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sabato 20 novembre 2010

Come due somari

Ringrazio Kylie per avermi fatto scoprire una bella canzone che non mi sovveniva, stranamente perché Samuele Bersani mi è sempre piaciuto parecchio sia come autore che interprete... e non si  inciampa mai per caso in una canzone!

A parte il testo, interessante e originale come ci ha abituato questo bravo cantatutore romagnolo, da notare l'essenziale quanto avvolgente arrangiamento d'impronta molta latina: solo voce e due chitarre.



Come due somari

Andiamo a stenderci comodi in profondità
giù fra i crepacci bui col diavolo che ci ospita;
se poi riusciremo a riportarlo su
si divide come un premio… non lo dico più.

Occorre spingere ai limiti la carrucola
con le scintille fra le mani e poi la corda se ne va.
Noi due come due somari siamo senza strategia
e abbiamo perso l’indirizzo per andare via.

“È l’occasione di lasciar perdere?”
si chiedono gli amanti chiusi a chiave in hotel.
Con l’inflessione dialettale che ho
non prendermi sul serio sono un impostore.

Sarò la causa di ogni preoccupazione
una specie di provocatore di risse da bar.
Se non fosse che tu sei pacifica
avrei un bernoccolo e un taglio da suturare
con dei punti ma voglio sperare
che questo con te sia impossibile.

Avendo l’ultimo fiammifero non lo sprecherei
su un muro umido ad accenderlo io non ci proverei
e poi non parlarmi adesso della claustrofobia:
lì c’è l’uscita e là l’ingresso, siamo a un crocevia.

“È l’occasione di lasciar perdere?”
si giurano gli amanti chiusi a chiave in hotel.
Con l’inflessione dialettale che ho
ti posso ipnotizzare, sono un traditore.

Sarò la causa di ogni allucinazione
una specie di dirottatore di tapis-roulant
comperati di notte al telefono.
La solitudine no che non è un affare,
ti fa credere di risparmiare
e invece non è che uno sperpero
di stagioni inutili e di anni andati via
davanti a un calendario e la colpa è soltanto mia.

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