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venerdì 29 gennaio 2010

Il topolino ha partorito una montagna di ca...rtapesta!

4 : commenti

Apro (e chiudo) una parentesi sul Decreto Legislativo n. 150 entrato in vigore il 16 novembre 2009, noto come riforma della Pubblica Amministrazione (P.A.) del Ministro Brunetta, che mi riguarda direttamente visto che sono un funzionario pubblico. Mi soffermo in particolare sulle nuove norme che regolano il cosiddetto "salario accessorio".

Premetto una serie di principi generali, già chiari da molti anni. Tutti i dipendenti pubblici sono tenuti a svolgere il loro impiego nei modi e tempi stabiliti dal contratto di lavoro collettivo, il corrispettivo è lo stipendio. Le inadempienze sono perseguibili civilmente (note di demerito, ammende pecuniarie, sospensione, licenziamento) e penalmente fino alla reclusione, in funzione della gravità. Naturalmente c'è modo e modo di svolgere le proprie mansioni, dalla sufficienza all'eccellenza, così i datori di lavoro, nel pubblico come nel privato, sanzionano i meno meritevoli e premiano i più meritevoli, adottando a tal fine appositi sistemi di incentivazione. Per incentivare la produttività dei propri dipendenti, ogni P.A. utilizza un apposito fondo annuo. Questi incentivi-produttività (salario accessorio) vanno distribuiti ai dipendenti in misura proporzionale al punteggio conseguito nella valutazione fatta dai loro dirigenti. Il limite di questa valutazione è che, pur ancorata a parametri oggettivi, contiene un grande margine di discrezionalità e si gioca quindi sul rapporto umano tra dirigente e subordinato, al netto di eventuali pressioni sul dirigente "dall'alto".

Prima della riforma Brunetta ogni Pubblica Amministrazione dava al 100% dei dipendenti un incentivo annuo per la produttività commisurato al punteggio attribuito dai dirigenti. I dipendenti che conseguivano un punteggio basso ricevevano un incentivo minore, quelli che conseguivano un buon punteggio ricevevano un incentivo più consistente. Il secondo era sempre stato il mio caso, ovvero un incentivo pari a un 70%-90% di una mensilità (una sorta di quattordicesima) a seconda degli anni: la variabilità dell'importo dipendeva dall'entità del fondo-produttività e dalla media dei punteggi dei dipendenti (a un "6 politico" per tutti corrisponderebbe un premio produttività medio uguale per tutti). Si tratta di un sistema che andava riformato, mi sta bene, ma non in senso peggiorativo!

Dopo la riforma Brunetta ogni Pubblica Amministrazione darà solo al 75% dei suoi dipendenti un incentivo annuo per la produttività proporzionale al punteggio attribuito dai dirigenti. Al 25% dei dipendenti "migliori" (o meglio coi punteggi migliori) verrà distribuito il 50% del fondo produttivita, al 50% dei dipendenti "intermedi" (o meglio coi punteggi intermedi) verrà distribuito il restante 50% del fondo produttivita, il restante 25% dei dipendenti (quelli coi punteggi "peggiori") non riceveranno nessun incentivo.

Se così facendo la produttività servisse davvero a premiare chi lavora meglio, non avrei nessuna obiezione da sollevare. Invece ne ho parecchie. Prendiamo un esempio concreto, il mio. Bisogna considerare che all'interno di una P.A. i conteggi per l'attribuzione degli incentivi per la produttività vengono fatti area per area. Nel Comune nel quale lavoro, la mia area è composta da Tributi, Ragioneria, Contratti, Invalidi Civili, Servizi Sociali per un totale di una quarantina di unità di personale. Metto la mano sul fuoco che è dura tra questi 40 dipendenti trovarne 10 che non facciano bene il loro lavoro, ciononostante 10 prenderanno una superquattordicesima, 20 una quattordicesimina, 10 assolutamente nulla. Ovviamente ci sarà il caso che l'ultimo dei classificati con punteggio "migliore" avrà pressoché lo stesso punteggio del primo di quelli con punteggio "intermedio" (ad esempio un 150,1 contro un 150,0) ma soprattutto che l'ultimo dei classificati con punteggio intermedio avrà pressoché lo stesso punteggio del primo di quelli che non verranno incentivati (ad esempio un 100,1 contro un 100,0). Morale: io che lavoro in un Comune amministrato dal centro-destra da 13 anni, che risiedo, vivo e voto in un altro Comune e sono iscritto alla CGIL, secondo voi, a prescindere dalla efficacia ed efficienza di come lavoro, in quale categoria di premi-punizioni rischio seriamente di venirmi a trovare? Considerato questo, secondo voi la riforma Brunetta quanto mi può incentivare (a fare più del mio dovere)? Il topolino ha partorito una montagna di ca...rtapesta: ecco la tanto strombazzata Riforma Brunetta!

