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mercoledì 17 ottobre 2012

Un bambino non è del padre,
non è della madre... è suo!
(autore: Valeria)

All'inizio avevo pubblicato questa toccante riflessione di Valeria, senza alcuna premessa. Pensavo fosse inutile, forse perché, per deformazione professionale, conosco bene come funziona l'intervento del Giudice Minorile, chi sono i CTU, in quale groviglio di emozioni e interessi si trovino a dover intervenire assistenti sociali e mediatori famigliari, con l'obiettivo improbo di garantire sempre la migliore tutela del minore.

Ma temo che per molte persone gli unici riferimenti possano essere le informazioni veloci e sensazionalistiche "sparate" di tanto in tanto sui mass media. Preciso quindi che lo scopo dell'intervento di Valeria e portare l'attenzione dell'opinione pubblica su uno psichiatra americano, Richard Gardner, morto suicida nel 2003, che oggi si ricorda solo per avere modellizzato la PAS (sindrome da alienazione genitoriale), una generalizzazione pseudoscientifica atroce, disconosciuta dalla maggioranza degli psichiatri del mondo, che riscuote uno sciagurato successo presso avvocati e consulenti di parte che la usano strumentalmente, nelle aule di tribunale, per portare acqua al mulino di un genitore e discredito sull'altro, quando questi sono in "guerra" per l'affidamento dei loro figli.

Valeria ha scelto un caso di cronaca recente per esemplificare le estreme conseguenze delle teorie di Gadner e far capire bene a tutti che si parla di bambini, sentimenti e vite spezzate da una parte e di teorie farlocche dall'altra.

P.S. Valeria ci informa che, grazie all'eco dei recenti fatti di cronaca, è stato ribadito che la PAS non è più applicabile alle motivazioni di allontanamento del minore da uno o entrambi i genitori. La PAS non era (e non è mai stata!) inserita nel protocollo DSM-IV e non lo sarà nel DSM-V in corso di redazione. La PAS è un'invenzione di un medico psichiatra senza alcuna validazione scientifica. È auto-pubblicata [da Gardner], quindi senza valore scientifico. La PAS non esiste e tutte le ordinanze che la citano a motivazione di sofferenza del minore e invocano il suo allontanamento dal nucleo familiare o dal genitore "alienante" DEVONO ESSERE RIAPERTE E RIDISCUSSE". (da un commento lasciato da Valeria sul blog il 20/10/12). Vedasi recente interpellanza parlamentare.

***

Come iniziare? Forse oggi ho la sindrome da "foglio bianco". Non è facile parlare di Dolore.

Qui non si tratta di fusione fredda, di HotCat...non si tratta di scoperte scientifiche.

Qui si tratta di bambini, che sono sì una scoperta, la più bella di tutte, che non ha bisogno di peer reviewing, non ha bisogno di validazioni, perché è certa e magnifica e bellissima così com'è: il più bel viaggio che un essere umano possa fare nel corso della sua intera vita.

Trasmutazione, continua e miracolosa, di elementi, di semplici sensazioni che diventano pura Gioia, puro Amore, puro Orgoglio, pura Felicità di essere Genitori... diventarlo meglio.

Nessuno ci nasce.

Ognuno di noi, genitori, ricorda perfettamente il momento in cui varcò la prima volta la soglia di casa, di ritorno dall'ospedale, con quel fagottino piccolo, piccolo tra le mani... 3, 4 chili di Amore, di sorpresa, di felicità indescrivibile, di Mistero...

L'impaccio di cambiarlo la prima volta, la paura di fargli il primo bagnetto, l'ansia per le prime due linee di febbre, l'incanto nel guardarlo, mentre dormiva nella sua culla...

Responsabilità, in una parola. Il gravame intenso di un nuovo sentimento, difficile da sostenere, ma doveroso, imprescindibile: il senso di responsabilità per un esserino, altro da te, ma che è anche te, allo stesso tempo, indifeso e totalmente dipendente dalle tue scelte, dal tuo comportamento, dalla tua consapevolezza di adulto.

Poi, d'un tratto, qualcosa va in pezzi.
La coppia si sgretola, cominciano i dissapori, le liti violente, l'amaro in bocca dalla mattina, la voglia di andare via, lontano... ma da lei, da lui, non da tuo figlio.

Glisso sulle dinamiche di coppia, all'indomani di una separazione conflittuale, anche se i giudici che trattano il diritto di famiglia si ostinano a rigiraci il coltello, quasi sadicamente spesso, speranzosi (o falsamente confidenti o, semplicemente, disinteressati al problema) che la schiera di cosiddetti esperti nella mediazione familiare potrà trovare il "bandolo della matassa".

Mi piace di più definirlo un semplice quanto inutile scarica-barile.

Non ho mai sentito di coppie in conflitto che abbiano trovato un accordo più ragionevole a seguito di una mediazione imposta dal Tribunale. Mai.

Lo stesso impianto dell'affido condiviso, legge del 2006, è una grande, galattica frescaccia, mi si passi il termine, poiché ridurre a più miti consigli una coppia in grave stato di conflitto, finalizzandone il risultato presunto alla corretta educazione ed alla cura dei figli, non può essere il presupposto solido di un affido per un minore.

È uno stupido controsenso, o per lo meno, lo è per chi conosce la vita dal di dentro e non dai faldoni sterili ed impersonali di una cancelleria di Tribunale.

Non sono molte le coppie formate da due persone intelligenti in questo senso. Esiste sempre una dispari sensibilità tra padre e madre... ed anche una piccola forbice, una lieve differenza tra i due comporta un gravissimo disagio nel mantenimento di una condizione ottimale per i figli. Sono equilibri estremamente instabili, dove la rabbia e il desiderio di rivalsa, dove la ripicca e il dolore per i torti subiti, sfociano sempre in una serie di ferite ingiuriose inflitte sulle carni vive di incolpevoli bambini... dei Cristi, dei piccoli Cristi sofferenti, spesso degli Ecce Homo, in carne ed ossa... vivi, addolorati, sofferenti e soprattutto INCOLPEVOLI.

Però un bambino non sa di essere innocente, non lo sa mai.
Anzi, ritiene sempre che la colpa di tutto quello che accade a sé, ma soprattutto al papà ed alla mamma, i soli due fari che conosce, le sole due luci che vede, i soli riferimenti che possiede, almeno fino ai 12-13 anni, sia SUA, solo sua... di nessun altro.

Un bambino non è in grado di elaborare le dinamiche, di discernere chi ha ragione e chi ha torto, non conosce il gusto amaro del tradimento, non conosce la potenza del desiderio di vendetta... Non le sa queste cose!

Non è pronto a saperle!

Allora si mortifica, si flagella, si auto-punisce. Ma non lo dice ai genitori, mai! Sa che farebbe loro ancora più male, creerebbe ancora più problemi di quanti non ne viva già nell'ambito tumultuoso, caotico ed irrispettoso che vede intorno a sé... sa che finirebbe per peggiorare le cose.

E cerca una via di fuga: attira a sé le attenzioni in ogni modo, magari diventando irrequieto e violento, incontenibile e dispettoso... a volte molto bugiardo.

Come a dire: "Mamma, papà... mi vedete? Esisto anche io! Voi litigate e non vi preoccupate di me, ma esisto anche io!... Datemi una carezza, un bacio grande... stringetemi tra voi due. Ho bisogno del vostro amore!"

Oppure si trasforma in un modello di obbedienza e saggezza: è uno scolaro perfetto, ottiene voti ottimi, ha molti amici, le maestre lo adorano per la sua bontà e mitezza, pratica in modo eccellente il suo sport preferito...

Come a dire: "Mamma... Papà... Mi vedete? io non vi dò problemi, vedete come sono vapace di fare il bravo? Smettetela di litigare, vi prego. Sono bravo. Faccio il buono, non litigate più. Vi voglio bene. Statemi vicino"

Ma l'Ego immenso e fagocitante dei due adulti, rosi dalla rabbia e imbestialiti dal conflitto, non è in grado di ascoltarli. Non ce la fa. Non riesce a prestare la dovuta attenzione.

