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venerdì 31 dicembre 2010

Chiudiamo 'sto 2010 da pazzi e buon 2011 a tutti!

10 : commenti
Beh, poiché vivo da tempo oltre il comune senso del ridicolo, posso permettermi di augurare a tutti buon anno con questo video! A ottobre scrissi che mi esercitavo a fare il giocoliere con le tre palline ed ecco qui la prova che non bluffavo. Certo, ho da lavorarci ancora parecchio, le parabole delle palline sono imprecise, le mani tendono a stare troppo in alto, per ora esco allo scoperto solo col gioco base, l'unica variante che riesco a governare è l'altezza dei lanci. Ma, per essere un esordio alla non più freschissima età di 45 anni, non è malaccio su!

La voce fuori campo, ovviamente, appartiene a quella chiacchierona di mia figlia! :-)

L'augurio che voglio fare attraverso questo video è che chiunque abbia un desiderio trovi la determinazione per realizzarlo nel 2011, con le unghie e con i denti se necessario. Perché il confine tra quello che non sappiamo fare e quello che sappiamo fare lo tracciamo noi: se ci crediamo e se ci impegniamo abbastanza possiamo imparare e padroneggiare qualunque cosa. Alla fine l'unica variabile in gioco è la nostra volontà. Sembrerà pure banale, però è verissimo.

Un bell'aiuto ce lo possiamo dare l'un l'altro. Ad esempio è bastato che una persona di cui mi fido mi dicesse "hai capito come si fa, basta che ti eserciti...", per convincermi che potevo imparare a giocare con le tre palline.

Altro discorso è ottenere quello che vogliamo in amore, come fare innamorare di noi chi amiamo ma non ci ricambia: sono in gioco molte più variabili e, soprattutto, vanno moltiplicate per due persone. 

Di tutti gli anni che hanno seguito il 2002, il grande spartiacque della mia vita, il 2010 è quello che trovo più difficile capire. Bilancio positivo o negativo? Non lo so proprio. È stato un anno sovrabbondante di amore, questo sì, però mai a lieto fine. Ho cominciato col dover rifiutare, per correttezza seppure a malincuore, una donna che mi copriva di un amore avvolgente e commovente, ma che non riuscivo a ricambiare. Poi ho deciso di dire un no definitivo - ed è stato ancor più doloroso - a un'altra donna che per diversi anni aveva trovato in me molto più che un semplice amante, ahimè non veniva incontro al mio desiderio di ricrearmi una famiglia, così che alla fine mi sono reso conto di non amarla più. Infine, quando non cercavo proprio nulla, sono inciampato in una donna 20 anni più giovane di me e prima che mi rendessi conto di quel che succedeva me ne sono innamorato con una intensità e una oblatività che non avevo mai toccato prima. Crisi di mezza età da manuale? Può darsi, so che ho semplicemente sentito, col cuore, che era la donna giusta per me, anche se la testa a dire il vero mi ha dato dell'illuso sin dal primo momento. Lei ha oscillato: per 2, 3 settimane c'era, praticamente un battito di ciglia, poi ha cominciato a scivolare via, sempre di più. A volte la donna che è giusta per te non ti riconosce come l'uomo giusto per lei, purtroppo capita. Se poi ti dice pure che "venti anni di differenza sono troppi" ti senti di colpo molto meno giovane!

In conclusione, per il 2011 vorrei ritrovare la felicità che ho perso, ma sono consapevole che dovrò farlo senza una donna, come cantava Zucchero. Perché dopo essermi innamorato così profondamente, sento troppo bene che non posso più accontentarmi di niente di meno. Meglio solo.

domenica 26 dicembre 2010

Comunicazione di(s)servizio...

10 : commenti
Per la millesima volta, per favore;
facciamo pace!!!

Su dai, durante le Sante feste... anche perché chi fa pace a fino anno, ritroverà pace per tutto il nuovo anno! :-)

Ti prego...

venerdì 24 dicembre 2010

Il Natale riporta la Luce

9 : commenti
Non ci giro intorno, per me questo è il Natale più strano di sempre. Stavolta la vita mi ha portato un "regalo" così assurdo e insensato - è una cosa troppo personale per parlarne qui - che dovrei essere triste, amareggiato, persino incazzato. E invece mi sento talmente spiazzato che ogni mia possibile reazione svanisce nell'attimo in cui prende corpo, è tutto così surreale! Ieri ero interdetto, oggi mi viene quasi da ridere. Comunque è il primo anno che non mi affanno a far regali ed auguri urbi et orbi: ho ristretto il tutto al mio primo cerchio di relazioni e mi va bene così.

Ma è un caso che il mio Natale più strano di sempre sia proprio questo? Pare di no, anzi pare che io sia in perfetto sincrono con l'universo, e l'ho scoperto a posteriori, dunque lungi da ogni possibile suggestione. Come molti avranno letto, questo Natale è figlio di un solstizio invernale alquanto particolare: il 21 dicembre 2010 è stato il giorno più buio da quattro secoli a questa parte, infatti al minimo annuale di ore di luce solare diurna si è aggiunto un deficit di luce riflessa notturna, per effetto di una concomitante eclissi di Luna. 

