altro e lasciarvi qualche link.

Mi colpisce quanto scritto poco fa da gio qui nel blog (tra i commenti del precedente post): 
...il marchio e-cat non lo trovo più nell'archivio europeo... in compenso lo trovo qui:

Lo studio che ha curato la pratica all'USPTO [United States Patent and Trademark Office] per Leonardo Corporation (Fitzpatrick, Cella, Harper & Scinto) è, da un rapido sguardo in rete, uno degli studi più accreditati in questo settore.
Colgo l'occasione - è tanto che volevo farlo - per tributare tutta la mia ammirazione a Nevanlinna, con cui ho avuto il piacere di scambiare qualche parola al telefono e che mi riprometto di incontrare di persona entro i primi mesi del 2014. Un suo commento su Cobraf del 20 ottobre scorso non mi pare abbia raccolto tutta l'attenzione e il clamore che avrebbe meritato. Probabilmente Nevanlinna è la prima persona che, deduttivamente, è riuscita a mettere insieme (quasi) tutti i pezzi del puzzle E-Cat... ;-)
Quello che sappiamo è che a) GE ha comprato una [parte di] ditta che produce polveri e altri materiali metallici strani, associandola alla sua divisione di ceramiche avanzate, b) gli uffici amministrativi della ditta in questione [prima o dopo l'acquisto? boh ...] hanno sede coincidente con gli uffici della Leonardo Corporation, Inc. a Bozeman, Montana.
La Leonardo etc. era di proprietò di Rossi e di altri a cui Rossi ha ceduto la sua quota all'inizio dell'avventura fusionista, perché aveva bisogno di liquido. Rappresentante della Leonardo a Bozeman è Joel Lindstrom, un giovane ingegnere che ha lavorato per la Boeing [celle di combustibile], al progetto TEG del nostro [ha a suo nome un brevetto di generatore ad effetto Seebeck successivo e derivante dai brevetti Rossi], e a un progetto di biodiesel alimentato ad olio vegetale [il Montana sembra sia stato agricolo e freddo e può essere che pagare le tasse lì invece che in Ohio sia più conveniente, sia per la GE che per la Leonardo].

Non so se questi dati di fatto permettano o no di concludere che Rossi è stato mangiato da General Electric, ed è da vedere anche se permettono di sospettarlo - certo le coincidenze non me le sono inventate. 
E ora, passando dai megawatt ai watt, un piccolo flash (pressoché retrospettivo) su Francesco Celani, il ricercatore che il resto del mondo ci ammira e invidia, ma a cui la dirigenza INFN vuole togliere il laboratorio! Vi riporto quanto ha scritto un paio di giorni fa alla sua mailing list:
Cari Colleghi,
desidero informarVi che l'articolo a seguito di ICCF17 (Daejeon, Korea, Agosto 2012), con limitati aggiornamenti, è stato pubblicato sulla Rivista Chemistry and Material Research.
Viene brevemente riportata anche la iniziativa di "replica" del Martin Fleischmann Memorial Project.
La rivista, OPEN ACCES, coma da nostra "filosofia", ha un Index Copernicus significativamente elevato: 5.51.
Per Vostra comodità metto in allegato anche il pdf.
Siete ovviamente autorizzati a ridistribuirla.
Buona lettura
Francesco CELANI
Voglio infine segnalare che la JCF-RS (Japan Cold Fusion - Research Society) ha in programma il 7 e 8 dicembre prossimi venturi, presso il prestigioso Tokyo Institute of Technology, il suo consueto convegno per fare il punto sulla ricerca LENR nel Sol Levante.
Qui trovate il programma (http://jcfrs.org/JCF14/jcf14-program.pdf) e qui gli abstract (http://jcfrs.org/JCF14/jcf14-abstracts.pdf) di cui mi limito a riportarvi a seguire titoli, autori e enti di appartenenza... dedicato a chi non crede che "non c'è fumo senza arrosto", perfino se l'arrosto glielo metti sotto il naso! :-)

Study on Anomalous Heat Evolution from H-Ni Nanoparticle System 
at Elevated Temperature with Mass-Flow Calorimetry
A. Kitamura1,2, A. Takahashi1,3, R. Seto1, Y. Fujita1, A. Taniike2 and Y. Furuyama2
1 Technova Inc., Japan, 2 Kobe University, Japan, Osaka University, Japan


Recent Advances in Deuterium Permeation Induced Transmutation Experiments 
using Nano-Structured Pd/CaO/Pd Multilayer Thin Film
S. Tsuruga, T. Itoh, Y. Iwamura


Deuterium permeation experiment using Pd/Ni multi-layered sample
T.Takahashi, R.Omi, S.Narita


Relation between the magnetic monopole and NAE of the nuclear cold fusion
Tetsuo Sawada


Atomic Nucleus and Neutron — Nuclear Physics Revisited
with the Viewpoint of the Cold Fusion Phenomenon
Hideo Kozima and Kaori Kaki*
Cold Fusion Research Laboratory, 597-16 Yatsu, Aoi, Shizuoka, 421-1202 Japan
*Shizuoka University, 836 Oya, Suruga, Shizuoka, 422-8529 Japan

Nuclear Transmutation in Actinoid Hydrides and Deuterides
Hideo Kozima
Cold Fusion Research Laboratory, 597-16 Yatsu, Aoi, Shizuoka, 421-1202 Japan

Synthesis of nano-Pd particles in Y-Zeolite pores by ultrasonic irradiation
X.F. Wang1,2, T. Mizuno2, Y. Arata1
Arata Research Development Center, 2-1 Yamadaoka, Suita, Osaka 5650871, Japan
Hydrogen Engineering Application & Development Company, Sapporo 001-0012, Japan

Impressive Increase in Number of Etch Pit occasionally Produced on CR-39 
in Light and Heavy Water Electrolysis Using Ni Film Cathode
H. Yamada, K. Mita, H. Aizawa and Y. Shida


D(H)-Cluster Langevin Code and Some Calculated Results
Akito Takahashi1, Daniel Rocha2
Technova Inc., Tokyo Japan, Rio de Janeiro Brazil


Computer Simulation of Hydrogen States near T site in Ni and Pt Metals
Hidemi Miura
Izumi-ku, Sendai. 981-3109, Japan


Numerical simulation of vortex appeared on electrode surface 
under long term evolution of deuterium in 0.1M LiOD-Vortex formation 
locally, triggered by cylindrical pillar current initiation
H. Numata
Tokyo Institute of Technology, 2-12-1, O-okayama, Meguro Tokyo 152-8552 Japan


