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sabato 8 settembre 2012

Il Ponte della Conoscenza
(post di Ugo Abundo)



Ponte di Valencia disegnato da Santiago Calatrava, uno dei più importanti architetti contemporanei

(Afferma Calatrava : "Tra Architettura e ingegneria non c’è differenza, convergono a formare un’arte. Quando si vede una chiesa oppure un ponte, quello che effettivamente esiste è un’opera d’arte fatta per quel luogo e per quel paesaggio, sostanzialmente non diversa da una pittura, da una scultura o da una lirica del nostro tempo")


La ricerca e sperimentazione nel settore LENR / Fusione Fredda è riconducibile principalmente a due* approcci alternativi: il primo con idrogeno/deuterio gassoso sotto pressione, il secondo con idrogeno prodotto nello stesso reattore mediante elettrolisi.
* Seppure con l'aggiunta di varianti tecniche di stimolazione ad esempio con ultrasuoni, campi elettromagnetici, alta tensione, ecc.

Riteniamo che queste scuole o "filoni", apparentemente differenti, abbiano in realtà un unico "nucleo" origine del fenomeno, il resto è di contorno della particolare modalità in sperimentazione.

In recenti post pubblicati su 22 Passi sono state messe in evidenza argomentazioni teoriche di Unificazione della Fisica che potrebbero rivoluzionarla e finalmente "accendere la luce" sui fenomeni LENR, per questo è doveroso e necessario lavorare sia teoricamente che sperimentalmente per identificare le implicazioni teoriche del fenomeno tendando di fare un ponte tra i due citati approcci esaltandone le fenomenologie e potenzialità.

Questo percorso sta arrivando a nuove sintesi che verranno sperimentate nei prossimi mesi.

Un primo schema concettuale di unificazione dei due approcci è così sintetizzabile :

  • Parte comune sicuramente è il caricamento di idrogeno/deuterio in una matrice metallica che, in opportune condizioni, consente l'innesco a bassa energia delle reazioni LENR;

  • Analogia con la valvola termoionica, presenza di Anodo e Catodo che permettono all'Idrogeno caldo e in pressione nelle particelle metalliche, sotto idonee condizioni, di vincere il blocco columbiano;

  • La presenza di elementi additivi quali ad esempio il Cerio, per aumentare l'effetto emissivo;

  • La presenza di altri elementi idoneamente strutturati potrebbe assicurare una estrazione di energia direttamente sotto forma elettrica evitando il ciclo termodinamico vapore-turbina.


Questo nuovo schema potrebbe, con opportune varianti, ispirare perfezionamenti, su tutti i reattori LENR: Rossi-Focardi, Focardi-Piantelli, Arata-Celani, Preparata-De Ninno-Del Giudice, Mizuno-Iorio-Cirillo, ecc. ecc. portandoli verso traguardi ancora più innovativi e rivoluzionari.


"Costruiamo un Ponte sulle Conoscenze e percorriamolo assieme"

Ugo Abundo - Fondazione J. Von Neumann

14 : commenti:

bertoldo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
bertoldo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Daniele Passerini (22passi) ha detto...

@bertoldo
Please, per parlare di Zurigo c'è il post apposito: potete scriveri lì tutti i commenti in topic. Grazie

comRED ha detto...

Domanda in topic. Secondo Abundo è possibile estrae gli elettroni direttamente dalla reazione LENR?

mirco ha detto...

questi della Brillouin dicono di aver perfettamente compreso la base fisica delle LENR
consiglio un occhiata a questo sito ben informato
http://pesn.com/2012/04/19/9602078_Brillouin--Understanding_How_LENR_Works_Will_Enable_Us_to_Be_First/

mirco ha detto...

@comRED sembra che questi che prima facevano calore con SODIO (metallo) IDROGENO
ora siano riusciti a fare una cella che produce direttamente elettricita
http://www.blacklightpower.com/technology/ciht-cell/

RED TURTLE ha detto...


Boh, dicono che riescono a ottenere Elio-4 ?!?
Che poi va in decadimento, e i neutroni?
E come sarebbe a dire che un neutrone riesce a unirsi ad un elettrone, da dove viene questo neutrone? Boh?

Io sapevo che l'Elio-4 si trova nella superficie lunare, quale sarebbe la sua fonte?

E la fonte di Elio dai pozzi nel Texas, quale sarebbe?
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Giancarlo

Anto ha detto...

@Mirco
>questo sito ben informato


bè, insomma...

comRED ha detto...

@mirco. ho letto il pezzo peswiki. Mi ricorda il circuito di bob boyce per hho. interessante.

RED TURTLE ha detto...