Non sente, non percepisce il terribile disagio di quel piccolo bimbo, lo stesso che cambiavano insieme, piangendo di gioia, solo pochi anni prima.

Una prigione sorda, buia e orribile, nel momento più delicato della sua formazione. Una bomba a neutroni dentro l'Anima di un piccolo di Uomo o di una piccola Donna.

Un crimine, non so dargli altro nome.

Si rimane contaminati a vita. Vicende come queste sono isotopi radioattivi letali che ti mangiano la carne dal di dentro, costantemente, per tutta la vita, senza sosta... spesso senza cura. E non sarai mai più l'adulto che avresti dovuto essere. Sarai altro. Forse migliore, a volte, se la vita è bonaria con te e ti mette sul cammino la Luce, la gioia di un sentimento che fa maturare, che purifica, che accoglie e che consola.

Ma è raro, rarissimo.

Come sarà Leonardo? Il piccolo bimbo di 10 anni trascinato da suo padre, dagli assistenti e dal CTU, per i piedi, come un vitello che debba essere separato da sua madre per andare ad ingrassare altrove?

Non discuto le colpe e le inosservanze dell'uno o dell'altra. Non mi interessano. Chiunque abbia dimestichezza con queste vicende, sa perfettamente che le colpe sono suddivise tra padre e madre. Magari non sempre al 50%. Magari c'è una madre che subisce 20 denunce, senza promuoverne alcuna. A volte accade il contrario. Non è importante.

A me interessa Leonardo.

Un bimbo violato, abusato, trattato da merce, da pacco, da COSA. Sradicato dai suoi affetti, dalle sue abitudini, dalla sua classe, dai suoi compagni, dalla madre, dalla sua stanza, dalla sua Playstation sul televisore, dai nonni, da tutto.

Un bambino colpito a morte... per niente!

A me interessa Leonardo, solo lui a questo punto, un bambino considerato malato da una diagnosi di un CTU quanto meno discutibile, vedrò di spiegare in seguito perché.

Un CTU, consulente tecnico d'ufficio, che per legge deve giurare di fronte al giudice che lo nomina, impegnandosi al massimo scrupolo nell'esercizio della sua professione ed alla massima imparzialità.

Un CTU che per due volte sigla una perizia ove basa la sua "costruzione di diagnosi" su una sindrome teorizzata da uno psico-labile, non ho timore di affermarlo, tal Richard Gardner, morto suicida nel 2003, per arma da taglio e ferite auto-inferte su collo e petto, uno psichiatra per soli ricchi, ben 500 dollari l'ora la sua parcella, uno psichiatra che prometteva ad annoiati milionari americani di restituire loro i figli con assoluta certezza, punendo le madri, ree di aver indotto nei figli la P.A.S. (la "sindrome da alienazione genitoriale"), la "definiva condanna per la psiche del minore". Per poi, subito dopo, magari farli collocare in un lussuoso college, dal quale tornavano solo per le spring holidays o qualche settimana in estate.

Molti libri al suo attivo. Molte conferenze e apparizioni televisive. Molti soldi.

Solo uomini tra i suoi clienti. Nessuna donna.

Uno psichiatra che millantava credito, sostenendo di essere un associato alla Stanford, mentre non era che un lettore volontario, quindi non retribuito (la stessa università fu costretta a stilare un comunicato di smentita ufficiale in merito).

Uno psichiatra che esaltava negli esseri umani la componente PEDOFILA, sostenendo che dentro ognuno di noi, uomo o donna che sia, esiste un fondo di pedofilia emergente, atavico, che, a patto che non sconfini nell'attaccamento morboso ed asfissiante, non era "affatto da considerarsi un male".

Anzi, nel rapporto padre/figlio-a era quasi una benedizione.

Avrebbe maturato i figli più in fretta nella consapevolezza della loro espressione sessuale.

Lui stesso era pedofilo. Le cronache e i suoi scritti, chi lo conosce e chi lo ha subito lo testimoniano. Non mi infango oltre, parlandone: lo si potrà approfondire dai link di riferimento che citerò in calce...

È bene che ognuno, spinto da questo primo input di conoscenza, prenda visione degli scritti di questo "studioso", ne esplori la vita, ne conosca i retroscena.

Tornando alla P.A.S., questa sindrome non è mai stata riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale, MAI!

Anzi, molti Stati, tra i quali la stessa America, l'hanno espressamente bandita e di fatto esclusa categoricamente dalle aule dei tribunali minorili. Da molti psichiatri Gardner è considerato una vergogna,difficile a sopportarsi anche nella sola citazione. Da altri, viene considerato un modo veloce di far soldi, una fonte di reddito non indifferente, specie cavalcando la tigre impazzita e molto accecata della lobby dei padri ingiustamente bistrattati da donne, spesso solo vittime di altre, nuove compagne che non hanno piacere a vedersi sfuggire l’assegno di mantenimento mensile per il figlio che il padre versa alla ex moglie. E fomentano questi uomini, impreparati ed immaturi.

Le madri restano protagoniste della famigerata "sindrome da madre malevola", la P.A.S. appunto, volgare anche nella sua accezione forense più comune.

Il dottor Rubens de Nicola, il CTU stesso dell’ordinanza su Leonardo ha ammesso, in collegamento telefonico con Mattino 5, che "la PAS non esiste, non è una sindrome riconosciuta".

Due ordinanze sono state emesse sulla base di questa diagnosi, da lui stesso firmata.

La prima conferiva la potestà genitoriale al solo padre, togliendola alla madre ed affidando quindi in modo esclusivo il minore al padre.

La madre si sottraeva, si è rifiutata più di far vedere il figlio, considerato "malato", al padre. È stata mal consigliata, al tempo. E così si è arrivati all'ordinanza di prelievo del minore con l'ausilio della forza pubblica.

Ha sbagliato, la madre. Ha irrigidito il fronte, ma di fronte ad una sentenza così dura e senza appello, che prevedeva l'allontanamento forzoso del piccolo "affetto da sindrome insidiosa", il suo ricovero presso una struttura terza per un periodo "fino ad un anno", per il "decondizionamento" e la "decantazione", di "resettaggio" di Leonardo, per il "recupero della figura paterna"... forse anche io mi sarei ribellata.

Un padre non può volere per forza per sé un figlio, arrivando a farlo dichiarare "malato di mente"... non è possibile, è una cosa che va troppo OLTRE il mio potere di immaginazione.

...E poi le scene dolorosissime, oscene nella loro orripilante epifania, quelle che avrete già visto.

Un corpicino, piccolo ma fortissimo, trattenuto a stento dallo stesso CTU (e l'imparzialità giurata al Tribunale?) dagli assistenti sociali, tirato per il braccio da un poliziotto, costretto sul sedile posteriore di una Punto tra due adulti...

Un bimbo che gridava: "Brutto bastardo, lasciami!" a suo padre, che lo tirava da un piede, mentre gli strappava il collo della maglia. Quello stesso padre che il figlio aveva accusato di averlo chiuso in una camera a piangere per molto tempo... Perché “non ubbidiva”.

Perché nessuno ha chiesto a Leonardo perché avesse il terrore di andare a stare con il padre, perché si era nascosto sotto il letto per due volte, alla vista della Polizia a casa, perché non volesse chiamarlo "papà", perché si sottraesse con quella determinazione?

Perché?

Qualcuno ha stabilito che i padri siano insospettabili e i figli sempre bugiardi?

Qualcuno ha stabilito che le madri siano sempre delle arpie che montano i figli contro i padri?

Qualcuno ha stabilito che un bambino non sappia esprimere quello che desidera?

Qualcuno ha stabilito che un bimbo non ha diritti e può subire questa enorme offesa da parte degli adulti?

A cosa serve questo esercito di "esperti" se non abbiamo modo di ascoltare un bambino e capire esattamente cosa è meglio per lui, dalla sua stessa voce, dalla sua stessa Anima?