Il bello è che proprio pochi giorni prima del solstizio, osservando i cristalli che pendono davanti alle mie finestre da quest'estate, e i loro riflessi iridescenti sulle pareti del soggiorno, e ricordando che ultimamente ogni volta che ne avevo ammirato lo spettacolo, esso mi era sembrato più bello, ho capito che dall'estate, mano a mano che l'eclittica percorsa dal sole si era abbassata sull'orizzonte ogni giorno di più, gli arcobaleni prodotti dai cristalli invece che perdersi sul pavimento (per effetto di raggi solari quasi perpendicolari) erano saliti ad affrescare le pareti (per effetto di raggi quasi orizzontali). In altre parole, è vero che d'estate ci sono più ore di luce e i raggi del sole, meno obliqui, sono più caldi e intensi, però paradossalmente d'inverno il sole s'affaccia alle nostre finestre in modo più diretto e deciso, bussa meno e meno forte, ma entra dentro casa di più!

E tanto bene, poco prima avevo ricevuto via email proprio il testo che segue. È un po' lungo, ma consiglio di leggerlo fino alla fine, perché spiega molto bene perché il giorno più corto dell'anno (e il Natale Cristiano ne conserva tutta la simbologia) sia l'occasione giusta per risorgere dal momento più buio, tanto più buio quest'anno per via dell'eclissi di Luna. E ognuno riconduca il filo della metafora a se stesso e alla propria anima. 

Buon Natale, con tutto il cuore.


IL CUORE LUMINOSO
Traduzione di Anna Paola Maestrini
Tratto da: La Danza del Vuoto di Adyashanti.
(l’uscita del libro è prevista nel mese di maggio 2011 per i tipi della casa editrice Tecniche Nuove)

L’inverno è un periodo interessante dell’anno. La maggior parte delle nostre ricorrenze religiose si svolgono d’inverno. È la stagione delle festività spirituali, come il Ramadan, l’Hanukkah e il Natale; anche la commemorazione dell’illuminazione del Buddha è spesso celebrata durante questo periodo dell’anno. L’inverno è un portale sacro, un’opportunità. Le foglie cadono dagli alberi, i frutti cadono in terra, i rami si spogliano e tutto torna alle radici, all’essenza della propria natura. Non soltanto nel mondo esterno, ma anche in quello interiore si realizza una naturale messa a nudo.
L’inverno è anche il tempo delle grandi piogge e della neve. Ogni anno, le montagne della Sierra Nevada si rimpiccioliscono un po’, rispetto all’anno precedente. Parte di loro viene dilavata nei torrenti, dall’acqua che cade e ritorna alla propria sorgente, scorrendo fino ai laghi e agli oceani.

sabato 18 dicembre 2010

Senza parole, ma con tanta solidarietà al movimento

2 : commenti

"Chiedevamo il futuro
ci hanno riempito di botte"

Alice, 23 anni, occhi pesti e braccio al collo: in cella minacciati e insultati, sembrava Orwell. "Ho capito che per lavorare me ne devo andare"

di MARIA NOVELLA DE LUCA
ROMA - "Ci tenevano lì, al gelo, tutti insieme in una cella vuota, senza bere, né mangiare, né poter andare al bagno. Chi chiedeva un po' d'acqua o si lamentava per le ferite aperte veniva aggredito, deriso, minacciato. Ci avevano detto: ricordatevi di Bolzaneto, ricordatevi di Genova. Per 14 ore nel centro di identificazione di Tor Cervara abbiamo subito ogni tipo di angheria e di terrorismo psicologico, con la consapevolezza che laggiù, in quella specie di carcere, lontani da tutto e da tutti, ci sarebbe potuta succedere qualunque cosa". Alice ricorda e i ricordi fanno male. Ombre di freddo e di paura. Di scherno e di violenza. Ha gli occhi pesti, un braccio al collo e una caviglia gonfia. Ventitré anni, i capelli e gli occhi scuri, i modi gentili e lo sguardo di chi sa quello vuole. Seduta nella piccola cucina di una casa da studenti, posti letto a 250 euro l'uno, con il caffè caldo sul tavolo e gli amici intorno, Alice Niffoi, arrestata negli scontri di martedì scorso, ferita a manganellate dalla polizia e poi detenuta con altri 23 ragazzi, racconta la sua vita di ragazza normale sconvolta da un pomeriggio di guerra. E la sua voce, i suoi desideri, i suoi sogni di studentessa di Scienze Politiche che vuole occuparsi di "Altra economia", sembrano essere quelli di un'intera generazione, di un movimento che rifiuta la violenza, ma dice Alice, "finché ci saranno zone rosse noi le violeremo, sono loro i violenti non noi".

