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sabato 13 settembre 2008

La pseudoscienza delle fasce orizzontali dimagranti!

Mi diverte punzecchiare la pseudoscienza da rotocalco estivo, ovvero quelle ricerche idiote (non si sa finanziate da chi e perché) che sembrano sortire l'unico risultato di mettere (brevemente) i loro autori sotto i riflettori. Leggete questo piccolo articolo tratto da www.corriere.it.
NUOVO STUDIO DI PSICOLOGI DELL'UNIVERSITÁ DI NEW YORK SU UNO DEI CAPISALDI DELLA MODA Le strisce orizzontali ingrassano? È falso, fanno sembrare più magre È il risultato dell'esame di 200 coppie di immagini di donne con abiti a righe verticali e orizzontali LONDRA — Qualcuno l’ha definita la prima regola della moda: le strisce orizzontali ingrassano, creano l’«effetto meringa». Quindi, vestirsi sempre con righe verticali, «che sfinano». Tutto sbagliato, tutto il contrario. I ricercatori della facoltà di psicologia dell’università di York hanno preparato duecento coppie di immagini di donna con abiti a strisce verticali e orizzontali e le hanno mostrate a un campione di osservatori chiedendo quali sembrassero più magre e slanciate. Il risultato è che le fasce danno un’immagine dimagrante più delle righe: la differenza di apprezzamento è del 6 per cento, un margine significativo, secondo il dottor Peter Thompson. In realtà la teoria non è nuova: era stata elaborate già nel 1867 dal tedesco Hermann von Helmholtz che aveva lavorato sull’illusione ottica in psicologia. OCCHIO E CERVELLO — L’occhio e il cervello agiscono insieme per interpretare e valutare l’ambiente che ci circonda. Il professor von Helmoltz aveva tracciato dei quadrati uguali per dimensioni, uno a barre orizzontali e uno a barre verticali e si era reso conto che la percezione umana creava l’illusione che quello in orizzontale fosse più alto. In natura il fenomeno fa parte della teoria dell’evoluzione delle specie: per esempio la zebra ha strisce orizzontali sulle zampe e il posteriore; così quando un leone la scorge da dietro è portato a valutare che abbia zampe lunghe che le permetteranno di correre veloce e lombi magri che non daranno abbastanza carne per sfamare il predatore. Inutile perdere tempo con la zebra. Tutto chiaro? Sì, anche se la storia della zebra a ben vedere non conforta tanto: perché una donna dovrebbe vestirsi in orizzontale se poi al «leone» non piace?
Guido Santevecchi 12 settembre 2008
Perfetta la conclusione in barzelletta del giornalista... i motivi per cui un leone sceglie la sua preda lasciamoli al leone! Ricapitoliamo. Sarti, stilisti, esperti di moda e noi tutti crediamo che le fasce orizzontali facciano apparire più robusti e le righe verticali più snelli (Dio, quanto è brutto il verbo "sfinare"... esiste davvero?). Che illusi! Per fortuna corre in nostro aiuto la "scienza" a redimerci da tale abominevole errore. Ma dico, siamo fuori di testa? Dubbio terribile (si fa per dire): i ricercatori hanno utilizzato foto ritoccate al computer con pattern a righe orizzontali o verticali, piuttosto che foto di individui che indossano indumenti reali a strisce o fasce. A giudicare dalla foto che accompagna l'articolo del Corriere parrebbe proprio così. In realtà, poiché non siamo le piatte creature bidimensionali immaginate da Edwin A. Abbot in Flatlandia, l'effetto di aggraziare (o appesantire) la silhouette dipende da molte altre variabili dell'interazione di una superficie rigata a due dimensioni con un corpo tridimensionale. Dipende in parole povere dal banale effetto prospettico delle righe sul nostro corpo (se ne indossiamo di verticali, ad esempio, un osservatore le vede infittirsi e restringersi ai nostri lati). Dipende dal loro spessore (un conto è indossare una camicia a righe/fasce sottili, un conto una stile "tenda da sole"). Dipende dal loro spessore reale (su un vestito aderente o su uno comodo, di tessuto di tela abbastanza rigida o di maglia cedevole). Dipende insomma se vestono bene o male. E anche mettendo da parte il buon senso e senza pretendere chiarimenti sull'estensione del campione, un margine del 6% - quello ahimè ritenuto significativo dall'autore della ricerca - significa che ogni 100 persone 53 avvalorano la sua ipotesi e 47 la contraddicono. Mi pare un po' pochino. Insomma datemi retta. Non correte a rifarvi il guardaroba: osservate in camerino come vi sta addosso un determinato abito e scegliete caso per caso. P.S. Mi sono già occupato di analoghe ricerche "d'alto livello": ad esempio a proposito di fiocchi rosa e azzurri e di ricerca del partner (qui e qui). Un buon giorno leggero e sorridente a tutti!

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