The quantum states of the system
including two species of charged bosons in ion traps Ⅲ
Ken-ichi Tsuchiya, Aska Okuzumi, Aiko Watanabe
Tokyo National College of Technology, 1220-2 Kunugida, Hachioji, Tokyo 193-0997, Japan


Discussion about the quality of the experiments in cold fusion
E. Igari, T. Mizuno
Hydrogen Engineering Application & Development Company


Transmutation of Palladium and Nickel Isotopes
Norman D. Cook


Nuclear Transmutations (NTs) in Cold Fusion Phenomenon (CFP) 
and Nuclear Physics
Hideo Kozima
Cold Fusion Research Laboratory, 597-16 Yatsu, Aoi, Shizuoka, 421-1202 Japan

The Cold Fusion Phenomenon – What is It?
Hideo Kozima
Cold Fusion Research Laboratory, 597-16 Yatsu, Aoi, Shizuoka, 421-1202 Japan

22passi.blogspot.com: post n. 2216 (-6)

domenica 1 dicembre 2013

Cometa ISON, una mezza bufala...

128 : commenti
di Andrea Rampado

Sul quotidiano Repubblica.it il 28 Novembre è stato pubblicato un post: "Non c'è più traccia di Ison, la cometa si è dissolta nel nulla".
Nel post vengono riportati due Twitter, uno a firma NASA ed uno a firma ESA. Gli esperti assicurano che la cometa Ison si è dissolta dopo il suo passaggio al perielio (punto più vicino al Sole).
Addirittura l'astronomo italiano Paolo Candy afferma che si vede chiaramente la cometa disintegrarsi.


Appena ho letto il post guardando l'immagine riportata mi sono reso conto che forse qualcosa non tornava. L'immagine, al contrario del post e delle dichiarazioni di autorevoli esperti italiani, della NASA e dell'ESA, mostra chiaramente alle 20:36 del 28-11-2013 il passaggio della cometa Ison al perielio del Sole senza che venga distrutta. Strano, mi son detto, non avevo potuto seguire l'evento in diretta dalla sonda SOHO che utilizza il Large Angle Spectrometer Coronagraph (LASCO) per monitorare il Sole e quanto avviene nella sua immediata periferia, per cui faccio uno screenshot del post su Repubblica e vado nel sito http://helioviewer.org/ inserisco la data del 28-11-2013 e procedo a caricare immagini con time-step di un'ora. Partendo dalle ore 16:24 UTC si vede chiaramente la cometa Ison avvicinarsi alla corona solare dal basso a destra verso l'alto a sinistra. Proseguendo con le immagini alle 18:24 UTC, Ison scompare per poi riapparire alle 20:24. Quindi la foto pubblicata da Repubblica scattata alle 20:36 nella quale si vede chiaramente uscire la cometa è vera.

Perché l'astronomo Paolo Candy afferma di aver visto la cometa disintegrarsi?

Perché i twitter della NASA e dell'ESA dicono che la cometa si è dissolta quando le immagini dicono esattamente il contrario?
Perché non hanno atteso banalmente 2 ore, il tempo necessario per poter vedere riapparire la cometa?
Perché su Repubblica il giorno dopo, il 29-11-2013 modificano il post senza modificare il titolo "Non c'è più traccia di ISON, la cometa si è dissolta nel nulla" cancellando solo le dichiarazioni degli esperti?


Perché tutta questa fretta nel dare un'informazione che da li a pochissime ore sarebbe stata clamorosamente smentita? Chi aveva preparato l'annuncio anzitempo e perché dava per spacciata la cometa come se fosse stata una cosa scontata?

Nel filmato a seguito si vede tutta la sequenza del passaggio della cometa ISON al suo perielio con il Sole; non solo la cometa non ha perso almeno apparentemente massa, ma ha addirittura aumentato la sua velocità (per effetto fionda) e la sua luminosità. Qualcuno sostiene che anche la sua traiettoria è cambiata!!!


Infatti dalla sua scoperta nel 2011 la cometa ISON è oggetto di studio soprattutto per le sue inusuali caratteristiche, ad esempio la traiettoria che percorre non si è mai riusciti a determinarla con esattezza e possiede molti comportamenti anomali.
Gareth Williams è un astronomo e lavora presso il Minor Planet Center, afferma durante una intervista con il National Geographic che la cometa ISON ha delle orbite insolite e dopo l'uscita indenne dal Sole ha cambiato nuovamente la sua orbita.

Dov'è diretta oggi?

Sul Messaggero scrivevano ieri, e oggi hanno aggiornato:
 «Stamattina, per scrupolo, mi sono svegliato nuovamente all’alba (venerdì 29 ndr). Erano le 5. Ho sperato fino all’ultimo di vederla in cielo, ma di Ison nessuna traccia. Ormai credo che non ci siano più speranze di vederla. Il calore del Sole l’ha polverizzata». 

Gian Paolo Tozzi, astrofisico Inaf ad Arcetri, ha seguito la parabola della cometa presso il radiotelescopio di Medicina, a Bologna, insieme a un team di scienziati.
Oggi hanno aggiornato:
 Anche se per il prossimo Natale non vedremo una coda brillante, resta da capire cosa effettivamente rimane di Ison. Parte del nucleo, infatti, sembra essere sopravvissuto al calore e agli effetti del Sole. Gli astronomi stanno osservando ed elaborando gli ultimi dati, ma per capire l'entità dello "zombie". «Bisognerà attendere qualche giorno, quando quel che resta di Ison sarà vicino al nostro pianeta -ha commentato lapidario Karl Battams della Nasa-. Abbiamo una nuova serie di incognite e questo oggetto così pazzo, dinamico e imprevedibile continua a stupirci e confonderci. Bisogna pazientare ancora un paio di giorni. Stiamo analizzando i dati per cercare di capire cosa sta succedendo».


Ancora poche ore, dunque, poi si spera di avere idee molto più chiare e, soprattutto, capire se per la capricciosa cometa è arrivato il tempo di stilare il certificato di decesso.
La cometa del secolo, dopo un prematuro funerale, continua la sua corsa intera o a pezzi (il che sarebbe più pericoloso); secondo le precedenti previsioni il suo passaggio più vicino alla Terra era previsto per la vigilia di Natale. 