La convenzione di New York del 1989 stabilisce che il minore DEBBA SEMPRE ESSERE ASCOLTATO, che sia un obbligo dei giudici, dei terapeuti, di chi determina cosa sia meglio per lui, ASCOLTARLO. In altri Paesi, ai coniugi in conflitto aspro come questi due genitori di Cittadella di Padova, viene tolta la patria potestà pro-tempore fino a verifica ulteriore, a ENTRAMBI, senza neanche discutere... e il bimbo viene collocato in una famiglia affidataria, fino a quando i genitori non sono addivenuti a più miti consigli tra loro e non sono più in grado di nuocere ai loro figli.

La trovo una soluzione geniale. La quadratura del cerchio. Il solo modo per dare pesanti schiaffoni alle coscienze di questi immaturi e recalcitranti adulti, criminali inconsapevoli, che nulla hanno capito dell'importanza di essere genitori, del grande, enorme regalo che si possiede.

Leonardo ora è un istituto religioso, scelto dal padre, non dal CTU come dovrebbe essere.

Probabilmente presto tornerà a scuola, ma in un'altra scuola e sotto scorta. Una scuola scelta dal padre, non da CTU.

Frequenta la quinta elementare, i suoi compagni erano con lui dalla prima. Li perderà.

Il padre fa l'avvocato. La madre è una farmacista.

Leonardo non sa che lavoro farà, ma da grande, di certo, leccherà le sue ferite, per molto, molto tempo.

Cercherà di ricucire i lembi strappati della sua Anima e della sua Psiche.

Sarà il suo lavoro. A tempo pieno.

Un bacio, Leonardo.


Una mamma.

p.s. Leonardo ha fatto un tema, due giorni fa, nell’istituto dove adesso risiede, contro la sua volontà. Ve lo copio qui:
“L’ulivo è un albero che non perde mai le foglie, ma quando arrivò il freddo si ritrovò diverso. Gli altri alberi perdevano le foglie, lui invece rimaneva frondoso e verde.
Per certi versi, solo.
Per questo decise di scrollarsele. Si spogliò. Una scelta coraggiosa, che però subito non l’aiutò.
Fu un piccolo albero, piantato accanto a farlo. All’inizio non si capivano, ma parlando, parlando, con il tempo divennero amici. E così superarono l’autunno e da quel giorno vissero tutti in allegria.”

LINK CORRELATI:

Un'offesa per gli occhi, un’offesa per il Cuore... povero Leonardo...

Dr. Richard Gardner, chi era? (vedere bibliografia Wiki):

La PAS per l’associazione psichiatri americani:

Cos’è la PAS?

La discussione che condusse alla legge sull’affido condiviso: una vera iattura...

Porta a Porta – 16 ottobre 2012:

Una pagina dal titolo FALSO dell’associazione padri separati (o suoi promotori/fans)
che si fregia del nome “No alla Violenza sulle Donne” per raccogliere consensi (464mila iscritti ignari) e diffondere messaggi di vero e proprio odio di genere, con frequenti picchi di incitamento alla violenza. Sappiate che ne esistono a decine. Potete provare a cercare con alcune chiavi che o postato più in basso. L’adescamento strumentale è stata denunciato anche dal Fatto Quotidiano. Li sto seguendo, leggete... c’è da farsi accapponare la pelle! Misoginia, odio e incitamento alla violenza puri!

La pagina in oggetto è stata clonata, come altre dello stesso genere. Per i medesimi scopi vergognosi:

Il Fatto Donna:

È un mare magnum, non è possibile citare ogni fonte qui...

Le chiavi per saperne di più (è un fenomeno da approfondire, Daniele!):
padri separati
padri-bancomat
Tiberio Timperi
affidamento minori
PAS
alienazione genitoriale
nazi-femministe...
e chi più ne ha, più ne metta!

E in ultimo un articolo sul blog ByoBlu, del mio amico Messora, che mi sento di condividere in pieno, fin dal titolo “In che mondo di merda stiamo precipitando?”:

...ogni giorno portano via quasi in questo modo uno o più Leonardo, o Lavinia, o Marco, o Maddalena... solo che non c’è sempre un cellulare in modalità video a riprendere cosa accade. Ricordatevelo!

Valeria

52 : commenti:

Valeria ha detto...

Grazie......

Volevo aggiungere questo
un macigno...enorme

http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node%2F2577

piero41 ha detto...

Bellissimo post Valeria, si sente il tuo animo la tua partecipazione piena... per i primi tre quarti niente da aggiungere , hai spiegato tutto al meglio... Il bambino è suo...calma...hai detto come il bimbo si assuma tutte le colpe della sofferenza- separazione dei genitori, non , conosco bene gli antecedenti , ma lui vivendo con la madre o essendole affettivamente più vicino sente il suo disprezzo-odio per il padre , facilmente lo assimila ed anche lui incolpa il padre delle sofferenze della madre e lo odia come si sente dalle sue parole..
Decondizionare quindi dicono il giudice e i tecnici, certo...ma non basta un anno anche fosse seguito da uno specialista..Una famiglia affidataria.. , si dei santi però, sarà un piccolo riccio che odia tutti e tutto intrattabile e se rivede la madre crolla.. forse viver con tanti altri bimbi in un ambiente completamente diverso per un po', confrontando le esperienze, anche se è ancora presto... e poi i genitori aspettassero almeno sino a 14-15 anni prima di.. quando certe situazioni possono esser comprese meglio e poi loro ormai iniziano a perder importanza per nuove figure ed amori... E i giudici ascoltassero un po' di più maestre e professori che spesso conoscon bene quei bimbi , ce ne sono tante di ca@@@te di queste assistenti sociali in genere senza preparazione psicologica, solo normative e solo un po'...

s-t-i-c-a ha detto...

Scusa Valeria, una domanda retorica,
ma hai ancora / guardi ancora la TV ?
Io non so nulla di questo caso,
triste ma parte del tutto e del niente che ci propinano oggigiorno,
specialmente per mezzo della stessa TV.
Con tutta l'empatia che mi e' possibile,
condivido quando parli dei sentimenti che senti dentro di TE,
condivido meno quando parli di fatti specifici che non mi toccano
dato che neppure sono certi.
Mi sono fatto una corazza,
aperta per quelli che mi stanno "vicini" e chiusa per quelli che mi stanno "lontani",
mi serve per gestire le mie "energie".
Scrivo queste righe per dirti che apprezzo i tuoi sentimenti, nulla di polemico, nulla di cattedratico,
ma penso che "contare fino a UNDICI" molte volte serva.

GUIDO310 ha detto...

Sono un padre di una vispa e curiosa bimbetta di due anni e mezzo e tra un mese di una seconda...

Da quando mi sono sposato ho la consapevolezza che la casa coniugale e le i figlie, nel caso malaugurato di una separazione, difficilmente saranno affidate a me...e ad oggi penso che il "collocamento" per quanto il termine sia orrendo, presso la madre sia in genere la soluzione migliore

Io credo che nessuno puo' sapere quale sarà il proprio comportamento in una data situazione finche' non ci si trova personalmente...
Ho visto troppi casi di gente, me compreso, che dichiara o pensa che il proprio atteggiamento sara' sempre e comunque integerrimo in qualsiasi occasione, salvo poi fare l'opposto di quello che si era prefissato o declamato

Non sempre in malafede, e' proprio che la coscienza piena di se e' cosa ardua da raggiungere, e conoscere il proprio io profondo e' un piccolo miracolo, anche perché e' mutevole e i casi e le fortuna della vita lo modellano di giorno in giorno

Da quando vidi Kramer contro Kramer, ho smesso, forse, di aver paura che i miei genitori si separino, solo da quando sono diventato padre anche io, e ce la metto tutta perché ciò non debba accadere mai alle mie figlie

Il mio incubo peggiore era quello di essere affidato ad un istituto, la classica paura dell'abbandono, che fino ad un'eta' adulta e' molto difficile da superare, salvo poi ritornare sotto forma di paura dell'abbandono da parte del partner...insomma, le nostre paure ci accompagnano per tutta la vita, ma non sono sempre distruttive, il cercare di vincerle e' un meccanismo di crescita, e poi sono sempre li' a farci da monito...da grillo parlante

Non entro nel merito della vicenda specifica di Leonardo, pero' concordo che la vera ed unica vittima e' lui...

Un saluto

Un padre

piero41 ha detto...