È nata ad Orani Alice, in Sardegna, nel cuore della Barbagia, con una mamma professoressa di Lettere che nel '77 partecipò alla grande protesta universitaria e un papà che fa il rappresentante, le superiori al liceo classico "Asproni" di Nuoro, poi quattro anni fa il salto verso Roma, "avevo voglia di vivere in una metropoli, credevo nell'università, oggi ho capito che per fare il mio lavoro me ne dovrò andare, qui per noi non c'è più posto". Noi, cioè loro, sono i ragazzi che occupano, che manifestano, e il 22 torneranno in piazza in una Roma che li attende in assetto militare e armato. Suonano i telefoni, il campanello, i vetri sono appannati dal freddo, ma dentro questo appartamento nel quartiere del Pigneto, alle spalle della periferia Casilina, ci sono calore, solidarietà, gli amici entrano, escono, abbracciano Alice, "certo che ti hanno conciato male...".
"Adesso tutti cercano di darci etichette, ma noi siamo lontani dai partiti, anche dalla sinistra, chiediamo soltanto di poterci costruire vite dignitose, di avere accesso al lavoro, e la risposta del Governo è stata quella di riempici di botte, mentre tremavo dal freddo, scalza, nel seminterrato buio dove ci avevano rinchiusi, ho pensato che quel luogo assomigliava alla "cella del ministero dell'Amore" come nel romanzo 1984 di George Orwell...". Ossia il ritrovarsi in un copione assurdo, in un incubo, con l'accusa per Alice di resistenza aggravata. "Rivedo quelle scene in continuazione, ero ben stretta nei cordoni di testa del corteo, non ho tirato pietre, nulla, semplicemente avanzavo mentre la polizia caricava, e così mi hanno presa, trascinata via, picchiata con il manganello sulla testa e sulle spalle, buttata in un cellulare con le manette ai polsi".

Un salto nel buio, nell'oscurità, la consapevolezza che il gioco si è fatto duro, durissimo, e forse la vita di prima non sarà più la stessa. "Faccio teatro, dovevamo mettere in scena un testo di Laforgue, ma lo spettacolo è saltato, mi piace David Bowie, leggo moltissimo, di tutto, gli scrittori sardi, Michela Murgia, Flavio Soriga, ho appena finito un testo di Anna Simone Corpi del reato". "Mia madre si è spaventata - mormora Alice - è naturale, però sa che la nostra protesta è giusta. Ma lo sanno in Parlamento che fatica è poter studiare, mai un cinema, un ristorante, al supermercato cerchiamo i cibi meno costosi, comprare i libri è un'impresa. Vogliono schiacciarci? Noi reagiremo, è tutto il movimento che si ribella. E io avevo un nonno partigiano, come potrei smettere di manifestare?".
 
(da La Repubblica.it)

venerdì 17 dicembre 2010

Anagrammi di Silvio Berlusconi

3 : commenti
Pare che il Signor B sia tutto fiero e contento di avere per anagramma l'unico boss virile (se ne parla qui), sicuramente ben rappresentativo del suo ipertrofico ego quanto un visir così bello; penso però che gli anagrammi che lo rappresentino meglio restino il bel visino scuro e il visino burlesco, ampiamente documentati nella rete.

Ragionando su cotanto unico boss virile, di cui fior di escort narrano le gesta, ho appena scoperto unir col vile Bossi ©. Del resto un chiaro collegamento col leader del carroccio era già emerso in un altro celeberrimo anagramma: v'inculerò il Bossi!

È appassionato di musica e canto? Ribussò col vinile ©. Ha strette frequentazioni con gli ex-comunisti sovietici? Magari si sarà detto "L'URSS? be' io vinco lì" ©. 
E visto che ha un debole pure per Gheddafi, shakerando il tutto viene un inaspettato "love" libico in URSS ©!

E ora torniamo seri, che ahimè c'è ben poco da stare allegri a essere governati da un simile anagramma d'uomo. Possibile che all'opposizione non ci sia nessuno di meglio da anagrammare?!?

N.B. Ho postposto il simbolo © agli anagrammi che ho inventato stasera e di cui non  trovo traccia su Google.

Da che pulpito

0 : commenti
Si sa che la gente dà buoni consigli 
se non puoi più dare il cattivo esempio.

(Fabrizio De André)

Il sindaco Alemanno ha protestato duramente per la liberazione di 22 dei 23 arrestati dopo gli sontri di Roma del 14 dicembre: "Protesto a nome della città di Roma per questa decisione, c'è un senso profondo di ingiustizia perché quello che è successo richiedeva ben altra fermezza".

Probabilmente avrebbe preteso almeno quella severità di cui lui stesso fu fatto oggetto sul finire degli anni di piombo, quando militava nell'estrema destra. Nel 1981 venne fermato con altri 4 componenti del Fronte della Gioventù per avere partecipato all'aggressione di uno studente di 23 anni. Venne poi assolto. Nel 1982 fu arrestato con l'accusa di aver lanciato una molotov contro l'ambasciata dell'URSS a Roma; scontò 8 mesi di carcere a Rebibbia, ma venne poi assolto per non aver commesso il fatto. Nel 1989, insieme ad altri militanti del Fronte della Gioventù, fu arrestato a Nettuno e scarcerato dopo pochi giorni, per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, e tentato blocco di corteo ufficiale, in occasione della visita del Presidente USA George H. W. Bush al cimitero di guerra americano. Venne poi assolto da ogni accusa (fonte: la scheda del primo cittadino di Roma su wikipedia).

Qualcuno potrebbe pensare che forse quand'era giovane Alemanno abbia tirato anche lui un bel po' di sampietrini ai celerini... e chissà che tra i 23 arrestati di ieri (si vedrà se colpevoli o capri espiatori) non ci sia qualche sindaco di domani!

