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sabato 20 ottobre 2012

Considerazioni sul Bioscanner TRIMprob
(autore: Andrea Michielin)

L'aspetto relativo alla capacità di diagnosi oncologica non invasiva dello strumento e alla possibilità di monitorare in questi casi l'andamento di una terapia medica è indubbiamente quello di maggior rilievo e sicuramente riveste una grande importanza.
Il valutare però esclusivamente questa funzione può significare il sottostimare o sottovalutare le reali ed effettive capacità e potenzialità dell'apparecchio il quale presenta altre funzioni diagnostiche che, se non possono essere considerate altrettanto importanti, devono essere valutate quantomeno molto utili.
Il TRIMprob ha una operatività che si svolge su più livelli, utilizzando 3 frequenze, una delle quali è utilizzata per indagare il vascolare ed è in grado di segnalare condizioni acute, di infiammazione (vale qui come esempio una “semplice” Prostatite), un'altra delle quali è in grado di analizzare il parenchima e di segnalare condizioni di alterazione cronica (qui vale l'esempio della Ipertrofia Prostatica benigna) oltre che essere in grado di rilevare e segnalare l'eventuale presenza di calcificazione dei tessuti.
In tal senso, lo strumento si rende certamente utile per indagare con velocità e precisione una ampia serie di casi i quali, fortunatamente, non sono affetti da patologia oncologica (o non risulteranno affetti da cancro) ma che possono presentare disfunzioni, disturbi e alterazioni di varia natura e che spesso corrono il rischio di restare senza diagnosi o possono trovare una diagnosi errata, con conseguente errata terapia, anche a causa della obiettiva difficoltà nella identificazione del problema e delle sue cause che le normali indagini diagnostiche presentano.
Trattandosi di diagnosi anche molto precoce, oltre che non invasiva, (precoce al punto che la persona potrebbe anche non presentare alcun significativo o identificativo segno o sintomo od alcuna variazione dei normali valori nel risultato delle analisi - ad esempio ematochimiche) si apre quindi la possibilità di individuare condizioni iniziali di disturbo o disfunzione su cui è possibile intervenire efficacemente in termini di prevenzione. L'intervento preventivo può essere in grado di evitare che si realizzino condizioni croniche, degenerative, le quali potranno poi sfociare anche in un evento oncologico.
Molto dipende dalla capacità dell'operatore nel saper interpretare correttamente e coerentemente i grafici, i quali devono essere valutati sia singolarmente che nelle loro interazioni. Questa capacità, quando presente, unitamente alle conoscenze mediche, consentirà di fornire diagnosi molto dettagliate e precise.
La capacità di interpretare correttamente la risposta del test nella sua integralità, cioè a dire la capacità di riconoscere e saper dare una spiegazione alle interazioni che i 3 segnali possono andare a costituire, rende inoltre possibile il chiarire condizioni disfunzionali, per così dire pre-patologiche, altrimenti poco comprensibili.
Da non sottovalutare assolutamente è quindi la possibilità di correzione di diagnosi errate che spesso comportano la somministrazione di terapie inadeguate o inutili le quali potranno non infrequentemente causare danno.

Oltre a ciò, esiste di fatto la possibilità di intervenire con maggior successo attraverso una strategia di medicina non convenzionale, biologica o integrata che dir si voglia, in tutta una serie di condizioni “subacute o subcliniche”, solitamente croniche (e qui ci si può riferire ad esempio perfino ad alcuni disagi di salute che sovente vengono ad esternarsi come più o meno gravi disturbi cosiddetti neurocomportamentali e identificati come psichici, mentali, psichiatrici e come tali trattati spesso con soli psicofarmaci e/o supporti psicologici ma che da questi non trovano alcun effettivo giovamento o risoluzione ideale a causa della difficoltà o impossibilità di giungere a stabilire cause che possono tradursi in condizioni infiammatorie di organi e tessuti coinvolti nella biochimica cerebrale e nella immunità, ad esempio, oppure in quella epatica, surrenalica, tiroidea).
Certamente sta nella qualità dell'operatore, del medico, nella sua sensibilità e capacità di osservazione, nella sua capacità di interpretazione dei dati ottenuti nel loro complesso, riuscire a trarre conclusioni diagnostiche corrette e a proporre terapie adeguate, ad ogni singolo caso, poiché ogni individuo presenta o può presentare caratteristiche diverse sia pure avendo la medesima diagnosi medica, diamo ad esempio, giusto per restare in tema, un disturbo di ansia o da attacchi di panico.
Alla luce quindi delle possibilità più ampie offerte da questo strumento si può e si deve ampliarne il campo applicativo, per così dire, per condurlo appieno alla sua utilità.

Un piccolo esempio è dato dal caso di un paziente al quale, effettuato il test col TRIMprob a livello articolare, era stata segnalata la presenza di un lieve problema infiammatorio al ginocchio. Il paziente in questione non segnalava dolori né sintomi particolari e per tale motivo era rimasto piuttosto sorpreso e poco convinto della cosa ma, incuriosito, si è recato a visita da un amico fisiatra il quale ha confermato la presenza di un iniziale problema dei legamenti, affermando che il trascurare questa condizione avrebbe condotto quasi certamente a danni di maggior rilievo, ritenendo opportuno intervenire con una terapia denominata proloterapia (http://it.wikipedia.org/wiki/Proloterapia) la quale, allo stato attuale e dopo successive verifiche, sembra aver portato a risoluzione.
Il paziente verrà seguito nel tempo per valutarne comunque l'andamento.

Un altro esempio è dato da un paziente affetto da un disturbo del sonno per il quale aveva necessità di assumere farmaci, al quale è stata identificata una lieve alterazione a livello epatico - non riscontrata attraverso le transaminasi – sulla quale si è intervenuti con una terapia biologica detossificante ed epatoprotettiva, la quale ha restituito un sonno normale al soggetto in questione, non avvertendo più la necessità di farmaci.

L'utilità dello strumento e del test viene quindi ad essere evidente all'interno del contesto di una medicina che venga espressa nelle sue più vere e reali capacità e funzioni, in termini molto più estesi di quanto sia il solo campo della diagnosi oncologica.

Andrea Michielin

1 : commenti:

Fr@ncesco CH ha detto...

Andrea Michielin ha colto senza dubbio nel segno: la cosa straordinaria del TRIMprob è proprio l'intrinseca capacità diagnostica basata su un principio totalmente nuovo.

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