"Vicini, lontani...realtà oggettiva ..." vanno bene se siamo coscenti che sono aggettivi, paraocchi per non affrontar la realtà del mondo attorno, per viver tranquilli il nostro personale come ci fa più comodo finchè magari quella realtà non si ricorda di noi... Basta andar in una qualsiasi scuola per veder quanti leonardo... è che il grumo del loro grande dolore, disperazione non viene esplose in faccia a tutti dai media... chi là vive però li conosce purtroppo...

AC/DC ha detto...

@Valeria
Complimenti, vedo che su certi argomenti dimostri una sensibilità non comune.

Informazione di servizio: questo post ha sballato la navigazione con Internet Explorer, in pratica l'intero blog non è più navigabile con suddetto browser.

ulixes ha detto...

"Complimenti, vedo che su certi argomenti dimostri una sensibilità non comune"

La riscriverei così:
"Complimenti, dimostri una sensibilità non comune"

(non solo su certi argomenti!)
________________

http://www.luxintenebra.net/public/Galleria/cavaliere.jpg

:-)

Merlian ha detto...

Visto che avevamo cominciato a parlare di TEG e Petroldragon, e si stava difendendo Rossi, credo che questo sia lo stesso attacco che ha subito Rossi (così mi sembra di aver letto qualche giorno fa) al suo sito dedicato alla sua difesa sull'affare Petroldragon:

http://ingandrearossi.com/

Non prendetelo sul serio il mio commento, era giusto per scherzare un po'. ;-)

ravecarl ha detto...

Brava Valeria.
Sono padre anch'io e so quanta responsabilità incombe sui genitori.

Avevo un padre padrone che non ha fatto altro che dividere la famiglia di 7 persone.
Di solito senza una vera presa di coscienza non si fa altro che riprodurre lo schema vissuto in famiglia.
Io non l'ho fatto per fortuna.
Ma quanta pazienza ci vuole, ma quanta sofferenza e quanta gioia si ha quando si è genitori.
Il problema (si si vuole definirlo cosi) è che genitori non si impara sui libri, genitori si diventa. E' un mestiere che si impara vivendolo giorno dopo giorno.
Ho imparato che i figli non sono nostri, non ci appartengono, sono sangue del nostro sangue ma hanno bisogno solo d'Amore e tanto esempio da avere. Ma non è l'Amore dell'Ego, é l'Amore del bene loro, in francese esiste una parola che mi è cara : la "bienveillance". E' come fare le cose per loro sempre con lo sguardo sul loro stato di salute, sulla loro capacità a inserirsi nella vita dando il meglio di se stessi, è l'incoraggiamento fino all'ossessione, sapendo che i nostri figli danno sempre il meglio di loro. Ma quello che è importante è che diano il meglio di loro solamente per il bene loro non per far stare bene noi genitori.
Ho imparato che i figli hanno la capacità di farci vedere le nostra incapacità.
Ho imparato che non siamo noi che li educhiamo, sono loro che ci forzano ad educarci, che ci forzano a pensare a noi stessi e al nostro sviluppo sociale e personale, perché possiamo dar loro l'esempio di come loro possano essere più tardi.

Aggiungo anche che sarò fiero di sapere che i miei figli un giorno mi uccideranno simbolicamente, vuole dire che incominceranno a "sapere" di essere indipendenti. Sarà la fine del mio mestiere di genitore. Ma sarò sempre il loro padre fino alla fine della mia vita. Con le mie angosce quando escono la sera e non tornano fino all'alba, con le mie preoccupazioni perché non riescono a scuola (chiedendomi perché, forse è colpa mia).
Dura la vita di genitore ma in compenso dei sacrifici c'è tanta felicità a saperli in vita e sapere che sono indipendenti.
Grazie Valeria.

Valeria ha detto...

@ravecarl

>>Sarà la fine del mio mestiere di genitore. Ma sarò sempre il loro padre fino alla fine della mia vita.

Lo sarai OLTRE, lo sarai SEMPRE.

Io sto imparando ad amare anche gli sbagli di mio figlio, i suoi insuccessi a scuola, la sua scarsa volontà di chiudersi nelle norme e nelle regole stupide del nostro sistema scolastico. Ho smesso di chiedermi il perchè (a lui non piace, la trova noiosa, inutile...coercitiva), sto semplicemente aiutandolo ad amare sè stesso. Credo che sia questo che gli manchi, una parte fondamentale della sua autostima..Per colpa mia, per colpa del padre, dei dissapori del passato...ma non ha importanza.
Beh, sto scoprendo che lavorando su LUI e non sul risultato che porta a casa, le cose stanno migliorando. Prende coscienza delle sue possibilità reali, va meglio, prende voti migliori e miete più successo tra i professori che lo incoraggiano. Ed è felice, quasi sorpreso, a tratti. Ci scherziamo su e gli dico: "Vedi, pensa quanto ci hai fatto disperare e guarda invece com'è facile per te, che hai una testa brillantissima che aspetta solo di mostrare quello di cui è capace!"

Durerà, saranno rose?
Chi se ne importa, se non sarà così, ci metteremo ulteriore impegno...
Sono felice che mio figlio stia costruendo il suo sè adulto con entusiasmo, comunque, con la baldanza tipica dei suoi 15 anni e quel pigli un po' guascone che me lo fa ammirare sempre più.
E' libero, è felice, è bello (fuori, ma sopratutto DENTRO) ed è molto amato...

Non serve altro... Non GLI serve altro

@Tutti
Grazie a voi di aver letto il mio lungo thread.
Vi chiedo di farvi latori di questo messaggio. Davvero non si ha la dimensione di questo fenomeno.
E' oltre la vostra immaginazione. C'è un esercito di bambini che soffre in silenzio, senza ascolto da parte di nessuno, questa triste situazione, basata su una montagna di denaro, un indotto spaventoso di interessi sparsi tra strutture di assistenza ai minori, scuole di formazione per addetti, istituti di "decompressione" e una vera schiera imponenente di SCIACALLI SENZA SCRUPOLI

Vi prego, da uomini e da padri, fate qualcosa!

William ha detto...

Non ho capito una cosa dell'articolo. Sei contraria a una sentenza del genere perché si appella alla PAS (una teoria piuttosto controversa) o perché in questo caso particolare la ritieni un grave errore in quanto il padre del bambino ha realmente abusato di lui in qualche modo?

Perché in generale, se un genitore denigra ingiustamente l'altro per rancori personali distruggendone così la figura agli occhi del bambino, sono d'accordo che venga penalizzato a livello di affidamento. Se ci pensi è un modo meschino di comportarsi per punire l'altra persona. Se poi questo atteggiamento del genitore può, nei casi più gravi, arrivare a generare un disturbo psicologico nel bambino non lo so, ma non mi stupirebbe.

Valeria ha detto...

Sono contraria al non ascolto del minore.
Gli adulti sono affetti da molte più sindromi e manie dei piccoli.

In questo caso e in mille altri, il piccolo aveva riportato delle precise vicende, accadute durante la permanenza del padre, che andavano approfondite ed accuratamente sbagliate. Cosa che non è stata fatta. Spesso non lo fanno nemmeno quando il minore descrive abusi sessuali, figurati nel caso di un padre che AVREBBE chiuso a chiave il figlio in una stanza per punizione...

Detto questo, ripeto.
Io sono per la centralità del bambino, per l'attenzione focalizzata sul suo desiderio, che poi cambia, intendiamoci...Magari dopo un anno che sta con la madre e VEDE REGOLARMENTE suo padre, ha voglia di andare a stare con suo padre, invertendo la situazione. Che male ci sarebbe?

Fa parte della sua crescita armonica. Ogni bambino equilibrato e "sano" ti dirà che vuole stare sia con suo papà, che con sua mamma. Quando accade questo, c'è da gioire immensamente. Il latte non è ancora tutto versato.