P.S. Vedo che dubbi simili ai miei li ha avanzati la Procura che si è detta sconcertata e preoccupata per le dichiarazioni del sindaco: "Il loro contenuto evidenzia una concezione della Giustizia da stato di polizia, fondata sul principio del capro espiatorio. Chi è stato arrestato deve rimanere in carcere ed essere condannato duramente e subito, anche senza processo. Questa concezione della giustizia penale - prosegue la Camera Penale - non ci appartiene e non appartiene alla nostra Repubblica. La Camera Penale di Roma ha una memoria più lunga e ricorda le tante vicende di cittadini arrestati, processati ed infine assolti; vicende che anche il sindaco Alemanno dovrebbe ben rammentare, considerato che, come scrivono oggi i quotidiani, in un non troppo lontano passato lui stesso si è trovato appunto ad essere arrestato, processato ed assolto per atti di 'violenza politica'. Sarebbe interessante sapere come la pensava in quelle occasioni...". (qui tutto l'articolo)

Il 2011 sarà finalmente l'anno della fusione fredda?

5 : commenti
Sembra proprio di sì. Le voci si accavallano confermandosi l'un l'altra: l'ing. Andrea Rossi, imprenditore che ha sviluppato il progetto, il prof. Sergio Focardi (INFN di Bologna) e altri ricercatori italiani, si starebbero preparando a svelare  alla comunità internazionale a inizio 2011 il primo reattore Nichel-Idrogeno in grado di produrre energia (si dice fino a 1 Mega Watt) tramite reazione nucleare a bassa energia, meglio nota come fusione fredda sin da quando Fleischmann e Pons ne annunciarono la scoperta nel 1989. Da allora ricercatori di tutto il mondo hanno cercato da una parte di confutare il fenomeno, dall'altra di replicarlo e trovare il modo di utilizzarlo per produrre energia. La storia sta dando ragione ai secondi. La fusione fredda a differenza di quella "calda" delle centrali nucleari,  non richiede grossi investimenti, è economica, non crea rischi di inquinamento ambientale né scorie radioattive (il decadimento degli isotopi prodotti è dell'ordine di poche decine di ore).

C'è chi dice che la presentazione ufficiale dell'apparato, già producibile su scala industriale, si terrà a Bologna entro febbraio, le mie fonti confermano la città, suggeriscono forse entro gennaio e accennannano a 10 KW termici ottenuti con un rendimento che stimerei superiore al 900% (sì proprio novecento per cento, ho contato bene gli zeri!).

Si tratta in realtà di un segreto di Pulcinella, di cui si parla da tempo con molte speranze tra gli addetti ai lavori e con grande scetticismo, in genere, nel mondo accademico, e a cui ho ritenuto doveroso dedicare qualche post: un prototipo del reattore Rossi-Focardi è funzionante da diversi anni e il suo progetto è stato coperto da brevetto internazionale nei primi mesi del 2010 (ne ho parlato qui). Confido di riuscire ad aggiornarvi presto da Ventidue passi d'amore e dintorni con gli ultimissimi sviluppi di quella che si annuncia essere una rivoluzione epocale del mercato dell'energia quanto degli stessi paradigmi scientifici su cui si fonda l'odierna fisica nucleare.

Bologna, 14 gennaio 2011: presentazione dell'apparato Focardi-Rossi.

giovedì 16 dicembre 2010

Book bloc, in difesa della cultura e dello stato di diritto

3 : commenti
A volte una piccola idea è talmente grande da poter cambiare tutto. Quella del book bloc è semplicemente geniale, l'hanno avuta per primi gli studenti de La Sapienza, il nome le è stato dato dal collettivo Wu Ming e adesso dall'Italia sta conquistando inarrestabilmente tutto il mondo.

Da una decina d'anni i movimenti giovanili di denuncia sociale (studenteschi, no global, ambientalisti ecc.) cercavano un sistema per caratterizzarsi con forza, ma in modo rigorosamente non violento, e allo stesso tempo stigmatizzare e isolare  la fenomenologia black bloc, tanto minoritaria quanto capace di distogliere attenzione e creare danni, tensioni e, in definitiva, sostegno alle repressioni operate dalle oligarchie conservatrici.

Il distinguo si rendeva necessario non solo per motivi ideologici, ma anche per garantire sicurezza alle migliaia e migliaia di manifestanti, per non vederli confusi con poche decine di teppisti e caricati insieme a questi ultimi dalle forze dell'ordine. Si era provato con le “tute bianche”, ma, al di là della chiara contrapposizione cromatica, l'idea simbolica ed evocativa era debole: non coinvolgeva, non suscitava passione, non catturava in positivo l'immaginario quanto la formula black bloc in negativo. La "bandiera" del book bloc sembra davvero la soluzione, unisce in nome della cultura, al di là di appartenenze, ideologie, età e ruoli. Perciò sarò orgoglioso di aiutare mia figlia, appena sarà il momento (a 14 anni magari), a costruirsi il suo primo scudo di gommapiuma.