22passi.blogspot.com: post n. 2215 (-7)

domenica 24 novembre 2013

Due tributi alla memoria di Franco Selleri

31 : commenti
Addio a Franco Selleri
di Vincenzo Valenzi

Il grande fisico teorico italiano Franco Selleri [nella foto] ci ha lasciati qualche giorno fa (il 20 Novembre) in un silenzio irreale del nostro mondo poco avvezzo a chi canta fuori dal coro.
Eppure Franco Selleri ordinario di fisica teorica all'Università di Bari oltre ad aver dato contributi fondamentali alla teorie delle particelle (si legga memoria in suo onore di Cristian Corda) ha lavorato ad una revisione critica delle teorie correnti come si fa da sempre nella buona fisica.

È stato un nome famoso nella fisica e nella pubblicistica italiana, ma solo di recente ho avuto modo di incontrarlo a Londra un paio di volte nell'ambito dell'Accademia Telesio Galilei e di fare con lui lunghe chiacchierate. Un uomo mite senza toni esagitati ma capace di pensieri indipendenti e di esprimerli al meglio come ha fatto per ultimo nella opera sulla RELATIVITA' DEBOLE.

Avevamo messo in programma di discutere il suo libro in uno dei nostri meeting di COHERENCE e lui leggendo gli ultimi lavori di Giuliano Preparata ebbe modo di vedere come i vecchi attriti dei due fisici non avessero mai avuto grande senso essendo gli sviluppi ultimi dei due teorici largamente convergenti.

Oggi che è salito in Cielo lui da Ateo, sederà sicuramente al Tavolo dei Grandi di ogni tempo a dispetto di quanti vorrebbero dimenticare il suo contributo e passare in silenzio la sua stessa scomparsa (manco da scomparsa del gatto del vicino che osservammo conla morte di Martin Fleischmann).

Addio Franco ci mancherai con la tua mitezza e la tua indipendenza di cui c'è tanto bisogno oggi!!

Vincenzo Valenzi
***

Franco Selleri ci ha lasciato


di Christian Corda

Il noto collega fisico teorico italiano Franco Selleri è morto lo scorso mercoledì 20 novembre 2013 all'età di 77 anni. Era infatti nato a Bologna il 9 ottobre 1936.
Selleri ottenne il dottorato di ricerca cum laude presso l'Università di Bologna nel 1958. Dal 1959 è stato membro dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. È stato sia membro della New York Academy of Sciences che della Fondazione Louis de Broglie.
Ha anche fatto parte del Consiglio di Amministrazione della SIF (Società Italiana di Fisica). È stato Professore visitante, con diverse borse di studio e Titolarità di Cattedra presso varie università e istituti di ricerca esteri, fra cui vanno ricordati il CERN, il Centro di Ricerca Nucleare di Saclay, l'Università del Nebraska, la Cornell University, e l'Istituto Unificato di Ricerca Nucleare di Dubna. È stato premiato con una medaglia dall'Istituto polacco Gdanskie Towarzystwo Naukowe. L'Accademia delle Scienze Telesio ­Galilei, di cui è divenuto Vice­Presidente nel 2009,  gli ha conferito una Medaglia d'Oro nel 2010. Ha avuto in attivo oltre 200 pubblicazioni tecniche sulla fisica delle particelle, la teoria quantistica, la teoria della relatività, e la storia e la filosofia della fisica. Ha scritto anche numerosi libri ed è stato curatore di atti di convegni nazionali ed internazionali su vari rami della fisica.
Nato come fisico delle particelle, ramo di ricerca in cui raggiunse sin da giovane una notorietà internazionale per via di varie prestigiose pubblicazioni nelle più importanti riviste specialiste internazionali, era però soprattutto noto per le sue critiche alla teoria della relatività di Einstein e per averne sviluppato un'alternativa da lui chiamata relatività debole. Per tali critiche, è diventato membro della Natural Philosophy Alliance, un'associazione di eretici della scienza i cui membri sono convinti che gran parte della scienza ufficiale, dalla teoria della relatività, alla teoria quantistica, sino alla cosmologia, sia completamente errata. Selleri era dunque noto soprattutto come eretico. Per quanto chi scrive trovi molto questionabili, per non dire completamente errate e fuorvianti, la maggior parte delle critiche di  Selleri alla teoria della relatività, non può nascondere una certa ammirazione per gli eretici come lui. Va infatti enfatizzato che tanti tra i più grandi scienziati della storia, compresi Einstein e Galileo, vennero inizialmente considerati degli eretici. Inoltre, come giustamente ci ricorda il premio Nobel Gerard t'Hooft, i più grandi scienziati della storia sono stati soliti dire e scrivere  tantissime fesserie durante la loro carriera. Il punto è che le poche cose corrette che hanno detto e scritto sono poi passate alla storia della scienza diventando le fondamenta della scienza stessa. È dunque in un'ottica di “mente aperta” che, a mio parere, tutta l'opera scientifica di Selleri meriterebbe maggiore attenzione da parte della Comunità Scientifica, a partire dai suoi lavori in fisica delle particelle.

Professore di Fisica Matematica e Direttore del Dipartimento di Fisica e Chimica 
dell’Istituto Universitario di Ricerca "Santa Rita" di Firenze

22passi.blogspot.com: post n. 2214 (-8)

giovedì 21 novembre 2013

A New Field in Physics Science

56 : commenti
Buongiorno a tutti, mi scuso per stare decisamente disertando il blog, ma gli impegni nella vita reale in queste settimane mi lasciano ben poco tempo per muovermi anche on line. Mi fa piacere riaffacciarmi un attimo per condividere con i lettori più curiosi alcuni interessanti articoli del China Institute of Atomic Energy sull'evidenza sperimentale di produzione anomala di Trizio ed Elio-3 sulla Terra, tra le cui possibili cause viene considerata anche l'ipotesi delle LENR:

A possible in situ 3H and 3He source in Earths interior:
an alternative explanation of origin of 3He in deep Earth
JIANG Songsheng, LIU Jing, HE Ming
China Institute of Atomic Energy, Beijing 102413, China
Abstract Origin of 3in the Earth is a mystery. Lacking a production mechanism, scientists assume 3He was trapped in the Earth, when the Earth was formed. In contrast to this assumption, we have found 3He and 3H concentrations in excess of the atmospheric values in the deep waters of the volcanic Lakes Pavin (France), Laacher (Germany) and Nemrut (Turkey). This paper reports the result of finding 3H in these three volcanic lakes that appear to originate from the mantle. Because 3has a half-life of 12.3 years, this 3and the resulting 3He must have formed recently in the mantle and not be part of a primordial reservoir. The nuclear reactions that generate tritium might be a source of "missing" energy in the interior of the Earth.
Si tratta di un articolo pubblicato nel 2010 su Naturwissenschaften e che sta circolando in questi giorni in varie mailing list. Purtroppo non posso renderlo disponibile ai lettori del blog in quanto coperto da copyright e scaricabile solo a pagamento (34,95€) dal sito di Springer. Posso però darvi un link da cui scaricare un successivo articolo del 2011, degli stessi autori e sul medesimo argomento... viva l'Open Science! ;-)