Sul ruolo di queste madri/Erinni e di questi padri abbastanza piagnoni, avrei molto da eccepire e da precisare, conoscendo a fondo sia l'associazione che raggruppa questo nuovo tipo di genitore lamentoso e perennemente vessato da qualcosa o da qualcuno....
Ma non ho voglia di alimentare la contrapposizione tra Ego, che si apposta sempre dietro l'angolo per saltare addosso al primo/a che osi schierarsi.
Conosco diversi buffoni, anche mediaticamente presenti, che raccontano un sacco di balle sulla loro reale condizione di padri "vessati".
Sono quasi sempre quelli economicamente più potenti e quasi sempre i solo firmatari di decine di esposti, denunce, ricorsi e chiamate della forza pubblica...Come nel caso di specie, peraltro

Non li considero uomini in senso effettivo, sono vittime, di sè stessi, prima che delle ex-mogli.
.....E saranno i punta-spilli dei figli che si ostinano a tirare come bambole di pezza. E non sarà affatto piacevole.

L'alienazione genitoriale è un invenzione.
Se il padre di mio figlio fa uno sbaglio, io lo sottolineo e lo segnalo al padre. Più volte.
A volte è necessario dire al figlio di NON FARE quello che il padre si ostina a volergli far fare (tipo portare a scuola il cellulare a 6 anni, ad esempio...una delle prime scelte di un padre che si separa)

Questa me la chiami ALIENAZIONE o SEMPLICE EDUCAZIONE E TUTELA DEL MINORE?

se il padre ha la sindrome di Peter Pan e non è impersonificazione del massimo della maturità, ma si agita, strafà e sbaglia perchè ha voglia solo di ingraziarsi il figlio, pensi che non sia giusto che una madre dica al figlio "Mi piacerebbe che tu non portassi il cellulare a scuola...Mi piacerebbe che tu non ti facessi il bagno al mare, siamo ad aprile!.....Mi piacerebbe che tu non andassi sulle mini-moto: sei piccolo, hai 6 anni. Ho paura che tu ti faccia male!"

Questa me la chiami alienazione ad esempio?...
Sai quante sfumature a questa frescaccia è possibile dipingere?
E siccome sono tante, tutte ugualmente nocive, lesive del minore....IO TI TOLGO PROPRIO L'ARMA DI MANO, chiedo a tuo figlio cosa sia giusto per lui...sarà lui a decidere
E poi vediamo, se di fronte ad un preciso desiderio del figlio, i genitori hanno ancora da obiettare. Trascineranno lui in giudizio?
Troveranno il modo di farlo fuori come molti coniugi litigiosi fanno (il femminicidio è in netto predominio numerico!)
No....ti attaccheranno al tram!
Mi sembra la cosa migliore, la lezione più giusta che possano ottenere per il loro stupido egoismo e la loro cieca caparbietà.

Dimenticavo: il MINORE NELLA MIA VISIONE HA DIRITTO AD UN LEGALE
nello stesso modo in cui ne hanno diritto il padre e la madre, anzi molto di più: perchè il vero conto finale della faccenda lo paga solo lui.

Valeria ha detto...

sbagliate=vagliate

Valeria ha detto...

Uno degli "animatori" di queste associazioni è il marito di una mia amica...

Hanno un figlio di 9 anni.
Lui vede il bimbo per 13 giorni e 10 notti al mese.
Non parla con la moglie, comunica solo trami te avvocati. Mente a tutti dicendo che non vede suo figlio per colpa della madre "malevola".
Quando riporta D. a casa, lo tiene per mano, suona al citofono. Lei risponde.
Lui urla: "Apri, troia!"

Salvatore ha detto...

@Valeria

Cara Valeria, sei riuscita a condensare e riassumere un mare di situazioni familiari, psichiche, sentimentali, sociali, legali, e potrei ancora proseguire a lungo, in un modo eccezionalmente unico ed empatico. Doverosi complimenti a parte, ti ringrazio di cuore per quanto hai scritto. Sebbene mi renda conto che fin'ora tali situazioni sono fortunamente aliene alla mia situazione familiare, ti giuro che quotidianamente soffro perchè ho empatica coscienza della sofferenza che grava sui molti compagni di scuola di mio figlio (terza elementare), vittime di situazioni analoghe a quelle da te citate. Grazie a Persone come te, Daniele Passerini, Andrea Rossi, Internet si impreziosisce di contenuti.
Cordialità,
Salvatore.

Daniele Passerini (22passi) ha detto...

@Valeria
Come ti ho scritto in privato il tuo post mi ha toccato tantissimo e sono stato felice di pubblicarlo.
Intervengo solo con qualche precisazione, perché non si butti via l'acqua con tutto il bambino.

Scrivi: Non ho mai sentito di coppie in conflitto che abbiano trovato un accordo più ragionevole a seguito di una mediazione imposta dal Tribunale. Mai.
No, non sarei così categorico. Ci sono migliaia di mediatori familiari in Italia (ed esperienze analoghe in altre nazioni) e come in tutte le categorie ce ne saranno di bravi e meno bravi, ma sicuramente (e parlo per diretta conoscenza) spesso riescono realmente a mediare positivamente i conflitti in corso tra genitori in difficoltà/separandi/separati, avendo bene in mente l'interesse dei loro figli.
Poi chiaramente se il conflitto tra i genitori è accesissimo fino a toccare ambiti patologici allora non c'è strumento d'aiuto che funzioni... con la zappa puoi preparare un orto su un terreno un giusto un minimo fertile, non sulla dura pietra.

Scrivi: Lo stesso impianto dell'affido condiviso, legge del 2006, è una grande, galattica frescaccia, mi si passi il termine, poiché ridurre a più miti consigli una coppia in grave stato di conflitto, finalizzandone il risultato presunto alla corretta educazione ed alla cura dei figli, non può essere il presupposto solido di un affido per un minore.
Idem. L'impianto dell'affido condiviso in sè non è né buono né cattivo: chiaramente se il conflitto genitoriale è insanabile e patologico, restano poche soluzioni da esperire se non il collocamento del minore presso una famiglia affidataria o comunità che garantiscano un ambiente di crescita più sano.

Per ultimo, esistono tantissimi operatori nei servizi pubblici e che operano con estrema coscienza e cuore rispetto a situazioni difficilissime e raramente i giornali ne parlano. I casi estremi o limite in cui qualcosa non ha funzionato finiscono invece sempre in prima pagina.

Un abbraccio

Endymion ha detto...

Il bambino ha diritto ad avere le due figure di riferimento che ha (di solito) dalla nascita, ossia padre e madre.
Da questo assunto si parte. Se si prova che la madre ha plagiato il figlio inimicandogli il padre (non nascondiamoci dietro un dito, succede molto spesso anche senza citare improbabili sindromi americane) allora la madre ha compiuto una serie di reati gravissimi, al cui confronto il prelievo coatto del figlio dalla scuola è una sciocchezza di poco conto.

ulixes ha detto...

"..al cui confronto il prelievo coatto del figlio dalla scuola è una sciocchezza di poco conto."

Valeria, hai sprecato tempo?
No, tranquilla.
Il tizio ha solo bisogno di compassione.

Valeria ha detto...

@Ulixes
@Endymion

Sì...per la serie
"Quello di Leonardo è stato un atto di salvataggio!..."

Lasciam perdere, va...

@Daniele22

Hai ragione, troppo tetragona. Manca la premessa espressa in forma più solida. I casi ai quali faccio riferimento sono quelli di aspro conflitto, con un/due tentativi di mediazione andati falliti.
Mi riferisco a questi, in effetti.
Grazie dell'apprezzamento...

William ha detto...

@Valeria
Grazie della risposta. In linea generale condivido pienamente il discorso sulla centralità del bambino e che si dovrebbero tenere in gran conto le sue preferenze, ma non sempre. Prendiamo ad esempio un caso che hai citato in cui il padre cerca di "comprarsi" l'affetto del figlio a spese di una corretta educazione, se in quel caso il bambino scegliesse lui come genitore perché dalla madre non riceve lo stesso trattamento di privilegio ti sentiresti di appoggiare una tale scelta? Ne dubito. Come vedi a volte la decisione spetta agli adulti, come quando occorre forzare un bambino ad assumere un medicinale dal sapore sgradevole. Quindi, se il conflitto è insanabile ma i genitori sono entrambi equilibrati, ben vengano i desideri del minore, in caso contrario il discorso è più complesso. Qualcuno, presumo il giudice, dovrà scegliere attentamente chi privilegiare anche a costo di andare contro al volere (o alle preferenze) del bambino.