NEL SETTENTRIONE DELLA CINA FA MOLTO MA MOLTO FREDDO,
NON HANNO SOLDI PER ACQUISTARE METANO O GASOLIO, E SI
RISCALDANO BEVENDO TE CALDO, O CON STRATI DI VESTITI...

http://www.greenstyle.it/fusione-fredda-la-cina-crede-in-brillouin-e-approva-il-primo-brevetto-11442.html

MA DA OGGI IN POI CI PENSERA' IL GRANDE GATTONE!

GLI SCIENZIATI USA & EUROPEI SONO DIVENTATI DOGMATICI!
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Giancarlo Rossi

PS-> (Capite perché la CINA è vitale, e invece gli
USA e l'EUROPA sono malati economici forse incurabili)

http://www.usdebtclock.org/


scorpio ha detto...

Da tempo seguo con interesse il dibattito sulle Lern, in particolare ho trovato interessante l'approccio dell' Ing. Abundo con la sua sperimentazione open source Devo però dire che l'ultimo post di Abundo titolato "Costruiamo un Ponte sulle Conoscenze e percorriamolo assieme" è decisamente troppo vago e generico. Non sembra scritto da uno sperimentatore, sono solo poche annotazioni che avrebbe potuto fare un qualunque appassionato del settore.Pregherei pertanto Abundo di chiarire in modo più dettagliato il suo pensiero.Ha già schematizzato un reattore con queste nuove caratteristiche? Lo sta già testando? Non mi sembra visti gli ultimi filmati con le celle elettrolitiche.In attesa di chiarimenti, cordiali saluti a tutti

Abundo ha detto...

@scorpio, comRED,

rispondo cumulativamente poiche' ognuno puo' trovare la risposta sia al proprio interrogativo che ad interrogativi tutto sommato vicini, visto che avete proposto desideri di approfondimento molto simili.

Espando il pensiero, ricalcando quanto sintetizzato nel post.

La ricerca nel settore LENR sta procedendo lungo strade diversificate, ma essenzialmente riconducibili a due approcci alternativi (seppure con l'aggiunta di varie tecniche di stimolazione quali ad esempio ultrasuoni, campi magnetici, onde radio ecc.): con idrogeno/deuterio gassoso sotto pressione, o con idrogeno/deuterio prodotto nello stesso reattore mediante elettrolisi (rispettivamente, metodi Focardi-Arata-Rossi-Celani-Piantelli, e Mizuno-Preparata-Del Giudice-De Ninno-Cirillo-Iorio-Abundo, senza esimersi dal riconoscere fondamentale valore ai tanti altri fondatori del settore).

Entrambe le prospettive di vista, come sempre accade, contengono un nucleo che risulta il probabile artefice del fenomeno, e un contesto che accompagna il nucleo per la natura stessa della particolare modalita'.

La parte in comune e' costituita dal caricamento in idrogeno/deuterio (comunque prodotto) di una matrice metallica che, in opportune condizioni, consente l'innesco a bassa energia di reazioni di natura esotermica.

Si propone allora di portare avanti, e noi abbiamo gia' iniziato, teoricamente e sperimentalmente, il settore di studio che non puo' definirsi nuovo, piuttosto fa da ponte tra i citati due approcci, esaltandone le potenzialita' nell'unificazione.

Capitalizzando solo le parti piu' degne, emerge uno schema concettuale cosi' sintetizzabile:

in una qualche analogia con una valvola termoionica, un gas di idrogeno/deuterio caldo sotto pressione permei una massa di particelle metalliche, caricandole; queste, sotto idonee condizioni, si scaldino per l'esotermicita' delle reazioni LENR ed inizino una emissione termoionica, esaltata dal fatto che sono percorse da corrente che le scalda ulteriormente per effetto Joule; infatti sono mantenute a potenziale catodico, e additivate di elementi quale ad esempio il cerio, per aumentare l'effetto emissivo; la presenza di un anodo-target, esterno o addirittura interno al catodo conformato idoneamente dal punto di vista geometrico (o di piu' elettrodi acceleratori) assicurerebbe una estrazione di energia direttamente sotto forma elettrica senza pagare la tassa del ciclo termodinamico sul consueto vapore. Il gradiente di potenziale ottenibile nella massa di particelle metalliche, a causa della corrente che vi circola, facilita il caricamento per "effetto Preparata", senza rischiare alte correnti per via della elevata resistenza delle polveri.

Il ponte e' evidente: c'e' idrogeno/deuterio gassoso e c'e' una coppia catodo-anodo; percorrendo il ponte, si raggiungerebbe l'obiettivo della produzione diretta di corrente.