Noi siamo book bloc non black bloc! questa è la risposta forte è chiara da dare al governo che, dopo le violenze gratuite che hanno devastato Roma il 14 dicembre scorso, prova a vendere l'equazione “proteste del popolo = violenza dei black bloc”. Le idee forti avanzano a volto scoperto e fronte alta, per questo i ragazzi del movimento hanno da stare in guardia: non dovranno mai più permettere che si veda qualcuno di loro reggere uno “scudo letterario di gommapiuma” nascondendosi al contempo dietro un passamontagna: a Roma purtroppo è successo e questo ossimoro non dovrà ripetersi .

Su tutto ciò - e molto più - è stato puntualissimo ed esaustivo Roberto Saviano nella sua lettera ai ragazzi del movimento.

P.S. Ma più di Saviano mi ha colpito la risposta che gli ha dato su www.unriot.it lo studente Roberto La Valle. Forse è veramente tempo di andare oltre la coerente logica binaria e abbracciare quella quantica degli stati opposti coesistenti, forse ormai l'unica strada che resta da percorrere per ricostruire una società migliore è sfidare questo potere corrotto e venduto.

ALTRI LINK

lunedì 13 dicembre 2010

Cinema, amore e insalata

4 : commenti
Il caso ha voluto che gli ultimi film che ho visto al cinema siano stati nell'ordine: Maschi contro femmine una settimana fa, La donna della mia vita mercoledì scorso, Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni stasera. Tre commedie leggere, gradevoli e molto divertenti, accomunate dall'essere incentrate sull'amore e sui suoi immancabili guai, equivoci, crisi, ecc. e dall'avere trame che sviluppano storie di diverse coppie, intrecciate o in parallelo. Esattamente quel tipo di film che dovrei evitare di vedere di questi tempi... perché anche se rido, non mi passa proprio!

Chiaramente su tutti svetta Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni (voto 8 e mezzo), un Woody Allen che sembra quasi ispirarsi alle commedie di Almodovar e con un bel cast, cito tra tutti Anthony Hopkins. Ma devo dire che non sfigura per niente La donna della mia vita (voto 8) di Luca Lucini, con Alessandro Gassman e Stefania Sandrelli: è delizioso. Maschi contro femmine (voto 7+) di Fausto Brizzi,  ha il limite di sembrare un po' troppo un film per la Tv, vuoi per le riprese vuoi per gli attori che siamo abituati a vedere più spesso sul piccolo schermo che al cinema (come Fabio de Luigi, Claudio Bisio, Luciana Litizzetto, Paola Cortellesi). 

Contro il mal d'amore non esistono medicine. Per guarire prima da influenze e raffreddori  invernali possiamo prepararci invece una squisita insalata vitaminica come quella da me gustata giusto ieri sera in casa di Nevio e Antonella, che ringrazio per la ricetta.  

Ingredienti: un arancio e un pompelmo rosa (oppure gli agrumi che abbiamo a disposizione, per esempio andrebbero bene anche un mandarancio e un limone); radicchio rosso; un'altra qualità d'insalata "neutra" come lattuga o canasta o lollo bianco o iceberg (meglio se un po' "croccante"); filetto di tonno di buona qualità; olio d'oliva; sale; pepe; miele.

Preparazione. Tagliare praticamente à la julienne le insalate e metterle a montagnetta nell'insalatiera lasciando spazio per i successivi ingredienti; guarnire con gli agrumi a pezzetti (pelati al vivo) e aggiungere al centro il tonno (la presentazione va fatta un po' coreografica); condire solo con l'olio e senza mescolare. Ognuno aggiungerà a piacere, sulla porzione servita  nel suo piatto, il sale, il pepe e un po' di condimento ottenuto sciogliendo in una tazzina di succo d'agrumi un paio di cucchiaini di miele. Mescolare e mangiare (voto 10 e lode!).

Suggerimento. Chi non sa "pelare al vivo" gli agrumi può imparare guardando questo video. Grazie Fay! ;)

sabato 11 dicembre 2010

Marcello Doria

3 : commenti
Rilancio l'appello apparso su Il blog di Kylie per contribuire, per quel che posso, a smuovere le acque sul caso di Marcello Doria, emigrato italiano originario di Chioggia (VE), detenuto da 5 anni in un carcere argentino dopo essere stato condannato - in un processo farsa - per un omicidio di cui lui si è sempre dichiarato innocente e rispetto a cui sarebbero state riscontrate molte più prove a discolpa che indizi contro. Si tratterebbe di una ritorsione operata da poliziotti corrotti a cui Marcello, che gestiva un'officina meccanica ben avviata, avrebbe rifiutato di pagare il pizzo in cambio della loro protezione.

La notizia è apparsa su La Nuova Venezia (qui) il 28 novembre scorso, ma non sembra essere stata considerata da altri mezzi di informazione né, e questo sarebbe ancora più grave, dal nostro Ministero degli Esteri. Speriamo che tra i tanti casi irrisolti o da riaprire, chi di dovere si occupi presto anche di questo.

mercoledì 8 dicembre 2010

Mare crudele oppure occidente crudele?

6 : commenti
"La domanda da porci e se ci dispiace che questa gente muoia o se quello che ci disturba è che lo fa alle porta di casa nostra." 
(Juan Medina)

Credo che non si parli mai abbastanza del dramma dei popoli che, sempre più, fuggono dalle  nazioni povere africane, dove si muore di fame e sete, per tentare la sorte in Europa e rischiare la vita per arrivarci. Se ne parla meno di quel che si dovrebbe e, soprattutto, non si agisce come il rispetto che i diritti umani imporrebbe: i governi occidentali reagiscono al fenomeno epocale delle migrazioni dal sul al nord del mondo in primis irrigidendo drasticamente le politiche di accoglienza e regolarizzazione dei clandestini.

