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lunedì 30 marzo 2009

Magritte a Milano

Un trittico in cui Magrite ha riassunto i suoi temi principali
La magie noire - La magia nera (versione meno nota)
Ho visto questo pomeriggio, in pieno sole, una giovane donna che aspettava il tram in compagnia del suo corpo. (René Magritte)

La magie noire, 1945 - La magia nera (versione più nota)
Le domaine d'Arnheim, 1962- Il territorio di Arnheim
La voix du sang, 1961 - La voce del sangue (la versione che mi piace di più)
Venerdì pomeriggio ho deciso che la mattina dopo alle 6.30 sarei salito sul treno per Milano. Era da novembre che desideravo vedere Magritte - il mistero della natura, la mostra sul più famoso pittore surrealista allestita a Palazzo Reale, nonché uno dei miei artisti preferiti in assoluto... ora o mai più visto che questo era l'ultimo weekend di apertura! E poteva diventare anche l'occasione di incontrare delle persone care a Como che non vedevo da qualche anno. La mostra a Palazzo Reale (90 minuti di fila per il biglietto e 120 per vederla quanto meritava) non ha deluso le mie aspettative. Qui accanto vedete la mia personale selezione delle tante opere esposte. Mi sono anche ricopiato alcune frasi di Magritte, quelle che più mi sono sembrate esemplificative del suo modo di concepire l'arte e la sua stessa funzione sociale.

L'amore per l'ignoto equivale all'amore per la banalità: conoscere significa scoprire la banale conoscenza, agire significa cercare la banalità dei sentimenti e delle sensazioni. (1955)  

I titoli dei quadri non sono spiegazioni e i quadri non sono illustrazioni. (1946)  

Il linguaggio dell'autenticità dà alle parole significati che non hanno mai avuto prima. (1963)  

Essere surrealista significa bandire dalla mente il già visto e ricercare il non visto. (1947)  

Ho pensato che il progresso non esiste, che si tratta di un'idea nociva per la nostra salute, poiché impedisce un maggiore contatto con il reale [...]. L'idea di un progresso è forse legata alla convinzione che ci avviciniamo al bene assoluto, permettendo così a molto del male attuale di manifestarsi? (1946)

La fée ignorante, 1956 - La fata ignorante
La perspective amoureuse, 1935 - La prospettiva amorosa
A dire il vero il mio progetto era ben più ambizioso: visitare anche la mostra sul futurismo e sulle armature dei samurai giapponesi allestite contemporaneamente a Palazzo Reali. Ma dopo due ore di surrealismo ero talmente pieno di emozioni che l'idea di tuffarmi in un'altra mostra mi è sembrata ben più che surreale! Tanto più che così ho potuto passare più tempo coi miei amici di Como. Al ritorno a Perugia alle 20.30 di ieri sera, una bellissima sorpresa. Come sono sceso dal treno le nuvole si sono scansate e s'è affacciato a salutarmi un bianco sorriso di luna. Molto simile alla luna sottile di Magritte che sta sulla copertina del mio secondo libro: un po' sorriso, un po' barca, un po' coppa. Se ne stava curiosamente filiforme e orizzontale rispetto alla terra. Un filo di luna che sapeva di mollica e miele.
    Les compagnons de la peur, 1942 - I compagni della paur
    L'art de la conversation, 1950 - L'arte della conversazione
    La tombeau des lutteurs, 1960 - La tomba dei lottatori  
    L'empire des lumières, 1961 - L'impero delle luci (una delle tante versioni)

    15 : commenti:

    Donnachenina blog ha detto...

    Ciao Daniele, allora sei venuto a Milano!
    Io non sono una grande estimatrice dell'arte, nel senso che non ho cultura in tal senso...ma a volte è meglio, perchè non si è subito nessuna influenza esterna...per il poco che la conosco quella che preferisco è l'IMPRESSIONISMO...poi mi piacciono pittori che non qappartengono espressamente ad una corrente, come si sa i gusti delle persone sono sempre alquanto differenziati e in questo caso siamo un po' fuori sintonia.
    Una buona serata Daniele e una buona notte
    Franca

    Daniele Passerini ha detto...

    Cara Donnachenina,
    io mi sono innamorato di Magritte da adolescente, andando a una sua mostra a Roma. A scuola era tanto se si arrivava a studiare gli impressionisti. Magritte non appartiene alla corrente surrealista, Magritte è il surrealismo! ;)
    Surrealismo è vedere la realtà oltre le categorie mentali che ci sono state imposte dall'educazione... oltre il velo di maya. Per questo lo sento molto in sintonia col mio spirito.

    P.S. Non ci vuole cultura per apprezzare l'arte, basta aprire il cuore. Per me l'arte è emozione non pensiero.

    stelllare ha detto...

    anche pensiero Da22!

    Donnachenina blog ha detto...

    Ciao Daniele, sono d'accordo con te che non ci vuole cultura per apprezzare l'arte...ma non è del tutto corretto forse il modo con cui si usa questo termine...cultura io non intendo che devi aver passato anni sui libri d'arte, quella si può definire meglio come conoscenza...ma io non ho avuto modo di vedere nemmeno troppo spesso quadri e mostre...e quella definisco cultura.
    Cultura deriva da coltivare...come si coltivano i fiori...e la terra..ma se uno non ha potuto fare tale esperienza scusami ma non basta aprire il cuore...diciamo che ci possono essere persone che hanno un talento innato per l'arte della pittura , come per la musica...ma se vivi in un deserto per anni e anni...e poi ti portano ad un concerto o a una mostra di quadri dubito che basti aprire il cuore.
    Non prendere le mie parole come polemica..ma credo che è qualcosa che dovresti sempre tenere presente quando scambi, sapere chi hai di fronte...altrimenti sorgono molti fraintendimenti inutili.
    Ti auguro già adesso una buona serata e a risentirci a presto.
    Franca

    Surrealina ha detto...