Anomalous Nuclear Reaction in Earth’s Interior: 
a New Field in Physics Science?
JIANG Songsheng (蒋崧生), HE Ming (何明)
China Institute of Atomic Energy, Beijing 102413, China
Abstract Tritium (3H) in excess of the atmospheric values was found at volcanic Lakes Pavin (France), Laacher (Germany) and Nemrut (Turkey), as well as Kilauea Volcano at Hawaii (USA) and other volcanoes. Because 3H has a short half-life of 12.3 years, the tritium and the resulting 3He must have formed recently in the Earth. The result suggests that nuclear reactions may generate a significant amount of tritium in the interior of the Earth, although we have not yet learned what the reaction mechanism may be responsible. The nuclear reaction that can be responsible for tritium production in the Earth is probably a new research field in physics science. Nuclear reactions that generate tritium might be a source of “missing” energy (heat) in the interior of the Earth. Finding in-situ 3H in the mantle may exhibit an alternative explanation of 3He origin in the deep Earth. 
Ricordate il convegno che si svolse dal 1 al 3 luglio 2012 al College di William e Mary a Williamsburg in Virginia (USA)? Gli argomenti che vi furono trattati erano molto attinenti ai due articoli cinesi sopra citati e li ritroverete tutti andando ad esplorare molto attentamente questo link: http://www.terrestrialnuclearprocesses.com. 
All'International Low Energy Nuclear Reactions Symposium (ILENRS-12), si parlò per l'appunto di fenomeni LENR che avvengono naturalmente nel nostro pianeta (e forse finanche nelle stelle, oltre ai fenomeni di fusione calda noti), temi che in USA destano grande interesse mentre qui in Italia hanno prodotto le ormai tristemente note 1000 firme contro il piezonucleare.

E già che ci siamo, vi invito anche a rileggere il post che scrissi in occasione del convegno a WilliamsburgLa storia si ripete, ripete, ripete...

Insomma, la vicenda della lenta accettazione delle LENR da parte dell'intera Comunità scientifica sembra ormai diventata paradigmatica dei limiti di un certo metodo scientifico, quel metodo scientifico sui generis declinato da tutti quegli scienziati più bravi a ripetere le "risposte sbagliate" imparate a memoria che a intuire e formulare le "domande giuste". Come abbiamo visto, soprattutto nell'Est (Russia, Cina, India, Giappone ecc.), ma anche negli USA, gli scienziati non solo sanno salire sulle spalle dei giganti dei secoli passati: da lì sanno anche spiccare il volo. Tutto il contrario di quella scienza autoreferenziale - e ben rappresentata in Italia dalle università che sprofondano nelle classifiche internazionali - zavorrata da tenaci recrudescenze di positivismo, ancorata agli interessi di chi vede la ricerca come un business piuttosto che come un vero e proprio imperativo etico ad esplorare la Natura, con mente aperta e scevra di preconcetti. 

Credere ancora che le reazioni nucleari possano avvenire solo ad alte energie (vedi Barriera di Coulomb, sezioni d'urto ecc.), è come credere che una "porta" si possa aprire solo buttandola giù a forza di colpi di ariete. Può invece bastare una piccola "chiave", costruita nel modo giusto e - compreso dove si trova la "serratura" - sapere come introdurla e farla delicatamente girare. Sono ormai tanti i ricercatori che hanno intuito empiricamente alcune chiavi e prova e riprova a volte sono riusciti, con un colpo un po' di fortuna e un po' di genio, a inserirla - al buio - dentro la serratura... ed ecco i picchi improvvisi di energia registrati e testimoniati da tanti ricercatori delle LENR!

Concludo il post consigliandovi un'ultima lettura, le 53 slides presentate da E.N. Tsyganov poco più di un mese fa a una conferenze della RASA tenutasi in Florida (USA): Cold Nuclear Fusion. È la versione divulgativa di un omonimo articolo di 6 pagine scaricabile (ahimè solo a pagamento) dal solito sito di Springer. ;-)

22passi.blogspot.com: post n. 2213 (-9)

P.S. Destino ha voluto che, proprio mentre scrivevo questo post, un lettore ha lasciato sul blog un link a un articolo pubblicato su Scientific American che cade davvero come il cacio sui maccheroni: A Basic Rule of Chemistry Can Be Broken, Calculations Show.
Lo dedico a chi crede ancora sul serio che i modelli atomici del XX secolo - costruiti in base allo studio delle particelle atomiche e subatomiche che si scontrano nel vuoto o giù di lì - siano validi anche nella materia densa, per esempio nel Palladio o nel Nichel caricati con Idrogeno o nel marmo schiacciato nelle presse... con buona pace del suo piccolo grande ego e delle sue sacre infallibili immodificabili dogmatiche banche dati.

martedì 12 novembre 2013

Il tonfo/tanfo di Sylvie Coyaud (terza parte)