Cesare Piccolo ha detto...

Condivido le parole di William, ascoltare il bambino è imprescindibile, ma il difficile è interpretare correttamente il suo pensiero.
E' ovvio che quel bambino volesse stare con la madre, il problema è verificare se ci volesse stare perchè plagiato dalla stessa o perchè ha oggettivo timore del padre.
I bambini sono molto condizionabili, a quell'età puoi far loro credere di tutto, quindi è indispensabile che in situazioni familiari critiche vengano seguite da specialisti, purtroppo la teoria è sempre bella e facile ma quando poi tocca "sporcarsi le mani" viene fuori tutta la complessità del fenomeno.
Il paragone con la medicina amara è corretto, se chiedi al bambino di prenderla lui si rifiuterà, sta agli adulti stabilire se è la cosa giusta per lui anche se lui non capisce.
Ovviamente in questo caso specifico, le modalità di adempimento all'ordinanza non sono giustificabili, non si può paragonare a un sequestro.
Se la madre si è rifiutata di adempiere all'ordinanza di un giudice per più volte, era lei che al limite doveva essere trattenuta dalle forze dell'ordine, e chiunque avesse impedito il riavvicinamento del bambino al padre.
Non certo usare quella violenza nei confronti di un innocente, manco fosse in mano a dei terroristi!

Valeria ha detto...

Avete ragione entrambi.

Ma guardiamola da un'altra angolazione.
Perchè il padre copre di regali costosi, inutili suo figlio?
Perchè ritiene si possa fare come con le allodole, mostrandogli cose luccicanti in modo che si avvicini e atterri...
Funziona, spesso, non sempre.

Ad un certo punto, vi sarà capitato, vedi tuo figlio che comincia a giocare con altro, si diverte con i giocattoli del cugino più piccolo, recupera la pista delle macchinette, smontata e in soffitta, ti chiede di fare una torta insieme, oppure di comprare la lavagna con i gessetti colorati...
Eppure dal padre ha di tutto: sei di tutto, dodici di tutto...!

Come mai?...Perchè i bambini non si comprano con nulla. E' solo un fatto illusorio, transitorio, effimero. Un altro stupido riflesso di quell'Ego abbastanza imbecille degli adulti, se paragonato alla saggezza dei piccoli...estrema!
Sì certo, andrà dal padre volentieri la prima volta, perchè ha la PS3, o il Nintendo con 24 giochi diversi (che il padre cura sempre molto di farsi restituire, prima di riportarlo alla mamma....vi siete mai chiesti il perche'?)
Ma non durerà: i bambini "funzionano" molto semplicemente, a mio avviso.

Se non tiri, loro ti cercheranno da soli, spontaneamente manifesteranno il desiderio di stare con te, all'altro genitore...se non ti imponi, urlando, piangendo, con la forza o con l'inganno, loro verranno da te...semplicemente perchè è impossibile starti lontano/a..sei il loro padre...sei la loro madre!
(ovviamente è qui che deve intervenire la Legge a vigilare che uno dei genitori o entrambi non continuino a fare i cretini!)

Questa è una legge di Natura, assolutamente indissolubile, se pensate che figli dati in affido a 3 mesi, quando crescono cercano disperatamente la madre, oppure il padre che se ne è andato via senza mai più preoccuparsi di loro....e spesso, molto più spesso di quanto si pensi, LO PERDONANO...perchè è una parte di essi stessi e non se ne può fare a meno: si è adulti dimezzati, amputati, irrisolti.
E poi tornano, contenti, appagati, dai loro genitori adottivi...

Quale giudice?
Ma quale autorità ha diritto di disporre su una Legge di Natura, quasi sempre sovvertendola?!
Non può esistere. Se si vuole che il piccolo cresca in modo armonico e che si costruisca pazientemente da solo un nuovo equilibrio, tra mamma e papà, che non lo renderanno inconsapevolmente il colpevole dei loro litigi insulsi, bidogna LASCIARLO LIBERO DI SCEGLIERE, DI ALTERNARE, DI SPERIMENTARE...CI CERCARE E DI DESIDERARE.
Bisogna farlo sentire IMPORTANTE, al centro dell'Universo (anche se spezzato irrimediabilmente) dei suoi genitori, che non saranno mai più coniugi, ma che si devono mettere in testa che saranno SEMPRE GENITORI, fino all'ultimo loro respiro. Che lo vogliano o no.

Valeria ha detto...

Conosco bambini, figli di separati, molto sereni grazie all'intelligenza dei genitori.

Perchè non provare?
Perchè non formulare un protocollo in base al quale si possa dire:
"Piccolo, puoi andare per sei mesi a dormire o a casa di papà o della mamma. L'altro tuo genitore ti viene a prendere il venerdi mattina e ti riporta domenica...così ci giochi insieme. Diciamo fino a Natale. Poi si fa a cambio, come quando si gioca a moscacieca: poi vai a dormire nell'altra casa. Così sarà come andare in vacanza...ti porterai i tuoi giochi preferiti e di nuovo l'altro dei tuoi due genitori avrà i fine settimana per stare con te a giocare...vuoi?!
Allora, da chi vai per primo: da mamma o da papà?"

Non credo sia difficile.
Il bambino così si sente libero, protagonista delle sue scelte.

E' come levare la palla ad un gruppo di ragazzini che si azzuffano per tirare il rigore.

Io proverei....scommetto che funzionerebbe molto meglio.

Antony Boulauder ha detto...

L'argomento trattato è terribilmente complesso e noi non abbiamo tutti gli elementi per poter giudicare.

Rimane, secondo me, un punto fermo: le modalità adottate per l'allontanamento del bambino dalla madre sono state atroci e crudeli. Ma qui possiamo entrare nel campo vastissimo delle vessazioni da parte delle "nostre" forze dell'ordine.

In merito alla necessità di un allontanamento, non ho nessun elemento certo per poter esprimere un parere. Solo ipotizzando delle situazioni, purtroppo sicuramente semplificative, è possibile esprimere un giudizio.

Le variabili in gioco sono troppe.

Un discorso a parte invece meritano le separazioni, nel caso siano coinvolti dei figli, soprattutto se di età compresa tra i 5 e 16 anni. Probabilmente i genitori affrontano con troppa leggerezza ed egoismo i problemi di coppia, attenti come sono solamente a se stessi. Volutamente ignari che la decisione di separarsi comporti comunque un cambiamento.
Secondo il mio parere è la mancanza di responsabilità generale, propria di questi tempi, che ci impone di consumare tutto subito, senza prevedere programmi a lungo termine, che ci porta a trascurare l'impegno che la crescita dei figli dovrebbe comportare ed a considerare la separazione o il divorzio come una cosa normale: ormai lo fanno tutti.
Naturalmente sono escluse dal mio ragionamento tutte quelle realtà di violenza e sfruttamento, che necessitano di essere affrontate con determinazione e celerità, anche se, è proprio in questi casi che la parte più debole, di solito la donna, fatica a interrompere la relazione.

GUIDO310 ha detto...

Oggi ho sentito che in francia si vogliono abolire i termini Padre e Madre per istituire quelli Genitore 1 e Genitore 2....

Sto vivendo in modo indiretto la situazione di un amico che ha lasciato la casa coniugale e il figlio di 8 anni perchè ha deciso di cambiare sesso...io non posso far altro che dargli il mio appoggio morale perchè per arrivare ad una decisione del genere vuol dire che si è vissuta una vita di menzogne con gli altri e con se stessi...e non deve essere stato facile.... ma anche di questo i figli non hanno colpa

Sono stati avvertiti da qualcuno i servizi sociali ed ora il bimbo è ricoverato in un'unità di psichiatria infantile...

Che traumi possono provocare situazioni del genere sulla psiche di un bambino non lo posso immaginare neanche lontanamente...

ulixes ha detto...

"Oggi ho sentito che in francia si vogliono abolire i termini Padre e Madre per istituire quelli Genitore 1 e Genitore 2...."