In questo post propongo un itinerario di spunti di riflessione su questi temi, che parte dai versi di Mare Crudele (Mar Cruel), del poeta uruguayano Mario Benedetti (autore della famosissima Non ti arrendere) ; prosegue con l'ascolto della canzone I figli della fame (Los hijos del hambre), del gruppo spagnolo Canteca de Macao; incontra la mostra fotografica di Juan Medina (fotografo naturalizzato spagnolo di origine argentina, dell'Agenzia Reuters), premio Fotopress 2005, mostra in cui era presente la poesia di Benedetti (e le cui foto accompagnano il video della canzone dei Canteca de Macao). E chi avrà pazienza di seguire l'intero itinerario, vedrà che si conclude in Italia, con un'altra canzone.
MARE CRUDELE (di Mario Benedetti)

Io qui spezzo una lancia in favore dei discriminati
quelli che non si vedono mai o poche volte
i poveri pappagallini dell'oblio
che pure hanno tanta memoria.
Se quarantamila bambini periscono quotidianamente
nel purgatorio della fame e della sete,
se la tortura dei loro poveri corpi
svilisce una a una le loro anime,
e se il potere si compiace delle proprie quarantene
o se i poveri in canna
diventano ogni volta meno importanti e più poveri,
allora già è parecchio grave
se un solo uomo
o una sola donna
contemplano distratti l'orizzonte neutro,
ma è addirittura atroce,
semplicemente atroce,
se è tutta l'umanità
a mostrare indifferenza.

MAR CRUEL

Yo aquí rompo una lanza por los discriminados,
los que nunca o pocas veces comparecen,
los pobres pajaritos del olvido,
que también están llenos de memoria.
Si cuarenta mil niños sucumben diariamente
en el purgatorio del hambre y de la sed,
si la tortura de los pobres cuerpos
envilece una a una las almas,
y si el poder se ufana de sus cuarentenas
o si los pobres de solemnidad
son cada vez menos solemnes y más pobres,
ya es bastante grave
que un solo hombre
o una sola mujer
contemplen distraídos el horizonte neutro,
pero en cambio es atroz,
sencillamente atroz,
si es la humanidad
la que se encoge de hombros.

Questa è la traduzione del testo con cui si apre il video:
Serva questo progetto [ndr. la mostra fotografica "Mar Cruel"] da umile tributo a tutte quelle persone che lottano per conseguire una vita migliore e più giusta, persone che s'imbarcano per un viaggio tragico e disperato in cerca di un futuro decoroso per sé e le loro famiglie. Secondo il Progetto Fame delle Nazioni Unite all'incirca 24.000 persone muoiono ogni giorno per cause collegate alla malnutrizione. Circa il 75% dei defunti sono bimbi di meno di cinque mesi. Circa 800 milioni di persone nel mondo soffrono la fame e denutrizione, una quantità grossomodo 100 volte superiore al numero di persone che effettivamente muoiono per questi motivi ogni anno. I Paesi dell'Unione Europea (la Spagna più di tutti) investono migliaia di milioni all'anno per evitare che [quelle persone] oltrepassino le frontiere e perché siano rimpatriate; autorevoli studi dimostrano che con tale quantità di denaro si potrebbe rifornire l'intera Africa di acqua e medicinali. 
E questa è la traduzione del testo di Los hjcos del hambre dei Canteca de Macao (col testo originale a seguire). Poiché è poco che mi cimento en el idioma españolo, se trovate qualche errore da correggere fatemelo notare.
I FIGLI DELLA FAME

Con lo sguardo perso (1) in questi occhi di orbite scavate
mi si vedono le costole, devo vivere giorno per giorno.

E tu, preoccupato di come dimagrire
pensando tutto il giorno a quei chili di troppo,
siediti un momento e mettiti a pensare
a come vivono e muoiono gli altri.

Per poter vivere devo rischiare di morire
mi resta ancora la speranza di poter restare qui.
Le mie illusioni navigano in un freddo mare cobalto,
scappare dalla povertà, finalmente, finalmente, finalmente!

E se vale la pena c'è da attraversare il mare su una patera (2)
che va a naufragare prima di arrivare a Gibilterra.

Mi spaventa la povertà, vade retro.
Ci togli il lavoro e ci porti la droga
diamo istruzione ai tuoi figli e loro ci ruberanno il pane,
domani comanderai tu.
E spegni il televisore e tutto torna a essere vero
le cose che hai visto ti si dimenticano
guerre, fame e precarietà...
La tua coscienza tace e lasci correre!...
Allora si spengono tutte le luci del quartiere
e la gente dorme e non pensa
a quelli che perdono la vita ogni giorno.

Con lo sguardo perso, in questi occhi di orbite scavate
mi si vedono le costole, devo vivere giorno per giorno.