169 : commenti
di Andrea Rampado

Dopo la prima e seconda, ecco qui la terza e ultima parte: il tanfo è insopportabile per cui è meglio non proseguire troppo oltre con questo argomento che ormai ritengo privo di ulteriore interesse, se non per un approfondimento strettamente scientifico. Noi capre tibetane siamo abituate al tanfo soprattutto quando piove, ma questo è un tanfo diverso, il tanfo dei palmipedi è troppo forte anche per noi.
Cacciatori di oche, tranquilli la stagione di caccia non è finita, è solo finito questo argomento...
È doveroso chiedere scusa a tutti quelli che ieri, per circa un paio d'ore, si sono ritrovati a leggere questo post incompleto: mentre preparavo la prima parte di lavoro, anziché salvare avevo pubblicato erroneamente il post incompleto.
Mi scuso con chi dal fanghificio non è riuscito a salvare una versione completa di questo post ed ha pensato che ci fosse qualcosa da nascondere.
Mi scuso soprattutto con Sylvie Coyaud che, delusa dal ritiro momentaneo di questo post, è impaziente di leggerlo al punto tale di anticipare i contenuti convinta che per l'ennesima volta dimostrerò che ha ragione lei nel sostenere che:
A proposito di integrità e comunicazione della ricerca, Andrea Rampado ha pubblicato ieri una bibliografia che dimostra come una singola sequenza parziale per un singolo gene non consenta di identificare una nuova specie come Ralstonia detusculanense, in assenza di pubblicazione valida. Dal 2002 la sequenza risulta citata da 10 papers, sulle migliaia che escono in materia ogni anno.
Il post è stato ritrattato, spero solo temporaneamente. Nel frattempo se qualche microbiologo è interessato, me lo dica e glielo mando. Sarebbe un peccato sprecare un lavoro così accurato.
Contenta lei. Ci tengo però a sottolineare che c'è una bella differenza tra un post ritrattato e un post ritirato perché incompleto e pubblicato, come questo, in prima battuta erroneamente.
Ugualmente tengo a sottolineare che una sequenza parziale del singolo gene specifico 16SrRNA, anche in assenza di una "pubblicazione valida", sia comunque riconosciuto in moltissime analisi genetiche svolte in più parti del mondo, come elencherò "a breve" più sotto.
Non sono 10 papers, sono 18, quindi Sylvie Coyaud mente o non sa contare, in entrambi i casi la sua opinione non conta più ormai; segnalo solo il fatto che è convinta, come altri, che avessimo pubblicato qualcosa di sbagliato. Ecco che la sua innata propensione alla mistificazione, dileggio e ricatto l'ha portata a scrivere di avere una copia del post ritirato e di poterlo rendere disponibile ai microbiologi per dimostrare le sue ragioni... Se fosse vero che ne ha una copia, perché ha riportato solo il feeder di Luca postato nel fanghificio?... Poverina, come si è ridotta.
Neppure se l'avessi pensata sarebbe venuta così bene. :-)))

Da Agosto di quest'anno mi sono dedicato ad approfondire la questione dei due batteri trovati per caso durante gli esperimenti di fusione fredda nei laboratori di Frascati ad opera del dr. Celani.
Un classico caso di serendipity (1), infatti - cercando le cause che producevano una forte variabilità del ph della soluzione elettrolitica degli esperimenti di fusione fredda con acqua pesante e l'inspiegabile sparizione del Mercurio utilizzato, una volta introdotto in soluzione, per colmare le microfratturazioni del Palladio - hanno scoperto due nuove specie batteriche in grado di vivere in condizioni estreme come quelle di una cella elettrolitica. Ralstonia detusculanense e Stenotrophomonas detusculanense sono due i batteri scoperti che, presenti nella soluzione elettrolitica con i loro metaboliti (una specie di cacca batterica), sono in grado di modificare il ph e al tempo stesso, essendo molto voraci di metalli pesanti, sono in grado di far sparire il mercurio presente in soluzione. Tutto questo comportava una serie di problematicità sperimentali non semplici da superare, soprattutto per il fatto che i batteri erano già presenti nell'acqua pesante prodotta e acquistata dal Canada. Di necessità virtù, i ricercatori provano ad eliminare questi batteri con metodi alquanto pesanti, un antibiotico avrebbe ulteriormente inquinato la soluzione elettrolitica mentre con un irraggiamento gamma con 17 kGy (17 kilogray = 17x10^5 rem gamma radiation) dell'acqua pesante avrebbero risolto il problema. Questo tipo di irraggiamento dell'acqua pesante ha in seguito dato il via ad una serie di approfondimenti scientifici e sperimentali nell'ipotesi di un nuovo tipo di applicazioni in campo biologico di una proprietà insolita dell'acqua pesante, il "radiomimetismo". Nel periodico trimestrale di "Fisica in Medicina" che ho riportato come fonte (1), è ben descritto e approfondito quanto ho appena riportato. Tra le peculiarità di questi due nuovi batteri ci sono alcune applicazioni di estremo interesse in campo nucleare come la capacità di metabolizzare acqua contaminata da radionuclidi e metalli pesanti in quantità millimolari come il Mercurio, ma anche Cobalto, Nikel, Piombo, Cadmio e Uranio.
Misure effettuate presso il Centro Sviluppo Materiali di Castel Romano hanno mostrato che, dopo 8 ore di coltura, l’Uranio era pressoché scomparso dalla soluzione. Cioè si è constatato che la flora batterica, separata per centrifugazione, aveva accumulato il 99% dell’Uranio originariamente presente.
A seguito una carrellata di paper e pubblicazioni in merito ad analisi genetiche svolte in varie parti del mondo, dall'acqua della stazione spaziale, alle ceneri vulcaniche in Cile, a terreni contaminati da radionuclidi come l'Uranio, alle vasche di contenimento dei reattori nucleari spagnoli, nei bronchi di pazienti ammalati, negli intestini di neonati, ma soprattutto in generale questi batteri sono stati trovati in ambienti ostili ed estremi o associati alla presenza di radionuclidi.

lunedì 11 novembre 2013

Bartalucci e Celani su SKY 897

36 : commenti
Mi arrivano diverse segnalazioni di un interessante dibattito sulla fusione fredda, con Sergio Bartalucci e Francesco Celani, andato in onda su One Television (Canale 86 DT) e SKY 897, venerdì scorso 8 novembre alle 19:30. Lo trovate su youtube in due parti, per un totale di un'ora e mezza.

FUSIONE FREDDA. L'Italia è in prima fila insieme al Giappone per produrre energia pulita a basse temperature attraverso la Fusione fredda. Ne parliamo con il dott. Francesco Celani e dott. Sergio Bartalucci dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati.



22passi.blogspot.com: post n. 2211 (-11)

domenica 10 novembre 2013

Introduzione all'agricoltura sinergica

285 : commenti
di Leano Ruscetta
(premessa di Silvio Caggia)

Negli ultimi due anni, nella stagione estiva, mi sono trasferito in montagna, dove ho collaborato con una amica e suo padre a coltivare un piccolo orto tradizionale. Non avevo una cultura contadina, e da buon rompiscatole ho passato il tempo a chiedere perché si fa una cosa o perché se ne fa un'altra... rimanendo molto insoddisfatto delle risposte, spesso in contrasto con le mie intuizioni basate sulle poche cognizioni di biologia che avevo.

Per fortuna un paio di mesi fa mi sono trovato, quasi per caso, a partecipare ad un corso di agricoltura sinergica tenuto da Sandro Giuliani e Leano Ruscetta ed ho finalmente trovato le risposte che cercavo, e con mia somma gioia ho scoperto che non solo molte delle mie intuizioni agricole avevano una base scientifica, ma che qualcuno le aveva già sviluppate e praticate! :-)


Visto l'interesse mostrato nei commenti dei post precedenti ho chiesto a Leano se poteva scrivere un post per 22 passi e lui si è subito prodigato a farlo.