Non me ne vogliano i Veneziani - che non lo augurerei proprio a nessuno - però spero che Renato Brunetta diventi, come pare voglia, Sindaco della Serenissima: forse finalmente scoprirebbe la differenza che passa tra un Ministero romano (su cui sono tarate la sua riforma e visione della P.A.) e un Ente comunale... allora chiederebbe scusa ai tanti lavoratori che ha più volte offeso e umiliato, fomentando una vera e propria campagna di denigrazione, facendo di tutti gli enti e di tutti i dipendenti pubblici un fascio. Qualche mela marcia e qualche lavativo c'è in ogni luogo di lavoro, pubblico o privato che sia, ma se tutti i dipendenti pubblici si mettessero a lavorare per quel che sono pagati o applicassero alla lettera le norme "borboniche" in vigore e le disposizioni burocratiche che regolano gli uffici, l'Italia si fermerebbe e la gente si renderebbe conto di quanto la loro attività silenziosa sia vitale.

giovedì 28 gennaio 2010

Non è poco, magari è più

1 : commenti

Eh sì, dimentico troppo le cose. 
Somiglio a una barca sul mare che lascia alle spalle la scia: veloce quel solco di spuma scompare, colmato dall'onda, mi resta solo il legno sotto i piedi, il sole sulla pelle, l'orizzonte in fondo agli occhi. 
Ma non è poco, magari è più.
Questa riflessione - e la bellissima musica di sottofondo (al di là di un piccolo plagio... qualcuno lo riconosce?!) - nasce da una visita su Sghemberie, il blog di Naimablu...

sabato 23 gennaio 2010

Un grazie di cuore
a tutte le "scale" della mia vita...

10 : commenti

Nella vita ognuno di noi coglie solo quello che è in grado di ap-prendere. Come quando da un albero non riusciamo ad afferrare e cogliere che i frutti a portata della nostra mano e della nostra levatura.

Per questo è importante per tutti circondarsi di buoni libri, amici, compagni di viaggio o di esperienze o di vita. Sono loro le scale che ci aiutano a prendere anche i frutti posti più in alto, spesso più gustosi e maturi. Ognuno di noi ha l'opportunità di incontrare le "scale" giuste e se ci pensa bene ne ha già trovato tante.

P.S. Di solito ci arrampichiamo sull'albero in inverno, lamentandoci di non vedere frutti attorno a noi... be', tocca resistere alla sensazione di scendere: il momento dell'estate arriva sempre!

venerdì 22 gennaio 2010

Abbandonarci oppure resistere?

4 : commenti
È un po’ immaginare la tua anima come una donna che viene spogliata, un conto è che venga spogliata con violenza, diverso è essere spogliata dalla persona che ti ama davvero più della sua vita per una notte d’amore che dura per l’eternità; opporresti la stessa resistenza pensando a questo?

(citato a memoria da una cara amica a proposito dell'Amore con cui Dio ci ama
e di come Egli ci dona la libertà d'abbandonarci oppure resistere a tale Amore)

Sì, a certe condizioni si può mischiare il sacro col profano.
C'è un punto dove erotismo e misticismo s'incontrano, cercando lo Spirito nella carne il primo, oltre la carne il secondo.
Momenti in cui l'Amore incondizionato e l'amore carnale di una donna e di un uomo si coniugano insieme.


