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sabato 28 novembre 2009

Mi sto abituando

"Ciao Dani, spero tu stia meglio. Stasera dopo cena verso le 11 appuntamento da [omissis] con Stefi per un drink in un locale frequentato da adulti dove possiamo fare incontri. Fammi sapere per sms. Bacio"
 
Era il testo dell'sms inviatomi stamattina da un'amica single. E già, spesso mi dimentico d'essere single pure io. Perché non accettare l'invito? Sono abbastanza insofferente verso questo tipo di uscite, ma ci sarei andato, soprattutto per il gusto di vedere le mie amiche in azione in un locale per single. Però non mi va di lasciare mia figlia a qualcuno per andare a divertirmi, tanto più che ha ancora un po' di febbre. In verità, quasi ogni volta che mi capita un invito ad hoc per single, mi trovo a dover rispondere da responsabile e impegnatissimo papà. Per questo dico che la categoria dei genitori separati e non riaccompagnati non è assolutamente assimilabile a quella dei single.

Mi sa proprio che mi sto abituando a vivere senza una compagna di vita, facendomi bastare la compagnia di mia figlia e, quando ci sono, degli amici. Brutto affare.  

P.S. Un figlio è qualcosa di inestimabile, non si discute, ma sottoscrivo al 100% un commento che mi è stato lasciato in altra sede: "credo sia un vero peccato non poter condividere la propria vita con un partner (parlo in prima persona)... il legame con i figli è diverso... non può bastare... Prima di madri e padri, siamo donne e uomini...". Mi trovo d'accordo proprio perché, avendo vissuto in coppia per 11 anni, francamente nella condivisione coniugale quotidiana sentivo la mia anima più felice che nella "libertà" dell'essere single. E a scanso di equivoci, non ho le lenzuola della foto!!!

2 : commenti:

chiara ha detto...

Hai proprio ragione... non ci avevo mai pensato ma essere single o separato (con figli) sono due rette parallele. Credo che dovrebbero fare dei locali appositi dove magari si va anche con i figli!!!

Daniele ha detto...

E non è mica male come idea! :-)

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