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martedì 13 aprile 2010

Io ci sto...e tu?

Giusto una settimana fa, navigando nel web m'imbatto in una strana "pubblicità" del CDCP ONLUS (Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute). Uno slogan decisamente ammiccante (Io ci sto...e tu?), un sottotitolo altrettanto ambiguo (A.A.A. Prestazioni gratuite a tutti i sostenitori dell'iniziativa) e due silhouette anoressiche, rimandavano al seguente testo:

Comunicato stampa: Servizi sul Sesso in cambio di Diritti. Le/i sex workers annunciano una provocatoria campagna per sensibilizzare sui diritti negati. Da domani fino al 10 aprile attraverso il web partendo dal sito delle lucciole on line si dipanerà un percorso virtuale per sensibilizzare la società sulla mancanza di rispetto e di protezione sociale di cui soffre la categoria e la sua utenza. [...] L'offerta della campagna “io ci sto…e tu?” [...] prevede la distribuzione di buoni-invito ai sostenitori per consumare incontri con le attiviste/i del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute. È la prima iniziativa del genere in Italia" dice Covre [ndr. la presidente del comitato] "la situazione è grave e questa campagna che ci proponiamo di fare è strategica sia nel metodo che nel merito”. Tutti invitati quindi a tener d’occhio il nostro sito e seguire le “strade” giuste a scanso di equivoci e anche a scanso di sanzioni. 

Il fatto che il comunicato stampa del CDCP ONLUS fosse datato 1° aprile, mi metteva in guardia. Ma io sono sempre molto curioso! Un ulteriore link mi portava a un secondo comunicato stampa con indicate le modalità per scaricare il buono-invito da internet. Ed è stato proprio dopo avere ottenuto il mio (n. 201) e averlo letto bene che ho avuto conferma della natura non-sessuale delle prestazioni gratuite offerte!

Con questo buono puoi contattare e consultare un'attivista del comitato
  Per i gentleman info dalle 16.00 alle 21.00 al 338-................
Per le lady info dalle 12.00 alle 18.00 al 848-................
  Riservato ai maggiorenni Valido dalle 18.00 del 1° Aprile alle ore 24.00 del 10 Aprile
  Puoi sostenere la nostra lotta destinandoci il 5 x mille:
scrivi C.F. 9100483093 sul modulo apposito della tua dichiarazione dei redditi.
  Anche il nostro lavoro ha diritto alla pubblicità
by Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute ONLUS - www.lucciole.org

Devo dire che prendere la linea è stato decisamente arduo: il numero era sempre occupato oppure dopo qualche squillo la linea cadeva. È stato invece facile parlare con la segreteria del CDCP: mi spiegava che il buono serviva a parlare con una loro attivista, tale Roberta, da cui avrei avuto informazioni sulle motivazioni della campagna, e che in quel momento, per tutta l'Italia, al numero "per i gentleman" rispondeva soltanto lei. Ci credo che sembrava impossibile prendere la linea! Apro un siparietto: la prima volta che ho digitato il numero riportato sul buono, ho sbagliato una cifra e alla mia presentazione - Buonasera, telefono per avere informazioni sulla campagna "Io ci sto...e tu"... - ha risposto una giovane donna che, più divertita che imbarazzata, mi ha detto che probabilmente avevo sbagliato persona! Insisti, insisti, verso l'ora di cena finalmente all'altro capo del telefono ha risposto la richiestissima Roberta. Ho chiacchierato con lei una ventina di minuti degli obiettivi della campagna (tra cui ovviamente il finanziamento stesso del CDCP con le donazioni del 5 x mille). Butto già a livello di flash, qualche spunto sorto da quella discussione, che andrebbe approfondito. Nulla da eccepire sull'evidenza che la nostra società viaggi ipocritamente a doppia morale: per un verso il lavoro sessuale è stigmatizzato e criminalizzato, per l'altro perfino i nostri governati sono stati spesso pizzicati a usufruirne come se fosse prassi del tutto normale (per loro almeno). Nulla da eccepire sulla differenza sostanziale tra una donna costretta a vendere il proprio corpo per denaro, vittima di un bieco sfruttamento, e un'altra che sceglie volontariamente e in proprio, senza protettori, di dedicarsi al mestiere più antico del mondo, magari addolcendone non poco l'impatto facendosi chiamare, piuttosto che prostituta, escort. Ma quest'ultima ha davvero una rispettabilità sociale maggiore della prima? Si pensi alla figura della cortigiana, in certe epoche innalzata quasi al rango dei regnanti, in altri tenuta celata come un'indicibile ammissione di debolezza della carne. Sempre distinta comunque dalle prostitute di basso ceto. Mi sovviene per esempio Veronica Franco (1546-1591), cortigiana veneziana famosa per la sua ars amandi quanto per la sua erudizione e le poesie che componeva. Sicuramente il fenomeno della prostituzione va affrontato alla luce dei nuovi tempi e tolto una volta per tutte dall'area di rimozione in cui la cultura di stampo patriarcale lo ha a lungo relegato. Oggi non dubito che una sex-worker realmente professionale vesta e si atteggi in modo molto più castigato di tante donne, giovani e meno giovani, che vanno a ballare in discoteca o solo a fare shopping in un centro commerciale; fino a pochi decenni fa era sempre successo il contrario. E chissà se è davvero una novità il fenomeno della cosiddetta microprostituzione, che interessa tante teen-ager "velinizzate" ed "escortizzate" da mass-media che insistentemente proiettano loro addosso un'immagine di donna mercificata. Certo, una volta non ci si vendeva per avere una ricarica del cellulare o, una volta un po' più grandi, per pagare l'affitto della casa all'università - adesso che le famiglie d'origine non riescono più ad arrivare a fine mese. Probabilmente sono i "beni" oggetto di scambio a essere mutati. Forse la vera novità è che in passato prostituirsi poteva essere un modo per fuggire dalla povertà, mentre oggi pare diventare spesso un modo per inseguire l'agiatezza. Il punto è che, una volta che una persona ha perso di vista il senso della vita ed è caduta nella gogna del consumismo, sono davvero pochi i lavori "onesti" capaci di permetterle di possedere tutto ciò che desidera: ecco allora una donna ritenere il lavoro di escort un mestiere come un altro e un marito accettarlo come un modo per vivere senza preoccupazioni economiche. Naturalmente la Chiesa vedrà sempre in ogni Maddalena, una donna da redimere, ritenendo la sua professione una spina nel fianco all'unità della famiglia e del matrimonio monogamico. Dunque per avere in Italia, terra che ospita lo Stato Vaticano, un riconoscimento sociale e morale delle libertà sessuali pari a quello di certi paesi nordeuropei, ne dovrà passare molta di acqua sotto i ponti. È un male? È un bene? Ognuno scelga in coscienza. Di certo, e con questo concludo il post, è una Europa ben strana questa che da una parte pretende di imporre a tutti la coltivazione e l'uso degli OGM e dall'altro lascia ogni Stato libero di legiferare come vuole circa la prostituzione e il suo status giuridico e sociale.

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