Imbattendomi stasera nelle immagini e nella canzone di questo video di Sophie Zelmani, per me è stato istintivo collegarle alle parole in testa al post, che mi erano arrivate pochi giorni fa... istintivo e inevitabile.

P.S. A questo punto mi viene voglia di rileggermi il Cantico dei Cantici...

Il sant'uomo e i cucchiai

2 : commenti
Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: "Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno".
Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Ne aprì una e gli permise di guardare all'interno. C'era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca.
Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato. Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia. Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: "Hai appena visto l'Inferno".
Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì. La scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola rotonda, il recipiente che gli fece venire l'acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, erano ben nutrite, felici e conversavano tra di loro sorridendo. Il sant'uomo disse a Dio: "Non capisco!"
"È semplice", rispose Dio, "essi hanno imparato a nutrirsi gli uni con gli altri! I primi, invece, non pensano che a loro stessi".
Inferno e Paradiso sono uguali nella struttura. La differenza la portiamo dentro di noi!!!

Conoscevo già questa paraboletta. Divertitevi a confrontarla con le varianti in cui, al posto di cucchiai e sant'uomo, ci sono le bacchette e un samurai oppure le posate e un contadino. Chissà la versione originale quale è! Mi è stata inoltrata oggi via posta elettronica con l'ennesima "catena". Resto in attesa di nuove mutazioni...

mercoledì 20 gennaio 2010

Giralo per favore...

3 : commenti
Oggi mi è arrivato questo sms:

Giralo per favore: bimbo 17 mesi necessita sangue gruppo b positivo per leucemia fulminante 3282694447 riccardo capriccioli.gira l'sms per favore e' urgente.

Sorvolo sul fatto che mi sia stato inviato dalla mia ex moglie, anche se già questo (lo confesso!) me lo ha fatto guardare con sospetto. :-) 


Suppongo che di fronte a richieste di aiuto/inoltro come questa, se si facesse una ricerca statistica, verrebbe fuori (le cifre sono solo di fantasia) che il 60% (i "senza cuore") non fa nulla, il 30% (i "buoni samaritani") inoltra a una selezione dei contatti in rubrica, il 5% (gli "esagerati") inoltra indistintamente a tutto l'indirizzario e solo il 5% ("quelli che si fermano a riflettere") fa qualcosa di sensato, come telefonare al numero indicato per verificare se la richiesta è vera o falsa. Come tutte le altre volte che mi erano pervenuti messaggi analoghi, anche stavolta ho immediatamente verificato che si tratta di una bufala: il numero 3282694447 è inesistente! 


Cercando nella rete si scopre che il messaggio in questione gira addirittura da marzo del 2007 e periodicamente torna alla ribalta. Chi lo riceve, da un amico o conoscente magari ritenuto affidabile (la mia ex moglie ad esempio è una "stimata" psicologa-psicoterapeuta), dà per scontato la sua autenticità findandosi della fonte, così inoltra e perpetua la catena. Pochi a quanto pare si pongono domande tipo: ma da quanto tempo gira questo messaggio? il bambino avrà ancora bisogno di sangue? ma sarà ancora vivo? Pare che il bimbo Riccardo Caprioli malato di leucemia non sia nemmeno mai esistito. 


Di questo messaggio esistono varie versioni, sia come sms che email, a volte il numero da chiamare è 035-556625 (anch'esso inesistente), a volte la leucemia diventa meningite ecc. C'è poi una variante che si conclude con del bieco 'terrorismo emotivo': "E' IMPORTANTE, SE LA FERMI 6 UN MOSTRO SENZA CUORE". Cui prodest? Considerando quanto guadagnano dall'invio di sms le varie TIM, Tre, Vodafone, Wind ecc. il sospetto che dietro queste "catene" via GSM e UMTS ci siano le stesse compagne telefoniche è forte. 