Così è stato deciso circa mezzo secolo fa.
Fa parte dell'AGENDA!

Valeria ha detto...

Dio mio....

GUIDO310 ha detto...

@ ulixes
Sulla mia Smemoranda non c'è!

ulixes ha detto...

"Sulla mia Smemoranda non c'è!"

:-)))

Difficile trovarla in edicola quell'AGENDA.
Non è in vendita.
E' per pochi eletti.
Se la scrivono e se la leggono.
A noi tocca eseguire (ignari) le disposizioni ivi contenute.

Valeria ha detto...

Un assaggio dell'Agenda:

1- smantellamento progressivo della cellula-famiglia di tipo tradizionale

2- negazione della sua centralità e autonomia nel tessuto sociale. I figli sono di tutti, non dei genitori. Sono della società intera e sua la responsabilità della loro crescita armonica ed educazione.

3- negazione progressiva, svilimento metodico ed indebolimento della figura della madre/donna/moglie. Inadeguata, alienante, possessiva, incapace di educare, troppo influente nella formazione psico emotiva della prole, di conseguenza inadatta a restare la depositaria del maggior tempo da dedicare ai propri figli che ne subiscono la "nefasta influenza". Proporla come frustrata, fobica, maniacale, troppo presa dal ruolo, soffocante per il figlio o, in alternativa, distratta, troppo in carriera, assente, svogliata, incapace di educare per il troppo edonismo e per la voglia di emergere come donna e come lavoratrice.

4- l'aborto deve essere condannato aspramente, pur essendo consentito, come pratica che denota l'egoismo della donna che rinuncia alla maternità in completa autonomia di giudizio. Quindi la decisione di procreare deve sfuggire sempre più alla sola coscienza delle donne e diventare un atto voluto, preordinato, pianificato dalla coppia genitoriale, etero o gay che sia.

5- le coppie gay devono identificarsi con la dicitura genitore 1 e genitore 2. La definizione "papà" o "mamma" potrebbe risultare offensiva, sia alle persone interessate che per le persone che devono identificarle.

6- le coppie omosessuali devono avere il diritto di procreare, avvalendosi di uteri in affitto volontario.
Es. la coppia A formata da due uomini può chiedere alla coppia di amiche B, formata da due donne, la possibilità di fecondare una delle due che si renda disponibile, previo accordo con la sua compagna, per mettere al mondo un bambino che sarà naturalizzato come figlio della coppia A, che avrà cura di mantenere relazioni amichevoli, simili alla famiglia allargata con la coppia B, per la crescita "armonica" del figlio.

Non notate una certa assonanza ?!........

Endymion ha detto...

Ulixes, Valeria: neanche i genitori, se non ci passano, non possono capire. Fate per un attimo finta che io versi attualmente in una situazione simile, con un bimbo di 4 anni per il quale, dopo accuse ridicole, ho recuperato la patria potestà... è più chiaro adesso? Per fortuna lui sta bene e in questo momento dorme tranquillo vicino a me.
Non avete neanche idea di cosa abbia dovuto ingoiare per NON far accadere situazioni come quelle di Leonardo. E ciò nonostante, alla fine, occorre esser risoluti per dare al proprio figlio un'immagine di genitore, e non un fantasma. Non dico altro per problemi di privacy.

Valeria ha detto...

Beh, hai vissuto quello che vivono tante altre donne e uomini

Quello che ho vissuto anch'io.

Non c'è da gioirne di certo.
Quello che ho scritto per me resta valido, proprio perchè ho vissuto il tuo stesso inferno e non lo auguro a nessuno

Se tiri, troverai sempre qualcuno che tira dall'altra parte...
e viceversa...fin quando la corda si spezzerà.

Valeria ha detto...

è di oggi
dal minuto 44:00

tra le puntate dei giorni scorsi, altre testimonianze
dalla viva voce dei protagonisti

http://www.video.mediaset.it/video/pomeriggio_5/full/353272/giovedi-18-ottobre.html

molestata da un educatore a 14 anni
come se non fosse bastata una DEPORTAZIONE FORZATA DURATA 5 ANNI

ASCOLTATE!

ulixes ha detto...

... i traumi vissuti dai bambini non sono commensurabili con quelli vissuti dagli adulti.
Ma i traumi che vivono i bambini sono causati esclusivamente dagli adulti.
E QUESTO E' EVITABILE!

VA EVITATO A QUALSIASI COSTO!

Un genitore, degno di tale nome, dovrebbe essere disposto a qualsiasi sacrificio pur di evitare un trauma al proprio figlio. Nessun genitore è in grado di stabilire la portata di quel trauma.

In particolare, ritengo che le scene che avete visto (voi!) in TV in questi giorni rappresentino uno dei peggiori traumi che un bambino possa subire. Nessun genitore, degno della sua funzione, avrebbe dovuto permettere che ciò accadesse. Chi ha permesso che accadesse è una BESTIA!

Valeria ha detto...

No, davvero
non è ammissibile alcun tipo di giustificazione
è un crimine contro la dignità umana

qualcosa di osceno, inaccettabile!

starei due anni senza vedere mio figlio e facendomelo raccontare dagli amici, piuttosto che chiedere e contribuire a concretizzare una scena simile!

Mai....piuttosto sparisco.
Ricordate le madri di Re Salomone....

Endymion ha detto...

Valeria: io non ho tirato.
Non ho iniziato guerre.
Non ho voluto fare nulla di tutto questo.
Dall'altra parte non c'è stata ragionevolezza e CONTINUA tuttora a non essercene, in ogni aspetto. Questo avviene per un motivo ben preciso, presumibilmente per problemi di natura psicologica e/o psichiatrica nella madre. Ma la legge italiana non parte mai con l'idea che il bambino possa esser affidato al papà, se non in casi estremi. Prima di domandarci perchè Leonardo sia stato trattato in quel modo, chiediamoci perchè si è DOVUTO arrivare a quel punto. Quante volte non è stato possibile fare uno scambio tranquillo a casa della madre? Perchè?

Antony B ha detto...

K'episodio specifico di Cittadella è un caso estremo in cui tutte le posizioni si sono incancrenite e, come ciliegina sulla torta, sono intervenute le forze dell'ordine a metterci del loro. L'episodio del "rapimento" è osceno, ma rappresenta solo la punta di un iceberg delle sofferenze che vengono fatte soffrire ai bambini da parte dei genitori che si separano.
La separazione è sempre un trauma per i figli, punto. Si dovrebbe partire da questo assunto, prima di decidere o di intrattenere relazioni al di fuori della coppia genitoriale.
Se non siamo in grado di gestire le nostre pulsioni non siamo adatti a fare i genitori.
La decadenza di una società passa prima dalla distruzione dei valori che l'anno fondata.
Il sacrificio della madre nell'episodio di Salomone deve essere visto come rappresentazione estrema della rinuncia ai propri egoismi personali per il bene del figlio.
Quando diventiamo genitori siamo chiamati ad assumerci delle responsabilità, che non sono derogabili semplicemente perché le nostre aspirazioni personali non sono soddisfatte. Tutti i comportamenti e le azioni dei genitori devono essere mirati a creare un ambiente favorevole per i figli.
Con questo non voglio dire che i genitori devono "viziare", poiché in questo modo non agirebbero sicuramente in loro favore, ma che dovrebbero impegnarsi a fornire le basi per camminare con i propri piedi, mettendoli in guardia dei pericoli e delle mistificazioni del mondo, cercando di insegnare pochi concetti basilari, come il rispetto degli altri.

GUIDO310 ha detto...

Asimov in un suo romanzo aveva immaginato una societa' in cui i figli non restavano neanche un minuto con i genitori naturali, per essere subito "collocati" presso dei grandi asili collettivi e poi scuole e così via...

Valeria ha detto...

@Antony B

Per il mio modesto parere, il tuo commento è assolutamente da "Hall of Fame"

@Endymion

Conosco quel saporaccio in bocca che senti. Lo conosco bene. Non stai parlando con una saccente che pontifica senza aver mai vissuto ciò che descrive.