    Sapevo che l'avresti vista. :)

    Daniele Passerini ha detto...

    @Stelllare.

    Certo Stella, non voglio addentrarmi in disquisizioni per le quali non ho lontanamente la tua competenza. La mia era una affermazione squisitamente soggettiva, nulla di oggettivo.
    Certamente l'arte può essere anche estremamente concettuale e comunque sempre frutto di un mix di testa e cuore (e mano), non ci piove. L'arte di Magritte ad esempio nasce da precise premesse "filosofiche" (pure se magari tali riflessioni son frutto di visioni oniriche e tuffi nell'inconscio e non viceversa), ma per me la sua pittura è stata amore a prima vista, solo DOPO ho scoperto il pensiero che soggiaceva dietro. Insomma, banalmente: l'arte più raffinata del mondo per me vale molto poco se è incapace di suscitare emozioni. Solo questo volevo dire.
    Bacio

    @Donnachenina

    Riconosco che non avevo considerato quello che dici: è giustissima la precisazione che fai sul concetto di cultura. Per esempio io non mi considero una persona particolarmente colta, tuttavia quando sono cresciuto ho potuto attingere a molti spunti "culturali", perciò, nell'accezione che ne dai, sarei una persona colta. Accetto quindi la tua correzione e il tuo consiglio.
    Però ti dico anche che non è facile "tararsi" rispetto a ciascun interlocutore, sia perché un po' ne andrebbe a scapito la nostra spontaneità, sià perché la conoscenza che abbiamo dell'interlocutore è sempre molto relativa o comunque etremamente variabile secondo la persona con cui ci rapportiamo.
    Grazie di cuore e un grande abbraccio.

    @Surrealina

    Beh, io a essere sincero ormai l'avevo data per persa!!!
    Bacio
    ;)

    Donnachenina blog ha detto...

    Ciao Daniele, aggiungo però una cosa a proposito di Magritte...le modelle se le sceglieva molto bene!
    Non è banale, dirlo, dando per scontato che tutt i pittori farebbero delle scelte analoghe..ad essere sincera anche se non conosco un po' in profondità la produzione di Magritte, per il poco che vedo anche attraverso le opere che tu di lui posti, penso di poterlo dire.
    Anche le frasi che riporti sono molto interessanti, mi piacciono in modo particolare le ultime tre.
    Ti auguro una buona serata Daniele
    e a risentirci
    Franca
    P.S.- Giusto anche quello che tu fai notare rispetto alla taratura nei confronti dei diversi interlocutori...ma va tutto bene, mica suiamo qui per i torti o le ragioni...è uno scambio

    artemisia ha detto...

    L'èmpire des lumieres è la prima riproduzione che ho fatto incorniciare coi miei soldi, a 17 anni. È stata per qualche anno appesa in camera mia, poi l'ho portata in un'altra casa dove non sono state felice, e ora, molte case dopo, non so più che fine ha fatto, ma ho il vago ricordo di un vetro spaccato.

    Daniele Passerini ha detto...

    Arté ma lo fai apposta? :)
    Ero ancora al liceo (avevo 17 o 18 anni al massimo) quando andai a vedere la mia prima mostra di Magritte a Roma con un po' di amiche e amici. Sul manifesto c'era proprio "L'empire des lumieres", me ne volli comprare anche il poster e lo misi in camera... lo adoravo.

    naimablu ha detto...

    Disperavo anch'io, credevo non sarei più riuscita a vederla e mi sarebbe dispiaciuto tanto. Invece...invece, a volte accade proprio quello che si pensa perduto, è raro, ma quando succede: che emozione ! Bellissima mostra, mi sono divertita un sacco. PS: la mia media di visita alle mostre è 180 minuti, Renoir e Mirò, li ho visti in 5 ore ciascuno, ma io sono un caso a parte, chiedi a Surrealina :) ciao

    naimablu ha detto...

    Ps: ma il titolo del dipinto di Megritte che è sulla tua copertina è : vestito di notte? attemdo delucidazioni perché mi piace tantissimo :)

    Daniele Passerini ha detto...

    Cara Naimablu,
    "Vestito di notte"? Potrebbe anche essere... la traduzione italiana del titolo riportata sulla monografia della Taschen è "L'abito da sera" che ormai mi suona benissimo. Per me quell'immagine con la donna (misteriosamente di spalle) e il mare, la luna (il primo spicchietto crescente) e il cielo è geniale e mi emoziona immensamente... chiudo gli occhi e la vedo come fosse reale.

    Simonetta ha detto...

    la voce del sangue...semplicemente meraviglioso!

    Daniele Passerini ha detto...

    Si anche a me piace da morire La voix du sang, per l'albero, per il colore, per la profondità di campo, per il fiume, per le finestre aperte... sulla sfera e la casa illuminata che si affacciano da... che magia magrittiana!

    Anonimo ha detto...

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