Insomma, lo ripeto per l'ennesima volta, quando ricevete sms o email di questo tenore non inoltrate pedissequamente; nel dubbio che l'avviso possa essere vero, dedicategli giusto un minutino per verificarne l'attendibilità: basta una telefonata o una ricerca su google. Che vi costa?

mercoledì 13 gennaio 2010

Rodrigo y Gabriela

2 : commenti
Cimentarsi in una cover è sempre un salto mortale, ecco qui qualcuno che ci riesce benissimo. Ieri ho sentito alla radio di sfuggita parlare di Rodrigo y Gabriela, un duo di chitarristi di origine messicana, che hanno cercato fama fuori patria trovandola, se ricordo bene, in Irlanda e da lì in tutto il mondo. Ho spulciato su youtube e ho scelto una loro incredibile Starway to Heven per chitarra classica che non può che far applaudire d'ammirazione gli stessi Led Zeppelin!

Da ascoltare a bocca e cuore aperti...

Le stagioni dell'amore

3 : commenti
Stasera alle prove del coro abbiamo cominciato a studiare un nuovo brano, Seasons of Love, tratto dal musical Rent. Be', non conoscevo né l'una né l'altro, seppure Wikipedia spieghi come Rent sia stato replicato a Broadway dal 1996 al 2008 e considerato il musical più rappresentativo degli anni '90: è l'inno della Generazione X (in cui rientro per un pelo anche io!) quanto negli anni '60 Hair lo fu per i figli dei fiori.


Mi piace molto questa canzone, cantarla è trascinante... perciò la dedico a chi è nel mio cuore.

Seasons of Love

Five hundrend twenty five thousand six hundred minutes 
Five hundrend twenty five thousand moments so dear 
Five hundrend twenty five thousand six hundred minutes 
How do you measure, measure a year?


In daylight, in sunsets
In midnights, in cups of coffee
In inches, in miles in laughter in strife
In Five hundrend twenty five thousand six hundred minutes 
How do you measure a year in the life?


(chorus) 
How about love? (x3)
Measure in love 


Seasons of love (x2)


Five hundrend twenty five thousand six hundred minutes 
Five hundrend twenty five thousand journeys to plan 
Five hundrend twenty five thousand six hundred minutes 
How do you measure the life of a woman or a man?


In truth that she learned
Or in times that he cried 
In the bridges he burned 
Or the way that she died 


Its time now to sing out 
Though the story never ends
Lets celebrate
Remember a year in the life of friends


Remember the love

(Oh you got to you got to remember the love)
Remember the love
(You know that love is a gift from up above) 

Remember the love 
(Share love, give love, spread love) 
Measure in love 
(Measure, measure your life in love)



Seasons of love (x2)

(Measure your life, measure your life in love)



Le stagioni dell'amore


525.600 minuti 
525.000 momenti preziosi 
525.600 minuti 
Come lo misuri un anno? 


In giorni, in tramonti 
In notti, in caffè 
In centimetri, in chilometri 
In risate, in battaglie
In 525.600 minuti 
Come lo misuri un anno di vita? 


Perché non con l’amore? (x3) 
Misura con l’amore


Stagioni d’amore (x2)

525.600 minuti 
525.000 viaggi da progettare 
525.600 minuti 
Come misuri la vita di un uomo o una donna?


In quante verità lei ha imparato? 
O in quante lacrime lui ha versato? 
In quanti ponti lui ha tagliato? 
O nel modo in cui lei è morta?


È ora di cantare 
Anche se la storia non finisce mai 
Festeggiamo,ricordiamo
un anno di vita dei nostri amici

Ricorda l’amore 
Oh, devi, devi ricordare l’amore 
L’amore è un dono del cielo 
Condividi l’amore, dai amore, diffondi l’amore 
Misura la tua vita con l’amore 


Stagioni d’amore (x2) 
Misura la tua vita, misura la tua vita con l’amore

mercoledì 6 gennaio 2010

Anche le case han bisogno di coccole

7 : commenti
«Che cos'è un rito?» disse il piccolo principe.
«Anche questa è una cosa da tempo dimenticata», disse la volpe. «È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! lo mi spingo fino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza».

