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mercoledì 17 settembre 2008

Specchi oppure porte aperte?

Mentre pedalavo, questo pomeriggio, d'improvviso m'è tornata in mente una riflessione - meglio ancora una immagine - che m'era venuta in mente qualche giorno fa (mi pare che stessi guidando l'auto) e che avevo completamente dimenticato. Com'era sprofondata nell'oblio è riemersa, e allora la scrivo prima di dimenticarla ancora! Da almeno 20 anni la mia metafora preferita di due persone che si amano è quella di due specchi rivolti l'uno contro l'altro. Non ho idea di dove l'abbia letta o ascoltata la prima volta. Di certo in tutti questi anni l'ho ritrovata in tanti brani e vista utilizzata come me da molte altre persone. Sì, nell'amore ci si fa specchio l'uno dell'altro, per questo non c'è nulla come l'amore capace di fare cambiare ed evolvere le persone: è la pietra filosofale dell'anima, il gnosi se auton (conosci te stesso) per eccellenza. Ti scopro. E specchiandomi in te comprendo meglio me. Be' la nuova immagine che ho avuto è questa. Due porte chiuse. Una di fronte all'altra. Ci si innamora: le due porte si aprono svelando alla vista un intero universo. Lì ci sono laghi dove specchiarsi, prati dove rotolarsi, mari dove nuotare, cieli sotto cui correre o riposare, raggi di sole per farsi scaldare. Un partner dentro il mondo dell'altro... in realtà il mondo è sempre lo stesso, sono le porte a essere diverse e offrire differenti punti d'accesso. Ti apri. E vedendo in te l'universo comprendo che io, te, l'universo, siamo un'unica onda. Sono solo metafore, d'accordo. Solo accordi di parole. Però la realtà - la realtà che percepiamo - è plasmata dai nostri paradigmi cognitivi. Perciò cambiare metafora significa percepire le cose in maniera diversa. Lo specchio non fa passare la luce, la riflette. La porta (aperta) mette in comunicazione. Sono solo metafore, ma possono cambiare tutto. Buonanotte e sogni d'oro. P.S. Ho contrassegnato questo post con l'argomento Egitto, perché in qualche modo so che questo cambio di prospettiva nasce anche da quel viaggio che ho fatto da poco nella terra delle piramidi. Quando si fa qualcosa di diverso dal solito, emotivamente coinvolgente, le ricadute si manifestano a lungo, anche a distanza di settimane o mesi... a me almeno succede così. A proposito, l'immagine in alto è il particolare di un bassorilievo che ho fotografato in un tempio dell'Alto Egitto, credo quello di Karnak.

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