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giovedì 25 marzo 2010

Cosa c'entrano Nixon, Platone e Freud
con un anagramma?

Nel 1972 ero molto giovane, ma il clamore suscitato in tutto il mondo dallo scandalo Watergate lo ricordo bene. Le telefonate del Presidente degli Stati Uniti d'America Richard Nixon erano state intercettate e lui si dimise, colto con le mani nella marmellata dell'abuso del potere. Tempi in cui i governanti avevano ancora palle e dignità, evidentemente. Oggi in Italia, qualcuno, per molto ma molto meno, non si dimette e si fa beffe di noi che chiediamo il rispetto delle regole democratiche e della Costituzione dei padri della patria, anzi accusa noi di essere sovversivi e istigatori all'odio. Colto con le mani nella marmellata, la rovescia addosso a tutti e tutti accusa, tranne se stesso. Considerandoci sprovveduti o ignoranti, fa finta di non ricordare cosa successe a Nixon e, re dei bugiardi senza vergogna qual egli è, afferma che l'unica nazione al mondo in cui un premier può essere intercettato è la nostra. E si inventa un inesistente vulnus della democrazia da parte della magistratura quando lui stesso è il vulnus. E si dice "capopopolo" del partito della libertà quando lui stesso e i suoi vassalli complici minano scientemente da 16 anni le fondamenta delle libertà civili tanto faticosamente conquistate. Nauseato da tutto ciò mi rifugio negli anagrammi. Sì gli anagrammi. Perché ho verificato tante volte che sanno aprire squarci di verità sul mondo. Per questo li adoro e mi diverte passare al loro setaccio nomi di persona e altro. Non voglio certo dire che l'anagramma, per esempio di un partito politico, ci permetta di guardare quest'ultimo per quello che veramente è, piuttosto che la sua ombra cinese. E che l'anagramma, ci apra gli occhi come avviene a chi esce fuori dalla caverna di Platone. Certo che no. Però spesso anagrammando accade qualcosa di davvero divertente. E se una barzelletta, o una frase, o un anagramma, ci fa ridere è perché - osservò bene Freud - vengono messi in gioco gli stessi meccanismi del sogno, per esempio il doppio senso (una singola espressione che esprime cose diverse). Ciò consente l'emersione dei contenuti presenti nei nostri inconsci e la liberazione istantanea dell'energia psichica che prima li bloccava (censura). È proprio l'esplosione di tale energia a scatenare la risata in chi ascolta un motto di spirito. Insomma non credo proprio sia un caso se anagrammando Popolo della Libertà mi è venuto fuori:

o balle del topo pirla 

Ricordatevelo, quando tra pochi giorni andrete a votare. E passate parola! :-)

P.S. Altri anagrammi di Popolo della Libertà.

4 : commenti:

Marisa ha detto...

kissà la sinistra ke tipo di mine userà x la libertà non tutelata. Finora x fortuna il problem non sussiste!!

Daniele ha detto...

Lasciamo perdere le mine...
Altra metafora. Se ho ragionevole timore che i ladri possano entrarmi in casa, compro e attivo un allarme. Non aspetto che passi il ladro, rubi tutto, e solo a questo punto attivo l'allarme. ;)

Daniele ha detto...

Meglio ancora sarebbe che il ladro venisse arrestato... :-)

Marisa ha detto...

ci sono leggi x arrestare i parassiti di kualke precedente governo??? io opterei x la capitale....non sono degni delle nostre galere.....baci

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