La presente tecnologia, oltre che a se' stante, puo' essere provata introducendola additivamente nei reattori sia tipo "Focardi" che tipo "Mizuno".

ABSTRACT:

"THE BRIDGE" by Ugo Abundo - J. Von Neumann Foundation

A comparison between Focardi-way and Mizuno-one approaches is drawn.
The intersection is shown.
A new point of view is built, so leading towards direct extraction of energy from metal-Hydrogen systems, in electric form.

The apparatus is based on a cathodic powder under pressurized hydrogen that emits electrons by thermoionic effect, enhanced under LENR, towards an anodic target to directly extract electric power.



Abundo ha detto...

@ segnalazione personale

In effetti, prima di pubblicare il post, ci eravamo chiesti se citare apertamente il piezonucleare, o lasciarlo come variante - senza sminuirne ovviamente l'importanza - (c'e' nel post un apposito asterisco relativo a tecniche di sollecitazione, prima tra tutte quella ad ultrasuoni), ai fini di una piu' facile comprensibilita' di quanto stavamo argomentando.
La scelta fatta, di lasciare il p.n. come variante, non mi sembra la migliore, e concordo con Lei sulla opportunita' di portare in esplicita visibilita' la relativa fenomenologia.
Tuttavia siamo convinti che la matrice dei fenomeni, pur nella loro grande variabilita', differenziazione e specificita', sia sostanzialmente unica.
Crediamo si tratti sempre di agire sugli elettroni del materiale conduttivo.
Si voglia perche' si deforma il reticolo con il caricamento di protoni/deutoni, si voglia perche' si mettono in vibrazione gli atomi per mezzo di elevate temperature, si voglia perche' tali vibrazioni sono indotte mediante ultrasuoni, ecc., comunque il comportamento cooperativo degli elettroni viene influenzato nei parametri di reticolo che caratterizzano la stazionarieta' dell' onda elettronica (vedasi Santandrea) nella materia condensata.
Ora, elettroni cooperanti dal punto di vista energetico (vedasi Widom) possono superare la soglia per entrare nel protone (sempre presente nelle diverse tipologie LENR), dando luogo a neutroni, che possono essere tanto emessi via quanto catturati nei nuclei trasmutandoli ( per fusione o fissione).
Si puo' convenientemente supporre che anche un passaggio di corrente nel metallo possa contribuire ai fenomeni, oltre che per riscaldamento da effetto Joule, anche per effetto "Preparata" al caricamento (dato che ci si troverebbe sotto gradiente di potenziale).
Mantenendo comunque il metallo a potenziale "catodico" rispetto ad un anodo, o a piu' anodi di cui alcuni fungerebbero da "acceleratori", si favorirebbe, a mo' di valvola termoionica, l'emissione di un flusso di elettroni verso il target anodico, ove verrebbero raccolti direttamente sotto forma di corrente elettrica , aggirando la spesa termodinamica del ciclo vapore-turbina-condensatore.
In sintesi, crediamo che l'energia delle LENR origini essenzialmente dal comportamento elettronico.
E' noto che esperimenti hanno rilevato, nella materia condensata, presenza di elettroni non quantizzati dal punto di vista della carica.
All'interfaccia metallo-vuoto, quando gli elettroni devono venire emessi, devono istantaneamente quantizzarsi. Devono aggiustare la loro energia, mediante cessione dell'avanzo.
La presenza di additivi che esaltino l'emissione termoionica e' gradita.
Speciali configurazioni catodiche possono prevedere persino anodi posti internamente al catodo.
Il difetto di massa conseguente alle trasmutazioni di elementi o alle semplici variazioni isotopiche delle specie nucleari puo' essere convenientemente capitalizzato per aiutare, nella sua veste energetica, l'aumento della temperatura del metallo e conseguentemente l'effetto termoionico e la potenza elettrica estraibile.
Grazie della domanda stimolante.
Ugo Abundo

comRED ha detto...

Ieri sera ero tentato di postarle il link sottostante dell'intervista di Keshe e mi sono deciso solo ora, rischiando le invettive di qualcuno. L'ho fatto perchè ho trovato degli spunti estremamente interessanti riguardo il plasma e cos'è, secondo Keshe. Infatti invita di guardare nell'intimo dell'atomo a livello di elettrone neutrone e protone. Egli afferma che l'elettrone è di per se fatto di plasma. Ecco la ragione della prima domanda in alto. Probabilmente una griglia (tipo valvola termoionica) nel plasma innescato potrebbe raccogliere la nuvola elettronica... Un caro saluto.

https://www.youtube.com/watch?v=71xl3EdswWg&feature=player_embedded#!

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