(1)ho tradotto perdìa come se fosse perdida, perché non riesco a capire il senso del verbo alla prima persona dell'indicativo imperfetto in quel punto: perdevo con lo sguardo?)
(2) parola spagnola che indica un tipo di barca, utilizzata negli ultimi tempi nel tentativo di entrare clandestinamente in Spagna dall'Africa.
LOS HIJOS DEL HAMBRE

Con la mirada perdía, en esos ojos de cuencas vacías 

se me notan las costillas, debo vivir el día a día.

Y tú preocupado por cómo adelgazar, 

pensando todo el día en esos kilitos de más. 
Siéntate un ratito y ponte a pensar 
en cómo viven y mueren los demás. 

Pa' poder vivir debo arriesgarme a morir, 
aún me queda la esperanza de poder seguir aquí. 
Navegan mis ilusiones en un frío mar añil, 
escapar de la pobreza, ¡Por fin, por fin, por fin! [x2] 

Y si merece la pena hay cruzar en una patera 
que va a naufragar antes de llegar a Gibraltar. 

Me asusta la pobreza, vete de aquí. 
 Nos quitas el trabajo y nos traes de fumar, 
educamos a tus hijos pa' que roben el pan, 
el día de mañana nos vas a gobernar. 

Y apaga el televisor y todo vuelve a ser real, 
las cosas que has visto se te van a olvidar: 
guerras, hambre y precariedad... 
¡Calla tu conciencia y déjate llevar!... [x2] 
Entonces se apagan todas las luces del barrio 
y la gente duerme y no piensa 
en los que pierden su vida a diario.
Con la mirada perdía, en esos ojos de cuencas vacías 
se me notan las costillas, debo vivir el día a día.

All'inizio degli anni '90, in Italia l'immigrazione extracomunitaria proveniva soprattutto da est: l'emergenza in particolare era conclamata dal flusso continuo di sbarchi dei clandestini albanesi sulle coste adriatiche. Nel 2010 la maggior parte dei figli di quei profughi sono perfettamente integrati, sono nostri concittadini, così come un tempo diventarono Statunitensi o Argentini o Australiani gli Italiani emigrati in cerca di fortuna. In virtù del mio lavoro, incontro tanti giovani, figlie e figli di genitori fuggiti 20 anni da dall'Albania, che hanno conseguito un impeccabile percorso scolastico e sono capaci di parlare l'italiano - rispettando pronuncia,  congiuntivi, consecutio temporum ecc. - meglio di tanti che si vantano di saper parlare la lingua di Dante da fior di generazioni o ricoprono persino ruoli istituzionali. Pensate quanto sarebbe più "povero" oggi il nostro Paese, se i governi degli anni '90 avessero usato nei confronti dei profughi albanesi la politica adottata adesso, con tanto di fanfare e proclami, contro i profughi che arrivano dal Nord-Africa...

Per vivere è sufficiente che in petto ci batta un muscolo cardiaco, ma le persone migliori sono quelle che hanno un Cuore. 

La storia la facciamo noi, col nostro voto e col nostro consenso...
 






 
BARCARUOLA ALBANESE (di Samuele Bersani)

Vado veloce sopra questa noce
fuori pericolo
Le onde sono dei vetri, alte dei metri
però le supero
Il sole si sposta e già si vede la costa
qui dal binocolo
Puntare dritto in avanti con due stuzzicadenti
remare al massimo!

Per arrivare fino a Brindisi
pagherò
saremo liberi 
per sempre
Potremo visitare Rimini
Vieni via! Ci sono i vigili...

Che delusione, non c'è televisione
non mi riprendono
È stata qui fino a ieri, oggi è partita per Bari
oppure è sciopero
Appena arrivo ti scrivo per adesso son vivo
qui sopra l'albero
Imparo bene le scritte PANNOLINI E PELLICCE
ma non mi servono

Per arrivare fino a Brindisi
pagherò 
e saremo liberi
per sempre
Potremo andare insieme a Rimini
Vieni via! Ci sono i vigili...

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domenica 5 dicembre 2010

La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza

4 : commenti
Tra le ricerche su Google che conducono più visitatori a Ventidue passi d'amore e dintorni spiccano quelle relative a Goliarda Sapienza (1924-1996) e, in particolare al suo libro più famoso, L'arte della gioia, cui ho dedicato, da lettore entusiasta, una piccola recensione e altri accenni sparsi nel blog. Sono stato poi ben lieto e orgoglioso di inserire due anni fa, anche l'incipit de La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza, per gentilissima concessione dell'autrice Giovanna Providenti. Finalmente - da pochi giorni - è possibile acquistare e leggere questa accurata biografia, costruita in forma di romanzo, pubblicata da Villaggio Maori Edizioni. 