(da Il Piccolo Principe
di A. de Saint-Exupéry)



Chi mi conosce sa che sono tutto il contrario di una persona rigida e bisognosa di programmarsi l'esistenza. Anzi, diciamo pure che preferisco l'anarchia all'ordine e il caos creativo alle regole ottuse (non è il caso delle regole auree elencate nell'immagine). Allo stesso tempo scelgo volontariamente, se lo ritengo utile e necessario, di aderire a un programma ben definito. Ovviamente parlo della vita privata, nel lavoro le regole vanno rispettate, al limite interpretate in modo non rigido (cioè umano) o riscritte d'intesa con le organizzazioni per le quali si opera.

Detto ciò, visto che da un po' di tempo mi trovavo in crescente difficoltà nello star dietro alle varie esigenze del mio appartamento (riordinare, pulire, lavare, stirare ecc.), ho deciso di darmi la semplice abitudine (o "rito") di dedicare a ogni ambiente un'attenzione particolare in un preciso giorno della settimana, ferme restando le regole auree di cui sopra: per esempio i piatti sporchi vanno sempre lavati (a mano e/o in lavastoviglie), se non la sera massimo il giorno dopo, il bagno va pulito se la sua igiene è compromessa e così via. Però dedicando a una definita stanza almeno una mezz'ora al giorno di "cure e coccole", si finisce col mettere a posto e/o pulire particolari che altrimenti non si noterebbero o si rimanderebbero sine die.

Ecco il mio programma settimanale:
  • Lunedì, giorno della Luna, astro simbolicamente legato all'acqua, dedicato alla pulizia settimanale di fondo del bagno;
  • Martedì, giorno di Marte, espressione per antonomasia dell'energia maschile, dedicato alla mia camera da letto;
  • Mercoledì, giorno di Mercurio, pianeta simbolo del mettere in rapporto e in comunicazione, dedicato al soggiorno (vi convergono, attraverso sei porte/aperture, tutte le altre stanze della mia casa);
  • Giovedì, giorno di Giove, portatore di giovialità e convivialità, dedicato alla cucina-tinello;
  • Venerdì, giorno di Venere, espressione per antonomasia dell'energia femminile, dedicato alla cameretta di mia figlia;
  • Sabato, giorno di Saturno, pianeta legato a limiti, regole, confini, dedicato ai locali esterni e/o di servizio quali l'ingresso, il sottoscale, il pianerottolo, la scala esterna e il box auto;
  • Domenica, giorno del Sole e Domineddio... riposo ovviamente, oppure quel che mi va!
Naturalmente può capitarmi di lasciare qualche stanza in disordine (non sarò mai schiavo di una casa!), ma almeno la "camera del giorno", a costo di andare a letto un po' più tardi, mi sforzo di metterla a posto. Questa è la mia nuova regola-abitudine-rito.

Ovviamente le associazioni giorno-pianeta-stanza, per quanto legate alla simbologia astrologica, sono soggettive e arbitrarie. Ma è un giochino che mi sta aiutando davvero: ho iniziato ad applicarlo da lunedì e funziona alla grande!

domenica 3 gennaio 2010

Giochi musicali

0 : commenti
Chi mi sa dire al primo colpo cosa lega strettissimamente questi due famosi brani? Doot Doot (1983) dei Freur, indimenticabile gruppo "meteora" degli anni '80, e Born Slippy degli Underworld (1995, rimissata per il film cult Trainspotting nel 1996). Ringrazio Sabrina per avermi fatto fare questa piccola scoperta.
Buona domenica
N.B. Se non sapete la risposta leggete con attenzione la breve scheda degli Underworld su Wikipedia...