Silvio Caggia

AGRICOLTURA SINERGICA

L'agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione che nasce dagli studi di Emilia Hazelip (Barcellona, 1938 - 1 febbraio 2003), agronoma e naturalista spagnola trasferitasi in Provenza nei primi anni '60 (in una località arroccata sulle Alpi Marittime che sovrastano Cagnes-sur-Mer). Traendo ispirazione dal lavoro del microbiologo giapponese Masanobu Fukuoka (1913-2008) ed in particolare dopo aver letto il suo libro, La rivoluzione del filo di paglia, nel 1977,  riuscì a trasformare gli insegnamenti di Fukuoka, adattandoli alla cultura ed alle condizioni climatiche occidentali.

Emilia concentrò la sua attenzione sull'ecosistema orto, mondo ricco di biodiversità in cui convivono in equilibrio, ortaggi, verdure erbe aromatiche, piante da siepe ed ornamentali, fiori, microorganismi del suolo, funghi micorrizici, insetti in tutti i loro stadi di sviluppo, avifauna e fauna locale. Per questo motivo si suole parlare di giardino sinergico.

Dove per sinergia si intende l'azione simultanea di elementi combinati, in cui le diverse componenti interagiscono per realizzare una funzione comune, il cui effetto finale risulta essere superiore alla somma di tutti i singoli elementi compresi.

Questo metodo di agricoltura viene anche definito olistico poiché considera e valorizza interazioni complesse che connettono tutti gli organismi presenti nell'Ecosistema.

E questo legame di reciproca interdipendenza avviene su tutto l'arco della piramide alimentare che collega il macrocosmo degli organismi superiori (tra cui anche l'uomo) con il microcosmo dei microrganismi unicellulari che popolano il suolo e proliferano vicino alle radici delle piante che li nutrono attraverso la produzione di specifici essudati radicali.

È quindi un approccio sinergico ed olistico multidimensionale e multifunzionale complesso che si presenta invece nella pratica in maniera semplice così come il pianeta disvela con semplicità l'autofertilità del suo suolo agli occhi del contadino attento e sensibile.

Ed alla base della piramide Alimentare c'è la Pianta, il piccolo Alchimistail Trasformatore attraverso cui l'emanazione di Dio trasmuta in Vita sulla Terra. Una Pianta è composta, infatti per il 75% di acqua: del 25% di materia secca che rimane, il 20% è costituito di composti del carbonio (sintetizzati con l'aiuto della luce del Sole) e gas, solo il 5% della massa totale della composizione viene dal suolo,  e di questo 5% il 2,5% è azoto. Questo elemento può essere liberamente ottenuto dall'atmosfera in un modo continuo e simbiotico, associando la coltura desiderata con piante che fissano l'azoto atmosferico; il 2,5% che rimane è composto di minerali (provenienti dal substrato di roccia e presenti in forma solubile) che le piante prendono dal suolo. Il nostro Pianeta è una massa di minerali coperto da uno strato finissimo di suolo, costituito dai residui vivi e morti di piante, animali (microscopici e macroscopici) e funghi. Prima che avremo usato tutti i minerali a nostra disposizione, si sarà esaurito il processo di combustione del Sole.

Inoltre le piante sia sulla Terra che nell'acqua, essendo alla base della piramide energetica  e sostenendo quasi tutte le altre forme di vita, sono perfettamente in grado di mantenere e sostenere la materia organica e le comunità di vita del suolo e quindi il suolo stesso.

Negli ultimi cinquant'anni, diversi ricercatori si sono imbattuti per caso o per scelta nello studio della complessità delle interazioni che intercorrono tra gli esseri viventi che popolano il suolo e più in generale il Pianeta.

Si pensi che in un singolo cucchiaino di buona terra possono abitare fino a 600 milioni di microorganismi appartenenti ad un milione di specie differenti. In una manciata di buona terra ci sono più forme di vita di quante persone esistano sulla faccia del pianeta.

La mole di tale complessità induce oltre che ad un reverenziale rispetto anche ad una certa cautela, consapevoli di essere pionieri nella comprensione profonda dei reali meccanismi su cui l'equilibrio della vita presente sul Pianeta si basa.

Tuttavia gli studi trentennali ed i modelli di funzionamento del suolo elaborati da alcuni ricercatori, come il microbiologo australiano Alan M. Smith (ciclo dell'etilene e dell'ossigeno) o dalla dottoressa Elaine Ingham professore associato dell'Oregon State University (studio sulla biomassa e l'attività correlata dei microorganismi del suolo) ci informano già di quanto piante, suolo e microorganismi siano parte di un insieme unico, indivisibile, come un grande organismo che sostiene la vita sul Pianeta. E come in questo unico organismo giochi un ruolo importantissimo la Biodiversità: le piante con i loro essudati radicali nutrono proprio quei microorganismi propizi alla loro stessa salute, e bisogna avere un sacco di "piatti differenti, per differenti tipi di batteri e funghi. Qualcuno sarà sempre attivo, qualcuno sarà sempre pronto ad arraffare questi nutrimenti quando gli passano vicino. Si creerà quindi una rete nel terreno che aspetterà il passaggio dei nutrienti attraverso il suolo". (E. Ingham).

È grazie al generoso lavoro di questi studiosi, che nei corsi di agricoltura sinergica sono illustrati in modo dettagliato, che oggi si può affermare con certezza che le interazioni microbiche nel suolo giocano un ruolo chiave nel controllo biologico delle patologie delle piante, nel turn over della materia organica, nella mobilitazione dell'ossigeno e nel riciclo delle sostanze nutritive essenziali alle piante in forma solubile.

In natura i suoli incolti lasciati a se stessi tendono ad aumentare in modo prodigioso la loro fertilità volgendo ad un equilibrio via via sempre più complesso e ricco di vita. In natura quindi il bilancio energetico è positivo ed il pianeta si è evoluto per sostenere la vita. In natura il terreno non viene mai rivoltato (arato) e rimane sempre coperto di pacciamatura verde o di fogliame secco in decomposizione.

Il contadino osservatore ed in sintonia con il pianeta emula le strategie che sostengono il bilancio energetico positivo proprio dei suoli incolti, imparando dal pianeta stesso ed in questo modo ottiene degli splendidi ortaggi, un meraviglioso giardino che migliora di anno in anno senza bisogno di apporti di nessun fertilizzante o diserbante o pesticida: in quanto l'equilibrio dell'ecosistema orto rispettato manterrà in salute ed arricchirà sia le piante che il terreno e più in generale il pianeta stesso.