Lascio la parola a Natalia Aspesi per presentarla come si conviene.
"Sono grata a Giovanna Providenti per quest'assoluto atto d'amore: ricostruire la vita di una grande scrittrice che, per aver osato uscire da ciò che ci si aspettava da una signora che scrive, è stata respinta, isolata, oltraggiata da una critica polverosa, presuntuosa e terrorizzata da ogni imperio letterario femminile libero e imprevedibile, che osi uscire dai canoni fissati dalle mode. Spero che questa volta i critici e gli editori si accorgano subito del valore di La porta è aperta, una biografia rigorosa eppure costruita come un romanzo appassionato che comincia molto prima che Goliarda nasca, raccontando come in una saga le vite dei suoi singolari genitori. Capitolo dopo capitolo Giovanna Providenti intreccia spesso la vita di Goliarda a quella di Modesta, la protagonista di L'arte della gioia, in un gioco di specchi che riflettono due vite singolari, temibili, appassionate che non hanno paura dello scandalo né dell'irregolarità né della crudeltà. È un lavoro sapiente quello di Giovanna che fa riflettere anche su come dieci, trent'anni fa, malgrado il femminismo, malgrado l'apparente libertà, la femminilità potesse ancora essere una prigione, una esclusione, un'invisibile ragnatela che certe volte pare calare tuttora su donne che non stanno alle regole, ai nuovi conformismi in cui si cerca di rinchiuderle. Minuziosa, ricca, documentata, raccontando un personaggio difficile e ancora sconosciuto, se non per i fatti ormai noti (il cinema, il teatro, un furto, l'impegno politico, la prigione, la miseria, gli amori), questa biografia riesce a farne un grande personaggio: a comunicarci quanto la figura anomala di Goliarda sappia parlarci di quella ribellione, e di quel dolore silenzioso che tante donne quasi sempre nascondono per difendersi dalle ferite del mondo." (Natalia Aspesi dalla motivazione al Premio Calvino 2009, di cui il testo "La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza" è stato finalista)
Aggiungo che la brava Giovanna Providenti collabora al mensile Noidonne, alle attività del Circolo Bateson e del Master in gender studies dell'Università Roma Tre. Prima di scrivere il romanzo biografico su Goliarda Sapienza, ha curato i volumi La non violenza delle donne (Libreria Editrice Fiorentina, 2006) e Spostando mattoni a mani nude. Per pensare le differenze (Franco Angeli, 2003), pubblicato numerosi saggi su riviste e volumi e alcuni racconti sulla rivista Marea.

Per avere altre informazioni su La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza, o acquistarlo on line, Giovanna Providenti mi ha lasciato i seguenti link:
P.S. Sono così tornato a occuparmi di letteratura con la A maiuscola. Ultimamente avevo invece dato parecchio spazio all'agonia di un governo cui resta solo da staccare la spina, parlandone per dovere civico, non certo nel mio interesse di blogger. Infatti ho ampiamente verificato in questi ultimi anni come ogniqualvolta il blog tratti del mal-governo del Signor B, immediatamente calino gli accessi. Non voglio pensare che tra gli algoritmi di Google ve ne sia pure qualcuno pro-PdL, mi limito a credere che la gente sia talmente nauseata da girar la testa altrove non appena s'imbatte nelle gesta di Brancaleon-Berlusconi e dei suoi prodi ministri... siccome penso che proprio l'assuefazione  al peggio sia uno dei più pericolosi cancri della democrazia, continuerò a tapparmi il naso e a parlarne fino a quando - Dio ti ringrazio - rivedrò l'Italia governata da un vero, competente e rispettabile esecutivo.

giovedì 2 dicembre 2010

Andate avanti

3 : commenti
È veramente il più grande statista che l'Italia abbia mai avuto: nessuno era mai riuscito a mettere così d'accordo atei e cattolici, studenti e docenti, sindacati e confindustria, destra, centro e sinistra. Tutti d'accordo ad archiviare prima che si può il più vergognoso esecutivo  della nostra storia repubblicana. Adesso aspettiamo di vederlo sfiduciato il 14 dicembre e sorgere, al posto della sua cenere, finalmente un vero governo di unità nazionale capace di fronteggiare la crisi sul serio. E gli si farà pure un piacere a Mister B, ché così avrà tempo di dedicarsi senza distrazioni all'unica cosa che gli stia veramente a cuore: se stesso!

E ora la parola a Margherita Hack (fonte ASCA)
Roma, 26 nov - ''Finalmente si fanno sentire''. Questo, ai microfoni di CNRmedia, il primo commento dell'astrofisica Margherita Hack sulle proteste studentesche contro la riforma Gelmini. ''Una rivolta di tutto il mondo studentesco, dei docenti, dei ricercatori, era necessaria - continua Margherita Hack - si sta distruggendo un bene fondamenalte per il futuro del paese. Solo un governo di ignoranti può pretendere di agire in questo modo. Gli studenti non manifestano a favore dei baroni, come dice la Gelmini, ma a favore di se stessi, dell'università''. E aggiunge: ''L'università non è un covo di gente messa in cattedra per favoritismi. Certo, ci sono episodi di questo tipo, ma sono episodi. In cattedra c'è molta gente valida. E lo prova il fatto che quando i nostri giovani emigrano, all'estero fanno fortuna e si trovano bene. Il che dimostra che la preparazione delle nostre università è buona''. ''Di questa riforma - continua la Hack - mi preoccupa enormemente il fatto che si voglia fare dei ricercatori dei precari a vita. Già son pagati male, se poi gli tolgono il contratto indeterminato è la fine. Grave poi il fatto di voler burocratizzare i ricercatori, di mettere i privati nei consigli di amministrazione. L'università si deve occupare di ricerca pura. Non si deve trattare come un'azienda. Come diceva Calamandrei, è un ente costituzionale e come tale va trattato. Agli studenti voglio dire: andate avanti''.
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