sabato 2 gennaio 2010

L’inganno

2 : commenti
Se a qualcuno viene in mente di innamorarsi fuori tempo, fuori stagione e anche fuori dalle proprie misure, io raccomando una devota anoressia, devota a se stessi. E un po’ di tristezza languida per piangerci sopra. La gente non ha mai capito quanto il male possa volgere al bene e come si possano usare anche le scorie per fare un bel palazzo. La fantasia è questa: le bucce di mela, i torsoli di mela buttati da Pinocchio si possono mangiare più tardi, quando non ci sarà più niente in tavola, neanche la poesia. Ho letto oggi questo breve brano della compianta Alda Merini (1931-2009)... mi ha molto colpito. Forse è un periodo in cui mi sento più buccia che polpa, e allora che persino una buccia di mela possa diventare utile, farsi poesia quand'anche l'ultima poesia del mondo fosse morta, è un'immagine che mi fa sentire migliore. Libro da cui è tratta la poesia: Dopo tutto anche tu (2004).
Fonte della citazione/ispirazione: FIGURE PARALLELE

Happy Tears di Cecilia Sugarman

0 : commenti
Come promesso inizio il 2010 con il terzo (e ultimo) post consecutivo che inizia con la parola happy. La mia scelta è caduta su un video amatoriale di Cecilia Sugarman, una giovanissima ragazza di non so bene quale parte del mondo, che comunque canta in inglese, e molto bene, una canzone da lei composta intitolata per l'appunto Happy tears. Se un giorno diventerà famosa - la stoffa ce l'ha e glielo auguro - ricordatevi di me che l'avevo scovata nella rete! ;-)
Che le lacrime di tutti possano essere sempre portatrici di felicità. Happy Tears (words and music by Cecilia Sugarman, 2009) A week or two is not enough To hold in all the endless love That we all share whenever we're together With each other our hearts can feel free Free to create memories Memories that will always last forever (rit.) And these are happy tears we cry Though I'll miss you through the years I'll try To hold on to the good times we had Imagining your smile makes me feel good, not bad Look on the bright side: we'll see each other again So I can wipe away your happy tears Wave to everyone you meet Squeeze together in the back seat Do these things so that we can remember All of the fun things we did I don't know how I can live Without you with me by my side forever (rit.) And these are happy tears we cry Though I'll miss you through the years I'll try To hold on to the good times we had Imagining your smile makes me feel good, not bad Look on the bright side: we'll see each other again So I can wipe away your happy tears Please don't take so long to come again I'll be ready to see you no matter when Send me a funny letter now and then but please don't forget... (rit.) That these are happy tears we cry Though I'll miss you through the years I'll try To hold on to the good times we had Imagining your smile makes me feel good, not bad Look on the bright side: we'll see each other again So I can wipe away your happy tears Ed ecco la mia traduzione... Lacrime Felici (parole e musica di Cecilia Sugarman, 2009) Una settimana o due non basta a contenere tutto l'amore senza fine che noi condividiamo ovunque siamo insieme, l'uno con l'altro i nostri cuori possono sentirsi liberi liberi di creare ricordi ricordi che vivranno per sempre. (rit.) E queste che piangiamo sono lacrime felici anche se anno dopo anno ti perderò, io proverò ad aggrapparmi ai bei momenti che abbiamo avuto immaginando il tuo sorriso che mi fa star bene, non male. Guarda il lato buono della medaglia: noi ci rivedremo ancora, così posso asciugare via le tue lacrime felici. Fa un cenno a chiunque incontri abbracciatevi nel sedile di dietro fa queste cose così che noi possiamo ricordarci ogni particolare di quando facevamo l'amore. Non so come posso vivere senza te al mio fianco per sempre. (rit.) E queste che piangiamo sono lacrime felici anche se anno dopo anno ti perderò, io proverò ad aggrapparmi ai bei momenti che abbiamo avuto immaginando il tuo sorriso che mi fa star bene, non male. Guarda il lato buono della medaglia: noi ci rivedremo ancora, così posso asciugare via le tue lacrime felici. Ti prego, non aspettare troppo a ritornare io sarò pronta a vederti, non importa quando, spediscimi una lettera divertente ora o poi ma ti prego non dimenticare... (rit.) che queste che piangiamo sono lacrime felici anche se anno dopo anno ti perderò, io proverò ad aggrapparmi ai bei momenti che abbiamo avuto immaginando il tuo sorriso che mi fa star bene, non male. Guarda il lato buono della medaglia: noi ci rivedremo ancora, così posso asciugare via le tue lacrime felici.
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