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venerdì 17 dicembre 2010

Da che pulpito

Si sa che la gente dà buoni consigli 
se non puoi più dare il cattivo esempio.

(Fabrizio De André)

Il sindaco Alemanno ha protestato duramente per la liberazione di 22 dei 23 arrestati dopo gli sontri di Roma del 14 dicembre: "Protesto a nome della città di Roma per questa decisione, c'è un senso profondo di ingiustizia perché quello che è successo richiedeva ben altra fermezza".

Probabilmente avrebbe preteso almeno quella severità di cui lui stesso fu fatto oggetto sul finire degli anni di piombo, quando militava nell'estrema destra. Nel 1981 venne fermato con altri 4 componenti del Fronte della Gioventù per avere partecipato all'aggressione di uno studente di 23 anni. Venne poi assolto. Nel 1982 fu arrestato con l'accusa di aver lanciato una molotov contro l'ambasciata dell'URSS a Roma; scontò 8 mesi di carcere a Rebibbia, ma venne poi assolto per non aver commesso il fatto. Nel 1989, insieme ad altri militanti del Fronte della Gioventù, fu arrestato a Nettuno e scarcerato dopo pochi giorni, per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, e tentato blocco di corteo ufficiale, in occasione della visita del Presidente USA George H. W. Bush al cimitero di guerra americano. Venne poi assolto da ogni accusa (fonte: la scheda del primo cittadino di Roma su wikipedia).

Qualcuno potrebbe pensare che forse quand'era giovane Alemanno abbia tirato anche lui un bel po' di sampietrini ai celerini... e chissà che tra i 23 arrestati di ieri (si vedrà se colpevoli o capri espiatori) non ci sia qualche sindaco di domani!

P.S. Vedo che dubbi simili ai miei li ha avanzati la Procura che si è detta sconcertata e preoccupata per le dichiarazioni del sindaco: "Il loro contenuto evidenzia una concezione della Giustizia da stato di polizia, fondata sul principio del capro espiatorio. Chi è stato arrestato deve rimanere in carcere ed essere condannato duramente e subito, anche senza processo. Questa concezione della giustizia penale - prosegue la Camera Penale - non ci appartiene e non appartiene alla nostra Repubblica. La Camera Penale di Roma ha una memoria più lunga e ricorda le tante vicende di cittadini arrestati, processati ed infine assolti; vicende che anche il sindaco Alemanno dovrebbe ben rammentare, considerato che, come scrivono oggi i quotidiani, in un non troppo lontano passato lui stesso si è trovato appunto ad essere arrestato, processato ed assolto per atti di 'violenza politica'. Sarebbe interessante sapere come la pensava in quelle occasioni...". (qui tutto l'articolo)

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