Questo contadino oltre a poter contare su succulenti e gustosissimi ortaggi, si troverà a lavorare in uno splendido giardino in sintonia con le leggi che governano il pianeta e quindi in sintonia con se stesso, traendo un elevato nutrimento esserico.

Emilia Hazelip sulla base di tutte queste considerazioni ha elaborato un metodo pratico di coltivazione rispettoso della natura ed alternativo ai metodi tradizionali che invece hanno un impatto devastante sul suolo e non tengono conto in alcun modo delle ricerche eco-ambientali e podologiche del secolo scorso...

Nel suo metodo:
  • il terreno non viene concimato né arato (tranne che all'impianto dell'orto);
  • all'impianto dell'orto vengono previste delle aiuole coltivabili perenni (detti bancali) e non calpestabili e delle zone di camminamento calpestabili;
  • su queste aiuole viene effettuata una pacciamatura con paglia e residui vegetali ottenuti dalla triturazione di tutto ciò che non si usa del raccolto (la pianta produce molta più materia organica di quanta noi ne adoperiamo);
  • gli apparati radicali non vanno mai estirpati (a parte le cipolle ed altri tuberi commestibili) in quanto apportano materia organica, attirano organismi viventi microscopici e macroscopici, scavano il terreno e lo lavorano mantenendolo soffice;
  • sul bancale si consociano famiglie e specie vegetali differenti in rapporto alle relazioni benefiche tra esse (esistono molti studi in proposito);
  • su ogni aiuola devono essere presenti piante della famiglia delle leguminose, che sono azotofissatrici (dell'azoto atmosferico), piante della famiglia delle liliaceae e piante aromatiche e fiori che emettono sostanze repellenti nei confronti di alcuni insetti dannosi;
  • le piante si consociano anche in funzione di un'ottimizzazione della copertura aerea e radicale fitta e costante, quindi piante a sviluppo aere alto con piante a sviluppo aereo basso, piante con radici che vanno in profondità ed altre con radici meno profonde, piante a ciclo breve, con piante a ciclo lungo, con piante perenni ecc.;
  • i bancali saranno forniti alla messa in opera dell'orto di un impianto di irrigazione goccia a goccia e di un sistema di tutori per le piante rampicanti o bisognose di sostegno (fagioli, cetrioli, pomodori ecc.), i tutori meglio se permanenti, per non smuovere più il terreno, con tondini di ferro ricurvi (altrimenti cannicciato e bambù).
Speranzoso di avervi anche solo incuriosito ad un diverso approcio con l'agricoltura, con l'Orto e soprattutto verso IL NOSTRO MERAVIGLIOSO PIANETA, CHE CI OSPITA E CI NUTRE vi saluto ringraziandovi per l'attenzione dedicata....                      

Leano Ruscetta



22passi.blogspot.com: post n. 2210 (-12) 

sabato 9 novembre 2013

In ricordo di Giuseppe Occhialini e Felice Ippolito

66 : commenti
Grazie a una dritta di un fisico dell'ISMN-CNR (le cui iniziali - a mo' di Nemesi - sono inverse a quelle del chimico nucleare retired più scettico d'Italia), segnalo a tutti i lettori di 22 passi un paio di articoli estremamente interessanti ospitati da un sito "miniera" - tutto da esplorare, ve lo consiglio - intitolato Leo Rugens:
  • Lo strano caso del fisico precario Giuseppe "Beppo" Occhialini
  • 1964: arrestato Felice Ippolito, una cappa di piombo scese sulla ricerca scientifica italiana. Gli scienziati si "presero una paura" che ancora non passa.
Sono articoli utili a capire come spesso, in nome della scienza - che dovrebbe essere rigorosamente super partes - si conducano e giustifichino manovre assai "sporche", dettate in primis da interessi economici, interessi ancora oggi pesantemente incardinati agli equilibri geopolitici instaurati alla fine della seconda guerra mondiale (a partire dalla conferenza di Jalta).

Partiamo dall'emblematico caso di Giuseppe Occhialini (1907-1993). Wikipedia elenca i tanti contributi che questo bravo fisico ha dato alla scienza, ma non dice - lo spiega invece molto bene Oreste Grani su Leo Rugens - che Occhialini avrebbe meritato il Nobel quanto Marconi, Fermi, Montalcini, Rubbia. Al riguardo riporto il brano di Emilio Del Giudice (da "Il segreto delle tre pallottole") citato da Grani: 
Da destra: Occhialini e i premi Nobel Blackett Powell
“Vi posso citare un esempio di un italiano, Giuseppe Occhialini che era professore a Milano che è morto alcuni anni fa, il quale è stato un grande fisico sperimentale, coinvolto in due lavori che hanno avuto il Nobel: la scoperta del Positrone e la scoperta del Mesone Pi, del Pione. Fatti. Secondo lui siccome era antifascista, era esule in Inghilterra, e però esule in modo precario, quindi non poteva essere assunto, lavorava in modo precario in questi laboratori, non poteva pubblicare solo a suo nome, e quindi gli articoli che faceva erano firmati anche dal direttore che è stato Blackett nel ’32 quando ci fu il lavoro del Positrone e Powell nel ’47 quando ci fu il lavoro del Pione.

Entrambi questi lavori vennero premiati con il Nobel che però vennero dati a Blackett e a Powell. Blackett fu abbastanza onesto da dire che lui non c’entrava niente e che il lavoro l’aveva fatto Occhialini. Dopodiché, che cosa si scopre? Si scopre dai documenti della Fondazione Nobel che sul nome Occhialini c’era stato un esplicito veto. Occhialini siccome durante la guerra non ha collaborato all’impresa atomica, perché lui ha detto che il fatto che lui era antifascista non significava che doveva collaborare con i militari anglo-americani, e quindi se ne è andato in Brasile, non ha collaborato con i militari, non può avere il Nobel.

Capite che dopo tutte queste cose se le autorità militari, questo argomento è un argomento di cui non si deve sapere niente in giro, quindi, perché non si sappia niente in giro, voi dovete dire che è tutta una bufala, dovete dire che quelli che se ne occupano sono dei truffatori, sono degli imbecilli, anzi peggio, imbecille uno può anche tenerselo, sono dei truffatori, che meriterebbero di andare in galera, dovrebbero essere licenziati, e così via.