Ascolta: madri e padri, che prima erano mariti e mogli, compagni, coppia, esseri umani prima di tutto, nella mente di molti genitori separati diventano istantaneamente "instabili", esauriti, psicotici e "pericolosi per il minore" nel primo istante in cui si rifiutano o boicottano le decisioni imposte dalle Corti.
Un ente terzo da te, la Giustizia (mah!?) decide cosa tu devi fare di TUO figlio, di NOSTRO figlio.
Un padre o una madre (non faccio preferenze, risparmiatemi di citare ogni volta entrambi i generi) si ribella NATURALMENTE A QUESTO. L'altra parte della coppia si trincera instancabilmente dietro cavilli, carte bollate, ingiunzioni e interventi delle forze dell'ordine.

E più si tira e più si vorrebbe tirare.
Siamo stati tutti preda del gorgo infernale nel quale ti gettano gli avvocati (non tutti, la maggioranza)
"Scriviamo....mandi un telegramma.....mi rediga una memoria....la deve denunciare"

E più si tira e più si vorrebbe tirare.
E soldi....soldi.....parcelle.....nero.....nero....soldi.....assegni a M.M.....nero....nero.....

Sai chi sono i migliori PSICOLOGI, a mio avviso?
SONO I LEGALI!
Da loro parte la via del declino e dell'ingiuria, delle offese e delle ordinanze, degli strattoni e della sofferenza per i poveri figli. Si è preda di questi INCANTATORI DI SERPENTI, quando si è nelle loro mani, del resto, cosa altro si potrebbe fare per riavere il proprio figlio?!

"Riavere il proprio figlio...."
chiedo scusa, ho bestemmiato senza volerlo....

Valeria ha detto...

@guido210

Isaac Asimov aveva fatto certamente un sogno orrendo: chissà cosa mangiava, la sera.....

Valeria ha detto...

Sono molto felice che il caso mediatico suscitato dagli eventi di Cittadella di Padova, abbia portato ad un risultato rapido, che ristabilisce Verità, Giustizia e Tutela per i minori

La PAS non esiste, non è mai esistita e chi la applica deve essere sanzionato.

é quanto ha affermato il Ministro della Salute, Balduzzi, in risposta al question time dell'on. Borghesi (IDV)

I ricorsi andranno tutti rivisti e le sentenze emesse sulla base di questa inesistente sindrome da alienazione genitoriale, denominata per brevità PAS dovranno ristabilire la situazione "ante quo"

SVUOTIAMO LE CASE FAMIGLIA
SCUOTIAMO GLI ISTITUTI DI "DECOMPRESSIONE"
RIMANDIAMO I BAMBINI NELLE LORO CASE, DAI PAPA' E DALLE MAMME

QUESTI POSTI PUZZANO DI ZOLFO LONTANO LE MILLE MIGLIA
VANNO DISINFESTATI!

http://www.irispress.it/284016/bimbo-padova-borghesi-idv-e-ufficiale-la-pas-non-esiste

http://www.italiadeivalori.it/home/news/latest/18217-bimbo-padova-e-ufficiale-la-pas-non-esiste

http://bigenitorialita.wordpress.com/2012/10/19/la-pas-non-ha-riconoscimento-scientifico/

un GRANDE PASSO AVANTI VERSO LA CONSAPEVOLEZZA E IL BUON SENSO!


ravecarl ha detto...

Ho voglia di dire che un ingiustizia è un ingiustizia di troppo SEMPRE.
Ma purtroppo l'energia di questo momento è quella. Siamo impregnati dall'energia dell'egoismo fin dentro le ossa. Tutti, anch'io.
Certe volte non ci rendiamo conto che l'innocente ha bisogno di protezione da colui che ha le responsabilità su di lui. Succede dappertutto. In ufficio, in famiglia, in politica, sulla strada. Mi domando quando ne usciremo. Si pensa solo a sé. D'altronde non si parla solo di sé anche quando parliamo degli altri ?

Valeria ha detto...

@ravecarl

esatto...per questo ripeto il mantra
"il nostro EGO ci ucciderà se non impariamo a tenerlo a bada con la coscienza più elevata"

è facile...non credere
ci si riesce molto bene e senza tanto sforzo

Ti abbraccio

Endymion ha detto...

Valeria: ci sarebbe da dire molto sulla mia situazione, ma non posso farlo perchè è ancora in corso e non definita. Immagina il peggio, gestito al meglio.
La vita è fatta spesso di scelte tra mali minori. Ultimamente mi sembra di fare solo questo. Però non credo che gli avvocati siano i migliori psicologi. E te lo dice uno che ha sempre nutrito una profonda diffidenza verso le scienze mentali. Credo invece che se la maggior parte delle coppie si sottoponessero ad uno screening psicologico come hanno sottoposto me e mia ex moglie (per fortuna entrambi negativi) ne salterebbero fuori delle belle.

Valeria ha detto...

tutti passano sotto la gogna della perizia psichiatrica, quasi tutti

avvocati psicologi, intendevo nel sens di esperti manipolatori di genitori feriti, incazzati, rabbiosi, preoccupati e/o impauriti

ne fanno carne di porco, credimi...
non gliene frega nulla
sono solo dei passacarte, il più delle volte

è un consiglio da amica: prova ad alzarti una mattina e a dire

"Aspetta, forse ci può essere un altro modo di affrontare la cosa...perchè non provarci? Cosa perdo?...Cosa può succedere di peggio?"

Riappropriati della situazione, senza terzializzare e fai lavorare il tuo ingegno, il tuo cuore, la tua personalità...
Non ti costa nulla....

Valeria ha detto...

Beh, mio figlio mi ha telefonato dal bagno del liceo per dirmi che ha preso "9 meno-meno" allo scritto di Chimica...

lo ha fotografato con il cellulare per la contentezza...

Lo scrivevo ieri: meglio insegnare ad amare sè stessi che arrabbiarsi per gli insuccessi scolastici continuativi...

E vale un po' per tutto.

Fr@ncesco CH ha detto...

Per Daniele Passerini (22passi):

c'è posta per te!

Valeria ha detto...

Resoconto stenografico della seduta alla Camera dei Deputati del 18 ottobre 2012
(pagg. 76 e 77)

Interrogazione dell'on. Borghesi (Idv) all'indirizzo del Ministero della Salute in relazione alla validità dell sindrome definita PAS, o sindrome da alienazione genitoriale)

http://www.camera.it/410?idSeduta=0706&tipo=stenografico#sed0706.stenografico.tit00090.sub00020

Bellissima l'ultima frase, personale e in qualità di medico, del sottosegretario al Ministero che riferisce in nome del Ministro Balduzzi

@Daniele22
per favore, la potresti inserire in premessa nel thread?

Daniele Passerini (22passi) ha detto...

@Valeria
Quel link, merita un post autonomo, ma per oggi ne sono già usciti 3... slitta a domani!

Valeria ha detto...

ok

Daniele Passerini (22passi) ha detto...

@Valeria
Come hai già notato, ho creato il nuovo post e aggiunto al presente il seguente post scriptum (che si conclude col link al nuovo post:

P.S. Valeria ci informa che, grazie all'eco dei recenti fatti di cronaca, è stato ribadito che la PAS non è più applicabile alle motivazioni di allontanamento del minore da uno o entrambi i genitori. La PAS non era (e non è mai stata!) inserita nel protocollo DSM-IV e non lo sarà nel DSM-V in corso di redazione. La PAS è un'invenzione di un medico psichiatra senza alcuna validazione scientifica. È auto-pubblicata [da Gardner], quindi senza valore scientifico. La PAS non esiste e tutte le ordinanze che la citano a motivazione di sofferenza del minore e invocano il suo allontanamento dal nucleo familiare o dal genitore "alienante" DEVONO ESSERE RIAPERTE E RIDISCUSSE". (da un commento lasciato da Valeria sul blog il 20/10/12). Vedasi recente interpellanza parlamentare.

Daniele Passerini (22passi) ha detto...

@Valeria
Ho appena scoperto che sabato mattina (dopodomani) a Perugia c'è questo convegno:
PAS - SINDROME DA ALIENAZIONE PARENTALE
Ho una mezza voglia di andare e intervenire, che dici? ;)

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