Nessuno oserà, soprattutto in periodi come adesso, in cui è difficile trovare un posto, immaginate un poco un giovane che voglia fare la tesi sulla Fusione Fredda, si candida immediatamente a non trovare lavoro (…) e allora è tutto chiaro”.
Ma c'è di più... dovete sapere che da più mesi c'è un fisico dei LNF-INFN (ohibò, anche le sue iniziali - doppia Nemesi! - sono inverse a quelle del chimico nucleare retired di cui sopra) che mi segnala alcuni lavori del Premio Nobel Percy Bridgman (1882-1961) come fondamentali per comprendere certi meccanismi alla base delle LENR. Ed ecco che Grani, sempre citando Del Giudice, tira fuori proprio questa informazione:
“Nel 1935 apparve sulla Fisical Review un articolo scritto da un grande scienziato americano Percy Bridgman – continua Emilio Del Giudice – che poi 10 anni dopo ebbe il Premio Nobel, non per questo articolo (“Effects of High Shearing Stress Combined with High Hydrostatic Pressure”, ndr) ma per lo studio sulle alte pressioni.

Questo articolo era sconvolgente. Diceva che lui aveva provato che tutti i corpi solidi purché sottoposti a una pressione longitudinale, cioè da schiacciamento sufficiente e dopo che si era raggiunto uno sforzo di taglio, cioè il maglio… (Del Giudice imita il rumore del maglio onomatopeicamente, ndr) premeva… e poi… superata una soglia dello sforzo di taglio, il materiale si polverizzava emettendo raggi X, elettroni, in una esplosione che sembrava quasi nucleare. Ecco, e questo era universale per tutti i corpi solidi, senza eccezioni. Capirete che questo a mio parere è un articolo interessante, che meritava commenti, anche per dire ‘è sbagliato’. Sorpresa, questo articolo pubblicato nel dicembre del ’35 negli anni successivi nessuno lo cita, neanche per dire che era sbagliato, silenzio totale”. 
“Neanche lo stesso Bridgman riprese più l’argomento, riprodusse questo risultato in un libro che scrisse poi nel dopoguerra, lo riportò, ma nient’altro. Passano molti anni e si scopre che l’argomento era studiato nei laboratori militari. Quindi i laboratori militari avevano stabilito: ‘siccome noi pensiamo che da questa scoperta si possa eventualmente fare un’arma, non vogliamo che questo argomento venga ulteriormente approfondito al di fuori di noi’."
Veniamo al secondo articolo. Ci racconta come, dopo l'eliminazione fisica di Enrico Mattei (1906-1962), presidente dell'ENI, nel 1963-1964 venne il momento della neutralizzazione di Felice Ippolito, presidente del CNEN. Come Mattei era stato sul punto di introdurre l'Italia nell'esclusivo circolo delle potenze petrolifere, Ippolito stava introducendola in quello ancora più esclusivo delle potenze nucleari, exploit che i vincitori della seconda guerra mondiale non potevano certo consentire a una nazione sconfitta.
"Era il Marzo del 1964 - ricorda Grani - e i professionisti della disinformazione a base di “…è tutta una bufala, è un truffatore, non è neanche professore”, non potendo, questa volta, liquidare la questione nello stesso modo, dissero che Felice Ippolito era un “peculatore per distrazione” cioè, un “ladro di Stato”. Felice Ippolito era il segretario generale del CNEN, il Comitato per l’energia nucleare. Dal 1953 aveva guidato, in Italia, le ricerche sull’uranio e fatto costruire, con i soldi della Banca Mondiale, la prima centrale atomica al Garigliano. Non entriamo nel merito del dibattito in essere (nucleare si, nucleare no!), che non ci compete. Evochiamo, banalmente, un caso di “intelligence culturale”, d’epoca e d’autore, che “qualcuno” portò a termine e che, ancora, lascia l’Italia, “canna al vento”."
Felice Ippolito agli arresti durante il processo (1963)
Dice wikipedia che CNEN "è stato un ente per la promozione dello sviluppo dell'energia nucleare per usi civili in Italia"che "non aveva una istituzione formale e essendo privo di potere giuridico non era in grado di gestire risorse economiche. Nonostante si trovasse a svolgere i propri compiti in condizioni assolutamente non indipendenti, riuscì a portare l'Italia ad un ottimo livello di competenza nucleare su scala mondiale. Fu in questo clima che nel 1963 Felice Ippolito fu accusato di avere commesso illeciti nella gestione e condannato penalmente. La vicenda fu ed è ancora molto controversa, ma comunque segnò un duro colpo per il comitato e lo sviluppo energetico italiano."

Oreste Grani su Leo Rugens definisce lo scandalo che bruciò Ippolito un caso di “intelligence culturale”, d’epoca e d’autore, che “qualcuno” portò a termine e che, ancora, lascia l’Italia, “canna al vento”. E per meglio inquadrare il contesto della vicenda così scrive: 
...i cretini organizzati, burattini in mano a chi non voleva che l’Italia post-fascista divenisse una nazione sovrana, erano riusciti nel loro intento che era quello di affondare, in un groviglio bituminoso (come direbbero a Siena), la ricerca scientifica italiana. Tutto qui. Dopo il processo Ippolito, una cappa di piombo scese sui laboratori italiani. Gli scienziati italiani si “presero paura”. Il presidente dell’epoca del CNR, Vincenzo Caglioti, non firmò più una carta, “manco morto”. I meccanismi burocratici si incepparono del tutto. E il legittimo desiderio di una via italiana alla ricerca avanzata, si spense. Per sempre.
Questa fu una tipica azione di quella che chiamiamo “intelligence culturale”, devastante quasi come le bombe di piazza Fontana, sui treni nelle gallerie, alla stazione di Bologna, o i missili francesi nel cielo di Ustica.
Felice Ippolito (1915-1997) fu insomma usato come capro espiatorio di "giochi" che volano molto alti sulle nostre teste. Lieto fine: wikipedia ci ricorda come dopo due anni di prigione, graziato dal Presidente della Repubblica Saragat e totalmente riabilitato, Ippolito "si dedica alla promozione della cultura scientifica e tecnologica contro le manipolazioni demagogiche di poteri politici ed economici. Nel 1968 fonda e dirige la rivista Le Scienze", la versione italiana di Scientific American.
Le operazioni di "intelligence culturale" si fanno oggi come allora, beh insomma, forse un tempo si facevano con più "stile". Oggi si affidano a compiacenti penne mercenarie transalpine che - per pura grazia ricevuta - hanno un Dblog su Repubblica.it o a chimici nucleari retired con le iniziali invertite rispetto agli scienziati che infanga (C.F. vs F.C. e F.C. per esempio) e con un filo diretto con gli USA sin dai tempi del CAMEN.

A questo punto non posso che rimandarvi alla lettura integrale dei due articoli da cui ho tratto questo post:
22passi.blogspot.com: post n. 2209 (-13) 
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